La Composizione Ideale del Terreno per Cespugli e Fiori da Giardino: Una Guida Completa per Coltivare con Successo

Allestire un giardino è un'arte che combina creatività e conoscenza. Ci siamo decisi ad allestire il nostro giardino, e il segreto per un risultato ottimale risiede nella scelta attenta delle piante e, soprattutto, nella preparazione e comprensione del terreno. Nel centro di giardinaggio e nel vivaio ci si perde facilmente tra composizioni floreali, colori, piante di agrumi e foglie lucide: tutto sembra perfetto ad occhi non attenti. Chi ha un vivaista di fiducia può fare affidamento ad una sua scelta, ma il bello del giardinaggio è scegliere da sé quelle che saranno le protagoniste del proprio giardino. Allora, il segreto è tutto nel scegliere sempre gli ingredienti migliori, piante comprese, condito con l’ingrediente principale: la passione. Questa guida esplorerà in profondità come preparare il terreno, come scegliere le piante più adatte e le migliori tecniche di messa a dimora e manutenzione, garantendo un giardino rigoglioso e sano.

Comprendere il Suolo: La Base di Ogni Giardino Fiorito

Il suolo è l’insieme degli strati più superficiali della Terra: nonostante sia spesso alcuni metri, puoi immaginarlo come la “pelle” del pianeta. In questo articolo metteremo a fuoco la parte solida che, come vedremo, influenza direttamente le quantità di aria e acqua presenti nel terreno. L’aria è molto importante: le radici assorbono nutrimenti solo in presenza di ossigeno. Allo stesso modo l’acqua è fondamentale che rimanga un po’ nel terreno per permettere alle radici di assorbirla e alla pianta di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Il terreno è composto al 50% da una parte solida, per il resto da acqua e aria (ciascuna per il 25%). La parte solida è fatta da un 45% di minerali (argilla, sabbia…) e da un 5% di frazione organica. La parte più importante del terreno si trova nei primi 30 cm dalla superficie. I primi 20-30 centimetri di terreno sono quelli fondamentali. È qui che i lombrichi sono di casa e nel corso del tempo si è accumulato l’humus fertile che accoglie e nutre le radici.

La Struttura e la Tessitura del Terreno: Minerali, Limo, Sabbia e Argilla

La struttura del terreno consiste nel modo in cui le sue particelle sono aggregate, e dipende da un’altra proprietà fisica, che è la tessitura. Quest’ultima deriva dal tipo di particelle che ne compongono la parte minerale: da fini a grosse sono argilla, limo e sabbia. Più un terreno è composto da parte grossa (sabbia), più questo diventa drenante e capace di ospitare aria. A seconda della loro percentuale, a grandi linee distingui i terreni in argillosi, limosi, sabbiosi e di medio impasto (o franchi). La granulometria / tessitura si riferisce a come le particelle di terra più piccole formeranno argilla, quelle un po’ più grandi creeranno limo e quelle ancor più grandi sabbia. Questa struttura determina altre proprietà del terreno, molto importanti per te che coltivi: porosità, permeabilità (alla pioggia e all’acqua di irrigazione), ritenzione idrica (capacità di trattenere l’acqua), aerazione e tenacità, cioè lavorabilità. Il terreno migliore sarà sodo ma non compatto e con un buon odore di bosco e di foglie. Se invece il terriccio si sbriciolasse subito nella mano, significa che è molto friabile e torboso: è povero e si disidrata rapidamente. Quando, infine, la consistenza è densa e collosa, si tratta di terra argillosa, pesante e compatta. Va migliorata incorporando sostanza organica e materiali inerti, come sabbia o biglie di argilla espansa, per favorirne la porosità.

Sezione trasversale del terreno che mostra i vari strati e la composizione

Il Ruolo Cruciale della Sostanza Organica (Humus)

Una fondamentale parte che compone il terreno ideale per un prato è la sostanza organica, l’humus. Nel suolo la sostanza organica è l’insieme dei resti vegetali, animali e di microrganismi a diversi stadi di decomposizione e delle sostanze sintetizzate dagli organismi viventi. Della sostanza organica fa parte anche l’humus, che ne è la frazione stabile, cioè ben decomposta. La sostanza organica è essenziale per le proprietà fisiche, chimiche e biologiche del terreno, cioè per la sua fertilità. È infatti fonte e riserva di nutrienti per le colture e, come abbiamo detto, cibo per gli organismi. Inoltre influisce su disponibilità dei principi nutritivi (nella forma assorbibile dalle piante), struttura del suolo e sua stabilità, ritenzione idrica e lavorabilità. Un terreno ben strutturato e fertile ma povero di microrganismi utili può essere ulteriormente e significativamente migliorato grazie all’introduzione di un microbiota specifico che aiuta, sostiene e protegge il prato e le piante.

