Manifestazioni e Sensazioni Vaginali e Pelviche Durante la Gravidanza: Dalle Protuberanze ai Fastidi Comuni

Durante i nove mesi di gestazione, il corpo della donna subisce numerosi cambiamenti, soprattutto ormonali, che possono dare luogo a un’alterazione della flora vaginale, fino a provocare l’insorgenza di infezioni. Le variazioni ormonali, l’alterazione dell’ambiente e del pH vaginali, il fisiologico abbassamento delle difese immunitarie e i cambiamenti subiti dal metabolismo nell’arco dei nove mesi di gestazione possono favorire l’insorgenza di infezioni vaginali e urinarie in gravidanza. Questi cambiamenti possono manifestarsi anche con la comparsa di protuberanze, dolori o altre sensazioni nella zona vaginale e pelvica, come la pubalgia.

Niente paura, però: si tratta di disturbi che, seppur fastidiosi, sono piuttosto diffusi e se individuati tempestivamente possono essere trattati con successo e senza rischi, né per la donna né per il nascituro. È importante saper riconoscere i diversi tipi di protuberanze e comprendere quando è necessario consultare un professionista. Di seguito, esamineremo le cause più comuni delle protuberanze genitali, i segnali di allarme a cui prestare attenzione e quando è il caso di richiedere un controllo medico, insieme ad altri fastidi comuni della gravidanza.

Comprendere le Protuberanze Genitali: Tipologie e Cause

Le protuberanze genitali sono una condizione comune che molte donne possono sperimentare durante la loro vita. Questi cambiamenti nella pelle possono essere causati da una vasta gamma di fattori, alcuni dei quali sono innocui, mentre altri possono richiedere attenzione medica.

Cisti Sebacee

Le cisti sebacee sono piccole protuberanze che si sviluppano sotto la pelle, spesso risultanti dall’ostruzione di una ghiandola sebacea. Queste cisti possono apparire sulle labbra vulvari e sono generalmente di colore bianco o giallastro. Non sono dolorose a meno che non si infettino, causando arrossamento, gonfiore e dolore. Le cisti sebacee non sono contagiose e, nella maggior parte dei casi, non richiedono trattamento. Tuttavia, se la cisti si infetta o diventa dolorosa, è consigliabile consultare un medico, che può drenarla in modo sicuro.

Papillomatosi Vestibolare

La papillomatosi vestibolare è una condizione benigna caratterizzata da piccole protuberanze simili a verruche, presenti solitamente sul bordo interno delle labbra vulvari. Queste escrescenze sono simmetriche e morbide al tatto e possono essere facilmente confuse con le verruche genitali causate dal virus HPV. Tuttavia, la papillomatosi vestibolare è una condizione non contagiosa e non necessita di trattamento, poiché è considerata una variante normale dell’anatomia vulvare. Per una diagnosi accurata, è comunque consigliabile rivolgersi a un ginecologo, che può distinguere tra questa condizione e altre di natura virale.

Verruche Genitali

Le verruche genitali sono causate dal virus del papilloma umano (HPV) e possono apparire come piccole escrescenze carnose o a forma di cavolfiore sulle aree genitali. Le verruche genitali possono variare in dimensione e sono spesso di colore rosa o grigio. Questa condizione è contagiosa e si trasmette attraverso il contatto sessuale. Sebbene le verruche genitali non siano generalmente dolorose, possono causare prurito o fastidio. È importante consultare un medico per una diagnosi e per discutere delle opzioni di trattamento, che possono includere farmaci topici o procedure di rimozione come il congelamento (crioterapia). La vaccinazione contro l’HPV è raccomandata per prevenire molte delle infezioni correlate.

Tipi di protuberanze genitali comuni

Herpes Genitale

L’herpes genitale è un’infezione virale causata dal virus herpes simplex (HSV) e può causare protuberanze dolorose o vescicole piene di liquido nella zona genitale. Queste lesioni tendono a rompersi, formando ulcere dolorose che guariscono nel giro di pochi giorni o settimane. L’herpes genitale è contagioso e può essere trasmesso attraverso il contatto sessuale, anche quando non ci sono sintomi evidenti. Dopo la prima infezione, il virus rimane nel corpo e può riattivarsi in periodi di stress o quando il sistema immunitario è indebolito. Sebbene non esista una cura definitiva, i farmaci antivirali possono aiutare a gestire i sintomi e a ridurre la frequenza delle riacutizzazioni.

