La figura di Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute S.p.A., si radica profondamente nella città di Siena, dove ha visto la luce il 07 ottobre 1971. Questa data segna l'inizio di un percorso biografico e professionale che lo avrebbe condotto a ricoprire ruoli di spicco nel panorama sportivo italiano, forgiando una visione strategica e innovativa per l'intero movimento. Le sue origini senesi non sono un mero dato anagrafico, ma un elemento costitutivo della sua identità e della sua filosofia manageriale, come egli stesso ha più volte sottolineato, identificandosi con la Contrada dell’Istrice e riconoscendo il profondo valore di appartenenza e tradizione.
La sua carriera, densa di esperienze sia nel settore privato che pubblico, ha plasmato un dirigente con una rara capacità di coniugare pragmatismo gestionale e visione proattiva, qualità che lo hanno fatto definire da alcuni un "artista dello sport italiano", mentre per altri è colui che sa come trasformare i problemi in opportunità. Questa percezione è frutto della sua peculiare attitudine a saper osservare in campo lungo temi, prospettive e possibili soluzioni per il movimento sportivo del Paese. L'unione di "poesia e prosa" nel suo approccio rappresenta un tratto distintivo del profilo di questo manager, che da oltre cinquant'anni dedica la sua vita al servizio dello sport e della sua promozione.

Le Radici Senesi e la Formazione Accademica
Nato a Siena, Diego Nepi Molineris porta con sé l'eredità di una città ricca di storia e tradizioni, come quella delle Contrade. Essere un "Contradaiolo Istrice" non è per lui un dettaglio secondario, ma un simbolo di un'appartenenza profonda e di una comprensione innata del valore della comunità e della tradizione. Questi concetti, a suo dire, sono un'ispirazione fondamentale per il cambiamento e la riprogettazione del quadro impiantistico e culturale dello sport italiano.
Cresciuto, come egli stesso racconta, prendendo dalla mamma una sorta di visione cosmopolita e internazionale sulle cose della vita, e dal papà agricoltore senese doc, il senso profondo del legame con la propria terra, al di là di ciò che essa può offrire in termini materiali. Questa dualità di prospettive - globale e localmente radicata - ha senza dubbio contribuito a forgiare una personalità manageriale unica, capace di spaziare da contesti internazionali a dinamiche territoriali specifiche.
Dopo il diploma, Diego Nepi Molineris ha proseguito il suo percorso di studi universitari, laureandosi in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Siena. Questa formazione in ambito politico-sociale gli ha fornito una base solida per comprendere le dinamiche complesse delle istituzioni e delle comunità, un bagaglio essenziale per i ruoli di responsabilità che avrebbe ricoperto in futuro nel mondo dello sport. Nel 1994, ha inoltre prestato il servizio militare presso l’Arma dei Carabinieri a Roma, un’esperienza che contribuisce a delineare un profilo caratterizzato da rigore e senso del dovere.
I Primi Passi nel Mondo Professionale e l'Esperienza Internazionale
I primi anni della carriera di Diego Nepi Molineris lo vedono muovere i suoi passi nel settore immobiliare e in contesti internazionali, esperienze che si riveleranno fondamentali per lo sviluppo delle sue capacità manageriali e strategiche. Nel 1995, inizia la sua attività professionale nella società inglese Matthews & Goodman, dove si occupa di trattative immobiliari, interfacciandosi con Banche e investitori istituzionali. Questa fase gli consente di acquisire competenze nel campo finanziario e nella gestione di asset di valore, gettando le basi per una comprensione approfondita delle dinamiche economiche.
L'anno successivo, nel 1996, la sua carriera prende una svolta internazionale che lo porta in Australia, dove lavora per la multinazionale inglese Larry Smith. Presso l’aeroporto di Sydney, Nepi Molineris si occupa di tutte quelle attività che non sono direttamente legate ai voli, ma che sono cruciali per la funzionalità e la redditività di un hub così complesso: dalla finanza ai negozi, fino ai centri commerciali. Questo ruolo gli permette di assumere, nel tempo, crescenti responsabilità e di sviluppare una visione a 360 gradi sulla gestione di grandi infrastrutture e sulla valorizzazione commerciale degli spazi. È in questo contesto che sviluppa una mentalità volta alla massimizzazione delle opportunità e alla gestione integrata di servizi.

