La storia di Mary Toft, avvenuta nel Settecento inglese, è un episodio grottesco e, al tempo stesso, inquietantemente attuale, che si colloca all'incrocio tra scienza, credenze popolari e un inganno che catturò l'attenzione dell'intera nazione, inclusa la corte reale. Lungi dall'essere una leggenda o una favola popolare, si tratta di un caso storico ampiamente documentato, una vicenda che, nel 1726, vide una donna povera e analfabeta riuscire a convincere medici, studiosi e istituzioni di una capacità corporea impossibile: quella di partorire conigli. Questa incredibile narrazione, da una casa di campagna nel Surrey fino ai salotti della medicina londinese, mette in luce teorie scientifiche accettate dell'epoca, l'autorità che a volte non pone le domande necessarie, e un sistema che, una volta avviato, fatica a fermarsi, parlando di credulità, potere, del corpo femminile e di come nascono le "fake news" molto prima dell'avvento dei social media.
La Contadina di Godalming e l'Inizio di un Mistero Inquietante
Mary Toft, nata Denyer, era una contadina venticinquenne di Godalming, una piccola cittadina inglese situata a circa 60 km a sud-ovest di Londra. Sposata con Joshua, un merciaio ambulante, viveva con i suoi tre figli, Mary, Anne e James. La sua vita, come quella di molte donne dell'epoca, era scandita dal duro lavoro nei campi. Nel 1726, Mary Toft rimase incinta del quarto figlio. La gravidanza, tuttavia, fu messa a rischio da una serie di complicazioni. Ad agosto, la donna iniziò ad avvertire forti dolori al ventre, per poi accorgersi con orrore di aver espulso molto materiale organico, descritto come "pezzi di carne informi", uno dei quali era persino "grande quanto il mio braccio". Nonostante sembrasse un aborto spontaneo, la gravidanza sembrava proseguire in qualche modo.

Questo evento straordinario, che Mary sosteneva essere stato causato da una forte impressione emotiva, affonda le radici in un episodio avvenuto alcuni mesi prima. Nel mese di aprile, mentre Mary era incinta di circa cinque settimane e lavorava faticosamente nei campi, si prese una pausa con un'amica. D'improvviso, un coniglio sbucò dal nulla e la compagnia si divertì a rincorrerlo negli orti. Quella notte stessa, Mary raccontò di aver sognato di trovarsi in un campo con due conigli in grembo e si svegliò con una strana fitta che perdurò fino al mattino. Da quel momento, per i successivi tre mesi, ebbe un forte e costante desiderio di nutrirsi di conigli, ma essendo di famiglia povera ed indigente, non aveva mai potuto permetterselo. Questo desiderio inappagato, combinato con l'inseguimento del coniglio, divenne la base della sua spiegazione per gli eventi futuri, richiamando una credenza diffusa dell'epoca.
Quando, il 27 settembre, Mary partorì, vennero espulse solo delle parti di animali. Terrorizzata dalla carcassa appena espulsa, la ragazza la inviò al dottor John Howard, un rispettato chirurgo ed ostetrico inglese con decenni di esperienza, basato a Guildford, chiedendogli di visitarla. Il dottore, un uomo di scienza, era palesemente scettico, prendendo la notizia come una sciocchezza. Tuttavia, cedette alle suppliche della suocera di Mary, Ann, anch'essa ostetrica, e accettò di dare un'occhiata a questa bizzarria.
L'Incredibile Serie di Parti e l'Eco Pubblico
Inizialmente, a un primo esame, Mary sembrava sana come un pesce. Tuttavia, le doglie nei giorni successivi divennero insopportabili. Ad inizio novembre, per diversi giorni, Mary continuò a "produrre" e ad espellere ciò che sembravano essere parti di un maiale, lembi di pelle e, con il passare del tempo, interi corpi di conigli. La notizia, "strana ma ben testimoniata", cominciò a circolare da Guildford. Il Weekly Journal del 19 novembre 1726 riportò la "Strana notizia che ci arriva dal Surrey", descrivendo come, nei giorni successivi, la Toft avesse "partorito un coniglio al giorno". Secondo i resoconti, la donna era stata assistita dal signor John Howard, eminente chirurgo e ostetrico, che le aveva fatto partorire un coniglio con cuore e polmoni cresciuti fuori dal torace, seguito, 14 giorni dopo, da un coniglio perfettamente formato, e poi da altri quattro, e successivamente, il venerdì, sabato e domenica, da un altro coniglio ogni giorno, per un totale di nove, tutti morti al momento della nascita. La donna stessa giurò che il forte desiderio per i conigli, nato dall'inseguimento, l'aveva spinta ad abortire il suo bambino, e da quel momento non era stata capace di non pensarci.
