Il Test del DNA Fetale su Sangue Materno: Una Rivoluzione Nello Screening Prenatale Non Invasivo

La gravidanza è un momento speciale, un periodo di attesa e di grandi aspettative per i futuri genitori. Durante questi nove mesi, il tuo benessere, insieme a quello del tuo bambino, è la nostra priorità. La medicina moderna ha fatto passi da gigante nel campo della diagnosi prenatale, offrendo strumenti sempre più precisi e sicuri per monitorare la salute del feto. Tra questi, il test del DNA fetale su sangue materno rappresenta una delle innovazioni più significative. Offriamo uno screening prenatale sicuro, affidabile e completo, che riduce al minimo i rischi associati ai metodi tradizionali, fornendo informazioni preziose sulla salute del feto a partire dalla 10ª settimana di gravidanza. Questo progresso tecnologico ha trasformato l'approccio alla valutazione del rischio di anomalie genetiche, rendendo l'intero processo più accessibile e meno invasivo per la gestante.

Che Cos'è il Test del DNA Fetale Non Invasivo (NIPT)?

Il test del DNA fetale, noto anche come NIPT (Non Invasive Prenatal Test), è un esame di screening prenatale non invasivo che si esegue in gravidanza. Si tratta di una metodica che, negli ultimi anni, è diventata sempre più diffusa, soprattutto perché, come detto, non è invasiva né rischiosa. Il NIPT (Non invasive Prenatal Test), noto anche come “test del DNA fetale”, è un’indagine non invasiva, a rischio zero per la gestante e per il feto. Attraverso un semplice prelievo di sangue materno, il test rileva precocemente il rischio di anomalie genetiche come la Sindrome di Down, la trisomia 18 e altre condizioni causate da alterazioni del DNA o dei cromosomi. Questo significa che, senza dover ricorrere a procedure invasive che comportano un rischio seppur minimo per la gravidanza, è possibile ottenere informazioni cruciali sulla costituzione genetica del nascituro.

Il test del DNA fetale (NIPT) è uno screening prenatale non invasivo che analizza frammenti di DNA del feto presenti nel sangue materno. Si basa sulla ricerca e l’analisi del DNA estratto dalle cellule del feto circolanti nel sangue materno. In alcuni casi, il NIPT può anche individuare malformazioni congenite, disturbi cardiaci o altre problematiche che possono richiedere interventi immediati dopo la nascita, sebbene sia fondamentale ribadire che la sua principale applicazione rimane lo screening delle aneuploidie cromosomiche. Il test prenatale del DNA fetale cerca di ottenere le stesse informazioni delle classiche tecniche invasive quali l'amniocentesi o il prelievo dei villi coriali, ma da una fonte di DNA innocua per il feto. Ciò rappresenta un vantaggio inestimabile, poiché elimina i rischi procedurali associati alle tecniche invasive, offrendo ai genitori una maggiore tranquillità durante un periodo già delicato.

DNA fetale nel sangue materno

Come Funziona il NIPT: La Scienza Dietro il DNA Fetale Libero (cffDNA)

Negli ultimi vent’anni la diagnosi prenatale ha vissuto una vera rivoluzione grazie alla scoperta del DNA fetale libero (cffDNA) nel sangue materno. Questa scoperta ha aperto nuove frontiere nello screening prenatale, rendendo possibile l'analisi del genoma fetale senza alcuna interazione diretta con il feto stesso. La scoperta del cffDNA risale al 1997, quando un gruppo di ricercatori guidato da Dennis Lo pubblicò su The Lancet l’evidenza della presenza di DNA fetale nel plasma materno. Da quel momento, la ricerca e lo sviluppo in questo campo sono progrediti rapidamente, portando alla diffusione dei test NIPT come li conosciamo oggi.

