Il percorso della gravidanza e la successiva esperienza del parto rappresentano momenti di profonda trasformazione nella vita di una donna e della sua famiglia. Affrontare questa fase con consapevolezza, preparazione e fiducia può fare la differenza nel vivere un'esperienza positiva e potenziante. In questo contesto, i corsi di preparazione al parto assumono un ruolo fondamentale, offrendo strumenti e conoscenze essenziali. Tra le varie metodologie sviluppate nel tempo, il Metodo Lamaze si distingue come una tecnica naturale e basata sull'educazione, che prepara le donne incinte al travaglio e al parto attraverso tecniche di respirazione, rilassamento, movimento e supporto emotivo. La tecnica Lamaze si fonda sull'idea che il parto sia un processo normale e naturale, fornendo alle madri metodi pratici per gestire il dolore e mantenere la calma durante il travaglio.

Le Origini e la Filosofia del Metodo Lamaze
La storia dei metodi di preparazione al parto consapevole affonda le sue radici nei primi anni del ‘900, un periodo in cui l’approccio al parto negli ospedali, da parte di medici e scienziati, non aveva quasi nulla di naturale. Fu in questo contesto che il dottor Grantley-Dick Read emerse come un pioniere, incoraggiando il parto naturale. Egli spiegava le varie fasi di cui il parto era costituito, così da contribuire a ridurre la paura e, di conseguenza, il dolore percepito. Al tutto, le sue teorie associavano tecniche di rilassamento. Secondo Dick-Read, bisognava educare le donne, informandole sulla fisiologia dell’apparato sessuale, della gravidanza e del parto. Era importante insegnare loro esercizi fisici e di respirazione, tecniche di rilassamento neuromuscolare, e instaurare un rapporto personale rassicurante fra l’ostetrico e la gestante. Le teorie di Dick-Read non vennero subito avallate dalla comunità scientifica dell’epoca, anche se riscontrarono un notevole successo nell’Europa intorno agli anni ’50, gettando le basi per sviluppi futuri.
Negli anni a seguire, sulla scia di questo pensiero innovativo, nasce un metodo ideato dal ginecologo francese Fernand Lamaze. L’ispirazione per il dottor Lamaze arrivò dopo aver assistito a un parto indolore durante un viaggio in URSS nel 1951. Da questa esperienza, sviluppò un ulteriore numero di strategie per facilitare il parto naturale senza dover ricorrere necessariamente a farmaci. La tecnica deve il suo nome, infatti, al medico ostetrico francese Ferdinand Lamaze, che affermava con forza che il parto è un processo fisiologico normale e naturale che può essere affrontato senza paura e con fiducia. Di seguito, rielaborò una psicoprofilassi personale chiamandola appunto: “Accouchement sans douleur” (ASD), ovvero "parto senza dolore".
La psicoanalisi, o metodo Lamaze per il parto, consiste in un continuo supporto del travaglio da parte di una "monitrice" e nell'uso di un repertorio di tecniche di rilassamento e di respirazione. Gli esercizi Lamaze hanno lo scopo di contribuire a rendere il parto il più naturale, sano e sicuro possibile. Questi esercizi derivano da una filosofia emersa negli anni cinquanta che aveva l’obiettivo di preparare la madre al parto attraverso la respirazione. Il loro scopo principale è preparare la madre a partorire senza dolore, o quantomeno a gestirlo in maniera efficace. Questi esercizi sono anche conosciuti come metodo psicoprofilattico o semplicemente psicoprofilassi. Il metodo Lamaze per il parto, quindi, è una tecnica naturale e basata sull'educazione che prepara le donne incinte al travaglio e al parto attraverso tecniche di respirazione, rilassamento, movimento e supporto emotivo.
Sebbene la metodologia di Lamaze incontrò inizialmente molti detrattori, la sua efficacia si dimostrò evidente. Dopo che, nel 1952, nella clinica di Bluets, dove Lamaze lavorava, più di 500 donne poterono partorire seguendo questo metodo, che permetteva la riduzione dei parti cesarei e una più rapida ripresa delle puerpere, iniziò la battaglia per poterne generalizzare l’applicazione, con una evidente riduzione dei costi per la sanità. Nel 1956, il suo libro fu pubblicato e persino Papa Pio XII prese posizione in favore di Lamaze, contribuendo alla sua legittimazione. Nello stesso periodo, il metodo francese si diffuse in Italia grazie a P. Malcovati e dal suo allievo F. Miraglia, ancora oggi noto per la pubblicazione del libro “Sarò madre: La donna dall’adolescenza alla maternità”.
