La Crioconservazione Ovocitaria: Una Guida Completa alla Preservazione della Fertilità Femminile

Negli ultimi anni, il congelamento degli ovuli, noto anche come crioconservazione ovocitaria, è diventato un tema centrale nel dibattito sulla salute riproduttiva femminile, emergendo come un'opzione sempre più popolare per le donne che desiderano preservare la propria fertilità. Non si tratta solo di una procedura medica avanzata, ma di una possibilità concreta che consente alle donne di pianificare il proprio futuro riproduttivo con maggiore consapevolezza, affrontando le complessità di un contesto sociale e biologico in continua evoluzione. Questa tecnica consente di prelevare, congelare e conservare nel tempo gli ovociti di una donna, mantenendone inalterate le caratteristiche biologiche per un uso futuro, offrendo così una maggiore flessibilità nella pianificazione familiare.

Cos'è e Come Funziona il Congelamento degli Ovuli

La congelazione o congelamento degli ovuli è un procedimento che prevede il prelievo e la conservazione tramite congelamento, per l'appunto, delle cellule uovo (ovociti od ovuli, che dir si voglia) della donna. Informalmente nota come "congelamento delle uova", questa tecnica rientra nella più ampia categoria della preservazione della fertilità. Il congelamento degli ovuli è un processo attraverso il quale i gameti femminili vengono raccolti, congelati e conservati per un uso successivo. Tale procedura è particolarmente vantaggiosa per le donne che desiderano posticipare la maternità per motivi personali o professionali, o per coloro che affrontano trattamenti medici che possono compromettere la loro fertilità, come la chemioterapia. Lo scopo primario del congelamento degli ovuli è quello di avere figli in futuro, offrendo la possibilità di rimanere incinta quando lo si desidera, utilizzando ovuli la cui qualità è stata preservata all'età in cui sono stati prelevati.

illustrazione di ovuli congelati in azoto liquido

Perché Congelare gli Ovuli? Le Diverse Motivazioni

Le motivazioni per cui una donna ricorre al congelamento ovuli possono essere diverse e dettate sia da motivi di salute che da motivazioni personali. Le ragioni che portano a considerare il congelamento ovuli sono molteplici e non riguardano esclusivamente la sfera medica, ma anche aspetti sociali e personali.

Motivazioni Mediche:Una delle indicazioni più consolidate è la preservazione della fertilità prima di trattamenti oncologici. Problemi di salute, come ad esempio in caso di tumore e/o chemioterapia, possono seriamente compromettere la capacità riproduttiva di una donna. In questi casi, la crioconservazione offre una salvaguardia preziosa. Allo stesso modo, può essere utile per ovociti prelevati da stimolazione ovarica e non impiegati subito.

Motivazioni Personali e Sociali (Social Freezing):Esiste poi una quota crescente di donne che ricorre al congelamento ovocitario per motivi non medici, spesso legati al rinvio della maternità. Cambiamenti sociali, lavorativi e personali fanno sì che molte donne si trovino a volere un figlio in una fase della vita in cui la fertilità naturale è già in declino. Molte donne oggi scelgono di concentrarsi sulla carriera o su altri aspetti della vita prima di affrontare la genitorialità. La carriera e il lavoro spesso richiedono il massimo impegno nell’età più fertile della donna, che si trova quindi a dover rimandare la maternità. Altre volte, semplicemente non si è ancora trovato il compagno ideale. Per le donne che hanno una valida ragione per conservare gli ovuli a lungo a causa di alcuni impegni, congelare le uova è un'alternativa per posticipare la gravidanza. Il congelamento elettivo, noto anche come social freezing, viene eseguito proprio quando una donna lo sceglie per motivi personali piuttosto che medici. Questa pratica può aiutare a ridurre l'ansia e la pressione che si possono sentire quando si frequenta qualcuno, sapendo di aver preservato un'opzione per il futuro. Donne come Aline, che ha congelato i suoi ovociti dopo la rottura del suo fidanzamento, o Alex, che ha cambiato idea sulla maternità dopo un lutto, testimoniano come questa scelta possa offrire un senso di controllo e speranza in momenti di incertezza personale o professionale.

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Il Declino della Fertilità Femminile e l'Età Ottimale per il Congelamento

Dal punto di vista biologico, l’ovocita è una cellula particolarmente delicata, sensibile al trascorrere del tempo e ai processi di invecchiamento ovarico. La fertilità femminile è strettamente legata all’età: non solo diminuisce il numero di ovociti disponibili, ma peggiora anche la loro qualità genetica. Secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, infatti, la fertilità della donna - definita come la capacità di rimanere incinta - raggiunge il suo apice tra la fine dell’adolescenza e la fine della seconda decade dell'età.

