L'Aborto Spontaneo in Gravidanza: Comprendere Cause, Sintomi, Rischi e Supporto

L'esperienza della gravidanza è spesso permeata di aspettative e speranze, ma per molte donne può anche essere accompagnata da ansie e preoccupazioni, in particolare riguardo alla possibilità di un aborto spontaneo. L'aborto spontaneo consiste nella perdita di una gravidanza prima di 20 settimane di gestazione e rappresenta un'eventualità relativamente comune, che può interessare più di una donna su 10. Questa realtà, sebbene difficile da affrontare, è un aspetto fisiologico della riproduzione umana e non deve essere interpretata come un fallimento personale. Comprendere le cause, riconoscere i sintomi, conoscere i rischi e sapere quali opzioni di gestione e supporto sono disponibili è fondamentale per affrontare questa eventualità con maggiore consapevolezza.

Che cos'è l'Aborto Spontaneo e la sua Prevalenza

L'aborto spontaneo è definito come la perdita della gravidanza prima delle 20 settimane di gestazione. È un evento molto comune, soprattutto nelle prime fasi della gravidanza. Si stima che un aborto spontaneo si verifichi in circa il 10-15% delle gravidanze conclamate. Tuttavia, un numero ben maggiore di aborti non viene riconosciuto, in quanto si verifica quando la donna non sa ancora di essere in stato interessante, spesso scambiato per un ciclo mestruale tardivo e più abbondante. Gli aborti spontanei entro la 13ª settimana costituiscono l’80% di tutti gli aborti spontanei. Circa l’85% degli aborti spontanei si verifica nelle prime 12 settimane di gestazione, mentre il rimanente 15% avviene fra le 13 e le 20 settimane di gestazione. In Italia, si fa riferimento generalmente al periodo antecedente alla 22ª settimana, poiché da questa settimana in avanti i neonati possono essere assistiti e, in alcuni casi, salvati. Un terzo dei concepimenti, noti e non noti, esita in aborto spontaneo. Non si è mai completamente "fuori pericolo" durante la gravidanza, in quanto la cessazione del battito cardiaco del feto può verificarsi in qualsiasi momento, sebbene dopo le 20 settimane si parli più specificamente di morte in utero piuttosto che di aborto interno.

Cause dell'Aborto Spontaneo: Una Panoramica Complessa

Nella maggior parte dei casi, la causa dell’aborto spontaneo è sconosciuta. Tuttavia, diverse condizioni possono contribuire a questo evento, rendendo l'eziologia complessa e multifattoriale.

Anomalie Genetiche e Cromosomiche

Le anomalie cromosomiche del feto sono una delle cause più comuni di aborto spontaneo, specialmente quelle che si verificano nelle prime 10-11 settimane di gestazione. Queste anomalie possono derivare da errori durante la divisione cellulare, durante la formazione degli ovuli o degli spermatozoi, o durante la fecondazione stessa. Possono essere anomalie numeriche, quando il feto ha un numero anormale di cromosomi, o anomalie strutturali, quando ci sono problemi con la struttura fisica dei cromosomi del feto. Si pensa che nella maggior parte dei casi un aborto spontaneo sia conseguenza di errori genetici casuali (non ereditati) e non sempre legati a comportamenti dei genitori. Tale condizione si verifica più spesso nelle donne di età inferiore ai 20 anni o dai 35 anni in poi, suggerendo un legame con l'età materna avanzata.

Anomalie Anatomiche dell'Apparato Riproduttivo

Anche le anomalie anatomiche dell’apparato riproduttivo della donna possono causare la perdita della gravidanza. Esempi includono un utero con fibromi, o, più raramente, due camere (utero setto o bicorne) o cicatrizzazione interna. Gli aborti spontanei nel secondo trimestre possono essere legati a problematiche di incontinenza del collo uterino, significando che l'utero si apre prima del naturale momento del travaglio e del parto (incompetenza cervico-istmica), talvolta anche in assenza di contrazioni uterine o altri sintomi.

