Il mondo della musica indipendente e underground è un universo vibrante, fatto di artisti visionari, etichette coraggiose e storie che vanno ben oltre le semplici note. Attraverso recensioni appassionate, aneddoti curiosi e narrazioni profonde, questo articolo si immerge nelle correnti sonore che animano la scena contemporanea e ripercorre vicende che hanno segnato il passato, offrendo uno sguardo sulle dinamiche che plasmano l'espressione artistica più autentica. Dalle jam session che danno vita a monolitici dischi punk alla risonanza di cori antifascisti su un palco festivaliero, fino a tragiche storie personali legate al mondo dello spettacolo, il percorso è un viaggio attraverso il suono e l'umanità che lo crea e lo vive.
Dalle Recensioni Personali alle Riflessioni sul Genere
Ogni anno porta con sé una nuova ondata di uscite musicali, e il compito di chi le ascolta e cerca di raccontarle è spesso una sfida. Chi è aduso ad ascoltare dischi per poi provare a raccontarli, trova quasi subito la chiave critico-narrativa per farlo. Raramente capita di mettere su un disco a ripetizione e non riuscire a trovare le parole giuste. È questo il caso di alcuni lavori che, per la loro intrinseca qualità o per le emozioni che suscitano, trascendono la comune analisi. L'anno ha visto una ricca produzione, come dimostrato dai quaranta album scelti, suddivisi in venticinque album "stranieri" più o meno in ordine di preferenza e quindici album italiani in rigoroso ordine alfabetico.

Questi dischi spesso rivelano una compattezza e un'autenticità che li distinguono. Ho parlato di compattezza per descrivere con una sola parola il secondo album di un gruppo australiano, ma la seconda parola è autenticità, elementi imprescindibili per una proposta che voglia lasciare il segno. Questo approccio si ritrova in varie forme e generi, dalle sonorità più aggressive del proto punk e del garage rock fino alle delicate trame del pop.
Voci e Suoni dall'Underground Globale
La scena musicale indipendente è costellata di progetti unici, nati dalla fusione di talenti e dalla condivisione di una visione artistica.
DELREI Feat.: Tessiture Cinematografiche e Nuove Voci
DELREI Feat. presenta un quadro abbastanza chiaro. Le loro sono tessiture cinematografiche e vecchie tavole da surf in picchiata su dune desertiche striate di rosso. La piacevole novità che spunta fuori dal recente EP Wicked Wicked Ways, pubblicato in digitale dalla Projekt Records di Portland, è la presenza di Collin Hegna. La voce calda del musicista, compositore e produttore americano - anima dei Federale, bassista dei Brian Jonestown Massacre, ecc. - aggiunge una dimensione ulteriore al loro sound.
DSUP: Scienza, Follia e Riconoscimenti
I DSUP sono il collettivo musicale di Dougal Shaw, frontman e scienziato pazzo, che scrive, registra, mixa, dirige i video, fa la grafica e pubblica la musica del gruppo attraverso la sua Marthouse Records. Una band della madonna. Se non vi fidate di me, fidatevi almeno di Henry Rollins: "Credo di avere tutti i dischi dei Dr. E continua a emozionare." La loro energia e la loro autonomia creativa li rendono una forza inarrestabile nel panorama musicale.
Freez e l'Elegia Nostalgica di "Icebreaker"
Icebreaker, il secondo album dei Freez pubblicato da Wild Honey Records su un bel vinile color rosa, è un lavoro che si è fatto ascoltare a ripetizione. L'ho ascoltato per intero almeno trenta volte, sempre con estremo piacere. Si tratta di un vero talento underground sottotraccia. Il processo creativo per questo disco ha avuto inizio in un periodo particolare: l'artista ha iniziato a scrivere le canzoni di questo album a gennaio del 2020, subito dopo il tour europeo e poco prima che il mondo si fermasse. Quasi tre anni di lavoro hanno impresso al disco un mood nostalgico e un tono riflessivo.
Il disco offre ballate emozionali come Analog Ways che tratta del bisogno vitale di avere un contatto fisico con le persone care. Oppure I Thought che profuma di Beach Boys beatamente persi in un pascolo irlandese. Il jangle punk dalla consistenza di un orso di peluche prosegue nella lenta elegia di Slowly. La partenza del secondo lato è sonica. Michele Bellinaso, il cui progetto Freez porta avanti questa ricerca sonora, ha rivelato anche le influenze dietro l'album. Alla domanda su cosa lo avesse ispirato, in modo più o meno inconscio, ha menzionato Gladness (2001-2006) degli Helvetia. Pure quel disco ha una foto tessera come immagine di copertina. Lui li ha ascoltati più spesso negli ultimi anni, però sempre sporadicamente a dire la verità. Il riferimento a Nothing Hurts (feat.) completa il quadro delle sonorità che hanno plasmato questa opera.

