La Curcuma: Benefici e Rischi nell'ottica di Gravidanza e Diabete Gestazionale

La Curcuma, o Curcuma longa, è una pianta erbacea il cui rizoma è usato come spezia nella cucina tradizionale di molte zone dell’Asia e del Medio Oriente, soprattutto in India e Thailandia. Conosciuta anche come “zafferano delle Indie” per il suo intenso colore giallo-arancio e alcune caratteristiche organolettiche in comune con lo zafferano, è da millenni un pilastro nella medicina tradizionale indiana e cinese. Il clima tropicale e le frequenti precipitazioni asiatiche offrono le condizioni ottimali di crescita per questa pianta rizomatosa. Il suo rizoma, prima di essere commercializzato, subisce un trattamento che consiste di bollitura prima ed essiccamento poi, fino ad essere ridotto in polvere mediante macinatura. Negli ultimi anni, la curcuma ha trovato una diffusione crescente anche in Occidente, spinta da un crescente interesse per le sostanze di origine vegetale e per le sue potenziali proprietà salutistiche.

La medicina moderna, attraverso metodi sperimentali, sta cercando di fare luce sui meccanismi d’azione delle sostanze contenute nella Curcuma per poter chiarire gli eventuali effetti benefici anche in presenza di patologie o in ambito preventivo. Chiarendo subito che non siamo davanti a evidenze scientifiche che permettano di parlare di azioni “curative” nel senso stretto del termine, possiamo però affermare che la scienza moderna sta evidenziando risultati a favore delle proprietà benefiche delle sostanze contenute nella Curcuma. La parte della curcuma impiegata a scopo erboristico e fitoterapico coincide con quella utilizzata anche in ambito alimentare: il rizoma. Alla curcuma vengono attribuite numerose proprietà, riconducibili principalmente ai componenti dell'olio volatile e ai curcuminoidi presenti nel rizoma, in particolare alla Curcumina, un pigmento bioattivo che conferisce il tipico colore giallo-arancio.

La Curcumina: Un Polifenolo al Centro della Ricerca

La Curcumina è un pigmento bioattivo appartenente alla classe dei polifenoli, estratto dal rizoma della Curcuma longa nel 1815. Insieme agli altri polifenoli, è sotto studio per verificarne gli effetti sulle cellule e il possibile ruolo in diverse patologie. Della Curcumina si sono evidenziate con certezza proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie ed epigenetiche, cioè la capacità di regolare certi meccanismi di modificazione del DNA e del suo metabolismo, spesso alla base di patologie degenerative e infiammatorie. Queste proprietà la rendono un composto di grande interesse per la ricerca.

Tuttavia, è importante notare che la curcumina ha una bassa biodisponibilità, il che significa che è scarsamente utilizzabile da parte dell’organismo, perché rapidamente trasformata dal fegato ed eliminata a livello intestinale. Questa particolarità ne rende l’impiego molto sicuro ma allo stesso tempo poco efficace se non adeguatamente formulata. Per aumentarne la biodisponibilità, essendo una molecola liposolubile (facilmente solubile nei grassi), il consiglio è quella di consumarla con l’olio extravergine d’oliva, o associarla al pepe nero (se non coesistono disturbi digestivi) o al tè verde, che sono in grado di ottimizzare il suo assorbimento. In particolare, è noto che la sua biodisponibilità aumenta significativamente se viene associata al principio attivo del pepe, la piperina. Il supplemento di HSN fornisce questo ingrediente, ottenendo eccellente biodisponibilità.

Curcuma e Controllo Glicemico: Evidenze per Diabete di Tipo 2, Prediabete e Sindrome Metabolica

Il rapporto tra Curcuma e diabete è un campo di ricerca in espansione. Un'azione messa in luce è quella di contrastare gli effetti tossici di alcuni grassi, per esempio l’acido palmitico, sulle cellule beta del pancreas. Il cronicizzarsi di questi effetti tossici nella vita di una persona potrebbe contribuire molto allo sviluppo e alla progressione del diabete di tipo 2 e ci sono segnali che la Curcumina possa contrastare certi effetti negativi. Una condizione comune sia al diabete di tipo 1 che al diabete di tipo 2 è che l’iperglicemia porta a stati infiammatori cronici con l’attivazione di processi cronico-degenerativi. Anche in questo caso, la Curcumina e altri antiossidanti, come Esperidina e Rutina, svolgono un ruolo protettivo contro i processi infiammatori.

