Con la nascita di un bambino nascono anche dei genitori, in un viaggio che dura dieci lune, un percorso affascinante, ma a momenti anche difficile. La gravidanza ci mette a confronto con una serie di paure e di ansie, spesso indotte dall'esterno. Il percorso nascita è il processo di presa in carico assistenziale per accompagnare le donne e le coppie dalla gravidanza fino al parto, dalla consulenza preconcezionale alla diagnosi prenatale, dai test di screening agli esami strumentali richiesti nel corso della gestazione. La gravidanza è un evento unico e l’inizio di una nuova avventura, diversa per ogni donna.

Consulenza preconcezionale e prevenzione
Alcune anomalie congenite possono essere prevenute attraverso una opportuna consulenza preconcezionale. È al momento della nascita o entro il primo anno di vita che può essere diagnosticato un difetto congenito. Tale difetto, che interessa il 5% dei neonati, può consistere in una alterazione anatomica o strutturale o in un difetto metabolico o funzionale. Le cause, sconosciute nel 65-75% dei casi, sono di origine genetica nel 15-25% dei casi e dipendenti da fattori ambientali nel 10% dei casi.
Un adeguato controllo glicemico in caso di diabete, l’utilizzo di farmaci adeguati in caso di epilessia o ipertensione, grazie alla consulenza preconcezionale, possono scongiurare l’insorgenza di eventuali patologie neonatali. La sospensione di terapie con farmaci teratogeni o la sostituzione con prodotti più adeguati alla gravidanza è un’altra importante forma di prevenzione. Inoltre, uno screening preconcezionale delle malattie infettive, mediante vaccinazioni (rosolia e varicella) o misure igieniche (toxoplasmosi), permette di prevenire difetti congeniti. È attivo presso l’Ospedale Santo Spirito un ambulatorio di consulenza preconcezionale. Qui è possibile avvalersi della consulenza di ostetrici e neonatologi, con la collaborazione anche di genetisti e altri specialisti. La consulenza preconcezionale si effettua anche sul territorio, presso l’Ambulatorio Preconcezionale Territoriale del Consultorio Familiare Monte Mario.
Diagnostica e screening in gravidanza
Per diagnosi prenatale si intendono gli esami diagnostici finalizzati ad ottenere informazioni sulla salute dell’embrione e del feto. Le tecniche utilizzate possono essere di tipo “non invasivo” (ecografia, doppler flussimetria, ecocardiografia, Risonanza Magnetica Nucleare, tests biochimici) o “invasivo” (villocentesi, amniocentesi, cordocentesi). Gli obiettivi della diagnosi prenatale sono: rassicurare sul benessere fetale; individuare una patologia; definire una prognosi; indicare tempi, luoghi e modalità del parto; consentire terapie prenatali; preparare i genitori ad accogliere il bambino.
L’ecografia del primo trimestre è la prima ecografia durante la gravidanza e dovrebbe essere effettuata entro la 14ª settimana. L’ecografia del I trimestre consente di visualizzare l’impianto in sede uterina della camera gestazionale; la visualizzazione dell’embrione, del numero, dell’attività cardiaca e la datazione della gravidanza. I test di screening sono eseguiti con tecniche non invasive ma non sostituiscono il test per la diagnosi delle malattie cromosomiche. Consentono di valutare la probabilità che il feto sia affetto da una anomalia cromosomica. Nel I trimestre si può effettuare la misurazione della nuchal translucency (N.T.) a cui è possibile aggiungere il dosaggio sierico materno di due sostanze (la free ßHCG e la PAPP-A), ottenendo quello che viene definito test combinato.
Diagnosi prenatale non invasiva: quali sono le principali indagini?
La diagnosi prenatale invasiva (villocentesi, amniocentesi) viene utilizzata per la diagnosi di malattie genetiche (anomalie cromosomiche, biomolecolari e metaboliche) e di alcune malattie infettive. L'amniocentesi comporta un rischio di perdita fetale dell’1%. Il rischio aumenta sensibilmente in presenza di precedente abortività, presenza di emorragie genitali durante la gravidanza o di sangue nel liquido amniotico. Con l’ecografia del II trimestre si valuta l’anatomia fetale (si consiglia tra 19 e 21 settimane). Con l’ecografia del III trimestre si individuano tutte le condizioni che potrebbero rappresentare un rischio per il feto e si valutano la crescita fetale, la placenta e la quantità di liquido amniotico.
