La gravidanza è un periodo di profondi e meravigliosi cambiamenti, che coinvolge non solo la donna ma l'intera coppia e la futura famiglia. In questa fase delicata e complessa della vita, è naturale che sorgano dubbi e preoccupazioni su numerosi aspetti, e tra questi, il sesso in gravidanza è una delle questioni che pone sempre molti interrogativi, rappresentando quasi un tabù. I bisogni sessuali delle donne incinte e la sessualità in gravidanza sono argomenti raramente discussi e gli studi in merito sono stati storicamente limitati. Tuttavia, le informazioni attuali e le evidenze scientifiche demistificano molte di queste apprensioni, affermando che avere rapporti sessuali durante la gestazione non solo è generalmente sicuro ma può apportare anche benefici significativi.
Spesso, infatti, credenze popolari, paure personali e di coppia possono influenzare il comportamento sessuale dei futuri genitori, portando all’astensione dal sesso o a rapporti più saltuari e generando nei partner sentimenti di rifiuto, vergogna e frustrazione. È fondamentale sottolineare che, in una gravidanza fisiologica, fare l’amore non solo è possibile, ma può apportare anche benefici per la salute sessuale e psicologica di entrambi i partner, contribuendo a mantenere un’intesa profonda e gratificante. Nel corso di questo articolo, esploreremo in modo approfondito questa tematica, dando risposte alle domande più frequenti, approfondendo le bugie più comuni e fornendo consigli pratici per garantire un’esperienza sessuale confortevole e sicura in questo periodo unico della vita.

La Scienza e i Benefici del Sesso in Gravidanza
Contrariamente a molti miti, l’opinione della scienza è che il sesso in gravidanza sia una pratica sicura e possa persino portare ad alcuni benefici, sia per la futura madre che per la coppia. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un’esperienza oltre che sicura anche piacevole. Uno tra i maggiori benefici del sesso in gravidanza è che aiuta i partner a entrare maggiormente in connessione emotiva tra loro. Durante l’attività sessuale, vengono inoltre rilasciate endorfine, che sono veri e propri ormoni del benessere. Queste endorfine migliorano l’umore della madre e vengono trasmesse anche al feto, contribuendo a un generale senso di rilassamento e piacere per entrambi.
Dal punto di vista fisico, i rapporti sessuali possono apportare anche benefici per il bambino, dal momento che durante il sesso i muscoli pelvici vengono irrorati da una quantità di sangue maggiore. Questo miglioramento della circolazione e dell'ossigenazione può contribuire a un migliore apporto di ossigeno alla placenta e, di conseguenza, al feto, come suggerito dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Inoltre, le contrazioni muscolari che si verificano durante l’orgasmo possono contribuire a mantenere tonici i muscoli del pavimento pelvico, facilitando il recupero post-parto e riducendo il rischio di incontinenza urinaria, un beneficio importante evidenziato anche da studi come quelli di Bø, K. (2015).
Il consolidamento della relazione di coppia è un altro aspetto cruciale. La condivisione dell’intimità può aiutare a mantenere un senso di vicinanza e complicità, elementi fondamentali per affrontare insieme i cambiamenti e le sfide della gravidanza. Un’attività sessuale regolare durante tale periodo può contribuire, infatti, a migliorare il benessere emotivo e ridurre anche il rischio di preeclampsia, come suggerito da uno studio pubblicato sul "Journal of Sexual Medicine". Per il sesso in gravidanza non esiste una giusta frequenza in senso assoluto, piuttosto si può parlare di una frequenza adeguata a ciascuna coppia, basandosi sulla propria consuetudine. Tuttavia, secondo le Linee Guida del Ministero della Salute, fare sesso una o due volte a settimana è associato a una minore incidenza di parti pretermine. L’incidenza diminuisce ulteriormente se i rapporti sessuali sono tre o quattro a settimana, come riportato da alcuni studi preliminari citati da Uppa.
Sfatare Miti e Bugie Comuni sul Sesso in Gravidanza
Nonostante i chiari benefici e la sicurezza dimostrata, il sesso in gravidanza rimane avvolto da diversi miti e bugie che contribuiscono ad alimentare una cattiva informazione. Fortunatamente, al giorno d’oggi, il sesso in gravidanza sembra essere un argomento di cui si può parlare in modo più libero, permettendo di sfatare queste credenze errate.