La sua esperienza internazionale si completa con il ritorno in Italia nel 2000, dove assume la carica di Retail Development Manager presso la filiale italiana di Larry Smith, dopo essere cresciuto nel Dipartimento Sviluppo e Leasing della stessa multinazionale. Nello stesso anno, il suo percorso professionale lo conduce in Aeroporti di Roma, ricoprendo la posizione di Business Development Manager. Qui, le competenze acquisite nella gestione di spazi complessi e nella ricerca di nuove opportunità di business si rivelano estremamente pertinenti, preparandolo per le sfide future nel settore sportivo.
L'Ingresso nel CONI e la Gestione dei Grandi Eventi Sportivi
Il 2005 segna un punto di svolta cruciale nella carriera di Diego Nepi Molineris, con il suo ingresso nel CONI come Direttore Impianti Sportivi e Parco del Foro Italico. Questo incarico lo vede impegnato con l'obiettivo primario di definire e implementare un piano di razionalizzazione degli asset sportivi, e non solo, della Società. La sua capacità di analisi e di gestione strategica delle risorse si applica ora a un patrimonio impiantistico di fondamentale importanza per lo sport italiano. La sua visione si concentra sulla trasformazione e ottimizzazione di queste strutture, affinché non siano semplici contenitori, ma veri e propri motori di sviluppo per l'attività sportiva.
La sua ascesa all'interno del CONI prosegue e, a febbraio 2014, assume il ruolo di Direttore Marketing e Sviluppo. Questa posizione gli offre l'opportunità di contribuire in maniera significativa al lancio, allo sviluppo e all'implementazione dei più grandi eventi sportivi di rilevanza internazionale, in stretta collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali. È in questo periodo che la sua impronta strategica diventa particolarmente evidente, nel saper concepire eventi non solo come competizioni, ma come piattaforme di comunicazione, di promozione territoriale e di ingaggio del pubblico.
Un aspetto saliente del suo impegno nel mondo sportivo internazionale è rappresentato dalla sua partecipazione, in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino (2008), Londra (2012), Rio de Janeiro (2016) e Tokyo (tra il 2008 e il 2020), come Responsabile dell’Organizzazione e del Funzionamento di Casa Italia. Casa Italia è un progetto di vitale importanza, un vero e proprio biglietto da visita che esprime il meglio del nostro Paese nel mondo, fungendo da centro di incontro, promozione culturale e supporto logistico per la delegazione italiana. La sua gestione di questo complesso meccanismo dimostra la sua abilità nel coordinare team, gestire logistica di alto livello e valorizzare l'immagine dell'Italia in contesti globali.
Oltre a questi incarichi strategici, Diego Nepi Molineris ha ricoperto e ricopre ruoli operativi di primissimo piano nell'organizzazione di alcuni degli appuntamenti sportivi più prestigiosi ospitati in Italia. È, ad esempio, Direttore Operativo degli Internazionali BNL d’Italia di tennis, un torneo di respiro mondiale che attira ogni anno i migliori atleti e un vasto pubblico. Analogamente, è Direttore Generale del Comitato Esecutivo del Golden Gala Diamond League di atletica leggera, un evento che mette in mostra le eccellenze del mondo dell'atletica. Il suo impegno si estende anche al rugby, in qualità di Direttore Generale del Torneo 6 Nazioni di Rugby, e al nuoto, dove opera come Direttore Operativo degli Internazionali di Nuoto 7 Colli Clear. Inoltre, è Membro del Comitato Tecnico di Gestione del Concorso Ippico di Piazza di Siena, un altro evento di grande tradizione e prestigio. Questa molteplicità di ruoli sottolinea la sua versatilità e la sua profonda conoscenza delle sfide organizzative inerenti a discipline sportive diverse.
