Il Cordone Ombelicale: Un Ponte tra Passato e Futuro, Perché Conservarlo

L'attesa di un bambino è il momento più commovente ed emozionante nella vita di una coppia, un periodo di grande speranza e nuove possibilità. In questo contesto, il cordone ombelicale, fin dall’antichità, è avvolto da credenze popolari e rivestito di un significato profondo. Le tribù pellerossa, ad esempio, lo utilizzavano a fini propiziatori, una pratica che tuttora si ritrova in alcune tribù dell’Africa. Anche nell’Antica Roma, la dea Intercidona, colei che separava alla nascita il piccolo dalla madre, proteggeva entrambi durante il delicato momento del taglio. Questa antica consapevolezza del valore intrinseco del cordone si è evoluta, e oggi la scienza ci viene in aiuto, offrendo nuove e straordinarie prospettive sulla sua conservazione, in particolare grazie alla presenza di cellule staminali. La ricerca e la scienza ci vengono spesso in aiuto e la conservazione delle cellule staminali ne sono la prova, trasformando un semplice collegamento biologico in una preziosa risorsa per la salute futura.

rappresentazione stilizzata del cordone ombelicale che collega feto e placenta

Il Cordone Ombelicale: Un Ponte Vitale tra Madre e Neonato

Il cordone ombelicale, o funicolo ombelicale, rappresenta l'organo di collegamento essenziale tra il feto e la mamma durante i nove mesi di gravidanza. È una struttura complessa che permette il passaggio vitale di sostanze nutrienti e ossigeno al bambino nell’utero materno. La sua architettura è ben definita: è costituito da due arterie e una vena. Questi vasi sanguigni mettono in collegamento la placenta, un organo fondamentale dove vengono recuperate dal sangue materno le sostanze vitali necessarie allo sviluppo e alla crescita del bambino, con l’embrione.

Nella vena ombelicale passa il sangue ricco di nutrienti e ossigeno, indispensabili per lo sviluppo fetale. Contemporaneamente, le due arterie si occupano di riportare verso la placenta il sangue fetale con le sostanze di scarto che saranno poi efficacemente smaltite dall’organismo materno. Questa doppia via assicura un costante e efficiente scambio di materiali, mantenendo l'ambiente intrauterino ottimale per la crescita del bambino. Un elemento cruciale per la protezione di questi delicati vasi è una sostanza gelatinosa chiamata “gelatina di Wharton”. Questa gelatina svolge un ruolo ammortizzante, attutendo i traumi che fisiologicamente si possono verificare durante la gravidanza, il travaglio e il parto, garantendo l'integrità del cordone e la sicurezza del flusso sanguigno. Il cordone ombelicale non è, quindi, solo un tubo di collegamento, ma un sistema biologico altamente sofisticato e protettivo.

La Gestione del Moncone Ombelicale dopo la Nascita

Dopo la nascita, l'attenzione si sposta sulla gestione del moncone ombelicale residuo, un processo che coinvolge pratiche mediche specifiche e cure post-parto. Un aspetto fondamentale, secondo quanto rilevato dalle linee guida internazionali, è il clampaggio, ovvero l’otturazione temporanea con l’ausilio della pinza chirurgica. Questo dovrebbe essere eseguito, per lo meno, un minuto dopo la nascita. Il ritardato clampaggio del cordone ombelicale (DCC) prevede di prolungare il tempo di separazione del neonato dalla madre dopo il parto. Questa pratica favorisce il passaggio di sangue dalla placenta al bambino, garantendo così una fase di transizione feto-neonatale più fisiologica. È una buona pratica per migliorare gli esiti neonatali a breve e lungo termine ed è sempre raccomandato, anche, ove possibile, quando il bambino necessiti di rianimazione neonatale. Contrariamente a quanto accadeva fino a pochi decenni fa, oggi si sa che ritardare il taglio immediato del cordone consente al neonato ottimali livelli di ferro, per esempio, nel primo semestre di vita [1].

Cellule staminali del cordone ombelicale: donazione o conservazione?