Uno dei miti più comuni e radicati è il timore che il sesso possa risultare dannoso per il feto e il suo sviluppo. Molte coppie temono che il pene possa in qualche modo nuocere al bambino. Questa è una preoccupazione infondata: il sesso in gravidanza non fa male al bambino, che è ben protetto da diversi strati naturali. Il feto è infatti avvolto dal sacco amniotico, un "cuscino" liquido che lo isola dagli urti esterni, ed è ulteriormente protetto dal collo dell’utero, che è molto robusto e sigillato da un tappo mucoso, impedendo così qualsiasi contatto diretto. Pertanto, pensare che l'organo genitale del partner possa colpire il bambino è sbagliato; per quanto il pene possa essere "dotato", non lo colpirà.
Un’altra credenza diffusa è l’idea che il sesso in gravidanza possa innescare il travaglio in modo repentino. Non esistono prove definitive che i rapporti sessuali inducano il travaglio in gravidanze a basso rischio. È vero che lo sperma contiene prostaglandine, le stesse sostanze che vengono somministrate nel parto indotto per stimolare le contrazioni e che si scatenano nel parto fisiologico. Inoltre, la stimolazione del collo uterino può innescare un meccanismo simile. Tuttavia, gli studi sono contrastanti e non sufficienti per raccomandare questa pratica come metodo d'induzione in gravidanze a basso rischio. Al contrario, ostetriche e ginecologi a volte consigliano questa pratica non invasiva solo quando la gravidanza va oltre il termine, come un piacevole escamotage per tentare di indurre in modo naturale il parto prima di procedere a un’induzione di tipo farmacologico.
Un’ultima credenza è che il sesso durante la gravidanza sia qualcosa di sbagliato, da un punto di vista etico e morale. Si tratta di un pregiudizio sociale che non ha alcun fondamento scientifico o logico. Le fonti attendibili sull’argomento sono i medici e le evidenze scientifiche, che da diversi anni attenzionano la questione e svolgono studi e ricerche sull’argomento (Ribeiro MC, 2017). È impossibile, inoltre, che il feto "senta" il rapporto sessuale nel senso di percepire ciò che fanno i suoi genitori e rimanere in qualche modo "scosso" psicologicamente; non c’è nessun trauma per la psiche del piccino. Al contrario, il benessere della mamma si trasferisce anche a lui, il che è un fatto molto positivo.
Rapporti sessuali in gravidanza: quali sono i consigli per non rinunciare all'intimità?
Il Desiderio Sessuale Durante la Gravidanza: Un Viaggio di Cambiamenti
Il desiderio sessuale durante la gravidanza varia naturalmente da donna a donna e può essere molto variabile, risultando meno presente nel primo e terzo trimestre e fortemente influenzato da diversi fattori. Esso è condizionato principalmente dalle fluttuazioni ormonali, dalla stanchezza e dai cambiamenti fisici che il corpo della donna attraversa. Motivo per cui il desiderio spesso oscilla durante la gravidanza, rendendo a maggior ragione necessaria una buona comunicazione con il partner. Alcune donne possono sentire il desiderio sessuale aumentare, altre sentirsi meno interessate, anche perché maggiormente affaticate da un punto di vista fisico o emotivo.

Primo Trimestre: Tra Nausea e Nuove Sensazioni
Il primo trimestre di gravidanza rappresenta un periodo di profondi mutamenti, sia fisici che emotivi, che possono influenzare significativamente il desiderio sessuale della donna. In questa fase, è possibile osservare un calo della libido a causa di un effetto diretto sui neurotrasmettitori deputati al piacere, dove gli estrogeni possono causare un effetto sia pro-infiammatorio sia anti-infiammatorio (Graziottin A, 2022). La sessualità nei primi mesi della gestazione può essere allo stesso tempo il più semplice e il più difficile dal punto di vista sessuale. Tutto dipende da come la donna si sta durante le prime settimane. Se si è "tormentate" dai normali disturbi della gestazione, il sesso potrebbe essere l'ultimo dei pensieri.