L'Ascesa in Sport e Salute S.p.A. e la Nuova Missione
Dopo un'esperienza professionale consolidata presso Larry Smith, Aeroporti di Roma S.p.A. e Grandi Stazioni S.p.A., e anni di dedizione al CONI, la carriera di Diego Nepi Molineris raggiunge un nuovo culmine. Nel 2021, il Consiglio di Amministrazione di Sport e Salute, all’unanimità, lo nomina Direttore Generale. Successivamente, assume il ruolo di nuovo Amministratore Delegato (Ad) di Sport e Salute Spa. Questa società pubblica, interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), di cui è una società in-house, ha la sua sede nel prestigioso palazzo H del Foro Italico a Roma.
La nomina a Direttore Generale e poi ad Amministratore Delegato di Sport e Salute S.p.A. lo pone al centro di una "sfida cruciale e definitiva": ridisegnare radicalmente il concetto di pratica sportiva nel Paese. Sport e Salute ha tra le sue mission principali l’aumento del numero di praticanti sportivi di base e nelle scuole. Questo obiettivo ambizioso richiede non solo una visione strategica, ma anche una profonda comprensione delle dinamiche sociali e culturali che influenzano la pratica sportiva. In questo ruolo, Diego Nepi Molineris si impegna a trasformare il sistema sportivo italiano, rendendolo più accessibile, inclusivo e diffuso.
Nel periodo dal 2005 a oggi, Nepi Molineris ha ricoperto l’incarico di Direttore degli Impianti Sportivi e Parco Foro Italico, successivamente Direttore Marketing del Coni e da febbraio 2019 Direttore Marketing & Business Development di Sport e Salute S.p.a. (già Coni Servizi). Questa progressione testimonia una carriera costellata di responsabilità crescenti e un impegno costante nell'evoluzione del sistema sportivo italiano.

Visione Filosofica: Da Problemi a Opportunità
La filosofia manageriale di Diego Nepi Molineris è profondamente radicata nella capacità di vedere oltre le difficoltà immediate, trasformando quelle che appaiono come problematiche in concrete opportunità di crescita e sviluppo. Questo in virtù della sua abilità di saper osservare in campo lungo temi, prospettive e possibili soluzioni per il movimento sportivo del Paese. L'approccio è quello di chi, mettendo insieme "poesia e prosa", riesce a coniugare la visione idealistica con la concretezza dell'azione, unendo l'ispirazione alla realizzazione pratica.
Un esempio chiaro di questa filosofia emerge dalle sue stesse parole, quando affronta il tema del ridisegnare lo sport italiano. Sottolinea l'importanza di partire dal territorio, di "andare nei nostri quartieri per registrarne usanze, gusti e tendenze". Questa è la prosa: l'analisi dettagliata del contesto. La poesia, invece, risiede nella capacità di immaginare come, da queste osservazioni, si possa costruire un futuro sportivo più adeguato e sostenibile. Se, ad esempio, in un quartiere lo sport dominante è il basket, la direzione da seguire sarà quella, irrobustendo il quadro impiantistico esistente e sostenendo le realtà sportive locali. L'obiettivo è evitare la creazione di "cattedrali nel deserto", ovvero strutture che non rispondono alle reali esigenze del territorio e della popolazione.
Per quanto riguarda il mondo della scuola, l'approccio, come spiega Nepi Molineris, è opposto ma complementare: "è nostro dovere creare un numero di opzioni il più alto possibile in ogni istituto così da indirizzare genitori e bambini verso la scelta giusta." Qui la visione è quella di offrire un'ampia gamma di possibilità per stimolare la scoperta e la passione, garantendo che ogni bambino possa trovare la propria strada nello sport. Questa strategia a due vie - valorizzare l'esistente a livello locale e ampliare l'offerta nelle scuole - dimostra un pensiero sistemico volto a coprire le diverse esigenze e opportunità del Paese.
