Il periodo dell'allattamento rappresenta una fase di crescita e sviluppo rapidissimo per il neonato, durante la quale la nutrizione materna assume un ruolo di fondamentale importanza. Tra i nutrienti essenziali, gli acidi grassi polinsaturi, in particolare l'acido docosaesaenoico (DHA), un omega-3, emergono come elementi cruciali. La composizione del latte materno umano riflette lo stato nutrizionale e la dieta della madre, soprattutto per quanto riguarda questi nutrienti vitali. Numerose ricerche hanno evidenziato come l'assunzione di DHA da parte della madre non solo arricchisca il latte materno, ma abbia anche un impatto diretto e significativo sulla salute e sullo sviluppo del bambino. Questo articolo approfondirà i benefici del DHA, partendo dai suoi effetti più diretti sul neonato durante l'allattamento, per poi estendersi ai vantaggi per la madre e al suo ruolo in tutte le fasi della maternità, dalla pre-concezione alla fase post-partum, fornendo infine indicazioni su come garantirne un apporto adeguato.
L'Arricchimento del Latte Materno con DHA e i Benefici Diretti per il Neonato
Le donne che durante l'allattamento assumono integratori di DHA (acido docosaesaenoico) mostrano un aumento dei livelli degli acidi grassi polinsaturi nel loro latte. Questo effetto benefico si riscontra anche nel sangue dei neonati, in cui il rapporto tra omega-3 e omega-6 si riduce, come riportato da una ricerca pubblicata sulla rivista Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids, realizzata dai ricercatori della Abbott Nutrition di Columbus (USA). La dottoressa Sherry e il suo team hanno scoperto che la concentrazione di DHA nel latte e nel plasma materno era significativamente maggiore nelle donne che avevano assunto i supplementi di 200 e 400 mg di DHA, rispetto a quelle che avevano ricevuto il placebo, con aumenti del 50% e 123% per il latte materno e del 71% e 101% per il plasma. Inoltre, dalle analisi appariva che il rapporto nel plasma dei neonati tra l’acido arachidonico (un omega-6) e il DHA era significativamente maggiore nel gruppo placebo rispetto ai due gruppi di bimbi allattati da madri che avevano ricevuto gli integratori. In particolare, questi dati sono stati i primi a dimostrare che i neonati di madri che avevano ricevuto piccole o alte dosi di DHA mostravano un rapporto omega-6:omega-3 inferiore del 40% e del 51%, rispetto ai figli delle donne che avevano assunto il placebo. Secondo alcuni studi, un basso rapporto tra omega-6 e omega-3 durante lo sviluppo neuronale può comportare una maggiore percentuale di accumulo del DHA in tre aree importanti del cervello, e altre ricerche suggeriscono che uno squilibrio tra omega-6 e omega-3 nei primi anni di vita può portare a cambiamenti irreversibili nella regione dell’ipotalamo.

Il DHA è fondamentale per lo sviluppo cerebrale. Nel corso dei primi 6 mesi di vita l'allattamento esclusivo al seno è raccomandato ed è molto importante, poiché in questo periodo il cervello del neonato raddoppia il suo peso e gran parte di questo aumento è attribuito alla crescita della materia grigia, corrispondente alla formazione delle sinapsi neuronali ricche di DHA. Esso rappresenta oltre il 10% degli acidi grassi del cervello ed è essenziale per lo sviluppo infantile. Un adeguato apporto di Omega-3 nella mamma favorisce il corretto sviluppo del sistema nervoso del neonato, sostenendo le capacità cognitive e la futura funzione intellettiva del bambino. Il DHA, assunto dalla mamma durante l'allattamento al seno, aiuta a favorire lo sviluppo del cervello e della vista del bambino (o della bambina) proprio come durante la gravidanza. Il DHA contribuisce al normale sviluppo cerebrale e degli occhi nel feto. La presenza di DHA nel latte materno è essenziale per una riduzione ottimale a lungo termine del rischio di malattie croniche ma anche per la crescita, il linguaggio e lo sviluppo neurologico. La somministrazione di 200 mg di DHA nei primi 4 mesi di allattamento post-partum ha avuto un impatto sullo sviluppo neurologico dei bambini attraverso effetti benefici sullo sviluppo psicomotorio nei bambini di 30 mesi e sono stati osservati miglioramenti, in termini di attenzione, in follow up fino a cinque anni. Nei bambini prematuri, invece, bassi livelli di DHA influenzano negativamente il funzionamento del cervello, mentre in quelli con basso peso alla nascita un apporto adeguato favorisce lo sviluppo della memoria e di altre funzioni cognitive. I livelli di questo Omega 3 nel latte materno sono associati a migliori funzioni cognitive, a un miglior sviluppo del linguaggio e a un maggior benessere psicosociale. Non solo, assumerlo sotto forma di integratori favorisce l'ottimizzazione dello sviluppo del cervello e della vista dei piccoli nati a termine.
