L'arrivo di un bambino è un evento a cui ci si deve preparare, ma quando i bimbi sono due, o addirittura tre, la preparazione assume un ruolo ancora più cruciale. Prendersene cura richiederà molto tempo, quindi meglio non improvvisare, specialmente in momenti delicati come quello dello svezzamento. Oggi le gravidanze gemellari sono più frequenti e rappresentano l'1,5% del totale, un dato in crescita dovuto anche all'aumento delle coppie che tentano un'inseminazione artificiale e all'avanzamento dell'età della maternità. Perciò, di sicuro fra i vostri conoscenti ci saranno dei genitori di gemelli, e il confronto con chi ha già affrontato questa esperienza può rivelarsi un tesoro inestimabile. Lo svezzamento dei gemelli può sembrare una sfida imponente, ma con la giusta organizzazione e le informazioni corrette, è possibile affrontare questo momento con serenità e persino gioia.
Il Momento Giusto per Iniziare: Segnali e Raccomandazioni Fondamentali
Lo svezzamento dei neonati, con l'introduzione graduale di cibi diversi dal latte, inizia generalmente tra i cinque e i sei mesi di vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita, suggerendo che l'integrazione con alimenti solidi divenga necessaria a partire dai 6-8 mesi, perché il latte incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali. Pertanto, non è opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del sesto mese, se non in alcune situazioni particolari e su indicazione del pediatra.
È importante non fissare fin dall'inizio schemi troppo rigidi, per numero, quantità e orario dei pasti. I tempi dello svezzamento non sono uguali per tutti i neonati: i primi a dare segnali che suggeriscono quando iniziare e come muoversi in termini di quantità e consistenze sono proprio loro. Alle fondamentali indicazioni di pediatri ed esperti in nutrizione infantile, infatti, va associata la costante osservazione dei bimbi da parte della madre o dei genitori. L'esperienza insegna che i bambini, in condizione normale, se hanno fame mangiano.
Un esempio chiaro di ciò si è manifestato con Giulia e Davide, il cui svezzamento è iniziato ai loro cinque mesi e mezzo. Giulia era forse ancora poco attratta dal cibo degli adulti, ma Davide era palesemente affamato e non trovava più nel latte il nutrimento sufficiente. I segnali di Davide, con risvegli frequenti di notte per fame e con cenni di interesse verso il cibo dei grandi, facendo quasi dei grugniti dal seggiolone vicino al tavolo durante le rapide cene di mamma e papà, hanno convinto i genitori della necessità di iniziare il nuovo percorso. Questo dimostra come ascoltare i segnali dei vostri gemelli e adattare lo svezzamento alle loro esigenze individuali sia cruciale.
Quando il pediatra di Erika l'ha chiamata in studio per parlarle dello svezzamento dei suoi tre bambini, le ha dato un foglio scritto a macchina fotocopiato mille volte e ha cominciato a leggere: “a 6 mesi questo”… “poi aggiungi questo”… “poi…”. Inizialmente le è venuto male, ma poi il pediatra ha cominciato a mettere punti di domanda qua e là, spiegandole di metterli a tavola con loro e di seguire l'istinto e i gusti del bambino, dicendole di prestare attenzione all'apporto di proteine e di zucchero. Questo approccio più flessibile ha reso Erika felicissima, indicando l'importanza di un equilibrio tra le linee guida e l'individualità di ogni bambino.

Organizzazione in Cucina e a Tavola: Preparare il Terreno per Due (o più!)
Per i genitori di gemelli, l'organizzazione è la chiave. L'arrivo di più bambini richiede molto tempo e attenzione, quindi è fondamentale non improvvisare. Per semplificarsi il compito, è utile investire in accessori molto pratici, alcuni dei quali dovranno essere acquistati doppi, come il seggiolone, o in versione duo, come il passeggino. Anche un'asciugatrice, una vaschetta da bagno e un fasciatoio possono fare una grande differenza nella gestione quotidiana. Non esitate a farvi aiutare: baby-sitter e collaboratrice domestica, se possibile, possono offrire un supporto prezioso, così come i nonni.
Adattare la cucina all’arrivo dei piccoli è fondamentale, ancora prima di scegliere il colore pastello della camera da letto. Lo è per l’arrivo di ogni bambino, ma per i gemelli assume un ruolo ancora più cruciale. La cucina, anche piccola, non deve essere demolita e ricostruita; necessita semplicemente di un’organizzazione tesa a creare un piccolo spazio studiato apposta per loro. Non chiamate quindi imprese di demolizioni per ribaltare l’assetto della casa. Piccoli accorgimenti, qualche utensile e oggetto utile alla causa, renderanno la cucina il luogo cardine per iniziare questo percorso culinario di neo genitori.