Bartholinite

La bartholinite è un’infiammazione delle ghiandole di Bartolini, situate ai lati dell’apertura vaginale. Quando queste ghiandole si ostruiscono, possono formarsi delle cisti che, se infettate, si trasformano in ascessi dolorosi e gonfi. La bartholinite può causare dolore intenso, soprattutto durante il movimento o i rapporti sessuali, e potrebbe richiedere un drenaggio chirurgico per alleviare il dolore. Nei casi lievi, l’applicazione di impacchi caldi può aiutare a ridurre l’infiammazione e il gonfiore, ma è fondamentale consultare un medico per un trattamento appropriato, soprattutto se l’ascesso persiste o si ripresenta frequentemente.

Follicolite

La follicolite è un’infiammazione dei follicoli piliferi che si manifesta spesso come piccoli brufoli rossi o pustole piene di pus. Questa condizione può verificarsi in seguito alla rasatura o alla depilazione, quando i peli incarniti irritano i follicoli. La follicolite può causare prurito e disagio, ma generalmente si risolve da sola con una corretta igiene e l’applicazione di impacchi caldi. In caso di follicolite persistente o infetta, un medico potrebbe prescrivere un antibiotico topico. È consigliabile evitare di grattare o spremere le protuberanze per ridurre il rischio di infezione e cicatrici.

Condilomi Acuminati

I condilomi acuminati sono causati dal virus HPV e appaiono come protuberanze piccole e dure che possono crescere e formare grappoli. Essi possono presentarsi sulle aree genitali interne o esterne, e variano da pochi millimetri a dimensioni maggiori. Questi condilomi possono essere accompagnati da prurito o dolore e, in alcuni casi, possono richiedere trattamenti di rimozione come il laser, la crioterapia o la chirurgia. Essendo contagiosi, è importante consultare un dermatologo esperto per una diagnosi accurata e discutere delle misure preventive per evitare la trasmissione.

Dermatofibroma

Un dermatofibroma è una crescita benigna della pelle, che può formarsi in diverse parti del corpo, inclusa l’area genitale. Questa protuberanza è generalmente piccola, dura e può variare in colore dal rosa al marrone. Sebbene i dermatofibromi siano innocui e non richiedano trattamento, possono essere rimossi se causano disagio. Se la protuberanza è dolorosa, prude o cambia nel tempo, è consigliabile consultare un dermatologo esperto per escludere altre condizioni.

Carcinoma a Cellule Basali o Squamose

Anche se raro nell’area genitale, il carcinoma della pelle può manifestarsi come una protuberanza indolore o un’ulcera persistente. Queste escrescenze possono apparire simili a piaghe o noduli e tendono a non guarire. Sebbene il carcinoma a cellule basali o squamose sia più comune in altre aree del corpo, è importante prestare attenzione a eventuali lesioni persistenti nella zona genitale e consultare un dermatologo per una diagnosi accurata.

Sensazioni Vaginali e Pelviche in Gravidanza: Dolori, Fitte e Pressioni

Il periodo della gravidanza è costellato di gioie, aspettative, sogni ad occhi aperti e… alcuni piccoli o grandi fastidi! Tra questi, figurano dolori, fitte e sensazioni di pressione nella zona pelvica.

Pubalgia in Gravidanza: Un Dolore Comune

La pubalgia consiste in un fastidio o dolore nell’area del pube. Per capire la causa della comparsa della pubalgia durante la gravidanza bisogna dare uno sguardo alle caratteristiche anatomiche e fisiologiche della zona del pube. In realtà si tratta di due ossa laterali, uno a destra e uno a sinistra (branche pubiche), che si uniscono tra loro al centro tramite il legamento pubico, detto anche sinfisi pubica. La forma d’insieme del pube è come un arco, la cui altezza è di circa 3-4 cm. Il pube contribuisce a dare la forma al bacino, chiudendone il cerchio anteriormente. Il bacino umano, poiché siamo bipedi, è condizionato dal peso che riceve superiormente dal corpo e dalle sollecitazioni che si trasmettono inferiormente dalle gambe, che si inseriscono nel bacino attraverso i femori.