L'Importanza del Gioco di Squadra e la Collaborazione Istituzionale
Diego Nepi Molineris è un convinto sostenitore che "il gioco di squadra è basilare per vincere le partite più difficili." Questa convinzione si traduce in un impegno costante nella creazione di un solido tessuto di collaborazione con gli organismi sportivi e le istituzioni. Egli lavora al fianco del presidente Marco Mezzaroma, seguendo gli indirizzi del Ministro dello Sport Andrea Abodi, con il quale l’identità di vedute sui grandi temi e le loro prospettive è, a suo dire, totale. Questa sinergia è fondamentale per affrontare le sfide complesse e raggiungere gli obiettivi prefissati per lo sport italiano.
I risultati di questa collaborazione non tardano ad arrivare. Un esempio tangibile è l'investimento messo in campo nei primi mesi del 2023, pari a 34 milioni di euro. Questi fondi sono stati destinati a una serie di progetti diversificati, con un impatto significativo su vari settori della società. Nel mese di settembre, si snodano ben 90 progetti negli istituti penitenziari per adulti e minori, mirati a promuovere l'inclusione e il benessere attraverso l'attività fisica. A questi si aggiungono 160 progetti dedicati allo sport di base del terzo settore, sostenendo iniziative locali e associazioni che operano sul territorio. Infine, vengono realizzate 220 "isole di sport" nei parchi, creando spazi attrezzati e accessibili per la pratica sportiva all'aperto, a beneficio di tutti i cittadini. Questi dati evidenziano la concretezza dell'azione di Sport e Salute sotto la sua guida, volta a diffondere la pratica sportiva e a migliorare la qualità della vita in diverse fasce della popolazione.
Il Ruolo dei Grandi Eventi e l'Ispirazione per le Nuove Generazioni
I grandi eventi sportivi non sono, nella visione di Diego Nepi Molineris, semplici manifestazioni competitive, ma potenti catalizzatori di emozioni e ispirazione. Essi devono "attivare nei giovani un processo di immedesimazione." Per spiegare questo concetto, utilizza un'efficace analogia: "Ha presente il ragazzo che va al concerto dei Coldplay, torna a casa e chiede ai suoi di comprargli una chitarra?" L'idea è che la visione di performance di alto livello possa accendere una scintilla, motivando i giovani a intraprendere una disciplina sportiva o a perseguire i propri sogni. Questo effetto "megafono" è cruciale per alimentare il vivaio dello sport italiano.
Le Olimpiadi, sia invernali che estive, lasciano dietro di sé un "bagaglio gigantesco da portare a destinazione". I successi, le medaglie e il clamore mediatico fungono da attrattore per le nuove generazioni di sportivi, inclusi quelli diversamente abili. Questo "bagaglio", precedentemente gestito dal CONI con le diverse Federazioni Sportive Nazionali, è ora nelle mani di Sport e Salute. La società, sotto la guida di Nepi Molineris, ha il compito di mettere in atto le politiche - anche promozionali - sui territori per capitalizzare questo entusiasmo e trasformarlo in un aumento effettivo della pratica sportiva.

Anche di fronte a situazioni complesse, come la crisi dello sport senese (dal calcio al basket), Nepi Molineris adotta una prospettiva di resilienza e speranza. "Guardi, per Siena come per ogni centimetro quadrato del nostro Paese, noi ci siamo," afferma. Riconosce che lo sport vive fisiologicamente di alti e bassi, ma insiste sulla necessità di una visione a lungo termine: "la strada è lunga e per Siena dobbiamo pensare allo sforzo di un maratoneta." Questa metafora del maratoneta, che anche quando le energie sembrano abbandonare il corpo e la vista si annebbia, trova nel coraggio e nelle motivazioni la forza per continuare, si applica alla sua convinzione sulla determinazione e la voglia di non arrendersi che esiste a Siena e che, alla fine, farà la differenza. Questa visione riflette la sua leadership orientata alla perseveranza e all'ottimismo.
