Le credenze, le superstizioni e i riti hanno costituito per lungo tempo una parte intrinseca della nostra civiltà contadina, radicata in un passato recente e tuttora vivida nella memoria dei nostri nonni. Queste pratiche, spesso tramandate di generazione in generazione, offrivano un modo per interpretare il mondo, per cercare protezione o per influenzare il destino, conferendo significato a gesti e oggetti quotidiani. Ancora oggi, alcune di queste antiche usanze permangono, sebbene magari in forme più sfumate, testimoniando un profondo bisogno umano di attribuire valore simbolico a ciò che ci circonda. All'interno di questa ricca tessitura culturale, la croce emerge come un simbolo di straordinaria risonanza, capace di assumere significati diversi a seconda del contesto, dalla semplice espressione artistica infantile alla profonda icona religiosa, fino a fungere da elemento protettivo all'interno dell'ambiente domestico, in particolare nella cameretta dei bambini. Questa esplorazione ci condurrà attraverso le molteplici sfaccettature del significato e dell'utilizzo della croce, intrecciando antiche credenze, interpretazioni psicologiche e la sua valenza nel contesto della fede.

Simboli Antichi e Pratiche Protettive Quotidiane
La storia dell'uomo è costellata da una miriade di credenze e riti intesi a propiziare il bene e allontanare il male, specialmente in epoche in cui la conoscenza scientifica era limitata e la vita era percepita come intrinsecamente vulnerabile alle forze naturali e soprannaturali. Queste manifestazioni del pensiero magico e religioso non erano solo espressione di paura, ma anche di speranza e di un desiderio profondo di ordine e sicurezza. Molte delle superstizioni della civiltà contadina, ancora nella memoria dei nostri nonni, riflettono questa ricerca di controllo e protezione nella vita di tutti i giorni.
Ad esempio, si riteneva che non bisognava mai disporsi con le braccia a croce sulla soglia d'ingresso della propria abitazione, poiché l'atto era ritenuto malaugurante. Questo semplice gesto, che oggi potrebbe sembrare innocuo, era carico di implicazioni simboliche, forse legato all'idea di bloccare il passaggio o di assumere una postura di chiusura che poteva richiamare sventure. Allo stesso modo, non bisognava mai contare le monete sul palmo della mano, in quanto si riteneva che la persona avrebbe vissuto tanti anni quanti erano i soldi contati, una credenza che legava la prosperità materiale alla durata della vita in un modo apparentemente irrazionale, ma che evidenziava la paura della miseria e della brevità dell'esistenza.
Alcune usanze erano volte a invocare la buona sorte, come rovesciare il vino sulla tavola, che era ritenuto apportatore di buon auspicio. Al contrario, rompere il contenitore dell'olio era ritenuto apportatore di disgrazie, forse a causa del valore inestimabile dell'olio per la dieta e l'economia contadina, rendendo la sua perdita un evento funesto. Per prevenire disturbi fisici, come il mal di testa, si usava tagliare i capelli il primo venerdì di marzo allo scopo di evitare il mal di testa per tutto l'anno. Spesso, però, invece del taglio completo si usava tagliare quattro piccole ciocche di capelli simulando, un rito che combinava l'azione pratica con l'intenzione simbolica. La cautela si estendeva anche alla cura dei neonati, in quanto non bisognava mai tagliare le unghie dei neonati nei giorni di festa, poiché si credeva che avrebbe potuto imporre un diverso corso di vita al bambino, un monito a non interferire con il destino in momenti considerati sacri.
La protezione dei più piccoli era un tema ricorrente e particolarmente sentito. Alla nascita del bambino, gli attaccavano al braccio una trina nera e sotto il cuscino, o tra le fasce, mettevano "l'abetina". Questo non era un semplice oggetto, ma un sacchetto tutto cucito, con dentro tre teste di chiodi della prima ferratura di un asino, tre chicchi di grano, tre granelli di sale, tre foglie d'erba del "malevento", e immaginette di santini vari. Ogni elemento aveva un suo significato protettivo, dal ferro dei chiodi alla fertilità del grano, dalla purificazione del sale alla benedizione dei santini. Preghiere come "schatta vierme ra lu core. Nu Patre nostre a la Santissime Trinità" o "tre nocchie mana lassea nome ri la Santissima Trinitate" accompagnavano questi riti, invocando la protezione divina contro le malattie e le avversità.