Il momento ottimale per congelare gli ovociti è prima dei 35 anni, perché in questo periodo gli ovuli della donna tendono a essere più sani e le ovaie rispondono meglio alla stimolazione. Indicativamente, l'età ideale per ricorrere al congelamento degli ovuli è compresa fra i 25 e i 35 anni; tuttavia, come già detto, è possibile ricorrere a questa pratica anche oltre questa soglia di età. Tuttavia, congelare ovuli in età avanzata comporta benefici più limitati rispetto a una crioconservazione effettuata prima dei 35 anni. In Spagna, non c’è un limite di età stabilito dalla legge per la vitrificazione degli ovociti. Ciononostante, dopo i 40 anni è sconsigliato vitrificare i propri ovuli.

Nel decidere quando congelare gli ovuli, è importante che le donne pensino a quanti figli vogliono avere e a quando vogliono iniziare a cercare una gravidanza. Se si desidera più di un figlio è meglio congelarli a 30 anni, poiché a età minore la quantità di ovociti necessaria sarà inferiore, dato che la qualità, associata all’età dell’ovaia, è la cosa più importante. La ricerca indica, tuttavia, che le donne che congelano i propri ovuli prima dei 34 anni hanno la più alta probabilità - maggiore del 74% - di dare alla luce un bambino.

Due segnali d’allarme da tenere in considerazione per valutare la necessità di congelare gli ovuli sono avere una bassa riserva ovarica o non avere in programma di diventare madre prima dei 38-40 anni. Si parla di bassa riserva ovarica quando l’ormone antimülleriano (AMH) è inferiore a 1,5 ng/ml e la conta dei follicoli antrali (CFA) è inferiore a 10. La valutazione di queste condizioni deve essere fatta dal ginecologo, ma la decisione finale rimane personale, basata sulle circostanze individuali di ogni donna.

Come Funziona il Processo di Congelamento degli Ovuli: Fasi e Tecniche

Il processo di congelamento degli ovuli si articola in diverse fasi, che richiedono un'attenta preparazione e un monitoraggio costante. Il social freezing è simile nel modo di procedere all’inseminazione artificiale.

1. Consulenza Iniziale e Valutazione della Riserva Ovarica:Il primo passo consiste in una valutazione approfondita con un ginecologo o uno specialista in fertilità. Il percorso di congelamento ovuli inizia sempre con questa valutazione, che include esami ormonali e un’ecografia transvaginale per stimare il numero di follicoli antrali. Per conoscere le proprie possibilità future di avere figli, basta fare un’analisi del sangue per conoscere il valore dell’ormone antimülleriano (AMH) e sottoporsi a un’ecografia transvaginale, che permette di contare quanti follicoli ci sono in ogni ovaia. Questo calcolo è noto come conta dei follicoli antrali (CFA).Il medico preleva un campione di sangue e lo analizza per verificare la presenza di tre ormoni chiave: quello follicolo-stimolante FSH (che innesca la crescita dei follicoli ovarici prima dell’ovulazione); l’estradiolo (che, prodotto principalmente dalle ovaie, riflette la loro funzionalità e la qualità degli ovuli) e l’ormone antimulleriano (correlato al numero di ovuli che la donna ha a disposizione). Il medico esegue inoltre un'ecografia vaginale (ultrasuono) per vedere le ovaie.

2. La Stimolazione Ovarica Controllata:Dopo aver eseguito esami del sangue ed ecografie per valutare la salute delle ovaie, si procederà con una terapia ormonale per stimolare le stesse a produrre più ovuli anziché il singolo mensile. Le pazienti vengono dapprima sottoposte a un trattamento ormonale, di solito sotto forma di iniezioni quotidiane, per un periodo di due settimane. L’obiettivo è stimolare la produzione di ovuli. Il medico prescriverà medicinali per la fertilità e indicherà come fare le punture, simili alle iniezioni di insulina, nello stomaco o nelle cosce sotto la pelle, solitamente con un ago piccolo.Poi, a partire dal secondo giorno del ciclo, la donna deve autosomministrarsi iniezioni giornaliere di ormoni per 10-12 giorni, in modo da far maturare un gruppo di ovuli nelle ovaie. Durante questo periodo, viene sottoposta a un’ecografia pelvica e a esami del sangue ogni due o tre giorni, così da monitorare la risposta dei suoi ormoni e misurare la crescita follicolare (sviluppo degli ovuli) e valutare la risposta ai farmaci. Gli ovuli sono conservati nelle ovaie e vengono rilasciati solo con la giusta stimolazione ormonale.Di solito, dopo otto-quattordici giorni, le viene somministrata un’iniezione (detta “trigger shot”) di gonadotropina corionica umana o di un farmaco chiamato Lupron, utile per aiutare gli ovuli a completare il processo di maturazione. Questa iniezione di trigger viene somministrata circa 36 ore prima del prelievo per amplificare la maturazione dell'ovulo.

