I bambini arcobaleno: comprendere il significato profondo e la complessità emotiva

Il concetto di "bambino arcobaleno" appartiene a una sfera emotiva profonda, legata indissolubilmente all'esperienza del lutto perinatale. Definire chi siano questi piccoli significa immergersi in un vissuto fatto di ombre e luci, dove la nascita di un figlio, dopo la perdita di un altro, non cancella il dolore passato ma apre uno spazio inedito alla speranza.

Un arcobaleno che squarcia un cielo nuvoloso, simbolo di rinascita e speranza dopo un momento di buio.

Definizione di bambino arcobaleno e il legame con il lutto

I bambini arcobaleno sono i bimbi nati dopo un lutto perinatale: proprio come l’arcobaleno segna il ritorno del sole dopo un temporale, così questi neonati portano una nuova ondata di gioia nella vita dei genitori dopo un’esperienza dolorosa. Questa definizione, carica di metafore naturali, cerca di restituire un senso di sollievo dopo il trauma di un aborto spontaneo, di una morte in utero o della perdita di un figlio appena nato.

È importante sottolineare che il termine non indica caratteristiche biologiche o spirituali straordinarie, ma definisce unicamente il ruolo ricoperto da questi bambini all'interno della narrazione familiare. Sono figli giunti dopo una tempesta, nati da genitori che hanno attraversato il deserto della perdita. In Italia, per sensibilizzare su queste esperienze, il 15 ottobre è dedicata alla Giornata Internazionale della consapevolezza sulla perdita perinatale e infantile, un momento necessario per dare voce a un dolore spesso silenzioso e poco compreso dal contesto sociale e medico.

L'ombra della penombra: il peso delle aspettative

Oltre alla definizione più lieta di bambini arcobaleno, esiste anche una variante del modo in cui vengono chiamati questi nuovi nati, figli penombra. Spesso, sin dalla loro nascita, questi bambini vengono paragonati e confrontati dai genitori con il bambino che li ha preceduti e che non c'è più. In qualche modo è come se venissero alla luce un po' nella penombra, o nell'ombra di un figlio precedente.

C'è quindi già nel modo stesso in cui vengono definiti una duplicità intrinseca. Un'ambivalenza che rispecchia anche lo stato d'animo e le emozioni dei genitori: non solo le mamme, ma anche i papà possono vivere dei sentimenti variegati e complessi, oltre che contraddittori. Nel momento della nascita prevalgono invece la gioia e l'entusiasmo, sebbene di fondo nella mente dei genitori, può esserci un velo di tristezza che non li abbandona.

Uno spazio di ascolto per chi è colpito dal lutto perinatale

Le dinamiche psicologiche dei genitori

Il vissuto dei genitori è costellato da emozioni che si intrecciano: la felicità per la nuova vita si scontra spesso con il senso di colpa del sopravvissuto. Come spiega il Professor Negri, la paura è un'emozione che le mamme vivono anche nei confronti del bambino che non c'è più: si tratta del timore di dimenticarlo insieme al senso di colpa e al rimpianto per ciò che è successo.

Il rischio - spiega il docente universitario - è quello di vivere la colpa del sopravvissuto, ovvero, di sentirsi meno degni di essere sopravvissuti rispetto al bambino che non c'è più. Oltre a ciò, ci si può sentire vittime di un'ingiustizia, di una cosa che non doveva accadere e per questo si può avere difficoltà ad elaborare il lutto. Questo senso di colpa arriva da molto lontano; ci si sente in colpa per non essere riuscite a portare avanti la gravidanza e si teme che la gioia per il nuovo bimbo distolga dalla sofferenza per il bimbo che non è arrivato o se n'è andato.

Il vissuto emotivo del bambino arcobaleno

È necessario fare attenzione alla comprensione che hanno i bambini arcobaleno della complessità dei sentimenti dei genitori. Gioia ed entusiasmo accompagnati da preoccupazione e anche da un velo di tristezza e di colpa sono segnali contraddittori che il bambino percepisce e con difficoltà riesce a gestire. A maggior ragione, quando la madre è ancora avvolta nel lutto e difficilmente aiuta il bambino a dare senso ai segnali emotivi contrastanti che percepisce, il bambino è lasciato solo in questa difficoltà emotiva.

