Le ninne nanne rappresentano una delle forme più antiche e universali di espressione musicale e affettiva, una melodia rasserenante cantata ai bambini per indurli al sonno. L'idea alla base è che un canto eseguito da una voce familiare generi sicurezza nel bambino e lo aiuti ad addormentarsi. Questi canti sono le prime canzoni che la mamma canta al neonato, esprimendo amore e generando sicurezza nel bambino. Le ninne nanne si trovano nella cultura popolare di tutti i popoli, e la loro storia è sorprendentemente antica, risalendo almeno al 2000 a.C., come testimoniato da una tavoletta di argilla babilonese con caratteri cuneiformi.

Questo genere di canto, prevalentemente appartenente alla tradizione orale, rispecchia la cultura di cui fa parte. Tradizionalmente, all’interno della famiglia rurale e patriarcale, la ninna nanna era prerogativa esclusiva delle donne.
Le Caratteristiche Universali delle Ninne Nanne
Le caratteristiche della ninna nanna sono comuni a tutte le culture. Il ritmo è generalmente semplice, binario o ternario, e si distingue per una ripetizione ritmica e melodica che tende a rilassare, inducendo un effetto ipnotico. I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sono la ragione per cui una ninna nanna aiuta un bambino ad addormentarsi. Studi hanno dimostrato che le ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo se a cantarle sono voci familiari al bambino. Non solo, cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche, poiché la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli.
🌙 Ninna Nanna - Brilla Brilla la Stellina + Altre Ninne Nanne per Bambini - Coccole Sonore
L'etnologo Ernesto de Martino "fa notare come, nella nenia, l’oscillazione ritmica del busto che accompagna il lamento sia analoga a quella del canto di culla". Un altro scopo è quello di offrire al bimbo occasione di “acculturazione linguistica e musicale”: un primo contatto con la musica e con la realtà che lo circonda avviene proprio grazie alla voce della mamma, che lui ricerca e gradisce sin dalla nascita.
Il Contatto Prenatale e Postnatale con la Voce
Quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall’esterno, ma la voce della madre gli giunge ovattata, e il bambino ne è consapevole. Si dice che le ninne nanne cantate dalla madre possano fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo può funzionare anche se, mentre è nell’utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera "You Are My Sunshine" alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente.
Ninne Nanne Classiche e Loro Origini
Alcune ninne nanne sono state scritte da famosi compositori di musica classica e prendono il nome di "berceuse", termine francese per ninna nanna, come la "Berceuse" di Fryderyk Chopin composta nel 1844. Una delle ninne nanne più conosciute è la "Ninna nanna di Brahms", nota anche come "Canzone della culla", composta nel 1868 come "Wiegenlied op. 49 n° 4 Guten Abend, gute Nacht".
Un'altra melodia ampiamente diffusa è "Twinkle, Twinkle, Little Star" (Brilla brilla stellina), comunemente attribuita a Mozart. Tuttavia, la melodia deriva da una vecchia canzone francese del 1761, "Ah! Vous dirai-je, Maman". Mozart compose dodici variazioni su questa melodia, catalogate come "Variazioni su Ah!", probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778. Il testo di "Twinkle, Twinkle, Little Star" fu aggiunto successivamente, tratto dalla poesia inglese "The Star" di Jane Taylor, pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery". La poesia, con strofe composte da coppie di versi in rima, contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta.

Le origini di canzoni come "Rock-a-bye Baby" e "Hush Little Baby" sono invece varie e difficili da individuare. La versione R&B di "Hush Little Baby", scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera ninna nanna. Pensa alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che si canta senza pensare in "Rock-a-bye Baby".
Il Ritmo del Sonno: Il Valzer nelle Ninne Nanne
Il testo di "Good Night" o "Golden Slumbers" dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma canzoni come "Lucy in the Sky with Diamonds" o "Norwegian Wood" potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4. È il ritmo del valzer, che ricorda un po’ il dondolio di una culla, e molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in questo modo.
