Donazione del Cordone Ombelicale a Roma: Informazioni e Percorsi presso il Policlinico Umberto I e la Rete Regionale

La donazione del sangue del cordone ombelicale rappresenta un gesto di profonda solidarietà e offre una risorsa terapeutica di inestimabile valore, capace di trasformare la vita di molti pazienti affetti da gravi patologie. A Roma, come nel resto d'Italia, l'impegno per la raccolta e la conservazione di questo prezioso materiale biologico è sostenuto da una rete di strutture pubbliche che lavorano incessantemente per garantire nuove opportunità di cura. Questo articolo esplora le informazioni fondamentali relative alla donazione del cordone ombelicale, focalizzandosi sui percorsi disponibili nella capitale, con un’attenzione particolare al ruolo del Policlinico Umberto I e delle banche operative nella Regione Lazio.

Il Valore Terapeutico del Sangue del Cordone Ombelicale: Una Risorsa Vitale

Il sangue contenuto nella placenta e nel cordone ombelicale è un materiale ricco di cellule staminali emopoietiche. Queste cellule possiedono la straordinaria capacità di dare origine a tutte le normali cellule del sangue, inclusi i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Per questa ragione, il sangue cordonale rappresenta una valida alternativa al midollo osseo per eseguire il trapianto di cellule staminali, sia nei pazienti pediatrici che negli adulti.

Il trapianto di cellule staminali è l'unica possibilità di guarigione per molti pazienti affetti da leucemia o da altre gravi malattie ematologiche, linfomi, mielomi e numerose altre malattie del sangue, genetiche, immunitarie e metaboliche, per i quali la chemioterapia e la radioterapia non sono sufficienti. Sfortunatamente, molti di questi pazienti non riescono a trovare un donatore di midollo osseo compatibile, né tra i propri familiari né nei Registri Internazionali di donatori di midollo osseo. Per queste persone, il sangue di cordone ombelicale emerge come l'unica speranza per poter eseguire il trapianto e accedere a una terapia salvavita.

Il primo trapianto di sangue da cordone ombelicale è stato eseguito nel 1988, in un paziente affetto da anemia di Fanconi, una grave forma di pancitopenia congenita su base ereditaria. Da quel primo storico successo, ad oggi sono stati eseguiti circa 60.000 trapianti con un’unità di sangue di cordone ombelicale a livello mondiale, e più di 800.000 unità sono conservate nelle circa 100 banche presenti in tutto il mondo (secondo i dati di www.wmda.org). Questi numeri evidenziano l'impatto trasformativo che la ricerca e la pratica clinica hanno avuto in questo campo.

La Rete Italiana delle Banche Cordonali e il Ruolo del Lazio

In Italia, la Rete Nazionale Italiana delle Banche Cordonali è un sistema strutturato che, analogamente a quanto avviene per la donazione del midollo osseo, è coordinato dal Centro Nazionale Sangue, in stretta collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti. Questa rete garantisce la gestione etica, scientifica e logistica della conservazione e distribuzione del sangue cordonale. La conservazione di sangue da cordone ombelicale avviene nelle Banche pubbliche Regionali e nei Centri di Raccolta, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Specificamente per la Regione Lazio, la Banca Regionale Sangue Cordone Ombelicale fa riferimento all’Azienda Policlinico Umberto I, e ha sede presso il Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale. Ogni banca pubblica nasce dalla continua ricerca di fonti alternative di cellule staminali emopoietiche per trapianto, promuovendo una ricerca continua di nuove strategie di cura in ambito onco-ematologico, il tutto in conformità alla normativa vigente. La donazione del sangue di cordone ombelicale è, in questo contesto, un atto di solidarietà, un gesto che offre maggiori opportunità di cura a tutti coloro che, in attesa di trapianto, non hanno un donatore compatibile.

