Gestione della secrezione mammaria: comprendere gli schizzi di latte e le perdite in gravidanza e post-partum

La secrezione dal seno, ovvero la fuoriuscita di liquido da uno o entrambi i capezzoli, non è di per sé un disturbo grave né un evento particolarmente raro. Nella maggior parte dei casi non deve destare preoccupazioni, perché è il sintomo di una patologia o di una condizione benigna dalla quale non si avranno conseguenze allarmanti. Talvolta però la fuoriuscita di liquido dai capezzoli può invece rivelare la presenza di problematiche più gravi. È importante non allarmarsi troppo, ma comunque effettuare dei controlli mirati per stabilire le cause.

La fuoriuscita di liquido (secrezione) dal capezzolo è normale in fase di allattamento ed anche durante la gravidanza. Verso la fine della gravidanza, ma in alcune donne anche prima, il seno si prepara all’allattamento con piccole perdite, dai capezzoli di entrambi i seni, di un colore misto tra il giallastro e il bianco. È il cosiddetto colostro, il primo pasto del bimbo appena venuto al mondo.

rappresentazione anatomica della ghiandola mammaria durante la gravidanza

Il ruolo fisiologico del colostro e la preparazione al parto

Le secrezioni in caso di gravidanza sono possibili già dal secondo trimestre e possono perdurare anche per molti mesi dopo la fine dell’allattamento. La gravidanza stessa aumenta i livelli di prolattina e può causare una secrezione benigna dal capezzolo. Non solo il seno della futura mamma aumenta di volume, ma si prepara anche alla produzione di latte dopo la nascita del bambino.

Durante le prime fasi della gravidanza, l'aumento di estrogeni produce un accrescimento del volume delle ghiandole mammarie e il progesterone potenzia la secrezione delle ghiandole stesse. La prima lattogenesi inizia circa 12 settimane prima del parto, intorno alla 24-28ª settimana di gravidanza, quando le ghiandole mammarie iniziano a secernere colostro, un liquido sieroso che costituirà il primo alimento del bebè subito dopo la nascita. Quando gli alveoli diventano pieni di colostro, il volume del seno aumenta ancora rispetto ai primi mesi di gestazione, ma la presenza di alti livelli dell'ormone progesterone nel sangue della futura mamma inibisce la piena produzione di latte fino a dopo il parto.

Ciò nonostante, a molte donne può capitare, spontaneamente o spremendo leggermente il capezzolo, di veder fuoriuscire un po' di colostro nel corso dei nove mesi: è un fenomeno assolutamente fisiologico, così come è normale che non si verifichi. Il colostro è un latte speciale, denso e appiccicoso, di colore variabile dal giallo all'arancio. È povero di grassi e ricco di carboidrati, proteine e anticorpi che servono per proteggere il bebè nei primi mesi di vita. Inoltre contiene lattoferrina (antivirale e antibatterico che migliora l'assorbimento del ferro), immunoglobuline, citochine, vitamine A, E, B12, D, zolfo e ferro.

Si tratta di un latte più ricco di proteine e sali minerali e più povero di grassi rispetto a quello materno; inoltre, il suo apporto è prezioso perché contiene anticorpi, sostanze prodotte dal sistema di difesa dell’organismo, che svolgono un’azione protettrice sulla mucosa, ovvero il tessuto di rivestimento interno dell’intestino, molto importante perché al momento della nascita le difese del bebè non sono ancora completamente attive. Dopo qualche giorno il colostro si trasforma in latte di transizione, il quale in una decina di giorni si trasformerà in latte definitivo, quello di cui appunto si nutrirà il neonato.

7.1 L'allattamento | Fisiologia, colostro e latte materno

Galattorrea e iperprolattinemia: quando la secrezione non è correlata alla gravidanza

La galattorrea è la disfunzione secondo la quale il seno secerne del liquido bianco sieroso in assenza di gravidanza o di allattamento. Nella maggior parte dei casi è dovuta a una condizione denominata iperprolattinemia, ovvero l’aumento nel sangue dei livelli della prolattina. Si tratta di un ormone prodotto dall’ipofisi, una ghiandola posizionata alla base del cranio. La prolattina ha il compito di preparare la mammella durante la gravidanza e di aumentare la produzione del latte dopo il parto per favorire un corretto allattamento.

La quantità di prolattina presente nel sangue può essere verificata con un semplice prelievo di sangue, effettuabile presso qualunque laboratorio. La modalità più corretta per eseguire questo dosaggio, al fine di eliminare qualunque possibile condizionamento da fattori di stress (persino la semplice puntura dell’ago del prelievo può alterare i livelli dell’ormone) è quello di effettuare un primo prelievo e poi un secondo dopo mezz’ora. Questa si chiama minicurva della prolattina.