Anche la casa era oggetto di attente pratiche protettive. Per proteggere la casa dalle streghe, si usava mettere in casa dietro la porta, qualche oggetto che avesse il potere di "far perdere tempo" alla strega, così che, fatto giorno, essa era costretta a scappare. Per esempio, si metteva una scopa dietro la porta perché si riteneva che la strega non poteva procedere oltre se prima non avesse contato, ad uno ad uno, i fili di saggina della scopa, un espediente ingegnoso per esorcizzare la paura del male. Durante i temporali, i contadini usavano mettere fuori di casa la catena, l'ascia, i parafuochi ed altri oggetti metallici credendo che così facendo il temporale finisse evitando danni alle culture, un tentativo disperato di influenzare fenomeni naturali devastanti.
Il ricorso a specifici rimedi era comune per affrontare situazioni di disagio. Nel caso una persona avesse preso un grosso spavento (lu scquande), si usava prendere un bicchiere di vino, arroventare un oggetto metallico (in genere un cucchiaio o una forchetta) e immergere nel vino per tre volte l'oggetto stesso arroventandolo di volta in volta; si faceva bere, quindi, il vino a piccoli sorsi. Questo rituale combinava elementi di purificazione e di rito magico per "scacciare" lo spavento. Anche il rispetto per il cibo era codificato da credenze: quando una persona appoggiava il pane alla rovescia si diceva che "sciarra lu furnare" ed era segno di non apprezzare il pane e disprezzare il fornaio al quale in questo modo gli si procurava il mal di pancia, sottolineando l'importanza del pane come alimento sacro e il rispetto per chi lo produceva.
Infine, l'uso di amuleti era una pratica diffusa per la protezione personale. Una volta veniva usato come amuleto "lu curnuciedde". Questo oggetto era un corno di dimensioni variabili e di materiali diversi, dipinto di rosso, e veniva posto in casa dietro le porte o portato addosso, fungendo da talismano contro il malocchio e le influenze negative. Anche qui, preghiere come "Nu Patre nostre a la Santissime Trinitàca te volene luà tutte stu male ri cape" potevano accompagnare l'uso dell'amuleto, rafforzandone il potere protettivo e curativo. Tutte queste pratiche mostrano come la ricerca di simboli protettivi e rassicuranti sia un filo conduttore che attraversa la storia umana, preparando il terreno per comprendere la valenza della croce in contesti più contemporanei e personali.
Il significato del disegno infantile
La Croce nel Disegno Infantile: Uno Sguardo Psicologico
Il disegno è, per i bambini, un linguaggio primario attraverso il quale esprimere il loro mondo interno, le emozioni, le paure e le percezioni. Molto più di un semplice passatempo, l'attività ludica del disegno offre uno spiraglio sulla psiche infantile, permettendo di interpretare, in maniera non verbale, ciò che il bambino vive e come lo affronta. In questo contesto, l'apparizione ricorrente di simboli specifici, come una croce o una X, può suscitare interrogativi nei genitori, come nel caso di Alessia. Lei ha notato che sua figlia ultimamente disegna sempre case e, sebbene varino gli elementi come il tetto a punta, il comignolo, la porta (a volte presente, a volte assente) o il tetto schiacciato, una cosa che fa tutte le volte è che alle finestre fa sempre una croce, o meglio, una X che fa partire dagli angoli una riga che va all'angolo opposto, facendo sempre una X.