Infezioni Materne

Alcune infezioni virali, come un’infezione da citomegalovirus o la rosolia, possono causare un aborto spontaneo. Le infezioni, se contratte durante la gravidanza, possono interferire con il normale sviluppo del feto o causare danni alla placenta.

Malattie Materne Croniche

Patologie come il diabete mellito o le malattie autoimmuni, se non vengono adeguatamente trattate e controllate durante la gravidanza, possono aumentare il rischio di aborto. Se una donna presenta un disturbo che facilita la coagulazione (come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi) può subire aborti spontanei ripetuti consecutivi (perdita ricorrente della gravidanza), che si verificano nelle prime 10 settimane di gestazione. Anche l'ipertensione arteriosa o gravi disturbi della tiroide, se non gestiti correttamente, rientrano tra i fattori di rischio.

Problemi di Annidamento e Placentari

Il processo di annidamento, che si verifica nelle prime fasi della gravidanza quando l'embrione si impianta nella parete dell'utero e inizia a formare la placenta, è cruciale. Se si verificano problemi durante la sua formazione o anomalie funzionali, possono determinarsi complicazioni e l’aborto spontaneo. Anche i problemi placentari, ovvero difetti nella formazione o nel funzionamento della placenta che fornisce nutrimento e ossigeno al feto, possono essere causa di aborto.

Fattori di Rischio e Stile di Vita

Diversi fattori possono aumentare il rischio di aborto spontaneo:

  • Età materna: Donne più giovani (inferiori a 20 anni) o più anziane (di almeno 35 anni) hanno un rischio maggiore. La possibilità che avvenga un aborto spontaneo aumenta con l’aumentare dell’età sia materna che paterna.
  • Aborti spontanei precedenti: L'anamnesi di aborti spontanei in gravidanze precedenti (aborti ripetuti) è un fattore di rischio significativo.
  • Uso di sostanze: Fumo di sigaretta, uso di sostanze come cocaina e alcol.
  • Traumi fisici: Un trauma fisico importante può causare un aborto spontaneo, mentre è improbabile che sia causato da uno sforzo o da una lesione minima (come scivolare e cadere o fare attività fisica).
  • Anomalie del liquido seminale paterno: Anche se le cause maschili non sono del tutto chiarite, il rischio di aborto spontaneo è maggiore se vengono evidenziate anomalie nel liquido seminale del padre.
  • Shock emotivo improvviso: Uno shock emotivo improvviso (ad esempio ricevere cattive notizie) non è collegato all’aborto spontaneo.

Fattori di rischio aborto spontaneo

Sintomi e Segni dell'Aborto Spontaneo: Quando Preoccuparsi

Riconoscere i sintomi dell'aborto spontaneo è cruciale per una pronta valutazione medica, sebbene sia importante notare che alcuni di questi sintomi possono presentarsi anche in gravidanze che proseguono normalmente.

Sanguinamento Vaginale

Di solito, un aborto spontaneo è preceduto da sanguinamento vaginale che può essere spotting con sangue rosso brillante o rosso scuro, oppure un sanguinamento più intenso. Nelle fasi tardive della gravidanza, un aborto può causare un’emorragia profusa e il sangue può contenere muco o coaguli. Il sanguinamento vaginale è in genere il primo sintomo, seguito dai crampi addominali alcune ore o addirittura giorni dopo. Dopo essere rimasti sdraiati a lungo, ad esempio al mattino, si potrebbe notare un aumento del sanguinamento, ma che potrebbe essere dovuto semplicemente all’accumulo durante la notte.È importante sottolineare che il sanguinamento vaginale è comune nelle prime fasi della gravidanza, spesso in assenza di problemi. Circa il 25% delle gestanti presenta un po’ di sanguinamento almeno una volta durante le prime 12 settimane di gestazione, ma solo approssimativamente il 12% di esse subisce un aborto spontaneo. Quindi, un sanguinamento scarso che poi scompare e dei leggeri crampi passeggeri possono essere comuni nei primi mesi. Il sanguinamento nel primo trimestre non è sempre sinonimo di aborto o minaccia di aborto.