Il Ruolo del DHA per la Salute Complessiva del Bambino e Nello Sviluppo Precoce
Oltre allo sviluppo cerebrale, il DHA svolge un ruolo chiave nello sviluppo visivo del neonato. La retina dell’occhio contiene elevate concentrazioni di DHA, e assicurare abbastanza Omega-3 aiuta lo sviluppo visivo del neonato, contribuendo a una migliore acuità visiva man mano che cresce. È essenziale per la percezione visiva e la protezione della retina. I bambini nati da madri che lo hanno assunto in gravidanza vedono meglio. Inoltre, lo sviluppo visivo è migliore se la supplementazione continua anche quando si allatta. L'integrazione con DHA ed EPA durante la gravidanza ha effetti benefici sullo sviluppo neurologico del feto e del neonato migliorando il linguaggio, la memoria, l'attenzione e la coordinazione manuale, influenzando i modelli di sonno e migliorando l'acuità visiva.

L'assunzione di acidi grassi omega-3, in particolare di DHA, è associata a numerosi effetti positivi durante la gravidanza e l'allattamento. Il DHA è un acido grasso omega-3 a catena lunga che favorisce il normale sviluppo del bambino. Gli studi dimostrano che un apporto adeguato di DHA favorisce lo sviluppo cognitivo e la vista del bambino. Alcuni studi suggeriscono che gli Omega-3 possono influenzare positivamente lo sviluppo del sistema immunitario e ridurre il rischio di allergie nei bambini. Un neonato che riceve adeguati Omega-3 attraverso il latte materno potrebbe mostrare una migliore risposta allo stress e uno sviluppo generale più equilibrato. La nutrizione e lo sviluppo del neonato, così come la crescita del cervello attraverso il suo coinvolgimento nella divisione cellulare e nei processi di segnalazione, dipendono strettamente dal DHA.
I Molteplici Vantaggi del DHA per la Salute Materna: Dal Pre-Concepimento al Post-Partum
I benefici del DHA non si limitano al bambino; la salute della mamma sembra, infatti, trarne vantaggio in diverse fasi. Durante l'allattamento, un apporto adeguato di Omega-3 può avere effetti positivi sull’umore. EPA e DHA contribuiscono alla funzionalità del sistema nervoso e alcuni studi collegano bassi livelli di Omega-3 a un maggior rischio di depressione post-partum. Integrare questi nutrienti potrebbe quindi aiutare a sostenere il benessere emotivo della neo-mamma, riducendo il rischio di sbalzi d’umore e cali emotivi. È stata valutata la relazione tra depressione post-partum e assunzione di acidi grassi omega-3. I risultati dello studio condotto da Harauma et al. hanno indicato che l’assunzione di acido α-linolenico (ALA) durante la gravidanza migliora la salute mentale a un mese dalla nascita e alte concentrazioni di questo acido negli eritrociti materni sono state associate a un basso punteggio della Edinburgh Postnatal Depression Scale (<9). L’assunzione di acidi grassi omega-3 non ha mostrato effetti significativi sui punteggi della Mother-to-Infant Bonding Scale. I disturbi ipertensivi in gravidanza hanno un’incidenza crescente e possono avere effetti devastanti sia sul feto che sulla madre. È stato notato che il basso apporto di acidi grassi omega-3 era associato all’insorgenza di preeclampsia. I risultati di una meta-analisi condotta da Bakouei et al. hanno suggerito che gli acidi grassi omega-3 avevano un ruolo protettivo nell’insorgenza di preeclampsia in gravidanze a basso rischio, nel caso di donne che ricevono DHA + EPA, e che iniziano l’integrazione dalla seconda metà della gravidanza. L’integrazione con DHA ed EPA potrebbe ridurre il rischio di parto pretermine ma anche di preeclampsia nelle gravidanze a basso rischio.