Anatomia del bacino femminile

In gravidanza il bacino subisce delle modifiche funzionali ad allargarlo un po’, in modo da favorire il passaggio del bambino nel parto. La parte ossea del bacino riesce a guadagnare un po’ di spazio ammorbidendo le giunzioni che ci sono tra le ossa che lo formano. Sono le aree dove troviamo i legamenti. Per favorire il rilassamento dei tessuti materni necessario per accogliere il bambino vengono attivate delle modifiche anche dal punto di vista ormonale. La posizione del pube e le sue dimensioni, in gravidanza, lo espongono ad una pressione forte. Quando questa diventa eccessiva, lo sbilancia. Se il legamento del pube - anche a causa della lassità indotta dalla relaxina - va troppo in trazione, le due branche ossee vanno fuori asse e i nervi e i vasi che attraversano questa zona anatomica si stirano e danno un dolore intenso. Il motivo per cui il ramo genitale potrebbe essere influenzato in lesioni croniche è perché i muscoli della coscia interna si inseriscono al pube.La pubalgia in gravidanza può colpire 1 donna su 5, manifestarsi per gradi di intensità differenti e di solito compare nel terzo trimestre di gravidanza. Se trascurata o curata impropriamente può diventare cronica e invalidante.È un dolore che si fa sentire soprattutto mentre si cammina o si fanno le scale, quando si sta sedute troppo a lungo o si cerca di stare su una gamba sola - succede mentre ci si veste - quando si allargano le gambe, per esempio per scendere dalla macchina, oppure quando ci si rigira nel letto. Durante la gestazione i movimenti di oscillazione della zona pelvica creano forte tensione a livello articolare, che molto di frequente sfocia in dolore. Talvolta il dolore si può irradiare anche posteriormente a livello inguinale e associarsi ad un dolore sacrale.

La Pubalgia in Gravidanza è Pericolosa?

La pubalgia in sé non è pericolosa per la salute del bambino, se non indirettamente, perché condiziona il benessere della madre, che si trova limitata nei movimenti e nello stare in posizione verticale. Spesso la pubalgia, soprattutto se è lieve, è transitoria e si risolve da sé. È importante comunque non sottovalutarla e segnalarla all’ostetrica o al ginecologo che segue la gravidanza. In prima battuta si cerca di effettuare cambiamenti posturali, per diminuire la pressione sul pube.Durante il primo e secondo trimestre di gravidanza è molto importante non sottovalutare la pubalgia perché è possibile che il dolore sia causato da una problematica data da prolasso del disco della colonna vertebrale del tratto lombare L1-L3, che se non tempestivamente trattata, potrebbero dare disturbo al nervo ileo-inguinale e i suoi rami cutanei (rami vicino alla superficie della pelle), e il ramo genitale (che innerva i genitali) del nervo genito-femorale.Durante il terzo trimestre con l’aumento del volume gravidico, il sistema muscolo-scheletrico e delle strutture viscerali, accentuato dalla lordosi, aumento della mobilità articolare e dalla modificazione della respirazione che diventa prettamente toracica, viene a crearsi una maggiore pressione sull’addome che porta i muscoli, tendini e organi a scaricare tutte le pressioni sul pube.

Come Far Passare la Pubalgia in Gravidanza?

Per curare la pubalgia in gravidanza è indispensabile abbinare alla ginnastica una respirazione ampia e corretta: effettuare gli esercizi coordinati al respiro ne potenzia l’effetto terapeutico. Sono consigliati a questo proposito trattamenti con l’osteopata o il fisioterapista, che sapranno indirizzare correttamente la paziente. Come dormire con la pubalgia in gravidanza? Può aiutare ad alleviare il dolore dormire con un cuscino tra le gambe e uno dietro la schiena, mantenendo una postura laterale. Inoltre, un osteopata con esperienza in puerperio potrebbe essere una carta vincente per contrastare i fastidi.

PUBALGIA IN GRAVIDANZA: CAUSE E RIMEDI - COME CAPIRE SE É PUBALGIA e COME CURARLA CON L'OSTEOPATIA

Come Prevenire la Pubalgia in Gravidanza?

Parlando di prevenzione per evitare la sintomatologia o per contenere questo disturbo è consigliabile: tenere il peso sotto controllo, se si superano i 15 kg dall’inizio della gravidanza c’è rischio maggiore di pubalgia. Stare seduti correttamente appoggiando tutta la schiena allo schienale, evitando di tenere il peso in avanti, comprimendo la pancia. Evitare i pesi, per non gravare sulla zona lombare. Un moderato esercizio fisico può essere d’aiuto. Il classico nuoto, uno degli sport più indicati in gravidanza, aiuta nel senso che, in acqua, dove ci sono meno sollecitazioni, il dolore si attenua. L’effetto preventivo o di riduzione del dolore a lungo termine, però è minimo. Generalmente tende a risolversi in maniera spontanea dopo il parto, quando le ossa del bacino tornano alla loro normale conformazione.

