La gravidanza, un periodo di profonde trasformazioni e attesa, porta con sé una miriade di domande e, spesso, timori ingiustificati, soprattutto per quanto riguarda la sfera intima della coppia. Spesso, durante i nove mesi di gravidanza, la coppia modifica la propria vita sessuale, o addirittura la sospende, nel timore che possa causare danni al nascituro. Questo timore è infondato nella maggior parte dei casi, poiché, come vedremo, l’amore e l’intimità, se desiderati e in assenza di complicazioni, apportano significativi vantaggi.
Fare sesso anche durante la gravidanza fa bene alla vita di coppia dal punto di vista fisico e psicologico perché crea più intimità in una fase della vita così bella e delicata. L'idea che il sesso in gravidanza possa essere qualcosa di strano o da evitare è un tabù ancora molto radicato, ma in realtà, se la gravidanza è fisiologica e priva di complicazioni, i rapporti sessuali non solo sono sicuri, ma possono anche essere benefici.
I Benefici Inattesi dell'Intimità in Gravidanza
Contrariamente a quanto molti possano pensare, una vita sessuale attiva durante la gravidanza può offrire numerosi benefici, sia per la futura mamma e il futuro papà che per il bambino in grembo. L’amore ha vantaggi di carattere psicologico per la futura mamma e per il futuro papà. È un collante importante per la coppia. La donna riesce così a sentirsi ancora attraente e desiderata e, al contempo, il partner non ha la spiacevole sensazione di essere escluso dallo speciale vincolo che già lega la mamma al bambino. Mantenere attiva la sessualità anche durante la dolce attesa è fondamentale per la relazione di coppia.

I rapporti sessuali, e il piacere che ne deriva, favoriscono il rilascio di ormoni del benessere come le endorfine, l’ossitocina e le prostaglandine. Questi ormoni sono fondamentali per una buona gravidanza, rilassano la madre e fanno arrivare al feto sensazioni molto piacevoli. L'ossitocina, in particolare, contribuisce a ridurre lo stress. Inoltre, i muscoli pelvici della donna vengono irrorati da una maggiore quantità di sangue durante l’atto sessuale, e la placenta, l’organo che nutre e protegge il feto e che lo mette in comunicazione con l’organismo materno, ricevono in questo modo molto più ossigeno. Questo maggiore afflusso di sangue alla zona pelvica può anche favorire e rendere più intenso l’orgasmo in alcune donne. L’esercizio della muscolatura pelvica della donna la preparerà al parto anche fisicamente e le contrazioni dell'orgasmo rafforzano la muscolatura dell’utero, che così si prepara al travaglio.
Molte coppie "in dolce attesa" rinunciano ai rapporti sessuali senza che ci sia un vero e proprio divieto da parte del ginecologo, ma in tutti gli altri casi non c’è davvero ragione per rinunciare. Un aspetto cruciale è che il sesso serve a rinsaldare ancora di più il legame tra i partner quando la propria vita sta per cambiare per l’arrivo del bambino. Stare fisicamente insieme, associando un dialogo aperto e profondo, aiuta a sentirsi più vicini e a superare ostacoli e dubbi che possono nascere con l'attesa di un figlio. È anche un modo per continuare a sentirsi desiderata, nonostante la trasformazione del corpo, e poter mostrarsi col pancione senza imbarazzi.
Un ulteriore beneficio, supportato da studi, riguarda il rischio di parto pretermine. Secondo uno studio riportato nelle Linee Guida sulla gravidanza fisiologica del Ministero della Salute, avere rapporti sessuali una o due volte a settimana è associato a una minore incidenza di parti pretermine. L’incidenza diminuisce ulteriormente se i rapporti sessuali sono tre o quattro a settimana. Questi dati suggeriscono che, in una gravidanza a basso rischio, i rapporti sessuali non aumentano il rischio di problemi ostetrici, ma al contrario, possono essere protettivi.
Sfatare i Falsi Miti: Il Sesso in Gravidanza non fa Male al Bambino
Non è vero che i rapporti sessuali possano danneggiare il bebè. È vero il contrario: se non ci sono motivazioni mediche che sconsiglino il sesso in gravidanza, gli incontri, anche se con modalità differenti, possono continuare per tutti i nove mesi, perché offrono benefici alla coppia e anche al nascituro.

