L'alimentazione in gravidanza ricopre una notevole importanza, soprattutto per prevenire l'insorgere di condizioni che possono mettere a rischio la mamma e il bambino. Si tratta di una delle preoccupazioni più diffuse tra le donne in dolce attesa e chi le sta accanto, soprattutto nella fase iniziale della gestazione, quando l'ansia ancora non ha lasciato il posto alle gioie che questo evento porta con sé. Come abbiamo più volte rimarcato, seguire un'alimentazione sana è essenziale sotto molti punti di vista. Rappresenta, infatti, un principio di prevenzione e correzione per malattie cardiovascolari e sindrome metabolica, ma anche uno dei primi consigli forniti dai ginecologi alle pazienti incinte. Seguire un regime alimentare corretto per una donna in gravidanza è un gioco di equilibri sottilissimi, con rimozioni e aggiunte di questo o quell'alimento o ingrediente. In questa guida, esploreremo in dettaglio cosa non bere in gravidanza, quali bevande sono sconsigliate e perché, e quali invece possono essere assunte con tranquillità o moderazione. Una corretta idratazione in gravidanza ha un ruolo fondamentale per il benessere di mamma e bambino. Non tutte le bevande, però, si prestano a essere consumate in dolce attesa: alcune, infatti, sono assolutamente da evitare, mentre altre dovrebbero essere assunte con moderazione.

L'Importanza Cruciale dell'Idratazione e dell'Alimentazione per la Futura Mamma e il Feto
Nutrirsi in modo corretto durante la gravidanza ha effetti positivi non solo sulla futura mamma, ma anche sullo sviluppo del feto. È importante, infatti, tenere sotto controllo alcuni valori - in particolare quelli del diabete, onde evitare il cosiddetto diabete gestazionale - con minacce di aborto e sviluppo di una delle patologie più pericolose in gravidanza: la gestosi. In realtà, a voler essere pignoli, sarebbe opportuno seguire un regime alimentare sano già in fase di pre-concepimento, quindi prima di provare ad avere un bambino, in modo da giungere alla lieta notizia avendo assorbito alcuni comportamenti virtuosi e cancellato altri, invece, deleteri. L'idratazione è sempre importante - da qui il classico consiglio di bere sempre circa due litri di acqua al giorno - ma in gravidanza diventa fondamentale. "In gravidanza l'acqua serve sia per aiutare la vascolarizzazione della placenta, sia per sostenere l'aumento del volume di sangue, che accompagna appunto questo periodo e aiuta la crescita del bambino. Inoltre, serve per costruire una riserva che tornerà utile nell'immediato post parto, considerato che durante il parto si perdono molti liquidi", spiega Paola Pileri, esperta di patologia della gravidanza e di allattamento, ginecologa all'Ospedale Buzzi di Milano. Certo, così aumenta lo stimolo di fare pipì, ma anche questo è un bene: "Urinare molto - per di più urina molto diluita - aiuta a mantenere pulite le vie urinarie, il che diminuisce il rischio di infezioni", precisa Cristiano Crotti, esperto di idrologia medica del Centro di bioclimatologia medica e medicina termale dell'Università di Milano. Una gestante dovrebbe assumere almeno due litri e mezzo al giorno di acqua ogni giorno. E se dovesse berne anche tre? L'importante è creare una riserva di liquidi - durante il parto se ne perdono tantissimi - e bere in gravidanza un po’ di più del solito (2,5 litri ogni giorno è consigliabile). Un piccolo sforzo per rimanere idratate e vascolarizzare la placenta.
