Progetto di Continuità Educativa: Costruire Ponti tra Nido e Scuola dell’Infanzia

La transizione tra il nido d’infanzia e la scuola dell’infanzia rappresenta uno dei momenti più delicati e significativi nel percorso di crescita di ogni bambino. Si tratta di un passaggio che non coinvolge solo l’alunno, ma l’intera comunità educante: famiglie, educatrici e insegnanti. Pensare in termini di continuità significa, innanzitutto, condividere una stessa idea di bambino, riconoscendolo come protagonista attivo di un percorso di apprendimento che non conosce interruzioni, ma che si articola in tappe evolutive coerenti.

rappresentazione concettuale di un ponte che unisce due edifici scolastici stilizzati

Le fondamenta pedagogiche della continuità 0-6

Il Progetto di Continuità Verticale si pone l'obiettivo di promuovere un vero e proprio "ponte" di esperienze tra l’asilo nido e la scuola dell’infanzia, aprendo una finestra sulla nuova realtà in cui i bambini saranno immersi, cercando di diminuire la tensione che inevitabilmente viene determinata da questo passaggio. L’asilo nido e la scuola dell’infanzia vengono intesi come tramite tra ciò che lo precede e ciò che lo segue, in un’ottica di scuola intesa come contenitore unico di esperienze, di crescita e di apprendimento per la persona che ne usufruisce.

La sinergia tra le istituzioni nasce da una profonda riflessione pedagogica. Nel caso del nido d’infanzia “Il Poggio dei Bimbi” di Poggio Torriana, la collaborazione con la scuola dell’infanzia statale “Peter Pan” è stata consolidata negli anni attraverso un percorso formativo biennale intitolato “Una scuola tira l’altra”. Sotto la guida del formatore Sandro Bastia, il corpo docente ha lavorato per definire azioni educative concrete, propedeutiche al passaggio, e per costruire un lessico comune condiviso. Questo linguaggio condiviso è fondamentale per produrre la cosiddetta “Carta di Passaggio”, un documento che funge da presentazione dettagliata di ogni bambino, facilitando il compito delle nuove insegnanti nell'accoglienza.

L’albo illustrato come mediatore narrativo

L’elemento narrativo crea sempre una base di sicurezza, consentendo all’adulto e al bambino di ritrovarsi nei vari passaggi della vita. Un esempio eccellente di questa metodologia è l’utilizzo del libro “Petra” di Marianna Coppo. Il testo racconta la storia di un sasso apparentemente semplice, ma dotato di una grande forza immaginativa che gli permette di giocare a trasformarsi e a cambiare continuamente la propria identità.

immagine ispirata al libro Petra, un sasso su uno sfondo colorato

Questo libro diventa il cuore del progetto di continuità:

  • Fase di esplorazione: Le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia si recano al nido per la lettura del libro, utilizzando il Kamishibai, la drammatizzazione o altre modalità espressive.
  • Fase laboratoriale: I bambini del nido ricambiano la visita, partecipando a un laboratorio creativo. Insieme, realizzano un grande cartellone raffigurante un prato e un sasso, oltre alla creazione di sassi utilizzando carta crespa.
  • Fase conclusiva: Un momento di apertura verso le famiglie. I bambini cantano una canzone, segue la lettura del libro accompagnata dalla proiezione delle fotografie che documentano le fasi precedenti del progetto. Successivamente, bambini e genitori dipingono i sassi portati da casa. Le insegnanti consegnano ai genitori un “dono” simbolico, collegato alla lettura, che verrà portato a settembre agli insegnanti della scuola dell’infanzia.

La Carta di Passaggio: uno strumento di continuità

La “carta di passaggio” è stata approvata dalle docenti della scuola dell’infanzia in sede di consiglio di circolo e inserita nel POF, diventando un pilastro metodologico. Questo documento non è una semplice scheda, ma un racconto del bambino che comprende:

  • Dati anagrafici essenziali;
  • La composizione della famiglia;
  • Interessi e competenze motorie, psichiche e linguistiche;
  • L’aspetto affettivo-relazionale con i pari e con gli adulti;
  • Il rapporto con il cibo a livello nutrizionale ed emozionale;
  • Il punto di vista dei genitori e i “di-segni” del bambino.

Questo strumento permette alle insegnanti della scuola dell’infanzia di avere una conoscenza approfondita dell’esperienza che i bambini hanno vissuto al nido, al fine di realizzare una migliore organizzazione e composizione delle future sezioni.

Come funziona l’iscrizione al nido - Video

L’importanza della familiarizzazione spaziale e relazionale

Ogni anno, tra febbraio e giugno, il processo di continuità si articola in fasi precise. Nei mesi di aprile e maggio avviene l’incontro tra educatrici del nido e insegnanti della scuola dell’infanzia. Nel mese di giugno, viene programmata la condivisione di un’intera mattinata, pranzo incluso, presso la scuola dell’infanzia.

