Claudio Bisio: Un Viaggio Artistico Tra Teatro, Cinema e Televisione

Claudio Bisio, all'anagrafe Claudio Giuseppe Bisio, è nato a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, il 19 marzo 1957. La sua vita, come ammette ironicamente lui stesso, è iniziata con il piede sbagliato a causa di difficoltà nel parto, essendo nato con il cordone ombelicale attorno al collo, un evento che lo spingerà a non usare cravatte né colletti abbottonati. Trascorre i primi mesi di vita nel paese piemontese di Novi Ligure. La sua famiglia si trasferisce a Milano quando lui ha solo cinque anni, o a 5 anni si trasferisce con la famiglia a Milano, dove cresce. Claudio ha una sorella, Marilena, nata nel 1960.

Ritratto di Claudio Bisio giovane

Gli Anni della Formazione e l'Impegno Giovanile

Negli anni settanta, studente del Liceo Scientifico "Luigi Cremona" di Milano, Bisio fu attivista di Avanguardia Operaia. Durante gli anni del liceo si scopre politicamente impegnato, tanto da essere attivista di Avanguardia Operaia. In questo periodo, alterna l'impegno politico con la passione per il teatro e incomincia a recitare al Centro sociale Leoncavallo, gettando le basi della sua futura carriera. Allo studio, infatti, alterna tanto l'impegno politico quanto la passione per la recitazione. Dopo aver fatto il militare a Macomer, in provincia di Nuoro, è indeciso sulla carriera da intraprendere. Si iscrive alla Facoltà di Scienze agrarie dell'Università degli Studi di Milano, frequentandola per due anni, per poi lasciare gli studi. Con il rientro a Milano, prende la decisione di girare il mondo e finalmente trova la sua strada: il teatro.

La Civica Scuola d'Arte Drammatica e i Primi Passi Teatrali

La passione per il teatro lo porta a conseguire nel 1981 il diploma presso la Civica scuola d'arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano. Senza grandi aspettative prepara la prova d'esame per l'ammissione alla civica scuola del Piccolo teatro di Milano, portando un brano tratto da "Look back in anger" di John Osborne e cantando al pianoforte "Vedrai vedrai" di Luigi Tenco. Le sue performances raggiungono i risultati sperati e viene ammesso. La sua insegnante del Piccolo Teatro di Milano, rivelatosi molto bravo, gli consigliò di giocare la carta della comicità. Tuttavia, Bisio avrebbe poi smentito questa etichetta con ruoli più complessi.

In quegli anni, l'ambiente del Piccolo Teatro lo introduce a una vasta gamma di autori classici e contemporanei: così, negli anni a venire, affronterà Brecht, Pirandello, Feydeau, Shakespeare, Dostojevski. Ma è soprattutto con il musical trasgressivo "The Rocky Horror Picture Show" che si fa notare. È proprio grazie a una rappresentazione di quest'ultimo spettacolo che conosce Gabriele Salvatores, un incontro che segna l’inizio di un’amicizia e di una collaborazione artistica duratura. La sua attività teatrale proseguirà anche con "Amor giovane, amor vecchio", "Antigone" di Sofocle, "La mosca".

Claudio Bisio in una rappresentazione teatrale

Il Sodalsizio con Gabriele Salvatores e il Debutto Cinematografico

Gabriele Salvatores lo aveva notato in una replica del "Rocky Horror", e lo accoglie nella Compagnia dell'Elfo. Questa collaborazione porta Claudio Bisio prima a partecipare a uno spettacolo teatrale nel 1981 e poi al cinema nel 1983. Entrambi i lavori sono diretti da Salvatores e hanno un titolo comune: Sogno di una notte d’estate. Nel film, Bisio recita al fianco di Flavio Bucci, Erika Blanc, Luca Barbareschi, Alessandro Haber e la cantante Gianna Nannini. Dal loro sodalizio artistico nasce una profonda amicizia che li condurrà a lavorare gomito a gomito sul palcoscenico ne "Nemico di classe", "Amanti", "Comedians", "Ubu re" e "Cid". Questa profonda intesa con Salvatores lo indurrà a spingersi anche nei primi approcci alla macchina da presa con i cortometraggi "Film Fetore", "Beneath the death" e "Incubi catodici".

