L'Ascesa di Shein: Il Fenomeno dell'Ultra Fast Fashion e le Sue Origini Misteriose

Chris Xu, fondatore di Shein

Shein, il colosso cinese dell'ultra fast fashion, è emerso negli ultimi anni come una delle forze più dominanti e discusse nel panorama della moda globale. Con un modello di business che sfida le convenzioni e un successo commerciale sbalorditivo, l'azienda ha catturato l'attenzione di milioni di consumatori, in particolare la Generazione Z, grazie a prezzi stracciati, un'offerta di prodotti vastissima e una strategia di marketing digitale aggressiva. Tuttavia, dietro questa facciata di successo fulmineo si celano origini avvolte nel mistero e una serie di controversie che sollevano interrogativi profondi sulla sostenibilità ambientale, le condizioni di lavoro e la concorrenza sleale.

Il Fondatore Enigmatico: Chris Xu e i Primi Passi di Shein

Al centro del fenomeno Shein vi è la figura elusiva del suo fondatore, Xu Yangtian, conosciuto perlopiù con il nome inglese di Chris Xu. Descritto come uno degli uomini più ricchi della Cina, Xu mantiene un profilo estremamente basso, quasi sconosciuto persino ai suoi dipendenti. Non ha profili social, non rilascia dichiarazioni se non incorniciate nei comunicati aziendali e non appare mai a eventi pubblici dove possa essere fotografato, alimentando il mito e il successo di Shein attraverso la sua stessa discrezione.

Chris Xu, oggi 39enne, è nato in Cina, presumibilmente nello Shandong nel 1984, e ha studiato commercio internazionale all'Università della Scienza e della Tecnologia di Qingdao. Dopo aver terminato gli studi nel 2007, l'anno successivo, a 24 anni, ha iniziato a lavorare in un'azienda di marketing. Fin dall'inizio, Xu ha dimostrato una profonda conoscenza del linguaggio SEO e una notevole esperienza nella creazione di siti web. Questa competenza, maturata attraverso la vendita online di svariati articoli, dagli occhiali alle teiere, dalle candele alle guarnizioni, si sarebbe rivelata fondamentale per il futuro successo di Shein.

Ufficio di Shein a Nanchino

Il vero antenato di Shein è stato fondato nel 2008 a Nanchino, con il nome di ZZKKO, un'attività di e-commerce inizialmente dedita alla vendita online di articoli acquistati all'ingrosso dal mercato di abbigliamento di Guangzhou. In questa fase embrionale, Xu Yangtian, insieme ai soci Wang Xiaohu e Li Peng, affittò un piccolo ufficio e provò a vendere ogni tipo di oggetto. Fu in questo contesto che i tre ebbero un'idea brillante: acquistare singoli campioni di abbigliamento al mercato di Guangzhou, elencarli online e pubblicare inserzioni in lingua inglese su piattaforme di blogging come WordPress e Tumblr. Solo quando un articolo iniziava a vendere, effettuavano un piccolo ordine all'ingrosso con un determinato grossista. Con l'aumento delle vendite, Li iniziò a studiare le tendenze online per prevedere quali nuovi stili potessero diventare popolari e fare ordini in anticipo.

Un momento cruciale nella genesi di Shein fu l'intuizione di proporre abiti da sposa cinesi a buon prezzo, un settore che prometteva margini di guadagno cospicui. Questo fu il primo passo di Xu nel settore dell'abbigliamento, quando l'azienda si chiamava ancora SheInside e il suo unico interesse era l'e-commerce. Tuttavia, questa prima avventura imprenditoriale ebbe una battuta d'arresto quando Wang scoprì che Xu era scomparso, cambiando le password aziendali e lasciando i soci senza risposte. Nonostante questo episodio turbolento, nel marzo del 2011 Xu registrò il sito web Shein-SheInside.com, che iniziò vendendo abiti da sposa.

