L’Inseminazione Artificiale (IA) rappresenta una delle tecniche di riproduzione assistita più consolidate e meno invasive, offrendo speranza a molte persone che desiderano intraprendere il percorso della genitorialità. Tra le sue diverse forme, l’inseminazione artificiale con sperma di donatore (IAD) si distingue per l’utilizzo di gameti maschili provenienti da un donatore esterno accuratamente selezionato. Questa procedura prevede l’introduzione di un campione di seme, preventivamente ottenuto e preparato, all’interno della cavità uterina della donna al momento dell’ovulazione. L'obiettivo primario è incrementare la densità dei gameti e favorire la fecondazione in vivo, rendendo il processo semplice e indolore e molto simile a qualsiasi visita ginecologica con speculum.
L’inseminazione intrauterina con seme di donatore è una procedura che comporta il deposito di liquido seminale, preventivamente ottenuto da un donatore esterno accuratamente selezionato, all’interno della cavità uterina al fine di incrementare la densità dei gameti e favorire la fecondazione in vivo. L’inseminazione artificiale con sperma di donatore (IAD) è una procedura di riproduzione assistita in cui lo sperma di un donatore viene introdotto nell’utero della donna per facilitare la fecondazione dell’ovulo. Per aumentare le possibilità di ottenere una gravidanza, gli specialisti selezionano gli spermatozoi con la prognosi migliore ed eseguono una leggera stimolazione ovarica controllata da ecografie che aiutano a capire quando è il momento migliore per effettuare la fecondazione. Non è necessario estrarre gli ovociti per la fecondazione in questa tecnica. Il campione di seme può provenire dalla coppia o da un donatore anonimo.

Indicazioni Mediche e Sociali per l’Inseminazione Artificiale con Donatore (IAD)
L’inseminazione artificiale con donatore è raccomandata in diverse situazioni, sia di natura medica che sociale, rivolgendosi a un’ampia gamma di pazienti. Tra le indicazioni principali per eseguire l'inseminazione artificiale con un donatore di sperma vi sono le donne che scelgono di essere madri single per scelta e le coppie di donne che decidono di avere un figlio insieme, note come madri lesbiche. Questo modello di famiglia è aumentato negli ultimi anni perché le donne stanno rinviando la maternità fino a quando non trovano il tempo della loro vita con maggiore stabilità. Tuttavia, quando ciò accade, può succedere che non si abbia un partner. Secondo la dottoressa Nadia Caroppo, il consiglio che si dà è che se una donna vuole essere madre e non le dispiace essere single o non avere un partner in quel momento, dovrebbe prendere un appuntamento per scoprire quali sono le sue opzioni.
Nel caso di coppie gay di due donne, possono anche diventare madri grazie al trattamento di inseminazione artificiale con sperma di un donatore, sia che siano sposati o meno. Anche se solo una delle due donne si sottoporrà al trattamento per rimanere incinta, entrambe firmeranno il consenso per il suo completamento, quindi entrambe saranno le madri legali del bambino. In paesi come la Spagna, le donne single e le coppie lesbiche possono anche avere un trattamento di fecondazione artificiale attraverso il sistema di previdenza sociale, ma solo in alcune comunità autonome, per cui è consigliabile informarsi sulle condizioni di ogni regione e centro.
Un'altra indicazione rilevante è il rischio di trasmissione di malattie genetiche da parte del padre, anche se prima si dovrebbe valutare una diagnosi genetica preimpianto (DGP). La grave infertilità maschile, caratterizzata da una qualità dello sperma molto scarsa, azoospermia secretoria, frammentazione del DNA dello sperma, o altre problematiche, rappresenta un motivo significativo per ricorrere alla IAD. Infine, la tecnica è consigliata anche dopo tentativi falliti di altri trattamenti di riproduzione assistita, come la fecondazione in vitro (FIVET) con il proprio sperma. In passato, il fatto che il padre avesse una malattia sessualmente trasmissibile (MST) era anche un'indicazione per fare un AID. Tuttavia, al giorno d'oggi, con le tecniche di lavaggio seminale, è possibile effettuare l'inseminazione artificiale utilizzando lo sperma del partner, che in precedenza avrà fatto rimuovere i suoi carichi patogeni per evitare l'infezione.
