Tricase e, in particolare, il rione di Tutino, si rivelano scenari vivaci di un profondo e radicato impegno sociale, una testimonianza eloquente di una collettiva coscienza che si traduce quotidianamente in azioni concrete. Questa realtà territoriale, intrisa di una ricca storia di cooperazione e mutualismo, si proietta con dinamismo nel futuro, attraverso una fitta rete di servizi e iniziative attentamente dedicate al benessere della persona. Una particolare e costante attenzione è rivolta ai minori, alle diverse forme di fragilità individuali e sociali e, più in generale, ai processi di integrazione e inclusione che animano la comunità. L'articolo che segue si propone di esplorare le molteplici sfaccettature di questo ecosistema di solidarietà, dalle strutture di accoglienza più specifiche ai programmi di inclusione lavorativa per i giovani, fino alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio culturale locale, evidenziando come ogni tassello contribuisca a costruire un tessuto sociale resiliente e innovativo.
L'ADELFIA: Il Cuore Pulsante dell'Accoglienza e della Professionalità nel Sociale
L'ADELFIA si configura come un attore fondamentale nel panorama dei servizi sociali nel territorio di Tricase e oltre, distinguendosi per la sua profonda sensibilità e la sua capacità di agire concretamente.
La Missione e la Consapevolezza Sociale di un'Organizzazione Attiva
Un’organizzazione come L’ADELFIA è, in qualche modo, la rappresentazione tangibile della coscienza collettiva delle comunità dove opera. La sua efficacia e il suo impatto sono misurabili soprattutto attraverso il modo in cui essa svolge il proprio servizio, ponendosi al fianco delle fragilità individuali e sociali che attraversano il tessuto comunitario. Questa cooperativa sociale esprime, inoltre, una chiara e ferma consapevolezza. Si tratta della consapevolezza che l’aumento incessante dei nuovi poveri e la crescente diffusione dei fenomeni di marginalità, che sono sempre più difficili e, al contempo, urgenti da contrastare con risposte adeguate, sottointendono una complessiva debolezza nelle risposte che la nostra società è in grado di offrire a queste complesse sfide.
L'Approccio Metodologico all'Accoglienza e alla Cura Individuale
L’ADELFIA, con la sua azione, “accoglie”. Questo principio guida ogni aspetto del suo operato, poiché essa garantisce alla persona una relazione rispettosa, fondata sulla dignità e sull'ascolto. Alla sofferenza della persona, che spesso è il punto di partenza del contatto con l'organizzazione, corrisponde negli operatori delle strutture - e non potrebbe essere altrimenti, data la natura del servizio - una professionalità attenta all’interiorità. Questa attenzione è cruciale, poiché l'interiorità delle persone è talvolta violata da una realtà poco attenta alla deprivazione di risorse individuali, e non riconosce il valore intrinseco di un futuro che rischia di essere asfittico o, in situazioni estreme, addirittura negato.
Dinanzi, in particolare, a un disabile, la qualità dell'intervento non si misura solo in termini di assistenza materiale, ma sta profondamente nella risposta che riceve agli slanci inespressi e alle domande emotive ed esistenziali che emergono. Si tratta di una risposta che adegua accortamente la comunicazione alle specifiche esigenze dell'individuo e ottiene la più ampia condivisione di un percorso, per quanto arduo possa essere il compito che si presenta. È proprio questo, a nostro parere, il grado di civiltà con cui riusciamo a produrre senso e a creare valore all'interno della comunità, specialmente dinanzi ai rischi costanti cui sono esposti i deboli e gli indifesi.
Principi Operativi Fondamentali e la Produzione di Socialità
Nell'ottica della sua azione, L'ADELFIA adotta il criterio della razionalità comunicativa/incrementale. Questo significa che definisce metodi, regole e contenuti precisi nella pianificazione degli interventi, operando attivamente affinché, essendo attori e servizi sinergici tra loro, si abbia la capacità di offrire risposte innovative e flessibili. Tale capacità è essenziale, anche a fronte dell’emergere costante di nuovi e imprevedibili bisogni. Creando un senso diffuso di corresponsabilità all'interno del sistema di intervento, L'ADELFIA investe significativamente sui processi e sulle performance (adottando una Vision process-oriented). Il valore per la persona accolta è infatti riconosciuto e valorizzato nell’intero svolgimento del percorso che la riguarda. In questo percorso, l'organizzazione a rete, che regola l’architettura del progetto personalizzato per ogni individuo, riveste un ruolo determinante e insostituibile.
