Maternità oltre i 50 anni: tra sfide biologiche e frontiere della medicina riproduttiva

La possibilità di diventare madri in età matura è un tema che solleva costantemente un acceso dibattito tra scienza, etica e desiderio personale. Negli ultimi decenni, i cambiamenti socio-economici hanno portato a un progressivo spostamento dell’età della prima gravidanza. Sebbene i progressi della medicina della riproduzione permettano oggi scenari un tempo impensabili, è fondamentale partire da un dato biologico imprescindibile: la fertilità naturale femminile subisce un declino significativo molto prima dei cinquant’anni.

rappresentazione grafica del calo della riserva ovarica con l'avanzare dell'età

Il declino della fertilità naturale e il ruolo della menopausa

È possibile restare incinta durante la menopausa? Purtroppo, con la menopausa, se ne va la nostra capacità di diventare madri in quanto si esaurisce il numero di ovociti contenuti nei follicoli ovarici che, ogni mese, possono essere fecondati dagli spermatozoi in modo naturale, dall’età della prima mestruazione in avanti. Con la menopausa si esaurisce il numero di ovociti contenuti nei follicoli ovarici e - di conseguenza - diventa pressoché impossibile rimanere incinte.

Negli anni precedenti la menopausa, potremmo dire più o meno dai 44-45 anni, è estremamente difficile rimanere incinte, ma non impossibile. Nelle donne con menopausa precoce, cioè prima dei 40 anni, è importante ricordare che si possono verificare ancora delle rare ovulazioni. È dunque possibile, in meno del 5-10% dei casi, ottenere una gravidanza spontanea, soprattutto se sono ancora presenti delle mestruazioni spontanee. Dopo i 50 anni, però, rimanere incinta per vie naturali è, davvero, un evento eccezionale, al limite dell’incredibile. Secondo le statistiche, la possibilità di concepire naturalmente a 40 anni è inferiore al 5 %, a 42 anni è inferiore al 2 % e oltre questa età non raggiunge nemmeno l’1 %.

Stanchezza estrema, intolleranza al caldo, un senso di nausea e vertigine sono sintomi che possono essere associati a quelli della gravidanza, è vero, ma è chiaro che molto più spesso hanno a che fare con la premenopausa. Per questo, se il ciclo ritarda, è sempre bene eseguire un test di gravidanza. Se nel periodo dei 45 anni, quindi, anche se difficile è possibile rimanere incinte, dopo i 50 anni questa possibilità è quasi nulla e una gravidanza può essere frutto solo di fecondazione in provetta.

Sfide cliniche e rischi della gravidanza in età avanzata

Raggiungere una gravidanza oltre i 50 anni, soprattutto per le donne in menopausa, presenta sfide uniche. Dal punto di vista della medicina interna, una gravidanza a cinquant’anni è quasi sempre il risultato di tecniche di procreazione medicalmente assistita, in particolare attraverso la donazione di ovociti da parte di donne più giovani. Sebbene l’utero conservi la capacità di accogliere un embrione e portare avanti una gestazione anche in età avanzata, il corpo nel suo complesso risponde in modo differente rispetto a una donna giovane.

Affrontare una gestazione superata la soglia dei cinquant’anni impone un carico fisiologico notevole su organi e apparati che potrebbero già presentare i primi segni di invecchiamento o patologie latenti. Il sistema cardiovascolare è il più sollecitato. Un altro fronte critico è quello metabolico. Le donne over 50 hanno una probabilità molto più elevata di sviluppare il diabete gestazionale. Questo accade perché l’insulino-resistenza aumenta naturalmente con l’età e lo stress metabolico della gravidanza può agire da fattore scatenante.

La salute del nascituro è strettamente legata alle condizioni dell’ambiente uterino e alla salute della madre. Una delle preoccupazioni principali nelle gravidanze tardive è il parto prematuro. Inoltre, è frequente riscontrare casi di ritardo di crescita intrauterino o basso peso alla nascita, spesso dovuti a una funzionalità placentare meno efficiente. È interessante notare, tuttavia, che se la gravidanza avviene tramite ovodonazione, il rischio di anomalie cromosomiche nel bambino è legato all’età della donatrice e non a quella della ricevente.

