Essere in dolce attesa è sempre un momento unico nella vita di una donna: apporta cambiamenti importanti nel suo modo di essere, di percepire le emozioni e l’ambiente che la circonda. È come se tutto cambiasse un po’ forma insieme a lei. Nel cammino di questa “avventura”, l’estate in particolare, soprattutto a causa di viaggi e caldo, può essere fonte di piccoli-grandi pensieri e preoccupazioni. La gravidanza è di per sé un periodo delicato, ma quando ci si trova ad affrontarla in estate, con le alte temperature, è bene che le future mamme adottino ulteriori accorgimenti. Il caldo in estate può quindi rappresentare un rischio per la donna in gravidanza in quanto può essere causa di disidratazione con la perdita, attraverso la sudorazione, di liquidi e sali minerali, preziosi per l’equilibrio materno-fetale, oltre che di ridotto apporto di sangue alla placenta.

La fisiologia della gravidanza e la termoregolazione
Durante la gestazione, il corpo della donna va incontro a una serie di cambiamenti fisiologici, che possono determinare alcuni rischi se esposto al caldo estivo. I meccanismi naturali di raffreddamento del corpo sono infatti sotto sforzo. È inoltre dimostrato che durante le ondate di calore il rischio di parto prematuro è più alto, probabilmente per un aumentato rilascio di ormoni che inducono le contrazioni del parto. Questo rischio aumenta in presenza di patologie della gravidanza o malattie croniche e con l’esposizione ad alti livelli di inquinamento dell’aria. Infine, la disidratazione comporta un aumento del rischio trombotico, già incrementato in gravidanza per le modificazioni ematiche fisiologiche.
Il plasma, cioè la fase liquida del sangue, rappresenta circa 3 litri negli adulti. In gravidanza il volume plasmatico aumenta fino al 40-50% al di sopra del valore pre-gravidanza. Questo aumento del volume sanguigno serve per la vascolarizzazione della placenta che consente lo scambio materno-fetale di sostanze nutritive e altri composti.
Gestire il caldo nei tre trimestri
A seconda dell’epoca gestazionale in cui ci si trova, le alte temperature potrebbero comportare disagi di tipo diverso.
- Primo trimestre: Potrebbe giocare brutti scherzi alla pressione, che potrebbe improvvisamente andare giù. Ronzii alle orecchie, vista sfocata, malessere, fino a veri e propri svenimenti sono i sintomi. Se la temperatura corporea di una donna incinta supera i 39,2°C e si mantiene tale a lungo nelle prime 12 settimane di gravidanza, è stato dimostrato un maggior rischio di aborto e di anomalie fetali.
- Secondo trimestre: Solitamente il caldo dà un po’ meno noia nella parte intermedia della gravidanza. È il periodo in cui - a parte qualche eccezione - ci si sente fisicamente meglio, ma è fondamentale non strafare.
- Terzo trimestre: È il periodo più difficile sul fronte del caldo. Il pancione da portare in giro è pesante e probabilmente sudate anche senza far nulla. Si aggiunge il problema delle gambe pesanti e talvolta anche dei piedi gonfi, tipo “salsicciotto”, situazioni peggiorate dal clima torrido.
L'importanza dell'idratazione e dell'alimentazione
Secondo l’EFSA (European Food Safety Authority) la dose giornaliera consigliata di acqua, che si attesta generalmente intorno ai 1,5-2 litri, durante la gestazione dovrebbe aumentare quotidianamente di almeno 300 ml. Una corretta idratazione infatti risulta fondamentale durante la gestazione per produrre liquido amniotico e per aiutare ad aumentare il volume del sangue. Non esistono acque “perfette”, ma è sicuramente consigliato, per una donna gravida, che sia a basso contenuto di sodio, perché aiuta a combattere la ritenzione idrica e il gonfiore, e ricca di calcio. Inoltre, per stimolare la corretta digestione, l’acqua dovrebbe avere un pH leggermente acido o neutro, tra 5 e 7,5.

Col caldo può essere più alto il pericolo di beccarsi qualche intossicazione alimentare con febbre, vomito e diarrea: col pancione non è il massimo. Acquistate prodotti freschi e conservateli in frigorifero il prima possibile. Prediligete pasti leggeri e ricchi di acqua (frutta e verdura di stagione come pomodori, anguria, melone). Le donne affette da diabete o a rischio di diabete gestazionale devono seguire le indicazioni nutrizionali del medico curante in quanto, contenendo molti zuccheri, la frutta può generare delle iperglicemie.
Cura della pelle e prevenzione delle smagliature
Le smagliature sono una comune forma di “cicatrice” cutanea. Per migliorare l’elasticità cutanea si può utilizzare una buona crema idratante quotidianamente. Durante la gestazione si può inoltre incorrere in un fenomeno definito cloasma gravidico, detto anche maschera della gravidanza, che riguarda il 50/70% delle gestanti. Si tratta di un’alterazione della pigmentazione della pelle con comparsa di macchie scure (in donne con pelle chiara) o chiare (in donne con pelle chiara) che colpisce soprattutto il volto. Ecco perché è consigliata una crema ad alto fattore di protezione solare +50 contro i raggi UVA e UVB.
Attività fisica e abbigliamento in estate
Nelle donne sane è raccomandata l’esecuzione di attività fisica per almeno 150 minuti a settimana. Gli sport migliori sono la camminata a passo svelto ed il nuoto. Bisogna svolgere l’attività in un ambiente non troppo caldo, evitando la disidratazione. Un bagno caldo rilassante o una boule per calmare un dolore addominale non devono essere preclusi durante una gravidanza fisiologica. Durante il primo e secondo trimestre, il calore può alleviare le algie pelviche dovute alle piccole contrazioni uterine e alle coliche intestinali. Tuttavia, è sempre opportuno rinfrescarsi spesso. Se si fa un bagno la temperatura dell’acqua non dovrebbe superare i 32°C.
Per quanto riguarda l'abbigliamento, scegliete capi leggeri e con tessuti naturali: via libera a lino e cotone. Da limitare, invece, l’uso delle ballerine in gravidanza poiché favoriscono l’iperlordosi, causando dolore alla schiena. In estate preferire sandali con un tacco di 2-4 cm.
Attività fisica durante la gravidanza: quali accortezze bisogna avere?
Gestione del sonno e ambiente domestico
È frequente in gravidanza soffrire di insonnia o avere una minore qualità del sonno. L’esposizione ad alte temperature durante la notte può compromettere le capacità termoregolatrici dell’organismo con una minore durata del sonno REM. È utile oscurare le finestre dove batte il sole con tende o persiane, chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche. Preferite lenzuola di cotone e dormite sul fianco, preferibilmente il sinistro, per evitare l’ipotensione notturna. Se non potete muovervi dalla città, cercate di non uscire e di non fare esercizio fisico nelle ore centrali della giornata: rimandate tutto al primo mattino o al tardo pomeriggio.
È opportuno ricordare però di non esagerare con le basse temperature: 5-6 gradi in meno rispetto all’esterno sono sufficienti per ottenere una condizione di benessere. Il ventilatore non dà particolari problemi, ma non tenetelo fisso su di voi.