La Maternità tra Sfide Globali e Supporto Internazionale: Uno Sguardo ai Contesti Vulnerabili, con Riferimenti all'Algeria e all'Impegno di AICS

La maternità è un viaggio universale, ma le condizioni e le sfide che le donne affrontano durante la gravidanza e il parto variano enormemente a seconda del contesto geografico, socio-economico e culturale. Mentre in alcune regioni l'accesso a cure mediche avanzate è un dato di fatto, in molte altre aree del mondo le madri lottano per ricevere anche l'assistenza più basilare, mettendo a rischio la propria vita e quella dei loro bambini. Questo articolo esplora le diverse sfaccettature della maternità contemporanea, dalle emergenze umanitarie alle scelte di vita nei paesi sviluppati, evidenziando le gravi lacune nell'assistenza e il ruolo fondamentale della cooperazione internazionale, con una nota sulla presenza dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) anche in Algeria.

Le Gravi Lacune nell'Assistenza Materna: Il Contesto Congenese e Afghano come Specchio delle Difficoltà Globali

In numerose parti del mondo, l'atto di dare alla luce un bambino si trasforma in un'impresa rischiosa, segnata dalla mancanza di risorse e dalla fragilità dei sistemi sanitari. Le statistiche sulla mortalità materna e infantile in diverse nazioni in via di sviluppo dipingono un quadro allarmante, rivelando le profonde disuguaglianze nell'accesso alle cure e l'urgenza di interventi mirati.

La Crisi dell'Assistenza Gratuita e l'Impatto sulla Vita delle Madri

Un esempio lampante delle gravi conseguenze dovute alla carenza di assistenza è rappresentato dalla situazione nel Congo, dove la sospensione di programmi sanitari gratuiti ha avuto un impatto diretto e devastante sulla salute delle donne in gravidanza. "Senza assistenza gratuita, sempre più donne partoriscono fuori dagli ospedali." Questa affermazione sottolinea una drammatica regressione nell'accesso alle cure, che costringe le future madri a scegliere percorsi non sicuri. Fino a poco tempo fa, un programma sperimentale aveva garantito "l’accesso gratuito alle cure mediche alle donne in gravidanza e nei 28 giorni successivi al parto" per circa due anni, offrendo un barlume di speranza e sicurezza. La sua interruzione, avvenuta lo scorso giugno, ha però ripristinato una realtà in cui il sistema sanitario congolese non è gratuito, imponendo costi che per la maggior parte della popolazione sono insostenibili.

Le cifre parlano chiaro: "un parto senza complicazioni può costare tra i 5 e i 10 euro, mentre un cesareo può arrivare a quasi 200 euro, a cui si aggiungono visite, esami e cure per il neonato." Queste somme, che potrebbero apparire modeste in contesti più agiati, diventano proibitive in un paese dove, nel 2024, "oltre il 73 per cento della popolazione viveva con meno di 2 euro al giorno e solo il 3 per cento aveva un’assicurazione sanitaria." La conseguenza diretta di tale inaccessibilità economica è un "tasso di mortalità materna tra i più alti al mondo: 427 morti ogni 100mila nati vivi (dati 2023)." Un dato impressionante, soprattutto se confrontato con la situazione in Italia, dove si registrano circa 8 decessi ogni 100mila nati vivi, o con il vicino Ruanda, che pur affrontando sfide simili, presenta un tasso di 229.

L'efficacia della gratuità dell'assistenza è stata confermata dalle osservazioni dirette degli operatori sanitari. Secondo Franck Ndachetere Kandonyi, infermiera dell’Afia Himbi Health Center sul lago Kivu, "grazie alla gratuità i parti erano passati da cinque a oltre 20 al mese; dopo la sospensione sono scesi a nove." Questo declino drastico evidenzia l'importanza cruciale di politiche sanitarie che rendano le cure accessibili a tutti. La mancanza di accesso formale all'assistenza spinge molte persone verso alternative pericolose. "Chi non ha i soldi per pagare cure, medicine e altri servizi sanitari non ha accesso ad alcuna forma di assistenza." In questo vuoto, "molti, come unica alternativa, si rivolgono ai cosiddetti curatori tradizionali, che utilizzano rimedi a base di erbe, intrugli e riti di dubbia efficacia, con risultati che spesso aggravano le malattie esistenti." Non solo queste pratiche offrono "dubbia efficacia," ma in "altri casi fanno credere di poter curare le persone, che così non solo non guariscono, ma perdono anche i pochi soldi a disposizione, interamente assorbiti dal curatore tradizionale." Questo ciclo di povertà e assistenza inadeguata contribuisce a perpetuare un'emergenza sanitaria di vaste proporzioni.