Perché è importante integrare gli OMEGA 3
Gli Omega-3 sono coinvolti nella regolazione dell’umore e possono avere un ruolo nella prevenzione della depressione post-partum. Un basso apporto di DHA è stato associato a un rischio maggiore di sviluppare sintomi depressivi dopo il parto. Oltre al benessere mentale, gli Omega-3 aiutano a mantenere i livelli di colesterolo e trigliceridi in equilibrio e supportano la salute cardiovascolare. Dopo la gravidanza, prendersi cura del cuore è importante anche per affrontare al meglio la stanchezza e lo stress fisico del post-partum. Durante la gravidanza, le donne sono più soggette a cambiamenti nella pressione sanguigna e nella coagulazione del sangue. Gli omega-3, con le loro proprietà antinfiammatorie e anticoagulanti, possono aiutare a ridurre il rischio di complicazioni cardiovascolari. Grazie all’azione antinfiammatoria, gli Omega-3 possono aiutare l’organismo a riprendersi più rapidamente dopo il parto, contribuendo ad alleviare dolori articolari o muscolari e a supportare il sistema immunitario della mamma in un momento di cambiamenti e vulnerabilità. È importante mantenere in salute il sistema immunitario nel periodo successivo al parto.
Per la salute di pelle e capelli, dopo il parto è comune notare pelle secca o perdita di capelli a causa degli assestamenti ormonali. Gli Omega-3 hanno proprietà antinfiammatorie e aiutano a mantenere le membrane cellulari elastiche e idratate. Ciò può tradursi in una pelle più sana e in capelli più forti e lucenti, favorendo il recupero dopo le alterazioni del periodo gestazionale. Questo è un aspetto supportato da integratori alimentari multivitaminici e multiminerali adatti alle donne nel periodo post parto e allattamento, come Multicentrum Neo Mamma DHA, la cui formulazione è una fonte di vitamine e minerali che forniscono numerosi benefici per la donna nei mesi successivi al parto. Minerali come Zinco e Iodio e vitamine come la Biotina contribuiscono al mantenimento di una pelle in salute, mentre il Selenio contribuisce al mantenimento di capelli e unghie in salute. Il Magnesio è un minerale che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e, come le Vitamine B6, B12 e alla Biotina, contribuisce alla normale funzione psicologica. Il Calcio è un componente fondamentale dell’osso. Assieme a questo minerale è essenziale assumere anche la Vitamina D, che contribuisce al suo normale assorbimento e utilizzo. Le Vitamine del gruppo B (Vitamina B6, B12, Riboflavina, Acido Pantotenico) contribuiscono al normale metabolismo energetico e a ridurre la stanchezza e l’affaticamento.

I benefici del DHA si estendono anche alla fase pre-concepimento e durante la gravidanza. Prima del concepimento, un apporto adeguato di DHA aiuta a creare l'ambiente ideale per accogliere l'embrione, migliorando il flusso di sangue all'utero. Molti dei dati a disposizione arrivano da esperienze nel campo della procreazione medicalmente assistita (PMA), in cui l'utilizzo dell'aspirina aumenta la frequenza delle gravidanze (portandola dal 28% al 45%) e raddoppia quella dell'impianto dell'embrione. Proprio come l'aspirina, anche gli Omega-3 riducono i livelli di trombossani, molecole che promuovono l'occlusione dei vasi sanguigni. Dosi elevate di Omega-3 (4 grammi al giorno), assunte in combinazione con questo farmaco, sono state associate proprio all'aumento del flusso di sangue nell'utero. L'esperienza nel campo della procreazione medicalmente assistita indica anche che gli Omega-3 possono migliorare la qualità delle cellule uovo e promuovere il buono sviluppo dell'embrione. In generale, nelle donne che si affidano alla PMA: livelli di Omega-3 nel sangue più elevati sono associati all'aumento della probabilità di ottenere una gravidanza e che questa si concluda con la nascita di un bimbo (o di una bimba) vivo (o viva); l'assunzione di integratori di Omega-3 sono associati all'aumento della probabilità che il percorso di PMA si concluda con la nascita di un bambino (o di una bambina).