Roma Capitale dello Sport: Il Modello dell'Olimpiade Diffusa
Con la nomina di Diego Nepi Molineris ad amministratore delegato di Sport e Salute, si è riacceso il dibattito su un'eventuale candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2036 o del 2040. Le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno generato un entusiasmo palpabile, forse anche troppo, come nota qualcuno, e l'attenzione si è rivolta improvvisamente verso la capitale. Nepi Molineris non nasconde che "I Giochi a Roma nel 2040 sono una prospettiva affascinante, inutile negarlo." Tuttavia, mantiene una posizione equilibrata e pragmatica, sottolineando che "parlarne oggi in termini concreti è prematuro."
La sua analisi si concentra sulla realtà attuale di Roma, che ogni anno vive una stagione sportiva che "assomiglia sempre di più a una vera Olimpiade diffusa." Questo concetto non indica una semplice successione di eventi, ma un "sistema complesso che coinvolge impianti, istituzioni, federazioni, atleti e cittadini, con un obiettivo preciso e comune: trasformare lo sport in un’esperienza accessibile." Roma, in questa visione, non deve solo ospitare, ma deve essere sport.
Il 2026 è individuato come un momento chiave, un "laboratorio organizzativo, infrastrutturale e mediatico" per la Capitale. "È come se stessimo preparando e vivendo una Olimpiade, distribuita nel tempo," spiega Nepi Molineris. Questo è considerato il "banco di prova più serio per qualsiasi ambizione futura." Il calendario sportivo romano è infatti straordinariamente ricco: si parte dal Sei Nazioni di rugby, seguito da RomaOstia e Maratona di Roma, la tappa finale del Giro d’Italia, il Settecolli di nuoto, gli Internazionali di tennis, il Golden Gala di atletica. E ancora la World Triathlon Cup, il World Taekwondo Gp, Piazza di Siena, il calcio con la finale di Coppa Italia e gli sport urbani con lo skateboarding protagonista. Se si alza lo sguardo oltre il perimetro della Capitale, gli Europei Under 18 di atletica a Rieti confermano un sistema territoriale che lavora in sinergia, dimostrando una capacità organizzativa diffusa e non centralizzata.
Infrastrutture e Mobilità: Pilastri di una Capitale Sportiva
Il dossier della candidatura di Roma ai Giochi del 2024, poi naufragata, aveva messo in evidenza la disponibilità di gran parte degli impianti. Oggi, Diego Nepi Molineris fa il punto sulla situazione attuale delle infrastrutture capitoline. Il Foro Italico è descritto come un "unicum in Europa," un complesso dove "in poche centinaia di metri convivono tennis, nuoto, atletica, calcio, rugby." La previsione della copertura del Centrale del tennis rappresenterà un "tassello strategico," garantendo standard internazionali in ogni condizione e trasformando l'arena in una struttura moderna, pensata per vivere dodici mesi l’anno tra sport, spettacolo e grandi eventi. Questo progetto riflette la visione di impianti non solo funzionali, ma multifunzionali e sostenibili economicamente.
Anche lo Stadio Olimpico si prepara a un restyling in vista del Campionato europeo di calcio 2032. Gli interventi riguarderanno la sostenibilità, la tecnologia e l'offerta di servizi per tifosi e famiglie. Un'arena moderna, nella sua visione, deve essere "connessa, accessibile, multifunzionale," rispondendo alle esigenze di un pubblico sempre più ampio e diversificato.

Fondamentale per la concezione di Roma come capitale sportiva è anche il tema della mobilità. Nepi Molineris individua nella "linea C della metropolitana fino alla Farnesina" una "svolta strutturale." Collegare direttamente il quadrante del Foro Italico al resto della città significa, infatti, "cambiare la geografia dello sport romano." È un principio cardine che le grandi capitali sportive sono tali "perché funzionano, non solo perché affascinano." La funzionalità logistica e l'accessibilità sono tanto importanti quanto il prestigio degli eventi.