Per comprendere davvero il valore clinico del DNA fetale libero (cffDNA) nei test prenatali non invasivi, è importante chiarirne l’origine biologica, il comportamento nel circolo materno e i fattori che ne influenzano l’analisi. Il cffDNA non è “cellule fetali” complete, ma frammenti di materiale genetico che si mescolano al DNA materno nel plasma sanguigno. Questi frammenti vengono rilasciati dalla placenta nel flusso sanguigno della madre. La sua quantità, la provenienza e la proporzione rispetto al DNA materno (un parametro noto come fetal fraction) rappresentano elementi chiave per l’affidabilità e l’interpretazione del test. Una "frazione fetale" sufficiente è infatti indispensabile per un'analisi accurata. Comprendere questi aspetti aiuta futuri genitori e professionisti sanitari a inquadrare correttamente il funzionamento del NIPT e i suoi limiti biologici.

Durante la gravidanza alcuni frammenti di DNA del feto e della placenta circolano nel sangue materno. Il DNA fetale è rilevabile sin dalla quinta settimana di gestazione, la sua concentrazione aumenta nelle settimane successive e scompare dopo il parto. Questa caratteristica rende il NIPT un test applicabile precocemente, permettendo di ottenere informazioni cruciali già nel primo trimestre di gravidanza. La quantità di DNA fetale idonea per eseguire il test è riscontrabile dalla decima settimana di gravidanza in avanti.

Il test si esegue mediante il prelievo di un campione ematico (generalmente 10 cc di sangue periferico) della gravida da cui viene isolato il DNA fetale presente nel circolo materno che viene sequenziato al fine di determinare la presenza di eventuali anomalie dei cromosomi. È sufficiente un semplice prelievo di sangue venoso, esattamente come per un emocromo, il che sottolinea la non invasività e la sicurezza della procedura. Il test si basa su un normale prelievo di sangue materno e consente di misurare, per ogni cromosoma, le quantità di specifiche sequenze di DNA attraverso tecnologie di sequenziamento dette NGS (Next Generation Sequencing). La maggior parte dei NIPT si basa sulla sofisticata tecnica NGS (Next Generation Sequencing), l'insieme delle tecnologie di sequenziamento degli acidi nucleici che hanno in comune la capacità di sequenziare, in parallelo, milioni di frammenti di DNA. Questo approccio ad alto rendimento consente di analizzare un'enorme quantità di informazioni genetiche in modo rapido ed efficiente. Lo stesso - per intenderci - di quello che si utilizza per la celebre biopsia liquida per alcune forme tumorali, il che evidenzia la complessità e l'avanguardia tecnologica alla base di questi test. La risposta viene fornita in 8-10 giorni lavorativi, permettendo tempi rapidi per l'ottenimento dei risultati.

NIPT - Test del DNA fetale - Dott. Sergio Carlucci

Quali Anomalie Rileva il Test del DNA Fetale?

Ogni individuo possiede normalmente 46 cromosomi, organizzati in 23 coppie. Gli esseri umani abbiamo due copie di ogni cromosoma, una ereditata da nostro padre e una da nostra madre. Il test del DNA fetale ci permette di verificare se c'è un numero anormale di cromosomi (aneuploidia) nel feto. Le aneuploidie sono alterazioni nel numero di cromosomi, come la presenza di una copia extra (trisomia) o la mancanza di una copia (monosomia). L'analisi di questo DNA permette di rilevare le principali alterazioni cromosomiche del feto durante la gravidanza.

Il test Prenatalsafe® è il più completo esame genetico non invasivo di screening prenatale, che analizza il DNA fetale estratto da un campione di sangue materno. Grazie al test è possibile individuare le anomalie cromosomiche più comuni: la trisomia 21 (Sindrome di Down), la trisomia 18 (Sindrome di Edwards) e la trisomia 13 (Sindrome di Patau). Queste tre trisomie rappresentano le anomalie cromosomiche numeriche più frequentemente riscontrate in gravidanza e sono quelle per le quali il NIPT ha dimostrato la maggiore accuratezza. Per valutare, ad esempio, il rischio di sindrome di Down, caratterizzata da un cromosoma 21 in eccesso, si esaminano le sequenze di DNA fetale del cromosoma 21, si confronta il rapporto tra i frammenti cromosomici attesi in una gravidanza senza anomalie cromosomiche e quelli effettivamente rilevati nel sangue della madre sottoposta a esame.