Questa recente umbrella review, ossia condotta su revisioni sistematiche e metanalisi - pubblicata sulla rivista internazionale PLoS One - ha fatto il punto sulle evidenze scientifiche riguardanti la curcuma (Curcuma longa) e i relativi composti bioattivi sui parametri glicemici e metabolici di soggetti con diabete di tipo 2, prediabete, e sindrome metabolica. Lo studio è stato effettuato esclusivamente su studi clinici randomizzati controllati (RCT) confrontati con un placebo o con trattamento standard. La review, pubblicata il 20 luglio 2023, ha evidenziato come la curcuma - e in particolare un suo principio attivo, la curcumina - sia in grado di abbassare i livelli di glicemia e colesterolo. Gli Autori hanno valutato gli effetti dell’integrazione della curcuma nella dieta di soggetti con prediabete, diabete tipo 2 e sindrome metabolica, analizzandone gli effetti rispetto a chi non la assumeva e confrontando i parametri glicemici, i livelli di glicemia a digiuno, i valori di emoglobina glicata, oltre alla pressione sanguigna e i profili lipidici.

Gli Autori hanno osservato innanzitutto una riduzione dei livelli di colesterolo, sia totale che LDL, e dei livelli di trigliceridi. L’introduzione della curcuma inoltre ha ridotto in modo significativo i valori pressori e di insulino-resistenza. In modelli animali e in studi sperimentali preclinici, l’estratto di curcumina ritarda lo sviluppo di diabete tipo 2, migliora le funzioni della beta-cellula e riduce l’insulino-resistenza.

Perché dovresti assumere Curcuma tutti i giorni: 6 effetti benefici per la tua salute

I meccanismi molecolari attraverso i quali la curcumina esercita la sua azione antidiabetica sono diversi. Da un lato, riduce l’accumulo di grasso nel fegato. La curcumina riduce l’espressione genica dei fattori di trascrizione correlati a lipogenesi epatica e sintesi di colesterolo, come SREBP1c. Dall’altro, aumenta l’attività di enzimi lipolitici come la carnitina palmitoiltransferasi 1 (CPT1) e il colesterolo acil CoA aciltransferasi (ACAT). L’accumulo di grasso nel fegato è uno dei tratti distintivi del diabete di tipo 2. La curcumina, sovraregolando il PPARγ e attivando l’AMPK, riduce tale accumulo patologico di grasso nel fegato (lipotossicità). Nei ratti che avevano il diabete indotto dalla streptozozina, dopo l’integrazione con curcumina a 50-100 mg/kg di peso corporeo, hanno ridotto MCP-1, IL-6, A1C, TNF-α e perossidazione lipidica.

Inoltre, la curcumina ha dimostrato di aumentare le nostre barriere antiossidanti, aumentando i livelli di enzimi come superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi. Infine, è interessante notare che nei cardiomiociti di ratti diabetici, la curcumina ha ridotto significativamente l’apoptosi inibendo la fosforilazione del JNK. Un altro meccanismo d’azione sarebbe l’aumento della secrezione di GLP-1, un’incretina che agisce regolando il rilascio di insulina, riducendo la velocità di svuotamento dello stomaco e, a livello ipotalamico, riducendo la sensazione di fame. Infine, sono da considerare anche alcuni dati relativi all’azione inibitoria della curcumina su due classi di trasportatori del glucosio, il GLUT1 (ubiquitario, ma particolarmente espresso sulla membrana degli eritrociti) ed il GLUT4 (sulla membrana dei miociti e degli adipociti). Gli studi a riguardo mettono a confronto la capacità inibitoria della curcumina con quella di molecole già note come inibitorie (fluoretina). Nonostante il discreto potenziale inibitorio della curcumina, risulta interessante la caratteristica irreversibile dell’inibizione, dovuta alla natura della curcumina, che rimane legata al bilayer lipidico grazie alla sua natura idofobica.