Questa osservazione, apparentemente innocua, ha generato in Alessia una legittima preoccupazione, portandola a chiedere chiarimenti a diversi specialisti. La risposta concorde degli esperti sottolinea la complessità dell'interpretazione del disegno infantile. Gentile Alessia, è difficile associare a un segno, un significato preciso che ci dica qualcosa di sua figlia senza un contesto più ampio. Solitamente il disegno viene utilizzato come strumento insieme ad altri strumenti e comunque in un contesto di terapia. I bambini hanno molta fantasia e il loro mondo interno viene interpretato attraverso l'attività ludica e attraverso il disegno. Il disegno della casa, in particolare, ha un importante contenuto emotivo e rappresenta come il bambino vive nel mondo, come lo affronta, e i rapporti con le persone più vicine.
Le finestre, in questo contesto, rivestono un significato simbolico cruciale. Rappresentano la possibilità del bambino di guardare il mondo dall'interno della casa, ma anche di essere visto. Quando il bambino disegna sbarre alle finestre, o una X, ciò può rappresentare una difficoltà ad uscire dal rifugio sicuro che è la casa. Questa difficoltà potrebbe essere indice di una complessità a vivere liberamente, forse condizionati da un atteggiamento iperprotettivo dei genitori, oppure da una complessità nel dialogare o comunicare qualcosa con loro. Allo stesso modo, le porte sono un'espressione del modo di entrare in contatto con l'ambiente: se la porta è chiusa, senza maniglie o addirittura assente, può essere segnale di difficoltà ad esprimere i propri sentimenti e a socializzare.
Tuttavia, gli specialisti mettono in guardia contro interpretazioni affrettate e troppo generalizzate. Alessia, non riporta l'età di sua figlia. Presumo ne possa avere, da come dice che disegna, meno di 3 anni. Ha mai provato a chiederle direttamente cosa sono le X? Se sì, cosa le risponde? I bambini all'inizio ricopiano segni che li hanno in un certo qual modo incuriositi perché diversi dal solito. La X è, infatti, riportata sui vetri per segnalarne la presenza, quando sono in atto lavori di costruzione o ristrutturazione, e garantirne una maggiore attenzione. Dunque, la bambina potrebbe semplicemente replicare un segno visto nel suo ambiente, magari imitandoli compagni che fanno cose diverse, per trovare il proprio modo, quello che le piace.
L'età della bambina è un fattore determinante. Cara Alessia, a me piacerebbe sapere come mai lei è così interessata alla X? I bambini magari lo fanno per abitudine. Non è così che si possono analizzare i disegni dei bimbi, bisogna assistere alla performance ed avere molte più informazioni. Va considerato però che ogni segno del comportamento umano, ivi compreso il disegno, va sempre visto nel contesto della condotta globale della persona per potergli attribuirgli una sua particolare significatività. Per effettuare una corretta valutazione sarebbe indispensabile la conoscenza approfondita della storia e del vissuto della bambina. Inoltre, è fondamentale che la preoccupazione sia quella della bambina e non solo quella del genitore. In ogni caso, mi chiederei piuttosto che cosa ci vede lei in questo modo di disegnare di sua figlia? Che cosa la preoccupa al riguardo? Forse potrebbe essere questa una prima riflessione da fare.
Per quanto riguarda il tema della casa, questo è uno dei disegni maggiormente rappresentati dai bambini, con tutto il complesso mondo di significati che con la casa vengono veicolati. Occorre pertanto notare cosa c'è nel disegno oltre alla casa, quanto grande viene disegnata la casa, che colori vengono usati, dove viene collocato il disegno sul foglio, e quindi, anche come vengono disegnate le finestre. Tutti questi dettagli contribuiscono a un'analisi più completa. Se volesse approfondire l'argomento, gli specialisti consigliano di rivolgersi ad uno psicologo specializzato nell'ambito dell'infanzia o ad un pedagogista, professionisti che possono fornire un supporto più mirato e contestualizzato, assistendo alla performance e avendo molte più informazioni per una valutazione accurata.