Mappa del Congo con indicatori di salute materna

La Vulnerabilità delle Madri in Aree Remote: L'Esempio dell'Afghanistan

Un'altra regione in cui la maternità è sinonimo di rischio estremo è l'Afghanistan. "L’Afghanistan è uno dei paesi con il più alto tasso di mortalità materno-infantile al mondo." La conformazione geografica del paese aggrava ulteriormente la situazione: "In particolare nei tantissimi villaggi situati nelle aree remote, le donne sono costrette a partorire in casa rischiando la loro vita e quella dei loro bambini." Questo contesto di isolamento e mancanza di infrastrutture rende l'accesso a qualsiasi forma di assistenza sanitaria quasi impossibile per milioni di persone.

"Immerso tra aspre montagne e vasti deserti, l’Afghanistan ospita circa 38 milioni di persone che vivono la loro quotidianità in villaggi estremamente remoti." La sfida è imponente: "Quest’anno (2025), oltre 22,9 milioni di afghani faticano a soddisfare i propri bisogni primari, con 14,3 milioni di persone che necessitano di servizi sanitari urgenti." In queste condizioni estreme, il supporto esterno diventa una salvezza. La storia di Zarmina, una madre trentenne di otto figli della provincia di Kandahar, è emblematica: “Ero malata e io e mio marito non potevamo permetterci le cure di cui avevo bisogno." La sua esperienza evidenzia come l'informazione e l'accesso, anche minimi, possano cambiare le vite: "Poi, una donna del nostro villaggio mi ha parlato di questa clinica." Grazie a interventi mirati, Zarmina ha potuto ricevere cure fondamentali: “Ho ricevuto per sei mesi anche gli integratori che mi hanno aiutato a recuperare le forze e hanno reso più facile l’allattamento."

Queste cliniche rappresentano un punto di riferimento vitale. Nel 2023, "INTERSOS, con il supporto di DRA (Dutch Relief Alliance) ed di Stichting Vluchteling ha dato vita alla clinica di Ashoqa, nella provincia di Kandahar, in cui fornisce servizi sanitari essenziali 24 ore su 24." Tali strutture sono fondamentali per la sopravvivenza delle comunità: "Il centro assiste circa 100 persone al giorno, affrontando varie esigenze sanitarie in un villaggio di quasi 7.000 residenti." L'esistenza di queste cliniche, seppur gocce in un mare di bisogno, dimostra l'efficacia degli interventi umanitari nel mitigare le crisi sanitarie più profonde.

Clinica mobile o centro sanitario in Afghanistan

La Maternità come Fenomeno Sociale e Culturale: Diversi Approcci e Sfide

Al di là delle emergenze sanitarie e delle disparità economiche, la maternità è profondamente modellata da fattori culturali e sociali che influenzano le pratiche di parto, l'allattamento e persino le decisioni riproduttive. Le esperienze di diverse culture offrono uno spaccato delle molteplici vie attraverso cui le donne vivono la nascita.

Percorsi di Nascita e Tradizioni Culturali in Africa

Le ostetriche occidentali che hanno lavorato in contesti africani hanno spesso raccontato di un'immersione in realtà profondamente diverse da quelle a cui erano abituate. Un'esperienza significativa è stata quella di Laura, un'ostetrica italiana che ha operato tra le donne Masai. “La grande scoperta” dice Laura “è stata l’immersione nella cultura e nella realtà Masai che sono completamente diverse da ciò che ho potuto vedere lo scorso anno. Soprattutto per quanto riguarda come partoriscono le donne in Africa e come affrontano il parto e l’allattamento." Questo evidenzia come le pratiche e le aspettative legate al parto siano intrinsecamente legate al tessuto sociale e alle tradizioni di una comunità.