Sintomi comuni come nausea e vomito, frequenti durante il primo trimestre, possono creare un generale senso di malessere e disagio, ostacolando il desiderio di intimità. La stanchezza e l'affaticamento fisici, tipici di questo periodo, possono ridurre l'energia disponibile per l'attività sessuale. Anche mal di testa da gravidanza e dolori alle mammelle - la cui sensibilità e il dolore al seno possono rendere il contatto fisico e la penetrazione sgradevoli o addirittura dolorosi - possono contribuire a questa diminuzione. D'altro canto, in questa fase si può notare una migliore lubrificazione nei rapporti intimi, correlata ai livelli di progesterone nel corpo. Se invece ci si sente bene e il ginecologo non pone limiti, si può continuare a vivere la sessualità nella maniera più naturale possibile. Il primo periodo della gravidanza, inoltre, è quello in cui più spesso i rapporti non sono consentiti a causa di piccoli grandi problemi che li rendono pericolosi. Essere rilassate e serene è la base di una buona intesa sessuale con il partner.
Secondo Trimestre: Un Picco di Benessere e Desiderio
In linea di massima, l’eccitazione è maggiore nel secondo trimestre, sia per la fase eccitatoria che per quella orgasmica. Questo periodo corrisponde al momento di benessere della gravidanza, dove la spossatezza tipica del primo periodo si riduce e lascia spazio a una ritrovata energia. Dopo la 13esima settimana si riduce il rischio di un aborto spontaneo e, di sicuro, ci si sente più serene. In alcune donne, l'aumento degli ormoni può portare ad un'ipereccitabilità genitale, rendendo il raggiungimento dell'orgasmo più facile e frequente.
La sessualità a metà gravidanza è spesso considerata il periodo più tranquillo e favorevole. Comincia anche a crescere la pancia, ed è quindi ora di provare qualcosa di nuovo, il che può diventare una nuova opportunità di scoperta e amore reciproco. È importante sottolineare che non tutte le donne vivono questa fase in modo positivo. Alcune potrebbero continuare a soffrire di alcuni sintomi fastidiosi o sperimentare cambiamenti emotivi che influenzano negativamente il desiderio sessuale. Secondo alcuni studi (Blumenstock SM, 2022), la gestazione può essere più favorevole al rapporto sessuale verso la fine del primo e l'inizio del secondo trimestre, e meno favorevole verso la fine della gravidanza.
Terzo Trimestre: Sfide e Nuove Forme di Intimità
E qui la situazione si complica, e non poco! Tutta colpa del pancione ingombrante, ovviamente. Ma non solo sua. Nelle ultime settimane prima del parto potrebbero subentrare altri ostacoli al sesso sereno. L'aumento del pancione, l'affaticamento e i dolori lombari, come il mal di schiena e la sciatalgia, o il reflusso gastroesofageo, possono rendere difficile e scomodo il rapporto sessuale. Crescono anche lo stress per la gravidanza e le preoccupazioni per il parto, che incidono sul desiderio sessuale. Tra le preoccupazioni c'è sicuramente quella dell'induzione del travaglio prematuro, tuttavia le opinioni sui benefici della sessualità in gravidanza sono ampiamente dimostrate in assenza di controindicazioni.
Nel terzo trimestre subentra poi uno strano meccanismo psicologico. Spesso, cioè, si pensa che le nuove forme non ci rendano belle e desiderabili agli occhi dei nostri partner. Ma non è assolutamente così! I cambiamenti fisici non devono spaventarci perché sono meravigliosi. E si può stare tranquille che anche per i vostri compagni siete stupende! Quindi nessun timore. Questo non significa che non si possa trovare un’alternativa per stare insieme: ci sono mille modi per farsi le coccole.
Forme Alternative di Intimità: Orale, Anale e Masturbazione
Durante la gravidanza, l'intimità non si limita alla penetrazione vaginale. Il sesso anale e orale non sono controindicati, purché in linea con la sessualità della coppia e con quello che la coppia si sente di fare. Per quanto riguarda il sesso orale, nel secondo e nel terzo trimestre, a causa degli ormoni e della vascolarizzazione che aumenta, i tessuti diventano molto più responsivi. In alcune donne, fin troppo: il sesso orale potrebbe addirittura risultare fastidioso per l'eccessiva sensibilità.
Anche la masturbazione in gravidanza è un aspetto fondamentale per sperimentare il piacere e prendersi cura di sé. "Masturbarsi in gravidanza fa male al bambino?", ci chiede Alessia, al secondo mese di attesa. Anche per la masturbazione non esistono limiti specifici e le controindicazioni all’orgasmo in gravidanza sono generalmente le stesse che riguardano l’attività sessuale con il partner. Al contrario, l'autoerotismo può essere un valido stimolo per indurre benessere e, in alcuni casi, la gravidanza può portare a una maggiore eccitazione dovuta ai cambiamenti ormonali e all’aumento della congestione vascolare che può, a sua volta, portare a una lubrificazione maggiore, facilitando il piacere.