Il Profondo Significato della Croce Cristiana per i Bambini
Oltre alle interpretazioni psicologiche o alle antiche credenze, la croce riveste un significato profondissimo e centrale nella tradizione cristiana, soprattutto per i bambini che si avvicinano alla fede attraverso il catechismo. Fin dalla più tenera età, il segno della croce è il gesto fondamentale che ogni cristiano impara, una dichiarazione visibile e corporea della propria identità di fede. È un segno che abbraccia tutta la nostra persona e richiama la croce di Gesù; evoca la sua passione, morte e risurrezione. È il primo simbolo cristiano tracciato su di noi nel battesimo, a segnare l'inizio della nostra vita di fede, e sarà l'ultimo segno che tracceranno su di noi, al momento del passaggio alla vita eterna. Siamo nati in questo segno e moriremo in questo segno, evidenziando la sua pervasività nella vita cristiana.
L'importanza del segno della croce per i bambini viene enfatizzata nei percorsi di catechismo. È importante che i bambini imparino, fin da subito, a farsi il segno di croce, per iniziare e concludere la giornata, gli incontri di catechesi, le preghiere, le celebrazioni. Il Papa Benedetto XVI ha, infatti, esortato: «Per favore, pregate a casa insieme: a tavola e prima di andare a dormire. La preghiera ci porta non solo verso Dio, ma anche l'uno verso l'altro». E il segno della croce è l'atto iniziale di questa preghiera. Con il segno della croce ogni cristiano si riconosce fratello di Gesù, figlio di Dio Padre e dimora dello Spirito Santo, un'affermazione potente della propria relazione con la Trinità. Tutti i sacramenti, momenti cruciali della vita di fede, sono caratterizzati dal segno di croce; ad esempio, nel sacramento della riconciliazione, il sacerdote traccia su di noi il segno della croce, quando ci assolve dai peccati.
Il segno della croce non è un gesto meccanico, ma un profondo atto di fede che esprime il mistero della Trinità: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. È un simbolo unico che dà riferimento alle tre persone divine. Per questo, è da fare bene. Non affrettato, rattrappito, ma lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla sinistra alla destra, un gesto meditativo che coinvolge mente, cuore e corpo. I suoi movimenti hanno significati specifici:
- Il primo movimento è in onore di Dio Padre. Portiamo la mano sulla fronte, perché il centro dei nostri pensieri e della nostra intelligenza è Dio che ci ha creati. Gesù si rivolgeva a Dio con il nome Padre e ha invitato i suoi discepoli a rivolgersi a Dio con questo appellativo, insegnando l'intimità di questa relazione.
- Il secondo movimento è in onore del Figlio Gesù che si è incarnato, è morto ed è risorto per donarci la vita, toccando il cuore per simboleggiare l'amore e il sacrificio di Cristo.
- Il terzo movimento è offerto allo Spirito Santo, dono di Gesù risorto per noi, affinché il suo amore sia in noi, muovendo la mano da una spalla all'altra per abbracciare l'intera persona con la grazia dello Spirito.
La croce di Cristo ci rivela che Dio è carità: un Dio che sceglie, perdona, rimane fedele al suo popolo nonostante i tradimenti e gli dona una vita piena. Di tutto questo ci rendiamo conto attraverso la sua morte in croce, avvenuta per la nostra salvezza. Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per salvarci dai nostri peccati. Alla base della croce c'è l'amore gratuito di Dio per gli uomini: per molti può essere visto come 'scandalo' o 'follia', ma per i credenti è il segno della sua potenza. L'umanità è invitata a volgere lo sguardo a colui che è stato innalzato per noi. La fede nel Crocifisso, segno dell’amore di Dio per noi, è pegno di vita eterna.
I cammini di catechesi per la preparazione alla Prima Comunione, ad esempio, propongono tre domeniche dedicate alla scoperta dei fondamenti della nostra fede a partire dal Segno della Croce. Sussidi semplici per educatori con schede sul Segno della Croce sono disponibili per i bambini della catechesi, anche per i bambini della prima-seconda elementare. Brevi drammatizzazioni adatte per i bimbi di seconda classe, come "Sotto il Segno della croce", aiutano a interiorizzare questi misteri. Percorsi specifici, come la "Via della Croce" adatta per i bambini del catechismo, guidano attraverso la passione di Cristo, e libricini delle prime preghiere, pensati per bambini piccoli, delle prime classi elementari, introducono alla pratica devozionale.
