Comprendere la Fertilità: Cosa significa essere nel periodo fertile

Il concetto di "periodo fertile" rappresenta una delle dinamiche biologiche più affascinanti e complesse del corpo femminile. Per una donna, parlare di periodo fertile può avere un duplice significato: da una parte indica tutti gli anni che passano tra il momento della prima mestruazione e l'arrivo della menopausa, dall'altra si riferisce ai giorni del mese in cui avviene l'ovulazione. In ogni caso, insomma, ha a che fare con la possibilità di rimanere incinta, ma anche con tanti cambiamenti piccoli e grandi che avvengono nel nostro corpo.

rappresentazione schematica del ciclo mestruale e delle fasi ormonali

Il ciclo mestruale come motore della vita

Nel corso della vita riproduttiva di una donna, il ciclo mestruale è un processo ricorrente, caratterizzato dal delicato concatenarsi di eventi fisiologici, direttamente correlati alla fertilità. Lo scopo fondamentale del ciclo mestruale consiste nel portare a maturazione la cellula uovo (gamete femminile) e preparare un "ambiente" adatto al suo eventuale impianto. I processi fisiologici che si susseguono nel corso di questo periodo predispongono, dunque, all'inizio di un'eventuale gravidanza, nel caso avvenisse la fecondazione dell'ovocita da parte di uno spermatozoo di origine maschile.

Il ciclo mestruale è considerato il periodo di tempo che va dal 1° giorno di una mestruazione al giorno precedente l'inizio del flusso successivo. L'intervallo tra l'inizio di due successive mestruazioni è generalmente di 28 giorni. Al contrario dei testicoli dell'uomo, che producono spermatozoi in qualunque momento della sua vita fertile, le ovaie di una donna non producono continuamente ovociti, ma solo uno al mese, e solo nel periodo compreso fra il menarca (la prima mestruazione) e la menopausa (l'ultima mestruazione).

Le fasi del ciclo biologico

Il funzionamento ormonale segue un ritmo preciso:

  • Fase pre-ovulatoria (14 giorni circa): l'ipofisi (ghiandola situata alla base del cranio) produce gonadotropine, ormoni che stimolano l'ovaio a sviluppare i follicoli, minuscoli involucri che contengono gli ovociti. In risposta alla bassa concentrazione di estrogeni, l'ipotalamo secerne l'ormone GnRH; ciò induce l'ipofisi a produrre l'ormone follicolo-stimolante (FSH), il quale stimola la maturazione di un follicolo dominante.
  • Fase ovulatoria (24 ore circa): l'ipofisi produce l'ormone luteinizzante che provoca la fuoriuscita dell'ovocita dal follicolo e la trasformazione del follicolo in corpo luteo, che produce progesterone. Attorno alla metà del ciclo, quando la maturazione è completata, l'estradiolo e l'ormone luteinizzante (LH) stimolano la rottura del follicolo e la cellula uovo viene rilasciata nella tuba di Falloppio, attraverso cui si dirige verso l'utero. Questo momento coincide con l'ovulazione.
  • Fase post-ovulatoria o luteinica (14 giorni circa): l'ovocita espulso dal follicolo si sposta dall'ovaio verso l'utero, il corpo luteo continua a produrre progesterone e a preparare l'utero all'eventuale impianto di un ovocita fecondato. Se non c'è stata la fecondazione, il rivestimento interno dell'utero (endometrio) si sfalda e si trasforma nel flusso mestruale.

Definizione della finestra fertile

Il periodo fertile è quella finestra del ciclo mestruale in cui la probabilità di concepire è massima. Fino a cinque giorni fertili ogni mese, ovvero le 24 ore della fase ovulatoria più qualche giorno precedente. Gli spermatozoi infatti possono vivere molte ore nell'utero in attesa dell'arrivo di un ovocita maturo. Di conseguenza sono fertili anche i giorni che precedono immediatamente la fase ovulatoria.

In linea generale, i giorni più favorevoli al concepimento sono 6 e coincidono con l'ovulazione e con il periodo immediatamente precedente alla stessa. Nel caso di un ciclo regolare di 28 giorni, ciò corrisponde indicativamente ai giorni tra l'11° e il 16° giorno. La probabilità di concepimento è massima nel giorno dell'ovulazione e nei 2 giorni precedenti. Questo è il periodo in cui l'ovulo è presente e gli spermatozoi possono ancora essere attivi nell'utero. Qualsiasi rapporto sessuale entro cinque giorni dall'ovulazione può esitare, quindi, nella fecondazione della cellula uovo.

Metodi di calcolo e monitoraggio

Conoscendo il susseguirsi nel tempo delle fasi del ciclo mestruale è possibile fare un calcolo del periodo fertile. Nel 1924, il ginecologo giapponese Kyusaku Ogino scoprì la legge fisiologica per cui nel corpo femminile l'ovulazione avviene una sola volta nel corso del ciclo mestruale, statisticamente intorno al 14° giorno. I suoi studi avevano lo scopo di offrire alle coppie in cerca di gravidanza uno strumento per migliorare le probabilità di concepimento.

