Interruzione Volontaria di Gravidanza Chirurgica: Metodi, Rischi e Considerazioni Fondamentali

L'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) rappresenta una scelta medica significativa, affrontata da milioni di donne in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, circa la metà delle gravidanze non è volontaria, e di queste, circa il 40% delle gravidanze indesiderate termina con un aborto procedurale o medico. È importante notare che il 93% degli aborti si verifica prima della 13ª settimana di gestazione. La sicurezza e l'efficacia delle procedure di interruzione di gravidanza sono strettamente legate al contesto legale e alle condizioni in cui vengono eseguite. Nei paesi in cui l'aborto è legale, la procedura è sicura e le complicanze sono rare. Al contrario, a livello globale, il 13% delle morti materne è secondario ad aborto indotto in condizioni non sicure, e la stragrande maggioranza di questi decessi si verifica proprio nei paesi in cui l'aborto è illegale, sottolineando l'importanza dell'accesso a cure sicure e regolamentate.

I metodi di interruzione volontaria di gravidanza si distinguono principalmente in aborto chirurgico (o procedurale) e aborto farmacologico (o medico). La scelta del metodo più appropriato dipende da diversi fattori, inclusa l'età gestazionale e l'accesso alle cure mediche disponibili. In Italia, la legge consente l'interruzione di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Oltre i 90 giorni, l'interruzione di gravidanza può avvenire solo al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto affetto da gravi patologie o malformazioni.

Comparison of medical and surgical abortion methods

Determinazione dell'Età Gestazionale e Preparazione Pre-Procedurale

Prima di procedere con qualsiasi tipo di interruzione di gravidanza, la conferma dello stato di gravidanza e la determinazione accurata dell'età gestazionale sono passaggi fondamentali. Spesso, l'età gestazionale è stabilita con l'ecografia, uno strumento diagnostico che offre una misurazione precisa dello sviluppo fetale. Tuttavia, a volte l'anamnesi e l'esame obiettivo sono utilizzati per stimare l'età gestazionale durante il primo trimestre. Ulteriori valutazioni devono essere prese in considerazione se una donna è nel secondo trimestre e ha fattori di rischio per complicanze, come patologie cardiache o polmonari, convulsioni o anamnesi di parti cesarei.

La preparazione cervicale è un aspetto cruciale, soprattutto per le procedure chirurgiche, a partire dalla 12ª settimana di gestazione. Questa preparazione, che utilizza metodi farmacologici e/o meccanici per ammorbidire e dilatare la cervice, è raccomandata per ridurre le complicanze procedurali. Il misoprostolo, un analogo della prostaglandina E1, è comunemente utilizzato per dilatare la cervice stimolando il rilascio di prostaglandine; di solito è somministrato per via vaginale o buccale da 2 a 4 ore prima della procedura. Un'altra opzione sono i dilatatori osmotici, che possono essere sia di polimero sintetico (come Dilapan) sia alghe essiccate e compattate (laminaria). Questi dilatatori espandono il canale cervicale assorbendo liquido al suo interno e possono essere inseriti nella cervice e lasciati per ≥ 4 ore o per tutta la notte. Il pretrattamento con mifepristone 200 mg da 24 a 48 ore prima dell'induzione con prostaglandine, tipicamente misoprostolo vaginale o buccale, riduce i tempi di induzione al parto, sebbene il dosaggio del misoprostolo possa variare in base all'età gestazionale. Studi indicano che, con il pretrattamento con mifepristone, una dose di misoprostolo di 200 mcg ogni 3-4 ore può essere sufficiente.

L'Aborto Chirurgico: Dettagli delle Procedure

L'aborto chirurgico, noto anche come aborto procedurale, comporta la dilatazione del canale cervicale e l'uso di aspirazione o strumenti per evacuare il tessuto della gravidanza. Questa tecnica è raccomandata dalle 9 fino a 14-15 settimane di gravidanza, ma l'evacuazione chirurgica può essere utilizzata per la maggior parte delle gravidanze. La scelta della tecnica specifica dipende principalmente dall'età gestazionale.