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Il dottor Howard, che alla fine si convinse della veridicità della storia, prese Mary sotto la sua cura e la trasferì in una locanda locale, offrendo a tutti coloro che non credevano di assistere a una consegna e vedere di persona la bizzarra vicenda. Questa "povera donna" divenne ben presto oggetto di una morbosa curiosità, e medici da tutto il paese vennero a visitare la Toft per assistere alle "nascite mostruose".
L'Intervento della Corona e il Dilemma Scientifico
La storia di questo grottesco parto non tardò a giungere alle orecchie del sovrano Giorgio I, il quale ne rimase profondamente colpito e affascinato. Il re, non credendo immediatamente alla storia ma desideroso di vederci chiaro, incaricò il suo prestigioso chirurgo anatomista di corte, Nathaniel St André, e il suo segretario, Samuel Molyneux, di indagare seriamente sul caso. I dottori si recarono a Guildford, dove intanto Howard aveva condotto Mary. Arrivati nella città il 15 novembre, rimasero senza parole: quasi a prevedere la loro venuta, la Toft aveva appena partorito un torso di coniglio, il quindicesimo dall'inizio di queste sue strane "gravidanze".

St André, benché impressionato dalla vicenda, mantenne un contegno scientifico. Recuperò il moncone e lo immerse nell'acqua per verificare se i polmoni dell'animale avessero mai respirato aria. Le due sacche restarono a galla, e il medico cominciò a covare i primi dubbi sulla buona fede di Mary, ma per il momento restò al gioco. Quella stessa sera, la donna ebbe nuovamente delle doglie: dal suo utero uscirono infatti un altro torso, lembi di pelle e, concludendo le doglie platealmente, una testa di coniglio. Il luminare di corte giunse persino alla sbalorditiva conclusione scientifica che i conigli si fossero sviluppati nelle tube di Falloppio della donna. In una mossa preventiva contro il crescente scetticismo, St André raccolse numerose testimonianze dei prodigiosi eventi, per poi fare una dimostrazione anatomica della teoria della Toft davanti al Re e alla corte. Pubblicò anche un opuscolo, "A Short Narrative of an Extraordinary Delivery of Rabbets", con cui rivendicò la propria reputazione medica, e "Some observations concerning the woman of Godlyman in Surrey", dove riportò le sue impressioni sul caso Toft.
I Primi Dubbi e lo Scetticismo Crescente
Non tutti però "abboccarono" alla storia di Mary Toft. I resoconti contrastanti dei medici di corte spinsero il re a inviare un terzo dottore, Cyriacus Ahlers, chirurgo personale del sovrano. Ahlers, giunto a Godalming il 20 novembre, era il "bastian contrario" di Mary: era assolutamente certo che la donna stesse imbrogliando. Visitò Mary ma non trovò affatto segni di effettiva gravidanza. A confermare i suoi sospetti, osservò che la Toft era solita stringere le ginocchia prima dei parti, come se dovesse impedire la caduta di qualcosa. Ahlers decise dunque di non far trapelare le proprie perplessità, lasciando che i presenti pensassero che lui credesse alla storia della Toft. Con una scusa, quindi, fece ritorno a Londra, portando con sé alcuni pezzi di coniglio.

Esaminandoli con più cura, Ahlers scoprì che si trattava di animali che in origine erano vivi, i cui corpi erano stati macellati con strumenti da taglio. Notò anche tracce di paglia e di grano nei loro intestini, elementi del tutto incompatibili con una nascita naturale. Il 21 novembre, Ahlers scrisse le proprie impressioni prima al Re, e poi a "varie persone degne di nota e di stima". Il giorno successivo, Howard, che intuì che qualcosa non andava, richiese al medico la restituzione dei pezzi di coniglio. Lo scetticismo di Ahlers fece preoccupare non solo Howard e St André, ma soprattutto il Re, il quale, ancora affascinato dalla storia, decise di vederci ancora più chiaro.
La Teoria dell'Impressione Materna: Una Finestra sulle Credenze del '700
La verità, ad ogni modo, sembra essere molto più evidenziata dai fatti di natura sostanziale. Un altro fatto curioso associato alla gravidanza e che giocò un ruolo fondamentale nella credibilità iniziale della storia di Mary Toft, è l'apparente influenza delle emozioni della madre che si ripercuotono sul bambino nell'utero. Tutti conoscevano le spiegazioni dettate dal popolo sui "segni" lasciati sull'infante da oggetti o animali osservati dalla madre durante la gravidanza. Esiste una vasta letteratura che attribuisce l'esistenza di alcuni soggetti deformi con episodi legati alla vita delle madri gravide.