Crampi e Dolore Pelvico

L’utero è un muscolo e si contrae durante l’aborto spontaneo provocando crampi, che possono causare l’apertura (dilatazione) della cervice. I dolori pelvici sono molto simili a quelli mestruali e possono avere un’intensità che va da medio-lieve a severa. Questi crampi possono essere accompagnati da dolore alla parte bassa della schiena. Se il dolore addominale o il sanguinamento vaginale persistono o peggiorano alcuni giorni dopo un aborto spontaneo, oppure se insorge febbre, la donna deve consultare un medico.

Aborto Mancato o Asintomatico

A volte, il feto smette di svilupparsi senza che ci sia alcun sintomo di aborto; questo viene definito aborto mancato. L’aborto spontaneo si manifesta senza alcun sintomo, ovvero senza perdite di sangue né dolori. In questi casi, il riscontro avviene occasionalmente durante il controllo ecografico, quando viene riscontrata l’assenza di battito cardiaco. Il medico può sospettare un aborto mancato se l’utero non si espande, o talvolta lo rileva durante un’ecografia prenatale di routine. Questo tipo di aborto può passare inosservato finché non viene diagnosticato professionalmente, ed è uno dei motivi per cui molte coppie preferiscono attendere la fine del primo trimestre prima di annunciare la gravidanza.

Sanguinamento e dolori in gravidanza

Tipologie Specifice di Interruzione di Gravidanza

Esistono diverse forme di aborto spontaneo e condizioni correlate che possono portare alla perdita della gravidanza o che richiedono attenzione medica.

Minaccia di Aborto

La minaccia d’aborto è l’insieme di condizioni che rischiano di far perdere il bambino prima della 20esima settimana di gestazione, ma che non necessariamente si trasforma in un’interruzione della gravidanza. I sintomi più frequenti sono perdite vaginali di sangue e dolori addominali (simili a quelli mestruali), che spesso si irradiano anche alla zona renale e causano indurimenti della pancia. Le perdite possono essere di vario colore (dal rosa al marrone, fino al rosso intenso) e la quantità è variabile. Se il ginecologo fa una diagnosi di questo tipo, non sempre è una cattiva notizia, poiché in moltissimi casi tutto si risolve positivamente. È importante rivolgersi al proprio ginecologo o al pronto soccorso ostetrico per un controllo. L’ecografia è un esame importantissimo per verificare la causa della minaccia di aborto, ad esempio per vedere se è presente un distacco amniocoriale. In caso di minaccia di aborto, i medici possono consigliare riposo, evitare attività faticose, o astenersi dai rapporti sessuali, sebbene non ci siano prove chiare che tali limitazioni siano sempre efficaci. Il ricorso alla somministrazione di progesterone è dibattuto, ma può essere valutato.

Gravidanza Biochimica

La gravidanza biochimica si verifica quando c'è un ritardo mestruale e un test di gravidanza positivo, ma poi, dopo pochissimo tempo, arrivano le mestruazioni. Si tratta di un aborto spontaneo molto precoce, che spesso si verifica entro la quinta settimana di gestazione. Qualche volta la donna non fa neanche a tempo a fare un test di gravidanza e semplicemente pensa che le mestruazioni siano arrivate qualche giorno dopo. La sintomatologia è simile a quella della fase mestruale: malessere, mal di pancia e di testa, crampi. Il flusso potrebbe essere un po’ più abbondante, a volte con coaguli. Per la diagnosi è importante controllare l’andamento delle beta HCG, che scendono progressivamente fino ad azzerarsi se la gravidanza si ferma.