Fitte e Pulsazioni Vaginali: Calci Fetali o Contrazioni?

Le brevi fitte che a volte si avvertono in vagina nel terzo trimestre di gravidanza potrebbero essere dovute a piccoli calci sferrati dal bambino. Avvertire delle leggere contrazioni o delle fitte pungenti all'utero a inizio gravidanza è piuttosto comune. Sentire piccole contrazioni o, come dice lei, delle fitte come spilli nella zona del basso ventre in gravidanza è normale. Queste fitte tipo (spilli) in vagina, durano pochissimo e non sono frequentissimi. "Il suo bimbo non sia ancora in posizione cefalica. Quelle fitte che lei sente potrebbero essere la conseguenza dei calcetti del suo bimbo (sempre più voluminoso e pesante) nelle parti basse!" In alternativa, potrebbero essere delle piccole contrazioni uterine, magari dovute a qualche camminata extra oppure alla semplice visita ginecologica che ha di recente sostenuto. Se si deve trascorrere un lungo periodo della gravidanza in ospedale per via di una minaccia di parto prematuro è più che giusto voler dormire di notte, senza essere continuamente disturbate. Se per saltuarie intende non regolari tutto il giorno. Allora lo sono. Perché appena mi metto a letto e mi riposo un po' passano. Secondo me sono legate a stress fisico come dice lei. Ma non so se possono causare dei problemi al Piccolo o no. Bisogna controllare con la mano appoggiata sulla pancia che quest’ultima si mantenga morbida nonostante la sensazione di spilli. Se così fosse, non c’è da temere, altrimenti potrebbe essere il caso di ridurre gli sforzi fisici (se dovesse averli ripresi) e di risentire il Curante per decidere insieme il da farsi.

Variazioni della Flora Vaginale e Infezioni in Gravidanza

Le variazioni ormonali, l’alterazione dell’ambiente e del pH vaginali, il fisiologico abbassamento delle difese immunitarie e i cambiamenti subiti dal metabolismo nell’arco dei nove mesi di gestazione possono favorire l’insorgenza di infezioni vaginali e urinarie in gravidanza. A seguito di una proliferazione eccessiva di batteri nell’ambiente vaginale, cui può seguire un’infezione sintomatica, si può verificare anche una cervicite, cioè l’infiammazione della cervice uterina.

Le Infezioni Vaginali: Cause e Sintomi

Le infezioni vaginali in gravidanza possono essere causate da batteri, come Gardnerella vaginalis e Mycoplasma; da funghi, ad esempio Candida albicans; da parassiti, come Trichomonas vaginalis. Tra i disturbi più diffusi in gravidanza c’è sicuramente la candida (o candidosi).

La Candidosi in Gravidanza: Un Disturbo Diffuso

La candida è un’infezione vaginale causata, nella gran parte dei casi, dal fungo Candida albicans. Si tratta di un micete, che risiede normalmente nell’apparato genitale senza creare disturbi. Tuttavia, se il fungo inizia a proliferare e a intaccare il delicato equilibrio della flora vulvo-vaginale, è possibile andare incontro a un’infezione sintomatica. A facilitare un’infezione da Candida in gravidanza possono essere diversi fattori, tra i quali la crescita dei livelli di estrogeni, responsabile dell’aumento delle riserve di glucosio vaginale, che è fonte di nutrimento della candida, ma anche l’alterazione fisiologica dell’ecosistema vaginale, il calo delle difese immunitarie, un consumo eccessivo di zuccheri attraverso l’alimentazione, l’assunzione di eventuali terapie antibiotiche, lo stress psico-fisico.

La candidosi in gravidanza si manifesta sempre con gli stessi sintomi, cioè prurito intimo, bruciore, perdite dense e biancastre, gonfiore e rossore locali ed eventualmente anche dolore durante i rapporti sessuali. Come si diceva poco fa, la candida è una di quelle infezioni non considerate preoccupanti, anche durante la dolce attesa: tuttavia, per evitare complicazioni, non deve essere in alcun modo sottovalutata e, anzi, va adeguatamente e tempestivamente trattata.

Come Trattare la Candidosi in Gravidanza?