schema delle fasi di stimolazione ovarica

3. Il Prelievo degli Ovociti:Circa 36 ore dopo la somministrazione dell'iniezione di trigger, viene eseguita una procedura chirurgica per il prelievo. Il medico preleva gli ovuli maturi praticando una puntura vaginale in anestesia. La procedura viene eseguita in anestesia o con sedazione profonda. Il prelievo ovocitario avviene mediante una procedura mini-invasiva, eseguita in sedazione, sotto guida ecografica, con un ago sottile che, attraverso la vagina, raggiunge le ovaia dove aspira i follicoli contenenti gli ovuli. Questa è un'aspirazione ecografica transvaginale, un processo in cui una sonda ecografica viene inserita nella vagina per rilevare i follicoli, dopodiché un ago viene inserito attraverso la vagina nel follicolo. Uno strumento di aspirazione collegato all'ago aiuta nella rimozione degli ovuli nel follicolo. Un ago per il prelievo di ovociti, lungo 35 cm, passa attraverso la parete vaginale e arriva alle ovaie, dove raccoglie il liquido follicolare e un ovulo da ciascun follicolo.La procedura può richiedere solo 20 minuti e, in genere, dieci o più ovuli vengono aspirati. Nel caso del social freezing, vengono prelevati idealmente almeno 15 ovuli. Per prepararli al congelamento vengono rimosse le morbide cellule del cumulo che li circondano. Dopo la procedura, è solitamente possibile svolgere le normali attività.

4. La Vitrificazione: La Tecnica di Congelamento Rapido:Dopo aver rimosso le uova non fecondate, sono congelati a temperature sotto lo zero. Le uova sono congelati utilizzando azoto liquido. Segue la loro vitrificazione, ovvero il congelamento rapido a meno 196 gradi Celsius, evitando così la formazione di cristalli di ghiaccio che potrebbero danneggiarli.Prima dello sviluppo della vitrificazione degli ovociti, la crioconservazione veniva effettuata con un metodo chiamato congelamento lento, noto anche come congelamento a "velocità controllata". Tuttavia, il problema del congelamento lento era che più lungo era il processo di congelamento degli ovociti, maggiore era la possibilità che si formassero cristalli di ghiaccio nella cellula uovo. I cristalli di ghiaccio che si formano nell'acqua di una cellula possono danneggiare le strutture cellulari rendendo impossibile la sopravvivenza e la fecondazione dell'ovocita. Questo problema chiave viene affrontato nel metodo di vitrificazione del congelamento degli ovociti.La crioconservazione degli ovuli viene effettuata attraverso tecniche avanzate, come la vitrificazione, che consente un rapidissimo congelamento, capace di ridurre il rischio di formazione di cristalli di ghiaccio all’interno delle cellule. La vitrificazione degli ovociti è un metodo di "congelamento rapido" in cui le cellule vengono immerse direttamente nell'azoto liquido, raffreddandole così rapidamente a -196ºC da diventare "vetrificate" o "simili al vetro". Gli ovociti vengono trattati con sostanze crioprotettrici e poi immersi in azoto liquido a -196°, per essere poi conservati, per un tempo indefinito.

infografica sui rischi del congelamento lento rispetto alla vitrificazione

Durata della Conservazione e Possibilità di Utilizzo Futuro

Al momento non si hanno dati certi in merito alla durata degli ovociti congelati in termini di anni. Potenzialmente, le cellule uovo mature prelevate e conservate in azoto liquido potrebbero sopravvivere per un tempo indefinito. È vero che gli ovociti congelati non hanno una “data di scadenza” nel senso tradizionale.

