Lo sviluppo sessuale infantile è un processo complesso e affascinante che inizia fin dalla nascita e si evolve costantemente. È un percorso che coinvolge non solo la maturazione fisica, ma anche la sfera emotiva, relazionale e cognitiva del bambino. Comprendere le diverse fasi, i comportamenti tipici e le curiosità che emergono è fondamentale per genitori ed educatori, al fine di fornire un supporto adeguato e un'educazione sentimentale e sessuale appropriata all'età, che eviti stigmatizzazioni e promuova un approccio sano alla sessualità.
Le Prime Fasi dello Sviluppo: Attaccamento, Relazione e Scoperta Corporea
Nei primi mesi di vita, il bambino costruisce le fondamenta del suo sviluppo emotivo e relazionale. Tra i sei e i nove mesi di vita, il bambino sviluppa un attaccamento specifico per la persona che lo accudisce. Più questa relazione di attaccamento aumenta, più il bambino inizia a diffidare dagli estranei. Nella prima infanzia, che si estende fino ai 3 anni del bambino, prevalgono le dimensioni relazionali di affetto e contatto fisico tra il bambino stesso e i propri genitori. Il genitore assume qui un ruolo protettivo, mentre il corpo diventa uno strumento di comunicazione sociale per entrare in relazione con altre persone.
Fin da quando ha pochi mesi il bambino inizia a giocare con i propri genitali esattamente così come gioca con le altre parti del corpo. Si tratta quindi di atteggiamenti naturali che riguardano la scoperta delle sensazioni piacevoli legate al proprio corpo. I bambini provano delle sensazioni sessuali fin dalla nascita; i maschietti possono avere erezioni e sia maschi che femmine possono avere una sensazione piacevole toccando le parti sessuali del loro corpo. I bambini solitamente esplorano i loro genitali, quindi le parti sessuali del loro corpo, solo verso la fine del primo anno di vita perché queste parti sono più difficili da vedere rispetto ad altre parti del corpo come ad esempio le mani o i piedi.
Nel corso del primo anno di vita si possono osservare in entrambi i sessi, a volte e per alcuni secondi, movimenti del bacino, tensioni muscolari e conseguente rilassamento. Tra 0 e 4 anni l’erezione spontanea del pene (nei maschietti) e della clitoride (nelle femminucce) può produrre sensazioni fugaci, e altrettanto fugace può essere il piacere che il piccolo avverte quando, esplorando il proprio corpo, arriva a toccarsi i genitali. Sono però sensazioni che si confondono con altre stimolazioni piacevoli in diverse parti del corpo, per esempio quelle del solletico, di un massaggio, oppure del toccarsi o accarezzarsi vicendevolmente. Il piacere sessuale è presente, invece, nella masturbazione e in alcuni giochi dei più grandicelli. La masturbazione è un comportamento normale, anche se non tutti i bambini la praticano.
Sotto i tre anni di età non capiscono che tutte le parti del loro corpo sono permanenti, perciò un bambino piccolo può essere preoccupato di perdere il suo pene se vede che una bambina non ce l’ha e allo stesso modo una bambina può essere preoccupata perché non ha il pene. Cominciano a fare anche i confronti, a pensare che a loro manchi qualcosa o che abbiano qualcosa in più. I bambini in età prescolare di solito non si vergognano del loro corpo e amano stare nudi. Ai bambini di questa età spesso piace guardare sia il loro corpo che il corpo degli altri; possono fare il gioco del dottore e dell’infermiera che consiste appunto sia nel guardare che nel toccare, quindi un gioco che permette la sperimentazione e anche di alleviare un pò la curiosità che hanno in questa fase.

L'Evoluzione della Consapevolezza di Genere e delle Relazioni
Intorno ai 3 anni i bambini si accorgono che essere maschio o femmina comporta delle differenze a cui prima non pensavano: è una scoperta importante, da cui emergeranno via via domande sempre più specifiche. Perché i maschi e le femmine sono diversi? Perché lui ha il pisellino e io la patatina? Come fa la mamma a fare pipì? I maschi possono avere un bambino nella pancia? Verso i 3 anni di età sono in grado di capire a quale sesso appartengono e verso i 6 - 7 anni si rendono conto che questa è una cosa che in linea di massima non cambierà più.
