La Maternità Anticipata per Gravidanza a Rischio: Procedura, Requisiti e Documenti Necessari

La tutela della salute della donna lavoratrice e del nascituro durante il periodo della gestazione rappresenta un pilastro fondamentale dell'ordinamento giuridico italiano. In questo contesto, l'interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio, comunemente nota come maternità anticipata, si configura come una misura essenziale per garantire la serenità e il benessere della futura madre e del bambino. Questa disposizione consente alle donne in gravidanza di astenersi dal lavoro in anticipo rispetto ai tempi previsti dal congedo obbligatorio di maternità, affrontando situazioni particolari o potenzialmente pericolose. Il periodo di sospensione del lavoro, oltre a tutelare la salute, può essere utile non solo per la donna e il nascituro ma anche per prepararsi psicologicamente a diventare neogenitori e intraprendere il percorso della genitorialità.

Donna in gravidanza che lavora e poi si riposa

Cosa Si Intende per Gravidanza a Rischio e Cosa Prevede la Normativa

La gravidanza a rischio si riferisce a una gestazione caratterizzata da una maggiore esposizione a possibili complicazioni per la madre o per il feto. Durante la gestazione possono presentarsi condizioni di salute precarie, tali da compromettere, potenzialmente, il suo naturale decorso. In questi casi, si parla di gravidanza a rischio. L'ordinamento giuridico del nostro Paese tutela le donne in gravidanza, in particolare le donne lavoratrici, anche in caso di gravidanza a rischio. Il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, noto come “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”, è la normativa di riferimento che individua una serie di rischi ai quali è necessario non esporre le donne lavoratrici incinta, stabilendo ad esempio il cambio di mansione per la durata della gravidanza.

La maternità anticipata è un diritto per tutte le donne lavoratrici, sia del settore pubblico che privato. Se ci sono particolari condizioni di salute della donna o ambienti lavorativi che mettono a rischio la gravidanza, il D.Lgs. 151/2001 prevede questa misura. Tale disposizione è pensata per tutelare la salute della madre e del bambino e gestire situazioni di rischio durante la gravidanza. La maternità anticipata è prevista anche in caso di parto prematuro, ossia quando il bambino nasce prima dell'inizio del congedo di maternità obbligatorio, che generalmente inizia dall'8° mese di gravidanza. Non bisogna dimenticare che, a partire dal 2023, la maternità anticipata può essere richiesta anche dalle lavoratrici autonome grazie al D. Lgs. 105/2022 che modifica il D. Lgs. 151/2001.

Ad ogni modo, l'art. 16 del D.Lgs. 151/2001 prevede per legge un periodo di 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro per tutte le donne in gravidanza durante l'arco temporale che precede e segue il momento del parto. Secondo la normativa, infatti, il congedo di maternità obbligatorio deve iniziare 2 mesi prima della data presunta del parto ed estendersi fino ai 3 mesi successivi al parto. Grazie alla norma della maternità flessibile, la lavoratrice madre può fare domanda per ottenere l'astensione dal lavoro a partire da 1 mese precedente al parto fino ai 4 mesi successivi. A partire dal 2019 la legge ha introdotto la possibilità di svolgere tutti e 5 i mesi di congedo obbligatorio nel periodo successivo al parto. Tuttavia, in alcuni casi più gravi, una gravidanza a rischio può rendere necessaria l’astensione completa dal lavoro anticipatamente rispetto a queste tempistiche. In questi frangenti, il periodo di congedo parte pochi giorni dopo la presentazione della domanda di maternità anticipata.

Linee temporali della maternità obbligatoria e anticipata

Condizioni per Richiedere la Maternità Anticipata

La maternità anticipata è un'opzione fondamentale per le future mamme che si trovano ad affrontare situazioni particolari durante la gravidanza. Ci possono essere due condizioni fondamentali affinché la lavoratrice madre possa fare richiesta di maternità anticipata, come stabilito dal D.L. n°5/12, precisamente all’art.15 “misure di semplificazione in relazione alla astensione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in gravidanza”:

  1. Condizioni mediche avverse o complicazioni: Riguardano gravi complicanze della gravidanza o persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, mettendo a rischio la salute della donna o del feto. Nel caso di problemi di tipo medico, la donna si rivolge al proprio ginecologo per valutare le condizioni di salute e successivamente deve richiedere un certificato medico all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) o avviare il percorso previsto.
  2. Condizioni di lavoro e ambientali non idonee: Questo include un ambiente lavorativo faticoso, insalubre o pericoloso per la gravidanza. In questi casi, è lo stesso datore di lavoro a dover constatare l'incompatibilità del lavoro con la gravidanza. Qualora i risultati della valutazione rivelino rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici, il datore di lavoro deve evitarne l’esposizione a rischio modificando temporaneamente le condizioni e/o l’orario di lavoro. Se tale modifica non è possibile, deve provvedere a spostare le lavoratrici ad altre mansioni. Se la lavoratrice non può essere spostata ad altre mansioni, la gestione del caso e l'adozione del provvedimento di interdizione dal lavoro saranno a carico degli Uffici Territoriali dell’Ispettorato Nazionale Lavoro.
  3. Lavoratrice non può essere spostata ad altre mansioni: Questa condizione si verifica quando, nonostante la valutazione del rischio da parte del datore di lavoro, non è possibile trovare una mansione alternativa che non sia pregiudizievole alla salute della lavoratrice in stato di gravidanza.

Fortunatamente, in tutte queste situazioni, il sistema previdenziale italiano offre alle mamme lavoratrici la possibilità di chiedere l'attuazione della misura della maternità anticipata. Non bisogna dimenticare che a volte ci possono essere condizioni stressanti sul lavoro o problemi familiari che impediscono alla donna di vivere serenamente il periodo della gravidanza o i mesi immediatamente successivi al parto, come ad esempio i casi di burnout genitoriale o condizioni che mettono in crisi il neopapà o la neomamma. Sebbene queste non siano dirette cause di maternità a rischio come definite dalla legge, il sistema si adatta per supportare la futura madre nel suo complesso.

MATERNITA' ANTICIPATA #maternità #maternitàanticipata

Le Principali Cause di una Gravidanza a Rischio

Sono molti i fattori coinvolti nella definizione di una gravidanza a rischio, alcuni prevenibili, altri, invece, da gestire in modo accurato. È importante, quindi, che le donne incinte informino il proprio medico su qualsiasi fattore che possa minacciare la gravidanza in modo che possano essere fornite le cure e l’assistenza adeguata. Vediamo nel dettaglio quali sono le principali cause di una gravidanza a rischio:

  • Età avanzata della futura mamma: Le donne con più di 35 anni hanno maggiori probabilità di sviluppare complicanze durante la gravidanza, come ad esempio il diabete gestazionale, l’ipertensione, il parto prematuro o alcune malattie congenite, come la sindrome di Down o la spina bifida. Rispetto al passato, questo riferimento anagrafico è decisamente meno problematico, poiché sempre più donne giungono alla prima gravidanza a questa età, o anche dopo, ma con le giuste precauzioni è possibile ridurre sensibilmente il rischio.
  • Problemi di salute pregressi: Le donne con problemi di salute pregressi, in particolare il diabete, l’ipertensione, la trombosi, la depressione o l’obesità, hanno maggiori probabilità di sviluppare complicanze durante la gravidanza. Per questo motivo è importantissimo comunicare al ginecologo la propria condizione e seguire pedissequamente le terapie in atto per il trattamento delle stesse, magari con delle variazioni necessarie per non minacciare la salute del feto.
  • Gravidanza multipla: Le gravidanze multiple (gemelli, trigemini, ecc.) sono a maggior rischio di complicazioni come l’aborto spontaneo, il parto prematuro o la crescita rallentata dei feti.
  • Storia di complicanze in gravidanze precedenti: Le donne che hanno avuto problemi in gravidanze precedenti, come ad esempio la preeclampsia, il parto prematuro o la crescita rallentata del feto, hanno maggiori probabilità di svilupparli anche in gravidanze successive.
  • Stile di vita poco salutare: Le donne che fumano, bevono alcolici, assumono droghe o seguono diete poco salutari hanno maggiori probabilità di incorrere in una condizione di gravidanza a rischio, come la sindrome fetoalcolica. Come si può leggere, insomma, alcuni fattori sono frutto di uno stile di vita poco sano, che può e deve essere modificato al fine di garantire la salute della donna e del bambino.
  • Patologie della gravidanza in corso: Alcune complicanze che possono insorgere durante la gravidanza, come ad esempio la placenta previa, la placenta accreta o la rottura prematura delle membrane, possono aumentare il rischio.
  • Infezioni: Alcune infezioni, come ad esempio la toxoplasmosi, la listeriosi o la citomegalovirus, possono aumentare il rischio di complicanze durante la gravidanza. Per questo motivo è importante eseguire il Pap Test nella fase iniziale della gestazione. Altri fattori, invece, vanno gestiti affidandosi alle cure di medici specialisti.