Si raccomanda la IAD nelle donne di età inferiore ai 38 anni, poiché la percentuale di successo diminuisce con l’età. Quando la fertilità di una donna diminuisce con l'avanzare dell'età, molte donne tra i 35 e i 40 anni si trovano a dover decidere se vogliono davvero essere madri, anche se sono sole.
Il Quadro Legale e la Selezione del Donatore: Confronto tra Spagna e Italia
Il contesto legale e le procedure di selezione dei donatori sono aspetti cruciali nell'ambito dell'inseminazione artificiale con donatore, con alcune differenze significative tra i vari paesi. La donazione di sperma è anonima e assolutamente legale in Spagna, indipendentemente dalla nazionalità o dall’origine del paziente. In Spagna, la legge sulla riproduzione assistita offre molti vantaggi: non c’è un periodo di attesa per l’inseminazione artificiale, il trattamento è aperto a donne single e coppie e i donatori di sperma rimangono anonimi. L'identità dei donatori e delle riceventi viene mantenuta nell’anonimato, ai sensi della legislazione vigente. I donatori di sperma, secondo la legislazione spagnola sulla donazione di sperma, devono soddisfare determinati requisiti. Tutti i donatori sono maggiorenni e firmano una dichiarazione di consenso e di anonimato per la loro donazione. La scelta del sesso in Italia non è consentita se non nei casi terapeutici, cioè nei casi in cui la scelta del sesso del futuro bambino può prevenire una grave malattia.
In Italia, il ricorso alla fecondazione eterologa è legittimo (come indicato dalla sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale) nell'ambito di un percorso di trattamento, nei casi in cui sia accertata la sterilità o l'infertilità assoluta di almeno uno dei due genitori e non vi siano altri metodi terapeutici efficaci a risolvere tale condizione. Tuttavia, la fecondazione eterologa è consentita solo per le coppie di sesso diverso, sposate o conviventi in modo stabile. Non potranno ricorrere, quindi, alla donazione né soggetti single, né coppie dello stesso sesso. Nel nostro Paese, infatti, le donazioni avvengono a titolo volontario e gratuito, non sono previste forme di compenso economico. Questo aspetto è stabilito per evitare il commercio di ovociti e seme che, oltre a essere escluso dalla sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale, è vietato anche in tutta Europa.
Il Rigoroso Processo di Selezione del Donatore
La qualità e la sicurezza dei gameti sono garantite da un processo di selezione del donatore estremamente rigoroso. Le cliniche si avvalgono del supporto di banche del seme specializzate che seguono rigorosi standard di qualità e sicurezza. Per questo approccio, ci si assicura che ogni campione soddisfi i più alti requisiti di qualità genetica e sanitaria, lavorando solo con banche del seme strettamente regolamentate e che seguono protocolli legislativi dettagliati. Questo approccio garantisce fiducia e sicurezza nel processo, fornendo ai pazienti gameti della migliore qualità per massimizzare le possibilità di successo dell’inseminazione.
Il campione viene ottenuto da un donatore preventivamente sottoposto a uno studio medico completo che include analisi del seme, sangue e urina, un esame generale, uno studio di malattie sessualmente trasmissibili e test psicologici. Tutto questo è finalizzato a garantire la qualità del seme ed eliminare la possibilità di patologie. Tutti i donatori di sperma sono sottoposti allo “Screening del donatore“, uno studio dei portatori di malattie genetiche autosomiche recessive. Attraverso questo test è possibile individuare le più comuni malattie genetiche autosomiche recessive. Inoltre, la clinica stessa è responsabile della scelta del donatore più adatto in base alle caratteristiche fisiche e immunologiche, considerando gruppo sanguigno, razza, colore della pelle, corporatura fisica, altezza, colore dei capelli, colore degli occhi, ecc. In aggiunta, affinché un uomo possa essere un donatore di sperma, deve soddisfare una serie di requisiti e superare test medici e psicologici che dimostrino la sua salute.