Alessandro Vannicelli, papà di due gemelle, ha raccontato di essersi attrezzato subito con un seggiolone eccezionale che permettesse l’adattamento lungo le varie fasi della crescita, da sdraietta a seggiolone, fino ad arrivare a sedia da pranzo vera e propria. In commercio esistono prodotti di design che uniscono qualità e prezzi vantaggiosi. Saper districarsi in questa selva, scegliendo un prodotto che ben si sposi e si contestualizzi con lo spazio che si sceglierà di adibire a zona pappe, è importante non solo per i colori, ma per la comodità di entrambi i bambini e dei genitori. La vostra comodità durante il momento pappa è fondamentale per la serenità che andrete a trasmettere ai piccoli.
Ritagliate uno spazio dedicato all’alimentazione dei piccoli di casa. Bottiglie, cibarie, piattini, sterilizzatori, biberon, cucchiaini e tutto il necessario per la loro alimentazione è bene che non vadano a finire in mezzo alle stoviglie e agli alimenti usati nel quotidiano dai genitori, ma che abbiano un angolo riservato, da poter utilizzare con ordine e praticità.

Strategie di Somministrazione: Affrontare il Pasto Gemellare (o Trigeminare)
La somministrazione delle prime pappe ai gemelli, o trigemini, può presentare delle sfide uniche. Molti genitori si chiedono come fare per nutrirli entrambi, se sia meglio prima una e poi l'altra, insieme, o con quali trucchi organizzarsi al meglio. L'esperienza di Erika con i suoi tre bambini, Filippo, Ilaria e Tommaso, nati prematuramente, offre uno spaccato delle difficoltà iniziali. I primi tempi con 21/22 biberon al giorno e rispettivi cambi pannolini è stata dura, assieme al caldo infernale di luglio-agosto, ma l'adrenalina e la gioia che tutto fosse andato per il meglio senza problemi li faceva andare avanti.
Quando si tratta di svezzamento, le strategie possono variare. Inizialmente, come suggerito da alcuni, dedicarsi a una alla volta, almeno per quanto possibile, può essere un buon punto di partenza. C'è chi partiva con quella che si svegliava prima, per poterle dare la pappa con calma. Se già dall'inizio sono sveglie assieme, allora bisogna armarsi di pazienza e fare un cucchiaio a testa. All'inizio è consigliabile dividere le porzioni, così si controlla quanto hanno mangiato, poi, quando saranno più grandicelle, si può optare per un piattone unico con doppia dose e un cucchiaio a testa.
Una mamma di due gemelle di 11 mesi ha raccontato che, dopo un inizio tragico, si è organizzata dando la pappa prima ad una e poi all'altra. Fino a un po' di tempo fa, quando erano più tranquille, le teneva entrambe sul seggiolone e cominciava con quella più affamata e che finiva la sua pappa sempre e in tempi da record. Poi, con santa pazienza, cominciava con la seconda, impiegando quasi un'ora. Ma ha anche rassicurato che ora mangiano entrambe in massimo 5 minuti, e la gemella che non sta mangiando viene messa a giocare per distrarsi.
Un'altra mamma di gemelle piazzava entrambe nel seggiolone davanti alla TV, ammettendo che non è l'ideale ma che la TV è stata la sua babysitter, e ha sempre dato la pappa in contemporanea. Anche se all'inizio è tragico, ci si abitua, e dopo un mesetto i bambini gradiscono sempre di più la pappa.
Alcuni genitori, con l'avanzare dello svezzamento, imparano a gestire i due bambini contemporaneamente. C'è chi ha imparato alla grande ad usare anche la mano sinistra, posizionando i seggioloni di fronte a sé e usando la mano destra e la mano sinistra per imboccare le pesti. Per evitare strilli, alcuni annunciano prima per chi è il cucchiaino ("questo per il fratellino", "questo per la sorellina") e cercano di mantenere un buon ritmo. Questo metodo del cucchiaino alternato richiede coordinazione e attenzione, ma può dimezzare i tempi complessivi del pasto.
