Il panorama culturale contemporaneo è attraversato da correnti sotterranee che, celate sotto il velo della modernità e del progresso, ripropongono istanze arcaiche di rottura radicale con l'ordine tradizionale. La Disney, un tempo pilastro della creatività infantile, appare oggi come una fabbrica di false fiabe-incubi sulla pelle dei bambini, una propaganda per indottrinare i più giovani e manipolabili ai dettami della dittatura del “pensiero unico”. In questo scenario, la rivisitazione di classici come Maleficent non è solo una scelta estetica, ma un’operazione ideologica: il film mette ancora di più in evidenza come la Chiesa Cattolica compia la sua opera meschina. I “buoni” in realtà sono meschini dal cuore malvagio, tanto da accattivarsi le simpatie per poi mettere in atto le proprie opere subdole.

La decostruzione del sacro e il rovesciamento dei valori
La narrazione di Maleficent propone una rilettura de La Bella addormentata nel bosco in cui Re Stefano, amico d'infanzia della protagonista, tradisce il legame amoroso per pura ambizione di potere, arrivando a mutilare Malefica per ottenere il trono. Il giuramento di vendetta si trasforma in una dinamica madre-figlia tra Malefica e Aurora, dove la Chiesa, identificata nelle figure regali, assume i tratti di una prepotenza maligna. Il richiamo alla Chiesa Cattolica è evidente, con il Re reso simile a un Cristo caricaturale e oppressore.
Questo fenomeno di "indottrinamento" non risparmia le istituzioni civili né le espressioni artistiche. Il segretario nazionale del GRIS, Giuseppe Ferrari, ha espresso profonde critiche riguardo alla fontana oscena di Ontani a Vergato, definendola un esempio della deriva alla quale siamo arrivati. L’opera, che vede un fauno con un grosso fallo eretto e un bambino sulle spalle, viene spacciata come "inno alla vita", ma per molti osservatori rappresenta una forma di "subdolo indottrinamento dei bambini al satanismo e alla ambiguità sessuale". Questa strategia di normalizzazione dell'osceno, spesso finanziata con fondi pubblici, mira a scardinare il concetto di famiglia tradizionale e a relativizzare la natura umana.
DEMONIACHE INFLUENZE. L'OCCULTO NELLA CULTURA POP. MARIO ARTURO IANNACCONE.
Il Tempio Satanico e la strumentalizzazione dei diritti
Il cosiddetto "ateismo razionalista" dei membri del The Satanic Temple (TST) nasconde spesso una reale volontà di sovversione morale. Sebbene si dichiarino atei, formalmente si considerano religiosi e promuovono un dogma crowleyano: “io sono dio di me stesso, fa’ ciò che vuoi, sia la tua legge”. Questa visione panteistica e individualista giustifica ogni capriccio umano, trasformando la libertà in assenza totale di limiti etici.
L'attivismo del TST, guidato da figure come Lucien Greaves, si concentra sulla penetrazione nelle scuole pubbliche e sulla sfida ai monumenti cristiani. Un caso emblematico è avvenuto a Belle Plaine, in Minnesota, dove la cittadinanza si è unita in pacifica protesta contro l'installazione di un monumento satanico in un parco dedicato ai caduti in guerra. Il tentativo di "rieducazione al satanismo" attraverso la "libertà religiosa" è un paravento utilizzato per contrastare l'opera di evangelizzazione della Chiesa Cattolica. I satanisti, paradossalmente, si alleano con correnti progressiste, come visto al Gay Pride di Praga, sostenendo istanze LGBT e criticando la famiglia naturale, sostenendo che il Cristianesimo non abbia inventato l'istituto del matrimonio.
L'aborto come rituale: la frontiera del sacro rovesciato
La questione dell'aborto è diventata il terreno di scontro teologico e politico più violento. Mons. Stephen Rossetti, noto esorcista, ha denunciato come il The Satanic Temple abbia aperto cliniche dove l'interruzione di gravidanza è accompagnata da un "rituale satanico". Le parole di tale rito, «Con il mio corpo, il mio sangue; con la mia volontà, è compiuto», rivelano una natura sacrificale che va oltre la procedura medica.
Il film Nefarious (2023) esplora con inquietante precisione questa tematica attraverso il dialogo con un'entità demoniaca. Il film argomenta che il più grande trionfo dell'Inferno odierno sia aver trasformato il sacrificio dei bambini - un tempo offerti a Moloch tra le fiamme - in una procedura clinica, asettica e legale. «Non chiediamo più urla. Basta il silenzio di una sala operatoria», afferma la voce del demone nel film. Questo parallelo non è finzione narrativa, ma una denuncia di come la cultura della morte sia stata istituzionalizzata e resa "civile" per non destare sospetti.

La resistenza cattolica e la memoria del processo
Nonostante l'avanzata di tali istanze, la risposta della Chiesa Cattolica rimane ferma. Casi storici, come il processo alla setta "Bambini di Satana" negli anni '90, mostrano come la magistratura abbia talvolta faticato a dare giustizia alle vittime di manipolazione mentale, nonostante le testimonianze di minori. Il pubblico ministero Lucia Musti, in quel contesto, subì minacce di morte per il suo impegno a favore della verità, ricevendo poi un riconoscimento ufficiale dal Papa.
L'opposizione dei fedeli si manifesta anche attraverso atti di riparazione, come le Sante Messe organizzate dall'Arcivescovo di Ottawa in risposta alla programmazione di una "messa nera" pubblica. Tali rituali, che coinvolgono spesso la dissacrazione dell'Ostia consacrata, sono considerati atti di odio anticristiano. La strategia dei satanisti è quella di testare la resilienza sociale: se le petizioni dei fedeli costringono a spostare l'evento in locali privati - come accaduto ad Harvard - i satanisti continuano a perseguire la visibilità mediatica come strumento di indottrinamento.
Tra imperialismo azteco e totalitarismo moderno
È utile osservare come il sacrificio umano, inteso come strumento di dominio politico e religioso, non sia un'invenzione moderna. La storia dei popoli Indios che, oppressi dal totalitarismo sanguinario della Triplice Alleanza Azteca, si allearono con Cortés per rovesciare un regime basato sui sacrifici rituali, offre un parallelo storico. La descrizione del codice azteco sui rituali di cannibalismo e offerta agli dei ricorda come il sacrificio di vite umane sia stato, in diverse epoche, parte integrante di sistemi di potere che richiedevano il sangue per consolidarsi.
Oggi, l'agenda di morte si manifesta nella diffusione dell'eutanasia e del suicidio assistito. Come sottolinea Mons. Rossetti, in ogni caso di possessione, la tentazione al suicidio è il passo finale. La società contemporanea, che ha ridicolizzato l'idea dell'inferno e delle forze demoniache, finisce per ospitare queste realtà nei suoi riti più intimi e nei suoi diritti civili. L'indottrinamento dei più piccoli, la distorsione del linguaggio e la manipolazione dei sentimenti sono le armi di una guerra che si combatte non più con le armi fisiche, ma con la corruzione della ragione e la banalizzazione del male. La fede resta l'unico baluardo contro questa avanzata, offrendo un sentiero di luce contrapposto alle tenebre che cercano di camuffarsi da progresso.