Ecco i principali falsi miti da sfatare:
- "Il sesso può far male al bambino?" Eccolo il nocciolo della questione! Il bambino è al riparo da qualsiasi vibrazione o sobbalzo perché l’utero che ospita il feto non è coinvolto nel rapporto sessuale. Il feto è ben protetto nel sacco amniotico, circondato dal liquido amniotico, e la cervice rimane chiusa per evitare ogni rischio. Nonostante si pensi che l'organo genitale del partner possa nuocere al feto, per quanto possa essere "dotato", il pene non colpirà il bambino, che è ben protetto dal collo dell’utero. Non esiste evidenza scientifica che i rapporti sessuali possano causare aborto o parto prematuro in una gravidanza fisiologica.
- "Il feto 'sente' il rapporto sessuale?" Secondo questa bizzarra ipotesi, il bambino avrebbe la percezione di cosa fanno i suoi genitori, rimanendo in qualche modo "scosso" psicologicamente. È impossibile che ciò accada: non c’è nessun trauma per la psiche del vostro piccino. Al contrario, il benessere della mamma si trasferisce anche a lui, ed è un fatto molto positivo.
- "Le donne hanno meno desiderio sessuale o provano meno piacere?" Ma quando mai! Al contrario, ci sono future mamme che, grazie all’azione degli ormoni, sono molto più appassionate durante la gravidanza rispetto alla normalità. La gravidanza, infatti, può portare a una maggiore eccitazione dovuta ai cambiamenti ormonali e all’aumento della congestione vascolare, che può, a sua volta, portare a una lubrificazione maggiore. In gravidanza, le pareti della vagina ricevono più sangue e, di conseguenza, l’orgasmo può essere più lungo e intenso. Le contrazioni provocate dall’orgasmo, simili alle contrazioni di Braxton-Hicks, sono del tutto normali e non pericolose, e si sentono molto a livello dell’utero, regalando una sensazione molto forte. Certo, magari durante il primo trimestre ci sono i classici disturbi della gravidanza che danno un po’ fastidio, oppure nel terzo trimestre il pancione dà un po’ fastidio, ma parlare di calo della libido per tutte è un errore.
- "Solo le donne in gravidanza hanno un calo della libido?" Non è così. Non avete idea di quanti sono i futuri papà inibiti dal pancione o comunque dalla gravidanza tout court. E quante sono invece le donne che non sanno neppure cosa significhi la diminuzione del desiderio sessuale! Saranno i cambiamenti fisici della compagna, l’ansia, i pensieri, l’accettazione della nuova vita, lo stress o mille altri motivi, ma l’astinenza a volte dipende dall’uomo. Per l’uomo, la paternità rappresenta un cruciale "giro di boa" esistenziale: può suscitare in lui una grande capacità di tenerezza e di accudimento, ma anche appannare il desiderio per la compagna.
- "Il sesso può indurre il travaglio o il parto prematuro?" Molte coppie temono che il sesso durante la gravidanza possa provocare un parto “accelerato”, ma la verità è che il corpo segue delle tempistiche proprie, non dipendenti dallo svolgimento o meno di pratiche sessuali. La correlazione tra sesso e induzione del travaglio in gravidanze a basso rischio non è supportata da prove definitive. Anche all’ossitocina, prodotta durante l’orgasmo, è spesso attribuita la capacità di stimolare contrazioni pericolose, ma in una gravidanza normale, queste sostanze non rappresentano un rischio. Lo stesso vale per le prostaglandine contenute nello sperma, che in dosi elevate possono indurre il travaglio, ma non attivano l'utero in una gravidanza fisiologica. Gli aborti spontanei si verificano solo se il feto non si sta sviluppando nel modo corretto, oppure sono dovuti ad altri fattori.
Quando i Rapporti Sessuali Richiedono Cautela o Sono Controindicati
Sebbene il sesso in gravidanza sia generalmente sicuro in una gravidanza fisiologica, ci sono situazioni in cui è fondamentale prestare attenzione o astenersi completamente dai rapporti. È sempre importante rivolgersi al proprio medico o alla propria ostetrica, poiché ogni gravidanza è unica.