mappa punti raccolta cordone ombelicale Lazio

La Banca del Sangue Cordonale UNICATT: Un Punto di Riferimento a Roma

All'interno del panorama laziale, la Banca del Sangue Cordonale UNICATT si distingue come un'importante unità operativa del Servizio di Emotrasfusione, diretto dalla Prof.ssa Luciana Teofili. Questa banca pubblica è stata costituita nel 1999 e ha ottenuto l'autorizzazione dalla Regione Lazio il 2 aprile 2004, a testimonianza del suo impegno e della sua conformità agli standard nazionali. Dal 2017, la Banca del Sangue Cordonale UNICATT, sotto la responsabilità della Dott.ssa Maria Bianchi, è identificata come Istituto dei Tessuti (TE) IT000994, in linea con la normativa europea. È una delle diciotto banche pubbliche che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ed è membro dell’ITCBN (Italian Cord Blood Network), il network delle Banche di Cordone Italiane.

La Banca del Cordone Ombelicale UNICATT ha come obiettivo primario quello di contribuire a costituire un inventario di unità di sangue di cordone ombelicale per i pazienti affetti da patologie curabili con il trapianto di cellule staminali emopoietiche, ma privi di un donatore familiare compatibile. Questa attività rientra nella cosiddetta donazione allogenica-solidaristica. Oltre a ciò, la banca supporta ed effettua attività di consulenza per tutti quei pazienti e per le loro famiglie per cui è indicata la donazione allogenico-dedicata oppure autologa, fornendo un supporto essenziale in situazioni cliniche complesse.

Per quanto riguarda l'accesso fisico, la Banca del Cordone Ombelicale UNICATT si trova al piano -1, percorso viola della Piastra Polifunzionale, presso il Servizio di Emotrasfusione del Policlinico Agostino Gemelli. Per agevolare l’accesso alla struttura, in particolare per coloro che arrivano in macchina e intendono utilizzare il parcheggio, si consiglia di lasciare l’auto al PARCHEGGIO P5, un parcheggio a pagamento situato sulla destra, subito dopo il Pronto Soccorso.

Il Processo per la Donazione del Sangue del Cordone Ombelicale a Roma

La decisione di donare il sangue del cordone ombelicale è un atto consapevole e informato, che inizia con una serie di colloqui e accertamenti. I colloqui per la donazione del sangue di cordone ombelicale possono essere effettuati a partire dalla 32a settimana di gestazione, consentendo alle future madri e ai loro partner di prendere una decisione ponderata con tutte le informazioni necessarie.

Presso la Banca del Cordone UNICATT, situata al piano -1, Ala J della Piastra, sotto il Pronto Soccorso, è possibile effettuare un colloquio in presenza dal martedì al venerdì, dalle ore 11 alle ore 13, anche senza appuntamento. Durante questo incontro, che non comporta alcun onere economico per la famiglia e rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), vengono fornite tutte le indicazioni tecniche sulla donazione di cordone e vengono raccolte le informazioni sulla storia clinica della madre e del padre. È utile, sebbene non indispensabile, la presenza del papà del bambino/a; qualora sia impossibilitato a venire, è necessario portare una delega. Fondamentale, durante il colloquio, è la richiesta e la sottoscrizione del consenso informato alla donazione.

La rete di raccolta si estende anche a collaborazioni locali significative. A seguito della stipula della Convenzione del punto nascita dell’Ospedale GB Grassi di Ostia con il SIMT della Banca del sangue del Cordone Ombelicale della Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dal 24 giugno 2013 è attivo l’ambulatorio per l’arruolamento delle donatrici del sangue di cordone ombelicale (SCO) anche presso il P.O. G.B. Grassi di Ostia, ampliando le opportunità di donazione nel territorio.

documenti per donazione cordone ombelicale

Come Avviene la Raccolta: Sicurezza e Semplicità

Il processo di raccolta del sangue del cordone ombelicale è una procedura semplice, che non comporta rischi né per la madre né per il neonato. Questo prelievo avviene in pochi minuti, è indolore e non comporta alcuna modifica alla normale assistenza al parto, assicurando che l'attenzione rimanga sempre sulla salute della madre e del bambino.