Diversi studi clinici hanno indagato questi effetti. Chuengsamarn et al. hanno condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 240 soggetti prediabetici. Le dosi attive erano 250 mg di curcuminoidi al giorno, o placebo, per 9 mesi. Dopo questo periodo, a un 16,4% dei pazienti nel gruppo placebo è stata diagnosticata la T2DM, mentre nel gruppo trattato con curcuma, a NESSUNO è stato diagnosticato il diabete. Ciò riflette il potenziale ruolo preventivo della curcuma rispetto allo sviluppo di DMT2. Inoltre, i pazienti trattati con curcuma hanno mostrato livelli più elevati di adiponectina e minore resistenza all’insulina. Un lavoro pubblicato da Panahi et al. (2017) che ha esaminato l’efficacia della supplementazione dietetica con curcuminoidi sul profilo lipidico in soggetti diabetici di età compresa fra i 18 e i 65 anni. Il supplemento è stato somministrato in forma di capsule contenenti i tre principali curcuminoidi del rizoma (curcumina, demetossicurcumina e bisdemetossicurcumina) con aggiunta di piperina per migliorare il difetto di assorbimento legato alla natura idrofobica dei curcuminoidi. I risultati ottenuti a seguito di un protocollo di 12 settimane hanno dimostrato effetti significativi sulla riduzione dei livelli di lipoproteina A sierici e sull’incremento del colesterolo HDL nei soggetti con supplementazione rispetto ai controlli. Panahi et al. hanno anche condotto uno studio clinico usando 500 mg al giorno di curcuma + 5 mg al giorno di piperina nei pazienti con DMT2 per tre mesi. I risultati hanno mostrato livelli più bassi di peptide C (un indicatore di insulinemia), A1C e glucosio nel gruppo di trattamento attivo. La stessa spezia ha mostrato un miglior controllo glicemico in termini di riduzione dei livelli sierici di emoglobina glicata (HbA1c) in soggetti diabetici in trattamento con metformina (Selvi et al., 2015).

Uno studio italiano evidenzia come alcuni soggetti con obesità e con diabete mostrino miglioramenti significativi dei parametri di controllo della patologia dopo dieta corretta e somministrazione di 300 mg di Curcumina, rispetto a soggetti di controllo che seguivano solo la dieta corretta senza la Curcumina. Dai dati di questo studio sembrerebbe che la Curcumina renda possibile migliorare la risposta metabolica di soggetti con diabete ma i vantaggi più rilevanti si hanno con la dieta corretta; la Curcumina migliora la risposta solo di pochi punti percentuali rispetto a coloro che seguono solo la dieta.

Passare da questi studi sperimentali a protocolli clinici utilizzati sui pazienti non è ancora possibile, anche considerando la scarsa biodisponibilità dimostrata dalla curcumina che rappresenta un grosso limite alla sua applicabilità clinica. Non si devono avere aspettative eccessive sulla Curcumina così come di nessun’altra sostanza e/o alimento di cui si testano in laboratorio degli effetti salutistici. Questi studi vanno inseriti a rinforzo dell’idea che uno stile di vita salutare e un’alimentazione equilibrata ricca di prodotti vegetali e integrali e con un consumo controllato di fonti proteiche e di grassi previene la comparsa di alcune malattie e/o contribuisce a gestire meglio la condizione di molte patologie cronico-degenerative del nostro tempo come obesità, diabete tipo 2, ipertensione, sindrome metabolica.

Curcuma in Gravidanza: Tra Potenziali Benefici e Necessarie Precauzioni

L’alimentazione in gravidanza ha una influenza fondamentale sulla salute della madre e sullo sviluppo del bambino. Insieme a fattori genetici e ambientali, contribuisce, infatti, in modo significativo alle modifiche immunologiche e metaboliche che si verificano durante i nove mesi per favorire l'adattamento materno alla crescita del feto. Il crescente interesse per le sostanze di origine vegetale ha portato a un aumento del loro consumo anche da parte delle donne incinte. Tuttavia, sono attualmente disponibili informazioni limitate e frammentarie sugli effetti della curcuma in gravidanza e sulle complicazioni ad essa correlate.