La concezione africana del tempo e dei ritmi quotidiani rappresenta un altro elemento distintivo. Simona, un'altra ostetrica, ha trovato in questi ritmi una sfida e un'opportunità: "La concezione africana del tempo e degli orari è stata un’ulteriore prova per Simona, abituata ai ritmi frenetici imposti dalla nostra cultura e dalla nostra concezione del lavoro e della vita: “I ritmi africani mi hanno fatta “fermare” per 3 settimane”, ci ha detto." Questa decelerazione forzata può portare a una comprensione più profonda delle priorità locali e a un approccio più centrato sulla persona.

La comunicazione è un aspetto cruciale in qualsiasi scambio culturale, soprattutto in ambito medico. In contesti in cui le lingue e le visioni del mondo differiscono profondamente, la figura del mediatore culturale diventa indispensabile. Tutte e tre le ragazze "ci hanno parlato del ruolo fondamentale di Cynthia, “donna incredibile e interprete splendida” secondo Laura, che ha accompagnato le ragazze durante tutti gli incontri e le attività con le donne Masai, in veste di mediatrice linguistica e culturale." Simona ha ribadito l'importanza di tale supporto: “L’aspetto più difficile ma, d’altra parte, più arricchente, è stata la comunicazione con le donne Masai. Durante gli incontri con le donne in gravidanza e con le mamme avevamo la presenza costante di Cynthia Nemaiyan, una mediatrice culturale eccezionale, che ci ha permesso di bypassare l’ostacolo della lingua.” Questi racconti non solo evidenziano la necessità di un approccio sensibile e culturalmente competente nell'assistenza alla maternità, ma anche la bellezza e la ricchezza delle tradizioni locali. L'Africa, come descritta da Rombo, è un luogo di grande fascino e umanità: “Rombo è l’Africa che si vede nei documentari: la terra rossa, le giraffe per strada, le casette di fango e le donne eleganti con in testa i secchi pieni di acqua. Stare da Elaine ed incontrare questi abitanti rende molto umili e fa vedere quella parte che nei documentari è più difficile da cogliere; ti da un breve saggio di cosa sono le loro vite, i problemi, le difficoltà, ma anche una serenità ed un legame con la propria terra che da noi forse manca." Questa prospettiva arricchisce la comprensione della maternità al di là delle mere statistiche, inserendola in un contesto di profondo legame con la terra e la comunità.

I Mediatori Culturali si raccontano. Un progetto del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

La Maternità Tarda nel Contesto Occidentale: Scelte Personali e Implicazioni Biologiche

In contrasto con le sfide immediate affrontate dalle donne in molte nazioni in via di sviluppo, nei paesi occidentali il concetto di "maternità" si è evoluto diventando sempre più un "fenomeno sociale" influenzato da scelte individuali e contesti di vita complessi. Le donne, in numero crescente, scelgono di "rimandare il momento della maternità" per perseguire "propri progetti di vita", seguendo un "modello ispirato ai cambiamenti sociali, culturali ed economici." La maternità è vista come "un momento di appagamento nella vita di una donna", ma la decisione di avere figli in "anni" sempre più avanzati "è un’opzione ormai sempre più comune."

Questo spostamento comporta una discrepanza tra il "momento migliore sulla sfera personale" e il "miglior momento a livello fisico." È una "realtà che la fertilità cambia con l’età." Il periodo più propizio biologicamente per la maternità è "tra i 25 e i 30 anni, quando il corpo è meglio preparato per la maternità." Tuttavia, questo "momento biologico per essere madre" coincide "sempre meno con le decisioni della donna di oggi." Già "dai 35 anni la riserva ovarica (la quantità di ovuli che ha) diminuisce così come la qualità degli stessi," e "dopo i 40 si ha un drastico calo fino all’arrivo della menopausa." Enti come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) considerano "un’età materna oltre i 35 anni come un fattore di rischio medio." Questa tendenza si riflette nelle statistiche: in Spagna, "l’Istituto nazionale di statistica (INE) ha fissato l’età in cui le donne spagnole hanno il loro primo figlio nel 2019 a 32,2 anni," il che "pone le donne spagnole accanto alle italiane come ultime mamme europee."