Dopo la nascita del bambino e una volta che il cordone ombelicale è stato reciso, un operatore esperto raccoglie in un’apposita sacca il sangue rimasto nel cordone ombelicale e nella placenta. È importante sottolineare che il sangue cordonale è prelevato solo se in sala parto possono essere assicurati i massimi livelli assistenziali per la mamma e per il neonato. La sacca, contenente questo prezioso materiale biologico, viene immediatamente trasportata alla Banca del Sangue di Cordone per essere manipolata e poi conservata in appositi congelatori dedicati, garantendo la sua integrità e la sua futura utilizzabilità.

La mamma che desidera donare il sangue cordonale dovrà, oltre a sottoscrivere il consenso informato e a sottoporsi a un colloquio anamnestico, anche effettuare esami del sangue gratuiti al parto e dopo sei mesi. Questi test sono cruciali per escludere la presenza di malattie infettive che potrebbero essere trasmesse al paziente ricevente, garantendo la massima sicurezza del trapianto.

ADOCES VENETO: DONAZIONE DI CELLULE STAMINALI DEL CORDONE OMBELICALE CON RIFERIMENTI REGIONALI

Criteri di Idoneità e Controindicazioni alla Donazione

Non tutte le gestanti possono donare il sangue del cordone ombelicale, poiché esistono specifici criteri di idoneità volti a tutelare sia la salute della donatrice e del neonato, sia la sicurezza e l'efficacia del materiale biologico per il potenziale ricevente.

Ci sono alcuni casi che escludono e controindicano la possibilità di donare il sangue del cordone, quali l’essere affetto da malattie trasmissibili con il sangue o da altre gravi malattie che potrebbero compromettere la qualità o la sicurezza delle cellule staminali. Inoltre, il prelievo del sangue del cordone non è consentito nei parti prematuri prima della 37° settimana di gestazione, una misura adottata per tutelare la salute del neonato. In casi specifici di donazione dedicata, il limite può estendersi alla 34° settimana. Per conoscere i punti di raccolta del sangue cordonale accreditati, si può consultare il sito del Centro Nazionale Sangue, che offre un elenco aggiornato delle strutture aderenti.

Le Tipologie di Donazione Riconosciute in Italia

La legge italiana sostiene e incoraggia la donazione di sangue del cordone ombelicale, distinguendo principalmente due tipologie:

  1. Donazione Solidaristica (Allogenica): Questa opzione consente di donare il sangue del cordone ombelicale per metterlo a disposizione della collettività, senza alcun onere economico per la famiglia. Rientrando nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), questa modalità è destinata a pazienti che non hanno un donatore familiare compatibile e che necessitano di un trapianto di cellule staminali. Le banche pubbliche, come quelle attive a Roma e nel Lazio, sono il fulcro di questa tipologia di donazione, contribuendo a creare un patrimonio di unità disponibili per chiunque ne abbia bisogno, in qualsiasi parte del mondo.

  2. Donazione Dedicata: Questa tipologia di conservazione è consentita in casi particolari, specificamente definiti dalla normativa, e non comporta parimenti alcun costo per la famiglia. È possibile donare il sangue del cordone ombelicale a scopo “dedicato” nelle seguenti circostanze:

    • Quando il nascituro o un suo consanguineo (come un fratello o una sorella) presenta, al momento del parto o in epoca pregressa, una patologia per la quale il trapianto di cellule staminali emopoietiche è clinicamente indicato.
    • Quando nella famiglia esiste un elevato rischio di una malattia geneticamente trasmissibile a futuri figli, per la quale il trapianto è considerata una pratica scientificamente appropriata.
    • In caso di patologie che, al momento attuale, non sono ricomprese nell'elenco delle malattie trattabili con il trapianto di cellule staminali cordonali, ma per le quali sussistono comprovate evidenze scientifiche di un loro impiego nell’ambito di sperimentazioni cliniche regolamentate.