Quando cade il cordone ombelicale? Il moncone ombelicale residuo va incontro a un processo fisiologico di mummificazione che dura circa 7-10 giorni, e la sua caduta dà origine alla cicatrice ombelicale. La caduta del cordone ombelicale è un processo spontaneo che avviene senza la necessità di intervento esterno. La maggior parte delle volte, quando ciò accade, i genitori ritrovano il moncone nel pannolino del bambino e la cicatrice ombelicale in buone condizioni. Tuttavia, è importante prestare attenzione ai segni di una probabile infezione locale del moncone ombelicale, caratterizzati da arrossamento alla base dell’ombelico e la presenza di cattivo odore e secrezioni maleodoranti. Non deve invece destare preoccupazione la presenza di crosticine che possono essere delicatamente rimosse durante l’igiene dell’ombelico al cambio del pannolino. Le condizioni che possono aumentare il rischio di infezioni sono la scarsa igiene e la separazione della diade mamma-bambino.

Come avviene la medicazione ombelicale del neonato? In ambienti dove vengono rispettati i criteri protettivi per le infezioni neonatali (rooming-in, vicinanza costante tra mamma e bambino e allattamento al seno esclusivo), il trattamento che permette al moncone ombelicale di distaccarsi nel minor tempo e con minor incidenza di infezioni consiste semplicemente nel tenere la parte in questione asciutta e pulita, coperta da una garza, senza applicare alcun tipo di sostanza [2]. Generalmente non è necessario disinfettare il cordone ombelicale. Nel caso in cui il moncone ombelicale si sporchi con le urine o le feci del neonato occorre semplicemente pulire la zona con acqua e sapone, asciugare bene e apporre una garza nuova. Quindi la regola è pulire, se necessario, l’ombelico alla base con una garza asciutta e coprirlo con una nuova garza asciutta e pulita a ogni cambio di pannolino.

schema della cura del moncone ombelicale

L'Importanza Rivoluzionaria delle Cellule Staminali del Cordone Ombelicale

Perché le cellule del cordone ombelicale sono ritenute così importanti? Il sangue del cordone ombelicale costituisce una ricca fonte di cellule staminali ematopoietiche. Per comprendere appieno questa importanza, cominciamo col dire che le cellule staminali sono progenitori cellulari ad alto potenziale proliferativo in grado di auto-rinnovarsi, sono cioè capaci di riprodurre cellule figlie uguali a sé stesse, e di dare origine a tutte le cellule specializzate che costituiscono vari tessuti e organi. Tra le diverse tipologie, le cellule staminali embrionali (ECSs) sono quelle presenti nel cordone ombelicale, facilmente recuperabili una volta tagliato l’organo dopo la nascita del bambino. Esistono anche le cellule staminali adulte/somatiche (ASCs), ma quelle del cordone offrono vantaggi specifici.

Studi e sperimentazioni hanno confermato la possibilità di utilizzare il sangue prelevato dal cordone ombelicale come fonte alternativa di staminali emopoietiche a scopo trapiantologico [3]. Queste cellule staminali ematopoietiche derivanti dal sangue del cordone ombelicale sono in grado di ricostruire il nostro sistema immunitario ed emopoietico. Sono cellule "immature" che possono trasformarsi in globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, i componenti del sangue. Hanno la capacità di rimpiazzare tutti i componenti del sistema immunitario e del sangue che possono essere danneggiati. Il loro trapianto dona la speranza a chi è affetto da gravi patologie. Rispetto alle altre cellule staminali ematopoietiche, quelle provenienti dal cordone ombelicale hanno un grande vantaggio: non devono essere prelevate al bisogno ma possono essere raccolte e conservate preventivamente, pronte per l’uso immediato in caso di trapianto. È più difficile il rigetto in quanto appunto queste cellule sono ancora "indeterminate".

Non solo cellule staminali ematopoietiche. È risaputo che il sangue del cordone ombelicale contiene cellule staminali, soprattutto emopoietiche, ma in pochi sanno che esso rappresenta anche una preziosa riserva di cellule Natural Killer, o più semplicemente NK. Scoperte oltre 40 anni fa, negli ultimi 10 anni le cellule NK hanno riscosso particolare interesse fra gli oncologi e gli immunologi. Le cellule NK si trovano normalmente nel sangue periferico di ciascuno di noi. Cosa hanno dunque di diverso quelle contenute nel sangue cordonale? Anche se sono meno mature e meno citotossiche, quelle del sangue del cordone ombelicale sono più abbondanti e più semplici da purificare rispetto a quelle del sangue periferico. Inoltre, mediante una semplice stimolazione ex vivo, cioè all’esterno dell’organismo, da una singola unità di sangue del cordone ombelicale crioconservato è possibile ottenerne una quantità sufficiente per applicazioni cliniche. Avere a disposizione un campione di cellule NK rappresenta un enorme vantaggio: già diversi studi clinici utilizzano linfociti NK per il trattamento di pazienti affetti da tumore.