L'ADELFIA, nel suo complesso, produce socialità. Come cooperativa sociale, è riconoscibile sia per l’attività che svolge quotidianamente sia per come è organizzata internamente e, soprattutto, per come produce socialità e bene comune per l'intera comunità. Riconosce, infatti, e valorizza in maniera proattiva la responsabilità plurale, che coinvolge non solo disabili e famiglie, ma anche enti e servizi, e la comunità nel suo insieme. Sollecita, inoltre, coerenti azioni di sussidiarietà orizzontale e verticale, in cui ognuno è chiamato a svolgere il proprio compito e il proprio dovere. Questo approccio incrementa la dote disponibile di risorse, sia economiche che umane, con il valore aggiunto inestimabile della condivisione.
Interazione con il Territorio e il Sistema Socio-Sanitario
L’ADELFIA si è sempre proposta, anche in questo delicatissimo settore di intervento, di generare utilità concreta per le fasce deboli della popolazione e le loro famiglie, oltre che per tutti gli altri attori dello scenario sociale. L’ADELFIA, attraverso la sua offerta di servizi, riflette altresì sulla propria collocazione strategica rispetto agli altri servizi con i quali è chiamata ad interagire responsabilmente. In questa interazione, essa identifica, come “luogo” professionale e umano ineludibile, il Distretto Socio Sanitario, che coincide con l’Ambito di Zona e perciò stesso con l’insieme dei Comuni associati, e il Dipartimento di Salute Mentale, riconoscendo l'importanza di una collaborazione sinergica per l'efficacia degli interventi.
Le Comunità Educative de L'ADELFIA: Un Rifugio e un Percorso Formativo per i Minori
All'interno della vasta gamma di servizi offerti da L'ADELFIA, le Comunità Educative per Minori rappresentano un pilastro fondamentale, fornendo accoglienza e percorsi di crescita personalizzati in un ambiente strutturato e supportivo.
Natura e Struttura delle Comunità Educative
La Comunità Educativa è per sua natura una struttura residenziale a carattere comunitario di tipo familiare. Essa si caratterizza in modo distintivo per la convivenza di un gruppo di minori con un’équipe di operatori professionali. Questi operatori svolgono la funzione educativa come attività di lavoro, garantendo un supporto costante e qualificato. Le Comunità Educative per Minori de L’ADELFIA sono complessivamente tre, e sono organizzate in maniera specifica per fasce di età e per tipo di problemi che i minori possono presentare, al fine di offrire un supporto mirato ed efficace.
Le Sedi Strategiche di Tricase e Alessano
Due delle comunità de L'ADELFIA, Il Grillo e Villa Ardena, sono ubicate nella città di Tricase. Queste strutture ospitano minori che presentano disordini dello sviluppo e disturbi nell’adattamento e nella relazione, che possono manifestarsi a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Le fasce di età servite da queste comunità sono rispettivamente di 9-14 anni per Il Grillo e 14-18 anni per Villa Ardena, garantendo interventi specifici per le diverse tappe evolutive. La terza comunità, Tirammolla, si trova ad Alessano. Questa accoglie minori di età compresa tra i 13 e i 18 anni che si trovano in condizioni di svantaggio sociale e familiare e che necessitano di un regime di tutela specifico per la loro situazione di fragilità.
Modalità di Ingresso e Sistemi di Finanziamento dei Servizi
L'ingresso dei minori in queste comunità avviene attraverso canali istituzionali ben definiti. Essi vengono accolti su invio dei Servizi Sociali Comunali o del Servizio di Neuropsichiatria infantile delle ASL, a seconda delle specifiche necessità e della situazione del minore. L'accoglienza può avvenire con o senza un provvedimento formale del Tribunale per i Minorenni, a seconda della gravità e della natura della situazione di tutela richiesta. Per quanto riguarda le rette di mantenimento, esse sono a totale carico dei Comuni di provenienza del minore. In alcuni casi specifici, le rette possono essere compartecipate con l’ASL territoriale. Ciò avviene nei casi di riconoscimento, in sede di Unità di Valutazione Multidimensionale (U.V.M.), della necessità di interventi specialistici a causa della presenza di disturbi psicopatologici in atto che richiedono un supporto sanitario aggiuntivo. Per garantire la copertura dei servizi, sono attivate convenzioni con numerosi Comuni su tutto il territorio regionale, ampliando la portata e l'accessibilità degli interventi.