Le donne affette da iperprolattinemia hanno un ciclo mestruale irregolare che talvolta si trasforma in amenorrea (assenza di mestruazioni) e mancata ovulazione. Insieme a questi sintomi e al calo del desiderio sessuale, è presente la galattorrea. Ci sono diversi farmaci che possono causare iperprolattinemia, causa della galattorrea, tra i quali antinausea, antivomito; procinetici gastrointestinali; oppiacei; estrogeni a dosi elevate, antiandrogeni. Oltre alla misurazione della quantità di prolattina nel sangue, il medico può verificare anche la funzionalità ipofisaria e i livelli degli ormoni sessuali.

Patologie mammarie benigne e segnali di attenzione

Le cause delle secrezioni dal capezzolo possono essere molteplici. Una piccola secrezione limitata nel tempo è innocua, ma se si notano cambiamenti nel colore, nella frequenza, nella consistenza e nella quantità di liquidi o in presenza di sangue è importante consultare il medico.

L’ectasia del dotto mammario si verifica quando un dotto galattoforo della ghiandola mammaria sotto il capezzolo si dilata, si ispessisce e si riempie di liquido e può essere associata a un’infiammazione. Il condotto galattoforo può quindi bloccarsi o intasarsi. Le complicazioni dell’ectasia del dotto mammario sono spesso più fastidiose che gravi.

schema dei dotti galattofori e illustrazione dell'ectasia duttale

Il papilloma intraduttale può essere la causa delle secrezioni o perdite di sangue che si verificano solo in un seno. È la crescita anomala di un nodulo molle all’interno di un dotto mammario. È benigno, ma va fatta una diagnosi precisa per escludere il tumore al seno. Solitamente, il papilloma si sviluppa dietro al capezzolo e può causare appunto la perdita di liquido o di sangue.

L’ascesso al capezzolo o al seno consiste nella formazione un accumulo doloroso di pus che si forma nel seno o intorno al capezzolo a causa di un’infezione batterica. La pelle circostante può anche essere arrossata, calda, gonfia. Circa la metà delle donne sviluppa questa malattia fastidiosa durante la vita. Le cisti sono la causa più frequente di noduli al seno. Possono anche produrre un fluido che esce dal capezzolo e può essere un liquido chiaro, acquoso o appiccicoso.

La secrezione dal capezzolo può verificarsi in donne che non sono in gravidanza o in allattamento, soprattutto durante gli anni riproduttivi. La secrezione spontanea unilaterale del capezzolo, indipendentemente dal colore, è considerata anomala. Il secreto dal capezzolo può essere sieroso (giallo), mucinoso (limpido e acquoso), lattescente, ematico (color sangue), purulento, multicolore e appiccicoso, o sieroematico (rosa). La secrezione può verificarsi spontaneamente o soltanto in risposta a manipolazione della mammella.

Valutazione clinica e diagnostica delle secrezioni mammarie

L'eziologia della secrezione dal capezzolo, nella maggior parte dei casi, ha una causa benigna. Il carcinoma (solitamente carcinoma intraduttale o carcinoma duttale invasivo) è la causa in meno del 10% dei casi. I casi restanti sono dovuti a patologie duttali benigne, disturbi endocrini, disturbi del fegato, ascessi o infezioni della mammella o uso di determinati farmaci.

L'anamnesi della malattia attuale deve comprendere se la perdita attuale è unilaterale o bilaterale, il colore, la durata, se avviene spontaneamente o si verifica solo con la stimolazione, e se è presente una massa o dolore al seno. La rassegna dei sistemi deve ricercare sintomi che suggeriscano possibili cause, come febbre (mastite o ascesso), intolleranza al freddo, stitichezza o aumento di peso (ipotiroidismo), amenorrea, sterilità, mal di testa o disturbi visivi (tumore pituitario).

L'esame obiettivo si focalizza sull'esame dei seni, valutando simmetria, infossamento della cute, eritema, tumefazione, alterazioni del colore e presenza di croste, ulcerazioni o retrazione del capezzolo. Si palpano le mammelle alla ricerca di masse ed evidenza di linfoadenopatia. Se non vi è secrezione spontanea, si palpa sistematicamente la regione attorno al capezzolo per tentare di stimolare una secrezione. Una luce forte e una lente d'ingrandimento possono aiutare a stabilire se la secrezione è monoduttale o multiduttale.

