Alimentazione del bambino a 1 anno: guida pratica per genitori

I bambini, al pari degli adulti, vivono oggi in un mondo in cui esistono varietà e quantità di cibi precedentemente impensabili. Per questo è diventato essenziale fare attenzione a cosa mangiano e a educarli fin dai primissimi anni di vita ad alimentarsi in maniera salutare. Le scelte alimentari hanno infatti un impatto significativo sul rischio di sviluppare malattie croniche non trasmissibili, tra cui diversi tipi di tumori. Un ampio ventaglio di condizioni - dall’ipertensione al diabete di tipo 2, dall’obesità alla sindrome metabolica - è nell’insieme responsabile del 70 per cento circa delle cause di morte nei Paesi industrializzati.

Oggi si sa che le radici di questi problemi di salute, oltre a essere il risultato di una combinazione di fattori genetici, fisiologici, ambientali e comportamentali, spesso risalgono al periodo che va dal prima del concepimento ai primi mesi o anni di vita. I risultati di numerose ricerche hanno infatti mostrato che ciò che accade in questo periodo, quantificabile in circa mille giorni, può influenzare la predisposizione allo sviluppo di varie malattie di bambini e adulti: da quelle cardiovascolari ad alcune psichiatriche, fino anche a diverse forme di cancro.

illustrazione grafica dei primi 1000 giorni di vita

Il ruolo dell'educazione alimentare in famiglia

Per proteggere i bambini, quasi tutta la prevenzione ruota attorno all’adozione di abitudini e comportamenti salutari. I genitori ‒ assieme ai nonni, alla babysitter, se coinvolti nella preparazione e nella somministrazione delle prime pappe ‒ costituiscono il primo riferimento educativo e comportamentale. Successivamente i bambini sono influenzati dalle abitudini alimentari della mamma, del papà e, più in generale, di chi si occupa di loro a tavola. È proprio sulla tavola di casa che si gettano le basi dell’educazione alimentare.

L’alimentazione dei bambini è un pilastro fondamentale per la loro crescita fisica, cognitiva ed emotiva: una dieta equilibrata e varia consente di fornire tutti i nutrienti essenziali - carboidrati, proteine, lipidi, vitamine e minerali - e di creare solide abitudini alimentari che dureranno nel tempo. L'equilibrio a tavola si impara da piccoli: scegliete gli alimenti giusti, combinateli con fantasia e, soprattutto, date l'esempio. Se cominceremo a escludere bibite gassate e cibi industriali, difficilmente il bambino si abituerà a vedere questa tipologia di alimenti come la norma.

Verso l'autonomia alimentare dopo il primo anno

Compiuto l’anno, la dieta del bambino è ormai libera. Cosa si intende con questo termine? Vuol dire che tutti gli alimenti e i nutrienti sono stati inseriti nella sua alimentazione. Lo schema rigido basato sulla rotazione fissa degli alimenti, seguito nel secondo semestre di vita, viene gradualmente abbandonato. La dieta può essere pertanto più libera, similmente a quanto accade per noi adulti. L’importante è garantire che tutti gli alimenti vengano inseriti e offerti al bambino.

Tuttavia, anche la loro inesauribile vitalità ha bisogno di carburante, ma hanno lo stomaco ancora piccolo, quindi devono consumare pasti e spuntini nutrienti ed adatti alle loro esigenze. Per assumere tutte le sostanze nutritive necessarie in questa fase di crescita e sviluppo, devono mangiare poco ma spesso e bene: porzioni ridotte rispetto all’adulto, ma capaci di dare al piccolo il massimo nutrimento. A 12 mesi, il bambino ha bisogno di mangiare ogni giorno cibi appartenenti a tutti i gruppi di alimenti, arrivando a comporre mediamente cinque pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena.

infografica delle porzioni giornaliere consigliate per bambini di 1 anno

Strategie per promuovere abitudini sane

Per prevenire le carenze nutrizionali, è essenziale monitorare l'apporto di specifici nutrienti. Il ferro, ad esempio, è un alleato fondamentale: non introducete il latte vaccino prima del primo anno di vita e, successivamente, limitatene il consumo (300-400 ml al giorno) per evitare di ridurre l'assunzione di altri alimenti ricchi di ferro come carne e pesce. Anche lo zinco, il calcio e la vitamina D giocano ruoli essenziali. Per quanto riguarda la vitamina D, l'integrazione è spesso raccomandata durante tutto il primo anno di vita, poiché le fonti alimentari sono limitate e l'esposizione solare diretta deve essere cauta.

Un altro punto critico è la gestione degli zuccheri e del sale. L'aggiunta di sale è sconsigliata fino ai 12 mesi; successivamente può essere usato con estrema moderazione. Per quanto riguarda gli zuccheri, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di evitare quelli semplici. Evitate cibi processati, dolci elaborati e bevande zuccherate, preferendo la frutta fresca e la verdura di stagione. Non usate mai il cibo come premio o consolazione.

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Gestione dei momenti critici e neofobia

Attorno ai 2 anni, molti bambini attraversano una fase chiamata “neofobia”, un normale adattamento evolutivo caratterizzato dal timore verso i cibi nuovi e dal rifiuto di alcune categorie, in particolare le verdure. Non bisogna allarmarsi: è una fase passeggera. Il compito dei genitori è proporre alimenti sani con pazienza e tenacia, senza forzature, lasciando che sia il bambino a gestire i propri segnali di fame e sazietà.

Se il bambino è senza denti o mostra pigrizia nella masticazione, non è necessario continuare a proporre solo omogeneizzati. Tutto il cibo deve essere ben cotto, molle e schiacciato, ma è importante abituare il bambino a consistenze diverse. Anche la modalità di presentazione del pasto conta: sedersi a tavola con calma, senza distrazioni come la televisione o i giochi, renderà il momento conviviale e sereno.

Il ruolo dei nutrienti fondamentali

Per definire il corretto fabbisogno nutrizionale si fa riferimento ai valori indicati dai LARN. Ricordate che l’appetito non va assecondato acriticamente, ma educato. Le proteine, ad esempio, vanno monitorate con attenzione: a un anno sono sufficienti 30 grammi di carne o 50 grammi di pesce (pesati a crudo). L'eccesso proteico è un rischio comune che va evitato per non sovraccaricare l'organismo.

Infine, ricordate l'importanza dell'igiene quotidiana che accompagna la nutrizione, come la cura dei primi dentini e la scelta di scarpette adeguate per i primi passi, e prestate attenzione ai fattori ambientali come il fumo passivo, che può compromettere la salute respiratoria del piccolo. Mantenere uno stile di vita sano in tutta la famiglia resta la strategia più efficace per garantire al bambino il miglior punto di partenza per il suo futuro.

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