Livelli di infiammazione elevati sono nemici della fertilità femminile; grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, gli Omega-3 possono quindi contribuire al successo del progetto di diventare mamma. A fare da testimone è, in questo caso, il caso delle donne i cui problemi di fertilità sono associati alla sindrome dell'ovaio policistico (PCOS). Infatti, questa condizione può aumentare il rischio di aborti correlati a uno squilibrio nei livelli di molecole infiammatorie a sua volta associato a una carenza di grassi Omega-3. L'ipotesi generale è che gli Omega-3 modulino i livelli di molecole infiammatorie (le prostaglandine), migliorando il loro rapporto con i trombossani nell'utero e influenzando il funzionamento delle cellule che, nei follicoli ovarici, sostengono la maturazione degli ooociti. Inoltre, gli Omega-3 sembrano regolare l'attività di recettori coinvolti nel controllo dell'infiammazione nei follicoli ovarici e, in caso di sindrome dell'ovaio policistico, i livelli di testosterone.
Durante la gravidanza, il DHA promuove sia lo sviluppo del feto, sia la salute materna. Dal punto di vista del feto, i benefici riguardano soprattutto il cervello e la vista. Il DHA è un componente fondamentale delle membrane delle cellule nervose (presenti anche nell'occhio), di cui regola struttura e funzionamento. Per questo, averne a disposizione quantità adeguate è fondamentale sin dal concepimento e ancor più a partire dal terzo trimestre della gestazione, quando lo sviluppo del cervello diventa ancora più intenso e proprio per questo il fabbisogno di DHA aumenta notevolmente. In effetti, durante la gravidanza si assiste ad una vera e propria concentrazione del DHA nel sangue e negli altri tessuti del feto - un fenomeno che prende il nome di “biomagnificazione”.

Dal punto di vista della futura mamma, invece, un apporto adeguato di Omega-3 sembra aiutare a ridurre il rischio di complicanze altamente indesiderate, in particolare la preeclampsia, e di parto pretermine. Uno studio pubblicato su JAMA nel 2019 ha rilevato che le donne che assumevano integratori di omega-3 avevano meno probabilità di partorire prima delle 37 settimane (Cetin 2024). Le gravide con un basso apporto di acido docosaesaenoico e/o bassi livelli di acido docosaesaenoico nel sangue hanno un rischio aumentato di parto pretermine e parto pretermine precoce. L'integrazione con DHA ed EPA potrebbe ridurre il rischio di parto pretermine ma anche di preeclampsia nelle gravidanze a basso rischio. Anche in questi casi gli effetti benefici dipenderebbero dalla natura antinfiammatoria degli Omega-3 e dal miglioramento del flusso di sangue alla placenta. Inoltre, l'assunzione di Omega-3 è stata associata al miglioramento del peso alla nascita, mentre un basso consumo di pesce (fonte di questi grassi) durante le fasi precoci della gravidanza correla con l'aumento del rischio di parto pretermine e di basso peso alla nascita. Alcune ricerche hanno evidenziato che l’assunzione di omega-3 può favorire un adeguato peso alla nascita, riducendo il rischio di neonati con peso troppo basso o troppo alto. Un corretto apporto di omega-3 durante la gravidanza può inoltre contribuire a un migliore sviluppo complessivo morfocognitivo del neonato. Infine, il diabete gestazionale sembra ridurre il passaggio di Omega-3 attraverso la placenta e dei livelli di DHA nel sangue del cordone ombelicale; per questo in presenza di questa complicanza è fondamentale un'integrazione precoce con questo prezioso grasso. Gli acidi grassi omega-3 potrebbero prevenire la patogenesi della poliabortività modulando la disregolazione dei trofoblasti, delle cellule immunitarie, dello stress ossidativo e della funzione endocrina. Tuttavia, ci sono ancora troppe poche prove che dimostrino direttamente il coinvolgimento degli acidi grassi omega-3 nella patogenesi della poliabortività o l’efficacia degli acidi grassi omega-3 nel trattamento di tali pazienti.