Sloks: Rivoluzione e Sex Appeal
Una definizione al bacio per gli Sloks è che al terzo album il gruppo ha rivoluzionato la faccenda: ha cambiato facce, più che faccia. Ma tornando al singolo, è evidente che non è solo un gioco di lettere e parole e opere e omissioni, ma il risultato è ancora terribilmente sexy. Questo li rende unici nel loro percorso evolutivo.
Split System: Cuore, Polmoni e Fierezza DIY
Gli Split System rappresentano la fusione di talenti provenienti da diverse piccole-grandi band di Melbourne, tra cui Stiff Richards, Jackson Reid Briggs & The Heaters, Doe St, Speed Week, The Black Heart Death Cult e No Zu. A inizio 2024 hanno dato alle stampe il loro secondo album intitolato, senza troppo sforzo, Vol. 2. È un monolite di proto punk, garage rock e power pop. La parola che lo definisce è compattezza. Con Vol. 2 non lascia indifferenti. Mentre Vol. 1 era frutto di jam a distanza, in questi undici pezzi è quasi possibile sentire il sudore della sala prove. Cuore, polmoni, sangue, carne viva e una fierezza DIY che esplode nella voce arrembante del frontman Jackson Reid Briggs (un Damien Lovelock profondamente working class) e negli intrecci perfetti delle Telecaster di Arron Mawson e Ryan Webb. La sezione ritmica viaggia coesa anche quando il ritmo rallenta, come in The Drain. Onestà, passione, urgenza, energia definiscono il loro lavoro.
Interrogato sulle differenze tra i due album, Jackson Reid Briggs ha spiegato: "È difficile da dire amico… sicuramente ha influito il fatto di aver avuto più tempo per suonare insieme, ma allo stesso tempo direi che hai ragione. Immagino che più tempo passi a cercare gli stili e le influenze di ognuno, più aumentano le influenze di tutto il gruppo e poi inevitabilmente vengono fuori nella musica che suoni. Onestamente non siamo un gruppo di persone che arrivano a scrivere canzoni con intenzioni predefinite. Se non funziona, la buttiamo via e continuiamo ad andare avanti." Alla domanda se sia solo rock'n'roll o ci sia altro dietro la musica degli Split System, ha risposto: "Tutti noi troviamo un grande senso di cameratismo gli uni con gli altri e con la comunità che ci circonda. E, come ti dicevo, riteniamo sia molto importante anche che questa energia sia condivisa, che si facciano le cose per le giuste ragioni. Musica e divertimento sono un modo davvero potente per riunire le persone, essere liberi e sentirsi parte di qualcosa di speciale." La canzone menzionata parla di trascorrere una grande serata fuori, una di quelle serate che si vorrebbe non finisse mai.
Tokyo Teds e il Punk Giapponese Senza Fronzoli
Alla fine del 2020 Fink, figura centrale del punk giapponese degli ultimi 35 anni (ex America Soul Spiders, Teengenerate, Firestarter, ecc.), si trovava a Osaka per un concerto e decise di organizzare una jam session con l'amico Toyozo. La cosa naufraga velocemente per scazzi interni ma Toyozo è impressionato dalle nuove canzoni di Fink e gli chiede di continuare a suonare insieme. Così tirano dentro la batterista Rayco, iniziano a fare qualche concerto in giro e in brevissimo tempo registrano il primo demo. Impossibile non notarlo. Zero fronzoli. Cosa aggiungere su questi dieci pezzi che superano a malapena venti minuti? Insomma: chi sta dentro questa roba, e magari tiene i primi titoli Lookout! in una teca e una discreta collezione di singoli Rip Off, faticherà a togliere dal piatto questo splendido vinile che gira a quarantacinque giri.
The Devils: L'Energia Scarnificata del Blues Garage
Sul palco, anche se molto grande, il pubblico non era così numeroso e, forse, non così interessato al blues garage scarnificato del duo. I Devils hanno fatto quello che dovevano fare. E che sanno fare molto bene. Per loro suonare nella cantina di una casa privata o sul palco di Reading è la stessa cosa. E lo hanno dimostrato su quel palco enorme.
Civic: Urgenza e Necessità da Melbourne
Il secondo album del quintetto di Melbourne è stato prodotto dal vecchio frontman dei Radio Birdman. Curioso apprendere che quando si è profilata questa possibilità, per via di amicizie parentali comuni, i ragazzi della band non credevano che Rob Younger accettasse il lavoro. Ancor più incisivo è il micidiale assalto punk di due minuti di Fly Song, introdotto da feedback ambientale e da una rullatona infinita. È un pezzo nel quale i Civic si imbizzarriscono nel ritornello dando sfogo ai peggiori bassi istinti chitarristici. Taken By Force è stato registrato in un posto isolato dal mondo, a Elphinstone, un paesino di appena cinquecento anime a un centinaio di chilometri da Melbourne. È un disco urgente per chi lo ha realizzato e necessario per noi ascoltatori. Jim McCullough ha una voce stentorea che ti fa sentire la presenza. Per dire, in Neighbor Sadist fa il domatore di leoni tenendo a bada i suoi compagni.