Questa esperienza sperimentale ha dato esiti positivi: i bambini piccoli si sono sentiti accolti, mentre i bambini grandi si sono sentiti capaci e competenti. La collaborazione delle famiglie è cruciale: esse accompagnano i figli direttamente presso la scuola, vivendo in prima persona il cambiamento di ambiente. Inoltre, nelle settimane che precedono la visita, vengono attivati presso il nido speciali laboratori grafico-pittorici. I materiali preparati (disegni, fotografie, cartelloni) vengono consegnati dai bambini alle future insegnanti come “dono”. Questi serviranno ad allestire la nuova sezione, affinché a settembre i bambini possano ritrovare “le loro tracce” all’interno del nuovo ambiente.

La dimensione dell’alleanza educativa

Un aspetto di fondamentale importanza è l’incontro rivolto alle famiglie dei bambini che frequentano l’ultimo anno educativo. Durante questo incontro, partecipano sia le insegnanti della scuola dell’infanzia che le educatrici del nido. Le insegnanti presentano la scuola, le sue routine e le finalità, mettendo in luce gli elementi di continuità e quelli di discontinuità che caratterizzano il passaggio.

Questo spazio di dialogo è prezioso per i genitori, che possono rivolgere domande e ottenere chiarimenti, trasformando eventuali “timori” in una nuova alleanza educativa tra famiglie e istituzione. Un'altra iniziativa emozionale è la “Festa degli ex”: nel mese di febbraio dell’anno successivo, i bambini che hanno già intrapreso il percorso alla scuola dell’infanzia sono invitati, insieme alle proprie famiglie, a una merenda presso il nido. Si tratta di un momento capace di far “rivivere” ai bambini un’esperienza di vita importante, consolidando il legame affettivo tra le due realtà educative.

Strumenti narrativi aggiuntivi: l’esempio di Poggiolino

Accanto all’uso di albi illustrati come “Petra”, il nido ha sviluppato strumenti di mediazione specifici. Un esempio è “Poggiolino alla scuola dell’infanzia”, un piccolo libro ideato e scritto dalle educatrici. Il protagonista, un personaggio mediatore del nido, affronta nel racconto/filastrocca l’avventura della nuova scuola. A dicembre, attraverso un laboratorio serale, il libro viene realizzato dai genitori, diventando il dono che ciascun bambino riceve durante la festa di Natale. Questa costruzione del libro rappresenta, temporalmente, l’avvio del progetto stesso, sottolineando come la narrazione sia una base sicura su cui poggiare l’intero percorso di crescita del bambino.

illustrazione di un personaggio fiabesco che esplora un cancello scolastico

Obiettivi e benefici sistemici

Il progetto di continuità non è solo un atto burocratico o organizzativo, ma un elemento qualificante e identitario del nido e delle scuole coinvolte. Facilitare il passaggio, per i bambini, significa costruire situazioni e azioni educative capaci di fornire loro strumenti che li aiutino a familiarizzare con la nuova realtà. Per i genitori, significa rassicurarli sugli elementi di continuità e discontinuità che prevede la nuova esperienza. Per le educatrici, il progetto significa trovare conferma nell’alleanza educativa con le famiglie e con le insegnanti della scuola dell’infanzia.

L’approccio 0-6 permette di pensare a una programmazione delle future sezioni che tenga conto delle esigenze, delle caratteristiche e delle peculiarità dei bambini, facilitando l’organizzazione stessa della scuola. La continuità diventa così uno stile educativo, dove l’attenzione alla transizione permette di mantenere intatta la curiosità e la fiducia dei bambini verso il mondo della scuola.

L’impatto delle dinamiche di gruppo nell’eterogeneità

Considerando il nido “Il Poggio dei Bimbi”, che accoglie 23 bambini di età eterogenea dai 12 ai 36 mesi, emerge come il lavoro sulla continuità si integri perfettamente con la gestione del quotidiano. La presenza di un’unica sezione permette una dinamica relazionale dove i più grandi assumono ruoli di responsabilità e i più piccoli vengono guidati in un ambiente protetto.

Quando questi bambini si interfacciano con la scuola dell’infanzia, portano con sé l’esperienza di una socialità basata sull’eterogeneità, che si rivela un fattore di forza anche durante i momenti di incontro con i coetanei dell'infanzia. Le attività di laboratorio, come quella ispirata alla scatola misteriosa nel bosco - dove gli animali, dopo tanti tentativi falliti, riescono finalmente a scoprire chi vive nella scatola grazie all'aiuto reciproco durante un temporale - riflettono la filosofia del progetto: superare le paure dell'ignoto attraverso il confronto, la collaborazione e la scoperta condivisa, elementi cardine che accompagnano il bambino nel delicato salto verso la scuola dell’infanzia.

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