Il Progetto Educativo Individualizzato (PEI) e le Attività Proposte
Al centro del percorso di ogni minore accolto vi è l'elaborazione di un Progetto Educativo Individualizzato (PEI). Questo strumento è fondamentale per guidare l'azione educativa e di supporto. Gli educatori, infatti, intervengono attraverso il PEI esplicitando con chiarezza gli obiettivi specifici da raggiungere per il minore, le aree di intervento prioritario, le metodologie che verranno adottate, le risorse a disposizione, gli strumenti che verranno utilizzati, i tempi previsti per la realizzazione delle attività e le modalità di verifica dei progressi.
Un aspetto cruciale dell'intervento è la salvaguardia e il mantenimento dei rapporti con le famiglie di origine, laddove possibile. Questo legame viene preservato e coltivato, riconoscendone l'importanza per il benessere e lo sviluppo del minore. In ogni struttura, inoltre, sono attivati una varietà di laboratori che mirano allo sviluppo integrale del minore: laboratori di attività pratiche, per promuovere l'autonomia e l'apprendimento di nuove competenze; laboratori di socializzazione, per favorire le relazioni interpersonali e l'integrazione nel gruppo; attività ludico-creative, per stimolare l'espressione personale e il divertimento; e, infine, un servizio di doposcuola specializzato, per supportare il percorso scolastico e l'apprendimento accademico.

Supporto Specialistico per Autismo e Ritardo dello Sviluppo
Oltre alle comunità educative generali, L’ADELFIA si impegna attivamente nel fornire trattamenti educativi e abilitativi specifici. Questi interventi sono rivolti a bambini e adulti con diagnosi di Autismo e Ritardo dello Sviluppo. I trattamenti sono erogati in regime residenziale, semiresidenziale e ambulatoriale, offrendo flessibilità e adattabilità alle diverse esigenze degli utenti. L’intervento è di tipo comportamentale intensivo, adottando metodologie validate scientificamente, e, laddove possibile, precoce, riconoscendo l'importanza di un'azione tempestiva per massimizzare i benefici.
La Cooperazione Sociale a Tricase: Una Storia Centenaria di Impegno e Sviluppo
La storia di Tricase è profondamente intessuta con quella della cooperazione sociale, un percorso che affonda le sue radici in un passato lontano e si evolve continuamente, testimoniando un impegno costante per il benessere della comunità.
Le Radici Storiche del Cooperativismo Tricasino nel Capo di Leuca
Le radici della tradizione cooperativistica sono a Tricase ben radicate nel tessuto vivo del territorio, manifestandosi come una componente essenziale dell'identità locale. È una storia antica, questo percorso della cooperazione a Tricase, un cammino che ha segnato profondamente lo sviluppo socio-economico dell'intera area. Tutto ebbe inizio a dicembre 1902, su iniziativa dell’Onorevole Alfredo Codacci-Pisanelli (1861 - 1929), una figura di spicco e parlamentare del Capo di Leuca. Fu in quel periodo che nacque l’ACAIT, acronimo di Azienda Cooperativa Agricola Industriale di Tricase. Questa iniziativa vide la partecipazione di 96 soci, i quali acquistarono le azioni a un valore di 10 lire ciascuna. La loro unione e il loro investimento generarono un’attività economica e produttiva capace di industrializzare la tabacchicoltura, un settore allora trainante per l'economia locale. L'ACAIT si affermò come una delle maggiori fonti di ricchezza non solo per i coltivatori, ma anche per le operaie tabacchine, introducendo e consolidando lo spirito cooperativistico in tutte le Comunità del Capo di Leuca, un esempio pionieristico di organizzazione collettiva.