Disponibile in diversi livelli di approfondimento, come vedremo più avanti, Prenatalsafe® consente di individuare in modo precoce eventuali anomalie cromosomiche del feto durante la gestazione, inclusi i disturbi causati da alterazioni nella struttura dei cromosomi o nel numero (aneuploidie). Le analisi del DNA Fetale Prenatalsafe® forniscono un quadro informativo estremamente completo e dettagliato per il tuo bambino, già a partire dalla 10ª settimana di gravidanza.

Oltre alle aneuploidie più comuni, le versioni più avanzate del NIPT possono rilevare anche altre condizioni. Il test prevede anche l’opzione di un approfondimento diagnostico di secondo livello, che consente di individuare la presenza nel feto di alterazioni cromosomiche strutturali ed alcune comuni sindromi da microdelezione/microduplicazione (S. di Di George, S. cri-du-chat, etc.). Queste microdelezioni o microduplicazioni sono piccole alterazioni cromosomiche che possono avere conseguenze significative sullo sviluppo fetale. L'analisi può estendersi alla valutazione delle aneuploidie in tutti i 24 cromosomi e alla presenza di delezioni e duplicazioni con dimensioni superiori a 7 Mb, offrendo un'ampia panoramica del cariotipo fetale.

Cromosomi umani

Vantaggi e Sicurezza del NIPT

Il test del DNA fetale su sangue materno offre numerosi vantaggi che lo rendono una scelta preferenziale per molte future mamme. I vantaggi dell’esame del DNA fetale e le motivazioni per cui farlo possono variare da una persona all’altra, ma in generale l’obiettivo dei test prenatali è fornire informazioni cruciali sulla salute del feto e aiutare i genitori a prendere scelte consapevoli sulla gravidanza.

Tra i principali vantaggi, molte future mamme scelgono di eseguire il test per diverse ragioni, tra cui:

  • Valutare la salute del feto, identificando potenziali problemi prima della nascita. Questa conoscenza precoce può preparare i genitori e l'equipe medica a eventuali necessità future.
  • Pianificare al meglio la nascita, permettendo a genitori e medici di conoscere eventuali condizioni del feto organizzando cure e opzioni di trattamento necessarie. Questo include la possibilità di programmare il parto in centri specializzati se il bambino dovesse richiedere attenzioni mediche immediate.
  • Sentirsi rassicurate, poiché un test prenatale con esito regolare può ridurre l’ansia durante la gravidanza, offrendo una maggiore serenità per entrambi i genitori. Un risultato negativo per le principali aneuploidie può alleviare preoccupazioni significative.
  • Prendere decisioni informate, in quanto i risultati del test possono influenzare decisioni importanti per la gravidanza, inclusa l’interruzione in caso di anomalie gravi. È fondamentale che tali decisioni siano prese con il supporto di una consulenza genetica adeguata.

In qualità di test non invasivi, gli esami Prenatalsafe® riducono drasticamente i rischi di aborto associati a tecniche come l’amniocentesi e la villocentesi. Questo aspetto di sicurezza è cruciale, in quanto il test del DNA fetale, lo ribadiamo nuovamente, non è rischioso e in nessun modo pericoloso per la gravidanza. Per effettuarlo è sufficiente un semplice prelievo di sangue venoso, rendendolo un'opzione molto più sicura rispetto alle procedure diagnostiche invasive.

Il NIPT è anche caratterizzato da un'elevata affidabilità. Con un’affidabilità del 99,9%, le analisi Prenatalsafe® rilevano anomalie con quantità minime di DNA fetale nel sangue, superando le capacità di altri test di screening prenatale tradizionali. La risposta è estremamente affidabile, in quanto ha un’attendibilità superiore al 99% nel rilevare le Trisomie 21, 18 e 13, e del 95% per rilevare la monosomia X con percentuali di falsi positivi inferiori allo 0,1%. Questo alto livello di precisione lo rende uno strumento estremamente efficace nello screening. Inoltre, il test prevede la determinazione del sesso fetale, informazione aggiuntiva gradita alla paziente ed utile alla gestione di eventuali malattie genetiche legate al sesso. I risultati di questi test sul genoma fetale sono semplici da interpretare: l’esame sarà positivo o negativo, per una risposta immediata ed evidente.