Nonostante diversi trial clinici evidenzino i benefici della curcumina in differenti patologie croniche, gli effetti della curcumina sulle complicanze della gravidanza sono state esplorate solamente mediante studi su animali e in vitro. Per determinare se e come la gravidanza può trarre beneficio dalle proprietà della curcumina è necessaria una prospettiva di studio multidisciplinare in grado di fornire una visione olistica delle complesse interazioni tra la curcumina ed i processi fisiopatologici della gravidanza.

La gestazione è un evento dinamico durante il quale i meccanismi regolatori coinvolti possono essere variamente modulati dalla curcumina con effetti che non sono ancora completamente noti. La curcumina nello svolgere le sue molteplici attività è in grado di interagire con un gran numero di bersagli molecolari e cellulari e di modulare l’espressione genica influendo anche sui meccanismi epigenetici. Lo sviluppo prenatale è un processo complesso e influenzato da fattori ambientali; esso è caratterizzato da processi di differenziazione e di accrescimento progressivi dell'organismo che sono regolati in modo estremamente preciso.

Studi effettuati su modelli animali di ridotta crescita fetale indotta sperimentalmente, hanno evidenziato che la curcumina, modulando l’espressione genica di diverse molecole era in grado di migliorare lo stato infiammatorio, il danno ossidativo e il peso del nascituro. Anche se la sperimentazione sugli animali mostra che la curcumina può migliorare il diabete gestazionale e la preeclampsia, così come può ridurre la neurotossicità fetale indotta da agenti tossici ambientali quali il bisfenolo-A, il mercurio, il piombo e dalla esposizione prenatale all’alcool etilico, non abbiamo a disposizione studi riguardanti gli effetti della curcumina sulle donne con gravidanza fisiologica o complicata.

I dati pre-clinici prospettano anche un possibile ruolo nel trattamento della depressione post partum, un disturbo frequente nella donna tanto da essere diventato un problema di salute pubblica di notevole importanza.

Effetti della curcumina sullo sviluppo embrionale (modelli animali)

Nonostante questi potenziali benefici, è fondamentale considerare che in animali sani, la curcumina sembra avere effetti tossici se non letali nei primi stadi dello sviluppo embrionale; essa può indurre apoptosi nelle blastocisti e ridurre il tasso di impianto e lo sviluppo degli embrioni. Negli anni sono stati condotti perlopiù studi su animali gravidi. Uno del 2007 indica che i topi nati da femmine che consumavano curcumina durante la gravidanza avevano un peso corporeo leggermente inferiore. Uno studio successivo ha evidenziato che la sostanza può danneggiare lo sviluppo dell'embrione e ostacolare l'impianto. Le ricerche condotte su topi femmina non gravidi suggeriscono, invece, che grandi quantità di curcuma o curcumina possono apportare benefici al sistema riproduttivo femminile in vari modi.

A causa della mancanza di informazioni sulla curcuma in gravidanza, è generalmente consigliato alle donne incinte di non esagerare con le quantità. Ciò vale per tutte le spezie. Piccole quantità di curcuma, utilizzata ad esempio per insaporire i piatti, possono avere alcuni benefici per la salute. Ad esempio, aiuta a prevenire la placca e la gengivite: in uno studio condotto su persone non gravide, i ricercatori hanno scoperto che il collutorio alla curcuma ha proprietà antiplacca, antinfiammatorie e antimicrobiche. Stando a quanto spiega la dott.ssa Francesca Albani, dietista dell'Humanitas San Pio X, la curcuma in gravidanza "tra le controindicazioni, per via del suo spiccato effetto anticoagulante, potrebbe indurre sanguinamenti uterini o interferire con l'assunzione di farmaci anticoagulanti". Per questi motivi, la curcuma è sconsigliata in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 2 anni di età.

Benefici Generali della Curcumina: Oltre il Metabolismo e la Gravidanza

Oltre al suo ruolo nel controllo glicemico, la curcumina è apprezzata per una serie di altre proprietà benefiche riconosciute dalla ricerca scientifica.