Comprendere il DHA: Definizione, Rilevanza e Fonti Alimentari
L'acido docosaesaenoico (DHA) è un acido grasso polinsaturo della serie Omega-3. Quindi, assumerlo non può che farci bene. Il DHA, o acido docosaesaenoico, è un acido grasso polinsaturo appartenente al gruppo degli omega-3. Il DHA fa parte di questa famiglia di grassi “buoni” ed è molto importante sia durante la gravidanza che in allattamento per il benessere del bambino. Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali, cioè grassi “buoni” che il nostro organismo non è in grado di produrre da sé in quantità sufficienti. Per questo motivo devono essere assunti tramite l’alimentazione. I principali Omega-3 di interesse nutrizionale sono l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico), presenti soprattutto nel pesce, oltre all’ALA (acido alfa-linolenico) presente in alcune fonti vegetali. Gli acidi grassi omega-3 e gli omega-6 sono acidi grassi essenziali, fondamentali per molte funzioni biologiche. Il corpo tuttavia non è in grado di produrli autonomamente, devono quindi essere assunti tramite l’alimentazione. Sebbene entrambi siano necessari per la salute, è cruciale mantenere un equilibrio ottimale tra di loro, poiché hanno ruoli fisiologici diversi e talvolta opposti. Durante la gravidanza è importante mantenere un corretto equilibrio tra omega-3 e omega-6. Gli omega-6, presenti in oli vegetali e alimenti processati, hanno un effetto pro-infiammatorio, e un eccesso rispetto agli omega-3 può aumentare il rischio di infiammazioni e complicazioni.

Il DHA è il componente principale dell’olio di pesce. Gli animali marini ne sono ricchi, in particolare i pesci grassi come il salmone, il tonno, le sardine, le aringhe, il pesce spada, lo sgombro. EPA e DHA si trovano principalmente nell’olio di pesce (pesci grassi come salmone, sgombro, sardine, tonno) e in alcuni integratori a base di microalghe. Questi sono gli Omega-3 più direttamente utilizzabili dal nostro organismo e quelli con i maggiori benefici per mamma e bambino. Consumare 2-3 porzioni di pesce a settimana può coprire buona parte del fabbisogno di Omega-3. È consigliabile preferire pesci di piccola taglia (come sardine e acciughe) o pesce certificato per il basso contenuto di mercurio, in modo da evitare contaminanti che possono passare nel latte materno. Gli altri alimenti invece hanno quantità molto esigue di DHA.
ALA è l’Omega-3 di origine vegetale (semi di lino, noci, chia, olio di canapa, ecc.). Il corpo può convertirne una piccola parte in DHA ed EPA, ma in modo poco efficiente. È comunque importante includere anche fonti vegetali nella dieta, pur sapendo che da sole potrebbero non garantire un apporto sufficiente di DHA/EPA. Noci (in particolare le noci comuni), semi di lino, semi di chia e semi di canapa contengono ALA. Macinare i semi di lino o di chia e aggiungerli a yogurt, insalate o frullati è un ottimo modo per assumere ALA. Oli vegetali come olio di lino, olio di canapa e olio di perilla sono ricchi di Omega-3 (ALA). Inoltre, alcune microalghe sono naturalmente ricche di DHA; infatti, esistono integratori a base di olio di alghe pensati per vegetariani e vegani che forniscono DHA puro. Consumare alghe commestibili (come la spirulina o la alga nori) apporta piccole quantità di Omega-3, ma non ai livelli del pesce.
In commercio si trovano anche alimenti arricchiti con Omega-3, ad esempio alcune uova, latte o yogurt ai quali vengono aggiunti DHA attraverso l’alimentazione delle galline o con fortificazione diretta. Questi prodotti possono contribuire ad aumentare l’introito quotidiano di Omega-3 se inseriti nella dieta. La dieta non sempre è sufficiente ad apportare la quantità corretta di DHA. Pensate ai vegetariani, che non mangiano pesce. Il problema di alcuni pesci però è che, essendo grandi, accumulano sostanze nocive, come il mercurio. Ecco perché non se ne deve abusare, in particolare se si è incinte. Per lo stesso motivo, ai bambini è meglio dare altri tipi di pesce, ad esempio la sogliola o il merluzzo.