Gravidanza Extrauterina (Ectopica)

Nella gravidanza extrauterina, l’ovulo fecondato si impianta in una sede diversa da quella naturale, cioè la cavità uterina, compromettendo il normale andamento della gravidanza. La gravidanza ectopica si sviluppa nelle tube, nelle ovaie, nell’addome o nel collo dell’utero. Non sempre ci sono sintomi e il problema si scopre per caso. Nella maggior parte dei casi, però, ci sono perdite di sangue, accompagnate talvolta da dolori addominali. A volte la crescita dell’embrione all’interno della tuba provoca la sua rottura, con sintomi evidenti come sanguinamento importante, dolore addominale particolarmente forte e localizzato da un lato, grave stato di shock e svenimento. La maggioranza delle gravidanze ectopiche termina con un aborto spontaneo.

Uovo Ciec o Gravidanza Anembrionica

Questa condizione, nota anche come uovo vuoto o gravidanza anembrionica, è un evento piuttosto frequente e provoca quasi la metà degli aborti spontanei del primo trimestre. In questo caso, il concepimento avviene normalmente e la cellula uovo si annida nell’endometrio, ma l’embrione non si sviluppa. Generalmente, le cause sono anomalie genetiche e cromosomiche. Il test di gravidanza risulta positivo e possono esserci sintomi di gravidanza, ma l’ecografia intorno alla settima settimana di gestazione mostra solo la camera gestazionale senza embrione o attività cardiaca. La gravidanza anembrionica solitamente si conclude con perdite di sangue e crampi addominali.

Gravidanza Molare (Mola Idatiforme)

La gravidanza molare, o mola idatiforme, non è un aborto spontaneo in senso stretto, ma è una interruzione della gravidanza causata da un errore genetico nel momento del concepimento, dove l’ovulo non viene fecondato in modo corretto. La gravidanza inizia, ma è destinata ad interrompersi. È una circostanza piuttosto rara. Esistono due forme: parziale, dove si sviluppa un embrione con un numero eccessivo di cromosomi senza possibilità di sopravvivenza; e completa, dove l’embrione non si sviluppa affatto, mentre il tessuto placentare cresce in maniera abnorme. I sintomi possono includere sanguinamento vaginale, crescita esagerata dell’utero, forti nausee e vomito persistente, pressione alta e livelli di beta HCG più alti rispetto all’epoca gestazionale.

Aborto Spontaneo Ricorrente

Una donna è definita poliabortiva in caso di tre aborti consecutivi. Sebbene l'aver avuto un aborto aumenti leggermente il rischio di averne altri, la maggior parte delle donne può avere una nuova gravidanza e portarla a termine senza problemi. Nel caso di aborti ripetuti, è opportuno consultare un medico per eseguire controlli specifici e identificare eventuali cause trattabili.

Aborto Settico

L’infezione uterina che si sviluppa durante o poco prima o poco dopo un aborto è detta aborto settico. Questa infezione può essere molto grave e persino potenzialmente letale. Se un frammento del feto o della placenta rimane nell’utero dopo un aborto, può svilupparsi un’infezione.

L'aborto spontaneo - Dottore mi spieghi

La Diagnosi di Aborto Spontaneo: Strumenti e Procedure

La diagnosi di aborto spontaneo richiede una valutazione medica accurata, che include esami clinici e strumentali per confermare la perdita della gravidanza e identificare le sue caratteristiche.

Valutazione Medica ed Esame Pelvico

Se una donna in stato di gravidanza presenta sanguinamento e crampi nel corso delle prime 20 settimane, il medico la deve visitare per verificare se ci siano minacce di aborto. Durante un esame pelvico, il medico esamina la cervice per stabilire se si stia dilatando. Se ciò non avviene, la gravidanza può proseguire. In caso di dilatazione prima di 20 settimane di gestazione, un aborto è molto probabile. Il medico chiederà quando è iniziato il sanguinamento, la sua quantità, e se sono presenti dolore o crampi nella zona pelvica.