Quali Sono i Sintomi di una Gravidanza a Rischio?

I sintomi di una gravidanza a rischio possono variare a seconda delle cause che la minacciano; tuttavia, è possibile prestare particolare attenzione ad alcuni segnali che potrebbero indicare la presenza di complicanze durante la gravidanza. È importante che le donne incinte conoscano i sintomi di una gravidanza a rischio e che informino il loro medico se notano qualunque cambiamento nel loro stato di salute. Un monitoraggio regolare da parte del medico può aiutare a individuare precocemente eventuali complicanze e ad affrontarle in modo tempestivo. I principali sintomi sono i seguenti:

  • Pressione alta: È un sintomo comune di preeclampsia, una complicanza della gravidanza che può essere pericolosa per la salute della madre e del feto.
  • Sanguinamento vaginale: Può essere un segno di diverse complicanze della gravidanza, come ad esempio la rottura prematura delle membrane o la placenta previa.
  • Contrazioni dolorose: Possono essere un segno di un parto prematuro o di una placenta che si stacca prima del termine della gravidanza.
  • Movimenti fetali ridotti: Possono indicare una crescita rallentata del feto o una sofferenza fetale.
  • Dolore addominale o pelvico: Può essere un segno di diverse complicanze, come ad esempio la rottura o la torsione di un’ovaia o una gravidanza extrauterina.
  • Infezioni: La febbre alta, la diarrea, la nausea o il vomito possono essere un segno di infezioni come la listeriosi o la toxoplasmosi.

Donna in gravidanza che si sente male o ha sintomi anomali

Durata della Maternità Anticipata

La durata della maternità anticipata dipende dal motivo per cui viene richiesta. La lavoratrice madre deve immediatamente comunicare lo stato di gravidanza al suo datore di lavoro, il quale ha l'obbligo di constatare la compatibilità della mansione lavorativa assegnata con le condizioni di salute della donna. In caso di un'attività professionale considerata rischiosa, il datore di lavoro deve garantire una mansione alternativa che non sia pregiudizievole alla salute della lavoratrice in stato di gravidanza. Nell'impossibilità di garantire tale posizione, l'Ispettorato del Lavoro dispone la maternità anticipata per tutta la durata del periodo di gravidanza. Quando l'astensione anticipata è disposta dall'ASL, il provvedimento decorre a partire dalla data del rilascio del certificato medico. Nel caso di condizioni di lavoro rischiose, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può disporre la maternità anticipata immediata.

È inoltre opportuno sapere che durante la maternità anticipata, la gestante non è soggetta a visita medica fiscale e può uscire liberamente. Tuttavia, deve presentare la domanda per la maternità obbligatoria alla metà del 7° mese di gestazione. Se le condizioni di lavoro rimangono pregiudizievoli e non è possibile un trasferimento di mansioni, gli ispettorati possono adottare un provvedimento di interdizione posticipata fino a 7 mesi dopo il parto.

Stipendio e Indennità nel Congedo di Maternità Anticipata

L'interdizione anticipata dal lavoro garantisce una paga pari all'80% dello stipendio, come avviene per l'astensione obbligatoria. A seconda dei casi, questo importo è versato direttamente alla lavoratrice o tramite il datore di lavoro. Durante il periodo di astensione anticipata, la lavoratrice mantiene il diritto a tutti i benefici e contributi sociali previsti dal suo contratto di lavoro.

La gestione delle richieste di maternità anticipata è a carico dell'INPS. È possibile presentare la domanda direttamente all'INPS oppure tramite il proprio datore di lavoro. Può richiederla anche chi svolge lavori occasionali, con contratto a progetto, libere professioniste o dipendenti con contratto part-time. L'INPS paga l'indennizzo a partire dalle date indicate nei rispettivi provvedimenti.