Quando e Per Chi è Consigliato il Test del DNA Fetale?

Il test di screening prenatale per il genoma fetale può essere eseguito già a partire dalla 10ª settimana di gravidanza. Da quel momento, è infatti possibile estrarre il DNA del nascituro direttamente dal sangue materno, che entra in contatto con la placenta, raggiungendo una concentrazione sufficiente per l'analisi. Il NIPT si esegue idealmente tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza, compatibilmente con le linee guida regionali. Se eseguito troppo precocemente, la frazione di DNA fetale nel sangue materno potrebbe essere insufficiente per l’analisi affidabile, rendendo necessario un nuovo prelievo.

Il test di screening del DNA fetale è consigliato a tutte le donne in gravidanza, ma è particolarmente indicato in presenza di fattori di rischio da entrambi i genitori. Sebbene il NIPT sia un'opzione valida per tutte le gravidanze, la sua utilità è amplificata in situazioni specifiche, tra cui:

  • Situazioni di gravidanza a rischio come obesità, diabete o patologie metaboliche, che possono aumentare la probabilità di complicanze.
  • Età materna superiore ai 35 anni e/o età paterna superiore ai 40 anni, poiché l'età avanzata è un fattore di rischio noto per alcune anomalie cromosomiche.
  • Storia familiare di malattie genetiche, sindromi cromosomiche o disturbi dello sviluppo, che suggerisce una potenziale predisposizione genetica.
  • Precedenti gravidanze con diagnosi di cromosomopatie e anomalie genetiche, indicando un rischio aumentato per le gravidanze successive.
  • Precedenti aborti o complicanze durante la gravidanza, che possono motivare una maggiore attenzione allo screening.
  • Gravidanze ottenute tramite fecondazione assistita, per le quali è spesso raccomandato un monitoraggio più approfondito.

Questa tecnica è, al momento, indicata anche in: gravidanze singole nelle quali è sconsigliabile la diagnosi prenatale invasiva (come in caso di elevato rischio di aborto spontaneo o gravidanze derivanti da fecondazione assistita), positività ai test di screening del primo o secondo trimestre (come il bi-test o il tri-test), pazienti considerate comunque ad alto rischio, pazienti che richiedono un’attendibilità maggiore rispetto al test di screening del primo trimestre (99% per la S. di Down contro il 90%). D'altra parte, non è invece, al momento, da suggerire in prima istanza in donne a basso rischio o in gravidanze gemellari (insufficiente validazione scientifica per le gravidanze multiple in tutti i contesti, sebbene la ricerca sia in continua evoluzione). Per le gravidanze a basso rischio, il NIPT è spesso considerato il test d’elezione in quanto offre un'elevata sensibilità con un approccio non invasivo, pur rimanendo uno screening.

Tabella di rischio età materna per trisomie

Livelli di Approfondimento: I Pacchetti di Screening Prenatale

La scelta del test prenatale dipende dalle esigenze specifiche della tua gravidanza. Il panorama dei test NIPT è oggi molto vario e personalizzabile. Nei nostri punti prelievo Butterfly, puoi scegliere tra tutte le 9 opzioni della gamma completa di NIPT test Prenatalsafe®. Ogni esame offre diversi livelli di approfondimento per lo screening prenatale, rispondendo alle esigenze specifiche della tua gravidanza e consentendo una selezione mirata in base alle indicazioni cliniche e alle preferenze personali. Il tuo medico di riferimento può aiutarti a scegliere il test più adatto, fornendo una consulenza personalizzata sulla base della tua anamnesi e dei fattori di rischio.

