# Il Sogno Melodico: Esplorando la "Ninna Nanna di Bach" e il Vasto Repertorio delle Ninnananne

La ninna nanna, nella sua essenza più pura, è una melodia antica e universale, concepita per cullare, calmare e indurre il sonno. Essa attraversa culture e secoli, assumendo forme e sonorità diverse, ma mantenendo sempre il suo scopo fondamentale: offrire conforto e riposo. Tra le molteplici composizioni che hanno assunto la funzione di ninna nanna, spicca un aneddoto legato a Johann Sebastian Bach, il cui genio musicale trascendeva le categorie tradizionali, trasformando talvolta opere complesse in balsamo per l'anima. La cosiddetta "ninna nanna di Bach" non è un pezzo intitolato esplicitamente in questo modo dal compositore, ma piuttosto un capolavoro che, per una specifica circostanza, servì a questo scopo: le Variazioni Goldberg.

Johann Sebastian Bach portrait

Le Variazioni Goldberg: Una Ninna Nanna Inattesa

La storia narra di quella notte a Lipsia, quando l’ambasciatore russo, afflitto da una grave insonnia, si rivolse a Bach, chiedendogli di riuscire lì dove i medici avevano fallito: farlo finalmente dormire, donargli di nuovo il balsamo del riposo. Bach, maestro della sfida musicale, accettò l'incarico. La soluzione non fu una semplice melodia, ma un ciclo monumentale di variazioni per clavicembalo, le Variazioni Goldberg BWV 988. Come cinque anni prima, a Madrid, Carlo Broschi Farinelli con Filippo IV di Borbone aveva usato la sua voce per un effetto simile, così Bach utilizzò il suono di un cembalo. La musica, in entrambi i casi, divenne lo strumento salvifico per nobili tormentati dalla mancanza di sonno. In questo contesto, le Variazioni Goldberg si trasformarono, di variazione in variazione, da una richiesta di conforto in un vero e proprio capolavoro destinato a placare l'anima. Nel luglio del 2014, il pianista Ramin Bahrami le ha eseguite all'Arena delle balle di paglia di Cotignola (RA), dimostrando la loro risonanza anche in contesti moderni e suggestivi. Questo episodio evidenzia come la musica classica, ben oltre la sua funzione didattica, possa agire come un potente strumento di rilassamento, aiutando non solo i bambini ma anche gli adulti a trovare la via del sonno.

Joseph Barnby e la Delicata "Sweet and Low"

Nel vasto panorama delle ninne nanne, un posto di rilievo è occupato dalla "Sweet and Low" di Joseph Barnby, composta nel 1863. Questa ninna nanna è un esempio magistrale di part-song vittoriano, in cui la musica si fonde indissolubilmente con i versi di Alfred Tennyson, tratti dalla sua opera "The Princess", per creare un'atmosfera di rara delicatezza. Il testo evoca immagini serene: "Wind of the western sea! While my little one, while my pretty one, sleeps. Under the silver moon! Sleep my little one, sleep my pretty one, sleep." La versione eseguita da New York Polyphony, un quartetto vocale maschile composto da Geoffrey Williams (controtenore), Steven Caldicott Wilson (tenore), Christopher Dylan Herbert (baritono) e Craig Phillips (basso), conferisce al brano una sonorità densa, calda e vellutata, pur essendo stato originariamente concepito per coro misto (SATB).

Nato a York nel 1838, Joseph Barnby respirò musica fin dalla nascita, essendo figlio d’arte - suo padre Thomas era un organista. Il suo percorso musicale ebbe inizio come corista presso la Cattedrale di York all’età di sette anni, esperienza fondamentale per la sua futura carriera. Dopo il cambiamento della voce a quindici anni, proseguì gli studi d’eccellenza alla Royal Academy of Music di Londra, sotto la guida di Cipriani Potter e Charles Lucas. Un significativo aneddoto del suo periodo studentesco riguarda la competizione per la prestigiosa borsa di studio «Mendelssohn», in cui fu sconfitto per un soffio da quello che sarebbe diventato un altro gigante della musica britannica: Arthur Sullivan.