Da un lato, il donatore deve essere un giovane uomo, tra i 18 e i 35-40 anni, e deve dimostrare di non essere portatore di infezioni sessualmente trasmissibili, di non avere una storia di gravi malattie genetiche e che la sua dotazione cromosomica è corretta. D'altra parte, il suo sperma deve essere di alta qualità, ben al di sopra dei valori di riferimento stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I criteri di selezione dei donatori di gameti sono molto severi e non tutti i volontari vengono accettati. Le cliniche accettano solo un donatore su 10 candidati. Il donatore di sperma viene selezionato da una banca del seme. Questo tempo di crioconservazione dello sperma donato è necessario per verificare che il donatore non abbia alcun tipo di infezione come l'HIV. L'approvvigionamento del seme di donatore congelato viene fatto preventivamente all'inizio del trattamento. La clinica può richiedere una fotografia per facilitare la somiglianza fisica. Si procede alla registrazione del materiale genetico (DNA) del donatore per una durata di 20 anni nei casi in cui potrebbe essere necessario un futuro studio genetico del bambino.

Il Percorso dell'Inseminazione Artificiale con Seme di Donatore: Fasi del Trattamento
Il processo di inseminazione artificiale con donatore è un percorso strutturato in diverse fasi, ciascuna attentamente monitorata per massimizzare le probabilità di successo. Il processo di Inseminazione Artificiale dura generalmente tra le 2 e le 3 settimane, iniziando con il monitoraggio del ciclo ovulatorio naturale o indotto della donna e culminando con l’inseminazione. Questo periodo può variare a seconda delle caratteristiche individuali di ciascun paziente.
1. Prima Consulenza e Valutazione Diagnostica
Il primo passo consiste in una consulenza iniziale, che può avvenire online o di persona, per valutare attentamente il caso specifico e progettare il piano terapeutico più adatto. Durante questa fase, vengono eseguiti diversi esami diagnostici, come test ormonali ed ecografie con conteggio di follicoli antrali, per valutare lo stato di salute dell’utero e delle ovaie. È fondamentale escludere eventuali malformazioni uterine che potrebbero influenzare l’impianto e lo sviluppo della gravidanza mediante un’ecografia.
2. Preparazione e Stimolazione Ovarica
Il trattamento inizia con la stimolazione ovarica, in cui viene utilizzata una serie di ormoni simili a quelli prodotti dalla donna stessa, le gonadotropine. La somministrazione di ormoni capaci di stimolare le gonadi favorisce la crescita dei follicoli nelle ovaie. L’Inseminazione Artificiale si effettua seguendo il ciclo naturale o con una piccola stimolazione ormonale per favorire lo sviluppo follicolare. Questo trattamento è molto semplice e consiste in iniezioni sottocutanee, che si possono facilmente autosomministrare a casa per un periodo di circa 10-14 giorni.
Durante la stimolazione, la crescita e lo sviluppo dei follicoli vengono monitorati con gli ultrasuoni e il controllo del dosaggio degli ormoni per identificare il momento ideale per l’inseminazione. Le ovaie della donna sono delicatamente stimolate a maturare solo uno o due ovuli, per evitare rischi e per massimizzare il successo.
3. Induzione dell'Ovulazione
Quando il follicolo dominante ha raggiunto dimensioni adeguate, l’ovulazione viene innescata da un’ultima iniezione di ormone hCG. L'ovulazione è poi indotta per introdurre il seme nell'utero nel momento più opportuno, proprio quando la donna ha ovulato.
4. Preparazione del Campione di Seme del Donatore
Il giorno dell’inseminazione, che coincide con quello dell’ovulazione della donna, il campione di sperma ottenuto da un donatore anonimo viene scongelato. Il campione di spermatozoi selezionati viene caricato all’interno di un catetere sottile, sterile, che viene inserito in utero attraverso la cervice. Gli spermatozoi capacitati vengono introdotti in una cannula. Viene quindi effettuato un seminogramma e viene calcolata la quantità di campione più appropriata per eseguire l'inseminazione.