L'Importanza del pH: Acidità e Alcalinità del Suolo

Il pH influisce sulla capacità delle piante di assorbire gli elementi nutritivi, pertanto è indispensabile conoscerlo. Il pH è misurato su una scala da 1 a 14. Il valore detto “pH neutro” corrisponde al 7. Il pH sopra il 7 si definisce alcalino, sotto è acido. L’acidità o alcalinità del suolo e la sua composizione determineranno quali piante potranno crescervi e quali no, e saprete quali eventuali cure o correzioni apportare prima e dopo la messa a dimora (o semina) delle piante. È importante sapere che il terreno sabbioso ha un pH basso ed è per lo più acido, mentre il terreno argilloso ha un pH alto (più di 7) ed è quindi più alcalino. Queste informazioni ti aiutano a orientare la scelta delle piante per fare in modo che abbiano un suolo adatto alle loro esigenze.

Identificare le Caratteristiche del Tuo Terreno

Prima di decidere cosa piantare in giardino, date sempre un’occhiata al tipo di terreno. Imparare a distinguere il terreno in base alle sue caratteristiche non è difficile. Non di rado, quando si crea un nuovo giardino il terreno esistente non viene sufficientemente lavorato e migliorato prima di effettuare gli impianti, ecco perché è fondamentale capire la natura del suolo esistente sotto i tuoi piedi.

Valutazione Visiva e Tattile: I Primi Indizi

Osserva il tuo terreno: è sabbioso e arioso o argilloso e pesante? Certo, alcune caratteristiche le puoi vedere ad occhio nudo o le noti quando prendi la terra in mano e la manipoli. Il suolo comprende due elementi principali: una parte minerale (minuscole particelle di roccia erose nel tempo, ghiaia più grossolana e pietre) e una parte organica (resti vegetali e animali e organismi viventi).

Il Test della Consistenza: Riconoscere Sabbia, Argilla e Limo

Per garantirti un risultato complessivo uniforme dovrai prendere diversi campioni di terreno prelevandoli da vari punti del giardino appena al di sotto della superficie (a una profondità di circa 15-20 cm) e unirli assieme. Se necessario umidificali un pochino, in modo da poter lavorare nelle mani il composto ottenuto. Strofina una piccola quantità di terra tra le dita. Prova a comprimere ed appallottolare il terreno, come se dovessi fare una palla di neve: i granelli di un suolo sabbioso non si uniscono. Per verificare se disponi di un terreno argilloso, procedi come sopra, prelevando piccoli campioni di terra da diversi punti del giardino e uniscili (inumidendo se necessario). Il terreno appiccicoso è invece un segno di terreno argilloso molto denso, a volte anche troppo. Se la terra è più solida ma non si attacca, puoi ipotizzare di avere un terreno argilloso-sabbioso.

Come fare il test del terreno

Misurare il pH: Strumenti e Metodi

Per valutare l’acidità o l’alcalinità (pH) del suolo dovrete usare uno strumento apposito. In commercio esistono tester e misuratori di vario tipo a prezzi accessibili. Indipendentemente dalla soluzione scelta, per procedere a una corretta valutazione del pH servirà mescolare diversi campioni di terreno prelevati in giro per il giardino, usando la terra appena sotto la superficie (quella che si trova a una profondità di 15-20 cm). Per misurare il pH del terreno in campagna e in giardino ti basta un piaccametro portatile o delle cartine tornasole. La scala cromatica delle cartine tornasole può differire a seconda del prodotto. Alcuni tipi di test tornasole che trovate in commercio prevedono l’uso di piccole provette, solventi e liquidi rivelatori. Questi ultimi sono adatti in caso dobbiate testare piccole porzioni di terreno, ad esempio all’interno di vasi, fioriere o piccole aiuole. È consigliabile effettuare un’analisi completa del terreno per conoscerne le caratteristiche fisiche e chimiche almeno ogni 3-5 anni, specialmente se si notano problemi di crescita o di salute delle piante.