Se in un secondo momento la paziente intende realizzare il suo desiderio di avere figli, si procede allo scongelamento degli ovuli. Quando si decide di usarli, gli ovuli devono essere scongelati e fecondati con degli spermatozoi in una piastra di laboratorio, con una procedura nota come fecondazione in vitro. Di questi, in genere, circa il 90% è adatto alla fecondazione, che avviene in un laboratorio di fecondazione in vitro con gli spermatozoi del partner (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI)). Successivamente devono dividersi e svilupparsi in una blastocisti espansa - un insieme di cellule in rapida divisione - pronta per essere trasferita nell’utero. Da tre a cinque giorni dopo, poi, l’embrione viene trasferito nell’utero gestazionale.

Prima di iniziare il trattamento, la donna dovrà compilare diversi documenti che spiegano le opzioni disponibili nel paese di riferimento riguardo al futuro degli ovociti qualora non vengano utilizzati.

Percentuali di Successo e Fattori Determinanti

È molto importante essere consapevoli del fatto che il congelamento degli ovuli non assicura una gravidanza certa in futuro, ma ne può aumentare la possibilità. La percentuale di successo, infatti, può essere anche molto bassa e può dipendere da numerosi fattori, fra cui l'età cui sono stati prelevati gli ovociti e l'età cui si decide di utilizzare quelli congelati. La percentuale di successo dipende dal numero di ovuli prelevati e dall’età della donna al momento del prelievo.

I problemi possono verificarsi in qualsiasi fase del processo, ed è per questo che gli esperti raccomandano alle donne di congelare molti ovuli ogni volta che si sottopongono al trattamento. In questo modo, ci saranno più ovociti a disposizione. "Ogni fase prevede una riduzione delle possibilità", affermano gli esperti.

Nel caso del social freezing, se la donna decide ad esempio di congelare almeno 15 ovuli prima dei 35 anni, la probabilità di una gravidanza è del 70%. In questo caso, tuttavia, al fine di assicurarsi una ragionevole possibilità di gravidanza, per le donne sopra i 35 anni di età, andrebbero conservati circa 20-25 ovociti congelati. Il numero minimo di ovociti consigliato dipende dall’età in cui viene effettuato il trattamento: a età minore, la quantità di ovociti necessaria sarà inferiore, poiché la qualità, associata all’età dell’ovaia, è la cosa più importante.

Il tasso di gravidanza per trasferimento di embrioni utilizzando ovociti precedentemente congelati oscilla tra il 30 e il 50% per ciclo. È sufficiente eseguire un solo ciclo o potrebbe essere necessario ripetere la procedura? Dipende dal numero di ovociti che è stato possibile vitrificare dal primo ciclo.

Considerazioni Economiche: Costi del Congelamento e della Conservazione

L’impresa del congelamento degli ovuli non è priva di difficoltà, e un aspetto ancora più rilevante della crioconservazione è il suo costo. Il congelamento ovuli è una procedura piuttosto costosa. Il costo del trattamento di preservazione della fertilità o vitrificazione degli ovociti in alcuni centri è di circa 3.000 €. Indicativamente, tenendo conto che può esserci una certa variabilità in funzione del centro cui ci si rivolge, la procedura di congelamento ha un costo che può variare dai 2.000 euro ai 4.000 euro circa. In media, tutto il percorso per il congelamento degli ovuli può aggirarsi tra i 3.000 e i 7.000 euro, ma è importante notare che potrebbero esserci costi annuali per la conservazione degli ovuli.

A questo si dovranno poi aggiungere ulteriori costi per la conservazione degli ovuli congelati all'interno della criobanca. La quota annuale di conservazione si aggira intorno ai 300 €, anche se alcuni centri includono la conservazione nel costo del trattamento. Qualora fosse necessario effettuare un secondo ciclo, alcuni centri offrono la possibilità di applicare sconti.Molte persone devono sostenere questi costi di tasca propria, ma alcuni piani assicurativi hanno iniziato a coprire il congelamento degli ovociti fra i servizi per la fertilità.

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Limiti, Rischi e Aspetti da Chiarire

Come ogni procedura medica, anche il congelamento ovuli presenta alcuni rischi, seppur limitati. Il più noto è la sindrome da iperstimolazione ovarica, una risposta eccessiva alle terapie ormonali, che può manifestarsi con gonfiore, dolore addominale e, in rari casi, complicazioni più serie.

Uno degli aspetti più importanti da chiarire riguarda i limiti del congelamento ovuli. La crioconservazione non è una garanzia di gravidanza futura e non fornisce alcuna garanzia di gravidanza o di nascita di un bambino. "Non garantisce che si avrà un bambino, ma la possibilità di avere un bambino", come sottolineano gli esperti. È anche importante ricordare che il congelamento ovuli non previene tutte le cause di infertilità.