La Carriera tra Palco e Set negli Anni Ottanta

A metà degli anni Ottanta, la sua carriera si intreccia alternativamente fra palco e set. In teatro, con la collaborazione dei drammaturghi Edoardo Erba e Roberto Traverso, mette in scena "Black out", "Un cm ogni 80 battiti" e "Favola calda". La visibilità acquistata spingerà il premio Nobel Dario Fo a proporgli la partecipazione in una riedizione de "Morte accidentale di un anarchico", un'esperienza teatrale che l'attore stesso considera tra le più significative.

Contemporaneamente, il cinema gli permette di incontrare due grandissimi della commedia all'italiana: Dino Risi e Mario Monicelli. Il primo lo dirige in Scemo di guerra (1985), affidandogli la parte del tenente Pintus, mentre il secondo lo vuole nel cast corale de I picari (1987). Sempre in questi anni, ottiene piccoli ruoli in film di autori come Monicelli e Dino Risi. Quasi contemporaneamente, Claudio Bisio torna a lavorare con Salvatores, che in Kamikazen - Ultima notte a Milano (1987) gli offre il ruolo di Vincenzo Amato, un comico dilettante che si divide fra una moglie ingombrante e depressa e un'amante decisamente più avvenente. Sarà proprio in questo film che Bisio appare in un ruolo a cavallo fra dramma e comicità. Altri lavori cinematografici lo vedono diretto da Giuseppe Bertolucci in Strana la vita (1987) e I cammelli (1988). Cinematograficamente, è così compagno di set dei grandi nomi della commedia, tra cui Bernard Blier, Beppe Grillo, Monica Guerritore, Diego Abatantuono, Lina Sastri, Amanda Sandrelli, Massimo Venturiello, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Ugo Conti e, come non citare i pilastri Manfredi, Montesano, Giannini, Gassman e il collega e amico Hendel?

Il Debutto Televisivo e il Successo Musicale

La conquista del tubo catodico è invece più lenta. Tra il 1988 e il 1990 partecipa al programma "Una notte all'Odeon" e poi entra nel cast della serie televisiva Zanzibar (1988), plurireplicata. La sua prima apparizione significativa in televisione è proprio la partecipazione al programma Zanzibar, una sorta di sitcom ante litteram in cui compaiono anche David Riondino (già lanciato da alcuni riusciti tormentoni musicali al Maurizio Costanzo Show), Gigio Alberti, Antonio Catania, Angela Finocchiaro, Karina Huff, Silvio Orlando. Il suo ruolo è quello di Italo, un meccanico, comunista e milanista.

Dopo alcune partecipazioni a programmi televisivi ideati da Paolo Rossi (come Su la testa! e Cielito lindo), insieme a degli esordienti di talento come Antonio Albanese, Maurizio Milani e Aldo Giovanni e Giacomo, e dopo aver partecipato ad alcune puntate del Maurizio Costanzo Show, al principio degli anni novanta Bisio ottiene un sorprendente successo come cantante sui generis o rapper alla casseoula con la geniale "Rapput", scritta a quattro mani con Rocco Tanica. A questa seguirà l'esilarante album Paté d'animo, dove si dimostra del tutto all'altezza anche come cantante vero e proprio. Questo album è stato scritto e cantato con Rocco Tanica.

Bisio e Tanica - 'Ma il cielo è sempre più blu' 1995

I Ruggenti Anni Novanta: Cinema, Televisione e Pubblicità

I ruggenti anni Novanta vedono un'intensa attività cinematografica di Bisio, soprattutto con Gabriele Salvatores. Mediterraneo (1991), Puerto Escondido (1992) e Sud (1993) sono i primi film del decennio, tutti con la regia di Salvatores. Claudio Bisio si trova a giocare nella squadra vincente di Gabriele Salvatores che vince l'Oscar con Mediterraneo. Successivamente, si ripropone in un eccezionale duetto interpretativo con Diego Abatantuono in Puerto Escondido, con cui si toglie lo sfizio di smentire la sua insegnante del Piccolo Teatro di Milano, interpretando un ruolo che sarebbe riduttivo etichettare come comico, ancora più incisivo e asciutto in contrapposizione ai ben noti gigioneggiamenti del partner.