Integrazione di DHA: Quando è Necessaria e Come Scegliere con Consapevolezza
Assumere un integratore di Omega-3 durante l’allattamento è una pratica comune e raccomandata in molte situazioni. Le linee guida dei nutrizionisti indicano che un adulto dovrebbe assumere almeno 250 mg al giorno di EPA e DHA. In più, per le donne in gravidanza e allattamento, gli esperti (ad esempio l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) suggeriscono un’integrazione aggiuntiva di circa 200 mg di DHA al giorno, proprio per supportare lo sviluppo del bambino. Le linee guida stabiliscono che le donne in gravidanza e in allattamento dovrebbero assumere almeno 200 milligrammi (mg) di DHA al giorno. Tuttavia, potrebbe essere utile assumere quantità ancora maggiori di DHA, poiché alcune ricerche dimostrano che riduce il rischio di parto prematuro e aumenta le possibilità che il bambino abbia un peso alla nascita sano. Pertanto, anche se una vitamina prenatale contiene DHA, potrebbe essere utile aggiungere un integratore di DHA durante la gravidanza, e se l'integratore preconcezionale non ne contiene, è un'ottima idea integrarlo. Alcuni studi raccomandano almeno 200 mg al giorno di DHA alle donne in gravidanza e in allattamento. La dose giornaliera consigliata è di almeno 250 mg per gli adulti e 500 mg per le donne in gravidanza. È un integratore alimentare multivitaminico e multiminerale adatto alle donne nel periodo post parto e allattamento. La formulazione di Multicentrum Neo Mamma DHA è una fonte di vitamine e minerali che forniscono numerosi benefici per la donna nei mesi successivi al parto.

In altri casi, come durante la gravidanza e l’allattamento, il fabbisogno aumenta e, di conseguenza, è necessario passare alla supplementazione con specifici integratori alimentari a base di olio di pesce. Ecco alcuni motivi per cui può essere vantaggioso ricorrere a un integratore di Omega-3 durante l’allattamento: se la mamma consuma poco pesce (meno di 2 porzioni a settimana) o non lo consuma affatto, è probabile che l’apporto di Omega-3 EPA/DHA attraverso i pasti sia insufficiente. Un integratore colma questa lacuna, assicurando comunque al latte materno una buona concentrazione di Omega-3 per il neonato. Chi segue una dieta vegetariana o vegana non assume EPA e DHA dal pesce. In questi casi è quasi imprescindibile utilizzare integratori specifici (ad esempio a base di olio di alghe per ottenere DHA) per evitare carenze. In questo modo anche il latte materno di una mamma vegetariana sarà ricco dei preziosi Omega-3 necessari al bimbo. Durante l’allattamento il corpo della donna mobilita le proprie riserve nutritive per produrre latte di alta qualità. Se le riserve di Omega-3 della mamma sono basse, c’è il rischio di andarne in carenza. Integrare aiuta sia a garantire al bimbo il DHA necessario, sia a proteggere la mamma da un eccessivo impoverimento delle proprie risorse (che potrebbe manifestarsi, ad esempio, con stanchezza, pelle spenta, infiammazioni o abbassamento dell’umore). Un integratore in capsule o in forma liquida permette di raggiungere in modo semplice la dose raccomandata di Omega-3 ogni giorno, senza doversi preoccupare troppo di pianificare i pasti a base di pesce. Questo può essere molto comodo nei primi mesi post-partum, quando il tempo da dedicare a cucina e spesa è ridotto e l’appetito della mamma può essere variabile. È consigliabile consultare il medico o il farmacista prima di iniziare, soprattutto se si assumono altri farmaci (ad esempio anticoagulanti) o se si hanno particolari condizioni di salute. Il professionista sanitario potrà confermare il dosaggio più adatto alle proprie esigenze individuali.