5. La Procedura di Inseminazione
L’inseminazione vera e propria avverrà nell’intervallo di tempo in cui si prevede che si verifichi l’ovulazione. Si procede quindi con il rilascio degli spermatozoi direttamente sul fondo dell’utero. Il medico specialista inserisce una cannula attraverso la vagina guidata dagli ultrasuoni per depositare il campione. Si tratta di un processo semplice, indolore e molto simile a qualsiasi visita ginecologica con speculum. L’intervento è molto semplice e non richiede anestesia o antidolorifici. Di solito, dopo l’inseminazione, la paziente attende per circa un’ora nella stanza del centro di riproduzione assistita.
IVI Riproduzione assistita: Inseminazione Artificiale - UE, 2014
6. L'Attesa e il Test di Gravidanza
Dopo l’inseminazione, la paziente può tornare a una vita normale, non è necessario rimanere a riposo. L'attesa del risultato del trattamento è di circa due settimane, conosciuta come "attesa della beta". A quel punto, si potrà fare un test di gravidanza. Il test di gravidanza verrà eseguito mediante un esame del sangue o delle urine 14 giorni dopo l’inseminazione. È un esame del sangue che misura i livelli dell’ormone hCG. Dopo il test di gravidanza positivo, verrà effettuata un’ecografia dopo circa due settimane per confermare la gravidanza.
Tassi di Successo e Fattori Influenzanti nell'IAD
I tassi di successo dell'inseminazione artificiale con donatore sono influenzati da diversi fattori, tra cui l'età della donna e il numero di cicli tentati. Generalmente, con l'IA del donatore si ottengono risultati migliori rispetto a quando si utilizza lo sperma del partner, poiché i donatori sono sempre giovani uomini che possiedono una straordinaria qualità seminale. Questa tecnica offre un tasso di gravidanza cumulativo del 45%. Secondo i dati statistici di alcuni centri, la percentuale globale di gravidanza clinica per ciclo di inseminazione artificiale con sperma di donatore è stata del 25%.
Nonostante la qualità eccellente del seme del donatore, uno dei fattori più importanti per garantire il successo dell'IA è l'età della donna, la quale influisce direttamente sulle possibilità di successo o di fallimento. Il tasso di natalità per ciclo di inseminazione artificiale è migliore quando si utilizza lo sperma del donatore, ma diminuisce con l'avanzare dell'età. I dati indicano che per le donne sotto i 35 anni, la natalità con IAD è del 17,8%, rispetto al 10,7% con inseminazione artificiale coniugale (IAC). Per le donne tra i 35 e i 39 anni, la natalità con IAD è del 13,3% e con IAC dell'8,9%. Superati i 40 anni, i tassi scendono al 5,8% con IAD e al 4% con IAC. Questi dati sono stati ottenuti dall'ultimo rapporto pubblicato dalla Società Spagnola di Fertilità (SEF) con i risultati ottenuti dai centri spagnoli nel 2020 (Registro nazionale di attività 2016-Registrazione SEF).
Raggiungere una gravidanza dopo i 40 anni attraverso l'inseminazione artificiale è complicato, ma non impossibile. Tuttavia, le cliniche in genere non eseguono il trattamento a partire dai 37 anni di età a causa della bassa probabilità di successo. Dall'età di 40 anni in poi, c'è un notevole aumento della probabilità per le donne di trasmettere alterazioni cromosomiche e quindi una maggiore probabilità di aborto spontaneo e di avere figli con anomalie genetiche.
In aggiunta, il tasso di successo dell'inseminazione artificiale è cumulativo. Pertanto, dopo un IAD fallito, è consigliabile eseguire più inseminazioni, poiché le possibilità di gravidanza aumentano fino a quattro tentativi. Il numero di tentativi consigliato è variabile, anche se possiamo stabilire una raccomandazione tra 3 e 6 tentativi. Tuttavia, questo numero sarà condizionato principalmente dall'età del paziente. Si sconsiglia questa tecnica a partire dall'età di 38-40 anni, poiché, a partire da quell'età, la scarsa qualità delle uova che si ipotizza diminuisce le possibilità di successo con questa tecnica. Per le donne single e le coppie lesbiche, si raccomanda di fare fino a 6 tentativi di IAD per ottenere una gravidanza, a meno che non ci sia una causa di infertilità che indichi il contrario.