Seppur la sua carriera cinematografica progredisse, Bisio continua a furoreggiare in teatro con spettacoli come "Le nuove mirabolanti avventure di Walter Ego", "Tersa Repubblica", "Gritistizz" e "Random". La televisione lo vede presente in "Cielito lindo" e "Striscia la notizia".

Con il 1996 comincia il suo fortunato sodalizio con la pubblicità, lavorando con registi come Daniele Luchetti e Muccino, e dimostrando una straordinaria adeguatezza al mezzo. Ancora insuperata per surreale follia la sua prima apparizione, in cui dialoga col maiale, che ha fatto la storia. In questo periodo diventa anche testimonial per Mayò, dell'Eni, Seat Pagine Gialle.

Nel 1997, sotto la regia di Martelli, esce per la Rai una fiction TV in due parti dal titolo Un giorno fortunato, dove interpreta il ruolo di un paziente. A questa produzione partecipano anche Fabio Fazio ed Enzo Jannacci nella parte di medici. Nello stesso anno, Claudio Bisio coglie al volo l'occasione di lavorare con Francesco Rosi nel film La tregua, trasposizione dell'omonimo celebre romanzo di Primo Levi. Successivamente recita anche in Asini (1997) di Grimaldi, del quale è anche sceneggiatore.

Claudio Bisio sul set di Zelig

Il Fenomeno Zelig e Mai Dire Gol

Il 29 ottobre 1996, il pubblico televisivo impara a conoscerlo in un nuovo contesto: va in onda Zelig. Nella primavera del 1997, conduce su Italia 1 insieme ad Antonella Elia Facciamo Cabaret, antesignano del fortunato Zelig. Bisio è una presenza prima ricorrente, poi costante, fino al 2012, diventando il volto simbolo di questo show, che rimane il programma comico televisivo più importante degli ultimi 30 anni. Torna al Teatro Arcimboldi per quattro puntate da novembre a dicembre 2021 e dal 2022 ad oggi (escluso il 2024). Anche qui, Bisio si dimostra adeguato ai tempi comici della trasmissione e alla feroce competizione dialettica con la Gialappa's Band. Nel 2021 torna a condurre Zelig di nuovo in coppia con Vanessa Incontrada. Abbandona la conduzione di Zelig a tempo indeterminato nel 2012, dopo 15 anni, dichiarando di volersi prendere una pausa per potersi dedicare ad altre attività, e il 14 gennaio 2013 è il primo ospite della nuova edizione, condotta da Teresa Mannino e Michele Foresta. Nel 2025 e nel 2026, torna alla guida di Zelig insieme a Vanessa Incontrada per le celebrazioni dei 30 anni dello show comico.

Claudio Bisio è anche presenza fissa nelle stagioni 1997-1998 e 1998-1999 di Mai dire Gol, dove restano memorabili il personaggio indovinatissimo e quasi profetico del procuratore calcistico Micio, cinico e maneggione, e del "luminare" Dott. Anche in questo contesto, la sua comicità spicca.

Il Nuovo Millennio: Versatilità e Grandi Successi

Con il Duemila, Bisio è ancora sul palco con "La buona novella", "Appunti di viaggio", "I bambini sono di sinistra", "Grazie". La sua attività teatrale prosegue con la tournée nel monologo di Pennac "Grazie" del 2005. È inoltre presente con "Coèsi se vi pare", spettacolo a cavallo fra musica e cabaret scritto in collaborazione con la band Elio e le Storie Tese.

Il rapporto con Elio e le Storie Tese non si limita al teatro. Nel 2003 partecipa come ospite del CD degli Ossi Duri "X", omaggio a Frank Zappa per il decennale della sua morte, dove inframmezza i brani con "sproloqui" insieme a Rocco Tanica, tastierista degli Elio e le Storie Tese. Canta inoltre insieme a Elio e le Storie Tese la canzone "La Lega dell'Amore" nell'album Studentessi.