Di seguito, una panoramica dei diversi pacchetti disponibili, con le relative caratteristiche e il tipo di anomalie che possono rilevare:

  • Prenatalsafe® 3: Questo livello di test valuta le aneuploidie dei cromosomi nr. 21 (Sindrome di Down), nr. 18 (Sindrome di Edwards), nr. 13 (Sindrome di Patau) e offre la possibilità di determinare il sesso fetale. È il livello base, focalizzato sulle trisomie più comuni. Costo: € 430,00.
  • Prenatalsafe® 5: Oltre alle aneuploidie dei cromosomi nr. 21 (Sindrome di Down), nr. 18 (Sindrome di Edwards) e nr. 13 (Sindrome di Patau), include lo screening dei cromosomi sessuali (X e Y) e la possibilità di determinare il sesso fetale. Questo aggiunge la rilevazione di condizioni come la Sindrome di Turner (monosomia X) o la Sindrome di Klinefelter (XXY). Costo: € 500,00.
  • Prenatalsafe® 5 DiGeorge: Analizza le aneuploidie dei cromosomi nr. 21 (Sindrome di Down), nr. 18 (Sindrome di Edwards), nr. 13 (Sindrome di Patau) e dei cromosomi sessuali, integrando il test per la microdelezione del cromosoma nr. 22 (Sindrome di DiGeorge). La Sindrome di DiGeorge è una microdelezione che può causare problemi cardiaci, immunitari e dello sviluppo. Costo: € 635,00.
  • Prenatalsafe® Plus: Comprende tutto ciò che offre il test Prenatalsafe® 5, con l’aggiunta della trisomia dei cromosomi nr. 9 e nr. 16, assieme alla rilevazione di 6 tra le più comuni sindromi da microdelezione. Questo pacchetto amplia lo screening a trisomie meno comuni ma clinicamente rilevanti e a un pannello più esteso di microdelezioni. Costo: € 700,00.
  • Prenatalsafe® Karyo: Questo test esamina eventuali aneuploidie ed alterazioni strutturali a carico di ogni cromosoma fetale, inclusi segmenti di delezioni e duplicazioni. Fornisce un'analisi più completa, simile a un cariotipo fetale ma da sangue materno. Costo: € 850,00.
  • Prenatalsafe® Karyo Plus: Estende le capacità del test Prenatalsafe® Karyo sul genoma fetale con lo studio di 9 tra le più comuni sindromi da microdelezione. Questo offre il massimo livello di dettaglio per le anomalie strutturali e le microdelezioni. Costo: € 900,00.
  • Prenatalsafe® Complete: È considerato uno dei test prenatali più avanzati in commercio: analizza il DNA fetale libero nel sangue materno, permettendo lo screening del cariotipo fetale e delle principali malattie genetiche. Questo pacchetto si avvicina a un'analisi genomica più ampia. Costo: € 1.150,00.
  • Prenatalsafe® Complete Plus: Aggiunge al test del DNA fetale Prenatalsafe® Complete l’analisi di 9 sindromi da microdelezione, per una diagnosi ancora più approfondita. Offre un livello di dettaglio elevatissimo nello screening. Costo: € 1.250,00.
  • Prenatalsafe® Full Risk: Questo è il pacchetto più completo: oltre ai vantaggi del Prenatalsafe® Complete Plus, include Genescreen® focus, un test di screening per entrambi i genitori che identifica mutazioni legate a malattie ereditarie recessive, potenzialmente trasmissibili. Questo approccio integrato considera anche il rischio genitoriale di trasmettere malattie recessive. Costo: € 1.400,00.

Il prezzo del test del DNA fetale varia in base alla completezza richiesta in sede di consulenza, riflettendo la complessità e l'ampiezza dell'analisi genetica eseguita. Un'altra opzione è FetalDNATOTALSCREEN, che integra analisi sul feto e analisi sulla gestante per una gravidanza serena, arrivando ad analizzare +900 geni della coppia associati a +1300 malattie. Si stima che ognuno di noi è inconsapevolmente, perché asintomatico, portatore sano di almeno 100 malattie. Quando entrambi i genitori sono portatori sani dello stesso gene, anche per mutazioni diverse, rischiano di avere un bimbo affetto nel 25% dei casi. Questa tipologia di screening di coppia offre una prospettiva ancora più ampia sulla salute genetica della futura famiglia.

Tavola comparativa test NIPT

NIPT: Screening, Non Diagnosi Definitiva - Limiti e Necessità di Approfondimenti

È fondamentale comprendere che, nonostante l'elevata accuratezza, il test del DNA fetale (NIPT) è uno screening, non una diagnosi certa. Indica una probabilità che il feto presenti anomalie cromosomiche (es. trisomie), ma non può confermare definitivamente la presenza o meno di una malattia genetica. Questa distinzione è cruciale per la corretta interpretazione dei risultati e per la gestione della gravidanza.