Proprietà Antinfiammatorie: La curcumina inibisce molte citochine, fattori di trascrizione ed enzimi che promuovono l’infiammazione. L’infiammazione è il processo fisiologico alla base dello sviluppo di molte patologie, quali diabete, patologie cardiovascolari ecc. La curcumina modula l’attività del sistema immunitario (inibisce i processi infiammatori), risultando utile alle malattie autoimmuni (psoriasi, tiroiditi, morbo di Crohn, ecc.) ed alle malattie cardiovascolari (la curcumina rinforza il tessuto che riveste i vasi sanguigni, favorisce la fluidificazione del sangue, migliora la circolazione). Agisce sui meccanismi infiammatori che colpiscono le articolazioni, soggette a deterioramento in età avanzata o in età giovanile (nel caso si svolgano attività sportive intense o lavori usuranti). Offre benefici in caso di artriti, artrosi e infiammazioni muscolari attraverso l’inibizione della produzione di sostanze pro-infiammatorie come leucotrieni e prostaglandine. Aumenta l’elasticità delle articolazioni, la mobilità e riduce il dolore associato alla patologia.

Proprietà Antibatteriche e Antivirali: Rinforzando le difese immunitarie, la curcumina ha proprietà antibatteriche e antivirali, risultando utile per il trattamento di malanni di stagione a carico dell’apparato respiratorio, quali raffreddori ed influenza. Sono sotto indagine anche i potenziali effetti antivirali evidenziati dalla Curcumina verso diversi virus di cui sembra ostacolare alcuni passaggi critici della replicazione.

Proprietà Dimagranti: Promuove la perdita di peso e riduce l’incidenza delle patologie associate all’obesità.

Proprietà Epatoprotettrici: Riduce i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi. Riduce la steatosi epatica (ovvero il grasso che si accumula nelle cellule epatiche). Aumenta la produzione di bile e ne favorisce il passaggio verso il duodeno (azione coleretica).

Proprietà Gastroprotettrici: Protegge le pareti (non provoca irritazione alle mucose) e migliora il funzionamento di tutto l’apparato gastrointestinale (stomaco, fegato, intestino ecc.). La curcuma è un rimedio naturale di grande aiuto per tutte quelle persone che soffrono di cirrosi, epatite, difficoltà digestive, meteorismo e flatulenze, o devono semplicemente regolarizzare le funzioni intestinali.

Proprietà Antitumorali: La curcumina previene e contrasta l’insorgenza di diversi tipi di tumori, bloccando la proliferazione cellulare, l’invasività, l’angiogenesi (la formazione di nuovi vasi, necessaria per la crescita tumorale), così come promuovendo l’apoptosi (ovvero la “morte programmata” delle cellule cancerose). A supporto della ricerca scientifica, un dato reale: in India, e più in generale in Asia (il continente dove si consuma più curcuma in assoluto), l‘incidenza dei tumori è molto più bassa rispetto al resto del mondo. Sono in studio anche potenziali benefici della Curcumina nel contrastare lo sviluppo di alcuni tumori (seno, polmone, sistema digestivo, sangue e sistema linfatico e altri tessuti).

Distribuzione globale dell'incidenza tumorale

Proprietà Neuroprotettive: Gli studi in vitro e su modelli animali hanno evidenziato effetti molto positivi della curcumina nei confronti di malattie come il morbo di Alzheimer e il Parkinson. La curcumina agirebbe sia modulando specifiche vie di segnalazione cellulare sia intervenendo con la sua forte azione antiossidante. Si attendono i risultati di studi sull’uomo.

Proprietà Cicatrizzanti: La Curcuma, fresca o in polvere, può essere applicata per curare ferite, scottature, dermatiti, punture d’insetti, malattie della pelle, psoriasi, micosi, per rimuovere le impurità della pelle, soprattutto in caso di acne e pelle grassa. Possiede un’azione antibatterica, dona sollievo immediato e velocizza il processo di guarigione.