Quando si parla di alimentazione in gravidanza emergono puntualmente falsi miti e luoghi comuni, tramandati di generazione in generazione, i famosi "rimedi della nonna" ai quali prestare, in realtà, molta attenzione. I più comuni sono che in gravidanza bisogna mangiare per due e che le voglie vanno sempre assecondate per evitare ripercussioni sul bambino. No, non bisogna mangiare per due. Durante la gravidanza l'alimentazione non è molto diversa dal normale, a patto che si tratti di una dieta sana ed equilibrata. Quello che è vero, però, è che dall'alimentazione della madre dipende anche quella del bambino, di conseguenza è importante garantire non solo i nutrienti necessari per la donna, ma anche quelli del feto. Tuttavia, l'idea che la gestante debba "mangiare per due" è decisamente esagerata. Durante questa fase, il fabbisogno calorico aggiuntivo è di circa 350 calorie al giorno nel secondo trimestre e di circa 460 calorie al giorno nel terzo trimestre. Questo modesto aumento nell'assunzione di energia giornaliera è sufficiente per soddisfare i bisogni del feto, consentendo un sano sviluppo del bambino senza sottrarre nutrienti dalle riserve della madre. Quindi, semplificando, bisogna mangiare un po' in più, ma non il doppio. Pertanto, è fondamentale seguire un regime alimentare equilibrato, distribuendo l'apporto calorico in diversi pasti durante la giornata. Le voglie, ovvero il desiderio improvviso di un determinato alimento, non vanno certo demonizzate o ignorate, ma non rappresentano necessariamente le esigenze nutrizionali delle donne in gravidanza. Insomma, si possono soddisfare ma non sono essenziali per l'alimentazione corretta della gestante.
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Linee Guida Ufficiali per un'Alimentazione Consapevole in Gravidanza
Sul sito del Ministero della Salute è possibile consultare una sezione dedicata all'alimentazione in gravidanza, non particolarmente elaborata ma contenente, comunque, alcune indicazioni di massima molto utili. Questi consigli includono: variare il più possibile le scelte alimentari, garantendo così l'assorbimento di tutti i nutrienti necessari; consumare verdura e frutta di stagione ogni giorno, lavata in modo accurato con abbondante acqua corrente; consumare carne, pesce e uova ben cotti; limitare gli zuccheri semplici, prediligendo carboidrati complessi come pasta, pane e patate; limitare il consumo di bevande nervine come caffè e tè, preferendo prodotti decaffeinati e deteinati; ed evitare il consumo di bevande alcoliche.
Alle indicazioni generiche fornite dal Ministero della Salute si aggiungono quelle più dettagliate contenute nel Decalogo per la Gravidanza, elaborato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Questo decalogo sottolinea l'importanza di monitorare il peso e la glicemia, poiché il diabete e l'obesità in gravidanza, con gli squilibri metabolici (glicemia, stress ossidativo) ed endocrini (insulina) che comportano, sono tra i principali fattori di rischio per la salute fetale. Si raccomanda una dieta ricca di folati e la supplementazione con acido folico, nei modi e tempi giusti, fondamentale contro alcune malformazioni del sistema nervoso. È ormai ampiamente dimostrato che nelle gravidanze più vulnerabili, una carenza di folato nei primi mesi di gravidanza aumenta il rischio di gravi difetti del tubo neurale. La vitamina B12 è indispensabile per utilizzare al meglio acido folico e folati. L'adeguato apporto di vitamina B12 è essenziale per mantenere le riserve di folati nei tessuti e soprattutto per poterli utilizzare adeguatamente nella regolazione della sintesi del DNA. Lo iodio è indispensabile per la crescita del bambino e per lo sviluppo del cervello. La carenza di iodio si ripercuote immediatamente e direttamente sulla funzionalità tiroidea e durante gran parte della gravidanza la tiroide materna funziona anche per il metabolismo fetale. Le conseguenze più gravi della carenza di iodio si osservano sullo sviluppo del sistema nervoso e crescita del feto. Supplementi, integratori, alimenti salutistici dovrebbero essere assunti solo se c'è una carenza specifica e dietro indicazione del medico. Si presta attenzione anche alla prevenzione di toxoplasmosi e listeriosi: la toxoplasmosi è un'infezione di un protozoo durante la gravidanza in una madre non immune, trascurabile per la madre, ma grave per il feto. La listeriosi, invece, è un'infezione batterica infrequente ma ad alto rischio di morte fetale, aborto e parto prematuro.