Intorno ai 4 anni sono molto attratti dalle parole che riguardano la toilette e sono curiosi di sapere che cosa si fa in bagno, specialmente nel bagno degli altri. I bambini molto piccoli, fino a circa 4 anni di età, possono esprimere spontaneamente la propria curiosità verso il corpo di altre persone e le sue caratteristiche. A 4 - 6 anni diventano più consapevoli delle differenze tra maschi e femmine e più attivi nelle loro esplorazioni. Ad esempio, amano toccare il seno, osservare gli adulti quando sono in bagno, spogliarsi davanti agli altri e mostrare o toccare le parti intime. Imparano rapidamente che toccare certe parti del corpo procura delle sensazioni fisiche piacevoli.
Nei primi anni di scuola di solito i bambini sanno che guardare il corpo di altri e masturbarsi sono cose che si fanno in privato; possono ancora essere interessati a giocare e a guardare perché sono curiosi e questo accade specialmente intorno ai bagni dei maschi e delle femmine. I bambini iniziano a preferire amici dello stesso sesso. Nei primi anni di scuola è probabile che provino imbarazzo verso la nudità e dimostrino di avere vergogna sia con i genitori che con gli altri. Giocare al sesso può includere il baciarsi, corteggiarsi e fingere di sposarsi.

L'Educazione Sessuale: Un Ruolo Chiave per Genitori ed Educatori
A chi spetta il compito di fornire una corretta educazione sessuale e sentimentale ai bambini? Ai genitori, è la risposta più frequente. Le curiosità dei bambini sul corpo umano e le sue diverse funzioni, compresa quella sessuale, iniziano presto: i primi segni si vedono già al nido. Inoltre i bambini di oggi sono circondati da immagini erotiche, che compaiono ovunque: nei film e nei trailer, nelle pubblicità, negli show televisivi, in metropolitana e sui cartelloni stradali. Dovremmo allora chiederci se è bene che siano quelle immagini a “educare” i nostri figli o se sia invece responsabilità degli adulti fornire spiegazioni e valutazioni che li aiutino a orientarsi in un campo così sfaccettato e complesso.
Che cosa vuol dire, in pratica, essere preparati? Vuol dire che non si può improvvisare. È importante in primo luogo conoscere i tempi della maturazione sessuale: sapere, per esempio, che anche i bambini hanno una loro sessualità, sia pure diversa e immatura rispetto a quella degli adolescenti e degli adulti.
È opportuno dare delle spiegazioni sui fatti della vita sessuale ai bambini? A quale età cominciare a rispondere a queste domande? Come poter rispondere a queste difficili domande? Quali risposte dare? Non esistono delle linee guida, dei manuali o delle regole di comportamento su cosa dire o non dire, su come dirlo o quando. La curiosità dei bambini prima o dopo li porta a porre domande sul sesso, su come funziona la sessualità e sul loro corpo. La sua posizione è molto chiara. Viste tali premesse, quindi, è indubbio pensare che il bambino sia un “essere amoroso completo” ben prima della pubertà, prima degli aspetti puramente riproduttivi e, di conseguenza, anche la sua curiosità sessuale si esprima molto più precocemente di quanto si vorrebbe pensare. Quindi Freud ci aiuta nell’orientarci sul come fare sostenendo che “con quel fare misterioso gli si impedisce soltanto di dominare intellettualmente attività per le quali è psichicamente preparato e somaticamente disposto”.
Il secondo problema riguarda la provenienza dei bambini ed emerge spesso in concomitanza con l’arrivo indesiderato di un nuovo fratellino. Freud, già nel 1907, chiarisce: “io non credo che vi sia alcuna ragione per negare ai bambini quella spiegazione che la loro brama esige”. Di fronte alla non-risposte dei genitori, i bambini spinti dalla loro curiosità continuano a pensarci in autonomia, ad esplorare, ad informarsi e svolgere un vero e proprio lavoro di ricerca scientifica, fatto di prove ed errori, confronti, dibattiti accesi con altri bambini. Arrivano alle più svariate e fantasiose teorie che portano alla formazione e al consolidamento delle teorie sessuali, le quali possono permanere anche ben oltre l’infanzia. Teorie spesso errate, ingigantite, crudeli e cruente, non naturali e non spontanee, che nei casi più rari possono porsi da base per un rapporto non equilibrato e sano con la propria sessualità. Al giorno d’oggi i bambini hanno maggior libertà di accesso a contenuti online e ricercare in questo mondo virtuale e disumanizzato risposte ai loro quesiti potrebbe diventare una strada davvero pericolosa.