Quando è Necessario Evitare i Rapporti Sessuali: Le Precauzioni Fondamentali
Sebbene il sesso in gravidanza sia generalmente sicuro in condizioni fisiologiche, ci sono determinate situazioni cliniche che impongono la "castità", anche temporaneamente. I rischi che potrebbe correre la donna in gravidanza riguardano diversi aspetti, e la necessità di astenersi dall'attività sessuale deve essere sempre valutata dal proprio medico di fiducia, che fornirà una valutazione personalizzata della situazione. È assolutamente importante seguire i propri bisogni, le proprie esigenze e le sensazioni personali sia corporee che emotive, creando così una situazione che si ritiene confortevole e sicura.

Tra i fattori di rischio o le condizioni che richiedono cautela o astinenza figurano:
- Minaccia d’aborto o di parto prematuro: In questi casi, i rapporti sessuali possono aumentare il rischio di complicazioni. Se si manifestano perdite ematiche, dolori addominali o il medico segnala un rischio aumentato di aborto spontaneo, può essere consigliato evitare i rapporti sessuali. In particolare, se si verificano perdite di sangue nel primo trimestre, è un motivo per sospendere temporaneamente l’attività sessuale, dal momento che si tratta di sintomi di una minaccia d’aborto.
- Placenta previa: Questa condizione si verifica quando la placenta è impiantata nella parte inferiore dell’utero, parzialmente o totalmente sopra il collo dell'utero. Il suo distacco può provocare emorragie e i rapporti sono generalmente controindicati.
- Contrazioni uterine: Se si scatenano contrazioni dopo un rapporto in gravidanza, in qualsiasi trimestre accada, e la sensazione è lieve e molto limitata nel tempo - un’ora o due dopo il rapporto - si tratta di una situazione normale. Se si dovesse protrarre per qualche ora, è possibile assumere un farmaco miorilassante o del magnesio (che ha la stessa funzione). Le contrazioni sono una reazione del tutto normale: avvengono sia per effetto del movimento sia perché lo sperma contiene prostaglandine, le stesse che si scatenano nel parto fisiologico e che vengono somministrate nel parto indotto. Tuttavia, se si verificano contrazioni uterine irregolari o che si protraggono per un periodo prolungato, è importante consultare immediatamente il proprio medico.
- Rottura prematura del sacco amniotico con perdita di liquido.
- Collo dell’utero dilatato o incompetenza cervicale: Un collo dell'utero che si dilata precocemente aumenta il rischio di parto pretermine.
- Perdite di sangue vaginali inspiegate: Nei trimestri successivi al primo, è necessario indagare la causa delle perdite. A volte la paziente può avere perdite successive al rapporto ma il nesso di causalità non è detto né immediato. La maggior irrorazione ematica della cervice può causare perdite in quadri fisiologici. Tuttavia, qualsiasi sanguinamento deve essere valutato da un medico.
- Infezioni: Il coito può indirettamente provocare morbilità e mortalità materna, fetale e neonatale attraverso la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili o virus in grado di infettare il feto o il neonato in fase intrauterina, ovvero infezioni congenite (Tremolada S, 2008).
- Embolia gassosa: Sono stati segnalati decessi dovuti a embolia gassosa in gravidanza associata a cunnilingus e insufflazione vaginale (White SE, 1982). Questa è una complicanza estremamente rara ma grave.
- Gravidanza cervicale: Questa è una delle condizioni che mettono direttamente a rischio la vita di una donna, con un tasso di mortalità di circa il 20-60%. È opportuno prevenire qualsiasi tipo di rischio con diagnosi mirate nelle prime fasi della gravidanza (Madej J, 1989).
- Assunzione di farmaci tocolitici: Questi farmaci sono usati per inibire le contrazioni uterine e prevenire il parto pretermine; l'attività sessuale è spesso sconsigliata in questi casi.
- Gravidanza multipla: In caso di gravidanza gemellare, il medico può suggerire maggiore cautela, soprattutto nelle ultime settimane.
- Dopo esami invasivi: Se ci si sottopone ad esami invasivi come amniocentesi e villocentesi, viene consigliato di non fare l’amore nelle 48 ore successive, che sono quelle in cui solitamente si deve stare un po’ più a riposo.
