Intraprendere il percorso verso la genitorialità attraverso la donazione di ovuli è un passo emozionante e profondamente personale. Anche se quasi nessuna lo ammette apertamente, tutte le donne che devono ricorrere a una donazione di ovuli vogliono ottenere il massimo di informazioni possibile sulla donatrice. Con così tanti profili di donatrici da esaminare, è importante concentrarsi sui fattori che contano davvero, poiché tracciare un profilo ideale della donatrice di ovuli, oggi, appare necessario per sfatare una serie di dubbi ricorrenti.

Il processo di selezione e il ruolo dell'équipe medica
Il matching tra donatrice e ricevente è un’attività complessa che richiede una competenza multidisciplinare. Ma come si svolge questo matching? Che cosa tiene in considerazione l’équipe medica per scegliere una candidata o un’altra? Come si sviluppa la ricerca? Esistono sistemi informatici che effettuano una sorta di confronto o di preselezione automatica? In alcuni paesi europei, come la Finlandia, i Paesi Bassi, il Regno Unito e, recentemente, il Portogallo, è possibile ottenere queste informazioni.
Presso centri specializzati, come Dexeus Mujer, si dispone di piattaforme dedicate che aiutano a individuare le donatrici che condividono lo stesso fenotipo della ricevente: il gruppo etnico (caucasico, asiatico, ispanico o africano), il colore degli occhi e dei capelli, la testura dei capelli (ricci, lisci o mossi), l’altezza e l’indice di massa corporea (IMC). Tuttavia, un processo più veloce non è sempre meglio. In generale, la scelta della donatrice è un processo che può durare da uno a due mesi. Per fare un buon matching è fondamentale effettuare un buon studio preliminare e valutare i vari parametri. Quello che da un punto di vista fenotipico (somiglianza fisica) può sembrare la migliore opzione può non essere ideale geneticamente per il partner in base al risultato del test genetico.
Valutazione clinica: salute fisica e mentale
La base di ogni percorso di ovodonazione è la salute della donatrice. “La cosa più importante è che la donatrice sia in buona salute, sia fisica che mentalmente. Per questo motivo, prima di iniziare con altri esami, come ad esempio le analisi del sangue o l’esplorazione ginecologica, bisogna studiare la sua storia medica e familiare (fino a tre generazioni precedenti), così come le sue abitudini e il suo stile di vita”, spiega la Dott.ssa Clua.
Le donatrici sono donne giovani, generalmente tra i 18 e i 35 anni (con limiti specifici a seconda della legislazione nazionale, come i 18-30 anni in alcune cliniche italiane o 18-35 in Spagna), sottoposte a un protocollo rigoroso che include:
- Visita psicologica: per valutarne motivazioni e idoneità, nonché individuare possibili patologie psicologiche-psichiatriche in anamnesi.
- Visita medica ed esami di screening: controlli per le malattie infettive e valutazione della riserva ovarica tramite ecografia pelvica ed esami del sangue.
- Analisi genetica: screening per escludere candidate portatrici di mutazioni autosomiche recessive (fibrosi cistica, atrofia muscolare spinale, ecc.) e oltre 30 malattie legate al cromosoma X.
Compatibilità genetica e prevenzione
Presso strutture avanzate si effettua anche un test del portatore di malattie genetiche recessive alle donatrici, chiamato qCarrier. Questo esame permette di determinare se la donatrice è portatrice sana di alcuna delle malattie incluse nel test. Queste malattie vengono chiamate malattie recessive perché possono essere trasmesse alla prole solo se la donatrice e il partner sono portatori della stessa malattia.
Sebbene si ritenga che una percentuale importante della popolazione possa presentare tali alterazioni, la maggior parte non ne soffre le conseguenze. Tuttavia, gli ovuli e lo sperma di due portatori sani possono dare origine a un bimbo malato (la probabilità che questo bimbo erediti il gene alterato da entrambi le parti è del 25 %). Attualmente, il test che viene effettuato è in grado di rilevare alterazioni associate a centinaia di malattie genetiche recessive, rendendo la consulenza genetica un pilastro fondamentale del percorso.