La Strada per Roma 2040: Credibilità e Modello Organizzativo
Il sogno di Roma 2040 non deve essere inseguito in modo effimero, ma deve poggiare su basi solide e concrete. Nepi Molineris chiarisce che "Roma non deve inseguire un sogno, deve consolidare un modello." Le Olimpiadi vengono assegnate a città che dimostrano "continuità organizzativa, solidità finanziaria, capacità di lavorare in squadra tra istituzioni." Il 2026, con la sua sequenza di grandi eventi, offre a Roma un’occasione straordinaria per mostrare di saper gestire un sistema complesso di eventi in modo coordinato. L'obiettivo non è semplicemente ospitare eventi, ma "costruire un modello" che sia replicabile e sostenibile.
In questi anni, il sistema sportivo italiano ha sviluppato competenze significative nella gestione integrata di eventi: sicurezza, marketing, broadcasting, relazioni internazionali e legacy territoriale. Questo è il know-how che rende credibile una città ambiziosa. È la capacità di mettere a sistema istituzioni, federazioni, partner privati che conferisce autorevolezza a una candidatura.
La strada politica per portare avanti un eventuale progetto olimpico richiede "prima di tutto una visione condivisa." Tuttavia, per essere credibile, questa visione deve poggiare su "dati concreti: infrastrutture funzionanti, conti sostenibili, consenso del territorio, capacità organizzativa già dimostrata." È su questi aspetti che si sta lavorando in modo "silenzioso ma strutturale." La strategia è quella di concentrarsi sul dimostrare che Roma e l’Italia possono essere una piattaforma stabile per i grandi eventi. Le Olimpiadi, in questa prospettiva, sono la conseguenza di un percorso ben costruito, e l'impegno è profuso proprio in quel percorso.
Le parole chiave che Diego Nepi Molineris indica per aprire il cassetto di Roma 2040 sono: "Serietà, ottimismo, visione, unione, praticità. È questo il metodo." Un investimento sul futuro che si traduce in "impianti che restano e migliorano, quartieri che si riqualificano, giovani che trovano opportunità, professionalità che crescono e si consolidano." Il 2026 è visto come un "acceleratore": se l'energia generata sarà governata in modo coordinato, trasformando la complessità in valore, Roma avrà già dimostrato di poter sostenere il carico olimpico.
Sport come Moltiplicatore Economico e Sociale
Lo sport, secondo la visione di Diego Nepi Molineris, è cambiato radicalmente, trasformandosi da semplice attività ricreativa o competitiva a un potente strumento con molteplici funzioni: agisce da moltiplicatore economico, da promotore sociale, da pianificatore di aree urbane e da esempio virtuoso. Questa prospettiva è stata ulteriormente evidenziata in un convegno e uno studio promosso dalla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) in collaborazione con l'Università Luiss sull'indotto del mondo equestre nell’economia nazionale e nell’occupazione, al quale Nepi Molineris ha espresso il suo apprezzamento. "Sono felice che la Fise abbia deciso di studiare e pubblicare assieme ad una eccellenza come l’Università Luiss un lavoro così specifico e professionale sull’indotto dello sport," ha dichiarato.
Si tratta di un "modello virtuoso sul come fare squadra a tutti i livelli, istituzioni in prima fila." Un evento, infatti, può contribuire alla valorizzazione di un'intera area, come nel caso di Piazza di Siena nel cuore di Roma, moltiplicando gli effetti positivi sull’occupazione, sulla fruizione della città e perfino sulle possibilità didattiche per i bambini. Durante il lockdown, ad esempio, i bambini poterono fare lezione di educazione fisica all’aperto proprio sull’ovale di Piazza di Siena, trasformando uno spazio elitario in un luogo di beneficio collettivo.
Questo è il "paradosso" che Nepi Molineris evidenzia: "uno sport ritenuto profondamente elitario sappia diventare veicolo di un beneficio per tutti, per la città di Roma, gli sportivi, i cittadini." Un evento, oltre al suo valore intrinseco, può avere un "valore simbolico considerato l’impatto che ha su qualsiasi persona." Recarsi a Piazza di Siena per seguire un concorso di equitazione significa ritrovarsi in un parco che accoglie e rapisce, un "ecosistema green in continua evoluzione che persegue i suoi principi di sostenibilità ambientale." Viceversa, recandosi in Piazza di Siena per una passeggiata, si scopre la "straordinaria magia del binomio uomo-cavallo." L'evento e l’adozione delle aree a servizio della città (l'ovale di Piazza di Siena, il Galoppatoio e la Valle dei Platani) diventano così molto più di un fine a se stesso.