Il metodo del calendario

In generale, il periodo fertile durante il ciclo mestruale si calcola sottraendo 18 giorni dalla durata del più breve dei 12 cicli precedenti e 11 giorni dal più lungo. Occorre tuttavia evidenziare che il metodo del calendario è spesso impreciso e suscettibile di errore, anche per le donne che hanno cicli mestruali regolari. Fatta eccezione per le variazioni individuali, che sono sempre possibili, il 14° e il 15° giorno dopo l'inizio della precedente mestruazione sono i giorni in cui l'ovulazione è più probabile.

grafico che illustra il metodo del calendario e la finestra fertile

Monitoraggio della temperatura basale

La temperatura basale è la temperatura corporea misurata la mattina al risveglio. Per individuare il periodo fertile, un sistema molto utilizzato prevede la misurazione quotidiana. Questo parametro, infatti, aumenta dopo l'ovulazione di circa 0,2-0,5°C, solitamente oltre i 37°C, per l'effetto del progesterone e rimane costante per alcuni giorni, prima della mestruazione successiva. L'ultimo valore più basso, registrato prima dell'aumento della temperatura basale, corrisponde al giorno dell'ovulazione.

Osservazione del muco cervicale

Al colmo del periodo fertile, quando si avvicina l'ovulazione, il collo dell'utero produce del muco fluido e filante, simile all'albume dell'uovo: si tratta di perdite trasparenti visibili sulla biancheria o quando si va in bagno. Nei giorni che precedono l'ovulazione, infatti, queste secrezioni diventano più fluide, viscose ed elastiche.

Strumenti digitali e test di ovulazione

I test di ovulazione (stick urinari) sono in vendita in farmacia e in molti supermercati. Gli stick urinari rilevano il picco dell'ormone luteinizzante (LH), che precede l'ovulazione, e possono aiutare a individuare il momento più fertile. Tuttavia, possono dare falsi negativi o positivi (per esempio nei cicli molto irregolari o con variazioni ormonali). Vanno sempre usati insieme ad altri parametri e interpretati con cautela. Esistono anche test di ovulazione digitale con doppio indicatore ormonale che identificano quattro giorni fertili in ogni ciclo mestruale, cioè i giorni che precedono e comprendono il giorno dell'ovulazione.

Come si utilizza: Test di ovulazione Clearblue® Digitale Avanzato (solo Svizzera)

Considerazioni sulla riserva ovarica e l'età

Tutte le cellule uovo che verranno usate nel corso della vita di una donna, dalla pubertà alla menopausa, sono già formate al momento della nascita. Ogni donna nasce con un numero prestabilito di ovociti: questa riserva non è infinita, né si rigenera. Fin dalla nascita, infatti, le cellule uovo iniziano a diminuire spontaneamente, ben prima della pubertà.

Con l'avanzare dell'età, diminuisce la quantità di ovociti e calano anche la qualità e la fertilità, rendendo più difficile il concepimento e aumentando il rischio di anomalie cromosomiche. Per questo motivo, la fertilità femminile ha un picco tra i 20 e i 30 anni, per poi iniziare a declinare sensibilmente dopo i 35. Ciò può rendere più difficile individuare con precisione l'ovulazione e ridurre le probabilità mensili di concepimento. Pertanto, chi si avvicina o supera quella soglia può valutare un controllo della riserva ovarica.

Quando rivolgersi a uno specialista

Se dopo 12 mesi (o 6 mesi, se la donna è sopra i 35 anni) di rapporti non protetti durante i giorni fertili non si ottiene una gravidanza, è consigliabile rivolgersi a uno specialista. Anche in presenza di cicli molto irregolari, assenza di ovulazione o condizioni note come endometriosi, sindrome da ovaio policistico o patologie tiroidee, la consulenza precoce può aiutare a identificare eventuali ostacoli.

In questi casi il calcolo dei giorni fertili può essere d'aiuto se una donna desidera rimanere incinta: dovrà cercare di avere un rapporto sessuale completo nel momento in cui i segni soggettivi (muco cervicale e aumento della temperatura basale), il calcolo dei giorni del ciclo mestruale ed eventualmente il risultato dello stick per l'ovulazione e dell'ecografia indicheranno che è nel pieno del suo periodo fertile.

Stile di vita e fertilità

Mantenere un peso corporeo ottimale (né sottopeso né sovrappeso), praticare attività fisica regolare ma non eccessiva, ridurre lo stress, dormire a sufficienza e adottare una dieta equilibrata (con frutta, verdura, proteine magre) sono fattori che possono favorire cicli regolari e funzionamento ormonale corretto. La natura non lascia niente al caso: se durante il periodo fertile una donna diventa più attraente, chi meglio delle altre donne può captare istintivamente i segnali dell'ovulazione in corso? Scatterebbero quindi dei meccanismi di difesa che le portano a mettere delle barriere tra il proprio partner e le altre donne nei loro momenti più fertili.

infografica sulle buone abitudini per favorire la salute riproduttiva

Fertilità come contraccezione e limiti dei metodi

Se una gravidanza non è desiderata, si può utilizzare lo stesso criterio appena elencato per evitare i rapporti sessuali durante il periodo fertile. L'efficacia del calcolo del periodo fertile come metodo contraccettivo è tuttavia inferiore a quella di altri metodi (pillola anticoncezionale, profilattico, diaframma vaginale, spirale intrauterina). Attenzione: anche se il rischio è più basso, nessun giorno è totalmente sicuro senza l'uso di un metodo contraccettivo affidabile.

La menopausa, d'altro canto, è un fenomeno biologico che la scienza non ha ancora saputo spiegare del tutto. Una teoria circolata dalla fine degli Anni '50 è la cosiddetta "ipotesi della nonna", formulata dal biologo statunitense George Christopher Williams, che attribuisce alla menopausa un vantaggio nella conservazione della specie. La presenza di donne disponibili ad assistere le figlie durante il parto e a occuparsi dei nipoti migliorerebbe il tasso di sopravvivenza della prole. In questo contesto, il ciclo mestruale, con le sue dinamiche di fertilità, si configura come un evento centrale non solo per la riproduzione individuale, ma per l'intera struttura biologica umana.

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