Gli azolici, in particolare i derivati dell’imidazolo, sono farmaci antifungini utilizzati generalmente per curare la candida e alcuni di loro possono essere somministrati anche in gravidanza. In questa delicata fase della vita della donna, il medico può prescrivere questi medicinali per via topica, quindi sotto forma di creme, ovuli o soluzioni vaginali, da applicare seguendo le indicazioni fornite dallo stesso. I farmaci topici infatti sono generalmente preferiti perché non vengono assorbiti a livello sistemico, minimizzando così gli eventuali rischi per il feto ma mantenendo l’efficacia. I fermenti lattici non sono controindicati in gravidanza, ma l'ideale per il benessere del microbiota intestinale è seguire un'alimentazione sana.

Fastidi Intimi Comuni: Prurito, Bruciore e Secchezza

Durante la gravidanza il corpo della donna subisce numerosi cambiamenti, soprattutto ormonali, che possono dare luogo a un’alterazione della flora vaginale, fino a provocare l’insorgenza di infezioni, accompagnate talvolta da prurito intimo, perdite più o meno dense e di colorazione diversa a seconda del disturbo presente, bruciore, irritazione e fastidio intimo, rossore e gonfiore dei genitali, minzione frequente e talvolta fastidiosa, dolore durante i rapporti sessuali.

Prurito Intimo: Tra Infezioni e Irritazioni

Il prurito intimo in gravidanza può interessare la vagina, quindi essere interno, o la vulva, quindi essere esterno. Le donne incinte possono andare incontro a prurito e fastidio intimo soprattutto all’inizio della gravidanza, cioè nel primo trimestre, o alla fine della gestazione, quindi nell’ultimo trimestre. A causare il prurito intimo in gravidanza possono essere le infezioni da candida o altri funghi, le infezioni batteriche e parassitarie ma anche la cistite. Tra le cause del prurito intimo in gravidanza non correlate a infezioni vaginali o urinarie ci sono le irritazioni causate dall’uso di detergenti particolarmente aggressivi e l’utilizzo di biancheria intima sintetica, non traspirante, particolarmente aderente. Comunque, qualunque sia la causa del fastidio intimo avvertito dalla futura mamma, è necessario rivolgersi al proprio ginecologo per risolvere quanto prima il problema.

Bruciore Intimo e Cistite: Pressione e Alterazioni

Uno dei disturbi più diffusi in gravidanza è il bruciore intimo. Se l’ecosistema vaginale è alterato, anche a causa della normale fluttuazione ormonale che caratterizza la gestazione, è possibile che gli agenti batterici e fungini proliferino senza controllo e scatenino un’infezione. È inoltre possibile che si verifichino episodi di cistite, che si manifesta con la necessità di fare pipì frequentemente e, appunto, bruciore intimo. Questo disturbo può essere causato anche dalla compressione esercitata sugli organi pelvici e addominali, specialmente nell’ultimo trimestre di gravidanza, che ostacola il completo svuotamento della vescica, favorendo così la proliferazione dei batteri. Se dopo l'ingestione di alimenti consumati senza seguire le istruzioni non compaiono sintomi è possibile che si sia scampato ogni pericolo. In generale, soprattutto in gravidanza è indispensabile accertarsi di quello che si mangia PRIMA e non dopo.

Secchezza Vaginale: Cambiamenti Ormonali e Soluzioni

La flora, composta da microorganismi che convivono nella vagina, e la mucosa, che produce una sostanza naturale in grado di lubrificare tutta questa zona, contribuiscono a mantenere in salute l’intero sistema genitale. Un ruolo importante nel mantenere questo equilibrio è giocato dagli ormoni, le cui variazioni influenzano il grado di lubrificazione vaginale; è quello che accade, ad esempio, in gravidanza, in cui potrebbe manifestarsi la secchezza vaginale. Questo disturbo può comparire anche in gravidanza e nel post-partum ed essere accompagnato da prurito intimo, bruciore, fastidio, irritazione e rossore a livello vulvo-vaginale. Questi problemi possono creare disagio, soprattutto durante i rapporti sessuali, pertanto è necessario parlarne apertamente con il proprio ginecologo o la ginecologa per cercare insieme una valida soluzione, anche in gravidanza o dopo aver partorito.