Come le multinazionali dei VESTITI stanno DEVASTANDO il mondo

Nel settembre 2012, Xu registrò una società con un nome leggermente diverso da quella fondata con Wang e Li, la Nanjing Dianshang Information Technology, di cui deteneva una quota del 70%. Fu in questo periodo che l'azienda abbandonò definitivamente il modello di drop shipping, iniziando ad acquisire un maggiore controllo sulla produzione. SheInside divenne il marchio per la vendita di moda femminile, e nel 2012, il nome fu accorciato in Shein, ampliando enormemente il catalogo di prodotti.

Il Modello di Business: Velocità, Dati e Ottimizzazione

Il segreto del successo di Shein, che l'ha portata a valere l'equivalente di due terzi di Inditex (il gruppo a cui fanno capo Zara, Pull&Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius e Oysho), risiede in un modello di business rapidissimo e altamente ottimizzato, basato su tre pilastri fondamentali: la velocità di produzione, l'analisi dei dati e un marketing digitale capillare.

L'Ultra Fast Fashion e la Produzione On-Demand

Shein non ha inventato nulla di radicalmente nuovo, ma ha spinto all'estremo il concetto di fast fashion, creando il modello dell'ultra fast fashion. Mentre Zara e H&M impiegano settimane per portare un capo dal design al negozio, Shein è in grado di farlo in appena 72 ore. Questo è possibile grazie a un sistema di produzione estremamente snello e reattivo, che sfrutta la vasta rete di fornitori cinesi.

Catena di approvvigionamento di Shein

Inizialmente, Shein non aveva una propria catena di approvvigionamento, acquistando direttamente dal mercato all'ingrosso di Guangzhou. Tuttavia, nel tempo, ha costruito una complessa rete di centinaia di fabbriche partner, concentrate nel delta del Fiume delle Perle, che operano quasi come un unico centro produttivo. La chiave di volta è il software interno e proprietario, Latr (large-scale automated test and re-order), che raccoglie informazioni quasi istantanee su quali articoli sono richiesti, consentendo a Shein di ordinare nuovi capi praticamente su richiesta. Questo sistema permette di identificare rapidamente le tendenze emergenti e di produrre nuovi stili a una velocità sconosciuta persino ai giganti tradizionali del fast fashion.

La strategia di Shein prevede la produzione di piccoli lotti iniziali, tra i 50 e i 100 pezzi, di ogni nuovo stile. Se un prodotto riscontra successo, la produzione viene rapidamente scalata su larga scala. Per i modelli con vendite deludenti, la produzione viene bloccata, minimizzando così gli sprechi e gli invenduti. Questo approccio, unito all'assenza di negozi fisici, consente a Shein di evitare i costi di gestione e di personale associati ai punti vendita tradizionali, inclusa la gestione di scaffali pieni di abiti invenduti. Secondo la BBC, solo il 6% dell'inventario di Shein rimane in magazzino per più di 90 giorni, un dato sbalorditivo se confrontato con i rivenditori tradizionali.

Confronto tra Shein e altri brand di fast fashion

Un esempio della rapidità di Shein è la sua capacità di offrire fino a 4.000 nuovi capi a settimana, con un inventario che, in un periodo di 12 mesi, ha raggiunto 1,3 milioni di articoli diversi, mentre Gap ne elencava circa 12.000, H&M circa 25.000 e Zara circa 35.000 nello stesso periodo.

L'Analisi dei Dati e l'Intelligenza Artificiale

Il vero "motore" dietro Shein sono gli algoritmi di dati e le sofisticate tecnologie che prevedono le tendenze e collegano fabbriche e centri di distribuzione. Shein non crea le tendenze, ma le intercetta e le ripropone a velocità record. Grazie a una serie di studi di mercato e a un abile uso del linguaggio SEO, Xu ha affinato il posizionamento della sua azienda. L'azienda utilizza algoritmi e analisi dei dati per intercettare le mode dei vari Paesi e riproporle nelle sue collezioni, spesso copiando esplicitamente le creazioni di stilisti e marchi di lusso.

