La gestione delle emergenze all'interno delle strutture dedicate alla prima infanzia rappresenta una delle sfide più complesse per la sicurezza sul lavoro e la protezione civile. La necessità di garantire la salvaguardia di soggetti non autosufficienti richiede un approccio multidisciplinare che coniughi la normativa vigente, l’adozione di ausili tecnici all’avanguardia e la formazione psicopedagogica degli operatori.
Il quadro normativo e la valutazione del rischio
Ai fini della valutazione del rischio e della progettazione antincendio, il nuovo provvedimento classifica gli asili assoggettati (Attività 67.3.B) in relazione alla quota dei piani e in funzione della destinazione d’uso dei locali, che siano essi destinati alla presenza di bambini, uffici o servizi. La valutazione del rischio di incendio deve, inoltre, considerare la vulnerabilità e le capacità motorie degli occupanti, che possano limitare o impedire il raggiungimento autonomo di un luogo sicuro, nonché le condizioni di permanenza dei bambini nella struttura.

La RTV (Regola Tecnica Verticale) prevede che nelle aree in cui siano presenti i bambini, l’affollamento sia pari al numero massimo di occupanti previsto. Viene prescritto, altresì, che nel piano di emergenza si dovrà tenere conto dell’eventuale impiego di specifici ausili, anche carrellati, per l’evacuazione dei bambini, e che tutto il personale addetto all’attività dovrà ricevere formazione antincendio specifica. Di questi, un numero non inferiore a 4, fino a 50 occupanti, deve essere in possesso dell’attestato di idoneità tecnica rilasciato previo accertamento da parte dei Vigili del Fuoco.
Gli asili nido sono luoghi di lavoro e, pertanto, ricadono nella specifica normativa disciplinata dal D.Lgs. 81/2008. L’art. 15, comma 1, lettera u) del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. impone, a ciascun datore di lavoro, di organizzare tra le proprie misure generali di tutela, le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato. La mancata organizzazione è da ritenersi tra le gravi violazioni secondo l’allegato 1 del Testo Unico ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Dispositivi tecnologici per il soccorso e l'evacuazione
La tecnologia offre oggi soluzioni specifiche per situazioni critiche, sia interne che esterne alla struttura. Tra queste, la barella di soccorso in elicottero a forma di nido rappresenta una soluzione d'eccellenza per situazioni in cui non è possibile accedere con altri mezzi, come nel caso di alta montagna o in ambienti marini.
Barella di soccorso a "nido"
Si tratta di una barella di salvataggio tipo nido elitrasportabile, realizzata in acciaio inossidabile con un letto a rete, progettata tenendo conto di un'ampia varietà di situazioni di emergenza. La struttura, dotata di tubo e rete in acciaio inossidabile, garantisce la massima resistenza senza arrugginire o causare ulteriori danni al paziente. Il sistema comprende tutti gli elementi per trattenere la persona e per ancorarla stabilmente all'elicottero, con quattro cinture di sicurezza integrate. È una soluzione pensata per essere fissata all'interno dell'elicottero, offrendo una struttura ultra resistente e flessibile per il trasporto in condizioni estreme.