Test del pH Fai-da-Te

Se vuoi avere una indicazione del pH del tuo terreno, abbiamo un trucco da suggerirti: prendi due tazze e riempile con un po' di acqua distillata, poi in una aggiungi aceto di alcool (va bene un normale aceto bianco a base di alcool) e nell'altra bicarbonato di sodio. Ora inserisci un po' di terra nelle due tazze. Si forma della schiuma nella tazza dell'aceto? Allora il tuo terreno è alcalino. Non ci sono reazioni? Se si forma della schiuma nella tazza del bicarbonato, il terreno è acido. Questo è un metodo casalingo, ma per una misurazione ancora più scientifica, acquista un kit per la misurazione del pH nel suolo, oppure utilizza un misuratore pH terreno.

I Diversi Tipi di Terreno e le Loro Specificità

Ogni terreno ha caratteristiche diverse che influenzano la ritenzione idrica, la nutrizione e l’aerazione. Conoscere il tipo di terreno è il primo passo per un giardinaggio consapevole.

Terreno Calcareo: Colore Chiaro e Spesso Selce

Il terreno calcareo è un terreno di colore chiaro perché contiene pezzi di calcare bianco o giallo pallido (di solito la roccia sottostante) e spesso anche selce (silice).

Terreno Torboso: Ricco di Materia Organica e Umidità

Inconfondibilmente scuro, il terreno torboso è ricco di materia organica che aiuta a trattenere l’umidità del suolo. La torba si forma dove le condizioni di umidità e acidità impediscono ai resti di piante e animali di decomporsi appieno.

Terreno Argilloso: Denso, Trattiene Acqua ma Può Compattarsi

Si definisce argilloso un terreno composto da almeno il 18% di particelle di argilla. Le particelle d’argilla trattengono l’umidità e il suolo risulta faticoso da scavare. Può essere scivoloso e impregnato d’acqua in inverno e s’asciuga compattandosi in estate. La materia organica vi si intrappola facilmente e ne consegue una buona fertilità. Un terreno argilloso, così come un suolo umido o bagnato, tende maggiormente a compattarsi. In molte zone e soprattutto in Pianura Padana i depositi fluviali, nel tempo, hanno favorito la presenza di terreno argilloso, che da un lato è utile perché conserva a lungo la fertilità, ma è difficile da lavorare perché pesante e colloso; favorisce il ristagno idrico e non lascia passare bene l’acqua verso gli strati più profondi.

Tipi di terreno: sabbioso, limoso, argilloso e franco

Terreno Limoso: Intermedio, Fertile ma Soggetto a Croste

È composto da particelle un po’ meno fini rispetto a quelle del terreno argilloso ma anch’esso trattiene abbastanza l’umidità. Ha una fertilità intermedia tra i terreni sabbiosi e quelli argillosi. I terreni limosi e limosi-argillosi in caso di pioggia battente formano pozzanghere che asciugandosi creano una crosta dura. Questa caratteristica ostacola la germogliazione ed emersione delle piantine più giovani.

Terreno Sabbioso: Leggero, Drenante ma Povero di Nutrienti

Facile da riconoscere, essendo molto leggero da lavorare e poco assorbente, il terreno sabbioso è composto da singole particelle relativamente grandi che consentono all’acqua di drenare rapidamente. Il terreno sabbioso difficilmente può immagazzinare acqua. I terreni a rapida essiccazione hanno una forte percentuale di sabbia, condizione che favorisce un rapido drenaggio, gradito a molti tipi di piante, tra cui le succulente e le palme, ma questo drenaggio si porta via anche i fattori nutritivi e impoverisce lo strato di humus fertile.

Migliorare la Composizione del Terreno per la Massima Fertilità

Prima della messa a dimora il terreno va preparato adeguatamente, ci sono diversi trattamenti per mantenere lo stesso fertile e per aumentarne il drenaggio. Solitamente, i terreni residenziali adibiti a prato hanno una composizione che aiuta poco la gestione del prato, spesso sono poveri di sostanza organica, carenti di microrganismi utili e troppo ricchi di argilla.