Gli investimenti nell'intelligenza artificiale sono cruciali per catturare istantaneamente ciò che è, o sarà, di moda, consentendo di mettere un capo in negozio entro 72 ore. Questo significa che, dopo che i nuovi stili sono stati presentati durante la Global Fashion Week, è sufficiente aspettare una settimana per vedere i prodotti finiti, leggermente modificati, nel negozio online di Shein.

Il Marketing Digitale e l'Influenza dei Social Media

Shein deve gran parte del suo successo a una strategia di marketing digitale aggressiva e mirata alla Generazione Z. L'azienda si affida principalmente ai social media, alle collaborazioni con blogger e influencer, e a inserzioni pubblicitarie e sponsorizzazioni per raggiungere il suo pubblico. L'influencer marketing è uno dei modi principali con cui Shein entra in contatto con i potenziali consumatori, offrendo codici sconto e sfruttando la fiducia che gli influencer hanno guadagnato presso il loro pubblico. L'hashtag #sheinhaul, che ha registrato miliardi di visualizzazioni, è un esempio lampante di questa strategia, con utenti e influencer che mostrano i capi appena acquistati.

Influencer marketing di Shein

Shein ha anche saputo sfruttare eventi di streaming globale con star del calibro di Katy Perry, Lil Nas X e Rita Ora per promuovere le sue collezioni, un approccio meno comune tra i marchi occidentali ma estremamente efficace in Cina per incrementare le vendite. Questa combinazione di prezzi bassi, un'offerta di prodotti in continua evoluzione e un marketing digitale pervasivo ha permesso a Shein di diventare l'app di shopping più scaricata in molti Paesi, eclissando i rivali globali come Primark e Amazon nella distribuzione della moda online.

Le Controversie e le Ombre del Successo

Nonostante il suo clamoroso successo, Shein è al centro di numerose polemiche che sollevano serie preoccupazioni. Queste riguardano principalmente l'impatto ambientale, lo sfruttamento della manodopera e le violazioni del diritto d'autore.

Impatto Ambientale e Sostenibilità

Il modello di ultra fast fashion di Shein è intrinsecamente insostenibile. La produzione massiva e il basso costo dei capi incentivano un consumo usa e getta, portando a enormi quantità di rifiuti tessili. Il volume dei tessili nelle discariche statunitensi è quasi raddoppiato negli ultimi due decenni, e Shein è una parte rilevante di questo sistema.

Rifiuti tessili e inquinamento

Per mantenere i prezzi bassi, le aziende di fast fashion utilizzano spesso tessuti in poliestere, derivati dall'estrazione di petrolio e carbone, che non sono biodegradabili come i materiali naturali. L'industria della moda è il secondo più grande inquinatore al mondo, e la produzione di poliestere in un anno genera la stessa quantità di CO2 di 180 centrali elettriche a carbone. Anche quando vengono utilizzate materie naturali, Shein non è esente da critiche: test di laboratorio hanno rilevato che gli indumenti spediti negli Stati Uniti sono prodotti con cotone proveniente dallo Xinjiang, una regione nota per il diffuso ricorso al lavoro forzato della popolazione uigura.

In risposta alle crescenti critiche, Shein ha ammesso "l'impatto innegabile" del settore sulla salute del pianeta e ha annunciato la creazione di un fondo di 10 milioni di dollari per sostenere le comunità meno abbienti e promuovere il riciclaggio. Tuttavia, gli esperti e le organizzazioni ambientaliste sostengono che queste misure sono insufficienti per affrontare le problematiche strutturali legate al modello di ultra fast fashion.

Sfruttamento della Manodopera

Le condizioni di lavoro nelle fabbriche che producono per Shein sono state oggetto di gravi accuse. Un'indagine di Channel 4 ha rivelato che i lavoratori sono costretti a turni estenuanti, fino a 11-13 ore al giorno, con un solo giorno di riposo al mese, e ricevono paghe estremamente basse. In alcune fabbriche, i dipendenti devono confezionare una media di 500 pezzi al giorno per uno stipendio di circa 560 euro, mentre in altre la paga è di appena 4 centesimi ad articolo. Viene anche riportato che gli stipendi vengono decurtati per errori o comportamenti ritenuti inappropriati, violando le leggi sul lavoro. Shein, sul proprio sito, liquida queste questioni, affermando di essere un e-retailer globale impegnato a rendere la bellezza della moda accessibile a tutti, ma le indagini suggeriscono che il prezzo reale viene pagato dai lavoratori e dall'ambiente.