Il cordone ombelicale offre anche un'altra risorsa vitale: il tessuto cordonale. Questo è ricco di cellule staminali mesenchimali, ovvero quelle cellule in grado di dare origine al tessuto osseo, adiposo e cartilagineo. Si considerano una fonte molto importante per la medicina rigenerativa, aprendo nuove frontiere nel trattamento di diverse condizioni. Presso la Cell Factory di Bioscience Institute, i futuri genitori possono conservare non solo le staminali ma anche le cellule NK del sangue cordonale.

Attualmente, le cellule staminali del sangue cordonale sono terapie standard per 84 patologie oncoematologiche. Inoltre, svariate patologie in ambito neuropediatrico, come autismo e paralisi cerebrale, sono in fase di studio, così come malattie come la SLA e il Covid. Sempre più famiglie decidono di conservare le cellule staminali del proprio bambino. Sono attualmente in corso oltre 5.400 trials sulle cellule staminali, 600 dei quali utilizzano le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale. Le terapie cellulari a base di cellule staminali rappresentano un approccio promettente per il trattamento di diverse malattie, come la malattia di Parkinson, dove l’idea è quella di sostituire i neuroni dopaminergici degenerati, affrontando così la causa primaria dei sintomi motori. Anche nel diabete di tipo 1, il trapianto autologo ha mostrato risultati incoraggianti, come la guarigione di una donna affetta dalla malattia. Nella sclerosi multipla progressiva, l’infusione di staminali con punture lombari si è dimostrata sicura, con risultati preliminari che indicano un miglioramento dell’atrofia cerebrale. Addirittura, sono stati riportati casi di guarigione da HIV dopo trapianto di staminali del cordone, sebbene sia importante mantenere un approccio cauto e non sensazionalistico, poiché si tratta di eventi estremamente rari e dipendenti dai trattamenti anticancro. Decidere di procedere con la conservazione delle cellule staminali del sangue e del cordone ombelicale significa proteggere il tuo bambino e i suoi familiari, mettendo a loro disposizione una preziosa risorsa perché queste cellule ad oggi sono in grado di trattare più di 80 patologie.

Modalità di Conservazione delle Cellule Staminali Cordonali: Donazione Pubblica, Dedicata e Conservazione Privata

La scelta di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale è una decisione importante per i neo-genitori. In Italia, le possibilità principali si dividono in donazione allogenica (pubblica), donazione dedicata e, con alcune limitazioni, la conservazione autologa (privata).

Donazione Allogenica (Pubblica): Un Gesto di Solidarietà

La donazione allogenica, o eterologa, è un gesto di grande amore e solidarietà. In questo caso, l’unità di sangue cordonale viene donata volontariamente, gratuitamente e anonimamente a una banca pubblica per essere impiegata in un paziente che risulti compatibile, per eseguire un trapianto emopoietico. Si parla in questo caso di donazione vera e propria, a beneficio della collettività. Il campione di sangue cordonale prelevato, se idoneo, è messo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Il codice relativo al campione donato è inserito in un Registro Internazionale di donatori di cellule staminali e, quando compatibile, utilizzato per il trapianto di pazienti nazionali e internazionali. Il campione è custodito in apposite banche pubbliche di crioconservazione. La donazione è gratuita, anonima e a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.

mappa delle banche pubbliche di sangue cordonale in Italia

Le banche del sangue cordonale sono 18 in Italia, ubicate presso ospedali pubblici o privati convenzionati con il Sistema sanitario nazionale, distribuite in 13 regioni. Ad esse fanno riferimento 270 punti nascita attrezzati per la raccolta solidaristica, 40 dei quali operano nelle regioni in cui non è presente una banca cordonale. Le donazioni sono state 7 mila nel 2022, un po’ meno delle settemila, equivalenti al 2,8 per cento dei parti avvenuti negli ospedali italiani adibiti alla raccolta. Questa cifra perdura l’influsso negativo del Covid-19, poiché prima della pandemia, nel 2019, il livello si attestava al 3,8 per cento. Il Centro nazionale sangue informa che attualmente sono 47 mila le unità di sangue cordonale raccolte nelle banche specifiche, di cui il 90 per cento (42.336) è conservato in vista di un utilizzo “allogenico”, vale a dire non per la famiglia della coppia donatrice. È donato, dunque, per fini solidaristici a chiunque dovesse averne bisogno. La dottoressa Ursula La Rocca, ematologa e primo ricercatore dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), commenta che purtroppo sono ancora pochi i neo-genitori in Italia che affidano il cordone ombelicale alle banche preposte, e occorre che aumenti questa sensibilità perché il loro gesto può davvero salvare molte vite.