I rapporti sessuali sono controindicati in caso di:
- Minaccia d’aborto o di parto prematuro: in questi casi, lo sperma, che contiene prostaglandine, una sostanza che stimola le contrazioni, e l'orgasmo, che induce contrazioni uterine, potrebbero essere fattori di rischio.
- Placenta previa: condizione per cui la placenta è in posizione anomala, in genere in prossimità del collo dell’utero. Il rapporto va evitato perché potrebbe facilitare il distacco placentare o emorragie. Anche la placenta previa con sanguinamento antepartum è un fattore di rischio.
- Contrazioni uterine frequenti o dolorose: se si verifica ipercontrattilità dell'utero.
- Rottura prematura del sacco amniotico con perdita di liquido: la barriera protettiva del feto non è più intatta.
- Collo dell’utero dilatato o incompetenza cervicale: segnale di una possibile nascita pretermine.
- Perdite di sangue inspiegate: le perdite di sangue nel primo trimestre sono un motivo per sospendere temporaneamente l’attività sessuale, trattandosi di sintomi di una minaccia d’aborto. Nei trimestri successivi è necessario indagare la causa delle perdite. A volte la paziente può avere perdite successive al rapporto ma il nesso di causalità non è detto né immediato.
- Infezioni in corso: sia nella mamma che nel papà. Quasi certamente verrà suggerito di astenersi dai rapporti sessuali, e sicuramente da quelli non protetti da preservativo. Germi e batteri andrebbero sempre tenuti lontani.
- Storia di parto prematuro.
- Gravidanze plurigemellari: potrebbero richiedere maggiore cautela.
- Dopo esami invasivi: come amniocentesi e villocentesi, viene consigliato di non fare l’amore nelle 48 ore successive per stare a riposo.
- Malattie infiammatorie pelviche.
A volte, lo stop è temporaneo finché non si risolve il problema. Ad esempio, se c’è una minaccia di aborto con un piccolo distacco, dovrete evitare i rapporti finché questo non si riassorbe. In tutti questi casi, però, è importante mantenere comunque una comunicazione con il partner, anche fisica: via libera, quindi, alle carezze, ai baci, alle coccole. Sono un modo per mantenere l’intimità anche se il sesso è sconsigliato.
S3sso in Gravidanza
Le Fasi della Gravidanza e i Cambiamenti nella Sessualità
Il desiderio sessuale in gravidanza non è lineare, ma può variare considerevolmente da un trimestre all'altro, influenzato da cambiamenti ormonali, fisici e psicologici.
Primo Trimestre: Tra Nausea e Nuove Sensazioni
Il primo trimestre di gravidanza può essere allo stesso tempo il più semplice e il più difficile dal punto di vista sessuale. Tutto dipende da come si sta durante le prime settimane. Le modificazioni ormonali, con alti livelli di progesterone, possono determinare nella donna un calo del desiderio, tanto più se è alle prese con nausea, vomito, stanchezza e sbalzi d’umore. Se si è “tormentate” dai normali disturbi della gestazione, il sesso potrebbe essere l’ultimo dei vostri pensieri. Anche l’ansia può giocare brutti scherzi. Essere rilassate e serene è la base di una buona intesa sessuale con il partner. Se invece si è stressate o se si teme che qualcosa possa andare storto, i presupposti non ci sono proprio. Se non ci sono controindicazioni e ci si sente bene, si può continuare a vivere la propria sessualità nella maniera più naturale possibile.
Secondo Trimestre: Il Momento Magico
Il secondo trimestre è spesso considerato un momento magico per l’intimità. In generale, e con le dovute eccezioni, è quello più tranquillo. Dopo la 13esima settimana si riduce il rischio di un aborto spontaneo e ci si sente più serene. Gli ormoni si assestano e anche l’umore femminile ne trae giovamento. Le forme si fanno più arrotondate e nella zona pelvica c’è un maggiore afflusso di sangue che può favorire e rendere più intenso l’orgasmo. In questo periodo aumenta il desiderio sessuale. È il momento ideale per sperimentare e riscoprire l'intimità, prima che il pancione diventi troppo ingombrante. È l’occasione per provare qualcosa di diverso, una nuova opportunità di scoperta e amore reciproco.