Violazione del Diritto d'Autore e Concorrenza Sleale

Shein è stata ripetutamente accusata di copiare spudoratamente le idee di grandi brand di lusso e non solo, con cui il colosso cinese ha in piedi diversi contenziosi legali. Numerosi designer hanno lamentato il furto del loro lavoro, e marchi come Levi Strauss e Dr Martens hanno citato in giudizio l'azienda per violazione del marchio. Shein non inventa nulla, si limita a riproporre modelli già esistenti a prezzi bassissimi, sfruttando un'aggressiva strategia che, se da un lato garantisce un'offerta di prodotti sempre nuova, dall'altro solleva seri interrogativi sulla tutela della proprietà intellettuale e sulla concorrenza leale.

Copiature di design da parte di Shein

Shein e il Mercato Globale: Espansione e Sfide Future

Shein spedisce i suoi prodotti in 220 Paesi, tra cui Europa, Medio Oriente, Australia e Stati Uniti, e la sua crescita non è frenata dalla quasi totale assenza di presenza al dettaglio in Cina. Per guidare la sua espansione in Europa, ha persino assunto Jacobo Garcia Miña, con un curriculum che include ruoli senior presso Inditex e Burberry.

Il successo di Shein è stato anche favorito da fattori geopolitici, come la guerra dei dazi del 2018 tra Cina e Stati Uniti, che ha portato la Cina a rinunciare alle tasse sulle esportazioni, rendendo più economico spedire piccoli pacchi dalla Cina agli Stati Uniti. Anche se la consegna può richiedere più di dieci giorni, i prezzi super convenienti assicurano una base di clienti fedeli.

La Quotazione in Borsa e le Pressioni Politiche

Da tempo, Shein ha espresso l'intenzione di quotarsi in borsa, con una valutazione che dovrebbe superare gli 80 miliardi di dollari. Tuttavia, i piani di quotazione, inizialmente previsti a Wall Street o a Londra, sono stati complicati dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina e dalle preoccupazioni riguardo alle pratiche aziendali di Shein. Il senatore repubblicano statunitense Marco Rubio ha promosso una legge che prende di mira direttamente Shein, evidenziando le perplessità che le aziende asiatiche suscitano nella politica statunitense.

In risposta, Shein ha spostato la sua sede a Singapore, dove ha sede Roadget Business, gli operatori legali del sito web, una mossa strategica per ottenere la cittadinanza e mitigare le preoccupazioni internazionali. Recentemente, l'azienda ha depositato una bozza di prospetto per una quotazione alla Borsa di Hong Kong, lavorando con le autorità cinesi per ottenere le approvazioni richieste.

Il Futuro dell'Ultra Fast Fashion

Il modello di Shein, sebbene estremamente efficace dal punto di vista commerciale, solleva interrogativi fondamentali sulla direzione futura dell'industria della moda. La costante produzione di capi a basso costo e di bassa qualità, destinati a un ciclo di vita brevissimo, è compatibile con un futuro rispettoso del pianeta e dei suoi abitanti? Gli esperti esprimono preoccupazione per le prospettive a lungo termine di un modello che aggrava gli impatti ambientali del settore e accelera la catastrofe climatica. L'Europa ha già iniziato a prendere provvedimenti, con la Commissione europea che ha proposto standard per la durata e la riutilizzabilità degli abiti e l'obbligo per le aziende di includere informazioni sulla sostenibilità nelle etichette.

Shein è un fenomeno complesso, un'azienda che è riuscita a guadagnare una redditività incredibile e una visibilità internazionale a una velocità tale da eclissare i rivali globali. Tuttavia, il suo successo è inestricabilmente legato a pratiche controverse che pongono sfide significative per il futuro della moda e della sostenibilità globale.

tags: #dove #nasce #shein