Ecografia

L’ecografia è uno strumento diagnostico essenziale. Può essere eseguita mediante l’inserimento in vagina di una sonda ecografica (ecografia transvaginale), soprattutto nelle fasi iniziali della gravidanza. Questa tecnica è utilizzata per stabilire se l’aborto spontaneo si sia già verificato o, in caso contrario, se il feto sia ancora vivo. Può mostrare la presenza o l'assenza del battito cardiaco fetale. Se la donna ha subito un aborto, l’ecografia può mostrare se il feto e la placenta sono stati espulsi completamente, o se ci sono residui di tessuto nell'utero. L’ecografia serve soprattutto per escludere un impianto anomalo extrauterino, un aborto interno o incompleto o, più raramente, una gravidanza molare.

Esami del Sangue

Si eseguono esami del sangue per misurare i livelli di gonadotropina corionica umana (hCG), un ormone prodotto dalla placenta all’inizio della gravidanza. I risultati confermano la gravidanza e il monitoraggio dei livelli di hCG nel tempo (di solito ripetuti ogni qualche giorno o una volta a settimana) è utile per stabilire se la donna abbia una gravidanza in sede anomala (ectopica) o per assicurarsi che il processo dell’aborto spontaneo sia completo e che il valore si azzeri. Un livello scarso o decrescente di beta-HCG può significare la perdita della gravidanza. Se l’utero non si espande progressivamente, si sospetta un aborto mancato, cioè che il feto è deceduto ma non è stato espulso dall’utero.

Test Approfonditi per Aborti Ricorrenti

È opportuno che le donne che hanno avuto due o più aborti spontanei consultino un medico prima di tentare una nuova gravidanza. Il medico può eseguire controlli per eventuali anomalie genetiche o strutturali o altri disturbi che aumentano il rischio di aborto. Questi possono includere esami di diagnostica per immagini (come ecografia, isteroscopia o isterosalpingografia) per valutare la presenza di anomalie strutturali dell’apparato riproduttivo femminile, esami del sangue per controllare la presenza di alcune malattie (come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, il diabete, anomalie negli ormoni riproduttivi e disturbi della tiroide), e test genetici per controllare la presenza di anomalie cromosomiche.

Ecografia diagnostica in gravidanza

Gestione e Trattamento dell'Aborto Spontaneo

Una volta che l'aborto spontaneo è confermato, ci sono diverse opzioni per la gestione, a seconda della situazione clinica della donna e dell'epoca gestazionale.

Nessun Trattamento se l'Espulsione è Completa

Se l’aborto spontaneo è confermato e il feto e la placenta sono stati espulsi completamente, non è necessario alcun ulteriore trattamento. In questo caso, il medico può eseguire esami del sangue per l'ormone della gravidanza hCG una volta alla settimana, fino a quando il livello diventa non rilevabile, per confermare che nell'utero non rimanga tessuto.

Gestione dell'Attesa (Expectant Management)

In caso di aborto spontaneo precoce (prima di 12 settimane di gestazione) e se la donna non presenta sanguinamento abbondante o segni di infezione, una delle opzioni è monitorare attentamente i sintomi e attendere che l’utero espella il tessuto spontaneamente. Questo processo può richiedere fino a due settimane, o anche più. Durante questo periodo, la donna deve ricevere istruzioni su cosa aspettarsi, come gestire il dolore (con antidolorifici), come riconoscere se il tessuto è stato espulso e quando chiamare un medico (in caso di sanguinamento o dolore diversi dal previsto o in caso di febbre). Se il tessuto non viene eliminato spontaneamente, è necessario considerare farmaci o un intervento.

Trattamento Farmacologico

È possibile assumere farmaci (solitamente misoprostolo, talvolta con mifepristone) per aiutare l’utero a espellere la gravidanza. Questi farmaci inducono contrazioni uterine per favorire l'espulsione del tessuto. L’opzione farmacologica è talvolta utilizzata anche per l’aborto interno, dove l'espulsione spontanea non avviene.