Il Lato Oscuro delle Ninne Nanne
Poiché molte ninne nanne sono state tramandate da generazioni, è facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi, e che alcune sono addirittura macabre e spaventose. In molte ninne nanne si fa riferimento a figure che possono inquietare il bambino, come la Befana, l’uomo nero o la morte. E in effetti, scivolare nel sonno è un po’ un “morire”, la paura di separarsi è presente in quel momento.
Il Progetto "Lullabies of Europe"
La Commissione Europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe" per raccogliere le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale. Questo progetto ha reso disponibili 35 ninne nanne in sette lingue europee (ceco, danese, inglese, greco, italiano, rumeno e turco).
Ninne Nanne Ceche
Il patrimonio ceco include diverse ninne nanne significative:
- "Spi, Janíčku, spi" (Dormi, Janíček, dormi): Questa vivace ninna nanna fu raccolta in Moravia da František Sušil (1804-1868), prete ed attivista della rinascita nazionale ceca. Egli raccolse canti in Moravia, Slesia ed anche nei villaggi slavi dell'Austria. Usa il nome proprio di un bambino, Janíček, diminutivo familiare del nome maschile Jan.
- "Ukolébavka" (Ninna nanna): Pubblicata nel 1633 ne "L'Informatorium della Scuola Infantile" di Johan Amos Comenius (1592-1670), questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia.
- "Hajej můj andílku" (Angioletto mio): Una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe cechi.
- "Halí, dítě" (Fai la ninna, bambino): Raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi.
- "Halaj, belaj, malučký" (Dormi, dormi, piccolo): Proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto è influenzato dallo slovacco, con canti popolari simili a quelli oltre confine.
Ninne Nanne Danesi
La tradizione danese vanta ninne nanne classiche e moderne:
- "Solen er så rød, mor" (Il sole è così rosso, mamma): Un classico per i danesi.
- "Elefantens vuggevise" (La ninna nanna dell'elefante): Una delle più popolari e considerata un classico danese. Il tema tratta di animali esotici, con contenuto e testo semplici. Negli anni novanta, per renderla politicamente corretta, la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) fu sostituita con "kokosnød" (noce di cocco). Il testo fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H.
- "Godnatsang" (Canzone della buona notte): Testi e musica composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini in Danimarca, assieme a Steen Nikolaj Hansen. Sigurd la canta di solito alla fine del suo programma. Questa ninna nanna presenta un tema riguardante il sonno.
- "Mues sang få Hansemand" (La canzone della mamma per il piccolo Hans): Antica ninna nanna dalla zona meridionale dello Jutland, non molto conosciuta in tutta la Danimarca a causa del dialetto in cui fu scritta.
- "Jeg vil tælle stjernerne" (Conterò le stelle): Scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen (1915-2002), con musica di Hans Dalgaard (1919-1981). Rasmussen scrisse numerose rime e filastrocche ancora usate nelle lezioni dei primi anni di danese nelle scuole pubbliche.
Ninne Nanne Inglesi
Le ninne nanne in lingua inglese sono globalmente diffuse:
- "Lavender's blue" (La lavanda è blu): Una canzone tradizionale usata come ninna nanna, risalente almeno al XVII secolo. Come molte ninne nanne, è stata tramandata e modificata nel tempo.
- "By Baby Bunting" (Ciao, bimbo ‘fagottino’): Nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate "Byssinge" e il prefisso "by" significava sonnellino. Antica quanto le filastrocche inglesi, è familiare ovunque si parli inglese, con melodia giunta senza variazioni. Come in altre ninne nanne, promette una ricompensa per il buon comportamento. Il termine "bunting" nell'inglese odierno può riferirsi a un uccello o a un panno soffice.
- "Hush, little baby" (Ninna, nanna, piccolino): Un'altra ninna nanna tradizionale di cui non si conoscono gli autori. Si suppone abbia origine nel Nord America, dato che menziona il tordo beffeggiatore, un uccello americano.
- "Twinkle twinkle little star" (Brilla brilla stellina): Una delle più popolari filastrocche inglesi, che combina la melodia francese del 1761 "Ah! Vous dirai-je, Maman" con la poesia "The Star" di Jane Taylor.