Terzo Trimestre: Sfide e Adattamenti
E qui la situazione si complica e non poco! Tutta colpa del pancione ingombrante, ovviamente. Ma non solo sua. Nell’ultimo trimestre, il pancione è ancora più evidente e il peso del bambino si fa più impegnativo: la schiena comincia a dolere, le gambe si gonfiano con facilità e il desiderio tende a diminuire. Mal di schiena, sciatalgia, reflusso gastroesofageo non rendono sicuramente le cose semplici. Nel terzo trimestre subentra poi uno strano meccanismo psicologico: spesso si pensa che le nuove forme non ci rendano belle e desiderabili agli occhi dei nostri partner. Ma non è assolutamente così! I cambiamenti fisici non devono spaventarci perché sono meravigliosi, e le compagne sono comunque stupende agli occhi dei loro partner.

L’utero si abbassa e, durante la penetrazione, il pene può toccarne il collo, molto vascolarizzato e fragile, provocando piccole perdite di sangue. Per questo motivo, dopo il sesto mese, durante i rapporti intimi, è consigliabile privilegiare la stimolazione manuale alla penetrazione. Nelle ultime settimane di gravidanza, i medici sconsigliano di avere rapporti completi con penetrazione, anche perché alcune sostanze contenute nello sperma potrebbero scatenare il travaglio di parto. Ricordate poi che alla fine della gravidanza, il sesso è un metodo per provare a far partire il travaglio: lo sperma infatti contiene prostaglandine, sostanze che possono provocare le contrazioni e che proprio per questo vengono utilizzate nella stimolazione in ospedale. Se la gravidanza va oltre il termine, si può provare questo piacevole escamotage per tentare di indurre in modo naturale il parto. Questo non significa che il sesso acceleri il travaglio in tutti i casi, ma che è un fattore da considerare solo in gravidanze a termine e fisiologiche.
Posizioni Comode e Delicate per i Rapporti Sessuali
Con l’avanzare della gravidanza e la crescita del pancione, è indispensabile scegliere le posizioni più adatte per evitare di premere eccessivamente sulla pancia. Sarà necessario adattarsi e sperimentare nuove soluzioni. Il partner dovrà essere più delicato del solito e diminuire l’intensità delle spinte. Le posizioni più adatte in gravidanza sono quelle in cui la compressione della pancia è minima.

Alcune idee includono:
- Lei seduta a cavalcioni su di lui (Posizione di Andromaca o Farfalla): Permette alla donna di controllare la profondità della penetrazione e il ritmo, lasciando la pancia libera. Nella "Farfalla", la donna si inarca all'indietro poggiandosi di lato. La variante dell'"altalena" vede la donna dare le spalle al partner.
- Entrambi in ginocchio con lui dietro: Riduce la pressione sulla pancia.
- Sdraiati su un fianco con lui dietro (Cucchiaio): Una delle posizioni più comode, in particolar modo nell’ultimo periodo della gravidanza, specie se la donna appoggia la pancia su di un cuscino posto lateralmente. È una posizione rilassante ed eccitante allo stesso tempo perché il partner può anche baciare il collo e le orecchie. Se diventa difficile mantenerla a lungo, si può provare ad appoggiare le gambe sulle sue cosce, in modo da rimanere più avvinghiati.
- Missionario con modifiche: Nei primi tempi può certamente essere praticabile, ma col pancione si potrebbe sentire meno a proprio agio, troppo schiacciate. Un’alternativa è l’“Aratro”: provate a mettervi col bacino verso il bordo del letto e il vostro compagno vi sostiene per le gambe.
- Il Compasso: Entrambi i partner si siedono sul letto con le gambe distese, faccia a faccia. Poi lei salirà sull’uomo, sempre mantenendo le gambe dritte, formando appunto una specie di compasso. Il pancione non sarà assolutamente d’impaccio.
- Lupo (o varianti della pecorina): Entrambi i partner sono in piedi, lei poggia i gomiti sul letto e lui la penetra da dietro. La pancia non dà fastidio. La variante più classica (la pecorina) vede la donna carponi (a quattro zampe) con l’uomo sempre dietro di lei in ginocchio.
Con l’avanzare dei mesi è la comodità che cambia, non esistono grosse limitazioni. L'importante è ascoltare il proprio corpo e comunicare con il partner. Dirottare l’attenzione sulle zone erogene per eccellenza, come il seno, collo e orecchie, bocca, è una buona pratica, anche perché nelle ultime settimane è prudente non praticare la penetrazione ma dedicarsi a stimolazioni manuali.