È consigliabile iniziare i corsi Lamaze nel terzo trimestre di gravidanza, generalmente intorno alla 28a-32a settimana. Questi corsi forniscono alle future mamme informazioni preziose su gravidanza, travaglio e parto. Informarsi sul parto può significativamente ridurre l'ansia e aumentare la fiducia in se stessi, aspetti centrali della filosofia Lamaze. Gli esercizi Lamaze mirano ad insegnare alle donne a controllare la respirazione durante le diverse fasi del parto attraverso stimoli tattili, come i massaggi, e stimoli visivi e uditivi che contribuiscono ad eliminare lo stress e ridurre la percezione del dolore causato dalle contrazioni.
È necessario che le donne pratichino questi esercizi durante la gravidanza, in modo da avere una buona preparazione per affrontare il parto. Dato che durante gli esercizi possono essere presenti il padre del bambino o un parente stretto, la donna può contare su un supporto psicologico che sarà fondamentale per sviluppare la sua fiducia e sentirsi più sicura. Sebbene gli esercizi Lamaze mirino a garantire un parto consapevole e indolore, non escludono l’uso dell’anestesia epidurale, riconoscendo la necessità di adattarsi alle esigenze individuali.
Tecniche di Respirazione Lamaze per il Travaglio e il Parto
Le tecniche di respirazione sono il cuore del Metodo Lamaze e sono progettate per aiutare le donne a gestire il dolore, mantenere la concentrazione e conservare le energie durante le diverse fasi del travaglio e del parto. Queste tecniche contribuiscono alla pratica della respirazione che a sua volta vi aiuterà a gestire la soglia del dolore. La percezione del dolore sarà inferiore rispetto a prima.
Tecniche di respirazione per prevenire lacerazioni durante il parto!
Il metodo Lamaze insegna ad avere consapevolezza del proprio corpo nel momento del parto, in modo che la respirazione sia in sincronia con le contrazioni. Le tecniche di respirazione proposte sono diverse e si adattano all'intensità e alla fase del travaglio:
La Respirazione Pulita: Questa consiste in una respirazione profonda e lenta attraverso il naso e, successivamente, di un’espirazione lenta attraverso la bocca. Questo tipo di respirazione è indicato all’inizio e alla fine di ogni contrazione, servendo come un respiro di apertura e chiusura per focalizzare e rilassare il corpo.
La Respirazione Lenta: Consiste nell’eseguire una respirazione normale, ma in modo molto più lento, simile a quando si dorme. Non si tratta di fare dei respiri profondi che riempiono i polmoni e che aumentano il volume del torace e l’addome, ma piuttosto qualcosa di più superficiale che sollevi leggermente il torace senza effettuare uno sforzo eccessivo. Questa tecnica aiuta a rilassarsi e a risparmiare energie, soprattutto nelle prime fasi del travaglio, quando le contrazioni sono più lievi e irregolari. Inspirare profondamente dal naso ed espirare lentamente dalla bocca permette di mantenere la calma.
La Respirazione Sospirata: Anche questa è un tipo di respirazione superficiale e lenta. Inizia con una respirazione pulita, per poi inspirare attraverso il naso e, quando si espira, fare uscire l’aria attraverso la bocca con un suono simile a un sospiro. Per imparare a fare questo tipo di respirazione, si consiglia di tenere un pezzo di carta o una candela accesa a pochi centimetri dal viso. Successivamente, si inspira e si espira delicatamente fino a quando non si muove la fiamma della candela o il pezzo di carta. Questo esercizio enfatizza il controllo e la delicatezza del respiro.
La Respirazione Modellata: Per capire come deve essere fatta, si chiede alle madri di dire “jee, jee” quando inspirano e “joo” quando espirano, creando un ritmo sonoro. In seguito, verrà chiesto loro di mantenere un ritmo di respirazione comodo: inspirare per 5 secondi e poi espirare per altri 5, fare due brevi respiri e poi un respiro profondo. È fondamentale che le spalle rimangano rilassate e che si mantenga la concentrazione sul suono e sulla respirazione e non sul dolore, per distogliere l'attenzione dalle sensazioni intense.
La Respirazione Leggera Accelerata: Quando le contrazioni iniziano a farsi più forti e il travaglio avanza, si passa a respiri più rapidi e leggeri. È importante cercare di mantenere un ritmo costante mentre si respira ed evitare di respirare troppo velocemente, perché potrebbe causare vertigini o iperventilazione.