C'era un desiderio naturale di spiegare ogni abominio o anormalità del bambino con qualche incidente accorso alla madre in dolce attesa. Questo concetto, noto come "impressione materna", era una convinzione "vecchia" ma profondamente radicata, che Mary Toft abilmente utilizzò. Ad esempio, il povero "Uomo Elefante" (Joseph Carey Merrick) credeva fermamente che la sua condizione fosse legata al fatto che la madre, mentre lo portava in grembo, fu atterrata da un elefante in un circo. In alcune nazioni, l'esibizione di queste "mostruosità" era severamente vietata, poiché vi era la convinzione che potessero perpetrarsi impressionando le donne incinte. Ai gemelli siamesi fu fatto divieto di esibirsi in Francia proprio per questa ragione. La storia di Mary Toft, dunque, si inseriva perfettamente in questo quadro di credenze pre-scientifiche, fornendo una giustificazione apparentemente plausibile per gli eventi inspiegabili.
L'Esame a Londra e il Confronto tra Esperti
Il re, sempre più coinvolto nella vicenda, inviò nuovamente St André e un altro collega a Guildford. Ad accoglierli trovarono Howard, che li informò di un nuovo parto "gemellare", ovviamente di conigli. Questa volta Mary lamentava un dolore molto forte all'addome, lato destro. Dopo questi eventi, e su ordine del re, Mary Toft fu condotta a Londra per ulteriori esami. Ad accompagnarla c'erano St André e Richard Manningham, un noto ostetrico della capitale, insignito del titolo di cavaliere. A Londra, fu ulteriormente esaminata e venne scoperto che la parte destra del suo addome era sensibilmente più grande del normale. Manningham stabilì che la parte dolente era sensibile al tocco e più grande della sinistra.
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Sotto la stretta supervisione di St André, la Toft fu esaminata da decine di eminenti medici e chirurghi. Tra questi, vi erano John Maubray, che avanzò l'ipotesi che un trauma legato ai conigli potesse aver condizionato le gravidanze della donna, e James Douglas, uno degli anatomisti più rispettati in Inghilterra. Douglas, tuttavia, si mantenne scettico. Egli riteneva che una donna che partoriva conigli era tanto probabile quanto un coniglio che partorisse esseri umani, definendo l'intera vicenda una stupidaggine. La sua posizione fu di eccezionale influenza, considerando la sua autorevolezza, mentre si credeva che St André fosse diventato medico di corte solo poiché sapeva parlare fluentemente il tedesco, la lingua nativa del Re. Le cose cambiarono ulteriormente quando vi fu l'ascesa al potere del partito Whig, supportato sia da Manningham che da Douglas, che quindi riuscirono ad elevare il proprio status professionale. Douglas, nonostante il suo disincanto, volle comunque vedere la Toft di persona. "Per poter determinare, a soddisfazione e convinzione di ogni genere di persona, erano necessari altri argomenti, oltre all'anatomia o a qualsiasi altro ramo della medicina. Di questi, la maggior parte non sono giudici." Il principe di Galles, incredulo, inviò il proprio medico per verificare i risultati del medico di suo padre, un sintomo di una maggiore sfiducia tra padre e figlio. Mary Toft, confinata a Londra, fu interrogata dai medici fino all'esaurimento e alla disperazione.
La Smascherata e la Confessione Inevitabile
A decretare la parola fine alla tediosa questione fu il nobile Thomas II conte di Onslow. Egli cominciò ad indagare in gran segreto, dimostrando una scaltrezza che avrebbe presto svelato l'intera truffa. Il 4 dicembre del 1726, Onslow scoprì che il marito di Mary, Joshua, nel periodo tra ottobre e novembre, aveva acquistato un'insolita quantità di conigli. Il giorno prima, inoltre, Onslow venne persuaso dalla madre di Joshua, Margaret, ad introdurre di nascosto un coniglio nella cella della ragazza, un tentativo per mettere Mary alle strette o testare la sua reazione.
Le rivelazioni di Onslow arrivarono a Manningham, l'ostetrico che aveva esaminato Mary a Londra, e questi si convinse della colpevolezza della donna. Manningham e Douglas iniziarono a sottoporre Mary a estenuanti interrogatori, della durata anche di tre o quattro ore, ma Mary non cedeva, negando ogni accusa. A questo punto, forte della sua carica di ostetrico e deciso a porre fine alla farsa, Manningham decise di mettere in scena un bluff. Prospettò a Mary l'eventualità di un "esperimento molto doloroso" e invasivo, per verificare se internamente fosse strutturata come tutte le altre donne o "in una maniera particolare che permette il convogliamento di conigli nell'utero". Spaventata dalle minacce di una dolente operazione chirurgica, la donna, alla fine, confessò la frode il 7 dicembre, alla presenza di Manningham, Douglas, John Montagu e Frederick Calvert.