Il quadro normativo e la somiglianza fenotipica
La gestione delle caratteristiche della donatrice varia drasticamente tra i diversi paesi. La legge italiana, ad esempio, non prevede la scelta delle caratteristiche della donatrice, specificando che, al fine di evitare illegittime selezioni eugenetiche, non è possibile per le coppie scegliere particolari caratteristiche fenotipiche. Le motivazioni della legge sono ragionevoli, ma dal punto di vista pratico le cliniche devono tutelare anche il bambino che nascerà e per questo è ragionevole cercare di avere una somiglianza tra la donatrice e la ricevente.
Al contrario, in Spagna, la donazione di ovuli è un atto altruistico e anonimo, regolato da leggi che garantiscono la riservatezza e impongono l’anonimato incrociato per la pratica di donazione. In molti altri contesti internazionali, come negli Stati Uniti, le banche di ovuli offrono profili avanzati dove i futuri genitori possono esaminare non solo caratteristiche fisiche, ma anche istruzione, interessi e risposte a domande personali, per creare un senso di connessione più profondo.
Oltre la biologia: epigenetica e ambiente uterino
Molte pazienti temono che, non essendo un figlio biologico, il futuro bimbo o bimba non le rassomigli in assoluto o non si adatti all’ambiente familiare. Tuttavia, la scienza dell'epigenetica offre prospettive rassicuranti. Durante la gravidanza, la paziente ricevente influisce anche lei nello sviluppo del bebè. Le sue abitudini, la dieta, l’ambiente uterino e altri fattori ambientali esterni possono modulare il modo in cui i geni si esprimono. Eppure, l’ambiente in cui cresce il bimbo o bimba e le sue esperienze di vita influiscono nella sua personalità. La genitorialità è, quindi, un percorso di crescita individuale che consiste nell’essere in grado di accettare e di amare un bambino anche qualora si discosti molto dal nostro ideale di figlio.

La logistica delle banche di ovuli: ovuli freschi o vitrificati
Le banche di ovuli offrono ai pazienti e alle cliniche di fecondazione in vitro l’opportunità di avere una fornitura pronta di ovuli donati che sono stati legittimamente e legalmente donati da donne con pieno consenso. La scelta tra ovuli freschi o vitrificati non dipende necessariamente da una differenza di successo: il tasso di sopravvivenza degli ovociti congelati è notevolmente aumentato nel corso degli anni. Presso centri di eccellenza, l'utilizzo di embrioni sviluppati dopo cinque giorni (blastocisti), anziché dopo tre, permette di operare avendo la possibilità di ottenere risultati clinici decisamente migliori e del tutto sovrapponibili a quelli che si ottengono impiegando ovociti freschi.
Il processo di donazione richiede impegno anche dalla donatrice: una volta assegnati gli ovuli, la donatrice deve sottoporsi a un trattamento ormonale di stimolazione ovarica, seguito dalla puntura follicolare. La procedura di raccolta richiede circa 30 minuti, la donatrice viene sedata e la maggior parte delle donne trova il processo relativamente indolore, potendo tornare alle normali attività il giorno successivo.
Considerazioni sulla scelta del percorso
Trovare una donatrice di ovuli per la fecondazione in vitro può essere difficile poiché i fenotipi variano da paziente a paziente. In paesi come il Regno Unito o l'Australia, la normativa che impone la non anonimità rende difficile reperire donatrici, spingendo molti pazienti a rivolgersi all'estero. Nelle destinazioni popolari come la Spagna, non c'è una lista d'attesa, ma il processo deve essere guidato dai medici che, conoscendo le caratteristiche della coppia (gruppo sanguigno, etnia, peso, altezza, colore occhi e capelli), possono individuare la persona più idonea.
Infine, è importante ricordare che il costo dell'ovodonazione non riguarda solo la donatrice, ma un insieme di servizi: dai test genetici avanzati, alla crioconservazione, fino al trasporto in sicurezza dei gameti, che deve avvenire in appositi contenitori specializzati. Affidarsi a professionisti e a cliniche con standard certificati è il modo migliore per affrontare questo percorso con la necessaria sicurezza, concentrandosi sulla costruzione della propria famiglia.