Baby Mover®: il grembiule per l'evacuazione rapida
Per quanto riguarda l'evacuazione interna, una soluzione estremamente efficace è il Salva bimbi Baby Mover®. Questo dispositivo consente di evacuare bambini piccoli in modo facile, sicuro e rapido in situazioni pericolose. Il grembiule è progettato per organizzazioni che lavorano con bambini piccoli, come asili nido, scuole materne e reparti maternità.
Il Baby Mover® è realizzato in materiale ritardante di fiamma e si indossa semplicemente infilandolo sopra la testa. Le tre tasche appositamente progettate e antistrappo permettono di inserire i bambini dall’alto, in modo che il soccorritore abbia le mani libere per tenersi al corrimano, aprire porte o effettuare chiamate di emergenza. Con questo dispositivo è possibile trasportare fino a tre bambini contemporaneamente, per un peso massimo totale di 27 Kg (con un peso minimo per bambino di 2 Kg e massimo di 9 Kg).
Video Corso EVAC - Sistemi di Allarme Vocale
Gestione operativa e procedure "a misura di bambino"
La priorità nella gestione delle emergenze riguarda la salvaguardia dell’incolumità dei bambini, non sempre autosufficienti nel seguire le istruzioni fornite dalle educatrici. L’emergenza è un fenomeno non interamente codificabile, che può evolversi con rischi a persone e cose e richiede un intervento tempestivo, efficace, razionale e adeguato da parte del personale.
Il metodo del "Cerchio Sicuro"
Effettuare una prova di evacuazione in strutture che ospitano bambini tra 1 e 6 anni presenta difficoltà oggettive. Mentre la Protezione Civile utilizza spesso "arche" o carrelli su ruote, che possono risultare lenti, è stata sperimentata con successo la metodica del "cerchio sicuro". Si tratta di un dispositivo elastico morbidissimo, a norma e colorato, a cui i lattanti si attaccano con le manine. Vengono poi "trainati" dalle maestre verso l'uscita o il punto di raccolta. Questo sistema assicura che i bambini restino uniti in fila indiana, facilitando un esodo ordinato e veloce.
Formazione e preparazione pedagogica
Il coinvolgimento dei bambini nelle prove di evacuazione richiede un'attenta preparazione preventiva, trasformando l'evento in un momento educativo. Per i bambini dai 3 ai 6 anni, l'approccio può passare attraverso metafore fiabesche, come la storia dei "tre porcellini" per spiegare il concetto di pericolo. La creazione di filastrocche dell'emergenza, da imparare e ripetere in musica, aiuta a memorizzare le procedure in modo ludico:
"Se un’emergenza si verificherà e la nostra scuola noi dobbiamo lasciar, senza correre e gridar, in fila indiana noi cammineremo e andremo fino al punto di raccolta e lì stazioneremo finché la nostra Maestra verificherà, che sia tutto OK e sicuro per me e gli amici miei!"

Per i più piccoli (1-3 anni), la musica rimane il canale comunicativo privilegiato. L'utilizzo di colonne sonore familiari e rassicuranti accompagna l'inserimento nei "cerchi sicuri", trasformando quello che potrebbe essere un momento di paura in un'attività collettiva coordinata e priva di difficoltà. La chiave di una corretta gestione risiede nell'operatore formato: chi è consapevole dei rischi non solo protegge se stesso, ma diventa un formatore alla sicurezza per i bambini sui quali vigila.
Coordinamento esterno e prevenzione continua
La gestione delle emergenze non si limita all'interno della struttura, ma richiede un costante coordinamento con gli organismi pubblici preposti alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, al Pronto Soccorso (118) e alle forze dell'ordine. È fondamentale mantenere aggiornati i numeri telefonici utili e definire schemi di chiamata chiari, che consentano ai soccorsi di arrivare tempestivamente e con la forza adeguata.
Ogni piano di emergenza deve essere preceduto da un'analisi rigorosa delle tipologie di rischio. Queste possono derivare da attività interne, come infortuni, soffocamento o malfunzionamenti tecnici degli impianti, oppure da accadimenti esterni, come eventi sismici, condizioni meteorologiche estreme o altre calamità. Il controllo giornaliero degli ambienti, la pulizia e la fruibilità delle vie di esodo rappresentano la base su cui costruire l'intera strategia di tutela dei minori.
La progettazione antincendio e la scelta degli ausili devono essere viste come un investimento continuo nella sicurezza, dove l'innovazione tecnologica (come le barelle a nido o i grembiuli baby-carrier) si sposa con la cultura della prevenzione. Ogni atto, dall'organizzazione delle prove di evacuazione fino al disegno di cartelloni didattici da parte dei piccoli, contribuisce a creare un ecosistema scolastico resiliente, capace di affrontare l'imprevisto con la massima professionalità e protezione per la vita umana.
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