Non tutti gli integratori sono uguali, e scegliere un prodotto di qualità è fondamentale per ottenere reali benefici. Leggi l’etichetta per vedere quanti milligrammi di EPA e DHA sono presenti per dose (capsula o cucchiaino se liquido). Preferisci integratori ad alta concentrazione, che forniscano ad esempio almeno 250-500 mg di EPA + DHA totali al giorno, in modo da raggiungere facilmente le dosi raccomandate. Alcuni prodotti “ad alta potenza” possono fornire anche 1000 mg o più di Omega-3 per dose, risultando molto comodi. Assicurati che l’integratore provenga da un produttore affidabile e che l’olio di pesce sia purificato da metalli pesanti (come il mercurio) e altre sostanze contaminanti. Prodotti con certificazioni di qualità, ottenuti da pesce selvatico pescato in acque pulite (ad esempio l’olio di pesce norvegese) o purificati tramite distillazione molecolare, garantiscono maggiore sicurezza. In etichetta spesso è indicata la provenienza dell’olio e l’eventuale certificazione IFOS o Friend of the Sea. Molti integratori di qualità offrono Omega-3 nella forma naturale di trigliceridi, che assicura un’assimilazione ottimale. Verifica inoltre se il prodotto contiene anche vitamina E (tocoperolo) che funge da antiossidante per preservare l’olio di pesce dall’irrancidimento, o se aggiunge vitamina D utile per mamma e bambino. Evita integratori con aggiunta di ingredienti non necessari o potenzialmente allergizzanti (ad esempio alcuni aromi artificiali, se preferisci formulazioni pure). Gli Omega-3 sono disponibili sia in capsule molli (softgel) che in forma liquida. Le capsule sono inodori e insapori, più facili da assumere senza sentire il gusto di pesce, e sono comode da dosare. Gli oli liquidi possono essere indicati per chi ha difficoltà a deglutire capsule o ha bisogno di dosaggi elevati personalizzati; spesso sono aromatizzati al limone o arancia per migliorarne il gusto. Scegli la forma che ti è più comoda, così da assumere l’integratore con costanza ogni giorno. Se sei vegetariana o allergica al pesce, opta per integratori a base di olio algale (DHA derivato da alghe marine). In commercio esistono prodotti formulati appositamente per fornire DHA/EPA da fonte vegetale, garantendo comunque un elevato apporto di Omega-3 pur non contenendo derivati ittici.
Sul mercato ci sono molti integratori validi. Norsan Omega 3 dalla Norvegia 120 Capsule è un integratore premium a base di olio di pesce norvegese puro. Ogni dose fornisce un elevato contenuto di EPA e DHA, garantendo massima purezza e freschezza. La confezione da 120 capsule assicura una fornitura di diverse settimane. Norsan è noto per la qualità delle materie prime e per l’olio estratto da pesci selvatici dei mari del Nord, ricco di Omega-3 naturali. Sygnum Omega3 Cell 120 Perle è un integratore di Omega-3 pensato non solo per supportare la funzione cardiaca, ma anche per la salute di pelle, unghie e capelli della mamma. Ogni perla contiene olio di pesce ad alta concentrazione di EPA e DHA. ESI Omega-3 Extra Pure è un integratore di Omega-3 dell’italiana ESI, formulato con olio di pesce altamente purificato. Garantisce un apporto bilanciato di EPA e DHA ed è arricchito con vitamina E naturale per preservarne la stabilità.