- "Scottish Lullaby" (Ninna nanna scozzese): Melodia tradizionale dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Solo l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) fu usata in una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. Evoca la storia delle Highlands e delle battaglie per l'indipendenza, con sogni di trombe e ideali di coraggio.
Ninne Nanne Greche
Le ninne nanne greche riflettono la ricchezza culturale e la geografia del paese:
- "Νάνι μού το νάνι νάνι" (Ninna, mio caro, ninna, nanna): Proviene dall'isola di Calimno (Dodecaneso), dove le parole sono influenzate dalla bellezza della natura, con riferimenti a ulivi e sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno, famosa per spugne e olio d'oliva. Accanto a "nani-nanì", è presente il suono "e e è", comune nelle ninne nanne greche.
- "Νάνι νάνι το παιδί μου" (Ninna, nanna, bambino mio): Origine dalla montuosa Kastoria, in Macedonia Occidentale. Menziona vigneti, agnello, capra e ovile, data l'agricoltura e l'allevamento della regione. Caratteristico l'uso di diminutivi come "pecorella" e "capretta".
- "Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά" (Sonno, che prendi i piccoli): Originaria dell'isola di Tasso (Egeo settentrionale), è diffusa in tutta la Grecia con variazioni. L'elemento del "Sonno" ("Ύπνος"), dio del sonno nella mitologia greca, è centrale, con richieste di prendere il bambino tra le sue braccia. Menziona l'Est e l'Ovest per indicare la vastità del mondo.
- "Ύπνε μου, επάρε μού το" (Sonno caro, ti passo il mio bambino): Nasce nell'Italia meridionale, dove popolazioni di lingua greca hanno abitato fin dall'VIII secolo a.C. (Salento, Calabria, Taranto, Metaponto). Il riferimento alle rose e al loro assortimento potrebbe derivare dalla vasta produzione di rose in queste aree.
- "Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά" (Il sole dorme sulle montagne): Di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina e fu poi trasformata nel dialetto cipriota con l'aggiunta di versi. La ninna nanna greca originale era formata solo dalla prima stanza. Parla del tramonto, quando il sole e la pernice dormono, e i bambini dovrebbero fare altrettanto. La madre culla il bambino parlandogli a bassa voce.
Ninne Nanne Italiane
L'Italia offre una varietà di ninne nanne, da quelle antiche a quelle contemporanee:
- "Dormi, dormi, bel Bambin": Un brano della tradizione italiana natalizia.
- "Nana Bobò": Antica e bella ninna nanna della laguna veneta, con influenze balcaniche e bizantine. La cantante augura salute e ricchezza al bambino che non vuole dormire, mentre la madre è andata alla fontana per prendere l'acqua.
- "Fai la Nanna, Mio Simone": Un esempio delle ninne nanne tradizionali italiane, proveniente dalla Toscana. Inizia con un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e appropriato. Le immagini e i sentimenti suggeriti sono quelli di una vita semplice e candida di tempi passati.
- "Ninna nanna sette e venti": "Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi, se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi. Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…" Fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane. La madre rimane a casa per sorvegliare la cottura di una focaccia e occuparsi del bambino, mentre altre donne conversano in piazza.
- "Stella stellina": Composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta Italia, conosciuta anche dalle generazioni più anziane.
- "Fate la nanna, coscine di pollo": Molte madri italiane conoscono questa ninna nanna toscana, usata solitamente senza variazioni di testo. Permette di paragonare affettuosamente le gambette di un neonato alle coscine di pollo.
- "Ninna nanna dei suoni e dei colori": Una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle".

Il "Bambin Gesù dormiente" di Benvenuto Tisi da Garofalo, con la sua raffigurazione della serenità infantile nel sonno, incarna visivamente il tema centrale di molte di queste ninne nanne, celebrando la pace e la bellezza del bambino addormentato.