Il NIPT ha sensibilità e specificità molto elevate per le trisomie più frequenti (es. Trisomia 21), ma non è infallibile. Infatti si possono avere dei falsi positivi (il test segnala un’anomalia che non c’è) o falsi negativi (il test non la rileva). Un risultato negativo del test del DNA fetale, infatti, non può escludere al 100% la presenza di anomalie anche minime. Così, se è positivo, esiste almeno un 5% di feti che non hanno in realtà alcuna anomalia. Un esito positivo del test del DNA fetale richiede quindi necessariamente il ricorso a procedure strumentali invasive, che hanno l’obiettivo di confermare il risultato o escluderlo in maniera più attendibile. Tali procedure includono l'amniocentesi o la villocentesi.

Come per tutti i test genetici esistono dei limiti biologici. Questi possono essere rappresentati da un eventuale mosaicismo cromosomico materno, e che questo possa in qualche modo alterare i risultati del test. Un mosaicismo è la presenza di due o più linee cellulari geneticamente distinte in un individuo. Questo è vero soprattutto relativamente alle anomalie cromosomiche sessuali, come la monosomia del cromosoma X. Possono tuttavia presentarsi anche ulteriori situazioni particolari che dobbiamo, come genetisti, sempre prevedere, e che possono influenzare l'accuratezza del test.

I dati in letteratura indicano che uno dei limiti della metodica è rappresentato dalla presenza di mosaicismi a bassa percentuale e dalla possibilità che la quantità di DNA fetale circolante non sia sufficiente ad ottenere un risultato. Ciò accade dall’1 al 5% delle gravidanze e soprattutto nelle donne obese ed afro-caraibiche, rendendo necessario un nuovo prelievo o, in rari casi, l'impossibilità di eseguire il test con successo.

Mentre sappiamo che il NIPT è estremamente sensibile sulle anomalie dei cromosomi 13, 18, 21, X e Y, non è così sensibile per moltissime altre condizioni. Questo esame inoltre non fornisce informazioni su altre patologie cromosomiche diverse da quelle sopracitate (ad esempio le traslocazioni cromosomiche bilanciate o sbilanciate, che richiederebbero un'analisi più approfondita del cariotipo). Inoltre ci sono una serie di sindromi che vengono indagate, ma non sono compatibili con la vita. Questo significa che il feto affetto da tali patologie non sopravvivrebbe oltre il primo trimestre. Offrire un test ad ampissimo spettro senza spiegare adeguatamente alle famiglie la portata dello screening - chiosa Novelli - non ha alcun senso, sottolineando l'importanza di una consulenza genetica chiara e trasparente.

L'Importanza Cruciale della Consulenza Genetica

Data la complessità delle informazioni fornite dal NIPT e la sua natura di test di screening, l'importanza di una consulenza genetica approfondita non può essere sottovalutata. I risultati di un test del DNA fetale devono essere sempre accompagnati, prima e dopo l’esito, da un’accurata consulenza genetica e familiare, al fine di individuare eventuali fattori di rischio materni e paterni che possono incidere sullo sviluppo di anomalie cromosomiche. La consulenza pre-test permette ai futuri genitori di comprendere appieno cosa il test può e non può rilevare, quali sono i possibili esiti e cosa implicherebbero, fornendo un quadro realistico delle aspettative.

È molto più importante affidarsi a chi possa garantire una consulenza genetica eseguita da un genetista medico esperto, a prescindere dalla tipologia di NIPT offerto. La competenza del consulente genetico è essenziale per guidare i genitori attraverso le implicazioni di un risultato, sia esso positivo, negativo o dubbio. I centri che offrono il test dovrebbero essere in grado non solo di garantire competenze di bioinformatica eccellenti, necessarie per l'analisi dei dati genetici complessi, ma anche di saper eseguire una consulenza genetica efficace e sensibile. Fondamentale nella scelta del NIPT è il centro al quale rivolgersi. Pubblico o privato che sia, deve trattarsi di un centro di grande esperienza, che abbia la possibilità di effettuare il test contestualmente a un accertamento ecografico, e che possa offrire un’adeguata consulenza genetica sia in fase iniziale che, soprattutto, in caso di necessità di approfondimenti diagnostici ulteriori. Questa integrazione tra screening genetico, ecografia e consulenza è la chiave per un percorso prenatale completo e sicuro.