The Lings: La Ricerca di Sonorità Catchy
Il genere che per suonare credibile richiede freschezza e maturità, oltre che talento, è al centro del progetto The Lings. Il cantante e chitarrista Paul ha raccontato come è nato il progetto musicale e cosa li ha spinti ad abbracciare sonorità più morbide: "Durante il Lockdown mi sono ritrovato con un sacco di canzoni e bozze messe da parte negli anni e ho scelto di arrangiarle con Bryan, Alberto e Andrea, che oltre ad essere amici di lunga data sono anche ottimi musicisti. Anche nel punk più duro sentiamo la necessità di costruire un pezzo catchy." Questo discorso porta lontano, agli anni '60 e '70 della West Coast, con armonie vocali e arrangiamenti che disegnano nostalgie luminose sulla sabbia. Rimanendo in California, si sente anche l'influenza del jangle pop folk ipnotico degli Allah-Las. Come scritto nella recensione del loro primo album: "Senza tirarla troppo per le lunghe i Lings non sbagliano una virgola, cesellando ogni singolo passaggio dei dodici ispiratissimi pezzi."
Strange Flowers: Fiori Rari e Preziosi del Rock Tricolore
Sono in giro da trentacinque anni, hanno pubblicato una decina di album, e nel 2017 è uscita persino una bella compilation su doppio cd per festeggiare il trentesimo anniversario della band. Eppure gli Strange Flowers sono uno tra i gruppi più sottovalutati del rock tricolore. E questa cosa qui è oggettivamente incomprensibile. Il professor Michele Marinò (cantante, chitarrista e songwriter principale) e i suoi compagni, più che strani, sono dei fiori rari e preziosi. Non è facile attraversare una terra desolata, dipende molto da chi ti accompagna. Questi vecchi ragazzi sono i migliori compagni di viaggio si possa immaginare.
La Scena - Il punk italiano degli anni '90
Le righe che seguono non vogliono essere una recensione canonica, quindi si parte da un'affermazione di appartenenza regionale: si è abruzzese (fieramente abruzzese). E da abruzzese A Transient Landing, con quel piano che gioca di sottrazione e le linee vocali appoggiate sulle nuvole, fa pensare al vento placido ma implacabile che spettina le cime del Gran Sasso. Subito dopo arriva Dressed In Light And Tears: le chitarre minacciose e il parlato femminile intubato di Sarah Scacchi Gracco inducono a trattenere il fiato come se si fosse intrappolati in un sottotetto buio di New York. Sogni, suggestioni, ricordi, viaggi reali e immaginari si mischiano accavallandosi tra melodie limpide e suoni stratificati dentro questo piccolo-grande disco di psichedelia popolare. Il disco giusto per attraversare una terra desolata.
Gli Offesi: Budget Rock da Parma
"Un gruppo nato in zona rossa covid", come ha detto uno dei due chitarristi Luoca No, che salta le trappole e spalma su una bella cassettina gialla quattro pezzi lo-fi dal leggero afflato epico, con ritmiche Sonics e gagliarde chitarre proto punk. Insomma: a Parma ne sanno qualcosa di budget rock.
Marcel Wave: Nichilismo e Anarchia
Marcel Wave presenta dieci inni disturbati e disturbanti di nichilismo e anarchia. Maestro di cerimonie è Alexis Zakrzewska che con la sua voce arrochita velenosissima sorvola il terreno arido reso gommoso dal basso rimbalzante della spagnola Raquel Torre (si consiglia di ascoltare An Ode To Ravachol e The Moon). Questo non è un album facile, per niente.
Le Sonorità Mutanti di Mark Perro e Nick Chiericozzi
Negli ultimi album, fino a Mercy del 2020, di dritto o di rovescio Neil Young, Bob Dylan, Creedence Clearwater Revival, finanche i Doors, sono entrati sempre più nei loro dischi: tutti, o quasi, marchiati Sacred Bones. Col passaggio alla Fuzz Club i prolifici broccolini Mark Perro e Nick Chiericozzi si fanno una bella nuotata nelle acque torbide, a piene bracciate. La lentezza minacciosa di Eye e Round The Corner rappresenta i quasi mille chilometri che dividono New York da Detroit. Proto punk basico, depravato, spossante, in puro stile Stooges.