Rischi e Possibili Complicazioni dell'Inseminazione Artificiale con Donatore
Sebbene l'inseminazione artificiale con donatore sia considerata una procedura a basso rischio, è importante essere consapevoli delle potenziali complicazioni, sebbene si manifestino in modo molto insolito. I rischi sono minimi. Il medico informerà la paziente di questo se si sottopone a questo tipo di trattamento.
Uno dei rischi più noti, specialmente se sono stati utilizzati farmaci per la stimolazione ovarica, è quello di gravidanza multipla. Durante l'inseminazione artificiale, la donna riceve un trattamento ormonale per stimolare la produzione di ovuli e controllare i tempi esatti dell'ovulazione. Per questo motivo, la probabilità di gestazione multipla è più alta in relazione alla gravidanza naturale. La probabilità di una gravidanza multipla nelle inseminazioni artificiali con sperma di un donatore è di circa l'8% nelle donne sopra i 40 anni e del 12% nelle donne sotto i 40 anni. In ogni caso, anche se il rischio esiste, il processo si svolge in modo tale che la probabilità sia ridotta al minimo. L'origine del campione di sperma non è influenzata, poiché la probabilità di avere gemelli o terzine è la stessa nell'IA del donatore come nell'IA coniugale nelle donne sotto i 40 anni (che è la più comune nella tecnica dell'IA). Per questo motivo, è importante mantenere un adeguato controllo dello sviluppo ovarico e annullare l'inseminazione in caso di rischio.
Un'altra potenziale complicanza, seppur con un rischio minimo per dosi molto basse di farmaci, è la sindrome di iperstimolazione ovarica. Altri rischi rari includono allergie ai componenti del lavaggio seminale (molto rare), reazioni immunologiche quando si creano anticorpi antisperma (meno del 5% di probabilità) e infezioni nel tratto riproduttivo (anche il rischio è molto basso).
Inoltre, un altro aspetto da considerare è la bassa probabilità di successo dell'IA in generale nei casi di grave infertilità o quando la donna è in età materna avanzata. In relazione all'uso dello sperma donato, la IAD implica la rinuncia all'eredità genetica, cosa che non tutti gli uomini sono in grado di accettare.
Costi Associati all'Inseminazione Artificiale con Donatore
Il prezzo dell’Inseminazione Artificiale può essere uno dei più economici nelle cliniche di riproduzione assistita. Tuttavia, è necessario che un esperto di fertilità valuti, consigli e accompagni nella scelta del trattamento più appropriato. Il prezzo dell’Inseminazione Artificiale può variare.
Sebbene la donazione di sperma sia, secondo la legge italiana, un atto altruistico, la normativa vigente consente ai donatori di sperma di ricevere un compenso economico tra i 30 e i 50 euro. Questo denaro non viene dato per il campione donato (la vendita di sperma è vietata), ma per i disagi e le spese che l'atto di donazione può avervi causato. A causa di questa compensazione finanziaria, dei costi per l'analisi del donatore e per la conservazione del campione congelato, il processo di inseminazione artificiale con sperma donato ha un prezzo più alto di quello dell'inseminazione artificiale coniugale.
A seconda della clinica di riproduzione assistita e della città in cui si trova, il prezzo dell'AID è compreso tra i 1.000 e i 1.700 euro, circa 400 euro in più in media rispetto all'utilizzo di sperma della coppia. A questo costo bisogna aggiungere anche il farmaco ormonale per la stimolazione ovarica, che di solito non è incluso nel budget iniziale del IAD. Il prezzo di questi farmaci si aggira di solito intorno ai 100-600 euro, a seconda della dose indicata dal ginecologo.
A causa della variazione di prezzo del IAD tra le cliniche, la cosa migliore da fare prima di iniziare il processo è consultare il budget ed essere chiari su quali aspetti sono inclusi e quali no, così come se hanno sconti per un secondo o terzo tentativo nel caso in cui la gravidanza non venga raggiunta al primo tentativo. D'altra parte, c'è anche la possibilità di fare il IAD per il servizio sanitario nazionale gratuitamente, anche se normalmente la donna o la coppia ricevente deve pagare le spese derivanti dalla donazione di sperma.