Corsi di accompagnamento alla nascita
I Corsi di Accompagnamento alla Nascita (CAN) aiutano le donne e le coppie in attesa a vivere con serenità la gravidanza e le preparano al travaglio e all’evento della nascita. I gruppi del corso preparto online o in presenza a Roma hanno lo scopo di fornire momenti di incontro e di condivisione per futuri genitori. Sono occasioni per ricevere informazioni corrette ed esaurienti, per esprimere eventuali dubbi e per potenziare la fiducia nei confronti della capacità delle donne di partorire e dei bambini di nascere. Inoltre avrai modo di conoscere e confrontarti con altre coppie che come te, stanno vivendo questa fantastica esperienza. I corsi prevedono anche lezioni di movimento, come lo Zumba. L’iscrizione al corso si formula alla fine del secondo trimestre di gravidanza e si tengono con cadenza settimanale.
Assistenza al parto e gestione del dolore
Il Punto Nascita del San Paolo o il Presidio Ospedaliero Santo Spirito in Sassia garantiscono l’assistenza al parto dalla 34° settimana. Per ogni turno è prevista la presenza di almeno due ostetriche ed è possibile chiedere di avere un’ostetrica dedicata durante il travaglio. In sala parto, le mamme possono iniziare a sperimentare il contatto pelle a pelle con il proprio bambino e l’allattamento precoce al seno. Durante il travaglio e il parto è possibile chiedere la presenza di una persona di fiducia. Le donne che hanno precedentemente avuto un parto con taglio cesareo hanno la possibilità di scegliere il parto naturale.
Per la gestione del dolore, in tal caso, alla gestante viene somministrato un farmaco analgesico attraverso un piccolo catetere inserito nella regione lombare della colonna vertebrale. Il farmaco, arrivando nello spazio peridurale, consente il controllo della sensazione dolorosa associata alle contrazioni uterine. La parto-analgesia può essere richiesta in qualsiasi momento. Il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta, dopo il parto, è ricco di cellule “staminali emopoietiche”. La raccolta del sangue del cordone ombelicale avviene in sala parto, dopo che il cordone è stato reciso; è semplice, indolore e senza rischi per il neonato e per la madre.

Post-parto, allattamento e cura del pavimento pelvico
La giornata del neonato è scandita da periodi di sonno alternati a richieste di cibo e, nei primi giorni, non si osservano differenze nella durata dei periodi di sonno e di veglia diurni rispetto a quelli notturni. L’allattamento al seno è un gesto naturale, è il proseguimento della nutrizione già assicurata dalla donna attraverso la placenta. Con le prime poppate il neonato riceverà il colostro, una sostanza molto nutriente e ricca di anticorpi che si trasformerà in latte con le stimolazioni delle poppate successive. È il bambino che, succhiando, stimola la produzione e l’uscita del latte dal seno.
Il pavimento pelvico è costituito da un complesso di muscoli, fasce e legamenti che chiudono in basso la cavità addominale. La sua funzione è quella di sostenere tutti gli organi pelvici: vescica, uretra, utero, retto e vagina. La gravidanza e il parto sono i più importanti fattori di rischio per le alterazioni del pavimento pelvico. La riabilitazione del pavimento pelvico ha come obiettivo il recupero del tono e della capacità contrattile di questo gruppo di fasci muscolari. A tutte le donne che scelgono il Punto nascita del Presidio ospedaliero Santo Spirito in Sassia, il reparto di Ostetricia e Ginecologia offre un percorso dedicato per la riabilitazione del pavimento pelvico, da eseguire a distanza di sei settimane dal parto.
Organizzazione dei servizi territoriali
Il percorso nascita si articola attraverso diverse strutture, come i Consultori. La ASL Roma 4, ad esempio, mette a disposizione la piattaforma Percorso Nascita 4.0, che consente alle gestanti di fissare appuntamenti, monitorare il proprio stato di salute e dialogare online con gli specialisti. Le credenziali di accesso vengono rilasciate dagli operatori dei Consultori al momento della prima visita. L’associazione "Madre per Natura" e la Casa Maternità dei Castelli Romani operano per garantire alle donne e ai loro bambini un primo incontro sicuro, rispettoso ed accogliente in un ambiente pensato per soddisfare i bisogni primari. La nascita in casa maternità è sana e sicura; a dimostrarlo è uno studio svolto su 24.000 donne. Il ginecologo si occupa delle patologie ginecologiche della donna con strumenti propri della pratica medica, mentre l’ostetrica si occupa di allattamento, potendo aiutare ad avviare l’allattamento esclusivo al seno mostrando semplici accorgimenti per favorire un corretto attacco del bambino e come prevenire eventuali problemi come le ragadi o gli ingorghi.