Una gravidanza dopo i 45 anni - Rainews24 19/05/2021

Caso studio: gestione delle patologie pregresse

Il successo in queste gravidanze richiede valutazioni approfondite pre-trattamento e protocolli personalizzati. Ecco l'analisi di casi reali gestiti in clinica.

Caso Studio n. 1: Paziente di 52 anni

Una donna single di 52 anni in menopausa ha cercato trattamento dopo cinque tentativi infruttuosi di trasferimento di blastocisti da doppia donazione. Durante la prima visita, ha presentato risultati di screening per trombofilia e autoimmunità, mostrando positività per gli anticorpi anti-cardiolipina e anti-beta-2-glicoproteina. Una precedente isteroscopia diagnostica aveva rivelato una cavità uterina normale e ben distensibile. La cultura endometriale ha rivelato Candida Albicans ed Enterococcus faecalis. Dopo un ciclo di prova con Progynova, Aspirina e Folina, un'ecografia ha mostrato un endometrio trilaminare di 12 mm. Il trasferimento di una blastocisti 5AB ha portato a una gravidanza positiva e, a 12 settimane, un test del DNA fetale ha confermato un feto maschile sano.

Caso Studio n. 2: Coppia con fattore maschile e trombofilia

Una donna di 51 anni e suo marito di 52 anni sono venuti alla clinica dopo dieci anni di trattamenti di fertilità infruttuosi. Lo screening per trombofilia ha rivelato iperomocisteinemia con una mutazione omozigote del gene MTHFR, trattata con Prefolic e Clexane. La frammentazione del DNA spermatico, elevata, è stata gestita con antiossidanti e selezione FertileChip. Utilizzando ovociti di una donatrice di 27 anni, sono state ottenute cinque blastocisti. Dopo la preparazione endometriale con Progynova, Prefolic, Aspirina, Deltacortene e Clexane, il trasferimento ha avuto successo, portando alla nascita di una bambina sana.

schema del percorso clinico per la preparazione endometriale

Considerazioni medico-legali e psicologiche

La medicina moderna non pone un divieto assoluto alla maternità over 50, ma impone un approccio di estrema prudenza. Prima di intraprendere questo percorso, è essenziale che la donna si sottoponga a uno screening completo che valuti non solo la salute ginecologica, ma soprattutto la funzionalità cardiaca, renale e metabolica.

Va ricordato che l'ovodonazione non risolve magicamente il problema, perché - divario di età a parte - richiede che la donna sia sana e con un utero integro. La legge italiana (Legge 40) stabilisce che possano accedere alla fecondazione eterologa donne con massimo 50 anni. Spesso i media sono forieri di notizie accattivanti che possono illudere chi sta cercando un figlio da tempo facendo credere che, grazie alla tecnologia, sia possibile fare tutto, ma non è così.

L’ovodonazione presenta anche riflessioni emotive: la futura mamma non è mai una semplice “incubatrice”. L’espressione di geni del bambino dipende dall’ambiente biochimico ed emotivo in cui si trova a crescere. Tuttavia, rimane fondamentale distinguere tra “avere” un figlio ed “essere” genitori. La tentazione di cercare un figlio come rimedio alle proprie frustrazioni è pericolosa, poiché il piccolo nascerebbe con l’enorme compito di dare un senso alla vita dei genitori.

Il fenomeno sociale della maternità tardiva

Ormai da qualche anno le notizie di donne che hanno messo al mondo dei figli dopo i 45 anni non ci sorprendono più di tanto. Si tratta di un fenomeno sempre più frequente, che non riguarda solo le celebrità. La maternità tardiva è quindi diventata quasi una “normalità”, e viene accettata come se fosse un fatto naturale. Anche se dal punto di vista biologico non lo è.

Nonostante le difficoltà, esistono casi di successo documentati. In Italia, sono stati registrati diversi casi di parto record in donne tra i 58 e i 63 anni. Questi eventi, seppur straordinari, richiedono un’attenzione del tutto particolare da parte delle equipe mediche. In ogni caso, è fondamentale che le donne siano ben informate sull’età ideale per avere figli, su quando la fertilità femminile inizia a diminuire e sulle reali possibilità di diventare madri. Richiedere al proprio ginecologo una valutazione della riserva ovarica quando si è giovani (tra i 25 e i 30 anni) resta il consiglio più prezioso per una pianificazione consapevole della maternità.

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