Maternità Anticipata per Lavoro a Rischio: A Chi Spetta

Con il messaggio n. 572 del 7 febbraio 2023, l'INPS ha comunicato che la maternità anticipata per lavoro a rischio è estesa a tutte le donne lavoratrici, sia con contratti di lavoro dipendente che libere professioniste. Tra le categorie di lavoratrici che possono ottenere l'indennità per interdizione anticipata ci sono artigiane, commercianti, coltivatrici dirette o imprenditrici agricole, impiegate nella pesca marittima.

I datori di lavoro devono valutare preventivamente i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere e in allattamento al fine di individuare quelle lavorazioni o mansioni particolari a cui non devono essere adibite le lavoratrici gestanti o puerpere, nonché i processi o le condizioni di lavoro, individuando le misure di prevenzione o protezione da adottare.

Tra i lavori considerati a rischio per la gravidanza rientrano:

  • attività e mansioni che espongono alla silicosi e all’asbestosi;
  • uso di scale o impalcature;
  • manovalanza faticosa oppure mansioni che costringono ad assumere posizioni affaticanti;
  • utilizzo di macchinari mossi a pedale o scuotenti;
  • ambienti a contatto con malattie infettive, sostanze tossiche o nocive;
  • mondatura del riso;
  • qualsiasi lavoro che si svolge a bordo di un veicolo in movimento come aerei, navi, treni, autobus.

Lista di lavori a rischio per la gravidanza

Come Richiedere la Maternità Anticipata per Gravidanza a Rischio: Documenti e Procedura

La lavoratrice in attesa di un figlio, con problemi di salute legati all'evoluzione della gravidanza, può chiedere l'astensione dal lavoro anticipata o interdizione dal lavoro. Il percorso da seguire è lo stesso, sia per la lavoratrice dipendente da impresa privata sia per la dipendente da Ente pubblico. Per richiedere l’interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio, l’interessata, o un suo delegato, deve presentare l’istanza corredata dai documenti necessari.

Certificato Medico

Il primo e fondamentale documento è il certificato medico rilasciato da uno specialista in ginecologia. Questo certificato deve contenere le seguenti informazioni:

  • generalità della lavoratrice;
  • stato di gravidanza;
  • mese di gestazione alla data della visita;
  • data presunta del parto;
  • gravi complicanze della gestazione o le preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • prognosi.

Per il rilascio del certificato che attesta la gravidanza a rischio, la donna può rivolgersi a un ginecologo del Servizio Sanitario Regionale (ad esempio il ginecologo del Consultorio familiare o di altra struttura dell'Azienda sanitaria) o a un ginecologo libero professionista. Il certificato dello specialista deve riportare la diagnosi, la richiesta di astensione anticipata dal lavoro, il timbro e la firma del medico certificatore. Il certificato rilasciato dal ginecologo dell’ASL ha una validità per tutta la durata della gravidanza, mentre quello del medico privato vale solo 30 giorni.

Se il certificato di gravidanza a rischio viene rilasciato da un ginecologo privato, la donna ha un periodo di tempo limitato entro il quale fare la richiesta di visita medica ginecologica presso una struttura pubblica del SSN. In tal caso, è necessario far confermare la diagnosi da un medico del SSN, rivolgendosi alla propria ASL di competenza. Per sapere dove andare per avere il certificato di gravidanza a rischio o per l'accertamento, la lavoratrice deve consultare le indicazioni specifiche della propria Azienda Usl. Se la gestante è seguita presso un consultorio, è sufficiente rivolgersi al personale per l’appuntamento per la certificazione.