Preservazione della Fertilità: Il Congelamento degli Ovociti

Di fronte a questa realtà biologica e alle scelte di vita moderne, la scienza offre soluzioni. "Pertanto, un’opzione per preservare la fertilità è il congelamento degli ovociti nella fase fertile." Questa tecnica innovativa permette alle donne di "prendere il controllo della sua vita riproduttiva, potendo decidere in futuro il momento migliore per diventare madre." Oggi, "le sofisticate tecniche di crioconservazione degli ovociti offrono la possibilità, abbracciata da sempre più donne di giovane età, per non rinunciare al loro progetto riproduttivo." Quando arriva il momento desiderato, "attraverso un trattamento di fecondazione in vitro - o con lo sperma del proprio partner o con il seme proveniente da una banca di gameti -, vengono utilizzati gli ovociti della paziente che hanno conservato quindi la stessa qualità e caratteristiche di quando sono stati congelati."

Gravidanza in Età Avanzata: Vantaggi, Rischi e Monitoraggio Specializzato

La maternità tardiva presenta sia vantaggi che sfide. Tra i benefici, spiccano la maggiore "maturità e grado di responsabilità" della donna, una maggiore consapevolezza della "sua cura personale e su quella della sua futura famiglia," e una maggiore "stabilità per dedicarsi al bambino." Tuttavia, esistono anche dei rischi significativi. "Sebbene sia possibile ottenere una gravidanza naturale, dopo i 40 anni il tasso di gravidanza con i propri ovuli si riduce al 5%, secondo la Società Spagnola di Fertilità (SEF)." Per una donna "con i suoi anni" (il termine per donne in età avanzata) che "vuole avere un figlio, è consigliabile non perdere tempo." La gravidanza in età avanzata è inoltre associata a maggiori rischi per la salute del feto e della madre. "Per questo motivo, oltre i 40 anni è considerata una gravidanza ad alto rischio."

Per ottimizzare il risultato in questi casi, "a seconda della sua riserva ovarica, della risposta alla stimolazione farmacologica, dei suoi marcatori genetici e persino dell’indice di massa corporea, vengono eseguite diverse linee guida." Tra gli accertamenti e le considerazioni vi sono: "Unità di basso livello della riserva ovarica", "Doppia stimolazione: è possibile recuperare più ovociti in pazienti con bassa riserva ovarica?", "ORMONE ANTIMÜLLERIANO: “SAPERE L’ETÀ DELLE TUE OVAIE”", "Insufficienza Ovarica Prematura. Potrò diventare madre? Cause, sintomi, diagnosi, trattamento e prevenzione", e "Cos’è la Riserva Ovarica?". Questi termini indicano l'approfondimento diagnostico e terapeutico necessario.

Per la salute del feto, è fondamentale "eseguire test genetici per escludere anomalie cromosomiche o escludere difetti congeniti o malformazioni." Esistono diverse tecniche diagnostiche avanzate:

  • Test Prenatale Non Invasivo (NIPT): Queste alterazioni vengono "identificate attraverso il campione di sangue della madre." "È possibile eseguire un test esteso come quello offerto dall’Instituto Bernabeu che permette l’analisi della delezione 22q11,2 o sindrome di diGeorge e il test completo che analizza le alterazioni dei 24 cromosomi insieme alle microdelezioni."
  • Amniocentesi: "Attraverso l’amniocentesi, il liquido amniotico viene estratto dall’interno della placenta, la sacca in cui si trova il feto. La puntura viene eseguita con un ago sottilissimo attraverso l’addome e dall’embrione vengono prelevate cellule che verranno analizzate per individuare l’eventuale presenza di anomalie cromosomiche o genetiche e difetti del tubo neuronale. Si svolge tra la 15a e la 18a settimana."
  • Biopsia del Corion o Villocentesi: "Attraverso la biopsia del corion o villocentesi, si ottiene tessuto dalla placenta per lo studio dei cromosomi fetali, del DNA o degli enzimi fetali. Viene eseguita per via addominale o transcervicale. Il suo vantaggio rispetto all’amniocentesi è che può essere eseguita alla settimana 11 e 12."
  • Funicolocentesi o Cordocentesi: "Funiculocentesi o cordocentesi è la puntura e l’estrazione del sangue dalla vena ombelicale per rilevare anomalie congenite e del sangue. È un metodo raro che deve essere eseguito da medici esperti. È fatto dalla settimana 19-20."