La carriera di Barnby come organista fu segnata da una costante ricerca dell’eccellenza liturgica. Nel 1862, presso la Chiesa di St Andrew a Londra, elevò i servizi musicali a livelli qualitativi altissimi. Fu proprio qui che, nel 1864, Barnby compì un gesto rivoluzionario per l’epoca: diresse due inni composti da Alice Mary Smith. Si trattò, con ogni probabilità, della prima volta in assoluto che la musica liturgica composta da una donna veniva eseguita ufficialmente all’interno della Chiesa d’Inghilterra. Barnby consolidò la propria fama soprattutto come direttore. Fondò il Barnby’s Choir e nel 1871 succedette a Charles Gounod alla guida della Royal Albert Hall Choral Society, ruolo che mantenne con dedizione fino alla morte. La sua influenza si estese anche all’ambito educativo: fu direttore musicale all’Eton College per diciassette anni e, nel 1892, divenne preside della Guildhall School of Music. Questi meriti professionali, uniti al suo contributo culturale, gli valsero il titolo di cavaliere nel luglio del 1892. Oltre ad essere un prolifico compositore di inni (ne pubblicò ben 246), oratori e canti popolari (come la celebre ninna nanna "Sweet and Low"), Barnby fu un instancabile promotore della grande musica europea. Fu un fervente sostenitore di J.S. Bach, proponendo un’esecuzione storica della Passione secondo Giovanni nel 1870 con un coro imponente di 500 voci. Ebbe inoltre il merito di far conoscere la musica sacra di Gounod al grande pubblico londinese e di organizzare una memorabile esecuzione concertistica del Parsifal di Wagner alla Royal Albert Hall nel 1884, nonostante non nutrisse una particolare simpatia per il genere operistico.

Barnby possedeva un’opinione netta sui suoi contemporanei: lodava la chiarezza di Sullivan, ma guardava con scetticismo i compositori morsi dal desiderio di produrre musica troppo “avanzata” o sperimentale. La sua immagine pubblica era quella di un uomo rigoroso ma dotato di un’ironia tagliente: un celebre aneddoto racconta di una giovane contralto che, durante un assolo di Handel, decise di variare la partitura aggiungendo una nota alta per mettere in mostra le proprie doti vocali. Quando la cantante si giustificò dicendo: «Sir Joseph, ho un mi alto e non vedo perché non mostrarlo», Barnby rispose prontamente: «Signorina, credo che lei abbia anche due ginocchia, ma spero vivamente che non voglia metterle in mostra qui». Il compositore si spense nel 1896 e, dopo un solenne funerale nella Cattedrale di St Paul, fu sepolto a West Norwood, lasciando un’impronta indelebile nella tradizione corale inglese. "Sweet and Low" segue una struttura strofica, rispettando le due stanze del poema di Tennyson. La melodia è caratterizzata da una semplicità apparente, ma ricca di sfumature armoniche. Le parole «Sweet and low» sono intonate su una cellula melodica discendente che trasmette immediatamente un senso di rilassamento e abbandono. La gestione delle dinamiche è fondamentale: i cantori passano da un mezzoforte caldo a un pianissimo quasi sussurrato. Nel complesso, il pezzo emerge come un gioiello di equilibrio formale. La capacità del compositore di tradurre il sentimentalismo vittoriano in una forma nobile e mai banale trova nel quartetto maschile degli interpreti ideali, capaci di trasformare una semplice ninna nanna in una meditazione profonda sulla nostalgia, la famiglia e la pace domestica.

Sweet and Low by Joseph Barnby | John Thompson’s Easiest Piano Course Part Two

Tarquinio Merula: Una "Canzonetta Spirituale" per il Riposo

Tornando molto più indietro nel tempo, nel XVII secolo, troviamo Tarquinio Merula (1595 - 10 dicembre 1665) con la sua "Or ch’è tempo di dormire", una "canzonetta spirituale sopra la nanna" per soprano e basso continuo. Questo brano fu pubblicato nel 1638 all'interno della raccolta "Curtio Precipitato et altri Capricij composti in diversi modi vaghi e leggiadri a voce sola". La Venexiana, con Monica Piccinini (soprano), Michele Palomba (tiorba), Chiara Granata (arpa) e Claudio Cavina (cembalo e direzione), ha offerto un'interpretazione di questa composizione. Il testo, intriso di un misto di tenerezza e ammonimento spirituale, accosta la ninna nanna del bambino a riflessioni sulla vita e la fede, come si evince da versi che recitano "che vagir bisognerà. fa la ninna ninna na. priverà di lume il cielo. ti prepara aceto e fiele. l’alma al Padre su la croce. gli daran acerbe pene. passeran acuti chiodi. con tormento e grand’affanno. passeran acuti spini. empia lancia e di sleale. ci vedrem in Paradiso. taccian sin la terra e ’l cielo. E fra tanto, io che farò? fin che dorme il mio bambino." Questa ninna nanna rivela una profondità che va oltre il semplice addormentare, invitando a una riflessione spirituale sul ciclo della vita e il riposo nell'attesa.