Altre Tecniche di Riproduzione Assistita con Donatore: FIVET e Doppia Donazione
Oltre all'inseminazione artificiale, esistono altre tecniche di riproduzione assistita che possono avvalersi dell'utilizzo di gameti di donatori, offrendo soluzioni per casi di infertilità più complessi. Questo è particolarmente rilevante per capire il quadro completo delle opzioni disponibili e per contestualizzare la IAD come una delle prime linee di trattamento.
Fecondazione In Vitro Eterologa con Seme di Donatore (FIVET)
La fecondazione in vitro eterologa con seme di donatore è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) che prevede la fecondazione degli ovociti con spermatozoi crioconservati provenienti da un donatore anonimo, maggiorenne e selezionato. Per ottenere il seme del donatore viene effettuata un’analisi del sangue e delle urine e test psicologici, necessari a verificare le condizioni di salute generale, l’assenza di malattie, e valutare la qualità degli spermatozoi. Il seme del donatore viene raccolto e conservato prima di iniziare il trattamento.
Le fasi principali della FIVET includono la stimolazione delle ovaie con ormoni, somministrazione di LH (ormone luteostimolante) per stimolare in modo naturale la completa maturazione dell’ovocita. Successivamente si procede al prelievo degli ovociti maturi con puntura e aspirazione dei follicoli, con una procedura in anestesia generale, e la loro conservazione per alcune ore in un liquido di coltura.
In laboratorio, può essere utilizzata la tecnica ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection), che richiede un solo spermatozoo per ogni ovocita fecondato, oppure la FIVET classica, che richiede un numero di spermatozoi tra 50.000 e 100.000 inseriti nel mezzo di coltura in cui si trovano gli ovociti prelevati al momento della maturazione. Dopo la fecondazione, si procede alla coltura degli embrioni in un ambiente di laboratorio controllato con temperatura di 37°C e atmosfera con 5% di ossigeno e 6% di anidride carbonica.
Il trasferimento embrionario avviene tra il secondo e il quinto giorno successivo alla fecondazione, a seguito della selezione degli embrioni, con una procedura che non richiede anestesia. Gli embrioni con le migliori caratteristiche di sviluppo vengono depositati all’interno dell’utero, grazie a un catetere sottile. Può capitare che gli embrioni diano luogo a una gravidanza multipla.

Ovodonazione (Donazione di Ovociti)
L'ovodonazione (o donazione di ovociti) è un processo in cui un individuo di sesso femminile dona spontaneamente parte dei propri ovuli, affinché possano essere utilizzati con la fecondazione eterologa da una coppia con problemi di fertilità. Questa procedura è più complicata rispetto alla donazione del liquido seminale maschile (semedonazione), poiché richiede un piccolo intervento chirurgico (detto puntura follicolare) allo scopo di estrarre gli ovociti. I gameti femminili così prelevati vengono poi fecondati in laboratorio con il seme del partner o di un donatore estraneo alla coppia, tramite le tecniche di procreazione medicalmente assistita più adeguate al caso.
In Italia, la realizzazione della fecondazione eterologa ha trovato qualche ostacolo, tra cui spicca la mancanza di donatori che rende impossibile soddisfare tutte le richieste. Per un'ovodonazione, è necessario, quindi, trovare chi, a tali condizioni, può accettare di sottoporsi a cure ormonali ed entrare in sala operatoria per aiutare un'altra donna ad avere un figlio. Per accedere alla fecondazione eterologa, è possibile fare ricorso a ovociti congelati nei centri stessi, oppure donati da donne a loro volta sottoposte alla fecondazione assistita. Le donatrici di ovociti sono donne sane, di giovane età (20-35 anni) e di comprovata fertilità.
Per l'abbinamento, le linee guida per la fecondazione eterologa raccomandano che le caratteristiche immunologiche (gruppo sanguigno) e fenotipiche della donatrice - ad esempio, il colore della pelle - siano compatibili con quelle dei futuri genitori, quindi la clinica deve garantire alcuni criteri, come il rispetto dell'etnia e del gruppo sanguigno. Una volta selezionata la donatrice più idonea, questa viene sottoposta a una stimolazione ovarica controllata, tramite la somministrazione di ormoni. Quando i follicoli raggiungono un diametro di approssimativamente 16-18 mm, viene programmato il prelievo ovocitario (puntura follicolare o pick-up), quindi si somministra l'ormone hCG per indurre l'ovulazione tra le 36 e le 48 ore successive.