Intervento Chirurgico

Un intervento per rimuovere il tessuto della gravidanza dall’utero è un'altra opzione. Di solito comporta l’inserimento nell’utero di un tubo flessibile attraverso la vagina e l’aspirazione (dilatazione e raschiamento [D e R] con aspirazione, o dilatazione ed evacuazione [D e E]). Questo intervento è raccomandato nel caso compaiano segni di infezione, emorragia o altre complicanze, o in caso di aborto spontaneo tardivo (tra le 12 e le 20 settimane di gestazione), dove l'attesa spontanea può causare dolore o sanguinamento intensi. Il raschiamento è una procedura chirurgica di routine, della durata di diversi minuti, che di solito si svolge a livello ambulatoriale e in anestesia.

Gestione del Dolore

In tutti i casi, si somministrano analgesici al bisogno per gestire i crampi e il dolore addominale. Il paracetamolo è spesso raccomandato, evitando l’utilizzo di farmaci FANS (antinfiammatori non steroidei) come l'ibuprofene, a meno che non specificamente indicato dal medico.

Immunoglobulina Rho(D)

Tutte le donne con sangue Rh negativo che subiscono un aborto spontaneo ricevono immunoglobuline Rho(D) per prevenire la malattia emolitica del feto (eritroblastosi fetale) in future gravidanze. Questo disturbo si verifica quando il sangue della donna in gravidanza è Rh-negativo mentre quello del feto è Rh-positivo, creando un'incompatibilità.

L'aborto spontaneo - Dottore mi spieghi

Miti e Realtà sull'Aborto Spontaneo

Circolano molte credenze e malintesi riguardo all'aborto spontaneo. Chiarire questi punti è fondamentale per ridurre il senso di colpa e l'ansia nelle donne che affrontano questa esperienza.

Attività Fisica, Sforzi e Stress Emotivo

Un trauma fisico importante può causare un aborto spontaneo, ma è improbabile che l’aborto sia causato da uno sforzo o da una lesione minima (come scivolare e cadere o fare attività fisica). Né lavorare, o fare esercizio fisico, o avere rapporti sessuali, né aver preso la pillola contraccettiva prima di avere la gravidanza possono causare un aborto spontaneo. Inoltre, uno shock emotivo improvviso (ad esempio ricevere cattive notizie) non è collegato all’aborto spontaneo.

Dieta e Nausea

La nausea, un sintomo comune della gravidanza, non può causare aborti spontanei. Analogamente, specifiche scelte alimentari quotidiane, a meno che non siano legate a intossicazioni alimentari gravi o carenze nutrizionali estreme, non sono solitamente la causa diretta di un aborto spontaneo.

Riposo a Letto e Restrizioni

Il riposo a letto e altre restrizioni delle attività quotidiane non si sono rivelate efficaci nella prevenzione di una minaccia di aborto che progredisca in aborto spontaneo. Anzi, tali raccomandazioni potrebbero comportare un rischio aumentato di altre complicazioni, tra cui la trombosi venosa profonda ed embolia polmonare correlate allo stato gravidico e all’immobilità. Alcuni ginecologi ritengono utile consigliare l’astensione da attività faticose fino alla cessazione del sanguinamento vaginale e spesso si consiglia di non avere rapporti sessuali fino alla scomparsa dei segni/sintomi.

La Natura Incontrollabile della Maggior Parte degli Aborti

È raro riuscire a risalire alla causa scatenante e, proprio per questa ragione, non è in genere possibile fare nulla in termini di prevenzione. La stragrande maggioranza degli aborti spontanei non può essere prevenuta, probabilmente perché dovuta ad anomalie cromosomiche in circa la metà dei casi. Esserne consapevoli può aiutare a fornire una risposta alle legittime domande che ogni donna si pone: "perché è successo?" e "cosa ho sbagliato?". Il più delle volte, la donna non ha fatto nulla di sbagliato.

Prevenzione e Supporto: Verso Future Gravidanze

Sebbene molti aborti spontanei non siano prevenibili, ci sono misure che possono essere adottate per ottimizzare la salute materna e prepararsi per future gravidanze, e il supporto emotivo è cruciale.