Consigli per l'igiene intima in gravidanza
Tra i possibili rimedi ci sono prodotti idratanti, da applicare direttamente in vagina, che aiutano anche a mantenere lubrificate le mucose, alleviano i sintomi avvertiti e consentono alla donna di avere rapporti sessuali senza provare dolore o fastidio. Oltre a ciò bisogna cercare di bere almeno due litri d’acqua al giorno, per scongiurare di andare incontro a disidratazione, e curare scrupolosamente l’igiene intima, evitando detergenti troppo aggressivi, carta igienica profumata e particolarmente ruvida, getti d’acqua diretti sulla vagina mentre ci si fa la doccia. È un rimedio a bruciore e prurito intimo vulvari causati da fattori esterni non infettivi che agisce localmente per alleviare l’irritazione dei genitali femminili.

Le Perdite Vaginali (Leucorrea Gravidica): Quando Preoccuparsi?

Le perdite vaginali in gravidanza sono un disturbo comune e, nella maggior parte dei casi, non devono destare eccessiva preoccupazione. Le secrezioni, infatti, possono essere di diverso tipo e avere cause differenti: osservarne colore e composizione rispetto alla normalità è fondamentale per capire se rivolgersi o meno al ginecologo o alla ginecologa per ulteriori accertamenti.

Leucorrea Fisiologica: Un Segno della Gravidanza

È importante per una mamma in attesa sapere che la leucorrea gravidica non è una malattia, bensì un fenomeno fisiologico legato alle modificazioni ormonali indotte dalla gravidanza, e che non deve perciò allarmare. Cerchiamo prima di tutto di capire insieme che cos’è la leucorrea gravidica e come si manifesta. Il termine leucorrea deriva dal greco e significa letteralmente ‘flusso bianco‘. Ma perché viene la leucorrea gravidica? All’inizio della gravidanza la produzione di estrogeni sale rapidamente e rimane molto più elevata rispetto ai giorni che precedono l’ovulazione, da qui l’aumento significativo delle secrezioni. Infine, spesso accade che nel terzo trimestre queste perdite aumentino a causa del peso del bimbo e dell’aumentata circolazione del sangue nell’area pelvica materna.Questo è il caso di molte mamme vicino al termine della gravidanza che, trovandosi frequentemente con l’intimo bagnato, temono di confondere la leucorrea gravidica con una perdita di liquido amniotico. Se dovessi trovarti in dubbio ricorda che la leucorrea comporta piccole perdite di consistenza mucosa che possono presentarsi di tanto in tanto durante la giornata, mentre quando si rompono le acque la fuoriuscita di liquido amniotico limpido e acquoso continua, implica una quantità solitamente maggiore e si osserva soprattutto cambiando posizione, nella stazione eretta o in seguito a una contrazione. Ci sono altre situazioni nel corso della gravidanza in cui è opportuno prestare attenzione.

PUBALGIA IN GRAVIDANZA: CAUSE E RIMEDI - COME CAPIRE SE É PUBALGIA e COME CURARLA CON L'OSTEOPATIA

Non esiste un vero e proprio rimedio, ma si possono trovare diverse soluzioni per la leucorrea gravidica. È consigliato l’uso di biancheria intima di cotone, ancor meglio se bianca, da cambiare frequentemente per ridurre la costante sensazione di bagnato. Per la leucorrea gravidica è bene utilizzare semplici soluzioni naturali: assorbenti in cotone usa e getta o lavabili, mentre è importante evitare materiali o tessuti sintetici e non traspiranti a contatto con i genitali. Per quanto la sua presenza possa risultare a volte spiacevole la leucorrea, dalla prepubertà fino all’arrivo della menopausa, resta una manifestazione fisica naturale non solo priva di pericoli ma finalizzata alla protezione del sistema riproduttivo femminile. Conoscere le sue caratteristiche e gli accorgimenti utili a gestirla può aiutare le future mamme a vivere la gravidanza più serenamente.

Quando le Perdite Indicano un Problema

Se le perdite vaginali sono trasparenti o bianche ma filanti e appiccicose, infatti, sono innocue e indicano che, a causa delle variazioni ormonali, la donna ha sviluppato un aumento delle secrezioni vaginali. In questo caso si parla di leucorrea gravidica fisiologica.Se le perdite in gravidanza sono bianche, dense e quasi lattiginose, accompagnate da prurito intimo, irritazione locale, dolore o fastidio durante la minzione e i rapporti sessuali, è possibile che, invece, sia in corso un’infezione da candida. Se le perdite sono gialle o verdastre, di consistenza densa e di cattivo odore, potrebbe esserci un’infezione batterica. In ogni caso, è bene rivolgersi quanto prima al medico. Le contrazioni irregolari dell'utero molto prima del termine della gravidanza possono essere favorite da un rallentamento della funzione intestinale, a sua volta indotto dal riposo assoluto a letto osservato da mesi (e non indicato). L'ureaplasma non è un batterio esclusivamente a trasmissione sessuale, ma può appartenere naturalmente all'ecosistema vaginale.Nei primi tre mesi di gravidanza può capitare di avere perdite marroni o rosso scuro, dovute alla rottura di qualche capillare o all’impianto della gravidanza: in questi casi è sempre meglio consultare il ginecologo o la ginecologa. Le perdite rosso vivo, invece, non devono in alcun modo essere sottovalutate, soprattutto se accompagnate da dolore al ventre e ricordano, per flusso e consistenza, il ciclo mestruale.