Per procedere con la donazione allogenica dovrai rivolgerti, durante la gestazione, al reparto di ginecologia del tuo punto nascita accreditato. Proseguire poi con la compilazione di un consenso informato, fare un piccolo prelievo per accertare l’idoneità e sottoporti con il tuo partner a un test anamnestico. L'anonimato è garantito. Tuttavia, in caso di insorgenza di una patologia onco-ematologica con indicazione al trapianto, con rigorose chiavi di accesso è consentito al personale sanitario di risalire al donatore, per mettere a disposizione della famiglia il sangue placentare precedentemente donato. Viceversa, nel caso in cui si venga a conoscenza di una malattia a possibile trasmissione genetica insorta nel neonato dopo l’avvenuta validazione del sangue placentare, deve essere possibile accedere all’identificazione dell’unità per la necessaria eliminazione dal registro. La sicurezza infettiva e genetica viene confermata dopo un periodo di osservazione (quarantena della donazione) variabile da 6 a 12 mesi dopo la raccolta.

Donazione Dedicata: Speranza per la Famiglia

La donazione dedicata è una modalità di conservazione che offre una reale speranza di guarigione a un membro della tua famiglia. In casi particolari, l’unità di sangue cordonale è raccolta alla nascita per essere conservata gratuitamente presso una banca pubblica e successivamente utilizzata per un consanguineo o per il bambino stesso. In Italia, l’ordinanza ministeriale del 26 febbraio 2009 e il decreto ministeriale (DM) del 18 novembre 2009 stabiliscono la conservazione gratuita del sangue cordonale per uso autologo dedicato. Questa possibilità si basa su una richiesta degli interessati e di una relazione del medico specialista, da presentare alla Direzione Sanitaria dell’ospedale dove avverrà il parto [4].

La donazione dedicata può avvenire quando nell’ambito familiare sono presenti fratelli affetti da patologie maligne, genetiche, da disordini immunologici o qualora il neonato sia affetto da una patologia congenita, o evidenziata in epoca prenatale, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato il trapianto di cellule staminali emopoietiche da cordone ombelicale, previa presentazione di motivata documentazione clinico-sanitaria. Esiste un elenco dettagliato delle patologie in cui è indicato il trapianto di cellule staminali emopoietiche, allegato al DM 18 novembre 2009, che viene periodicamente aggiornato in relazione allo sviluppo di nuove conoscenze. In entrambi i casi è necessaria la certificazione rilasciata da un medico specialista e/o da un genetista.

Se il tuo bambino, un suo fratellino, o un futuro figlio, sono predisposti o sono affetti da una patologia trattabile con staminali emopoietiche, l’unità prelevata gli sarà personalmente destinata. È necessario possedere una previa certificazione clinica del figlio beneficiario che attesti la sua idoneità al trapianto. Rivolgiti poi alla banca pubblica più vicina a te con la documentazione clinico/sanitaria in tuo possesso. Se il medico responsabile della banca autorizza alla conservazione delle cellule staminali cordonali e al loro relativo trapianto, sarà il momento di prendere contatto con il punto nascita accreditato per garantire la procedura di prelievo e di raccolta del campione. La probabilità di trovare un donatore compatibile all’esterno è di 0,001% (1 su 100.000 individui). Tra fratelli abbiamo invece una probabilità di una compatibilità totale del 25% (1 su 4), rendendo questa opzione particolarmente preziosa.

Conservazione Autologa (Privata): Opzioni e Limitazioni in Italia

La conservazione autologa familiare, cioè per uso personale o per la famiglia, è una pratica con specifiche considerazioni in Italia. La legge italiana non consente la conservazione per uso unicamente autologo (personale) di sangue da cordone ombelicale all'interno del territorio nazionale. Questo tipo di conservazione non è supportata da evidenze scientifiche sulla sua effettiva efficacia per un uso futuro generico. In caso di malattie oncologiche o genetiche, infatti, le proprie cellule del sangue cordonale potrebbero essere già portatrici di quei "difetti" genetici che hanno portato alla malattia. In questi casi la persistenza di cellule malate nel prodotto che viene reinfuso comporta il rischio di ricomparsa della malattia.