Secchezza Vaginale in Gravidanza
Un nemico per il benessere sessuale in gravidanza può essere la secchezza vaginale. Non è detto ci sia per forza, ma non è infrequente. Quando è molto accentuata può anche rendere impossibili i rapporti, nonostante il desiderio di averne. Se succede, non ci si deve sentire in colpa. Non si ha alcuna responsabilità. Alla base della secchezza vaginale c’è la minore lubrificazione della vagina. In gravidanza (ma anche nel post partum) ciò è dovuto ai cambiamenti ormonali. Gli estrogeni contribuiscono al benessere del tessuto vaginale, alla sua lubrificazione, elasticità e acidità, elementi che lo difendono dalle infezioni. Quando gli estrogeni calano (come in gravidanza, allattamento e menopausa), si va incontro più facilmente a secchezza vaginale e altri disturbi.
Anche lo stress gioca a favore di questo fastidio, mentre in altri casi la causa può essere l’uso di detergenti intimi troppo aggressivi oppure un’infezione vaginale. Ecco perché se si soffre di secchezza vaginale bisogna sempre riferirlo al proprio medico, in gravidanza ma non solo. C’è però anche un aspetto psicologico da non trascurare. Durante l’attesa di un figlio, ad esempio, molte donne (ma a volte anche i loro compagni) hanno paura ad avere rapporti sessuali perché temono di far male al bambino. E questo può incidere sulla lubrificazione.
Che fare? I lubrificanti e le creme da applicare in vagina sono una soluzione alla secchezza vaginale, ma non sempre. Innanzitutto, è il medico a consigliarli perché devono essere compatibili con la gravidanza. In secondo luogo, si tratta di un rimedio temporaneo e finalizzato solo alla buona riuscita di un rapporto sessuale, ma che non elimina definitivamente la questione. Aumentare la produzione di collagene, ad esempio con specifici integratori, è un metodo più risolutivo.
Il Ruolo dello Sperma e dell'Orgasmo nella Gravidanza
Come già accennato, le preoccupazioni riguardo allo sperma e all'orgasmo in gravidanza sono comuni, ma spesso basate su informazioni errate. L'errata associazione tra sesso in gravidanza e parto prematuro nasce dalla presenza di prostaglandine nello sperma, sostanze utili alla risalita degli spermatozoi e, in dosi elevate, per indurre il travaglio. Anche all’ossitocina, prodotta durante l’orgasmo, è spesso attribuita la capacità di stimolare contrazioni pericolose. Tuttavia, in una gravidanza normale, queste sostanze non rappresentano un rischio: le prostaglandine non attivano l’utero in modo tale da indurre un travaglio pretermine, e l’ossitocina contribuisce a ridurre lo stress, con contrazioni uterine lievi e temporanee del tutto normali e non pericolose. In qualsiasi trimestre accada, se la sensazione è lieve e molto limitata nel tempo - un’ora o due dopo il rapporto - si tratta di una situazione normale. Se si dovesse protrarre per qualche ora, è possibile assumere un farmaco miorilassante o del magnesio (che ha la stessa funzione).
Il feto, infatti, protetto nel sacco amniotico, non percepisce affatto i movimenti del pene nella vagina, perché si trova in un organo che non è coinvolto dal rapporto stesso. Il sesso in gravidanza, in assenza di complicazioni, non provoca né l’aborto né il parto prematuro. Non esiste evidenza scientifica che i rapporti sessuali possano causare questi eventi in una gravidanza fisiologica.
Il discorso cambia unicamente verso la fine della gravidanza, quando il nascituro tende a girarsi a testa in giù e inizia a premere sul collo dell’utero, preparandosi al parto. È per questo motivo che nelle ultime settimane di gravidanza i medici sconsigliano di avere rapporti completi con penetrazione, anche perché alcune sostanze contenute nello sperma potrebbero scatenare il travaglio di parto. In questi casi, il sesso può avere effetti positivi, aiutando sia fisicamente che emotivamente, e può essere consigliato come metodo non invasivo per tentare di indurre il travaglio in gravidanze a termine che superano la data presunta del parto, prima di procedere a un’induzione di tipo farmacologico.