Strategie Generali per un Suolo Sano: Ammenda, Concimazione e Correzione

Come puoi mantenere la fertilità di un terreno o addirittura migliorarla? Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), dopo molti studi e verifiche sul campo, ha creato una catalogazione dei terreni che ha permesso di definire la composizione ideale di un terreno per prato. Ovviamente questo non significa che un prato non possa crescere bene anche in presenza di percentuali diverse. Concimare il terreno significa modificarne le proprietà chimiche con nutrienti direttamente utilizzabili dalle piante tra macroelementi (azoto, fosforo, potassio e via dicendo) e microelementi. I concimi possono essere minerali di sintesi o naturali, oppure materiali organici di origine animale/vegetale. Ammendare il terreno vuol dire intervenire sulle sue proprietà fisiche, ad esempio fornendo sostanza organica - come letame e compost - che ne migliora la struttura. Il letame e il compost non hanno solo azione ammendante ma anche concimante (sono concimi a lenta cessione). Correggere il terreno consiste nel modificarne il pH con sostanze acide o basiche. Se il terreno è troppo acido, si può aggiungere calce per alzare il pH. Al contrario, per terreni alcalini si usa zolfo o torba acida. Un terreno acido - con pH da 5,5 in giù - può ad esempio difettare di fertilità biologica. Per correggerlo puoi ricorrere a calce viva o spenta, oppure all’irrigazione con acqua dura (ricca di carbonato di calcio). La sostanza organica è essenziale per migliorare la struttura del terreno e favorire la vita microbica. È consigliabile mescolare compost o letame in superficie prima della semina.

Infografica sulle tecniche di miglioramento del terreno (ammendamento, concimazione, correzione del pH)

Aumentare il Drenaggio in un Terreno Argilloso

Come si fa a vedere se un terreno ha problemi di drenaggio? Lo si vede perché è bagnato, presenta pozzanghere ed è sufficiente un temporale per far sì che trattenga acqua producendo quegli orrendi ristagni difficili da prosciugare. Quando il terreno ha uno scarso potere drenante la coltivazione presenta delle difficoltà. La troppa acqua, non dà modo all’ossigeno di raggiungere le radici delle piante, il muschio prende il sopravvento. Talvolta il potere di drenaggio è compromesso da una pendenza insufficiente. Ma è il terreno argilloso ad essere la prima causa della mancanza di drenaggio. Se il terreno è argilloso si possono utilizzare vari metodi per modificare il drenaggio. La vangatura rappresenta una buona tecnica di coltura. Se durante l’inverno si copre il terreno con un telo di plastica si può procedere alla vangatura ad inizio primavera. Inserendo della ghiaia grossolana si può migliorare il drenaggio superficiale. Anche incorporare materiale organico grossolano (letame maturo) rappresenta un buon metodo per aumentare il drenaggio. Se si presume che il terreno sia troppo argilloso, a fine estate o fine inverno si devono eseguire delle sabbiature, ovvero distribuire uno strato di circa 3-4 mm di sabbia, pari a 3-4 litri per metro quadrato. Va scelta sabbia specifica per prato, meglio se riciclata e vagliata. Se è molto compatto, ossia argilloso, il letame e il compost sono adatti anche per “alleggerirlo”.

Migliorare la Fertilità e l'Umidità in un Terreno Sabbioso

Il problema del drenaggio non sussiste nei terreni sabbiosi ben drenati dove si coltiva tutto l’anno, ma c’è il problema della poca profondità della superficie fertile dove le piante possono mettere radici. Alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera, si deve aggiungere 10 cm di letame maturo o compost così da bloccare l’umidità in inverno e rendere i terreni meno soggetti alla siccità in estate. In più aumenta la fertilità intorno alle radici. Se hai un terreno sabbioso, puoi dare più coesione alla sua struttura con sostanza organica, sotto forma di letame, compost, sovescio o altro.

L'Importanza dei Microrganismi Utili

La fertilità biologica del suolo coincide con la sua vitalità e biodiversità, cioè con il fatto di ospitare una popolazione numerosa, diversificata e attiva di micro e macro organismi. Come contribuiscono alla fertilità? In più modi, ad esempio scavano nel terreno, decompattandolo e aumentandone la porosità. La fertilità biologica infatti non ha solo a che fare con gli organismi che lo abitano, ma è legata anche alla sostanza organica presente, che è la principale fonte di cibo degli organismi terricoli. Un terreno ben strutturato e fertile ma povero di microrganismi utili può essere ulteriormente e significativamente migliorato grazie all’introduzione di un microbiota specifico che aiuta, sostiene e protegge il prato e le piante.