Procedure nel Primo Trimestre: Dilatazione e Raschiamento per Aspirazione (D&C)

Le procedure eseguite prima delle 14 settimane di gestazione vengono in genere completate utilizzando la dilatazione e il raschiamento per aspirazione (D&C). Questa tecnica prevede l'adattamento della dimensione della cannula all'età gestazionale. Inizialmente, uno speculum viene inserito nella vagina per consentire al medico di visualizzare la cervice. Successivamente, viene iniettato un anestetico locale (come la lidocaina) nella cervice per ridurre il fastidio e la cervice viene dilatata. Viene quindi inserita nell'utero una sonda flessibile collegata a una fonte di aspirazione per rimuovere il feto e la placenta.

Due tipi principali di dispositivi di aspirazione sono utilizzati:

  • Dispositivi di aspirazione a vuoto manuale: Questi sono portatili, non richiedono una sorgente elettrica e sono più silenziosi rispetto ai dispositivi elettrici. Possono essere utilizzati fino a 12 settimane di gestazione. Tuttavia, perdono capacità di aspirazione una volta riempiti a oltre l'80%, motivo per cui alcuni operatori preferiscono l'aspirazione a vuoto elettrica dopo 9 settimane per avere una capacità di aspirazione continua.
  • Aspirazione a vuoto elettrica: Prevede il collegamento di una cannula a una fonte di vuoto elettrica, garantendo una suzione costante e potente.

Talvolta, dopo l'uso dello strumento di aspirazione, può essere inserito un piccolo strumento affilato a forma di cucchiaio (curette) per rimuovere eventuale tessuto rimanente. Questa procedura, tuttavia, deve essere usata raramente e con delicatezza per ridurre il rischio di cicatrizzazione e infertilità.

Procedure nel Secondo Trimestre: Dilatazione ed Evacuazione (D&E)

Le procedure eseguite a ≥ 14 settimane di gestazione richiedono una tecnica più complessa, denominata dilatazione ed evacuazione (D&E). Queste procedure richiedono la dilatazione del canale cervicale, che può essere ottenuta con metodi farmacologici (misoprostolo) o con dilatatori osmotici (laminaria o Dilapan) lasciati in sede per diverse ore o per tutta la notte. Dopo aver dilatato la cervice, si utilizzano aspirazione e pinze speciali per rimuovere il tessuto della gravidanza e il liquido amniotico. L'aspirazione è utilizzata per aspirare il liquido amniotico e rimuovere qualsiasi tessuto placentare residuo, e a volte è richiesto anche il raschiamento tagliente. La D&E richiede una formazione aggiuntiva da parte degli operatori sanitari. Per le procedure a 14-16 settimane, possono essere necessarie strumentazione intrauterina e una cannula di aspirazione di grande diametro.

L'aborto chirurgico del secondo trimestre può essere eseguito utilizzando una sedazione da moderata a profonda e richiede l'anestesia generale solo in caso di significativa comorbilità medica. Le opzioni anestetiche devono essere offerte in base alle preferenze del paziente. Per gli aborti effettuati all'inizio della gravidanza può essere necessario solo un blocco paracervicale locale, anche se può comunque essere associato a crampi pelvici al momento della procedura.

Pregnancy Education: Interruzione Volontaria di Gravidanza

Controindicazioni, Rischi e Complicanze dell'Aborto Chirurgico

Le complicanze sono rare con l'aborto legale, con gravi complicanze che si verificano in meno dell'1% dei casi e una mortalità inferiore a 1 su 100.000. Il tasso di complicanze aumenta con l'aumentare dell'età gestazionale. È significativo che i tassi di complicazioni siano 14 volte inferiori rispetto a quelli che si verificano dopo il parto di un neonato a termine, e i tassi sono i più bassi in contesti con accesso sicuro e legale alle cure.