Prevenzione attraverso la Salute Materna

Per ridurre il rischio di aborto spontaneo è fondamentale ottimizzare la salute materna prima della gravidanza con una valutazione pre-concezionale. Ciò include porre l’attenzione sui fattori modificabili e pianificare la gravidanza dopo la stabilizzazione delle condizioni mediche preesistenti. L'integrazione di acido folico immediatamente prima e durante le prime fasi della gravidanza può ridurre il rischio di aborto spontaneo. Per quanto riguarda la terapia supplementare con progesterone vaginale, il National Institute for Health Care and Excellence (NICE) consiglia di offrire progesterone micronizzato vaginale a donne che hanno avuto una o più perdite di gravidanze precedenti e presentano sanguinamento vaginale nelle fasi precoci della gravidanza in corso. Smettere di fumare, evitare alcol e sostanze, e mantenere un peso sano sono tutti passi importanti per ridurre i fattori di rischio modificabili.

Supporto Emotivo

Dopo un aborto spontaneo, la donna e il suo partner possono sentirsi in lutto, tristi, in collera, colpevoli o ansiosi per le successive gravidanze. Il dolore dovuto a una perdita è una risposta naturale e non deve essere soppresso o negato. Dare sfogo ai propri sentimenti con un’altra persona può aiutare la donna a gestire le proprie emozioni. Le donne possono pensare di aver fatto qualcosa che abbia indotto l’aborto, ma di solito non è così. I medici offrono il proprio supporto e, nel caso, rassicurano le pazienti di non avere alcuna colpa nell’aborto. Una consulenza formale è raramente necessaria, ma è disponibile per le donne che la desiderano. La psiche di una donna dopo un’esperienza così sfortunata è davvero molto fragile, a causa dei cambiamenti ormonali può essere simile al classico puerperio. È importante parlare con la propria ginecologa o con l'équipe di un EPU (Emergency Pregnancy Unit), e può essere utile confrontarsi con una psicologa che utilizzi un approccio post-traumatico.

Prospettive per Future Gravidanze

Sebbene l’aver avuto un aborto aumenti il rischio di averne altri, la maggior parte delle donne può avere una nuova gravidanza e portarla a termine senza problemi. L’ampia maggioranza delle donne ha poi delle gravidanze normali. La donna tornerà ad ovulare e potrà concepire già due settimane dopo un aborto spontaneo. Di solito, non sono necessari ulteriori esami, a meno che la donna non abbia subito due o più aborti spontanei.

Il Decalogo per Vivere Bene la Gravidanza

Per una gravidanza il più possibile serena, è consigliabile seguire alcune pratiche:

  1. Prendi il giusto peso, secondo le indicazioni del tuo medico.
  2. Non digiunare e non consumare pasti eccessivamente abbondanti.
  3. Fraziona il tuo apporto calorico giornaliero introducendo alcuni spuntini.
  4. Evita cibi preconfezionati o preparati industrialmente; preferisci piatti preparati al momento.
  5. Consuma possibilmente cibi freschi e di stagione.
  6. Lavate sempre le mani prima e dopo aver maneggiato il cibo, pulite gli utensili da cucina e cuocete bene carne e pesce per evitare malattie trasmissibili con gli alimenti.
  7. Conservate sempre gli alimenti in frigorifero dopo l’apertura, separando i cibi cotti da quelli crudi.
  8. Evitate di consumare uova crude o poco cotte (es. uova alla coque, zabaione, maionese fatta in casa).
  9. Bevi solo latte fresco pastorizzato o a lunga conservazione (UHT) e non consumare latte crudo o latticini prodotti con latte non pastorizzato, ed evitate formaggi erborinati e a crosta fiorita.
  10. È necessario intraprendere l’assunzione di acido folico, se non fosse già in corso.

Supporto emotivo dopo l'aborto

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