Fonti di Sostanza Organica: Letame, Compost, Humus di Lombrico e Pollina

Durante la preparazione di un terreno per la semina è sempre importante aggiungere sostanza organica. Si deve aggiungere sostanza organica anche se non si lavora il terreno, ad esempio prima di una risemina o di una concimazione. La sostanza organica va reintegrata perché viene via via “consumata” dalle colture che assorbono i nutrienti dal terreno, il quale si impoverisce anche per altri meccanismi come la lisciviazione (trasporto delle sostanze nutritive negli strati più profondi del suolo a opera dell’acqua). Lo stallatico di cavallo è sempre in abbondanza e sprecarlo è un peccato. È utile spargerlo al piede di piccoli alberi da frutto e intorno alle rose, sempre affamate e insaziabili. Le fornitrici ufficiali di pollina sono le galline. Se la pollina è matura, ovvero, è stata nel secchio già un anno o due, la si può impiegare anche pura distribuita direttamente intorno alle radici delle piante, interrandola un poco ma senza esagerare con le dosi. Tuttavia, difficilmente la si usa pura, si preferisce diluirla nell’acqua dentro a un bidone, dove la si lascia riposare. Il terriccio che si può prendere nel bosco è ottimo per aiuole dove si coltivano la maggior parte delle ‘acidofile’: ortensie, azalee e camelie. Poi, con l’inizio della primavera, si può dare loro anche del pellettato biologico per migliorare la fioritura. L’humus di lombrico, che è ottimo ma costoso, va usato con parsimonia solo dove è strettamente necessario. Si può impiegarlo quando si effettuano i trapianti e spesso per arricchire alcune vasche dell’orto che necessitano di terreno friabile e fertile.

Come fare il test del terreno

Scegliere le Piante Adatte al Tuo Terreno

Il primo passo per scegliere la terra più adatta è capire quali sono i tipi principali di terreno esistenti, ma un’altra priorità è scegliere le piante che prospereranno nel tuo specifico contesto. Non tutte le piante hanno le stesse esigenze.

Regole Generali per la Scelta al Vivaio

Ecco delle regole generali per la scelta della pianta. La pianta che si sceglie deve essere bella e sana, dunque quando si entra nel vivaio occorre aprire gli occhi e seguire questi criteri:

  • Le piante non devono presentare imperfezioni nel fogliame, né scoloriture che sono indice di malattie o infestazioni di insetti.
  • Le piante devono avere un fogliame rigoglioso.
  • Le piante devono essere simmetriche.
  • Non fatevi ingannare dalle dimensioni: le piante giovani e più piccole generalmente si ambientano prima.
  • Se nel vaso ci sono molte erbacce significa che la pianta è trascurata e potrebbe essere indebolita dalle stesse.
  • Se dai fori di drenaggio fuoriescono le radici l’attecchimento della pianta potrebbe essere compromesso.

Leggere l'Etichetta: Una Miniera di Informazioni

Controllate l’etichetta della pianta. Sull’etichetta sono indicate tutte le informazioni che consentono di scegliere le piante più adatte al giardino. Generalmente nell’etichetta sono indicati una serie di simboli ad indicare quelli che sono i mesi di fioritura, l’altezza e l’estensione dopo 10 anni, i livelli di umidità, se la pianta preferisce il sole o l’ombra, le esigenze per quel che concerne la tipologia di terreno, se la pianta è velenosa o irritante. Osservate bene la pianta: da come la pianta cresce in vaso si può comprendere la sua gestibilità, quindi scartate, ad esempio, piante erbacee che tendono ad arrampicarsi sui lati o che escono dai fori di drenaggio, piante rampicanti che presentano foglie molto distanziate tra loro, arbusti che hanno una vegetazione poco compatta.

Esempio di etichetta di pianta con i simboli più comuni

Abbinare Piante e Tipi di Terreno Specifici

Considerate sempre tipo di terreno ed esposizione dove è destinata la pianta. Ecco come regolarsi a proposito:

  • Per i terreni argillosi sono indicate piante robuste con radici spesse e dure, che tollerano terreni che si inaridiscono o dove si formano ristagni d’acqua in inverno. Terreni poco drenati in sostanza. Per l’orto è preferibile un terreno limoso o argilloso, fertile e ricco di nutrienti.
  • Per i terreni sabbiosi sono indicate piante delicate e piante che richiedono un drenaggio alto, come le succulente e le piante a foglie argentate, gli arbusti sempreverdi e le piante perenni. Le piante come il rosmarino e la lavanda amano terreni sabbiosi, ben drenati e poveri di sostanza organica. Cactus e bulbose, per esempio, accettano il suolo sabbioso.
  • Per i terreni acidi sono indicate piante di bosco che amano l’ombra e che non hanno necessità di un alto drenaggio. Azalee, rododendri e ortensie prediligono terreni con pH basso, ricchi di sostanza organica e ben drenati. Le piante acidofile come Azalee e Camelie, lo amano torboso.
  • I terreni alcalini sono più adatti per arbusti amanti del sole e per piante aromatiche mediterranee.