Nel caso dell'aborto chirurgico, le possibili complicanze aumentano perché, oltre ai rischi generici di un intervento chirurgico ginecologico, le complicanze nella pratica dell'interruzione di gravidanza sono maggiori al crescere dell'età gestazionale. Le principali controindicazioni relative all'aborto chirurgico non sono tanto assolute quanto piuttosto una ponderazione dei rischi specifici per il paziente, dell'età gestazionale e della disponibilità di altre opzioni, come l'aborto farmacologico.

Le gravi complicanze procedurali precoci comprendono:

  • Perforazione uterina: Si verifica in circa lo 0,1% degli aborti procedurali, e può essere causata da uno strumento chirurgico che attraversa la parete uterina. Meno comunemente, possono essere perforati l'intestino o altri organi.
  • Emorragie maggiori: Con un'incidenza di circa lo 0,06%, possono derivare dal trauma durante la procedura o da un utero atonico che non si contrae adeguatamente dopo l'evacuazione.
  • Lacerazioni cervicali: Hanno un'incidenza tra lo 0,1% e l'1%. Generalmente sono lacerazioni superficiali del tenaculum, uno strumento utilizzato per afferrare la cervice, ma possono essere più serie e richiedere una riparazione chirurgica.
  • Complicanze legate all'anestesia: Sia l'anestesia generale che locale sono raramente causa di gravi complicanze, ma sono comunque un rischio inerente a qualsiasi procedura che le richieda.

Le complicanze mediche o procedurali ritardate più comuni includono:

  • Sanguinamento e infezione significativa: Possono verificarsi in una percentuale compresa tra lo 0,1% e il 2% dei casi. Queste complicanze possono essere dovute a frammenti placentari ritenuti all'interno dell'utero. Se si verifica sanguinamento o si sospetta un'infezione, i frammenti placentari trattenuti possono essere visibili all'ecografia. Una lieve infiammazione è attesa, ma se l'infezione è moderata o grave e porta a peritonite o sepsi, potrebbe essere necessaria una gestione d'emergenza.
  • Svuotamento incompleto dell'utero: Questo è un rischio specifico dell'aborto chirurgico e può richiedere un nuovo intervento per rimuovere il tessuto residuo.
  • Sinechie nella cavità endometriale (sindrome di Asherman): Questa condizione, caratterizzata dalla formazione di tessuto cicatriziale nell'epitelio uterino, è rara e può portare a sterilità.
  • Fibrosi tubarica: Dovuta a infezione, anch'essa rara.
  • Incompetenza cervicale: La dilatazione forzata della cervice nelle gravidanze più avanzate può predisporre a incontinenza cervicale in gravidanze future. Tuttavia, con tecniche basate su prove, inclusa l'aspirazione delicata e un'adeguata preparazione cervicale, non ci si aspetta che l'aborto indotto aumenti i rischi per le gravidanze successive.

Altre considerazioni riguardano le condizioni e considerazioni mediche (o di altro tipo) che possono influenzare la scelta della procedura, indicare la necessità di eseguire l'aborto in ospedale o richiedere attrezzature aggiuntive in strutture di riferimento. Ad esempio, una significativa comorbilità medica nel paziente può rendere l'anestesia generale una necessità, con le sue proprie implicazioni.

Risks and complications of surgical abortion

Gestione Pre e Post-Procedurale per Minimizzare i Rischi

Per prevenire le complicanze e garantire il benessere della paziente, vengono adottate diverse misure prima e dopo l'aborto chirurgico.

Profilassi Antibiotica

Prima di un aborto procedurale devono essere somministrati alla paziente degli antibiotici efficaci contro le infezioni dell'apparato riproduttivo (inclusa l'infezione da clamidia). Sebbene il regime ottimale non sia stato chiaramente delineato, sono stati utilizzati doxiciclina 200 mg o azitromicina 500 mg in combinazione con metronidazolo 500 mg.