È importante notare che la conservazione del sangue cordonale ad uso autologo, inteso come un impiego personale futuro senza le specifiche indicazioni della donazione dedicata, non è consentita in Italia. Questa restrizione è dovuta al fatto che, al momento, non esistono evidenze scientifiche consolidate riguardo a un suo impiego a scopo personale al di fuori dei casi previsti dalla normativa di riferimento, che si basano sulla cosiddetta “medicina dell’evidenza”.

La legge italiana si fonda su principi scientifici ed etici: i primi sono ancorati alla "medicina dell'evidenza", che stabilisce che la principale applicazione clinica delle cellule staminali emopoietiche del cordone è il trapianto, una terapia salvavita e consolidata di grande successo per curare gravi malattie del sangue. I principi etici, invece, si basano sulla reciprocità e sulla solidarietà civile, valori che contraddistinguono il nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Il Valore Terapeutico Universale del Sangue del Cordone Ombelicale

Il sangue del cordone ombelicale è riconosciuto a livello globale per il suo straordinario potenziale terapeutico, principalmente dovuto all'abbondanza di cellule staminali emopoietiche. Queste cellule sono i "mattoni" del sistema sanguigno e immunitario, capaci di differenziarsi in globuli rossi (che trasportano l'ossigeno), globuli bianchi (che combattono le infezioni) e piastrine (essenziali per la coagulazione del sangue).

La loro importanza risiede nella capacità di offrire un'alternativa vitale al trapianto di midollo osseo, specialmente per i pazienti che non riescono a trovare un donatore compatibile. Mentre una parte dei pazienti affetti da patologie onco-ematologiche può guarire grazie alla chemioterapia e alla radioterapia, per quelli affetti da malattie potenzialmente letali (come leucemie, linfomi, mielomi e numerose altre malattie del sangue, genetiche, immunitarie e metaboliche), il trapianto allogenico rappresenta spesso l’unica possibilità di cura. Le cellule staminali del cordone ombelicale, in questo contesto, offrono un'opportunità unica di guarigione.

I successi in questo campo sono evidenti: a livello globale, come accennato, sono stati eseguiti circa 60.000 trapianti utilizzando unità di sangue cordonale, con oltre 800.000 unità conservate in un centinaio di banche in tutto il mondo. Anche in Italia, i risultati sono significativi: nel 2016, ad esempio, sono stati effettuati 700 trapianti allogenici di cellule staminali emopoietiche, molti dei quali hanno beneficiato proprio della disponibilità di unità di sangue cordonale. Questo sottolinea il ruolo cruciale della donazione nel panorama medico contemporaneo.

cellule staminali al microscopio

Il Trapianto di Cellule Staminali: Un Percorso Complesso e Salvavita

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche, sebbene abbia visto la sua prima esecuzione alla fine degli anni '60, ha subito un'evoluzione radicale nel corso del tempo. Le procedure, le tecniche e i farmaci utilizzati, anche nelle fasi di preparazione al trapianto, sono cambiati significativamente, e sono state introdotte anche altre modalità di prelievo. Oggi si distinguono principalmente il trapianto autologo (con cellule del paziente stesso) e quello allogenico (con cellule di un donatore).

La ricerca di un donatore compatibile è un percorso che può presentare notevoli difficoltà. La prima scelta ricade sempre nell'ambito familiare, in particolare tra fratelli, ma questa possibilità si verifica solo nel 25-30% dei casi. In media, quindi, poco più di un paziente su quattro può beneficiare di una donazione all'interno della propria famiglia. Per tutti gli altri, la speranza risiede nei registri nazionali e internazionali.