Il recupero degli ovociti è effettuato mediante puntura transvaginale ecoguidata (quindi dalla vagina della donatrice). Questa procedura viene eseguita previa somministrazione di una lieve anestesia, generalmente locale, e della sedazione. Il ginecologo apre il canale cervicale con l'aiuto dello speculum e introduce l'ecografo insieme all'ago di aspirazione. Con il supporto dell'ecografia transvaginale, il medico localizza, quindi, i follicoli e viene realizzata la puntura di questi ad uno ad uno, raccogliendo il liquido che contengono, dentro il quale è presente l'ovocita.
È fondamentale che la donatrice rispetti il digiuno assoluto durante le 6 ore che precedono l'intervento, affinché il pick-up si svolga normalmente e non implichi effetti secondari o complicanze impreviste. La paziente viene ricoverata in clinica lo stesso giorno dell'ovulazione indotta, un'ora prima dell'intervento chirurgico. L'ovodonazione è un processo indolore, realizzato sotto sedazione. Dopo il prelievo, possono manifestarsi dolori addominali simili a quelli mestruali o lievi sanguinamenti vaginali. La risposta ai farmaci per indurre l'ovulazione dev'essere controllata (con ecografie delle ovaie e/o dosaggi ormonali) per poter sospendere per tempo il trattamento, in caso occorra la sindrome da iperstimolazione ovarica, cioè lo sviluppo di un eccessivo numero di follicoli. Tale condizione può comportare vari sintomi, quali aumento di volume delle ovaie, dolori addominali, aumento di peso, mancanza di respiro e nausea; nei casi più gravi, si può arrivare a una distensione addominale e alla formazione di coaguli di sangue che potrebbero rendere necessario un ricovero in ospedale. È importante sottolineare che la donazione di ovuli non compromette la futura fertilità della donatrice.
Gli ovociti così ottenuti verranno inseminati a fresco oppure crioconservati e utilizzati nei tempi opportuni. Prima dell'inseminazione artificiale, l'endometrio della donna ricevente deve avere una recettività ottimale per l'impianto dell'embrione. L’epigenetica è la scienza che studia come determinati fattori ambientali e lo stile di vita della madre (alimentazione, fumo, alcol, esercizio fisico) possano determinare l’espressione di alcuni geni. Affrontare la decisione di un trattamento con donazione di ovuli è una decisione molto importante e dev’essere assunta con informazioni ben dettagliate.
Fecondazione in Vitro con Doppia Donazione
La doppia eterologa è il trattamento di medicina riproduttiva che offre i risultati migliori. La doppia donazione è la Tecnica di Riproduzione Assistita che offre una maggior percentuale di successo. Consiste nell’effettuare una FIV utilizzando gameti provenienti da una donatrice di ovuli e da un donatore di seme per generare un embrione da trasferire in fase di blastocisti alla paziente ricevente. L’identità dei donatori e delle riceventi viene mantenuta nell’anonimato, ai sensi della legislazione vigente.
Uno dei principali motivi dell’alto tasso di successo è il meticoloso processo di selezione dei donatori e delle donatrici in cui si scartano più di 600-3000 malattie genetiche. Allo stesso tempo, viene effettuata una valutazione psicologica, di salute generale e riproduttiva, della fertilità e della genetica che, associata alla giovane età dei donatori e delle donatrici, riduce notevolmente le possibilità di aborto, malformazioni o anomalie genetiche. Analizziamo con precisione le caratteristiche fisiche dei donatori e delle donatrici affinché siano il più simili possibile a quelli della paziente ricevente. L’età media delle donatrici di ovuli si aggira attorno ai 24 anni e non supera mai i 33. I donatori di seme non superano i 35 anni.