Momenti Drammatici e la Nascita della Cooperazione Sociale Moderna
Questa storia ricca di successi e di impegno comunitario ha conosciuto anche momenti drammatici che ne hanno segnato profondamente il percorso. Un episodio particolarmente doloroso si verificò il 15 maggio 1935, quando il proletariato di Tricase scese in piazza in una ferma protesta contro la decisione del Ministero delle Corporazioni di spostare la sede della cooperativa da Tricase a Lecce. Purtroppo, la protesta finì nel sangue, causando la morte di 5 persone, i cui nomi vengono ancora oggi ricordati con solenne memoria su una lapide affissa nella piazza principale della Città, a perenne monito e tributo.
Anni dopo, nel 1979, emerse una figura di straordinario spessore morale e sociale, Don Tonino Bello (1935-1993). Egli, dapprima parroco di Tricase e successivamente Vescovo della Diocesi di Molfetta e presidente di PAX CHRISTI, svolse un ruolo cruciale. Fu lui a costruire le condizioni favorevoli per la nascita e il successivo sviluppo della Cooperazione Sociale a Tricase, promuovendo attivamente la costituzione di alcune tra le prime cooperative sociali della Regione Puglia, ponendo le basi per una nuova era di solidarietà organizzata.
Il Consorzio "La Vallonea": Evoluzione, Impatto Territoriale e il Nuovo Welfare di Comunità
Successivamente a questi primi passi, l'opera di Don Tonino Bello portò alla creazione del Consorzio delle cooperative sociali del Salento “La Vallonea”. Questo consorzio si distinse per essere il primo consorzio di solidarietà iscritto all’Albo Regionale della Puglia, un riconoscimento della sua funzione innovativa e del suo impegno. Oggi, dopo l'importante legge di riforma 381/91, il Consorzio delle cooperative sociali del Salento “La Vallonea”, con le sue 7 cooperative associate e oltre 450 dipendenti, incarna pienamente nello scenario dei nuovi processi del Welfare di Comunità quella tensione originaria allo spirito mutualistico e di promozione dei lavoratori che aveva caratterizzato le prime esperienze cooperative agli albori del Novecento.
La nascita del Consorzio La Vallonea non è stata solo un evento organizzativo, ma rappresenta la moderna funzione sociale delle società cooperative, dimostrandosi capace di generare sviluppo e benessere economico per l'intero territorio. Mantenendo fedelmente l’originario intento di promuovere il territorio attraverso l’occupazione e la professionalizzazione dei lavoratori, il Consorzio “La Vallonea” e le cooperative sociali ad esso associate hanno saputo sviluppare e diversificare le proprie linee di intervento. Si sono concentrate a favore dei soggetti più bisognosi, principalmente anziani, minori e disabili, estendendo la loro azione oltre i confini comunali di Tricase. Essi operano, infatti, in numerose altre comunità della provincia di Lecce, intervenendo anche in regime di sussidiarietà, a testimonianza di una capillare presenza e di un impegno diffuso.
Innovazione e Collaborazione Accademica: Il Laboratorio per l'Innovazione Sociale (LAPIS)
La cooperazione sociale a Tricase, in molteplici occasioni, si è mossa anticipando le linee evolutive dei moderni assetti di Welfare Mix. Questi assetti vedono il privato sociale interagire in modo sempre più organico e strutturato con le istituzioni pubbliche. L'obiettivo comune è rispondere con standard sempre maggiori di efficacia ed efficienza ai bisogni emergenti, siano essi vecchi o nuovi, e spesso del tutto inediti, presenti nelle famiglie, nelle comunità e nei territori.
Muovendosi in uno scenario caratterizzato da ritmi accelerati di cambiamento nei processi sociali, nei quadri normativi e nei fabbisogni di competenze degli operatori, “La Vallonea” ha riconosciuto l'importanza della ricerca e della formazione avanzata. Per questo, ha stretto solidi rapporti di collaborazione con l’Università del Salento, sottoscrivendo una convenzione specifica con il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo. Nell’ambito di questa convenzione, che è attiva oramai da quattro anni, il Consorzio e l’Ateneo hanno dato vita a LAPIS - Laboratorio Per l’Innovazione Sociale. Il LAPIS si configura come un centro di ricerca, studio e progettazione delle politiche sociali e delle pratiche di Welfare, che mette al centro della propria azione i processi di social innovation, contribuendo a delineare nuove strategie e soluzioni per il benessere collettivo.