Purtroppo, solamente una persona ogni 100.000 è compatibile con chi è in attesa di una nuova speranza di vita, rendendo la ricerca un'impresa ardua. A tal fine, il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR) svolge un ruolo fondamentale. Il processo per diventare un potenziale donatore di midollo osseo inizia con un'iscrizione, seguita da un colloquio con un medico e un prelievo venoso di poche provette (circa 3 ml) per la tipizzazione HLA. Queste informazioni vengono poi inserite nel Registro Nazionale, collegato con tutti i Registri internazionali. Da quel momento, il donatore diventa un potenziale elemento chiave per salvare una vita. La disponibilità del donatore è anonima e gratuita e non ha limiti geografici: si potrebbe donare per un paziente italiano come per un paziente che vive dall’altra parte del mondo. In tali circostanze, il servizio sanitario si occupa di trasportare il prezioso dono dove ci sarà bisogno, senza che il donatore debba spostarsi. Il donatore diventa effettivo solo in caso di compatibilità con un paziente, e l’adesione formale ha il valore di un impegno morale.

Prima di ricevere le cellule staminali, il paziente viene sottoposto a un "Protocollo di Condizionamento". Questo consiste nell'infusione, nella settimana precedente al trapianto, di farmaci ed eventualmente anche di terapia radiante. Questi trattamenti sono necessari per creare le condizioni ideali affinché le cellule staminali, una volta infuse, possano procedere secondo il fenomeno così detto dell'homing. Questo processo è fondamentale perché permette alle nuove cellule trapiantate di "tornare a casa", nella nicchia all'interno del midollo osseo, dove poi iniziano a proliferare, ripopolandolo di cellule sane, e a differenziarsi.

processo di attecchimento cellule staminali

Principi Generali della Donazione in Italia: Etica e Legalità

In Italia, la donazione di cellule staminali, organi e tessuti è un atto regolamentato da principi etici e norme legali rigorose, che mirano a tutelare tutti gli attori coinvolti e a garantire la massima trasparenza e sicurezza. L'importanza della donazione è tale che è un reato comprare o vendere organi umani: la donazione è sempre gratuita e anonima, pilastri irrinunciabili della legislazione italiana in materia.

La donazione, in senso più ampio, può avvenire tramite donazione di sangue, di midollo osseo e di sangue cordonale, ma esistono anche altre forme, come la donazione di organi e tessuti. La donazione di organi e tessuti può avvenire soltanto dopo la morte, diagnosticata tramite criteri neurologici o cardiaci, e solo se il defunto ha dichiarato in vita la volontà di diventare donatore attraverso uno dei modi previsti dalla legge. Esistono eccezioni, dove è possibile effettuare la donazione di tessuti e di alcuni organi da viventi, ma sempre in contesti altamente regolamentati e per ragioni affettive o di parentela, in cui il donatore agisce in modo altruistico e volontario verso una persona che ne ha bisogno.

Per quanto riguarda i rischi legati alla donazione, in particolare per il donatore di midollo osseo (e non per la madre che dona il cordone, per la quale non ci sono rischi), questi sono minimi e vengono sempre attentamente valutati. Il donatore viene sottoposto a una serie accuratissima di esami, a colloqui psicologici e a una valutazione clinica e laboratoristica estremamente attenta e scrupolosa. I rischi sono generici, quasi sempre legati all'anestesia, ma vengono attentamente valutati pre-donazione dall'anestesista, garantendo che "al donatore non venga a mancare nulla".

Normalmente, la donazione di midollo osseo viene effettuata una sola volta per un donatore non consanguineo. Una volta effettuata la donazione, il donatore non può ridonare, a meno che non debba fare una raccolta di linfociti da sangue periferico per poter, per lo stesso paziente per il quale donò le cellule staminali, consolidare il risultato di un trapianto. Questi dettagli mettono in luce la complessità e la serietà che circondano ogni aspetto della donazione, un atto di generosità che continua a salvare e migliorare innumerevoli vite.

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