Echi di Festival e Cori Collettivi
Il potere della musica di unire le persone e di far emergere sentimenti collettivi è evidente in eventi come il Binic Folks Blues Festival. Questa storia trova il suo acme il 27 luglio del 2025 sul palco del Binic Folks Blues Festival, in Bretagna. Sul finale del pezzo si alza un coro dal pubblico, quasi diecimila persone, che intona "Siamo Tutti Antifascisti", infilandosi a ritmo sulla coda strumentale. Immaginabile lo sbigottimento del combo di Melbourne.
Storie Oltre la Musica: Il Destino di Lolita
A volte, dietro un nome d'arte, si cela una storia più grande, complessa e tragica di quanto si possa immaginare. Ci si chiede allora chi sia mai questa Lolita. Appena si inizia a cercare informazioni, si sprofonda dentro una storia incredibile. Minuta, sempre sorridente, con un viso tondo, due occhioni color mare e una fossetta marcata sotto il mento. Il maestro Franco Chiaravalle, che la scopre in uno spettacolo parrocchiale per voci nuove, le affibbia subito quel nome nabokoviano. La ragazzina ha tutto per farsi strada nel mondo della canzone nazional popolare. Ad appena quindici anni, nel 1966, vince il Festival di Pesaro e pubblica il quarantacinque giri Matusalemme/La prima barba. Nel 1967 vince il Festival di Zurigo con la tristemente profetica La mia vita non ha domani e si fa notare al Festival di Lugano con il rifacimento di una vecchia canzone intitolata Come le rose. Nel 1969 vince la manifestazione Star of Italy che si svolge a Capri e partecipa al Festival di Napoli addirittura con due pezzi, uno dei quali cantato in coppia con Peppino Di Capri.
Per Lolita sembrava profilarsi una strada tutta in discesa. Invece è la fine. Di lei iniziano a perdersi le tracce. Negli anni successivi si arrabatta suonando nelle feste di piazza in provincia, fino alla decisione di trasferirsi a vivere a Lamezia Terme. Pare che da quelle parti avesse ancora un seguito tale da mantenersi a galla. La storia prende una piega drammatica quando tra lei e un rampante ginecologo scoppia la passione. Il primo problema è che il medico era fidanzato con una giovane studentessa in medicina. Il secondo problema è che la giovane studentessa faceva parte di una potente famiglia di 'ndrangheta della piana di Lamezia Terme. Le due contendenti arrivano allo scontro frontale. Nel villino del complesso residenziale "La Marinella" a due passi dalla spiaggia, la studentessa arriva con la madre sessantenne. Un bruttissimo episodio di intimidazione mafiosa, ma nulla in confronto al tragico epilogo di questa incredibile vicenda.

Domenica 27 aprile 1986 Graziella Franchini, in arte Lolita, aveva un concerto nella piazza di San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone. Non ci arriverà mai. La mattina seguente viene ritrovata senza vita nel bagno del suo villino, barbaramente trucidata. Il suo corpo si presentava sfigurato con ecchimosi, lesioni, tagli, segni contusivi, diverse fratture, il volto tumefatto e il pube squarciato. Del caso di cronaca nera si è occupata anche la trasmissione Telefono Giallo di Corrado Augias che nel 1989 ha dedicato un'intera puntata alla tragica fine di Lolita. Tra i tanti ospiti in studio anche un commosso Franco Chiaravalle (il maestro che scoprì la cantante veneta) e una sicura, algida, distaccata, lucidissima Teresa Tropea (contendente in amore e principale indagata).
Il Ruolo delle Etichette e della Community
Dietro ogni band e ogni album, spesso c'è una rete di supporto composta da etichette discografiche indipendenti che credono nel valore della musica non convenzionale. Questo si riflette in Ray, che ha risposto nel giro di poche ore, desideroso di stamparne un CD e di farlo girare tra gli appassionati sparsi per il globo di questa nicchia che è il power pop. Questo spirito di collaborazione è radicato nell'esperienza: una decina di anni fa si è iniziato a stampare in CD gli album delle proprie band per poi allargare la produzione a proposte esterne che andavano a genio, senza troppi limiti di genere. Questa filosofia alimenta un senso di cameratismo e comunità, come testimoniato dall'affermazione: "Tutti noi troviamo un grande senso di cameratismo gli uni con gli altri e con la comunità che ci circonda. E, come ti dicevo, riteniamo sia molto importante anche che questa energia sia condivisa, che si facciano le cose per le giuste ragioni. Musica e divertimento sono un modo davvero potente per riunire le persone, essere liberi e sentirsi parte di qualcosa di speciale." L'estetica giocosa, i palloncini colorati e i sorrisi impiantati su quattro belle facce pulite dei "figliocci dichiarati di Tame Imp…" completano il quadro di una scena in continua evoluzione, dove la creatività e la passione sono i veri motori.