Mary confessò di aver escogitato la truffa dopo l'aborto spontaneo, per poter guadagnare qualcosa. Ammise che, mentre la sua cervice uterina era ancora dilatata, con l'aiuto di un complice, aveva inserito nell'utero le zampe e il corpo di un gatto, e la testa di un coniglio. Una volta espulsi, questi sarebbero sembrati dei "normali" parti. Rivelò anche di aver inventato la storia del coniglio inseguito nell'orto, che l'avrebbe lasciata così scossa da menomarne perpetuamente il feto. Inizialmente, nella sua confessione, cercò di incolpare altri, dalla moglie di un coltellinaio errante che le aveva suggerito il piano, alla suocera e al marito che l'avrebbero spinta a perpetrare la frode. Nella sua terza e ultima confessione, tuttavia, Mary si prese tutta la responsabilità.
Le Conseguenze di un Inganno Svelato: Dalla Prigione alla Storia
Una volta rivelato che la vicenda della Toft si trattava solo di una mistificazione fraudolenta, i medici che l'avevano sostenuta iniziarono ad essere pubblicamente sbeffeggiati. Nathaniel St André, in particolare, fu oggetto di derisione e attacchi mediatici, che lo designarono addirittura come "gulliverian", ovvero "divulgatore di storie favolose". La sua carriera era ormai macchiata indelebilmente, e la sua vita fu travagliata anche dopo la fine della vicenda di Mary Toft. Lui e la moglie venivano sbeffeggiati a tempo inesauribile, tanto che i coniugi decisero poi di ritirarsi in campagna. Alla fine, a fare le spese dell'intera vicenda furono i medici che avevano sostenuto le parole della donna, in particolare St André. La vicenda mortificò l'immagine della medicina inglese e rovinò le carriere di vari eminenti uomini di scienza.

Un processo venne indetto dalla Corte del Consiglio Reale, presso Hillary Term, contro Mary Toft di Godalming, con l'accusa di ingiuria e frode, per aver finto il parto naturale di 17 conigli. Si trovò agli arresti nella prigione di Bridewell, dove a nessuno, tranne la moglie del custode, era consentito entrare nella cella per sopperire alle sue necessità; era vietata la visita anche da parte del numeroso stuolo di persone che accorrevano per incontrarla, e in particolar modo al marito, che doveva essere messo sotto diretta sorveglianza quando si trovava nelle galere.
Nonostante le forti accuse, alla fine Mary non venne processata realmente, e fu rilasciata pochi mesi dopo, l'8 aprile 1727, poiché le autorità non potevano decidere di cosa accusarla. Tornata a casa, la storia si dimenticò in gran parte di lei. Nel febbraio del 1727, ebbe un'altra bambina. Le ultime notizie di lei si hanno nel 1740, quando fu imprigionata per aver trafficato oggetti rubati, e nel 1763, anno in cui morì. Neanche la Toft sfuggì alla furia derisoria dei satiristi, che si incentrarono immediatamente sui lati più volgari della vicenda. La storia di Mary Toft circolò ampiamente in tutta la nazione, mostrando come la gente avesse creduto alla storia della donna che aveva dato alla luce i conigli.
L'Eredità dell'Impostura: Da "Fake News" a Illusione Scenica
Il caso di Mary Toft, con il suo strano frangente tra scienza e satira, e gli scritti che lo circondano, mostra un conflitto tra conoscenze "vecchie" e "nuove" sul corpo delle donne. Mary Toft usò una "vecchia" convinzione - "ciò che una madre ha visto durante la gravidanza ha influenzato gli aspetti fisici del suo bambino" - per perpetrare il suo inganno. Questo episodio, in un'epoca che Robert Walpole usò per simboleggiare il Settecento come bramoso, corrotto ed illusorio, divenne un'icona involontaria dell'illusionismo.
Alessandro Barbero - La guerra civile inglese
Il mago-prestigiatore di Londra, Isaac Fawkes, ispirato dal clamore della vicenda, inserì nel suo repertorio un nuovo gioco: l'apparizione di conigli dal cappello a tricorno. Più di un secolo dopo, l'illusionista John Henry Anderson avrebbe replicato l'effetto usando un cilindro. Così, questa storia assurda, vera e inquietantemente attuale, dalla credulità del popolo all'ingenuo entusiasmo scientifico, si trasformò in un pezzo di storia culturale, un monito sulla facilità con cui le "fake news" possono attecchire e sulla resilienza dell'arte dell'illusione. Il suo caso continua a essere studiato come esempio di come le credenze popolari e l'autorità medica possano interagire, a volte con conseguenze disastrose, molto prima che i social media amplificassero simili narrazioni.
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