Tarquinio Merula score

Le Ninne Nanne nella Tradizione Spagnola e Britannica Antica

Un'altra gemma senza paternità specifica, ma datata intorno al 1700, è la ninna nanna anonima "Mareta, no’m faces plorar". Questo brano è stato interpretato da Montserrat Figueras e Arianna Savall (soprani), accompagnate da Hespèrion XXI sotto la direzione di Jordi Savall. Il testo, con la sua supplica infantile, "compra’m la nineta avui qu’es el meu sant. la cara molt fina i els cabells molt rull. una cançoneta que ta adormiré. Dorm-te, neneta, dorm si tens son. Dorm-te, neneta, dorm si tens son.", dipinge un quadretto di affetto filiale e desiderio, tipico del repertorio delle ninne nanne popolari.

Nel periodo elisabettiano, Francis Pilkington (c1565 - 1638) ci ha lasciato "Rest, sweet nymphs", un "ayre" tratto dal suo "First Book of Songs or Airs of Four Parts" del 1605 (n. 6). Eseguito a 4 voci a cappella dal Laudantes Consort, questo brano incarna la delicatezza e l'armonia dell'epoca, con la sua ripetizione consolatoria di "Lulla, lullaby" che accompagna i versi "With pleasing sympathies. Lulla, lullaby. Lulla, lullaby. In calm contentments lie. Resemble your true loves. Lulla, lullaby. Lulla, lullaby. Although they be not nigh. Still joy, and never moan. Lulla, lullaby. Lulla, lullaby. And now to bed I hie."

Il Contributo del Periodo Classico e Romantico

Il Settecento vede emergere Emanuele Barbella (14 aprile 1718 - 1777) con la sua "Ninna-nonna, per prender sonno" per archi, eseguita dalla Cappella della Pietà de’ Turchini, diretta da Antonio Florio. Questo pezzo, pur meno noto di altri, testimonia la continuità della tradizione della musica per il sonno attraverso le epoche.

Il Romanticismo, periodo di grande espressività emotiva, ha offerto un terreno fertile per la ninna nanna, elevandola a forma d'arte raffinata. Fryderyk Chopin (1810 - 1849) compose la sua celebre Berceuse per pianoforte op. 57 tra il 1843 e il 1844. La sua genesi fu tormentata, con abbozzi pieni di cancellature e correzioni, e la versione definitiva del manoscritto mancante delle due misure iniziali, aggiunte all’ultimo momento. Originariamente intitolata "Varianti", il nome fu mutato nell’attuale su suggerimento di amici, sebbene, come notato da Piero Rattalino, "il termine Varianti è certo il più indicato per definire la forma della Berceuse, che non consiste in un tema con variazioni ma piuttosto nel divenire di un tema". Questa Berceuse è considerata un’opera «sperimentale» tra le più interessanti creazioni dell’ultimo periodo di Chopin. La mano sinistra - che «è il direttore d’orchestra», come Fryderyk soleva dire ai suoi allievi - disegna al basso un «ostinato» sul quale una breve frase melodica si dissolve in sedici variazioni (o varianti) che si succedono senza soluzione di continuità, in un continuo fiorire di meravigliosi arabeschi. Arthur Hedley la descrisse con l'espressione "ed ecco che abbiamo una ninnananna che scoraggia chiunque dall’idea di scriverne un’altra". L’insieme è straordinariamente dolce, di una delicatezza ineffabile (non vi sono indicazioni dinamiche che oltrepassino il piano) e suggerisce una magica improvvisazione. Poco prima della fine, una strana dissonanza - un do♭ - aggiunge un’aura di mistero, per poi chiudersi in un mormorio sommesso, splendidamente interpretata da Arturo Benedetti Michelangeli.

Sweet and Low by Joseph Barnby | John Thompson’s Easiest Piano Course Part Two

Johannes Brahms (1833 - 1897) ci ha lasciato una delle ninne nanne più celebri, la "Wiegenlied (Ninna-nanna) op. 49 n° 4", conosciuta anche come "Guten Abend, gute Nacht" (Buona sera, buona notte). Composta in Mi bemolle maggiore per voce e pianoforte nel 1868, fa parte della raccolta di cinque Lieder op. 49. Brahms la dedicò a Bertha Porubszky in occasione della nascita del secondo figlio. La prima parte del testo è di origine medioevale, conferendo al brano un'aura di antichità e tradizione. La melodia di questa ninna nanna è talmente iconica che Brahms stesso ne usò una variazione nel primo movimento della sua Sinfonia n. 2 in Re maggiore, op. 73.

Franz Schubert (1797 - 1828) ha contribuito al genere con la sua "Wiegenlied", D. 498, op. 98 No. 2, intitolata "Schlafe, schlafe, holder süßer Knabe" (dormi, dormi, mio dolce, tenero ragazzo). I suoi versi, "sanfte Ruhe, milde Labe bringt dir schwebend dieses Wiegenband. alle Wünsche, alle Habe faßt sie liebend, alle liebewarm. eine Lilie, eine Rose, nach dem Schlafe werd' sie dir zum Lohn.", evocano un senso di protezione e speranza, tipico delle ninnananne.