La Masturbazione in Gravidanza
Molte donne si chiedono se masturbarsi in gravidanza sia sicuro. La risposta è sì. La masturbazione in gravidanza non è quasi mai pericolosa e non esistono limiti specifici. Nessun medico potrebbe sconsigliare la masturbazione, che in nessun modo può interferire con il corso della gestazione, a meno che non ci siano le stesse controindicazioni mediche che valgono per i rapporti sessuali con penetrazione (ad esempio, rischio di parto pretermine o emorragie).
L’autoerotismo in gravidanza è un aspetto fondamentale per sperimentare il piacere e prendersi cura di sé. Inoltre, in alcuni casi la gravidanza può portare a una maggiore eccitazione dovuta ai cambiamenti ormonali e all’aumento della congestione vascolare che può, a sua volta, portare a una lubrificazione maggiore. Le contrazioni generate dall’orgasmo tramite masturbazione sono del tutto normali e non rappresentano un pericolo, analogamente a quelle provocate dall'orgasmo durante i rapporti con il partner.
Sesso Orale e Anale in Gravidanza
Il sesso anale e orale non sono controindicati in gravidanza, purché in linea con la sessualità della coppia e con quello che la coppia si sente di fare. Per quanto riguarda il sesso orale, nel secondo e nel terzo trimestre, a causa degli ormoni e della vascolarizzazione che aumenta, i tessuti diventano molto più responsivi. In alcune donne fin troppo: il sesso orale potrebbe risultare fastidioso, quindi è fondamentale ascoltare il proprio corpo e comunicare con il partner.
È importante mantenere un'igiene scrupolosa per prevenire infezioni, come sempre, ma con maggiore attenzione in gravidanza.
L'Importanza del Dialogo e dell'Intesa nella Coppia
La gravidanza è un momento particolare, in cui gli equilibri della relazione tra i due partner variano sensibilmente. Il partner potrebbe quindi sentirsi rifiutato o messo da parte. È dunque importante che la coppia, al di là dei consigli del medico curante, sappia rispettare il proprio modo di vivere il tempo dell’attesa, sia esso contraddistinto da un intatto desiderio o maggiormente improntato alla tenerezza. Mantenere attiva la sessualità anche durante la dolce attesa è un collante importante per la coppia. Naturalmente, se la donna non se la sente o se l’uomo ha grosse resistenze, si può avere comunque uno scambio affettivo e fisico rivolgendo l’attenzione al resto del corpo e alle zone erogene. Questo perché la qualità della vita intima prima della gravidanza, il fatto che il concepimento sia stato desiderato o accidentale, la presenza di altri figli e l’atteggiamento dell’uomo verso la donna e il bambino, sono tutti fattori che influenzano la propensione a una sessualità vivace anche in gravidanza, oltre che la salute fisica e psicologica della donna.
La comunicazione aperta è la chiave per affrontare qualsiasi cambiamento e mantenere l'intimità. Non c’è un manuale, un Kamasutra della gravidanza che detti le regole su quali posizioni assumere e quali no. Sarà la coppia stessa a trovare, in modo del tutto personale e grazie al buon senso, il modo di avere rapporti sessuali gratificanti e confortevoli per la nuova fisicità della donna col pancione. L'importante è il dialogo.
Dopo il Parto: Il Puerperio e la Ripresa dell'Intimità
L'intimità non si conclude con il parto, ma richiede una fase di recupero. Bisogna astenersi dall’attività sessuale per i 40 giorni dopo il parto, il periodo del puerperio. I 40 giorni, infatti, consentono all’utero di ritornare alla condizione precedente e che i tessuti siano di nuovo pronti. Nella visita ginecologica dopo 40 giorni dal parto, il medico controlla la corretta guarigione dei tessuti perché si possa riprendere l’attività sessuale senza troppi problemi.
È importante sapere che l’allattamento può dare secchezza vaginale a causa dei cambiamenti ormonali, anche pur non avendo avuto punti. Questa condizione, simile a quella che può verificarsi in gravidanza, può rendere i rapporti scomodi o dolorosi. Anche in questo caso, la comunicazione con il partner e con il proprio medico è fondamentale per trovare soluzioni e vivere la ripresa dell'intimità con serenità. Sarà più facile riprendere da dove ci si era interrotti se durante la gravidanza si è mantenuta una forma di intimità, anche solo attraverso carezze e coccole.