Quando eseguiamo questo tipo di test dobbiamo essere pronti a considerare il background materno. Se il test mi restituisce dei risultati positivi o dubbi è necessario considerare il background materno, ma potrebbe essere necessario un coinvolgimento dell’intero nucleo familiare ed è necessaria una competenza di genetica medica che oggettivamente non tutti possono offrire. La capacità di interpretare un risultato anomalo nel contesto della storia familiare e della salute della madre è cruciale per evitare ansie inutili o decisioni affrettate.

NIPT - Test del DNA fetale - Dott. Sergio Carlucci

NIPT nel Contesto Italiano: Accessibilità e Linee Guida

Il panorama del NIPT in Italia ha subito significative evoluzioni negli ultimi anni. Fino a una decina di anni fa eseguire il NIPT era difficile, e c’era ancora molta confusione in merito. I campioni venivano spediti in Cina, oppure negli USA, con conseguenti ritardi e costi elevati. Dal 2016 le Company allora monopoliste hanno venduto il proprio know-how (parliamo sostanzialmente di tech transfer) e oggi possiamo analizzare il DNA fetale in laboratori italiani, garantendo maggiore sicurezza e tempi di risposta più rapidi. Questo ha però permesso anche di personalizzare molto i test, offrendo un pannello di screening sempre più ampio, con una notevole spinta commerciale e creando una grande competizione tra i laboratori. Da un lato questo si è tradotto in un aumento dei volumi e un conseguente abbattimento dei costi - prosegue Novelli - dall’altro però si è creata una competizione tale per cui oggi qualsiasi laboratorio privato offre il NIPT con pannelli di screening differenti, rendendo la scelta più complessa per i futuri genitori.

Un elemento che ha storicamente limitato l'accesso al NIPT per alcune famiglie è il costo. Altro elemento che ne limita, almeno al momento attuale, l’uso è il costo elevato dovuto alla complessità dell’isolamento e dello studio del DNA fetale presente nel sangue materno. Tuttavia, la situazione sta cambiando rapidamente in Italia. È vero che alcune regioni italiane offrono gratuitamente il NIPT? Sì: a partire dal 1° luglio 2024, in alcune regioni (come Emilia-Romagna) il NIPT è offerto gratuitamente alle donne in gravidanza come parte del percorso nascita regionale. In generale, l’offerta gratuita e l’accessibilità possono variare secondo regione e condizioni (ad esempio, per gravidanze a rischio).

In un'ottica di maggiore equità e accesso, il NIPT su DNA fetale per il rilevamento delle principali trisomie (13, 18, 21, X e Y) è stato inserito nell’aggiornamento LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che ha ottenuto l’intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 23 ottobre 2025. Questo passo significativo promette di estendere l'accessibilità al test a livello nazionale, rendendolo un servizio garantito per un numero sempre maggiore di donne. Questo è un tema molto importante, perché, pur essendo un test di grande valore, non è ancora universalmente garantito dal nostro sistema sanitario nazionale in tutte le sue varianti e in tutte le regioni, sebbene la direzione sia quella di una sempre maggiore integrazione.

Le linee guida internazionali continuano a evolvere. Anche le più recenti linee guida internazionali (dell’American College of Medical Genetics) non raccomandano espressamente l’uno o l’altro test in termini di estensione del pannello, sottolineando che la scelta dovrebbe essere personalizzata e basata su una consulenza approfondita. L'importante è affidarsi a centri esperti che possano offrire non solo il test, ma anche l'indispensabile supporto interpretativo.