Il Pavimento Pelvico: Un Protagonista Silenzioso

Già il nome fa sorridere. Pavimento pelvico. Che è? Edilizia? Tutti sanno cosa sono e dove stanno bicipiti e tricipiti. Ma questo? Per molti è, ancora, uno sconosciuto. Dove sta questo pavimento lo si scopre quando cominciano i problemi. E sono, spesso, problemi su cui c’è poco da sorridere, che possono causare un peggioramento della qualità della vita. Soprattutto di quella delle donne.

Ruolo e Importanza in Gravidanza

Perchè al pari di tutti gli altri fasci muscolari del nostro corpo, il pavimento pelvico - comunemente detto perineo - andrebbe tenuto in forma. Il pavimento pelvico è quel sistema di muscoli che sostiene gli organi dell’addome. Siccome è pochissimo elegante raccontare con precisione dove sta, la dottoressa - ostetrica Monica Vitali di Villa d’Almè, lo spiega con un sorriso e poche parole: «È tutta quella zona che andando in bicicletta appoggia sul sellino». La pelvi, che nella donna ha la conformazione per accogliere e contenere in nascituro, è una struttura ossea e muscolo-legamentosa formata dallo stretto superiore che è inestendibile e il distretto inferiore è estendibile. Tra i fattori che possono causare questi danni "Ci sono fattori di rischio costituzionali, come la predisposizione genetica o la stipsi, la scarsa qualità dei tessuti o l’incapacità di contrarre volontariamente i muscoli perineali. E, per le donne, c’è anche la gravidanza».

Prevenzione e Riabilitazione

Vitali, ostetrica all’ospedale di San Giovanni Bianco, consulente sessuale e professore a contratto all’Università degli Studi di Milano, è uno dei pochissimi specialisti della nostra provincia esperta di rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico. Perchè sì, fa sorridere. Sì, è ancora un tabù. Ma lasciare che questo pavimento faccia il suo gran lavoro senza troppo curarsene, può peggiorare drammaticamente la qualità della vita di una persona. E non parlarne per vergogna o imbarazzo, non migliorerà le cose. Con il rischio di andare incontro o di aggravare problemi di incontinenza urinaria, fecale o dei gas, prolasso genitale, stipsi, emorroidi, ragadi, dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e vaginismo. «Spesso questi problemi - spiega Vitali - vengono tenuti nascosti o subiti in silenzio per vergogna, pudore o rassegnazione». Un numero per tutti? In Italia ogni anno si spendono 160 milioni di euro in assorbenti per incontinenza a causa della mancanza di prevenzione. Ancora numeri: sette persone su 10, sia uomini che donne, riescono con un’ade guata rieducazione e riabilitazione a risolvere il disturbo.

Esercizi per il pavimento pelvico
Nel senso che ancora oggi le neomamme vengono riempite di consigli dedicati a 360 gradi al bambino, ma pochissime raccomandazioni su come prendersi cura, per esempio, del perineo messo a dura prova dal parto. «Pubertà, fertilità, gravidanza, puerperio, climaterio e menopausa costituiscono fasi di mutamento biologico di fondamentale importanza nella vita di una donna. In tutte queste fasi il perineo rappresenta pertanto quella parte del corpo dove eventuali sue alterazioni anatomo-funzionali si possono ripercuotere sulla sfera genitale, urinaria e sessuale, compromettendo quindi la salute femminile nell’ambito psico-fisico, emotivo, affettivo, relazionale e comportamentale. Come tutelare allora questa zona del nostro corpo? «Iniziando già da giovani ad avere una maggiore presa di coscienza nel reclutamento della componente muscolare pelvica e dedicando un’attenzione mirata alla zona per pochi minuti al giorno si possono evitare tutti quei disturbi che possono insorgere con il tempo. La Stimolazione elettrica funzionale, infine, può essere usata per rinforzare la muscolatura, decontrarla o per il trattamento del dolore. Purtroppo alla riabilitazione del pavimento pelvico non sono dedicate grandi attenzioni da parte del sistema sanitario.