COOMPETENZE , Dietro le quinte della cooperazione sociale - Documentario Meters per Elpendù
La C.I.S.S. di Tricase: Interventi e Servizi Socio-Sanitari per la Comunità
Accanto alle realtà già menzionate, la Cooperativa Sociale Interventi e Servizi Socio-Sanitari (C.I.S.S.) rappresenta un altro pilastro fondamentale nel sistema di welfare del territorio, distinguendosi per la sua lunga esperienza e la vastità dei suoi ambiti di intervento.
Fondazione, Struttura e Ambiti di Intervento Specifici
La Cooperativa Sociale Interventi e Servizi Socio-Sanitari (C.I.S.S.) è una ONLUS costituitasi nel giugno 1984 a Tricase (LE), stabilendo qui la sua sede legale e amministrativa in via G. Parini, 1. La Società, riconosciuta e qualificata come ETS (Ente del Terzo Settore), è iscritta nella sezione “A” dell’Albo delle Cooperative Sociali, istituito dalla Regione Puglia con DPGR n. 182/96, e figura anche all’Albo Nazionale delle Società Cooperative. Gli ambiti di intervento della Società Cooperativa sono molteplici e diversificati. Tra questi spiccano gli Interventi e Servizi Socio-Sanitari rivolti specificamente a persone con disabilità grave e prive di assistenza familiare, oltre che agli anziani che necessitano di supporto. Questi servizi sono erogati in ambito residenziale mediante la gestione diretta o l’affidamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni di Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), Residenze Socio Sanitarie Assistenziali (RSSA) e Centri Diurni, garantendo un'assistenza completa e continuativa.
Inoltre, la C.I.S.S. offre Servizi di Assistenza Domiciliare (SAD e ADI) destinati sia agli anziani che ai disabili, e si impegna attivamente nella prevenzione del disagio giovanile. Questi servizi sono erogati capillarmente sul territorio della provincia di Lecce, garantendo una copertura estesa e accessibile, anche su richiesta diretta di privati cittadini che necessitano di supporto specifico.
Formazione, Consulenza e Collaborazioni Strategiche sul Territorio
La C.I.S.S., oltre ai servizi diretti, si dedica con professionalità alla Progettazione ed erogazione di servizi di consulenza, fornendo expertise e supporto strategico a enti e privati. Un altro settore di rilievo è la Progettazione ed erogazione di corsi di formazione professionale, contribuendo allo sviluppo delle competenze nel settore socio-assistenziale.
Sin dal 2004, la Cooperativa C.I.S.S. ha consolidato un profondo impegno per il sociale. Questo impegno della Società Cooperativa C.I.S.S. di Tricase si nutre anche della sinergia virtuosa con altri enti e istituzioni operanti sul territorio. La C.I.S.S. mette a disposizione la propria struttura organizzativa, consolidata nel tempo, e offre la propria disponibilità a Università e Istituti di Istruzione per l'attivazione di stage e master formativi nel settore socio-assistenziale, contribuendo alla crescita professionale delle nuove generazioni di operatori.
Ricerca e Innovazione Sociale attraverso la Partnership con l'Università del Salento
La preziosa collaborazione con l’Università del Salento si sostanzia attraverso diversi progetti concreti, che agiscono sul territorio su più livelli, arricchendo il dibattito e l'applicazione delle politiche sociali. La C.I.S.S. è, infatti, partner attivo dell’Università del Salento per l’attuazione del Progetto “OLTRE L’ODIO”. Questo progetto si concentra sui “Laboratori di formazione attiva al contrasto dei discorsi di odio (hate speech) in rete”, affrontando una tematica di grande attualità e rilevanza sociale.