Proprietà Antidepressive: La Curcumina evidenzia potenziali effetti antidepressivi. Secondo uno studio recente, condotto su pazienti affetti da MDD (o disturbo depressivo maggiore), la curcuma ad alte dosi esplica un effetto simile al Prozac (la fluoxetina), farmaco d’elezione per il trattamento della sindrome depressiva, con il vantaggio di agire senza creare scompensi ed effetti collaterali, come invece avviene per il farmaco, che in alcuni casi può risvegliare addirittura pensieri suicidi e altri disturbi psicotici.

Considerazioni su Dosaggio, Biodisponibilità e Interazioni

La curcumina è anche responsabile del colore della spezia, variabile in base al pH dell’alimento in cui viene aggiunto: giallo in ambiente acido (pH<7) e rosso-arancio in ambiente basico (pH>7). Per questa sua caratteristica è largamente utilizzata dall’industria alimentare come colorante in biscotti, formaggi, yogurt, ecc. Nella classificazione europea degli additivi alimentari è rappresentato dalla sigla E100 e il DGA (dose giornaliera accettabile) fissato dall’EFSA (European Food Safety Authority) per il suo utilizzo è di 3 mg/kg peso corporeo/die. In piccole dosi, infatti, non copre i sapori e non li altera.

Tuttavia, in molti casi, per godere dell’effetto terapeutico, sono necessarie quantità notevoli di curcuma (1000-1500 mg), quantità difficilmente raggiungibili con i pasti. Per questo spesso si consiglia l’assunzione di un integratore alimentare in cui il principio attivo (la curcumina) è concentrato. Di recente, l’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) ha sottolineato che tale quantità rischia di essere facilmente superata. L'Istituto sottolinea infatti che spesso la curcumina è contenuta in integratori o additivi misti, la cui composizione non è nota nel dettaglio. Inoltre, altrettanto di frequente, le polveri contengono, oltre alla radice, o rizoma, anche altre parti della pianta, soprattutto quando si tratta di prodotti venduti come naturali. È noto inoltre, e questo emerge come l’elemento più significativo, che la sua biodisponibilità, cioè la quantità effettivamente disponibile per l’organismo, aumenta significativamente se viene associata al principio attivo del pepe, la piperina. In tutti questi casi, la concentrazione effettivamente assorbita può essere diversa da quella teorica e, per questo, è possibile che si rischi di incorrere in effetti collaterali, segnala il BfR, soprattutto quando l’assunzione è regolare e prolungata nel tempo.

Sebbene nei soggetti sani, la curcuma nelle dosi raccomandate non presenta particolari controindicazioni, esistono le dovute eccezioni, perché, come sempre, naturale non significa innocuo. Un consumo eccessivo di curcuma può comportare alcuni disturbi quali nausea, vomito, acidità gastrica e, in alcuni casi, diarrea. Si consiglia di non utilizzare la curcuma se si è allergici ad uno dei suoi principi attivi.

Secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute, il consumo abituale di integratori a base di curcumina è sconsigliato alle persone con alterazioni della funzione epato-biliare e a quelle con calcoli delle vie biliari. La curcuma è controindicata per chi soffre di disturbi quali ulcera gastrica, coliche o calcoli. Sono inoltre possibili interazioni negative con farmaci ipoglicemizzanti, anticoagulanti (come aspirina, ibuprofene, eparina e warfarina) e immunosoppressivi, pertanto chi li assume dovrebbe limitare il consumo di questa spezia e, in ogni caso, fare riferimento al proprio medico. Una precauzione importante da prendere se stai assumendo farmaci con altri farmaci è che la curcumina è stata identificata in alcuni studi come un inibitore del citocromo P450, quindi potrebbe interagire con anticoagulanti, antibiotici o antidepressivi, per esempio. Sempre bene confrontarsi con un nutrizionista, in questi casi, per studiare un adeguato consumo di base. Se stai assumendo farmaci, consulta le possibili interazioni prima di iniziare a integrare con curcuma ad alte dosi.