Le soddisfazioni arrivano anche dal doppiaggio, pensiamo in particolare a Sid, il bradipo nella saga de L'era glaciale (2002), un ruolo che lo rende celebre anche tra i più giovani. Claudio Bisio ha doppiato diversi personaggi animati, ma quello certamente più celebre è il bradipo Sid nella saga dell’Era glaciale. Continua a dare la voce al bradipo Sid nei film de L'era glaciale. È stato anche voce italiana di altri film d'animazione, tra cui Hotel Transylvania 2.

Al cinema, viene affiancato da Stefania Rocca e il premio Oscar Ernest Borgnine nel noir La cura del gorilla (2005) di Carlo A. Il tornado Bisio non si placa: il 2007 è l'anno di due ottime pellicole, prima Amore, bugie e calcetto di Luca Lucini, poi Manuale d'amore 2 (capitoli successivi) in cui Bisio è il dj-narratore che ci introduce all'amore secondo Veronesi, nel nuovo appuntamento con il suo manuale. Dopo la parentesi televisiva nella fiction Mediaset Due imbroglioni e mezzo, accanto alla vecchia amica Sabrina Ferilli nel 2007, lo ritroviamo agli inizi del 2008 in Si può fare di Giulio Manfredonia, nei panni di un sindacalista infervorato che, gestendo un'associazione di malati di mente, sceglie di reinventare per loro una nuova esistenza.

Abbandonando per un attimo un cinema italiano coraggioso come quello di Manfredonia, torna alla commedia all'italiana ne I mostri oggi, dove ritrova due ottimi compagni di set come Diego Abatantuono e Sabrina Ferilli, mostrando in sedici episodi le ipocrisie dell'Italia di oggi, come avevano fatto precedentemente grandi registi come Risi, Monicelli e Scola nei due precedenti episodi "mostruosi". La sua predilezione per i film corali e le storie a puntate viene confermata anche con le commedie dirette da Fausto Brizzi: Ex (2009), Maschi contro Femmine (2010) e Femmine contro Maschi (2011). Nel frattempo Bisio prende parte al fortunatissimo Benvenuti al Sud (2010) di Luca Miniero, remake del francese Giù al Nord. Nel 2010 è protagonista anche dei film Benvenuti al Sud di Luca Miniero e nuovamente diretto da Fausto Brizzi nel film Maschi contro femmine. Nel 2011 è stato protagonista anche del seguito di entrambi: Benvenuti al Nord e Femmine contro maschi, uscito nelle sale il 4 febbraio 2011. L'anno successivo è tra i protagonisti della commedia Bar Sport, di Massimo Martelli, e dopo il sequel Benvenuti al Nord lo troviamo nella commedia di Riccardo Milani con Kasia Smutniak Benvenuto Presidente!. Questo film, uscito nel 2013, vede Bisio nel ruolo di un uomo senza qualità che si ritrova Presidente della Repubblica, un personaggio dotato di buonsenso e saggezza. Inoltre partecipa al film di Natale 2013 di Fausto Brizzi Indovina chi viene a Natale? ed è protagonista della commedia nera di Francesco Patierno La gente che sta bene, che prende spunto dall'omonimo romanzo di Federico Baccomo. Subito dopo, l'attore interpreta uno psicanalista depresso e prossimo alla cecità in Confusi e Felici (2014) di Massimiliano Bruno.

Nel 2015 lavora con Alessandro Genovesi come protagonista della commedia Ma che bella sorpresa e l'anno dopo è protagonista di Non c'è più religione di Luca Miniero. Tra le più recenti interpretazioni troviamo il film di Fausto Brizzi Se mi vuoi bene e Bentornato Presidente!. Nel 2020 è diretto ancora una volta da Luca Miniero in Cops - Una banda di poliziotti. Nel 2021 partecipa alla commedia Mollo tutto e apro un chiringuito e nel 2022 è tra i protagonisti di Vicini di casa. Tra il 2020 e il 2021 vanno in onda su Sky Cinema Cops - Una banda di poliziotti e su Prime Video Tutta colpa di Freud - La serie, di cui è protagonista. Nel maggio del 2023 è protagonista della miniserie Rai Vivere non è un gioco da ragazzi. Anche sul grande schermo Claudio Bisio è una presenza che allieta l’umore di molti italiani. Film come Benvenuti al Sud e Benvenuto Presidente! ottengono un grande successo al botteghino, consacrandolo come uno dei volti più amati dagli spettatori italiani. È stato anche giudice di Italia's Got Talent nel 2015 e ha partecipato a Saturday Night Live nel 2018.

