Roby Facchinetti: Il Genio Musicale dietro il Mito dei Pooh

La figura di Roby Facchinetti si staglia nel panorama musicale italiano come un monumento alla creatività, alla dedizione e alla costante evoluzione sonora. Con una carriera che attraversa oltre sessant'anni di storia della musica, il suo nome è indissolubilmente legato a quello dei Pooh, gruppo che ha segnato intere generazioni, ma il suo percorso artistico e umano rivela sfaccettature che vanno ben oltre la pur straordinaria fama della band.

Le radici e la formazione a Bergamo

Camillo Ferdinando Facchinetti, noto al grande pubblico come Roby, nasce il 1° maggio 1944 a Bergamo. La sua è una famiglia solida, radicata nelle tradizioni di un’Italia che sa costruire il proprio futuro attraverso il lavoro e la passione. Trascorre l’infanzia in una cascina ad Astino, quartiere periferico di Bergamo, dove fin da piccolo viene circondato da un ambiente che favorisce il suo talento innato. La musica era di casa grazie al nonno, compositore e direttore di un coro polifonico, e alla madre che gli trasmette l'amore per la musica classica.

Il suo primo approccio con la musica avviene prestissimo, all'età di quattro anni, quando, a orecchio, comincia a suonare un'armonica a bocca. È in quel momento che percepisce la magia di comunicare attraverso uno strumento. Seguono lo studio della fisarmonica a otto anni, presso il conservatorio "Donizetti" sotto la guida del Maestro Ravasio, e del pianoforte a dieci. Quando a otto anni impara la scala di Do, diventa chiaro a chiunque che la musica sarebbe stata la sua vita.

Ritratto di Roby Facchinetti al pianoforte durante una sessione di composizione

La gavetta e l'ingresso nei Pooh

Nel 1958, a soli 14 anni, muove i primi passi con il gruppo I Monelli, esibendosi nelle balere della provincia. Dopo una lunga gavetta, il complesso arriva a esibirsi in contesti prestigiosi come il Grand Hotel di Rimini. Nel 1964 passa al gruppo Pierfilippi e Les Copains, con cui gira l’Italia. È durante questo periodo che, in un locale di Torino, utilizza per la prima volta il nome d'arte "Roby".

Il destino di Facchinetti cambia radicalmente all'inizio del 1966, allo "Sporting Club" di Bologna. L'orchestra Pierfilippi suona anticipando il concerto dei Pooh; al termine della serata, al musicista viene proposto di sostituire il tastierista inglese Bob Gillot. Proposta subito accettata, anche grazie all'incoraggiamento del suo gruppo precedente. Facchinetti entra nei Pooh e debutta con loro al Moulin Rouge di Cattolica.

Il cuore pulsante dei Pooh

All'interno dei Pooh, Roby assume ben presto un ruolo preponderante, diventando il compositore della maggior parte dei brani. La collaborazione con il paroliere Valerio Negrini segna la nascita di un sodalizio artistico che regalerà al pubblico italiano canzoni immortali. È della coppia "Facchinetti-Negrini" la prima delle canzoni inedite dei Pooh dal titolo Brennero '66, presentata al Festival delle Rose. Nonostante la censura della Rai dell'epoca, il gruppo continua a crescere.

Con l'album Opera prima del 1971 nasce il mito della band. Da quel momento, la produzione di Roby Facchinetti si caratterizza per una continua ricerca di avanguardia, rendendo le sonorità dei Pooh sempre attuali. Facchinetti ha alcuni primati nell'utilizzo di strumenti in Italia: il più importante è l'introduzione del sintetizzatore Moog (nella variante Polymoog e Minimoog), comprato direttamente dall'inventore Robert Moog a Londra nel 1972. Il suo suono particolarissimo si può avvertire nell'intro del celebre brano Noi due nel mondo e nell'anima.

Pooh: Una storia in musica

Successi vocali e compositivi

Dopo l'addio di Riccardo Fogli nel 1973, Facchinetti assume il ruolo di voce principale in molti brani, interpretando successi che hanno fatto la storia del pop italiano, tra cui Dammi solo un minuto, Chi fermerà la musica, Cercami e Uomini soli, canzone con cui i Pooh trionfano al Festival di Sanremo nel 1990.

La sua verve di compositore dal gusto classico lo porta a scrivere suite e strumentali che danno originalità ai Pooh, rappresentando per molti i vertici assoluti della loro produzione: tra i numerosi titoli spiccano Parsifal, Il tempo una donna la città e Dove comincia il sole. La sua capacità di fondere melodia, studi classici e intuizioni moderne ha creato un genere inedito per l'Italia: il pop-rock sinfonico.

La carriera solista e le collaborazioni

Nonostante l'impegno costante con i Pooh, Facchinetti ha intrapreso diverse strade solistiche. Nel 1984 esce il suo primo album, Roby Facchinetti, inciso con musicisti inglesi e l'orchestra sinfonica di Monaco. Nel 1994 pubblica Fai col cuore, dove sviluppa ulteriormente la forma canzone con testi raffinati. Nel 2014, dopo la fine dell'esperienza con i Pooh, pubblica Ma che vita la mia, che scala subito le classifiche di vendita.

Di rilievo anche il suo impegno nella musica per immagini: scrive la colonna sonora del documentario Leonardo chi? e partecipa al film Un figlio di nome Erasmus interpretando se stesso. Nel 2020, durante l'epidemia di COVID-19, firma il brano Rinascerò, Rinascerai con il testo dell'amico Stefano D'Orazio, un inno di speranza che ha unito l'Italia in un momento drammatico.

Roby Facchinetti sul palco dell'Ariston durante una delle sue partecipazioni al Festival di Sanremo

Vita privata e passioni fuori dal palco

La vita di Roby Facchinetti è segnata da affetti profondi. Nel 1970 sposa Mirella Costa, dalla quale nascono Alessandra, oggi stilista, e Valentina. Dopo la separazione, vive una relazione con Rosaria Longoni, dalla quale nasce Francesco, che seguirà le orme paterne nel mondo dello spettacolo. Nel 1989 sposa Giovanna Lorenzi, con la quale ha i figli Roberto e Giulia.

Oltre alla musica, Roby coltiva numerose passioni. È un grande tifoso dell'Atalanta, per cui ha composto inni ufficiali, e un appassionato collezionista di vini, arrivando a custodire oltre 2500 bottiglie nella sua cantina. Cura molto il suo benessere fisico, praticando jogging e palestra ogni mattina. La sua vita, come lui stesso racconta, è sempre stata rivolta alla ricerca di nuove melodie, vivendo praticamente sul suo pianoforte in costante attesa di un'ispirazione. Nonostante i successi, non ha mai smesso di mettersi in gioco, affrontando con umiltà e tenacia sia i momenti di dolore - come la perdita dello storico amico Valerio Negrini - sia le sfide che la cronaca gli ha presentato nel corso degli anni.

tags: #data #nascita #roby #facchinetti