Chi sceglie di esportare il sangue cordonale per uso autologo deve conservarlo in banche operanti all’estero. Dal 1° novembre 2010, la richiesta per esportare campioni di sangue cordonale per uso autologo va inoltrata alla Direzione Medica del punto nascita scelto. Questa pratica è possibile solo all’estero dopo adeguato counselling e autorizzazione all’esportazione rilasciata dall’ente regionale preposto. Fanno eccezione specifiche patologie per le quali la più recente normativa nazionale prevede la possibilità di effettuare la procedura come donazione dedicata, come descritto precedentemente. Si stima che siano più di 5 milioni i campioni conservati in banche private nel mondo, anche se in Italia il 95% dei casi il cordone ombelicale viene destinato allo smaltimento con gli scarti ospedalieri. Experite Group N.V. ad esempio, è la banca di cellule staminali per la famiglia prima in Europa per storia e numero di Famiglie che le hanno dato fiducia, conservando oltre 280.000 campioni in 6 laboratori pluri-accreditati situati in Svizzera, Belgio, Dubai, Sudafrica e Portogallo, tutti collegati alla Tissue Bank Olandese. Questi laboratori sono equipaggiati di attrezzature all’avanguardia e impiegano personale altamente specializzato.

Siamo consapevoli, infine, che la scelta di conservare il cordone ombelicale del nascituro necessiti di una attenta riflessione ed analisi, da parte di entrambi i genitori. Al fine di offrire tutte le risposte vi invitiamo a contattarci per conoscere le date del corso di informazione per la crioconservazione.

Il Processo di Raccolta: Sicurezza e Semplicità

Il parto è l’unica occasione per tutelare la salute della tua famiglia perché ti permette di conservare un importante materiale biologico di tuo figlio. La raccolta del sangue dal cordone ombelicale viene eseguita dall'ostetrica che assiste il parto in assenza di complicanze o emergenze. La conservazione delle cellule staminale del sangue e del tessuto del cordone ombelicale è una procedura indolore sia per la mamma sia per il bambino. Il sangue contenente le staminali viene raccolto attraverso una piccola puntura del cordone ombelicale a taglio avvenuto. Dal prelievo si ottiene una quantità di circa un decimo di litro. L'operazione è indolore e non invasiva per mamma e neonato.

La raccolta della quantità necessaria di sangue cordonale avviene subito dopo il parto. Per raccogliere una quantità idonea di cellule staminali dal cordone ombelicale è necessario evitare il taglio precoce del cordone ed è sufficiente non aspettare più di 120 secondi, come raccomandato anche dalla Società Italiana di Neonatologia. La sacca di sangue ricco di staminali viene poi inviata alla biobanca, dove sarà analizzata e catalogata per i successivi utilizzi.

Il kit per la raccolta è composto da diversi elementi essenziali per garantire la sicurezza e l'integrità del campione. Tipicamente include una busta in alluminio contenente la sacca di raccolta sterile per il prelievo del sangue cordonale. Un datalogger di temperatura, già attivato, viene utilizzato per il monitoraggio della temperatura durante il trasporto del kit dall'ospedale al laboratorio. È presente anche un contenitore cilindrico a tenuta ermetica per l'alloggiamento della sacca di raccolta del sangue, insieme a uno o due elementi refrigeranti a seconda della stagione. La raccolta deve essere eseguita in sala parto in un clima di sicurezza assoluta sia per la donna sia per i professionisti. Non deve esserci alcun interesse economico che interferisca con l’attività di raccolta, né per la donatrice né per chi la esegue.

kit per la raccolta di sangue cordonale

Scegliere la Biobanca Giusta: Criteri di Qualità e Affidabilità

La scelta della biobanca giusta per la conservazione delle cellule staminali è un passo cruciale che richiede un'attenta valutazione dei criteri di qualità, sicurezza e affidabilità. Optare per una biobanca che possieda tutte le certificazioni è indice di serietà e affidabilità. Tra le più importanti certificazioni internazionali, la FACT-NetCord è l’unica dedicata interamente alle banche del cordone ombelicale, attestando standard elevati di qualità e sicurezza nei processi di raccolta, lavorazione e conservazione.