Implicitamente questo può portarlo a credere che la sua missione sia quella di aiutare i genitori a superare il lutto e quindi di essere un consolatore. Bisogna far comprendere questa complessità emotiva al bambino, in modo che possa essere in grado di dare un senso alla situazione e quindi di gestirla. È fondamentale, dunque, non caricare il nuovo arrivato del peso di una sostituzione; il figlio nato dopo non è una seconda possibilità, non lo è mai.

Distinguere tra realtà e mito: i falsi miti New Age

Nel dibattito contemporaneo, spesso si confondono i bambini arcobaleno con le teorie esoteriche dei "bambini indaco" o "bambini cristallo". È necessario chiarire che le teorie sui bambini indaco e cristallo non hanno basi scientifiche. Nata negli Stati Uniti negli anni '60, nell'ambito di una subcultura New Age, la teoria sui bambini indaco si baserebbe su delle pseudo prove come il rilevamento della loro aura attraverso la macchina Kirlian.

Come spiega il Professore Montali, "ormai da decine di anni sappiamo che quello che fotografa la macchina Kirlian non è la presunta aura che ci sarebbe intorno al corpo delle persone, ma è semplicemente l'insieme dei gas, dell'umidità e della temperatura che viene ripresa quando si utilizza questo tipo di camera. Per essere chiari: con questo procedimento anche la foto di un sasso mostrerebbe la sua presunta aura vitale. Quella dei bambini indaco è un'illusione straordinaria, potenzialmente di grande interesse per un genitore in difficoltà, ma è solo una grande illusione".

Un diagramma che illustra la distinzione tra il concetto psicologico-sociale di bambino arcobaleno e le classificazioni esoteriche prive di fondamento scientifico.

Strategie per elaborare il lutto e accogliere la vita

Per i genitori, così come per il bambino, "parlare" e condividere i propri pensieri possono rivelarsi le condizioni migliori per imparare a gestire il proprio dolore. La famiglia, gli amici e i conoscenti possono essere la migliore risorsa che si può attivare in questa situazione. Non bisogna aver paura di chiedere supporto a professionisti qualificati, capaci di accompagnare il percorso verso un'accettazione che non significa dimenticanza.

La nascita di un bambino arcobaleno non implica che il dolore della perdita debba essere dimenticato, semplicemente perché non si può dimenticare un’esperienza così devastante. Si può però trasformare il dolore, e imparare a riconoscere l'unicità di ogni figlio, evitando di sovrapporre identità diverse. Molte mamme confidano che il momento più bello della loro vita è stato quando sono uscite dall’ospedale con il bambino tra le braccia, un momento unico che ha dissipato in un nanosecondo tutti i pensieri più brutti che potevano avere. Era una gioia trionfante.

Verso una consapevolezza sociale

Il mondo circostante, in primis il mondo medico, spesso non prende in considerazione l’apprensione e l’emotività accentuate che caratterizzano le famiglie che hanno vissuto un lutto. Le persone intorno a chi ha subito un aborto spesso non sanno come comportarsi e utilizzano frasi di circostanza che possono arrecare ulteriore sofferenza.

Educare alla consapevolezza di cosa significhi la nascita di un bambino arcobaleno significa anche aiutare la società a rispettare il diritto alla normalità di queste famiglie. Molte mamme non amano sentirsi definire "Mamme arcobaleno" o che i propri cuccioli mai nati siano definiti angeli speciali; sentono l’esigenza della normalità, hanno bisogno di sapere che i propri figli, quelli nati e quelli persi, siano trattati con il rispetto e la dignità spettanti a ogni essere umano. Riconoscere questa complessità è il primo passo per trasformare il dolore e permettere alla vita di fiorire, libera dal peso delle ombre passate.

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