Laboratorio analisi genetiche

Integrazione con l'Ecografia e la Diagnosi Invasiva

È fondamentale ribadire che il NIPT, pur essendo uno strumento potente, non sostituisce altre tappe fondamentali del percorso prenatale. L’ecografia del primo trimestre rimane, comunque, un momento insostituibile del percorso della gravidanza ed integra questa analisi fornendoci ulteriori elementi di conoscenza. L'ecografia fornisce informazioni strutturali del feto che il NIPT non può rilevare, come malformazioni fisiche o anomalie di sviluppo. Infatti le gravidanze con riscontri ecografici suggestivi di patologie fetali dovrebbero essere studiate con altre indagini, quali lo studio del cariotipo fetale con villocentesi od amniocentesi. L'integrazione tra screening ecografico e NIPT offre una visione più completa e dettagliata della salute fetale.

L’utilizzo delle cellule fetali ottenute dal sangue materno per lo screening di anomalie genetiche e cromosomiche non deve essere proposto quale alternativa alla diagnosi prenatale invasiva che rimane, ad oggi, l’unico strumento per accertare il cariotipo fetale anche ai fini dell’eventuale interruzione della gravidanza. Le procedure invasive, come la villocentesi o l'amniocentesi, sono le sole a fornire una diagnosi definitiva delle anomalie cromosomiche mediante l'analisi diretta delle cellule fetali. Il NIPT, inoltre, per l'elevato costo in alcune delle sue forme più estese, non sostituisce lo screening combinato del primo trimestre, che rimane un'opzione accessibile e valida per la valutazione del rischio.

Si tratta comunque di un test di screening molto accurato per la ricerca delle trisomie 21, 18 e 13, ma non di una diagnosi di certezza. Si tratta, quindi, di un test di screening di seconda linea estremamente attendibile che consente di ridurre drasticamente il numero di procedure invasive ed il relativo rischio di aborto e che richiede, comunque, una attenta consulenza genetica e la diagnosi prenatale invasiva tramite villocentesi o amniocentesi per la conferma nei casi risultati positivi. La capacità del NIPT di ridurre il numero di amniocentesi e villocentesi inutili è uno dei suoi maggiori benefici, ma non elimina completamente la necessità di queste procedure in caso di esito positivo o sospetto. Centri che siano in grado, eventualmente, di accompagnare le gestanti anche qualora si renda necessaria una amniocentesi che può essere fatta solo a partire dalla quindicesima settimana di gestazione, e che richiede tempi lunghi (anche 15 giorni) per la refertazione, sono essenziali.

Scenari Futuri: NIPT e Patologie Monogeniche/Screening di Coppia

Un capitolo a parte merita l’applicazione del NIPT in caso di rischio noto di patologie monogeniche. Posto che abbiamo già chiarito che non si tratta del test d’elezione in questi casi, dato che il NIPT è e rimane un test di screening e che solo l'analisi invasiva (villo- o amniocentesi) può dare la certezza diagnostica, la ricerca è in continua evoluzione per esplorare nuove applicazioni del DNA fetale libero. Le opzioni più avanzate, come il pacchetto Prenatalsafe® Full Risk che include Genescreen® focus, iniziano ad affrontare lo screening per malattie genetiche più complesse.

Qui all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù seguiamo molte coppie portatrici sane o affette da patologie genetiche, che desiderano una gravidanza. Per alcune coppie è certamente possibile e sensato un percorso di PMA con PGT (procreazione medicalmente assistita con diagnosi preimpianto), ma non tutte le coppie lo desiderano e non per tutte le donne è possibile sottoporsi a queste procedure. In questi contesti, l'espansione delle capacità del NIPT o lo screening di coppia complementare possono offrire alternative preziose.

In effetti, la maggior parte delle persone non sanno di essere portatore sano di malattie genetiche. Si stima che ognuno di noi è inconsapevolmente, perché asintomatico, portatore sano di almeno 100 malattie. Quando entrambi i genitori sono portatori sani dello stesso gene, anche per mutazioni diverse, rischiano di avere un bimbo affetto nel 25% dei casi. Test come Genescreen® focus, che analizzano oltre 900 geni della coppia associati a più di 1300 malattie, rappresentano un passo avanti significativo nella prevenzione e nella gestione del rischio di malattie ereditarie recessive, offrendo una visione ancora più completa per una gravidanza serena.

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