Il consumo di pesce di 3-4 porzioni/settimana in gravidanza può avere effetti benefici sullo sviluppo del sistema nervoso embrio-fetale. Detto questo, è importante però fare attenzione alla provenienza, alla tipologia e alla qualità del pesce consumato, onde evitare l'assunzione eccessiva di mercurio. Sono da evitare, o comunque da limitare, tonno, pesce spada e altri pesci simili, preferendo invece il pesce azzurro. In cucina, alcune pratiche erronee possono portare alla contaminazione del cibo con sostanze tossiche dannose per l'adulto ed ancora di più per il feto. Ad esempio, la cottura eccessiva di alimenti contenente grassi, che produce quel bruciatino tanto saporito, contiene idrocarburi policiclici aromatici (IPA) cancerogeni e teratogeni. Inoltre, l'uso scorretto di recipienti in plastica può portare al rilascio di interferenti endocrini (sostanze che alterano l'equilibrio ormonale) presenti come additivi nelle plastiche morbide in PVC (ftalati) e rigide (bisfenoli).
Il fabbisogno di grassi, espresso come percentuale di energia, in gravidanza, non è diverso da quello di una donna adulta non gravida. I carboidrati devono rappresentare circa il 60% delle calorie totali, una percentuale calorica sostanzialmente simile a quella dell'adulto normale. In termini di oligoelementi, è soprattutto il fabbisogno di ferro a essere aumentato. Un altro oligoelemento molto importante è il calcio. I fabbisogni degli altri minerali nella gestante non sono diversi da quelli di una donna di pari età non in gravidanza. Circa le vitamine è consigliabile aumentarne l'apporto in modesta misura durante la gravidanza. I nutrienti di cui le diete vegetariane e vegane sono insufficienti includono più frequentemente la vitamina B12, il ferro e gli acidi grassi essenziali (DHA). Gli acidi grassi essenziali (AGE) influenzano la crescita delle cellule del sistema nervoso, quindi si comprende facilmente che un'assunzione ottimale di ALA (acido alfa linolenico) e DHA (acido docosaesaenoico) è necessaria per il corretto sviluppo del cervello del bambino e delle sue funzioni. La dieta deve essere variata e deve comprendere: cereali e derivati, latte e latticini, carne, pesce, uova, legumi, frutta, verdura e olio di oliva. Per le donne incinte si applica inoltre la regola del bere molto e anche in questo caso, se possibile, bevande con pochi zuccheri.

L'Alcol in Gravidanza: Un Rischio Zero Tolleranza
Il primo consiglio, non sarà molto popolare nell'era degli aperitivi, ma è un inflessibile "stop all'happy hour"! Le future mamme devono stare alla larga da tutti i tipi di alcolici. Qualunque quantità di alcol consumata dalla futura mamma è in grado di attraversare la placenta e di raggiungere il nascituro, che non possiede gli enzimi necessari per smaltirlo. L'alcol in gravidanza è un riconosciuto e grave rischio per il feto, causando la sindrome feto-alcolica (FAS). L'ingestione di grandi quantità di alcol in gravidanza può portare a gravi anomalie nello sviluppo del feto; consumi moderati, attraversando la placenta, arrivano comunque al feto. Bere alcolici in gravidanza, anche in piccole dosi, è dunque fortemente sconsigliato. I periodi più delicati sono il primo trimestre e il terzo trimestre. Ma in realtà lo sono tutti, già a partire dal concepimento. In questo tipo di bevande, l'alcol raggiunge il feto attraverso la placenta, con una concentrazione praticamente equivalente a quella della madre. L'alcol può causare danni al feto in qualsiasi momento della gravidanza. I primi tre mesi di gravidanza sono quelli in cui l'alcol determina i danni maggiori per il feto. Il consumo di alcol in gravidanza è associato a malformazioni congenite, quali difetti della crescita, dismorfismi facciali e anomalie del sistema nervoso centrale. Tali danni sono spesso progressivi.