Modificazioni Fisiologiche Generali Durante la Gestazione

L’organismo della donna durante la gravidanza si prepara al parto e all’allattamento ed è influenzato dagli ormoni gravidici, dalla crescita fetale e dall’adattamento fisiologico materno, che comporteranno una serie di modificazioni le quali per la maggior parte ritorneranno alla normalità dopo il parto.

Cambiamenti Uterini e Vaginali

L’utero è l’organo che durante la gravidanza subisce le modificazioni più evidenti. Prima della gravidanza è a forma di pera rovesciata, approssimativamente lungo 7 cm, largo 5 cm e profondo 2,5 cm, di peso circa 60 g. L’aumento di dimensioni avviene per l’ipertrofia delle fibre muscolari del miometrio, stimolate dagli estrogeni e dalla distensione causata dalla crescita del feto, mentre l’iperplasia è limitata. Aumenta il calibro dei vasi sanguigni e linfatici tanto che a fine gravidanza un sesto del volume ematico totale è contenuto all’interno del sistema vascolare uterino. La mucosa vaginale subisce l’ispessimento stimolata dai maggiori livelli di estrogeni gravidici.

Modificazioni Cutanee e Mammarie

L’apparato tegumentario subisce dei cambiamenti stimolato dall’aumento dei livelli degli estrogeni, del progesterone e dell’ormone α-melanociticostimolante. Al centro dell’addome la pelle - dall’ombelico alla zona pubica - può sviluppare una zona pigmentata chiamata linea nigra. Attorno all’aureola la cute diventa più scura (areola secondaria) e compaiono dei piccoli rilievi (tubercoli di Montgomery), che sono ghiandole sebacee ipertrofiche. Le ghiandole sebacee e sudoripare si ingrandiscono e sono iperattive.

Ciclo Vitale dei Capelli

Gli effetti degli estrogeni gravidici si notano anche sui capelli, che appaiono più folti allungandone il ciclo vitale. Durante il puerperio si avrà l’effetto contrario, quando la riduzione degli estrogeni ridurrà il ciclo di crescita dei capelli, ma si tratta di una condizione temporanea che ritornerà alla normalità dopo circa 4-6 mesi dal parto.

PUBALGIA IN GRAVIDANZA: CAUSE E RIMEDI - COME CAPIRE SE É PUBALGIA e COME CURARLA CON L'OSTEOPATIA

Consigli Generali e Quando Rivolgersi al Medico

Anche se molte delle protuberanze genitali sono innocue, è importante sapere come riconoscere i diversi tipi di escrescenze e quando è necessario consultare un dermatologo esperto. È necessario rivolgersi a un medico se noti cambiamenti significativi, come crescita rapida, arrossamento persistente, dolore, prurito intenso o se la protuberanza sanguina. Inoltre, se la protuberanza è accompagnata da febbre o malessere generale, potrebbe essere segno di infezione. Una diagnosi tempestiva è fondamentale, poiché alcune condizioni, come l’HPV o l’herpes, sono contagiose e possono richiedere un trattamento immediato. L'ostetrica ha rilevato il battito del bimbo che è regolare, ha controllato manualmente il collo dell'utero dicendo che non è accorciato ed è chiuso. Quello che mi lascia perplessa, ma penso xké io sono una persona ansiosa di suo, e che non ha visto se l'utero risultava contratto in ecografia ( ha guardato solo il bambino) ne ha misurato il collo dell'utero per eventuale accorciamento. Ma solo controllo manuale. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Prevenzione e Igiene Intima

Una buona igiene personale è essenziale per prevenire molte delle condizioni che possono causare protuberanze genitali. Evitare l’uso di prodotti irritanti, come saponi profumati, e preferire biancheria intima in cotone traspirante può aiutare a ridurre l’irritazione. Quando possibile, limitare l’uso di rasoi e prodotti per la depilazione aggressivi, e utilizzare creme depilatorie specifiche o metodi di depilazione meno invasivi. Inoltre, mantenere rapporti sessuali protetti è essenziale per prevenire infezioni sessualmente trasmissibili, come l’HPV e l’herpes.

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