Regista e Conduttore del Festival di Sanremo

Il 16 febbraio 2013, partecipa come ospite all'ultima serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nel 2019, conduce come co-conduttore assieme a Claudio Baglioni e Virginia Raffaele la sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo.

Claudio Bisio sul palco del Festival di Sanremo

Il 12 ottobre 2023, esce al cinema il suo primo film da regista, L'ultima volta che siamo stati bambini, adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Fabio Bartolomei. Nel 2023, debutta dietro la macchina da presa firmando la regia del film "L’Ultima volta che siamo stati bambini".

Vita Privata e Pubblicazioni

Claudio Bisio ha trascorso gran parte della sua vita con accanto una donna speciale: Sandra Bonzi, stimata giornalista. I due si sono conosciuti nel 1992 in un locale. Inizialmente era un’attrazione prevalentemente fisica, ma con il passare del tempo l’affiatamento si è fatto pressoché totale e i loro figli sono lì a testimoniarlo. Si è sposato alla press agent Sandra Bonzi il 23 agosto 2003 a Barberino val d’Elsa (Firenze). Dalla loro unione sono nati due figli: Alice, nata nel 1996, e Federico, nato nel 1998. Claudio Bisio ha due figli, Alice (nata nel 1996) e Federico (1998). Claudio Bisio e Sandra Bonzi hanno pubblicato un libro scritto a quattro mani, Doppio misto.

Claudio Bisio con la famiglia

Tra le sue pubblicazioni si annoverano anche Paghi uno leggi doppio con… Che simpatico umorista (2003), Zelig in tour (2003), I bambini sono di sinistra (2005). Ha anche contribuito con una prefazione a Monsieur Malaussène di Daniel Pennac (2004).

Claudio Bisio, un dichiarato tifoso del Milan, come ha rivelato in un'intervista ("Tifo Milan da una vita, da bambino non puoi non innamorarti di certi giocatori"), è un esploratore del campo artistico a tutto tondo, appassionato com'è di musica e di arte. È innamoratissimo del suo mestiere e un vero e proprio orgoglio per il teatro e il cinema italiano. È un jolly comico di razza, può ricoprire molti ruoli al cinema e a teatro, dal monologhista-caratterista a quello ormai consolidato del formidabile presentatore-spalla che lancia con tempi perfetti le battute agli altri comici. La critica lo descrive così: "Non è un comico, è un attore. Non è un film, non è un palco: è una vita. Colui di cui parliamo non è un attore relegato nei soliti generi, ma un interprete che ha speso tutta la sua vita a creare qualcosa di contaminato fra teatro, cinema, musica e televisione." Dalla fine degli anni Ottanta iniziano le sue comparsate in TV, tra le quali ricordiamo quelle in programmi ideati da Paolo Rossi come Su la Testa! o Cielito Lindo. Eppure nei suoi occhi si nasconde la magia della bellezza e dell'emozione, nella sua voce dura e intensa si cela quel magnifico filo rosso che lo fa correre e saltare dal palco al set, unendoli in un unico piano. Diversi personaggi, diverse storie ma, sempre, l'intreccio tra ironia recitativa e passione civile è la base grazie alla quale ha costituito il senso della sua vita. Claudio Bisio è un uomo che ama l'esistenza, non soffre della sindrome del pagliaccio triste, grazie a Dio. Poco importa se è ancora cintura marrone di arti marziali (ha anche preparato l'esame per cintura nera ma è arrivato il servizio militare), il pubblico e la critica gli hanno conferito già da tempo quella nera per la comicità.

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