Nel febbraio 2018, in virtù di questa proficua collaborazione, è stato costituito il Laboratorio per l’Innovazione Sociale - “LAPIS”, formalizzato tramite una convenzione con l’Università del Salento. Questo laboratorio è diretto dal Prof. Luigi SPEDICATO, docente di Sociologia presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Ateneo salentino, garantendo una direzione scientifica di alto livello. Il LAPIS mira in modo ambizioso a costruire reti aperte e collaborative con una pluralità di soggetti territoriali. Tra questi rientrano gli Enti Locali, le Istituzioni formative e altre Cooperative Sociali interessate attivamente ai temi proposti dal Laboratorio, promuovendo una visione condivisa e un approccio sistemico all'innovazione sociale. La C.I.S.S. si avvale, inoltre, del supporto e della collaborazione di altri enti e altre cooperative sociali, sia in ambito formativo che nell’erogazione dei servizi socio-sanitari. Grazie a queste sinergie, la cooperativa è presente in diversi Ambiti Territoriali della provincia di Lecce, ampliando la sua capacità di intervento e la sua prossimità alle esigenze delle comunità locali.

Opportunità per i Giovani: N.O.NEET e Servizio Civile Universale nel Capo di Leuca
La comunità del Capo di Leuca, e in particolare l'area di Tricase, è attenta alle esigenze dei giovani, offrendo percorsi concreti per l'inclusione sociale e lavorativa. Due iniziative di spicco in questo ambito sono il progetto N.O.NEET e il Servizio Civile Universale.
Progetto N.O.NEET: Formazione e Inserimento Lavorativo per il Futuro dei Giovani
Una nuova occasione significativa per i giovani del Capo di Leuca che sono alla ricerca di un’opportunità concreta di formazione e di accesso al mondo del lavoro è rappresentata in modo tangibile dal Progetto N.O.NEET. Questo programma si propone come un ponte tra il disagio giovanile e l'inserimento nel mercato del lavoro. Il nuovo bando, specificamente dedicato a questa iniziativa, mette a disposizione un totale di 25 percorsi di inserimento lavorativo. Questi percorsi sono rivolti a giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, i quali devono essere residenti o domiciliati nei Comuni che rientrano nella diocesi di Ugento - Santa Maria di Leuca.
Il progetto N.O.NEET si inserisce coerentemente nel più ampio impegno della Caritas diocesana, che da tempo è attiva sul fronte del disagio sociale e lavorativo giovanile. La gestione di questa iniziativa avviene in sinergia, coinvolgendo l’Associazione Form.Ami APS-ETS, la Cooperativa I.P.A.D. Mediterranean e la Fondazione Mons., creando una rete di supporto multidisciplinare. Il percorso è articolato in diverse fasi per massimizzare l'efficacia dell'intervento. La prima riguarda l’orientamento individuale, una fase cruciale pensata per aiutare ciascun partecipante a definire in modo chiaro il proprio profilo professionale, a mettere a fuoco le proprie competenze esistenti, a identificare i propri bisogni specifici e a chiarire le aspirazioni professionali future.
La seconda fase è quella della formazione di base, per un totale complessivo di 40 ore. Durante questo periodo intensivo, verranno affrontati temi essenziali e pratici per facilitare l’ingresso o il reinserimento nel mercato del lavoro. Tra i temi trattati vi sono la sicurezza sui luoghi di lavoro, la legislazione sociale vigente, le tecniche di ricerca attiva dell’occupazione, che permettono di affrontare il mercato del lavoro con strumenti efficaci, e l’etica professionale, fondamentale per un inserimento consapevole e responsabile.
La terza fase, quella più attesa e concreta per i partecipanti, è il tirocinio extracurriculare, che si prevede si svolgerà tra maggio e novembre 2026. Questo percorso in azienda sarà attivato in stretta coerenza con gli obiettivi professionali specifici del beneficiario, garantendo un'esperienza pertinente e formativa. Sarà, inoltre, accompagnato da un sostegno economico previsto secondo la normativa regionale, fornendo un aiuto concreto ai tirocinanti.
Il bando, pur rivolgendosi a una fascia giovanile ampia, è definito da requisiti precisi per assicurare che raggiunga chi ne ha più bisogno. Un altro requisito fondamentale è quello territoriale, limitando la partecipazione ai residenti o domiciliati nei Comuni della diocesi. La platea individuata dal bando è quella dei giovani che vivono una condizione di stallo occupazionale e che, purtroppo, spesso rischiano di restare ai margini del mercato del lavoro, senza prospettive concrete. Un secondo parametro di selezione è l’anzianità di disoccupazione: più lungo è il periodo di inattività lavorativa di un candidato, maggiore sarà il punteggio assegnato nella valutazione delle domande.