La Respirazione Variabile: Questa tecnica combina le tecniche di respirazione lente e leggere per adattarle all'intensità specifica delle contrazioni. Si usano respiri lenti quando la situazione è più calma e si passa a respiri più rapidi e profondi quando le contrazioni diventano più intense, permettendo alla donna di sintonizzarsi con il proprio corpo e il ritmo del travaglio.
Rilassamento, Movimento e Supporto Emotivo nel Metodo Lamaze
Oltre alle tecniche di respirazione, il Metodo Lamaze integra un ampio repertorio di strategie per il rilassamento, il movimento e il supporto, tutti elementi cruciali per un parto positivo e consapevole. Comprendere le fasi del travaglio può aiutare le donne a sapere cosa aspettarsi e come affrontare ciascuna fase. Il travaglio precoce è la fase più lunga, in cui la cervice inizia a dilatarsi e le contrazioni sono lievi e irregolari. Il lavoro attivo vede le contrazioni diventare più intense e regolari man mano che la cervice continua a dilatarsi. La transizione è la fase più intensa, con contrazioni forti mentre la cervice è completamente dilatata. Infine, c’è la fase di spinta e consegna, in cui la donna spingerà il bambino attraverso il canale del parto per farlo nascere.

Tecniche di Rilassamento e Visualizzazione: Queste pratiche sono particolarmente utili per gestire il dolore e ridurre lo stress durante il travaglio.
- Rilassamento Progressivo: Si inizia contraendo intenzionalmente ogni parte del corpo, partendo dalle dita dei piedi e risalendo fino alla testa. Successivamente, si lascia andare la tensione e si rilassa ogni muscolo. Questo esercizio può aiutare a sentirti più a tuo agio, aumentando la consapevolezza corporea e rilasciando le tensioni accumulate.
- Visualizzazione: Immaginare un luogo calmo e sereno, oppure visualizzare il proprio corpo che si muove senza intoppi per aiutare il bambino a venire al mondo, può essere un potente strumento. L'uso della visualizzazione aiuta a rimanere concentrati e positivi durante il travaglio, distogliendo la mente da pensieri negativi o dal dolore.
Movimento e Posizionamento: Cambiare posizione e muoversi durante il travaglio può favorire il progresso del travaglio stesso e ridurre il disagio. Le posizioni verticali, camminare, o l'uso di una palla da parto possono aiutare la gravità a fare il suo corso e alleviare la pressione.
Idroterapia: L'acqua calda può essere un valido alleato. Fare un bagno caldo o una doccia può alleviare significativamente l'intensità delle contrazioni, offrendo un senso di leggerezza e relax.
Massaggio: Farsi massaggiare la schiena, le spalle o i piedi dal partner o da una persona che ti sostiene può aiutare a rilassarsi e a diminuire la percezione del dolore. Il contatto fisico e il supporto di una persona cara sono elementi fondamentali per il benessere della partoriente. Dato che durante gli esercizi possono essere presenti il padre del bambino o un parente stretto, la donna può avere un supporto psicologico che sarà fondamentale per sviluppare la sua fiducia.
Il metodo Lamaze può semplificare il percorso della gravidanza e del parto fornendo gli strumenti e le conoscenze necessarie per un'esperienza di parto positiva. Concentrandosi su educazione, tecniche di respirazione e rilassamento, la tecnica Lamaze aiuta le future mamme a gestire il dolore e a ridurre l'ansia durante il travaglio, rendendole protagoniste attive della propria nascita.
Gestione del Dolore: Una Prospettiva Reale del Metodo Lamaze
Oggi si parla molto di "parti indolori", tuttavia alcuni esperti chiariscono che questo tipo di parti non esistono in quanto tali. Piuttosto, esistono diversi modi per gestire il dolore al momento del parto, e il Metodo Lamaze si concentra proprio su questa gestione attiva. Come ci spiega Nené Molina, che insegna yoga prenatale, "il dolore ci sarà, non scompare, ma si può imparare a gestirlo con la respirazione ed il rilassamento. La tecnica di Lamaze e lo yoga prenatale contribuiscono alla pratica della respirazione che a sua volta vi aiuterà a gestire la soglia del dolore. La percezione del dolore sarà inferiore rispetto a prima". Questo approccio realistico e pratico è fondamentale per le future mamme.