Tecniche di Messa a Dimora per un Attecchimento Ottimale

Una volta scelta la pianta, vediamo come metterla a dimora nel terreno. Ogni tipologia richiede diverse metodiche e si dovrà quindi fare differenza tra bulbose, tra aromatiche su telo, tra un albero, tra una siepe, un’ortensia, ecc. Ma ci sono regole generali che valgono per ogni tipologia. Vediamo dunque, passo dopo passo, come si procede.

Preparazione Preliminare della Pianta e del Suolo

La pianta prima di essere piantata deve essere immersa in un secchio colmo di acqua e vi deve restar fino a che non si vedono bollicine. Questo anche se la terra è bagnata. Dopodiché la pianta va scolata, vanno tagliati i getti rovinati, va rimosso il vaso, e vanno tagliate le radici di lunghezza eccessiva. La buca dove andrà la pianta deve essere scavata ad una profondità tale da consentire alle radici di essere sistemate esattamente come erano nel vaso, ossia alla stessa profondità, non si devono né comprimere né estendere rispetto a prima dunque. È opportuno fare attenzione a non interrare delle foglie e se la pianta è al livello corretto occorre comprimere la terra con le mani in modo molto delicato. La pianta va poi irrigata in modo da riempire i vuoti che ci sono intorno all’apparato radicale e da inumidire tutto il terreno che si trova attorno.

Come fare il test del terreno

Come Mettere a Dimora le Bulbose

Per le bulbose, è meglio fare un’unica grande buca dove porre più bulbi. Con l’aiuto di un forcone si deve smuovere il terreno alla base così da ottimizzare il drenaggio e da consentire alle radici di penetrare meglio. Ogni tipo di bulbo richiede una diversa distanza uno dall’altro ed una diversa profondità, occorre dunque regolarsi in base a quanto indicato nella confezione. Dopodiché occorre ricoprire i bulbi con la terra messa da parte nello scavo. Volendo si può ricoprirla di prato. Per scongiurare il rischio di scavature da parte di animali si possono proteggere i bulbi con una rete zincata a maglia fine. Nel caso di bulbose in vaso occorre coprire i fori di drenaggio con una rete sottile e si deve aggiungere uno strato di ghiaia e di terriccio.

Come Mettere a Dimora le Piante Aromatiche su Telo Pacciamante

Il telo pacciamante viene posato per evitare che si sviluppino erbe infestanti. È costituito da un tessuto piuttosto resistente in grado di mantenersi per anni anche se esposto alle intemperie. Il telo pacciamante si posa dopo un’accurata preparazione del terreno. Si deve delimitare l’area che si intende coprire con il telo; si eliminano erbe infestanti e residui grossolani come sassi, rametti etc; con la zappa si smuove leggermente il terreno per rimuovere eventuali radici di piante infestanti o materiale grossolano che si trova al di sotto della superficie del terreno. La superficie si liscia con un rastrello e la si appiattisce con un rullo o con il retro di una vanga. Si deve poi srotolare il telo nel modo più piano e liscio possibile, facendo attenzione a non lasciare pieghe. Si fissa il tessuto ai lati con appositi cavallotti metallici o picchetti. Si deve fare un taglio a croce con un coltello o con delle forbici e si devono aprire i lembi del telo per piantare l’aromatica. Si scava e si mette da parte un po' di terra e si inserisce la pianta. La terra scavata serve a ricoprire gli spazi intorno alle radici. Con le mani si comprime e si spingono le radici a contatto con il suolo. Dopo aver pulito la terra in eccesso si procede alla pacciamatura avendo cura di pacciamare anche la parte di terra che resta sotto i rami ricadenti (parte che viene spesso “dimenticata”). Si procede infine all’annaffiatura per stabilizzare le radici.