Per informazioni e chiarimenti dettagliati, gli uffici del Centro Caritas Diocesano di Tricase sono aperti e disponibili. Gli orari di apertura sono il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30 e il martedì e giovedì dalle 16 alle 19. Sono inoltre disponibili specifici riferimenti telefonici indicati nel comunicato ufficiale. Per molti giovani del territorio, il progetto N.O.NEET può diventare, dunque, una vera e propria porta d’ingresso verso una nuova e promettente fase personale e professionale, offrendo concrete prospettive di crescita. La scadenza del 24 aprile impone tempi rapidi a chi intende partecipare, sollecitando un'azione tempestiva.

Servizio Civile Universale: Volontariato e Crescita Personale per Contribuire a una Società più Giusta
Un’altra significativa opportunità di impegno e crescita è offerta ai giovani attraverso il Servizio Civile Universale, promosso anche dalla Caritas Diocesana di Ugento - S. Maria di Leuca. Cos’è esattamente il Servizio Civile Universale? Si tratta di un anno di volontariato retribuito, specificamente rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. L'esperienza è da svolgersi presso le sedi accreditate della Caritas Diocesana di Ugento - S. Maria di Leuca, offrendo un contesto di alto valore etico e sociale. È, dunque, un’esperienza profondamente formativa e umana, pensata per contribuire attivamente a una società più giusta e solidale.
La durata dell'impegno nel Servizio Civile Universale è di 12 mesi, con un orario di 25 ore a settimana, consentendo un equilibrio tra l'impegno volontario e altre attività. È previsto un compenso mensile di € 519,47, riconoscendo il valore del servizio prestato. A chi partecipa, inoltre, sono riservati il 15% dei posti nei concorsi pubblici, un incentivo concreto per il futuro professionale. I requisiti per partecipare sono chiari e definiti: è necessaria la cittadinanza italiana, di un paese dell’Unione Europea, o, in alternativa, essere stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. L’età deve essere compresa tra i 18 e i 28 anni (è fondamentale non aver compiuto 29 anni alla data di presentazione della domanda). È inoltre richiesta l'assenza di condanne penali o procedimenti penali in corso, a garanzia dell'integrità del percorso. Per i posti specificamente dedicati a candidati con minori opportunità economiche, è richiesto un ISEE non superiore a € 15.000, promuovendo l'inclusione di fasce più vulnerabili.
Opportunità Specifiche per Adulti e Minori nella Diocesi di Ugento - S. Maria di Leuca
Le opportunità disponibili attraverso il Servizio Civile Universale, coordinate dalla Caritas Diocesana, si articolano in due progetti principali, che offrono complessivamente 25 posti. Il primo, denominato “Generare la speranza - Caritas Ugento”, è un progetto focalizzato sull’attenzione agli Adulti e mette a disposizione 9 posti. Questi posti sono distribuiti in diverse località: a Montesano Salentino, presso la Parrocchia “Maria SS Immacolata” - Consultorio Familiare, con 2 posti; a Tricase, presso la Parrocchia S. Antonio, con 2 posti (di cui 1 riservato ISEE); ancora a Tricase, presso il Centro Caritas - Piazza Cappuccini, 15, con 3 posti (di cui 1 riservato ISEE); e infine a Tricase, presso Maior Charitas - Via Galvani, 44, con 2 posti (di cui 1 riservato ISEE).
Il secondo progetto, dal titolo “Generare processi educativi - Caritas Ugento”, è specificamente dedicato all’attenzione ai Minori e offre 16 posti. Anche in questo caso, le opportunità sono distribuite sul territorio diocesano: a Corsano, presso la Parrocchia Santa Sofia, con 2 posti (di cui 1 riservato ISEE); a Presicce-Acquarica, presso la Parrocchia S. Andrea Ap. - Oratorio, con 2 posti (di cui 1 riservato ISEE); a Taurisano, presso la Parrocchia Trasfigurazione di N.S.G.C. - Oratorio, con 3 posti (di cui 1 riservato ISEE); e, con una rilevanza specifica per il contesto di questo articolo, a Tricase, presso la Parrocchia Madonna delle Grazie - rione Tutino, con 2 posti. Ulteriori opportunità a Tricase sono disponibili presso il Centro Caritas - Piazza Cappuccini, 15, con 3 posti (di cui 1 riservato ISEE); a Specchia, presso la Parrocchia Presentazione V.M. - Oratorio, con 2 posti (di cui 1 riservato ISEE); e infine a Gemini (Ugento), presso la Parrocchia S. Francesco - Oratorio, con 2 posti.
La scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione è fissata per il 14 Aprile 2026, entro le ore 14:00. La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma DOL (Domanda On Line). Per qualsiasi necessità di contatti e assistenza, è possibile rivolgersi al Centro Caritas Ugento - S. Maria di Leuca, che fornisce il supporto necessario ai candidati.
COOMPETENZE , Dietro le quinte della cooperazione sociale - Documentario Meters per Elpendù
Tutino: Identità Culturale e Valorizzazione del Territorio con l'Associazione La Culonna
Il rione di Tutino, parte integrante del comune di Tricase, non è solo un luogo di importanti iniziative sociali, ma anche un baluardo della cultura e delle tradizioni locali, grazie all'impegno di associazioni come "La Culonna".
Obiettivi e Missione dell'Associazione La Culonna-Tutino per il Patrimonio Culturale
L’Associazione La Culonna-Tutino, agendo con il prezioso patrocinio del comune di Tricase, si impegna attivamente nel dare il via ad un impegnativo carnet di appuntamenti e manifestazioni. Tutte queste iniziative sono ispirate da quello che, da sempre, costituisce il suo principale e irrinunciabile obiettivo: la promozione del territorio e la valorizzazione e conservazione del nostro prezioso patrimonio culturale. Questo impegno si traduce in azioni concrete volte a mantenere viva l'identità del rione e a renderla accessibile e apprezzabile da un pubblico ampio.
"Riti e Sapori intorno al Menhir… più di una Sagra": Un Evento Emblema del Territorio
Il primo appuntamento di questo ricco calendario culturale è tradizionalmente quello del 5 Agosto, con l'evento intitolato "Riti e Sapori intorno al Menhir… più di una Sagra". Giunta ormai alla sua sedicesima edizione, questa manifestazione è veramente più di una sagra tradizionale. L'evento, infatti, propone un articolato percorso turistico che include la visita alle nostre due bellissime chiese, l'esplorazione di suggestivi ipogei e una passeggiata all’antico castello, che rappresenta un vero gioiello e vanto del nostro rione di Tutino.
A rendere l'esperienza ancora più ricca, un’interessante e vasta mostra fotografica, curata con dedizione da Costantino De Giuseppe, si stenderà lungo tutta una storica stradina, offrendo scorci e memorie del passato. Contemporaneamente, vari punti di intrattenimento saranno allietati con proposte musicali diverse, capaci di soddisfare gusti eterogenei: dalla tradizionale e coinvolgente pizzica, che risuonerà intorno al Menhir, con l'esibizione dei Kalascima, al raffinato Duo Claxica (composto da pianoforte e fiati), che proporrà un repertorio di musica classica e blues sulla piazzetta della Chiesa. Non mancherà, inoltre, un energico DJ set curato dagli animatori di Mondoradio, che animerà l'area a ridosso del fossato del Castello.
A completare l'offerta, non mancheranno le bancarelle dell’Antiquariato, per gli amanti degli oggetti d'epoca, e del Mercatino a Km 0, per valorizzare i prodotti locali. Saranno presenti anche numerosi artisti di strada, che con le loro performance contribuiranno a creare un'atmosfera vivace e festosa. E, per i più piccoli, l'appuntamento irrinunciabile è con il consueto spettacolo del Mago Lacoste in piazza Castello, che incanterà con le sue magie. Naturalmente, un ruolo centrale e di assoluto protagonista è riservato ai peperoni, l'ortaggio simbolo del rione. Essi saranno proposti nelle tante diverse preparazioni culinarie, dimostrando la loro versatilità in cucina, fino a diventare addirittura uno dei condimenti più apprezzati della pasta, dato che il peperone è, in effetti, l’ortaggio più specifico e caratterizzante del rione di Tutino, espressione della sua identità gastronomica e culturale.