Bere o non bere alcol in gravidanza? Esiste anche una sindrome conclamata detta alcolico-fetale che ha gravi ripercussioni sullo sviluppo intrauterino: dismorfologie facciali (testa piccola, occhi piccoli, problemi alla mandibola), deficit di crescita (un caso comune è la nascita sottopeso), disturbi psicologici e neurologici (che condizionano sonno, riflesso di suzione, motricità, udito ed eloquio), difetti congeniti di sviluppo degli organi (soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza). Fa abbastanza paura, vero? E dire che per esorcizzare tutti questi rischi basta versarsi nel bicchiere una spremuta d'arancia al posto di un Negroni. Vale la pena essere un po' rigorose. Il periodo della gravidanza è sicuramente il più vulnerabile per l'assunzione di qualunque bevanda alcolica. Più bevande del genere si consumano, più si rischia di incorrere in problemi correlati a questa cattiva abitudine. Sempre l'ISS, senza parlare specificatamente di birra, vino o superalcolici, comunque indica come "abitudine al bere" la quantità di due, tre o più bicchieri al giorno (dai 14 drink settimanali in su), comportamento che espone al rischio di aborto e parto prematuro. Questo non significa che berne meno di 14 faccia bene, ovvio. Alcol no. Il messaggio è chiaro tra le future madri: l'etanolo è nocivo per il bambino anche se ad assumerlo è la mamma. Infatti, l'alcol attraversa senza filtri la placenta, raggiungendo quindi il sangue del feto. Inoltre, gli enzimi in grado di metabolizzare l'alcol presenti negli adulti non ci sono nei bambini, che quindi non hanno difese.
Una cosa è vera: più è alta la gradazione alcolica delle bevande assunte, più è probabile creare un problema al feto o al corso della gestazione. Il vino e la birra hanno un tasso decisamente inferiore ai superalcolici (a partire dai 4% nel caso della birra, intorno ai 10% per il vino rosso o bianco che sia, fino ai 40% per i superalcolici), ma non sono comunque consigliati in gravidanza. L'astensione dal bere nel corso della gravidanza è una misura protettiva fondamentale per il bambino, contribuendo ad evitare il rischio di aborto spontaneo, parto prematuro e di neonato sottopeso. Altre conseguenze possono essere malformazioni facciali, difetti della crescita e una predisposizione al deficit cognitivo. Questi danni sono del tutto prevenibili attraverso l'astensione del bere nel corso della gravidanza. Appena possibile. Nelle prime due settimane dal concepimento si forma il feto: cuore, cervello, scheletro… In caso di gravidanza programmata smettere di bere già prima sarebbe la migliore delle scelte. Stai cercando di rimanere incinta? Motivo in più per non bere alcol. Infatti, queste sostanze interferiscono sulla fertilità sia femminile che maschile, diminuendo le probabilità di diventare presto genitori. Molte donne però scoprono con sorpresa di essere incinte, e quindi non hanno potuto adottare questa precauzione prima dell'inizio della gravidanza, ma solo dopo aver scoperto di essere in dolce attesa. La Giornata internazionale per la prevenzione della FAS mira a sensibilizzare sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza e alcol.
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Caffeina e Bevande Zuccherate: Moderazione e Alternative Salutari
Le dosi sicure di caffeina (e quindi non solo caffè ma anche coca cola, energy drink, ecc.) in gravidanza si riducono della metà. Il consiglio delle autorità mediche e scientifiche è di non superare i 200 mg di caffeina al giorno, che all'incirca corrispondono a 2/3 tazzine di caffè espresso, 2/3 tazze di tè nero o 3/4 tazze di tè verde. Questa quantità è limitata a piccole dosi riassumibili in una tazzina di caffè al giorno (quello che basta a goderne l'aroma e magari a svegliarsi bene al mattino). Le gestanti che bevono molti caffè rischiano problemi di pressione alta e aumento della frequenza cardiaca. La caffeina contenuta in queste bevande può accentuare alcuni disturbi tipici della gravidanza, come ritenzione idrica e bruciore di stomaco. Per quanto riguarda il nascituro, invece, l'effetto della caffeina in gravidanza è ancora controverso, anche se alcuni studi sembrano indicare che un eccesso di consumo può aumentare il rischio di aborto spontaneo e di ridotta crescita fetale. Attualmente, in caso di gravidanza fisiologica, il consiglio è quello di non superare i 200 milligrammi di caffeina al giorno, che corrispondono a circa 2-3 tazzine di caffè espresso, 2-3 tazze di te nero o 3-4 tazze di tè verde. Anche per il tè, magari quello all'inglese da prendere con un biscottino con latte o limone, vale la regola della moderazione. Le donne incinte dovrebbero berne solo due tazze al giorno. Sono compresi anche il tè nero, quello verde e gli energy drink.