Schema di messa a dimora di piante aromatiche con telo pacciamante

Come Mettere a Dimora un Albero

È bene ricordare che in vaso gli alberi possono essere piantati tutto l’anno, diversamente a quanto avviene in piena terra, procedura che è meglio fare da inizio dell’autunno all’inizio della primavera. Si deve procedere scavando una buca abbastanza profonda così da sistemare tutto l’apparato radicale di modo che la parte alta del vaso sia allo stesso livello del terreno o leggermente sotto. Si deve annaffiare e levare il vaso con molta delicatezza. Sempre procedendo con estrema delicatezza si deve sistemare l’ammasso radicale districando le radici più grosse e rivolgendole verso l’esterno così da consentire all’albero di ambientarsi. Fatevi aiutare a tenere l’albero diritto mentre voi riempite la buca con la stessa terra scavata. Durante il riempimento si deve comprimere il suolo con mani e piedi. Accanto all’albero, per consentire al fusto di rafforzarsi, va piantato un tutore leggermente inclinato nella direzione del vento. Il tutore si fissa al fusto con un legaccio.

Come Mettere a Dimora un'Ortensia Rampicante

Per mettere a dimora un’ortensia rampicante, si deve incorporare nel suolo letame maturo per favorire la fertilità del suolo e per migliorare la sua capacità a trattenere l’umidità e lo si deve spargere per un metro quadro di terra tutt’intorno per consentire la crescita di radici oltre la buca. La buca deve essere grande a sufficienza da contenere l’apparato radicale e deve essere ad una distanza minima di 45 cm dalla recinzione. Come tutte le piante anche l’ortensia, prima di essere piantata, deve essere immersa in un secchio di acqua. Deve poi essere piantata e sistemata obliquamente tendendo verso la recinzione fino a toccarla. La terra va poi riempita con la terra scavata mischiata a letame e va compressa con la mano. Attorno alla base è opportuno lasciare una leggera depressione che fungerà da serbatoio. Si deve poi disporre un ventaglio di canne e si devono allargare gli steli a mò di ventaglio legandoli alle canne con uno spago. Attorno alle radici si deve sistemare la terra e si deve annaffiare con un diffusore a pioggia per evitare di erodere il suolo.

Come Mettere a Dimora una Siepe a Lenta Crescita

Per una siepe a lenta crescita, si deve scavare il terreno incorporando letame o compost e creando una striscia che abbia una larghezza pari ad un metro e una profondità pari alla lama della vanga. Per orientarsi si può fissare una linea di confine e si deve scavare una trincea sufficientemente grande. Vanno disposte le canne di bambù a 50 cm circa l’una dall’altra. Accanto ad ogni canna si inserirà una pianta alla stessa profondità in cui si trovava nel vaso. La superficie va poi pareggiata e irrigata.

Come Mettere a Dimora Piante Perenni e Annuali in un Grande Contenitore

Un grande contenitore come può essere un mezzo barile è perfetto per fare piantagioni permanenti che necessitano di tanto spazio e di un buon isolante come può essere il legno. I grandi contenitori sono molto scenografici, nella fattispecie i barili in legno sono perfetti per gli ambienti rustici e sono meravigliosi se abbelliti con colori. Benissimo quindi al binomio perenne e annuale che dà modo e maniera di abbinare alla perenne delle coloratissime annuali da “ruotare” a seconda della stagione. La base del barile va ricoperta con della rete che può essere di plastica o di metallo a maglia fine così da impedire che i fori di drenaggio si ostruiscano. Sul fondo del barile va versata della ghiaia o della pietra fino ad arrivare ad uno spessore pari a 5 cm circa. Il barile va riempito sino a metà con del terriccio universale. Si sistemano dunque le piante. Si possono abbinare delle sempreverdi perenni e delle annuali. Negli spazi tra le perenni si possono inserire le annuali da sostituire a seconda delle stagioni. Si deve poi procede con l’annaffiatura. Possiamo trovare in commercio alcuni terricci già addizionati con palline di polistirolo, per renderli molto leggeri e drenanti. Quando parliamo di qualità del terriccio, dobbiamo anche tenere conto che alcune piante hanno esigenze particolari, che non possono essere sottovalutate. È bene quindi informarsi prima di commettere degli errori. Non è infatti un caso che, insieme ai terricci universali, in commercio troviamo molti substrati specialistici: proprio per soddisfare le esigenze specifiche di varie categorie di piante, come per esempio i terricci per piante verdi, per piante fiorite, per piante grasse, per acidofile, per orchidee, ecc.