Sport & Salute, nell’ambito dell’accordo per la realizzazione del Concorso di Piazza di Siena, ha la responsabilità di curare l’ovale di Piazza di Siena, le antiche tribune e alcuni siti di particolare valore nell’area circostante, mantenendoli fruibili tutto l’anno. Il Parco del Foro Italico è citato come un ulteriore esempio di "modello virtuoso già da diversi anni," pur essendo diverso nella concezione e nei principi rispetto a Piazza di Siena. In fondo, "lo sport che sostiene se stesso deve essere la tela sulla quale affrescare idee che diventano realtà."
Il "volano dei tesserati" è, a suo avviso, senz’altro collegato al successo degli eventi sportivi, un concetto generale che rappresenta uno degli elementi trainanti dal punto di vista autopromozionale di una determinata disciplina. Tuttavia, questo è solo un tassello di un "affresco complesso" che poggia sul lavoro di moltissime persone e realtà impegnate quotidianamente affinché ogni tessera in più in ogni disciplina sportiva sia un successo da festeggiare. L’aumento della pratica sportiva rimane la principale mission di Sport e Salute, un obiettivo che si persegue attraverso una strategia articolata che connette i grandi eventi con le iniziative territoriali.
Sport e Riqualificazione Urbana: Nuovi Spazi per la Comunità
Diego Nepi Molineris crede fermamente nel potere trasformativo dello sport, in particolare nella sua capacità di riqualificare e dare nuova vita ad aree spesso trascurate o degradate. "Lo sport ha il potere di accendere e riqualificare aree spesso trascurate o degradate. Bastano un canestro o una rete da pallavolo per dare nuova vita a uno spazio. Creare un luogo che favorisca la naturalezza, la normalità e l’unione tra persone di ogni ceto e livello è un concetto straordinario," ha affermato l'Amministratore Delegato di Sport e Salute. Questa visione va oltre la semplice fornitura di infrastrutture, mirando a creare veri e propri centri di aggregazione sociale.
L'impegno di Sport e Salute si concentra ora sull'apertura di nuovi spazi all’interno dei comuni e delle città, rivolgendosi a un pubblico universale, "dai bambini ai ragazzi e le ragazze." Questo approccio inclusivo mira a garantire che l'accesso allo sport sia un diritto per tutti, indipendentemente dall'età, dal ceto sociale o dalle abilità. Si tratta di un investimento non solo nelle strutture fisiche, ma nel capitale sociale delle comunità, offrendo opportunità di incontro, crescita e benessere attraverso l'attività fisica. L'obiettivo è trasformare gli spazi urbani in ambienti vivi e dinamici, dove lo sport diventa un elemento centrale della quotidianità e un veicolo di coesione.
Docenza e Contributo alla Formazione
Oltre ai suoi numerosi incarichi manageriali, Diego Nepi Molineris si dedica attivamente alla formazione e alla condivisione delle sue competenze. Insegna in corsi di specializzazione e master presso istituzioni di prestigio, contribuendo alla crescita professionale delle nuove generazioni di manager sportivi e non solo. È docente presso la Scuola dello Sport CONI, un punto di riferimento per la formazione in ambito sportivo in Italia. Inoltre, le sue competenze sono valorizzate al Luiss Creative Business Center e al Campus University MBA, dove condivide la sua vasta esperienza in settori che spaziano dal marketing al business development e alla gestione di eventi complessi. Questa attività di docenza evidenzia il suo impegno non solo nella gestione diretta, ma anche nella trasmissione del sapere e nell'ispirazione di futuri leader, consolidando ulteriormente il suo ruolo di figura di riferimento nel panorama sportivo e manageriale italiano.