Tra gli integratori consigliati, si evidenzia Gravidanza DHA di Etrusca Benessere, un’azienda 100% made in Italy. Gravidanza DHA è un integratore alimentare naturale che offre il giusto apporto di acido docosaesaenoico. Oltre ad essere indicato alle donne in dolce attesa, Gravidanza DHA può essere utilizzato anche durante l’allattamento. La sua assunzione consente di integrare l’alimentazione che, soprattutto quando si allatta, deve essere sana e varia. Gravidanza DHA non contiene soltanto olio di pesce, ma fornisce altre sostanze altrettanto utili per il benessere della donna e del nascituro. È un integratore ricco e completo. Ad esempio, la vitamina C, il rame e lo zinco proteggono le cellule dallo stress ossidativo, che provoca il loro invecchiamento. Inoltre, si tratta di nutrienti importanti che supportano l’attività del sistema immunitario. Durante la gestazione, si deve aumentare la quantità assunta di calcio e vitamina D. La futura mamma infatti trasferisce il calcio al nascituro attraverso il circolo sanguigno. Ecco perché ha necessità di incrementarne i livelli. La vitamina D contribuisce all’assorbimento e all’utilizzo del calcio che servirà per le ossa del piccolo. Altro elemento basilare per la salute del feto è l’acido folico, consigliato già dal periodo del concepimento. Questa vitamina del gruppo B svolge un ruolo importantissimo nella divisione cellulare e nella prevenzione dei cosiddetti difetti del tubo neurale, come la spina bifida. I folati si trovano in diversi cibi (ad esempio le verdure a foglia verde), ma la cottura li distrugge ed è quindi opportuno ricorrere alla supplementazione per bocca. In Gravidanza DHA sono presenti anche: magnesio, ferro, niacina, zinco, acido pantotenico, luteina, manganese, vitamine C, E, B6, B2, B1, B12, rame, fluoro, iodio, biotina, selenio. È consigliata una compressa al giorno, da deglutire con acqua. L’integratore è privo di glutine, quindi può essere assunto anche da chi ha un’intolleranza a questa sostanza (ad esempio, la celiachia). I prodotti di Etrusca Benessere sono senza glutine e senza lattosio e sono formulati anche per chi segue regimi alimentari vegetariani o vegani. L’azienda si impegna a utilizzare ingredienti naturali, senza coloranti, aromi o additivi artificiali, con ogni passaggio del processo produttivo seguito minuziosamente da biologi, farmacisti e nutrizionisti.
Conseguenze di una Carenza di DHA e Oltre: La Ricerca Continua
Una scarsa assunzione di DHA in gravidanza e in allattamento può essere responsabile di un minore sviluppo del sistema nervoso e della funzione visiva del bambino. In più, la carenza di acido docosaesaenoico sarebbe associata ad un rischio più alto di deficit di attenzione e iperattività (ADHD, Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) e depressione post-partum nella mamma. Sebbene i risultati relativi all'azione cognitiva a lungo termine dei supplementi di DHA in gravidanza rimangano ancora incerti, l'importanza di un adeguato introito di acidi grassi polinsaturi nella dieta infantile per il normale sviluppo è oramai accertata. Sono numerosi gli studi che raccomandano almeno 200 mg al giorno di DHA alle donne in gravidanza e in allattamento, ma i dati dimostrano che spesso le neomamme assumono circa il 25% di questa quantità, e che quasi i tre quarti delle donne in gravidanza hanno un apporto di omega-3 lontano dalle indicazioni europee. L'Omega 3 DHA è un alleato di tutte le donne che vogliono realizzare il loro desiderio di maternità, e continua a esserlo dopo che questo desiderio si è trasformato in realtà. I LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia) della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu) indicano che in fase di pre-concepimento, tutte le donne dovrebbero assicurarsi ogni giorno 250 mg di DHA + EPA, ma in situazioni più complesse (come quelle in cui si incontrano difficoltà di concepimento) potrebbero essere necessarie dosi più elevate. In questi casi, il confronto con il ginecologo e con un nutrizionista esperto in fertilità è fondamentale. Durante la gravidanza e l'allattamento al seno sono necessari 100-200 mg di DHA in più al giorno oltre ai 250 mg di DHA + EPA che dovrebbero essere assunti, di base, in età adulta; anche in questo caso, solo un esperto può consigliare sull'eventuale necessità di aumentare ulteriormente l'assunzione. Soddisfare questi fabbisogni è fondamentale per evitare che le scorte di DHA materne arrivino addirittura a dimezzarsi - una situazione che può impiegare anche 6 mesi per risolversi. Purtroppo farlo con l'alimentazione non è semplice: la principale fonte di DHA è il pesce grasso, che può accumulare sostanze particolarmente pericolose durante la gravidanza, come il mercurio. Gli integratori alimentari rappresentano un valido aiuto per assicurarsi dosi adeguate di DHA senza correre il rischio di assumere queste sostanze - a patto che si seguano due accorgimenti: scegliere prodotti di qualità elevata, che garantiscano l'assenza di contaminazioni e la corrispondenza tra la quantità dichiarata in etichetta e quella effettivamente presente nell'integratore; assumere DHA tale e quale, quindi da oli di origine marina (non solo di pesce, ma anche di microalghe, adatte anche alle mamme vegane).

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