In tutti questi casi, lo stop all'attività sessuale può essere temporaneo, finché il problema non si risolve. Per le prime due condizioni, rischio di travaglio pretermine o emorragia antepartum, non ci sono evidenze chiare a sostegno del fatto che l’astinenza dall’attività sessuale comporti dei benefici. Gli esperti raccomandano quindi l’astinenza solo per le donne a rischio di travaglio pretermine o di emorragia antepartum a causa della placenta previa. Anche in questo caso, nelle gravidanze con un aumentato rischio di parto pretermine o a rischio di emorragia prima del parto, mancano prove univoche e inconfutabili a sostegno della totale astinenza.
Posizioni Sessuali Confortevoli e Sicure in Gravidanza
Con l’avanzare dei mesi, non ci sono grosse limitazioni per quanto riguarda le posizioni nel sesso in gravidanza, piuttosto è la comodità che cambia. Volenti o nolenti, ci si deve un po’ adattare. Se all’inizio della gravidanza non ci sono grandi cambiamenti, appena le forme si modificano e la pancia cresce bisogna inevitabilmente inventarsi qualcosa di nuovo. I suggerimenti per rendere il momento maggiormente confortevole includono l’utilizzo di cuscini per supportare il corpo durante l’atto. Comodità e benessere dal punto di vista fisico, emotivo e psicologico devono essere in questa situazione la priorità assoluta.
Ecco alcune idee di posizioni che possono garantire comfort e piacere:
- L'Aratro (variante del Missionario): Il classico missionario, con la donna sotto e l’uomo sopra, può essere praticabile nei primi tempi. Ma col pancione, la donna potrebbe sentirsi meno a suo agio, troppo schiacciata. L’alternativa, detta "aratro", prevede che la donna si metta col bacino verso il bordo del letto e il proprio compagno la sostenga per le gambe, oppure in un "missionario seduto" la donna sdraiata sul dorso poggia le natiche sul bordo del letto e stringe le gambe intorno alle anche del partner.
- Il Cucchiaio / Il Boa: Questa è una soluzione ideale quando la pancia diventa ingombrante. Entrambi i partner sono distesi su un fianco, e la penetrazione avviene da dietro. È una posizione rilassante ed eccitante allo stesso tempo, perché il partner può anche baciare il collo e le orecchie. Se diventa difficile mantenerla a lungo, si può provare la variante "boa": la donna solleva una gamba e la avvinghia alle gambe di lui, come un serpente, così da mantenere più salda la penetrazione.
- Il Compasso: Entrambi i partner si siedono sul letto con le gambe distese, faccia a faccia. Poi lei salirà sull’uomo, sempre mantenendo le gambe dritte, formando appunto una specie di compasso. Il pancione non sarà assolutamente d’impaccio.
- La Posizione di Andromaca (o della Schiava) / L'Altalena: Anche questa è una posizione comoda a gravidanza inoltrata perché consente di non affaticarsi. Lei sta sopra di lui e l’uomo può sostenerle i fianchi così da non farla stancare. In questa posizione, la donna controlla perfettamente la profondità e il ritmo della penetrazione ed è adatta soprattutto fino alla fine del secondo trimestre, quando ancora l’agilità è buona. La variante, la cosiddetta "altalena", vede la donna sempre sopra ma dare le spalle al partner e dondolarsi avanti e indietro. Può andare bene se lui è un tipo che si fa un po’ "inibire" dalle nuove forme della compagna, che in questo modo saranno più nascoste.
- L'Unione della Farfalla: La donna è a cavalcioni sul compagno e si inarca all’indietro poggiandosi di lato. Questa posizione lascia abbastanza libera la pancia e permette un buon controllo del rapporto.
- Il Lupo / Carponi (la Pecorina): Entrambi i partner sono in piedi. Lei poggia i gomiti sul letto e lui la penetra da dietro. È una posizione che può dare molto piacere ad entrambi e la pancia non dà fastidio. La variante più classica, la pecorina, vede la donna carponi (a quattro zampe) con l’uomo sempre dietro di lei in ginocchio. Se le braccia fanno male, si può passare all’appoggio sui gomiti o alla cosiddetta antilope: inginocchiata, la donna solleva il dorso appoggiandosi al bordo del letto. Lui le sta dietro sempre in ginocchio.