Il trattamento di doppia donazione dura circa 6/8 settimane. È il tempo necessario per selezionare i donatori e le donatrici più adeguati al caso e preparare il ciclo di stimolazione ovarica. In parallelo alla terapia che ha iniziato a preparare l’endometrio della madre destinataria, viene cominciata la stimolazione delle ovaie dell’ovodonatrice. Questa stimolazione è la chiave per il futuro successo. Contemporaneamente si procede allo scongelamento del seme del donatore.
Tutti gli ovuli ottenuti dalla donatrice verranno utilizzati per il trattamento, con un minimo di 8 ovuli maturi e una media di 10. Dopo aver estratto gli ovociti si procede alla fecondazione in vitro con il seme del donatore. Il risultato della fecondazione (primo giorno di vita embrionaria) viene osservato dopo circa 18 ore. Come succede nel ciclo naturale, al momento della fecondazione dobbiamo includere la medicazione della madre ricevente follicolazione. Dopo la fecondazione inizia il processo di sviluppo nell’incubatrice con un mezzo di coltura che fornisce tutto il necessario per una crescita corretta. È importante tener presente che non tutti gli ovociti verranno fecondati e non tutti daranno origine ad embrioni validi. Il 75% degli embrioni dei nostri cicli di donazione raggiungono la fase di blastocisti, per cui il 100% dei trasferimenti avvengono al 5º o 6º giorno di sviluppo.
Tutti i trasferimenti da doppia donazione verranno effettuati in fase di blastocisti, poiché in questa fase embrionale le possibilità di impianto sono superiori rispetto ai trasferimenti effettuati nei giorni precedenti. Una volta raggiunta la fase di blastocisti, si procede con il trasferimento dell’embrione, un momento cruciale del trattamento. Avviene mediante ecografia addominale. Si depositerà direttamente nell’utero materno il mezzo di coltura che contiene l’embrione. Gli embrioni che non sono stati trasferiti e si desidera conservarli, dopo la loro vitrificazione, vengono posti in custodia; dopo la loro identificazione, si depositano in una posizione esclusiva nei contenitori criogenici dei laboratori. Per una completa sicurezza, questa localizzazione non è condivisa né con altri campioni, né con altri pazienti, per proteggerli da potenziale contagio crociato o imprecisioni. Per effettuare un test di gravidanza si dovrà attendere circa 8-10 giorni dal trasferimento. In caso di risultato negativo, i medici che hanno partecipato al trattamento ne analizzeranno le cause per studiare come proseguire.
L'Importanza del Supporto e dell'Accompagnamento
Il percorso della riproduzione assistita, incluso l'inseminazione artificiale con donatore, può essere emotivamente impegnativo. Molte persone che hanno affrontato un processo simile comprendono le sfide che i pazienti possono incontrare. Per questo, l'attenzione personalizzata è fondamentale, con un team che rimanga lo stesso dal primo appuntamento fino alla gravidanza. Lo specialista conosce la storia del paziente, gli esami e ogni dettaglio dell'evoluzione, il che consente di offrire un follow-up medico totalmente personalizzato e coerente. Solo in casi eccezionali, per motivi estranei alla clinica, il paziente potrebbe essere seguito da un altro membro dell’équipe medica, sempre con la stessa professionalità e sotto la supervisione della ginecologa di riferimento.
Un clinica a misura d’uomo si impegna a capire e sostenere i pazienti al 100%. È possibile usufruire della possibilità di richiedere un appuntamento con una psicologa clinica specialista, per predisporsi agli stati emotivi che accompagnano le diverse fasi del trattamento riproduttivo e così da poterli affrontare serenamente. Si è consapevoli della grande responsabilità che viene affidata, per cui si inizia sempre con un’accurata selezione del donatore di seme e della donatrice di ovuli per garantire la massima qualità e i migliori risultati ai pazienti. Lo studio psicologico, le analisi mediche ginecologiche e genetiche e il risultato negativo nelle principali malattie trasmissibili permettono di decidere se una donatrice di ovuli può essere accettata come candidata. Il team è sempre a piena disposizione dei pazienti, che non devono esitare nel comunicare eventuali dubbi sul procedimento.
IVI Riproduzione assistita: Inseminazione Artificiale - UE, 2014
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