Uso Quotidiano della Curcuma: Consigli e Ricette

La quantità giornaliera raccomandata di curcuma è di 2 cucchiaini da caffè. Si può aggiungere ai piatti pronti, cotti o crudi. Nelle giuste quantità impreziosisce i nostri piatti, senza coprire i sapori, avvolgendoli di colore e profumi stuzzicanti; se in eccesso, può conferire un gusto amarognolo ai cibi.

La curcuma può essere consumata fresca, sotto forma di radice, o essiccata in polvere. Se acquistata come radice fresca, è bene acquistarne piccole quantità (secca velocemente) e conservarla in frigo in un contenitore o avvolta in un panno, per proteggerla dalla luce, per evitare che perda le sue proprietà benefiche (tra cui la vitamina C). Se acquistata in polvere, è bene farlo in contenitori scuri e ben chiusi, riponendoli al riparo dalla luce ed in luogo fresco e asciutto, al fine di preservarne a lungo l’aroma e le proprietà salutari (acquistare la curcuma sfusa al mercato, può essere conveniente economicamente ma poco sicuro - manca spesso l’indicazione di provenienza e sfugge ai controlli igienico-sanitari - e poco raccomandabile - si rischia di acquistare un prodotto scadente -, meglio fare affidamento ai negozi Bio con prodotti accompagnati da etichetta).

Dal punto di vista nutrizionale, 100 gr di curcuma in polvere contengono 354 kcal ripartite in 65g di zuccheri, 20 g di zuccheri, 10 g di grassi ed 8 g di proteine. Molto rilevante è la presenza di acidi grassi omega 3 ed omega 6, di vitamine (B2, B3, B6, C, E, K), e di minerali (manganese, ferro, potassio, magnesio, rame e zinco). Tuttavia, è quasi impossibile pensare di consumare un etto (100 g) di curcuma al giorno, tuttavia anche quantità modeste utilizzate con una certa continuità possono rappresentare un apporto prezioso di vitamine e minerali.

La curcuma può essere usata quotidianamente per colorare ed insaporire:

  • salse, zuppe, legumi (in particolar modo le lenticchie), il tofu
  • impasti di pane, pizza, biscotti ecc.
  • uova, latte e derivati (come yogurt vaccino, formaggi ecc.)
  • bevande vegetali (soia, avena ecc.) e derivati (yogurt vegetali a base di soia, riso ecc.)
  • tutte le verdure di stagione, specie se leggermente scottate in padella (un po’ come fanno gli orientali nei loro wok!)
  • insalate, in cui può essere aggiunta la radice fresca grattugiata, per un tocco esotico
  • al posto dello zafferano, per via dello stesso effetto ma con un costo inferiore (non per niente la curcuma è conosciuta come lo “zafferano delle Indie”)

È inoltre possibile preparare diverse bevande e condimenti a base di curcuma:

  • Infusi antinfiammatori: portare ad ebollizione un pentolino di acqua in cui lasciare in infusione 10g di radice di curcuma (o 2 cucchiaini di polvere) per 4-5 minuti, per poi filtrare ed aggiungere miele, zenzero e cannella.
  • Tisane antinfiammatorie: versare 2 cucchiaini di curcuma in polvere in una tazza di acqua bollente, aggiungere un cucchiaino di miele e di succo di limone con un pizzico di pepe nero (ottimo rimedio contro il raffreddore).
  • Olio alla curcuma: miscelare 5 cucchiaini di polvere di curcuma ogni 100ml di olio extravergine d’oliva, lasciar riposare per 7 giorni in un barattolo di vetro scuro, infine filtrare. Usare come condimento oppure per frizioni, massaggi per combattere la cellulite, dolori articolari, dermatiti o dolori muscolari.
  • Centrifugati, estratti e/o frullati antinfiammatori di frutta e verdura, come radice fresca o spezia in polvere, avendo cura di aggiungere sempre un pizzico di pepe nero o 1 cucchiaino di olio vegetale a scelta (queste due accorgimenti sono importanti da applicare in ogni nuova ricetta con la curcuma). Un esempio? Estratto di ananas, carote e curcuma fresca!
  • Il Golden Milk: il latte d’oro bevuto dai maestri indiani di yoga per aumentare la mobilità, una bevanda a base di curcuma, latte vegetale o di vacca e miele.

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