Anche i tempi liturgici forti, come la Quaresima, offrono opportunità per approfondire il significato della croce. Un itinerario per la Quaresima con i ragazzi dei gruppi di catechesi può essere incentrato sul simbolo dell'àncora, già presente nelle catacombe, segno di speranza, dell’attesa di un bene, di stabilità e sicurezza in mezzo alle tempeste della vita. La croce, che l'àncora ricorda, assunta da Gesù, è forza di salvezza e simbolo di vita nuova, per questo fa da soggetto nel percorso proposto, come descritto in un testo di Emilio Salvatore e Maria Rosaria Attanasio tratto dalla rivista Catechisti parrocchiali. Si può preparare un cartellone e ogni domenica si attacca il segno della settimana, riscoprendo la bellezza della Pasqua settimanale e annuale. Cammini come quello del 2013, predisposto da don Davide Fadini, possono trasformare la Quaresima in una caccia al tesoro che porta i bambini, attraverso riflessioni e giochi, a riscoprire il sacramento della Riconciliazione e il segno della croce, affermando "Ho tanta fede" e dicendosi più "Cristiana". Adorazioni quaresimali sono adattate per i ragazzi della catechesi e le loro famiglie, mentre spunti come "Che cosa hanno in comune l'arcobaleno e la croce? Niente! Eppure questi due segni drammatici, a mano a mano che la Quaresima procede, diventano uno solo", accompagnano bambini e ragazzi nel cammino della Quaresima.

Un esempio concreto di come rendere la croce significativa e gioiosa per i bambini è la "Croce della Gioia", un nuovo dono per ragazzi e ragazze durante il tempo di Quaresima. Questa croce, volutamente disegnata in modo semplice, su un formato sottile e trasparente, è pensata per essere portata ovunque, inserita in un libro, tenuta nel proprio angolo della preghiera. I bambini potranno ogni giorno leggere un consiglio e recitare una breve preghiera grazie al piccolo libretto tascabile che viene consegnato insieme alla Croce. Si riempirà dei "colori della Quaresima" che verranno dati ai ragazzi ogni settimana, per sottolineare il cammino che li condurrà a comprendere che l'amore del Signore Gesù, Crocifisso e Risorto, cambia la nostra tristezza in gioia. La Croce può essere un segno di gioia? Lo è certamente se il Crocifisso è Gesù, il Risorto. Passando attraverso Lui anche la sofferenza, il dolore, il peccato, assumono un significato nuovo e devono essere letti nel solco della riconciliazione e della speranza. Sulla Croce della Gioia c’è dunque il Risorto che non nasconde il suo essere stato inchiodato “per amore”, ma già mostra il suo volto sorridente, in una luce nuova. La Croce della Gioia è trasparente e fa passare la luce: si può vedere il mondo in una prospettiva diversa se lo si osserva attraverso la Croce e se si comprende, guardando Gesù, che «nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15, 13). La Croce della Gioia si colorerà ogni settimana dei «colori» della Quaresima, arricchendosi di domenica in domenica con i significati che daremo ogni settimana al camminare verso la Pasqua con gioia. La copertina del libretto della preghiera di ciascun ragazzo potrà fare da “piedistallo” alla Croce, grazie a due apposite fessure che potranno accogliere la Croce, rendendola un oggetto interattivo e personale. La Croce della Gioia è sottile, in modo tale che può essere inserita anche in un libro, in un quaderno, essere appoggiata sulla scrivania e occupare un posto nel nostro «angolo della preghiera» e diventare qualcosa da portare sempre con sé, per ricordarci con quanto amore siamo stati amati e con quali parole siamo sostenuti: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi». La Croce della Gioia è disponibile con il libretto della preghiera quotidiana allegato in vendita presso la libreria Il Cortile. Se c’è amore nel vivere la propria relazione con Dio, con i fratelli e con sé stessi possiamo davvero gustare che proprio nella nostra vita «c’è gioia!». Per questo ci impegniamo ad accompagnare ragazzi e ragazze a esercitare il proprio amore verso queste tre direzioni, trovando i modi per invitarli a pregare quotidianamente, a compiere gesti di amore e generosità verso gli altri, suggerendo azioni buone e il bene possibile, a rinunciare a qualcosa e a fare qualche sacrificio per poter crescere abbandonando forme di egoismo e i “capricci”. In questo senso la Quaresima è il momento più importante per educare all’amore. La Quaresima ha i suoi colori. Solo insieme i colori potranno essere immagine della gioia vera. Come rappresentare la gioia se non “colorata” da una forma multicolore? Ecco perché la Croce della Gioia, al termine della Quaresima, sarà formata da tanti colori che richiameranno il cammino fatto e la gioia che nasce dall’amore reciproco e dalla accoglienza di quell’amore più grande che Gesù ci offre con la sua morte e risurrezione.