Oltre alla diagnosi, la preparazione è fondamentale. "Si consiglia di seguire una dieta variata, ricca di frutta e verdura e cibi con acido folico come legumi, verdure a foglia verde, noci o cereali. All’Instituto Bernabeu abbiamo un’unità specifica di endocrinologia e nutrizione durante la gravidanza." In secondo luogo, "è importante fare esercizio, mantenere un peso adeguato ed essere attivi." Infine, "si dovrebbero evitare sostanze nocive come alcol, tabacco e eccitazioni come il caffè." La "pianificazione della gravidanza dovrebbe iniziare con una consultazione pre-concezionale. Una raccomandazione che diventa più necessaria quando si considera la maternità in età avanzata."

Per quanto riguarda il parto, "l’età non implica grandi differenze quando si tratta di partorire." Tuttavia, "a partire dai 40 anni il rischio di parto prematuro e che il bambino nasca prima delle 37 settimane di gestazione è maggiore." "Anche la probabilità che il parto avvenga con taglio cesareo è maggiore." Questo è dovuto al fatto che "la muscolatura dell’utero è meno elastica e ha meno capacità di contrarsi." Di conseguenza, "il ginecologo può raccomandare di indurre o provocare il travaglio."

Diagramma di una fecondazione in vitro o congelamento ovocitario

L'Impegno della Cooperazione Internazionale per la Salute e l'Empowerment delle Donne, con una Nota sull'Algeria

Di fronte alle disparità globali e alle complesse sfide legate alla maternità, la cooperazione internazionale emerge come un pilastro fondamentale per la promozione della salute e dei diritti delle donne. Agenzie come l'AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) sono in prima linea in questo sforzo.

AICS e la Promozione dell'Uguaglianza di Genere e del Benessere Materno

L'AICS riconosce e valorizza il ruolo centrale delle donne nel processo di sviluppo. "L’8 marzo l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) celebra le donne che considera agenti di cambiamento e di sviluppo economico, politico, civile, culturale e sociale per le loro comunità e i loro Paesi in tutto il mondo." Forte di questa convinzione, "l’Agenzia continua a ritenere l’uguaglianza di genere una delle priorità per l’azione della cooperazione allo sviluppo italiana." Per questo, "l’Aics è impegnata con le sue due sedi in Italia e con le 18 sedi estere nel rimuovere gli ostacoli che rallentano il raggiungimento di una reale parità tra i sessi a discapito dei diritti delle donne."

L'azione dell'AICS si estende a diverse aree geografiche e settori, con un focus costante sul sostegno alle donne in situazioni di vulnerabilità e crisi. "L’Aics è sempre vicina alla donne in situazioni di crisi, come nel caso della guerra in Ucraina." Dallo scorso anno, l'Agenzia "sostiene le alle donne ucraine con 14 progetti di prima emergenza a favore della popolazione più vulnerabile per un valore di oltre 12 milioni di euro." Questo impegno si riflette anche nei Balcani Occidentali, dove "sono oltre 10.000 le donne sostenute in 15 anni dall’attività di cooperazione," secondo i dati presentati nel 2022 da Aics Tirana. Grazie all’Italia, "2.500 di loro hanno trovato un nuovo lavoro, aperto una microimpresa o ricevuto una formazione, mentre sono stati supportati finanziariamente e operativamente tre rifugi anti-violenza."

In America Latina, "l’Aics promuove in Colombia l’equità e l’inclusione sociale e produttiva delle donne residenti nelle aree rurali, tramite il “Programma di Sviluppo Rurale con Approccio Territoriale (Dret II)” e il progetto di sviluppo territoriale a Mapiripán." Anche "Aics L’Avana promuove l’empowerment economico femminile nell’ambito dell’iniziativa “Localizzando l’Agenda 2030 a Cuba”, implementata dall’Undp, attraverso la quale si sostiene l’esperienza di imprenditoria femminile della “Red de emprendedoras” e la piattaforma web dell’Osservatorio di genere, lanciata quest’anno in occasione della Giornata internazionale della donna."

Il Medio Oriente è un'altra regione chiave per l'azione dell'Agenzia. "In Medio Oriente Aics Amman dal 2019 sostiene la resilienza delle donne rifugiate siriane e di quelle giordane a rischio attraverso la creazione di un contesto sociopolitico favorevole al loro empowerment economico." In Giordania, tra le altre cose, "l’Agenzia finanzia l’inclusione di bambine e bambini con disabilità nelle scuole pubbliche."