Gestire Specifiche Preoccupazioni: Secchezza Vaginale e Contrazioni Post-Rapporto
Anche se la gravidanza è un periodo di maggiore lubrificazione per molte donne, un nemico per il benessere sessuale in gravidanza può essere la secchezza vaginale. Non è detto ci sia per forza, ma non è infrequente. Quando è molto accentuata, può anche rendere impossibili i rapporti, nonostante il desiderio di averne. Se succede, non ci si deve sentire in colpa. Non si ha alcuna responsabilità. Alla base della secchezza vaginale c’è la minore lubrificazione della vagina. In gravidanza (ma anche nel post partum), ciò è dovuto ai cambiamenti ormonali. Gli estrogeni contribuiscono al benessere del tessuto vaginale, alla sua lubrificazione, elasticità e acidità, elementi che lo difendono dalle infezioni. Quando gli estrogeni calano (come in gravidanza, allattamento e menopausa), si va incontro più facilmente a secchezza vaginale e altri disturbi.
Anche lo stress gioca a favore di questo fastidio, mentre in altri casi la causa può essere l’uso di detergenti intimi troppo aggressivi oppure un’infezione vaginale. Ecco perché se si soffre di secchezza vaginale bisogna sempre riferirlo al proprio medico, in gravidanza ma non solo. C’è però anche un aspetto psicologico da non trascurare. Durante l’attesa di un figlio, ad esempio, molte donne (ma a volte anche i loro compagni) hanno paura ad avere rapporti sessuali perché temono di far male al bambino. E questo può incidere sulla lubrificazione. Che fare? I lubrificanti e le creme da applicare in vagina sono una soluzione alla secchezza vaginale, ma non sempre. Innanzitutto, è il medico a consigliarli perché devono essere compatibili con la gravidanza. In secondo luogo, si tratta di un rimedio temporaneo e finalizzato solo alla buona riuscita di un rapporto sessuale, ma che non elimina definitivamente la questione. Aumentare la produzione di collagene, ad esempio con specifici integratori, è un metodo più risolutivo.
Per quanto riguarda le contrazioni post-rapporto, come accennato in precedenza, è normale che si verifichino lievi contrazioni uterine. Queste sono dovute sia al movimento fisico che alla presenza di prostaglandine nel liquido seminale. Se la sensazione è lieve e limitata nel tempo (un'ora o due), è considerata fisiologica. Tuttavia, se le contrazioni dovessero protrarsi per diverse ore o essere dolorose, è consigliabile contattare il medico per una valutazione. In alcuni casi, l'assunzione di un miorilassante o magnesio può aiutare ad alleviare il disagio.
Il Ruolo del Partner e l'Importanza della Comunicazione
Il coinvolgimento e il supporto emotivo del partner sono assolutamente fondamentali durante la gravidanza. Il partner ha la possibilità di far sentire la compagna sostenuta e accompagnata in questo viaggio. I compagni e i mariti possono aiutare a ridurre lo stress, creare un ambiente casalingo maggiormente sicuro e confortevole. Bisogna essere consapevoli delle esigenze della compagna, mantenendo una relazione amorevole e appagante. Si tratta di un periodo in cui si è suscettibili a possibili sbalzi dovuti agli ormoni; la sensazione di avere dei punti di riferimento accanto a sé rende l’esperienza della gravidanza maggiormente serena e piacevole.
Rispetto al sesso in gravidanza, alcuni partner potrebbero sentirsi eccitati e connessi emotivamente alla futura madre in modo ancora più profondo rispetto a prima. Altri possono invece preoccuparsi del benessere della partner oppure sentirsi incerti rispetto a come si devono comportare. Loro stessi potrebbero preoccuparsi di danneggiare il feto oppure causare disagio alla futura madre. Non avete idea di quanti sono i futuri papà inibiti dal pancione o comunque dalla gravidanza tout court. E quante sono invece le donne che non sanno neppure cosa significhi la diminuzione del desiderio sessuale! Saranno i cambiamenti fisici della compagna, l’ansia, i pensieri, l’accettazione della nuova vita, lo stress o mille altri motivi, ma a volte l’astinenza dipende dall’uomo.