La Croce come Presenza e Arredo nella Cameretta del Bambino
Al di là dei suoi profondi significati spirituali e delle possibili interpretazioni psicologiche, la croce trova la sua concretizzazione anche come oggetto fisico, divenendo un elemento di arredo e un punto di riferimento nella cameretta dei bambini. Questi manufatti, spesso progettati con un'estetica che si adatta all'ambiente infantile, svolgono la duplice funzione di decorazione e di veicolo di messaggi di fede, protezione e amore.
Esistono numerose tipologie di croci e quadretti pensati per l'ambiente dei più piccoli, ognuno con le sue peculiarità. Si possono trovare raffinati quadri in resina, dotati di piedino da appoggio e anche di foro per appenderlo al muro, offrendo versatilità nell'allestimento. Altre varianti includono tele montate su cornice di legno dotate di gancetto, che conferiscono un tocco più artistico e tradizionale.
Una categoria molto popolare è quella delle graziose croci dalla sagoma moderna, con un pratico foro in apice che le rende ideali per essere appese nella cameretta dei bambini. Queste croci sono spesso disponibili in diverse colorazioni e design, alcune pensate specificamente per una bambina o per un bambino, con forme e immagini che risuonano con l'immaginario infantile. La loro semplicità e leggerezza le rende adatte a essere affisse alla parete, diventando un punto focale discreto ma significativo.
Accanto alle croci pure, si trovano anche graziosi quadretti in legno colorato dalla linea moderna e dall'aspetto giocoso e divertente. Questi quadretti possono assumere diverse forme e rappresentazioni. Alcuni sono bellissimi quadretti adatti ai più piccoli con la preghiera "Angelo di Dio", offrendo un primo contatto con la preghiera e la figura protettiva dell'angelo custode. Altri possono essere bellissimi quadretti in legno a forma di croce greca raffiguranti il Presepe, la Sacra Famiglia o l'Angelo custode, collegando la figura della croce a scene iconiche della fede e a figure rassicuranti.
Per chi predilige forme più morbide, sono disponibili graziosi quadretti ovali in legno laccato color rosa o azzurro, spesso arricchiti con preghiere fondamentali come il "Padre Nostro" o l'"Ave Maria". Questi oggetti non sono solo decorazioni, ma diventano strumenti di evangelizzazione silenziosa, che accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita, ricordando loro la presenza divina e l'importanza della preghiera quotidiana. La scelta dei colori, spesso tenui e pastello, contribuisce a creare un'atmosfera serena e accogliente, tipica dell'ambiente infantile.
L'inserimento di una croce o di un quadretto a tema religioso nella cameretta di un bambino non è un gesto puramente estetico. È un modo per creare un ambiente che nutra la spiritualità del bambino, offrendo un simbolo visibile di protezione, amore e fede. Questi oggetti possono servire come punto di riferimento durante i momenti di preghiera, come un piccolo altare personale, o semplicemente come un ricordo costante dei valori che la famiglia desidera trasmettere. La loro presenza discreta ma significativa contribuisce a formare un senso di identità spirituale e ad accompagnare il bambino nella sua scoperta del mondo, offrendogli un anelito di speranza e sicurezza in un oggetto familiare e confortante.