Non bisogna sottovalutare neppure i pericoli nascosti dentro le bibite gassate e piene di zuccheri. Bibite gasate e zuccherate poco poco. Le bibite gasate sono tra le bevande da evitare nei nove mesi di gestazione. Una brutta notizia: anche i succhi di frutta che contengono molti zuccheri non sono una buona abitudine, soprattutto in gravidanza quando è bene tenere sotto controllo la glicemia (ricordiamo che glicemia e curva glicemica sono due esami che in gravidanza servono per controllare la possibilità di avere il diabete gestazionale, una forma di questa patologia abbastanza frequente nelle future mamme). Se si ha voglia di un'aranciata, meglio scegliere una spremuta fresca o la frutta in pezzi. Si evita così un'impennata di zucchero nel sangue. Pure i succhi confezionati ne contengono molto: meglio prepararli da sé, anche come frullato o centrifugato. Il tè freddo in gravidanza va consumato in quantità limitate ed è preferibile farlo in casa: le bottiglie già pronte sono un concentrato di saccarosio.
A proposito di bere in gravidanza, secondo uno studio pubblicato sull'International Journal of Epidemiology esiste un rapporto (negativo) tra bibite dolcificate e diabete gestazionale. I ricercatori hanno esaminato i dati di 91mila donne danesi in gravidanza con diabete gestazionale tra il 1996 e il 2002; di queste, il 50% aveva fatto uso di bibite dolcificate durante i 9 mesi ed il 9% aveva consumato almeno una bibita al giorno. Inoltre, le donne consumatrici abituali di bevande gassate dolcificate avevano il 60% in più di probabilità di avere un bambino macrosoma, ossia con un peso superiore ai 4 chili, rispetto a quelle che non avevano assunto tali bevande. E i bimbi nati dalle mamme che in gravidanza avevano bevuto soltanto acqua avevano il 17% in meno di probabilità di essere sovrappeso verso i 6/7 anni.

Tisane ed Infusi: Voci Amichevoli e Quelle da Sospettare
Tra le bevande in gravidanza, sì con moderazione alle tisane a base di menta, melissa, camomilla, malva, finocchio, zenzero, rooibos. Nessuna tisana in commercio può essere un problema se assunta in quantità moderate: un paio di tazze al giorno. Magari un infuso a base di melissa o una camomilla prima di dormire, oppure una tisana digestiva al finocchio o rinfrescante con menta e zenzero. Anche sugli scaffali del supermercato è ormai molto comune trovare vari tipi di tisane. Attenzione a quelle alla liquirizia e alla cannella: chiedete sempre un parere al medico. Che consiglia qualche cautela in più per prodotti contenenti sostanze come cannella e liquirizia, che possono essere presenti in tisane digestive: "È vero che le quantità sono minime, ma in alcune circostanze potrebbero influire su equilibri ormonali e pressione, per cui meglio prenderle con moderazione. Una tazza ogni tanto non è certo un problema, ma è meglio evitare l'uso regolare", prosegue Vannacci. No, infine, a tisane lassative o con piante contenenti oli essenziali, come anice, sassofrasso, salvia, a meno di non assumerle dopo aver consultato il medico. No alle tisane lassative o con anice e salvia poiché possono influire sugli equilibri ormonali e sulla pressione. Gli ingredienti di queste bevande da tenere d'occhio - per non abusarne bevendone di continuo e ogni giorno - sono gli olii essenziali (ad esempio di origano compatto), oppure cannella, salvia (questi ultimi possono indurre delle contrazioni) e liquirizia. Per qualsiasi dubbio su cosa bere in gravidanza, una telefonata al ginecologo non fa mai male. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.