L'Africa è al centro di numerose e importanti iniziative dell'AICS, molte delle quali direttamente o indirettamente correlate alla salute materna e al benessere delle donne. Tra le più longeve vi è “Let It Not Happen Again”, giunta ora alla sua quarta fase, che "dal 2019 punta a migliorare l’accesso alla giustizia per le vittime di violenza di genere in Kenya e, in particolare, per le donne sopravvissute a violenze durante i periodi elettorali." In Mozambico, "l’Aics sostiene invece sei Case Mae Espera come quella di Rotanda, una struttura che ospita le donne in attesa di partorire, donne soggette a rischio ostetrico o donne con difficoltà di accesso ai servizi sanitari." Queste strutture sono esempi concreti di come la cooperazione internazionale possa creare un ambiente più sicuro per le future madri.

Anche in Burkina Faso, "un progetto finanziato da Aics Ouagadougou propone una serie di attività di sensibilizzazione a beneficio delle famiglie per diffondere buone pratiche di agricoltura familiare per una dieta nutriente e diversificata nelle aree rurali," contribuendo indirettamente alla salute delle donne e dei bambini. L’agricoltura è ugualmente "al centro di un progetto della sede Aics di Addis Abeba nella regione etiope dell’Oromia. L’iniziativa ha l’obiettivo di supportare la modernizzazione e la sostenibilità delle filiere agricole anche attraverso il coinvolgimento delle donne."

Nel Nord Africa, "la sede Aics di Tunisi finanzia in Tunisia startup e micro-imprese femminili," mentre "in Marocco contribuisce all’inclusione socio-economica delle donne e alla scolarizzazione delle bambine." In Libia, "tra i risultati rilevanti, si segnala l’istituzione per mano di Unpfa di un numero verde e la riabilitazione di uno spazio multifunzionale per donne e bambine vittime di violenza e abusi dove, grazie ai fondi italiani sono state avviate attività di formazione su aiuto psico-sociale, benessere mentale e prevenzione della violenza di genere." Questi interventi dimostrano la profondità e l'ampiezza dell'impegno dell'AICS per creare un futuro migliore per le donne in contesti complessi.

La Presenza di AICS in Algeria: Sostegno alle Madri e ai Bambini nei Campi Saharawi

Specificamente in Algeria, l'AICS concentra i suoi sforzi in contesti di emergenza umanitaria. "In Algeria Aics è presente nei campi per rifugiati saharawi dove sono stati installati spazi ludico-pedagogici capaci di accogliere mamme e bambini." Sebbene non si tratti di informazioni dirette sulle modalità di parto per la popolazione algerina in generale, questa iniziativa è cruciale per il benessere delle madri e dei loro figli in un ambiente estremamente difficile come quello di un campo profughi. Gli spazi ludico-pedagogici sono ambienti sicuri e stimolanti dove i bambini possono giocare e imparare, e le madri possono trovare supporto, informazioni e un momento di respiro. Questi luoghi contribuiscono allo sviluppo psicofisico dei bambini e alla salute mentale e sociale delle madri, fornendo un contesto protetto e di socializzazione essenziale in situazioni di prolungato spostamento e incertezza.

Questi progetti, realizzati in collaborazione con partner locali e internazionali, rispondono a bisogni primari e contribuiscono a mitigare le difficoltà quotidiane delle famiglie rifugiate. Nonostante la mancanza di informazioni dettagliate sulle specifiche pratiche di parto in Algeria per la popolazione generale, l'impegno dell'AICS nei campi Saharawi riflette un approccio olistico al sostegno delle donne e della maternità in contesti vulnerabili. "Dietro tanti progetti in tutti questi Paesi ci sono altrettante voci di donne, ragazze e bambine, che raccontano storie difficili ma piene di speranza." Queste iniziative globali e localizzate sono il segno di un impegno continuo per garantire che ogni madre, in ogni angolo del mondo, possa affrontare la maternità con dignità e sicurezza. L'Aics Tunisi, ad esempio, sta anche lavorando su "Donne e ricerca per combattere il cambiamento climatico," come testimonia "la storia di Nabila che cerca di migliorare la produzione di datteri nel sud-ovest desertico della Tunisia, ormai sempre più colpito da siccità e avanzata della sabbia," dimostrando la vastità degli ambiti in cui il ruolo delle donne è riconosciuto e supportato per un cambiamento positivo.

Spazi ludico-pedagogici in un campo rifugiati

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