Anche nell’uomo numerosi fattori psicoaffettivi possono influenzare il comportamento sessuale. In alcuni casi, l’astensione dall’erotismo della partner può non essere condivisa dall’uomo, che, sentendosi rifiutato, potrebbe inibire a sua volta il proprio desiderio. Il futuro papà vive con timore l’atto sessuale quando la donna con il pancione viene percepita come una figura estremamente fragile e il sentimento di protezione prevale sul desiderio erotico; quando l’uomo si rende conto di provare disinteresse verso il corpo in trasformazione della compagna e non si sente più attratto fisicamente; se il futuro papà non si sente all’altezza del nuovo ruolo, con pensieri rivolti al bambino e alla cura della famiglia; quando si sente escluso dal legame speciale che si crea tra mamma e bambino, vivendo come un estraneo l’evolversi della gravidanza; se il solo pensiero della penetrazione provoca la paura di arrecare danni al feto, sebbene esso sia ben protetto da sacco amniotico e tappo mucoso; quando vive con timore e perplessità il cambiamento della relazione di coppia e dell’atteggiamento della compagna, che può essere più concentrata sul bambino in arrivo e meno sulle esigenze del partner.
In tutti questi casi, sarà utile avere una comunicazione aperta e sincera con la compagna, spiegando i propri dubbi e cercando assieme una soluzione e maggiori informazioni in merito. La comunicazione aperta con il partner risulterà assolutamente essenziale per garantire un’esperienza sessuale sicura ma anche soddisfacente. La dottoressa Maria Rossi, ginecologa presso l’Ospedale San Camillo di Roma, afferma: "Nella maggior parte dei casi, il sesso non comporta rischi per il bambino, che è protetto dal sacco amniotico e dal tappo mucoso. È importante che la coppia si senta libera di esprimere i propri bisogni e di adattare la sessualità ai cambiamenti del corpo e delle emozioni". Anche gli psicologi specializzati in perinatalità, come la dottoressa Laura Bianchi, consigliano di mantenere un dialogo aperto: "Parlare delle proprie paure e desideri aiuta a ridurre l’ansia e a rafforzare la complicità. La sessualità può cambiare, ma resta un aspetto importante della relazione di coppia anche in gravidanza".
La Sessualità nel Post Partum
Dopo il parto, il corpo della donna necessita di un periodo di recupero. È necessario astenersi dall’attività sessuale per i 40 giorni dopo il parto, il periodo del puerperio. I 40 giorni, infatti, consentono all’utero di ritornare alla condizione precedente e che i tessuti siano di nuovo pronti. Nella visita ginecologica dopo 40 giorni dal parto, il medico controlla la corretta guarigione dei tessuti perché si possa riprendere l’attività sessuale senza troppi problemi.
Ci sono delle probabilità che dopo il parto, le donne possano sperimentare un calo temporaneo nel desiderio sessuale a causa del cambiamento ormonale e dell’avere minore tempo a disposizione, dovendo accudire il neonato. Uno studio condotto su 119 donne ha dimostrato che dopo il parto, circa un terzo dei soggetti aveva ripreso i rapporti sessuali entro sei settimane e quasi tutti lo avevano ripreso entro tre mesi. Tuttavia, il 77% e il 57% delle donne avevano rapporti sessuali meno frequenti rispettivamente a tre e 12 mesi dopo il parto, rispetto al mese prima della gravidanza (Robson KM, 1981).
Un altro fattore da considerare è che l’allattamento può dare secchezza vaginale. Si può sentire molto fastidio pur non avendo avuto punti. La scienza ci conferma che l’attività sessuale può essere ripresa in modo sicuro dopo il parto, dopo aver parlato con il proprio medico di fiducia e seguendo i tempi da lui o lei raccomandati.
Cercare Supporto e Informazione
Il lavoro di riassestamento che la coppia si trova a dover affrontare può non essere semplice e, se si sperimentano difficoltà, è importante superare l’imbarazzo e affidarsi all’aiuto di una figura esterna, come lo psicologo, con cui iniziare una terapia di coppia. È interessante notare che il 90,6% delle donne intervistate desidererebbe ricevere una maggiore educazione sessuale durante la gravidanza (García-Duarte et al., 2023).
Confidandosi, esprimendo le proprie fantasie e aprendosi al dialogo, il rapporto può diventare più intimo, autentico e persino più divertente, permettendo alla coppia di affrontare insieme il meraviglioso viaggio della gravidanza e di incontrare meno difficoltà nel delicato periodo del postparto. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti per qualsiasi dubbio o condizione specifica. Il concetto di salute espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, include tra gli aspetti fondamentali dell’individuo anche il benessere sessuale.