Contesto Alimentare: Rischi e Precauzioni Generalizzate per una Gravidanza Sicura
Sebbene il focus principale sia sulle bevande, è imprescindibile considerare il contesto alimentare generale, poiché molti rischi per la gravidanza derivano da pratiche alimentari scorrette o dal consumo di cibi specifici. Abbiamo visto quali sono le raccomandazioni relative a una corretta alimentazione nelle donne gestanti, ma quali sono i cibi da evitare in gravidanza, proibiti o fortemente sconsigliati?
Tra gli alimenti a rischio e le relative indicazioni, possiamo citare:
- Latte crudo non pastorizzato: Questo può veicolare batteri come Escherichia coli verocitotossici o Brucella spp. È fondamentale consumarlo solo dopo bollitura per eliminare i rischi.
- Uova crude o poco cotte: Il pericolo principale è la Salmonella spp. Per questo motivo, le uova vanno consumate solo ben cotte, con il tuorlo perfettamente coagulato. Anche le uova crude si dovrebbero evitare, poiché possono contenere la salmonella. Le uova crude vengono utilizzate per preparare il tiramisù o nella maionese fresca. Ci sono anche molte ricette per preparare il tiramisù senza le uova. Non lavare le uova prima di porle in frigorifero: l'acqua potrebbe favorire la penetrazione di germi patogeni all'interno.
- Carni crude o poco cotte: Rappresentano un rischio per Toxoplasma gondii, Escherichia coli verocitotossici, Salmonella spp. e Campylobacter spp. Si devono consumare solo carni ben cotte, anche il cuore. La carne ed il pesce crudo sono da evitare in ogni caso, ad esempio la tartara ma anche la carne cruda, essiccata o sottoposta a salatura come il salame.
- Salsicce fresche e salami freschi: Questi prodotti possono contenere Toxoplasma gondii, Salmonella spp. e Listeria monocytogenes. Consumarli solo ben cotti ed evitare salami poco stagionati, che sono da equiparare alle carni crude.
- Pesce crudo, poco cotto o marinato: I rischi includono Listeria monocytogenes e Anisakis spp. È imperativo consumarlo solo cotto. Il sushi con pesce crudo è altresì proibito, perché potrebbe causare la toxoplasmosi. Il sushi si può gustare bene anche come variante vegana.
- Frutti di mare crudi: Possono essere portatori di Salmonella spp., Virus dell'Epatite A e Norovirus. Devono essere consumati solo ben cotti.
- Pesce affumicato e derivati: Anche in questo caso, la Listeria monocytogenes è il principale rischio. È consigliabile evitarli del tutto.
- Formaggi a breve stagionatura, a pasta molle o semi-molle, con muffe: Sono associati al rischio di Listeria monocytogenes. Non devono essere consumati. Questi includono prodotti caseari a base di latte crudo poiché possono contenere il batterio listeria. Burro proveniente da latte non pastorizzato o da latte siero di latte non pastorizzato, formaggio a pasta semidura da latte crudo o pastorizzato, formaggio a pasta molle da latte crudo o pastorizzato (camembert, brie o formaggio di capra), formaggio erborinato (gorgonzola o Roquefort), formaggio fresco come i formaggini, formaggi freschi di pecora e capra, formaggini per aperitivo, feta (se non pastorizzata).
- Frutta e verdura cruda, frutti di bosco surgelati: Possono veicolare Toxoplasma gondii, Salmonella spp., Virus dell'epatite A e Norovirus. La frutta (meglio se sbucciata) e la verdura devono essere consumate solo se lavate in modo accurato, possibilmente disinfettate utilizzando un prodotto apposito. Insalata, verdura e frutta dovrebbero essere lavate accuratamente (meglio evitare le insalate già pronte e prepararle invece fresche).
Condizioni di sovrappeso e carenza vitaminica, inoltre, possono aumentare la frequenza di malformazioni congenite del nascituro (difetti del tubo neurale, per esempio). Un basso peso neonatale, peraltro, può condizionare l'accrescimento futuro del bambino e favorire lo sviluppo di malattie cardiovascolari e di altre malattie cronico-degenerative nell'adulto. Il peso è un buon indice delle condizioni generali e nutrizionali della donna. Il fabbisogno di energia e sostanze nutritive durante la gravidanza aumenta. Sono importanti soprattutto acido folico, ferro, iodio e Omega3, in modo che non risulti alcuna carenza. La regola di base consiste quindi nel mangiare in modo equilibrato ed assumere un buon mix composto da sostanze ricche di fibre, carboidrati e proteine e possibilmente pochi zuccheri e grassi.