Il "metodo biberon" per le pappe è un argomento di dibattito. Una mamma ha raccontato che il pediatra le ha consigliato di dare la pappa ai pargoli con il biberon, procurandosi due biberon di quelli appositi per le pappe, con il foro più grande. Dava loro qualche cucchiaiata, giusto per far capire che non si tratta di latte, poi passava al biberon. Alla fine li lasciava sbizzarrire con il cucchiaio con la frutta, e le rimaneva pure il tempo di preparare pranzo e cena al maritino. Tuttavia, altri pediatri sconsigliano questa pratica, preferendo che il latte sia dato con il biberon e la pappa con il cucchiaino, per non confondere i bambini e per favorire lo sviluppo delle abilità motorie orali legate all'uso del cucchiaio.

Come gestire i gemelli (Diario di una mamma 2 #63)
Cosa Offrire e Come: Il Menù dei Piccoli Palati e la Transizione
Le linee guida per lo svezzamento dei gemelli sono simili a quelle per i neonati singoli. La preparazione degli alimenti può essere semplificata cucinando in anticipo e congelando le porzioni per risparmiare tempo. Per quanto riguarda le merende, si può optare per frutta omogeneizzata o fresca. Entrambe le opzioni hanno i loro vantaggi: gli omogeneizzati sono pratici e veloci, ideali per i genitori impegnati, mentre gli alimenti freschi permettono di variare maggiormente i sapori e le consistenze, stimolando il palato dei bambini.
La base per la classica "pappa" è il brodo vegetale. Si mette nella pentola a bollire un litro di acqua e verdure di stagione. Il passato delle verdure utilizzate per preparare il brodo potrà essere aggiunto dopo qualche giorno, oppure fin da subito. A questa base si aggiunge una quota di carboidrati, come crema di riso o farina di mais e tapioca, da 1 a 3 cucchiai in totale, che non necessitano di cottura. Successivamente, si introduce una quota di proteine, utilizzando liofilizzati o omogeneizzati di carne o pesce (inizialmente mezza porzione, successivamente la porzione viene adattata alla crescita del bambino) oppure alimenti freschi. Infine, si aggiunge una quota di grassi, come un filo d'olio d'oliva extra vergine.
Per quanto riguarda la progressione, dalle creme si passerà alla pastina e poi alla pasta vera e propria. La pastina di semola e altri cereali possono essere introdotti fin dall’inizio dello svezzamento. In commercio esistono diverse tipologie di pastina specifica per neonati, con formati adatti alle loro piccole mani. Dagli omogeneizzati si potrà passare gradualmente alla carne (ad esempio polpette da proporre a piccoli pezzi) o al pesce (cotto al vapore o al forno), facendo però attenzione alle spine del pesce, che possono essere molto pericolose.
La dieta familiare dovrà essere corretta sotto tutti i punti di vista, qualitativo e quantitativo, ed è sempre consigliabile controllarla con il pediatra. È bene anche verificare che vi sia un apporto adeguato di calcio, zinco e di proteine di alta qualità, fondamentali in questa fase di crescita.
L'esperienza di Erika con i suoi trigemini ha visto un approccio progressivo e naturale. Inizialmente hanno iniziato a proporre frutta e verdura fresca e a dare minestroni che preparavano per loro stessi, per poi passare a legumi, pasta e riso con le verdure e poi al pesce e alla carne a pezzettini. Questo metodo si allinea con l'autosvezzamento, dove i bambini sono esposti a una varietà di alimenti sin da subito.
Un aspetto importante è la gestione del latte. C'è chi sostiene che con lo svezzamento il latte non serva più, come accade a tutti i cuccioli animali, tranne all'umano, per false convinzioni. Al suo posto, si possono utilizzare alternative come il cucchiaino di parmigiano nella pappa, lo yogurt, o le creme di formaggio appositamente formulate per i primi mesi. Nel primo mese di svezzamento, magari nel latte è meglio mettere un cucchiaio di crema di riso che diventa più corposo e più "saziante", poi si potrà mettere il biscotto granulato o la fetta biscottata sbriciolata. L'importante è garantire che l'apporto nutrizionale sia completo e adeguato alla crescita.

La Gestione dei Rifiuti e delle Difficoltà: Pazienza e Creatività al Servizio dei Genitori
Lo svezzamento è un processo che richiede tempo e pazienza. Non scoraggiarti se i tuoi gemelli rifiutano alcuni alimenti, perché è del tutto normale. I genitori di gemelli, come Alessandro Vannicelli, ammettono di essere stati molto spaventati all’inizio, dall’essere impreparati e dall’arrivare senza aver “studiato”. Si parte da zero, come genitori “imperfetti”, ci si informa, leggendo e ascoltando chiunque, ma dentro casa con i propri figli si è solo in due. Per questo il miglior consiglio è di agire con buon senso, imparando a fidarsi di sé stessi e smettere di cercare di essere “perfetti e da manuale”, facendo esperimenti e qualche sbaglio, con la componente fondamentale del divertimento.