È fondamentale scegliere una banca che sia proprietaria dei propri laboratori. Questo garantisce un controllo totale su tutti i processi della crioconservazione, dall’arrivo in laboratorio al congelamento, e permette di conoscere la storia di ogni singolo campione in qualsiasi momento. A differenza di altre aziende del settore che possono fungere da semplici intermediari, una biobanca proprietaria assicura una filiera completa e tracciabile, riducendo i rischi e aumentando la fiducia.

Un altro criterio importante è l'impegno della banca nella ricerca. Scegliere una banca che partecipa attivamente alla ricerca sulle nuove frontiere della medicina significa affidarsi a un'istituzione che non solo conserva, ma contribuisce anche al progresso scientifico e allo sviluppo di nuove applicazioni terapeutiche. Questo aspetto è vitale in un campo in rapida evoluzione come quello delle terapie con cellule staminali. Ad esempio, i laboratori CryoSave sono equipaggiati di attrezzature all’avanguardia e impiegano personale altamente specializzato, partecipando attivamente alla ricerca.

Alcune banche operano come modelli ibridi, combinando aspetti di banche pubbliche e private. Grazie a elevati standard di qualità, alcune collaborano con ospedali pubblici, come il caso di una banca che funge da ibrida (pubblica/privata) collaborando con l’ospedale pubblico di Berna in Svizzera. Questi modelli possono offrire maggiore flessibilità e accessibilità, mantenendo al contempo rigidi standard etici e scientifici.

Informarsi presso il punto nascita prescelto è sempre bene per conoscere i protocolli di accesso al percorso che possono variare da ospedale a ospedale. Solitamente si preferisce prendere in carico la richiesta prima del parto, per poter avere un colloquio dedicato dove poter acquisire il consenso informato dopo adeguato counselling e una anamnesi accurata.

La Ricerca Scientifica e le Prospettive Future

La ricerca scientifica sulle cellule staminali del cordone ombelicale è in costante e rapido sviluppo, offrendo prospettive entusiasmanti per il futuro della medicina. Sono attualmente in corso oltre 5.400 trials sulle cellule staminali, e un numero significativo, circa 600 di questi, utilizzano specificamente le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale. Questo dimostra un crescente interesse e una fiducia sempre maggiore nel potenziale terapeutico di queste cellule.

Le cellule staminali cordonali hanno un enorme potenziale terapeutico, essendo in grado di trattare più di 80 patologie. Numerose patologie in ambito neuropediatrico, come autismo e paralisi cerebrale, sono in fase di studio avanzato per l'applicazione delle staminali. La ricerca si estende anche a condizioni complesse come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e, più recentemente, il Covid-19, esplorando il ruolo delle staminali nel recupero e nella mitigazione degli effetti di queste malattie. Diversi studi clinici utilizzano linfociti NK per il trattamento di pazienti affetti da tumore, evidenziando il ruolo di queste cellule, abbondanti nel cordone ombelicale, nell'oncologia.

Un esempio di ricerca promettente riguarda le neuroscienze: le terapie cellulari a base di cellule staminali rappresentano un approccio promettente per il trattamento della malattia di Parkinson. L’idea è quella di sostituire i neuroni dopaminergici degenerati, affrontando così la causa primaria dei sintomi motori della malattia. Allo stesso modo, per il diabete di tipo 1, il trapianto autologo, quello con le nostre stesse cellule, ha dimostrato di aver guarito una donna affetta da diabete, sebbene si tratti di risultati che necessitano di ulteriori conferme. Anche per la sclerosi multipla progressiva, l’infusione di staminali con punture lombari si è dimostrata sicura, con risultati preliminari che indicano anche un miglioramento dell’atrofia cerebrale.

L’impiego del cordone può essere riservato al neonato se presenta certe patologie oppure a un componente della famiglia malato. Il sangue da cordone ombelicale preserva un potere immenso: le cellule staminali emopoietiche. Il loro trapianto dona la speranza a chi è affetto da gravi patologie. La ricerca continua a esplorare il "Future State of Newborn Stem Cell Banking", come indicato da studi recenti, per ottimizzare la conservazione e l'utilizzo di queste preziose risorse. La possibilità di utilizzare le cellule staminali in ambito familiare è un ulteriore stimolo alla conservazione. La scienza e la medicina sono in continua evoluzione, e il cordone ombelicale, un tempo scartato, è ora riconosciuto come una fonte inestimabile per la medicina rigenerativa e le terapie avanzate del futuro.

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