Bevande e Alimenti Consigliati per una Gravidanza Serena
Per bere in gravidanza la bevanda per eccellenza rimane l'acqua. Ma quale acqua bere? A meno di patologie particolari non ci sono indicazioni stringenti: l'acqua del rubinetto va benissimo ma sarebbe meglio evitare l'uso di caraffe filtranti, che allontanano utili minerali, come calcio e magnesio. E se si preferisce l'acqua frizzante? L'acqua gassata sembra dissetare velocemente, ma la sensazione tende a scomparire in fretta. Il risultato è che si beve di più, rischiando di sentirsi un po' troppo gonfie. Le bollicine però potrebbero essere utili in caso di difficoltà digestive della gravidanza, come il bruciore allo stomaco o la nausea. Non esistono divieti su quale acqua bere, specie se non ci sono situazioni fisiologiche particolari. Anche quella del rubinetto va bene, se vivete in un luogo dov'è potabile. Attenzione alla sua temperatura: se è troppo fredda si rischiano crampi allo stomaco senza soddisfare davvero la sete.
Molte donne incinte si domandano, già nel caso dei prodotti caseari o della carne, cosa possano mangiare e cosa no. I seguenti alimenti possono essere consumati senza alcun dubbio durante la gravidanza:
- Latte pastorizzato, altamente pastorizzato e UHT.
- Formaggio a pasta extra dura e formaggio a pasta dura proveniente da latte crudo (eliminare la crosta del formaggio prima di consumarlo).
- Formaggio a pasta extra dura e formaggio a pasta dura proveniente da latte pastorizzato (eliminare la crosta del formaggio prima di consumarlo).
- Yogurt e altri prodotti a base di latte fermentato.
- Formaggio fresco da latte pastorizzato, sono consentiti anche il quark e il formaggio fresco in fiocchi.
- Formaggio fresco spalmabile.
- Formaggio Ziger.
- Formaggio fuso come il formaggio Gala.
- Fondue e altri formaggi fusi o riscaldati (raclette; formaggio grigliato).
- Mozzarella proveniente da latte di mucca, bufala e pecora (pastorizzata).
Fare attenzione che la carne sia sempre ben cotta (soprattutto nel caso della carne di manzo). Anche le uova devono sempre essere ben cotte, non mangiare uova morbide e solo quelle fresche. Un altro suggerimento è di fare attenzione alla data di scadenza degli alimenti. Inoltre frutta e verdura dovrebbero essere lavate accuratamente, se vengono mangiate crude. I dolci si possono mangiare, ma solo in piccole quantità, anche quando la voglia di mangiarli è tanta. Inoltre è una questione di aumento di peso. Ci sono tuttavia buone alternative alla cioccolata e ai biscotti: frutta secca, frutta, crema al quark con frutti di bosco, smoothies ecc. E se proprio non si può farne a meno, allora è meglio optare per il cioccolato fondente.
Come regola generale: se vuoi alimentarti in maniera ottimale, cucina alimenti freschi e sani! Le donne incinte dovrebbero quindi mangiare molta frutta e verdura e di conseguenza molti alimenti ricchi di fibre. Dato che la digestione rallenta, il pericolo di soffrire di costipazione è minore. Inoltre una donna incinta dovrebbe mantenere naturalmente un buon equilibrio tra carboidrati «buoni», come patate, prodotti integrali e riso nonché proteine (carne, pesce, prodotti caseari, tofu e legumi). Se la donna incinta fa attenzione all'alimentazione, uno stile di vita vegetariano non è in linea di massima un problema. In caso di dubbi si può consultare un nutrizionista. Con il ginecologo si può poi chiarire e discutere se sia necessario o meno un preparato multivitaminico.
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