Modalità di Presentazione della Domanda

La domanda di maternità anticipata per gravidanza a rischio può essere presentata con diverse modalità:

  1. Via web, tramite il Modulo Elettronico BART (Birth-risk Abstention Request Template): La domanda può essere presentata compilando il modulo online. È necessario allegare il documento di identità e il certificato medico in formato digitale pdf o jpg leggibili (sono accettate anche foto fatte con il cellulare). È fondamentale verificare l'esattezza dei dati prima di inviare la domanda. Per richiedere la maternità anticipata all'INPS, è necessario compilare il modulo apposito in via telematica accedendo al portale online dell'INPS con le proprie credenziali (SPID, CNS o CIE). Il modulo richiede informazioni dettagliate sulla lavoratrice, sul suo datore di lavoro, sulla gravidanza e sulle ragioni della richiesta di maternità anticipata.
  2. Di persona presso gli Sportelli URP preposti e presenti sul Territorio dell’AUSL: La domanda può essere presentata direttamente presso uno degli sportelli URP preposti sul territorio aziendale. Occorre portare un documento di riconoscimento e il certificato medico originale. Dopo la presentazione, viene rilasciata ricevuta dall'operatore URP. Occorre recarsi con il relativo certificato del ginecologo privato presso uno sportello CUP per compilare la domanda di maternità anticipata per gravidanza a rischio.
  3. Tramite Call Center: Chiamando il numero 803164 (gratuito da rete fissa) oppure 06164164 (da rete mobile a pagamento).
  4. Di persona presso gli uffici dell'INPS o tramite un patronato.

Per presentare la richiesta di astensione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio è necessario avere la residenza o il domicilio sanitario presso la ASL di riferimento. Dopo la compilazione della domanda presso lo sportello CUP, gli operatori dello sportello rilasceranno una ricevuta di avvenuta ricezione della domanda che la gestante dovrà inoltrare al datore di lavoro. Allo stesso tempo, l’operatore CUP effettuerà per la signora una prenotazione CUP presso un consultorio per la convalida del certificato privato. La richiesta sarà presa in carico dal personale incaricato per l'emissione del provvedimento di astensione.

Aspetti da Ricordare Dopo la Presentazione della Domanda

La ricevuta della domanda è valevole quale giustificativo per l'assenza dal lavoro, in attesa del provvedimento definitivo. Tale ricevuta dovrà essere inviata al datore di lavoro a cura della lavoratrice, ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. n. 1026/1976. Verificare che il datore di lavoro abbia ricevuto il provvedimento è responsabilità della lavoratrice. Nel periodo intercorrente tra la domanda e la ricezione del provvedimento definitivo, la lavoratrice è soggetta a reperibilità fiscale eventualmente richiesta a discrezione dal datore di lavoro.

Dal 5 novembre 2012 la richiesta di "interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio" va presentata all'Azienda Usl e non più alla Direzione territoriale del lavoro per le motivazioni di salute. Tuttavia, per le condizioni di lavoro rischiose, la Direzione territoriale del lavoro (oggi Ispettorato Nazionale del Lavoro) rimane l'ente di riferimento. Quando la domanda è gestita dalla Direzione territoriale del lavoro di competenza, essa dovrà rispondere entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione; trascorsi i quali la richiesta è accettata in modo implicito (silenzio-assenso). Nel caso in cui la richiesta venga respinta, è necessario comunicare i motivi alla lavoratrice.

Cosa Dire al Ginecologo e Cosa Fare se Rifiuta

Se le condizioni mediche della donna in gravidanza mettono a rischio la salute della donna o del feto e se il tipo di lavoro che si svolge è troppo faticoso oppure insalubre, è fondamentale parlarne con il proprio ginecologo. Al ginecologo bisognerà spiegare i sintomi, le preoccupazioni e il tipo di lavoro svolto.

In alcuni casi il ginecologo potrebbe rifiutarsi di rilasciare il certificato non riconoscendo validi motivi per richiedere l'astensione anticipata dal lavoro. In queste situazioni è possibile chiedere un secondo parere ad un altro medico o rivolgersi direttamente all'INPS per avere ulteriori informazioni sulle condizioni che giustificano la maternità anticipata.

L'Importanza del Sostegno Psicologico per Affrontare la Maternità

Affrontare la maternità e la paternità è un'esperienza emozionante che talvolta può provocare stress e preoccupazioni. Il periodo di sospensione del lavoro può essere utile non solo per tutelare la salute della donna e del nascituro ma anche per prepararsi psicologicamente a diventare neogenitori e intraprendere il percorso della genitorialità. Esistono servizi di supporto psicologico per le future mamme e papà attraverso sessioni di consulenza con professionisti esperti, che possono fornire un valido aiuto in questo percorso così significativo.

tags: #documenti #per #maternita #a #rischio