Quando i rifiuti netti sul cibo iniziano, è importante non insistere. All’inizio, i bambini potrebbero rispondere magicamente a tutti gli stimoli; il passato di verdure, per esempio, sembra essere il “cibo degli dei”. Ma è ovviamente un momento transitorio, dato dalla non conoscenza di altri gusti e dalla necessità di nutrirsi. Quando poi il palato si fa più sofisticato, iniziano anche i rifiuti categorici e le bocche serrate. Il consiglio è quello di assecondare i gusti, non imporre e non scoraggiarsi mai davanti a un rifiuto.
Si possono imparare dei trucchi, ad esempio nascondere le verdure negli ingredienti come patate o ricotta. Trasformare gli ingredienti “difficili” in polpette, che possono essere presi in mano e maneggiati per essere studiati, è un modo per fare in modo che il gioco sia alla base anche dell’alimentazione. Per i più grandi, raccontare le ricette, facendole diventare misteriose, come trasformare le polpette di spinaci in “Polpette di drago”, può affascinare e coinvolgere i più piccoli grazie alla mitologia e alla narrazione.
Un errore comune è quello di cedere al biberon di latte appena il bambino piange o rifiuta la pappa. Alcuni consigliano di non cadere in questa tentazione, altrimenti i bambini capiscono che c'è l'alternativa e non si svezzano più, suggerendo di lasciare passare almeno un'oretta, anche se può sembrare crudele. Non insistere se vedi che ora non la gradiscono tanto; aspetta o prova a mettere un po' di latte nella pappa, oppure a sostituire un pasto di latte con la pappa lattea. Se i bambini non aprono più la bocca, si innervosiscono e sputacchiano, è il momento di fermarsi. Non hanno mangiato molto, ma se riescono ad addormentarsi dopo, vuol dire che sono a posto. Il latte o la merenda glielo si può dare quando si svegliano, fosse anche solo dopo un'ora, tanto della pappa si sono già dimenticati. Un po' alla volta mangeranno tutta la pappa e si addormenteranno belle satolle per 3/4 ore.
Un altro aspetto da considerare è il "disastro" che può crearsi a terra durante i pasti, con il cibo ovunque e la necessità di fare il "trattamento total hair body". Tuttavia, questo fa parte del "pacchetto mamma" e può essere trasformato in un momento di gioco. Andare in bagno a fare il “lava lava struscia struscia” può diventare un modo divertente per imparare a lavarsi mani e faccia. Abbracciare il caos e la gratificazione nel vederli crescere e approcciarsi al nuovo regala forza ogni giorno, e ben vengano anche le impronte di manine ovunque, magliette di mamme comprese: è il marchio tangibile che distingue i genitori e li rende capaci di comprendersi e di unirsi.

Autosvezzamento (BLW) per Gemelli: Una Possibile Via verso l'Autonomia
L'autosvezzamento, o Baby-Led Weaning (BLW), è un approccio che sta guadagnando popolarità e può essere applicato anche con successo ai gemelli. Molti genitori mi hanno guardato storto o mi hanno dato della pazza, anche se penso che comunque lo avrebbero fatto anche con solo uno! Questo è quanto ha raccontato Erika riguardo alla sua scelta di autosvezzare i suoi tre bambini. Lei si è ispirata a "Io mi svezzo da solo" di Piermarini e ha seguito il consiglio del suo pediatra di seguire l'istinto e i gusti del bambino, prestando attenzione all'apporto di proteine e zucchero.
L'autosvezzamento per i gemelli è fattibile. La chiave è non avere paura che soffochino e dare fiducia ai vostri bimbi che comunque hanno i loro tempi, e quindi diversi. È fondamentale non scoraggiarsi e istruire chi vi sta vicino e vi aiuta, specialmente se non sono familiari con questo metodo.
L'esperienza di Erika è un esempio lampante: inizialmente ha iniziato a proporre frutta e verdura fresca e a dare minestroni che preparava per la famiglia, per poi passare a legumi, pasta e riso con le verdure e poi al pesce e alla carne a pezzettini. Da subito i suoi bambini hanno imparato a gestire bene i pezzi; figurati che a Ilaria il primo dentino è uscito a 14 mesi e lei era quella più brava. Per mangiare sono sempre stati a tavola con i genitori, con i seggioloni che si trasformano in sedie e il set pappa di plastica, cucchiaino e forchettina in mano, anche se poi in genere, dalla troppa fame, si passava alle mani! Questa libertà e fiducia nel bambino sono alla base dell'autosvezzamento. Filippo, Ilaria e Tommaso, dai 15 mesi, mangiavano da soli quasi tutto con le posatine, imparando a bere da soli con il bicchiere, dimostrando un'autonomia precoce.