Altri grandi compositori romantici che hanno affrontato il tema della ninna nanna includono Robert Schumann (1810 - 1856) con le sue "Scene infantili op. 15" e il brano "Petite berceuse" dai "Fogli d'album" op. 124, Pyotr Illych Ciajkovskij (1840 - 1893) con la sua "Berceuse, op. 16 n. 1", Edvard Grieg (1843 - 1907) con la "Berceuse, op.38 n. 1" e Richard Strauss (1864 - 1949) con la "Ninna nanna op 41a, n. 1". Tutti questi brani testimoniano l'importanza del genere nel periodo romantico, spesso associato a temi d'infanzia e di nostalgia. Il "Notturno n. 20 in Do diesis minore op. posth." di Chopin e "Il canto del cigno D. 957" di Schubert, pur non essendo esplicitamente ninne nanne, vengono spesso inclusi in playlist di musica rilassante per bambini, data la loro intrinseca delicatezza e capacità di creare un'atmosfera serena.

Ninne Nanne nel Novecento e Oltre

Il XX secolo ha continuato a esplorare il tema della ninna nanna con nuove prospettive e sonorità. Elsa Respighi (nata Olivieri Sangiacomo; 24 marzo 1894 - 1996) compose la "Berceuse bretonne" per soprano e pianoforte nel 1919. Interpretata da Selena Colombera (soprano) e Ilaria Torresan (pianoforte), questa berceuse francese evoca immagini marine e un senso di malinconia tipico delle coste bretoni, con versi come "s’en est allé sur l’eau. fais dodo, mon p’tit gas. j’étouffe un long sanglot. fais dodo mon p’tit gas. tu seras matelot. fais dodo, mon p’tit gas."

Jehan Alain (1911 - 1940), un compositore francese dalla vita breve ma intensamente creativa, ha scritto la "Berceuse sur deux notes qui cornent" per organo JA 7bis nell'agosto del 1929. Sua sorella, Marie-Claire Alain, ha rivelato che questa tenera e dolcissima ninna nanna fu ispirata a Jehan da un guasto dell’organo di casa Alain, costruito dal loro genitore, Albert: a causa del malfunzionamento, un do# e un re# risuonavano in continuazione, anche senza che ne fossero premuti i tasti corrispondenti. Questa insolita genesi ha dato vita a un brano unico nel suo genere, eseguito da Francine Nguyen-Savaria.

Jehan Alain organ music

Anche Aleksandr Afanas’evič Spendjarjan (o Spendjarov; 1º novembre 1871 - 1928) ha contribuito al genere con la sua "Berceuse op. 3 n. 2" del 1897, eseguita al pianoforte da Phillip Sear, dimostrando la diffusione internazionale di questa forma musicale.

Nel panorama contemporaneo, spiccano diverse composizioni. Pavle Merkù (12 luglio 1927 - 2014), un compositore sloveno, ha scritto "Tri uspavanke za Jasno" (Tre Ninne-nanne per Jasna) per clarinetto e pianoforte. Andrej Zupan al clarinetto e Jan Sever al pianoforte offrono un'interpretazione di questo trio di ninne nanne dedicate, presumibilmente, a una persona cara.

Oliver Knussen (12 giugno 1952 - 2018) compose "Sonya’s Lullaby op. 16" nel 1977. Melanie Spanswick ha suonato questo brano al pianoforte. Lo stesso Knussen spiegò la sua ispirazione: «The word Lullaby is used in the sense of an incantation to sleep; Sonya is my daughter, who was a four-month-old insomniac in October 1977 when the first sketch of this piece was written. Formally the music is, I hope, self-explanatory - but perhaps it is worth mentioning that an initial stimulus toward the piano writing was the harmonic exploitation of overtones produced from the lowest register of the instrument by composers as diverse as Brahms, Scriabin, Copland and Carter». Questa affermazione rivela un approccio moderno alla ninna nanna, che pur mantenendo il suo scopo primario, incorpora tecniche compositive più avanzate.

Infine, Yngve Sköld (29 aprile 1899 - 1992) ci ha lasciato la sua "Berceuse" del 1930, disponibile in due versioni: una per complesso di strumenti a fiato, eseguita dalla GöteborgsMusiken diretta da Jerker Johansson, e una trascrizione per violino e archi, sempre di Jerker Johansson, con Jan Stigmer al violino e la Camerata Romana diretta da Thord Svedlund. Questa pluralità di arrangiamenti dimostra la versatilità e la capacità della ninna nanna di adattarsi a diverse formazioni strumentali, mantenendo intatto il suo potere evocativo.

Modern Lullaby sheet music

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