Ninne Nanne Rumene
La Romania offre ninne nanne antiche e regionali:
- "Culcă-te, puiuţ micuţ" (Addormentati, piccino mio): Antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), ancora cantata in campagna. Esistono diverse versioni. Menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), famosa cantante folk rumena.
- "Nani, nani, puişor" (Ninna, nanna dolce piccolino mio): Usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole "nani, nani" che inducono al sonno. La madre augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del giorno seguente. Nel testo si trova una variante antica della parola "domani" (mâni invece di mâine).
- "Culcă-mi-te mititel" (Vai a dormire come un bimbo piccolino): Un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). Il titolo è dato dal terzo verso della prima stanza. La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi. In campagna, i bambini giocano con piccoli animali e fiori e, crescendo, continuano a prendersene cura.
- "Nani, nani, puiù mamii" (Ninna, nanna, il bambino della mamma): Altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. Breve e ripetitiva, usa "nani" e "maică/maichii" (mamma mia/della mamma) per indurre quiete. È comune rivolgersi ai bambini con le parole "della mamma" per affetto.
- "Haia, haia, mică baia" (Haia, haia, il bagnetto): Cantata nella regione del Banato (Romania occidentale). Inizia con "haia, haia", che suggerisce il cullare o il gioco. Il tema principale è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, "venti" si dice "douăzeci", ma nella ninna nanna si ascolta "douăzăşi", tipico del Banato.
Ninne Nanne Turche
Le ninne nanne turche spesso esprimono auguri e desideri per il bambino:
- "Uyusun da büyüsün" (Che il mio bambino cresca mentre dorme): Rientra nella categoria delle ninne nanne turche che esprimono auguri e desideri. Principalmente, esprimono il desiderio che il bambino si addormenti e ciò che la madre desidera per il figlio, inclusi beni materiali. Nella prima strofa, la madre desidera che la sua bambina cresca sana e usa l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh" per il suono dei passi. Nella seconda strofa, descrive mani e braccia decorate con l'henna, una pratica comune per le bambine come segno di benedizione.
- "Babanın Ninnisi" (Ninna nanna del papà): Una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda.
- "Dandini Dandini Dastana" (Dandini Dandini Dastana): Quasi tutti in Turchia conoscono la prima strofa. Cantabile con variazioni. Il verso iniziale può sembrare strano, ma è metaforico: "dana" (vitello) è il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) è il padre e "lahana" (cavolo) è una ragazza non approvata dalla madre. Invoca il nome di Dio contro il malocchio. Lodare la bellezza del bambino è comune: la madre paragona le labbra della bambina alle ciliegie e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello di qualsiasi altra cosa, persino degli angeli.
- "Sen bir güzel meleksin" (Sei un magnifico angelo): Ninna nanna dallo stile più urbano che rurale. Oltre all'elogio, mostra il buon cuore della madre. Nella prima strofa, paragona il bambino a un angelo, un fiore, diventando la mela dei suoi occhi.
- "Adalardan çıktım yola" (Ho lasciato le isole camminando): Conosciuta anche come "Bebeğin beşiği çamdan" (La culla del bambino è fatta di pino), è usata in tutta la Turchia, specialmente nelle regioni orientali.
Il Concetto di "Nanna" Oltre il Canto
Il termine "Nanna" non è legato solo alla sfera musicale. Nanna è anche una divinità della mitologia norrena, consorte di Baldr e madre di Forseti. Morì di dolore dopo l'uccisione di Baldr e fu posta sulla sua pira funeraria per essere nuovamente unita a lui negli Inferi (Hel). Durante un tentativo di riportare Baldr sulla terra, Hermóðr riceve da Nanna regali per le dee Frigg e Fulla. Nel "Gesta Danorum", Nanna è una principessa danese che preferisce Hötherus (Höd) a Balderus (Baldr), sposandolo e avendo un figlio, Rorik Slyngebond, antenato della casa reale danese.
Il rumore bianco, che è la somma di tutte le frequenze udibili, produce suoni come quelli del phon, dell'aspirapolvere o della cappa, e può essere utilizzato per indurre il sonno, richiamando in qualche modo l'effetto rasserenante di una ninna nanna.