Prevenzione della Sensibilizzazione Rh

Dopo la procedura, l'immunoglobulina Rho(D) viene somministrata alle donne con sangue Rh-negativo a 12 settimane di gestazione o oltre. In caso di feto con sangue Rh-positivo, una donna con sangue Rh-negativo può produrre anticorpi contro il fattore Rh. Questi anticorpi possono distruggere i globuli rossi del feto in gravidanze future. Il trattamento con immunoglobuline Rho(D) riduce il rischio che il sistema immunitario della donna possa produrre questi anticorpi e mettere a rischio gravidanze successive. La tipizzazione Rh e la RhIG non sono richieste prima di 12 settimane di gestazione; i dati hanno dimostrato che la quantità di sangue necessaria per l'emorragia feto-materna e quindi la sensibilizzazione non viene trasferita prima di 12 settimane di gestazione. Le immunoglobuline possono essere facoltative per le gravidanze di durata inferiore a 8 settimane.

Gestione del Dolore e Convalescenza

Dopo l'intervento, la paziente viene riportata nella camera assegnatale e tenuta sotto osservazione per almeno tre ore. In caso di anestesia generale, potrebbero manifestarsi sintomi come nausea e vomito. L'aborto chirurgico può risultare in crampi particolarmente intensi, simili a una mestruazione forte. In genere, vengono somministrati farmaci per contenere il dolore e raccomandato il riposo una volta a casa. Paracetamolo (Tachipirina®) o ibuprofene (Brufen®) possono essere di aiuto. Il personale sanitario fornirà indicazioni e consegnerà alla donna materiale informativo in merito ai comportamenti da mantenere durante il periodo di convalescenza, inclusi i tempi per riprendere i rapporti sessuali.

Contraccezione Post-Aborto

La contraccezione (tutte le forme) può essere avviata subito dopo un aborto indotto fatto a < 28 settimane di gestazione. Per l'assistenza all'aborto eseguita a > 28 settimane di gestazione, l'inizio della terapia ormonale deve dipendere dalla risoluzione dei fattori della coagulazione (> 21 giorni). Al termine dell'intervento, se richiesto e se il medico non rileva problemi, è possibile inserire un dispositivo intrauterino contraccettivo (IUD) allo scopo di prevenire future gravidanze non desiderate. È importante notare che la fertilità, salvo complicazioni, non risulta influenzata dall'aborto chirurgico, e si può rimanere incinta poco dopo un aborto, anche prima che ritornino le mestruazioni, rendendo essenziale una pianificazione contraccettiva immediata per chi desidera evitare una nuova gravidanza.

Confronto con l'Aborto Farmacologico e Fattori di Scelta

L'aborto farmacologico è l'interruzione volontaria della gravidanza per mezzo di farmaci, come Mifepristone®, Prostaglandine® e Methotrexate®, da soli o somministrati insieme. La pratica consiste nell'assunzione di questi farmaci in un arco di 48 ore ed è la via maggiormente consigliata per gli aborti entro le 7, massimo 9 settimane di età gestazionale, sebbene possa essere utilizzato fino a 12 settimane in regime ambulatoriale, e anche in fasi più avanzate con schemi specifici. Negli Stati Uniti, nel 2023 l'aborto farmacologico rappresentava il 63% di tutti gli aborti, con un aumento del 10% rispetto al periodo dal 2020 al 2023.

L'aborto farmacologico viene preferito da molte donne in quanto mima un evento vissuto in modo più naturale. Offre diversi vantaggi che possono fungere da "controindicazioni relative" all'aborto chirurgico per alcune pazienti: non richiede profilassi antibiotica, evita procedure strumentali all'interno della cavità uterina e il rischio di lesioni cervicali, perforazioni uterine e altri potenziali rischi legati all'analgesia/anestesia connessi alla procedura chirurgica. Garantisce sicurezza ed efficacia in condizioni organizzative e strutturali adeguate anche in ambulatorio/consultorio, in Italia entro i 63 giorni di gestazione. Entro questa epoca è possibile offrire la possibilità dell'espulsione a domicilio, a condizione che gli operatori sanitari forniscano alle pazienti una chiara spiegazione del sanguinamento atteso e delle precauzioni. Gli effetti avversi delle prostaglandine includono nausea, vomito, diarrea, ipertermia, flushing del volto, sintomi vasovagali, broncospasmo e ridotta soglia convulsiva.