Un altro equivoco comune fra molte donne è che il congelamento degli ovociti abbia un impatto negativo sulla loro fertilità a lungo termine; ma questo non è vero, affermano gli esperti. "Non ci saranno meno ovuli in futuro, perché con questa pratica andiamo solo a salvare quelli che sarebbero morti comunque quel mese". I medici solitamente consigliano di optare per un concepimento naturale piuttosto che per tali procedure se le condizioni lo permettono.

Un aspetto da considerare è il "tasso di non utilizzo": una parte degli ovuli congelati rimane poi effettivamente non utilizzata. Una revisione degli studi pubblicati nel 2022 sulla rivista Reproductive Biology and Endocrinology ha stabilito che solo il 40% delle persone che congelano i propri ovuli per motivi elettivi e meno del 10% di quelle che lo fanno per motivi medici li recuperano per utilizzarli in un secondo momento.

L'Importanza del Supporto Psicologico e della Consulenza Informata

Il congelamento ovuli non è solo una decisione clinica, ma anche una scelta personale ed emotiva. Per questo motivo, nei percorsi più avanzati di medicina della riproduzione, il supporto psicologico e la consulenza informata sono parte integrante del processo. Un ambiente accogliente e professionale, dove le donne e più in generale le coppie possono sentirsi supportate e comprese, è fondamentale per affrontare con serenità il percorso verso la preservazione della propria fertilità.

A volte non sono chiare quante fasi preveda questo processo, e la mancanza di informazioni può generare ansia. Molte donne posticipano la maternità senza sapere quali possibilità avranno in futuro di avere figli, una situazione che, tuttavia, è facile da scoprire tramite le valutazioni iniziali. È cruciale che le donne siano pienamente informate su tutti gli aspetti della procedura, inclusi i suoi limiti e i costi associati, per prendere decisioni consapevoli e basate sulle proprie circostanze individuali.

La Crescita della Popolarità e il Dibattito Culturale

Sebbene la richiesta del trattamento di vitrificazione degli ovociti sia cresciuta molto negli ultimi anni, è un argomento di cui si parla ancora poco e sul quale mancano informazioni complete. Le donne che hanno optato per congelare i propri ovuli raramente condividono la loro esperienza, e quelle che non hanno in programma di diventare madri a breve non chiedono informazioni al riguardo. Questa lacuna informativa contribuisce a un dibattito meno sviluppato di quanto dovrebbe essere, nonostante la crescente diffusione della pratica.

Il tema del congelamento degli ovuli è sempre più parte del dibattito culturale, soprattutto dopo che alcune celebrità hanno documentato le proprie esperienze sui social media, contribuendo a normalizzare la discussione. La pratica del congelamento degli ovociti esiste dagli anni ’80, ma è stata considerata controversa e sperimentale fino al 2012, quando l’American Society of Reproductive Medicine (ASRM) l’ha approvata per le donne che, sul punto di sottoporsi a terapie oncologiche, avrebbero potuto vedere minacciata la loro fertilità. Appena due anni più tardi, dopo la pubblicazione di alcune rassicuranti ricerche sulla sicurezza ed efficacia della procedura, l’ASRM ha dato il via libera alla crioconservazione degli ovociti per tutti. Questa approvazione ha segnato un punto di svolta, rendendo la procedura più accessibile e socialmente accettata.

Molte donne, come Andy, si sentono sotto pressione per avere figli e vedono il congelamento degli ovuli come un modo per alleviare questo peso e preservare la loro autonomia riproduttiva. Questo approccio proattivo alla fertilità è in linea con i cambiamenti demografici e sociali che vedono le donne ritardare sempre più la maternità. In definitiva, "il congelamento degli ovociti offre alle donne la possibilità di posticipare la maternità salvaguardando la propria fertilità".

Centri di Riferimento e Scelta della Clinica

Per chi desidera intraprendere il percorso di congelamento degli ovuli, la scelta del centro è fondamentale. Centri come il Raprui o il SISMER del Gruppo Nefrocenter rappresentano punti di riferimento per l’approccio integrato alla fertilità. La clinica offre un approccio personalizzato e una vasta gamma di servizi dedicati alla fertilità, attrezzata con le più moderne tecnologie per garantire un alto tasso di successo nella crioconservazione degli ovuli. Le pazienti possono contare su un’équipe di esperti, che fornisce supporto medico e psicologico durante tutto il percorso. È essenziale scegliere un centro che non solo abbia competenze tecniche avanzate, ma che offra anche un ambiente che supporti la donna in una decisione tanto importante.

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