María Eugenia Ríos, istruttrice della tecnica Lamaze, sostiene che le madri devono essere consapevoli che tutte le donne del mondo sono nate con la capacità intrinseca di dare alla luce un bambino. Questa consapevolezza è un pilastro del metodo, che mira a rafforzare la fiducia della donna nelle proprie capacità fisiologiche. Per la preparazione al parto, ci sono lezioni teoriche nelle quali si insegna alle donne cosa è un travaglio e quali sono le sue fasi. Negli incontri si spiega alla futura madre e alla sua famiglia la teoria della tecnica Lamaze. In seguito, ci saranno delle lezioni pratiche in cui si insegneranno la respirazione, le posizioni da assumere e i diversi massaggi da effettuare al momento della nascita. La tecnica Lamaze cerca di insegnare alle donne ad avere consapevolezza del proprio corpo nel momento del parto, in modo che la respirazione sia in sincronia con le contrazioni, trasformando il dolore da nemico a segnale guidato e gestibile.

Superare Miti e Errori Comuni nella Preparazione al Parto: L'Approccio Basato sull'Evidenza
Il panorama della preparazione al parto è in continua evoluzione, e la ricerca scientifica moderna permette di sfatare miti e correggere pratiche che, sebbene popolari in passato, si sono rivelate inefficaci o addirittura rischiose. In uno studio recente, il dottor D. Desseauve chiarisce che la ricerca scientifica sulle posizioni del parto è ferma a studi del 1700! E non fa eccezione la spinta. Questo sottolinea l'importanza di un approccio critico e aggiornato. La lezione master su Spinta e respirazione, come quella proposta dal corso preparto Mamme in Movimento, si configura come una simulazione di gara specifica per la spinta, progettata per eliminare gli errori biomeccanici.
Ecco alcuni "classici" del parto che la scienza moderna invita ad evitare:
Non fare la respirazione ‘a canino’: Tanto cara a certe scene da film hollywoodiano anche molto famosi, si vede spesso un tassista che dice alla donna che sta per partorire “un bel respiro, faccia la respirazione Lamaze”. E si vede la poveretta di turno che comincia a inspirare ed espirare rumorosamente e in maniera forsennata. Dopo anni in cui è andata tanto di ‘moda’, finalmente è oramai noto che questo tipo di respirazione non serve a niente. Anzi, è sicuramente molto rischiosa per il feto e per la donna e dunque da evitare, a causa della possibile iperventilazione e dello stress che ne deriva.
Evitare gli esercizi di Kegel: Quasi tutti i corsi preparto hanno per tanto tempo proposto i famosissimi esercizi di Kegel alle future mamme, e qualcuno li propone ancora, solo perché sono di moda. Tuttavia, dal punto di vista biomeccanico, questi esercizi sono del tutto antitetici rispetto alla biomeccanica del parto e dunque controproducenti. Infatti i relativi outcomes sulla capacità di spingere delle donne durante il parto e sulle lacerazioni perineali sono a tutt’oggi disastrosi, suggerendo che un eccessivo rinforzo del pavimento pelvico in questo modo possa ostacolare, piuttosto che facilitare, il passaggio del bambino.
Non utilizzare il canto vocale: Anche questo è diventato di moda e ancora in voga un po’ ovunque nei corsi su spinta e respirazione. Si tratta di far fare alle donne una sorta di vocalizzo, sulla base di una ipotesi "misteriosa" (F.). Ovviamente è un’ipotesi non dimostrata scientificamente e quindi lascia il tempo che trova. Quindi, occorre sfatare l’idea che i vocalizzi possano in qualche modo aiutare le donne a fare un’ottima spinta. Anzi, fatti così come vengono proposti in certi corsi, sono una grave perdita di tempo e di preziose energie che potrebbero essere impiegate in tecniche più efficaci e basate su evidenze.
Non spingere SOLO in fase espulsiva: In effetti può sorprendere molto considerare questa indicazione un errore, in quanto è considerata ‘un classico’ del parto ed è entrata nell’immaginario collettivo legato al parto, grazie anche ai film. Che alla fine del parto ci sia qualcuno che comincia ad incitare ‘signora spinga, signora spinga’ ci sembra del tutto normale! Infatti, recentemente, uno studio dell’Università americana di Saint Louis ha dimostrato che se le donne iniziano a spingere già PRIMA della fase espulsiva, il tempo del parto tende a diminuire. Quindi, finalmente, anche questo aspetto è via via oggetto di revisioni scientifiche più dettagliate, incoraggiando un ascolto più profondo del proprio corpo e delle sue necessità.