I mantra per un autosvezzamento efficace, validi anche per i gemelli, includono:
- Semplicità: Ricette con prodotti facilmente reperibili e di semplice esecuzione, con tempi di preparazione brevi che si adattano ai ritmi dei genitori.
- Sano: Verdure, poco sale e poco zucchero per salvaguardare la loro salute futura e abituarli fin dai primi mesi a sapori naturali.
- Bontà: Ricette a base di frutta e verdura mature e di stagione, che garantiscono il massimo sapore e nutrienti.
- Trasportabilità: La possibilità di preparare "schiscette" fantastiche per i bambini permette ai genitori di concedersi delle pause, cenare fuori o fare un aperitivo, con la tranquillità di avere un pasto adatto per i piccoli.
- Dare il buon esempio: Se i genitori sono i primi a non mangiare certi alimenti, perché dovrebbero farlo i bambini? Mangiare in modo sano e vario insieme ai figli è un potente incentivo.

Il Legame Gemellare e l'Individualità nello Svezzamento: Due Personalità Distinte
Poco importa che i gemelli siano monozigoti o eterozigoti: i vostri figli hanno un legame che non è assolutamente comparabile a quello che normalmente esiste fra fratelli e sorelle "classici". Nella vostra pancia si sfioravano. È dunque normale che alla nascita siano molto vicini. I vostri due piccoli vivranno insieme le stesse fasi dello sviluppo. È naturale dunque che il mimetismo fra loro sia forte! Appena uno prende un gioco, l'altro vuole lo stesso! Sono insieme tutti i giorni, ne provano il bisogno, e questo li fa sentire più sicuri.
Nello svezzamento, questa dinamica si manifesta in modo evidente. Quando le reazioni sono due, inevitabilmente tutto si fa più laborioso, ma non necessariamente più complicato. I gemelli infatti anche in questo si condizionano e si imitano. Se almeno uno dei due dimostra curiosità per il cibo, è probabile che anche l'altro sia più invogliato all’assaggio. Questa interazione può essere un grande vantaggio, facilitando l'accettazione di nuovi alimenti.
Tuttavia, questa relazione non è sempre idilliaca. Man mano che crescono, uno potrebbe prendere il sopravvento sull’altro. Infatti non sono un tutt'uno… Due gemelli sono prima di tutto due personalità ben distinte. Perciò, è di primaria importanza che i genitori non li considerino come un’entità unica, ma come due bambini distinti fra loro. Questo atteggiamento parte innanzitutto dalla scelta dei nomi, evitando quelli che si somigliano troppo.
Nello svezzamento non esiste un percorso standard da seguire alla cieca: i bimbi possono richiedere tempi diversi e possono avere preferenze difformi, e le mamme possono aderire a filosofie e pratiche differenti. Tutto è moltiplicato per due, e spesso con strumenti pensati per uno solo, dagli schemi alimentari che normalmente vengono suggeriti, agli strumenti che il mercato offre, con i cuoci-pappa sempre troppo piccoli perché pensati per il neonato singolo.
È cruciale imparare a conoscere i gusti dei piccoli e a variare leggermente i menù. Si può riservare qualche cucchiaino in più di verdura per il bimbo che mostra di gradirla di più e qualche cucchiaino di cereale in più per l’altro meno propenso. Più in là nel tempo, si può riservare qualche pezzettone per il bimbo a cui piace sentire in bocca il solido ed evitarli per quello che ama invece la soluzione più frullata. Ad esempio, ci sono mamme che si trovano con gemelle che gradiscono cose diverse, non hanno pazienza tra un cucchiaio e l’altro, hanno ritmi diversi nell’ingoiare e per finire una mangia (si fa per dire) solo con il cucchiaio in silicone, l’altra vuole la pappa in un cucchiaione di plastica. In questi casi, prima si prepara per quella più veloce, e quando questa finisce si prepara per l’altra.
Quando crescono, è fondamentale che i genitori passino dei momenti separati con ognuno di loro. Ogni gemello deve avere il suo “giardino segreto” e dei ricordi solo suoi, deve sentire di essere unico. Questo approccio favorisce lo sviluppo dell'individualità e previene che uno dei due gemelli venga sempre visto in relazione all'altro, permettendo a ciascuno di fiorire come persona a sé stante.

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