I segni d'allarme che richiedono un follow-up con un chirurgo esperto includono una massa mammaria, una secrezione ematica o guaiaco-positiva, una secrezione spontanea monolaterale, un'età superiore ai 40 anni e il sesso maschile. Per la diagnosi, se si sospettano cause endocrine, si eseguiranno il dosaggio della prolattina e del TSH. Se vi è una massa palpabile, la valutazione comprende ecografia, aspirazione cistica o mammografia. In casi inconclusivi, si può eseguire una duttografia. Il trattamento dipende dalla causa: se l'imaging identifica una lesione, viene eseguita un'agobiopsia; i papillomi sintomatici vengono solitamente asportati, mentre l'iperprolattinemia è trattata con farmaci o rimozione chirurgica.

Gestione della produzione sovrabbondante di latte durante l'allattamento

A volte potresti avere la sensazione di produrre troppo latte materno, soprattutto nelle prime settimane di allattamento. Alcuni bambini hanno difficoltà a gestire il flusso di latte veloce che solitamente accompagna una produzione di latte sovrabbondante. Inoltre, le mamme con una produzione eccessiva possono sentirsi a disagio, avendo frequenti e costanti perdite di latte, e hanno maggiori probabilità di soffrire spesso di mastite.

Tuttavia, è bene porsi due domande: "Ho realmente troppo latte materno?" e "La produzione eccessiva di latte pone problemi a me o al mio bambino?". Nelle prime quattro-sei settimane dalla nascita del tuo bambino i tuoi livelli di prolattina aumentano ogni volta che il latte viene rimosso dal tuo seno. In queste prime settimane il tuo seno impara di quanto latte materno ha bisogno il tuo bambino. Di conseguenza, è normale che si verifichino perdite, che il seno si riempia rapidamente o che spruzzi latte durante l'erogazione.

Indizi e strategie correttive

Il neonato potrebbe reagire tossendo e rigurgitando verso l'inizio della poppata, stringendo o mordendo il capezzolo perché il flusso veloce rappresenta una sorta di shock. In caso di produzione eccessiva, il bambino potrebbe saziarsi prima di aver drenato completamente il seno, assumendo molto lattosio ma poco latte ricco di grassi, il che può causare feci a spruzzo, schiumose e verdognole.

infografica sulle posizioni ideali per l'allattamento con flusso abbondante

Se hai stabilito che hai troppo latte materno ed è un problema, ecco alcune strategie:

  1. Allattare in posizione reclinata: permette al tuo bambino un maggiore controllo.
  2. Allevia la pressione del seno: estrai la minor quantità possibile, poiché l'estrazione continua stimola ulteriormente la produzione.
  3. Prova le coppette assorbilatte: se le tue perdite di latte sono leggere o moderate, le coppette assorbilatte usa e getta ti aiuteranno a sentirti a tuo agio, con discrezione.
  4. Evita tè e integratori per la lattazione: nei primi giorni potrebbero essere parte del problema.

Un metodo efficace, previo consiglio di un consulente per l'allattamento, è l'allattamento a uno specifico intervallo di ore (allattare da un unico seno per un periodo di quattro ore), che sfrutta l'inibitore retroattivo della lattazione (FIL) per segnalare al seno di rallentare la produzione. Se ciò non bastasse, esiste la tecnica di "drenaggio completo con alimentazione a uno specifico intervallo di ore", che prevede l'uso di un tiralatte per svuotare il seno all'inizio, rendendo il flusso più gestibile per il neonato.

Consigli pratici per la cura del seno durante la gravidanza

Se vuole, la futura mamma può spremere delicatamente verso l'esterno il colostro, in modo da mantenere pervi, ossia liberi da ostruzioni, i dotti galattofori. È fondamentale ricordare che la secrezione di colostro è un fenomeno fisiologico, così come è normale che non si verifichi affatto durante i mesi di attesa. La natura sta semplicemente effettuando un test preliminare in vista del compito fondamentale che il corpo dovrà svolgere dopo la nascita. Mantenere una corretta igiene, utilizzando acqua tiepida e evitando saponi aggressivi che potrebbero seccare la pelle delicata del capezzolo, contribuisce a prevenire irritazioni cutanee durante questa fase di transizione ormonale. L'importante è monitorare eventuali cambiamenti nella consistenza della secrezione o la comparsa di arrossamenti sospetti, mantenendo sempre un dialogo aperto con il proprio ginecologo per qualsiasi dubbio sulla salute del seno.

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