Dopo aver evidenziato ed eliminato gli errori biomeccanici dalla spinta, la dott. Elena Taddei, coach del corso preparto Mamme in Movimento, ha studiato nei minimi dettagli la fisiologia e la biomeccanica di spinta e respirazione. Nella lezione master su spinta e respirazione di Mamme in Movimento, si scoprono e si provano insieme, step by step, ogni singolo aspetto che le caratterizza in modo corretto dal punto di vista biomeccanico. Già al termine di questa lezione, le future mamme si sentono molto più preparate e le loro conoscenze iniziali su questi argomenti cambiano del tutto. In tal modo, le donne del corso Mamme in Movimento arrivano molto più preparate, consapevoli e sicure di sé al momento del parto, approfittando di un approccio moderno e basato sull'evidenza scientifica.
Tecniche di respirazione per prevenire lacerazioni durante il parto!
Il Contesto Attuale dei Corsi Preparto in Italia: Varietà e Approcci Innovativi
Fortunatamente, con il passare degli anni e il circolare dell’informazione, le mamme che oggi si apprestano a partorire hanno accesso a una grandissima varietà di corsi di preparazione al parto. Sicuramente il corso pre-parto tenuto in casa maternità sarà leggermente diverso da quello tenuto in ospedale, offrendo prospettive e ambienti diversificati. Durante la pandemia, si sono attivati moltissimi corsi online anche per le future mamme, ampliando l'accessibilità e la flessibilità. Benché esistano una moltitudine di corsi di preparazione al parto, l’aspetto del rilassamento durante la gravidanza e durante il parto non è sempre esplorato come dovrebbe, almeno nel nostro Paese, evidenziando ancora margini di miglioramento nell'offerta formativa.
Accanto al Metodo Lamaze, che si è diffuso in Italia grazie a Malcovati e Miraglia, trae le basi un altro metodo molto usato e apprezzato in Italia, impiegato nei consultori e negli ospedali: al contrario di altre tecniche che nel nostro Paese vengono ancora guardate con un po’ di sospetto, il metodo RAT - Respiratory Autogenic Training - ha guadagnato ampia accettazione. Questo metodo, sviluppato da Piscicelli, si ispira al Training Autogeno di Schultz e lo adatta specificamente alle necessità delle gestanti. È un metodo scelto dalla maggior parte dei consultori per i buoni risultati che ottiene, e anche perché può essere imparato e praticato in tempi brevi, tant’è che molte gestanti iniziano questo genere di corso durante l’ultimo trimestre di gravidanza.
Un esempio di approccio moderno e completo è il corso di accompagnamento alla nascita, come quello proposto presso LAMAT. Questo percorso è strutturato per guidare la coppia attraverso tutte le fasi della gravidanza, del parto e del post-partum. Prepararsi alla nascita in modo consapevole permette di vivere l’esperienza del parto con maggiore tranquillità e sicurezza. Il corso, strutturato in cinque incontri tematici, rimane flessibile e personalizzabile in base alle esigenze specifiche di ogni coppia ed è pensato non solo per i futuri genitori, ma anche per le figure che ruotano intorno a loro, promuovendo un supporto esteso.
Gli incontri tematici di un corso completo coprono diverse aree cruciali:
La Gravidanza: Durante il primo appuntamento, si esplorano le emozioni dell’attesa e gli aspetti fisiologici della gravidanza. Si parla di come preparare il corpo alla nascita e delle patologie a cui prestare attenzione nei nove mesi di gestazione, fornendo una base solida di conoscenza.
Travaglio e Parto: Il secondo incontro è dedicato al riconoscimento dei prodromi del travaglio, a capire quando è il momento di andare in ospedale e alle tecniche di analgesia non farmacologica per gestire il dolore durante il parto, integrando approcci come quelli del Metodo Lamaze.
Il Pavimento Pelvico: Un incontro specifico sulla salute del pavimento pelvico in gravidanza e nel periodo post-partum è fondamentale per prevenire problemi futuri e recuperare al meglio dopo la nascita, un aspetto spesso sottovalutato ma di cruciale importanza.
Allattamento e Puerperio: Si affrontano le tecniche di allattamento, le difficoltà più comuni e i cambiamenti fisici ed emotivi del puerperio, per accompagnare la mamma nelle prime settimane con il bambino, fornendo supporto pratico ed emotivo.
Il Ritorno a Casa: L’ultimo incontro avviene dopo la nascita ed è dedicato a condividere emozioni, sensazioni, difficoltà e punti di forza emersi nei primi giorni di vita con il neonato, creando uno spazio di confronto e sostegno reciproco.
Partecipare a un corso preparto è una scelta che va oltre la semplice preparazione tecnica: significa costruire una base solida per affrontare la genitorialità con consapevolezza, fiducia e serenità, armati delle migliori informazioni e pratiche disponibili.