D'altra parte, l'aborto chirurgico, mediante isterosuzione nel primo trimestre, può rappresentare la metodica preferibile in caso di controindicazioni specifiche all'aborto farmacologico o limiti temporali per la sua esecuzione. Ad esempio, se la gravidanza è più avanzata (oltre le 9-12 settimane a seconda del protocollo), o se la paziente ha condizioni mediche che controindicano l'uso dei farmaci. Rispetto alla procedura farmacologica, l'aborto chirurgico esclude la possibilità di vedere il prodotto del concepimento, e il dolore durante la procedura è gestito efficacemente in sedazione profonda o anestesia. Questo spesso comporta una maggiore pressione sugli ospedali per la necessità di un'equipe multidisciplinare, ambienti e attrezzature idonei a garantire le necessarie condizioni di sicurezza.

La durata di dolori e perdite ematiche post-procedura può essere simile per entrambe le metodiche. La scelta tra i due metodi, quando entrambi sono disponibili e appropriati per l'età gestazionale, è una decisione personale basata sulle preferenze della donna, sulle sue condizioni mediche e sulle informazioni fornite dal personale sanitario.

Supporto Psicologico e Aspetti Organizzativi

A tutte le pazienti che subiscono una perdita di gravidanza, sia essa spontanea o indotta, devono essere offerte risorse per la salute mentale. I pazienti con le seguenti condizioni possono richiedere risorse aggiuntive: sintomi psicologici prima della gravidanza, un attaccamento emotivo significativo alla gravidanza, un sostegno sociale limitato o che si sentono stigmatizzate dal proprio sistema di supporto. Molte donne desiderano avere figli, ma vogliono metterli al mondo quando sono pronte e in grado di prendersene cura al meglio. Ogni anno, tuttavia, milioni di donne affrontano gravidanze non pianificate. È indispensabile prendersi del tempo e soppesare accuratamente la propria decisione, ma bisognerà tuttavia fare attenzione a non aspettare troppo a lungo, poiché le complicanze aumentano con l'età gestazionale.

Per quel che riguarda le modalità di accesso alle strutture che eseguono l'interruzione di gravidanza, si precisa che ciascuna Regione possiede un proprio protocollo, così come può prevedere l'esecuzione di accertamenti diversi da quelli proposti in altre Regioni. Allo stesso tempo, all'interno di una stessa Regione, ogni struttura sanitaria che offre questo tipo di intervento può possedere un protocollo proprio, diverso da quello delle altre strutture del territorio. Durante il colloquio preventivo con il medico per richiederla saranno fornite tutte le informazioni necessarie e saranno date indicazioni sulla documentazione, sugli accertamenti e sulle analisi che è necessario effettuare prima di sottoporsi all'IVG. Se sono riscontrate condizioni tali da rendere urgente l'intervento, alla donna è rilasciato immediatamente un certificato attestante l'urgenza, con cui può presentarsi subito ad una delle sedi autorizzate a praticare l'interruzione della gravidanza. Se non è rilevata alcuna urgenza, al termine dell'incontro è rilasciata copia di un documento, firmato anche dalla donna, attestante lo stato di gravidanza e la richiesta di interromperla. Anche le donne minorenni (età inferiore ai 18 anni) possono richiedere un aborto, previo consenso dei genitori. Attualmente, l'intervento è effettuato in ospedale o in case di cura convenzionate.

Il completamento di un aborto procedurale può essere confermato osservando direttamente la rimozione del contenuto uterino o tramite l'ecografia utilizzata durante la procedura. Se l'ecografia non viene utilizzata durante la procedura, l'avvenuta interruzione della gravidanza può essere confermata mediante valutazione del tessuto. Per una gravidanza di sede sconosciuta in cui il tessuto non è chiaramente identificato, misurare i livelli sierici quantitativi di gonadotropina corionica umana beta (beta-hCG) prima e dopo la procedura; una diminuzione > 50% dopo 1 settimana conferma la risoluzione.

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