Pratiche di Manutenzione per un Terreno Costantemente Fertile

La fertilità chimica del suolo è data da una buona concentrazione di principi nutritivi per le piante e dalla loro disponibilità. Da soli infatti i nutrienti non bastano: è necessaria l’acqua, presente nei pori sottoforma di soluzione circolante (che è acqua con disciolti sali minerali). Oltre a conoscere il tipo di terra, è importante adottare alcune buone pratiche per mantenerla sana e produttiva. Qualunque terreno dovrà essere mantenuto fertile nel tempo aggiungendo ammendanti, come lo stallatico, e concimi specifici, che risultano fondamentali per tutte le piante nelle fasi giovanili e per tutte le specie che hanno esigenze nutritive molto elevate, come i fiori da aiuola e gli ortaggi.

La Pacciamatura: Protezione e Arricchimento del Suolo

La pacciamatura non è mai abbastanza, coprire il suolo è un'ottima pratica e lo si ricorda spesso. Sebbene non sia una copertura viva, anche la pacciamatura - fatta con materiali naturali come compost, paglia, foglie o erba secche - ti dà risultati analoghi al sovescio, dal controllo delle infestanti alla protezione dall’erosione, dall’effetto anti-compattazione all’arricchimento in sostanza organica.

Il Sovescio e l'Inerbimento: Coperture Vive per il Terreno

Il sovescio consiste nell’interrare in loco, dopo averla trinciata, una coltura fresca, che viene seminata e coltivata apposta (in genere si tratta di leguminose, crucifere o graminacee). Quali sono i benefici del sovescio? Apporta sostanza organica, fornisce azoto e altri minerali, protegge il suolo dall’erosione di acqua e vento. Puoi fare il sovescio anche interrando residui colturali: in questo caso si parla di sovescio parziale. Di certo rimuovere i residui delle piante toglie sostanza organica al suolo. Non vale solo in campagna e nell’orto, ma anche in giardino: l’erba sminuzzata che lasci sul prato a decomporsi con il mulching - grazie al rasaerba o al trattorino - è una risorsa preziosa. Il sovescio è di fatto una “copertura viva” del suolo. Una funzione simile al sovescio - nel fornire sostanza organica se lasci lo sfalcio sul posto, nel contrastare l’erosione etc. - ce l’ha l’inerbimento. È una modalità di gestire il suolo tipica di vigne e frutteti, ma i benefici che derivano da una superficie inerbita giovano anche al prato del tuo giardino, il cui valore quindi non è soltanto estetico.

La Rotazione delle Colture: Un Pilastro per la Fertilità

Da tempo immemorabile la rotazione delle colture è un pilastro per preservare la fertilità del suolo nella coltivazione dei campi e dell’orto: serve sia a fornire sostanza organica che a controllare lo sviluppo di parassiti, malattie e malerbe. La metti in pratica alternando colture con caratteristiche differenti, sulla base di criteri che possono essere il consumo di nutrienti o la profondità delle radici.

Minimizzare le Lavorazioni: Rispetto per la Struttura e la Vita del Suolo

Coltivare in modo rispettoso significa anche minimizzare le lavorazioni, cioè lavorare il terreno il meno possibile, a poca profondità e in maniera non aggressiva. In tal modo conservi la sostanza organica, preservi la struttura del suolo e non disturbi gli organismi viventi. Infatti da un lato le lavorazioni servono a migliorare la struttura e, di conseguenza, le proprietà fisiche, chimiche e biologiche a essa correlate. Servono anche a interrare i fertilizzanti, eliminare le infestanti, preparare il letto di semina/trapianto. La compattazione fa perdere la struttura al terreno. Di conseguenza quest’ultimo assorbe meno l’acqua e diventa poco ospitale per piante e organismi terricoli, che rimangono senza ossigeno e spazio. Il compattamento non è solo quello superficiale: l’aratura e la fresatura infatti possono schiacciare il terreno in profondità - si parla di suola di aratura/di lavorazione - provocando in particolare ristagno idrico. Buona regola prima di una semina (o di una risemina importante) sarebbe far analizzare il terreno per avere il quadro certo di tutti i parametri vitali, chimici e fisici.Scegliere la terra giusta significa partire da una conoscenza approfondita del proprio terreno e delle esigenze delle piante. Con un’attenta valutazione e qualche intervento mirato, è possibile trasformare anche un terreno povero in un giardino fiorito e produttivo. Non vi resta che dare sfogo alla vostra creatività e realizzare il vostro giardino.

tags: #composizione #terreno #fertile #per #cespugli #e