Come spiegare la sessualità ai bambini
Le Informazioni Graduali Appropriata all'Età
È importante trovare il modo giusto di affrontare le tematiche che coinvolgono i bambini sul piano emotivo, usando delicatezza e sensibilità, e ricorrendo a linguaggi diversi a seconda delle età. Nei primi quattro anni di vita le informazioni che i bambini possono recepire riguardano i nomi delle diverse parti del corpo (sempre secondo il loro linguaggio), le norme igieniche fondamentali, la differenza tra maschi e femmine, dove si trovano i bambini prima di nascere.
Tra i 4 e i 6 anni le informazioni che i bambini possono acquisire saranno più articolate: le funzioni delle diverse parti del corpo, la differenza dei corpi in base al sesso, i meccanismi principali della gravidanza e della nascita, gli elementi base della riproduzione, i vari tipi di relazioni familiari (genitori, figli, fratelli, cugini, nonni), il fatto che non tutti i comportamenti sono accettabili e non tutti gli adulti sono amichevoli.

La Sessualità nell'Infanzia: Normalità e Percezioni
Per molto tempo questa dimensione è stata negata, taciuta, arrivando a stigmatizzare qualunque manifestazione di natura sessuale nell’infanzia. Era come se l’argomento fosse un tabù, un qualcosa di cui non si poteva parlare. All’alla base di questo ragionamento, però, c’è un errore che è quello di paragonare la sessualità infantile a quella adulta, quando invece i due fenomeni non sono assolutamente assimilabili. La sessualità infantile nasce, infatti, con la continua scoperta di sé che avviene in età molto precoce.
Anche lo stimolare volontariamente alcune parti del corpo per ottenere una sensazione di piacere è un comportamento che fa parte del naturale sviluppo dei bambini. Il bambino, scoprendo le varie parti del corpo e scoprendo anche i genitali, scopre che queste parti del corpo gli danno piacere. Si tratta di un’autoerotizzazione fisiologica che permette al bambino di prendere confidenza con il proprio corpo e di sperimentare le sensazioni positive ad esso collegate. Se fino ai tre anni la ricerca di queste sensazioni è quasi involontaria, dai tre anni in poi inizia una vera e propria ricerca del piacere, quindi una ricerca più intenzionale.
Anche i giochi sessuali che fanno alcuni bambini a partire dai 3-4 anni rientrano nella normalità. Giochi come “papà e mamma” o “il dottore” possono avere o non avere una componente erotica: a volte a ispirarli è più la curiosità che la ricerca delle sensazioni fisiche. Dobbiamo tenere a mente che si tratta di occasioni di sperimentazione e gioco che non hanno nessuna connotazione legata alla sessualità adulta, devono quindi essere considerati come comportamenti naturali e non devono essere stigmatizzati né connotati da malizia. L’importante è che questi giochi avvengano tra bimbi di età simili e che gli adulti rispettino questi spazi monitorando a distanza, ma senza intrusioni gratuite.

Approfondimenti Teorici e Prospettive Moderne
Le teorie sull'infanzia e la sessualità hanno visto evoluzioni significative. Freud delinea lo sviluppo psicosessuale infantile distinto in 5 fasi: la fase orale, la fase anale e la fase fallica, che culmina nella risoluzione del complesso di Edipo nel bimbo e del complesso di Elettra nella bimba. In seguito vi è una fase di latenza fino alla fase genitale della pubertà in cui tutte le pulsioni sessuali vengono finalizzate alla riproduzione eterosessuale. La tesi di base freudiana è che la sessualità dell'infante (primi 6 anni di vita) sia perversa polimorfa e che sviluppi forti impulsi all'incesto, spesso con il genitore di sesso opposto. Le teorie di Freud si svilupparono in un contesto differente dall'odierno e alcune di queste teorie, come quella dell'invidia suscitata dal pene del padre nel bambino, sono state rimpiazzate; molti ricercatori moderni le considerano obsolete e il nocciolo del suo lavoro non sembra mai essere stato accettato per intero dalla comunità scientifica. Una questione a sé è quella del cosiddetto "scandalo Masson", in quanto critica proveniente dall'interno della stessa istituzione psicoanalitica. Alfred Kinsey fece il primo sondaggio su larga scala sul piacere sessuale e inserì relazioni statistiche sulla masturbazione infantile; i suoi lavori costituiscono le maggiori fonti di dati tratti da interviste dirette.
Le scuole di derivazione freudiana e perciò psicoanalitica che tendono a enfatizzare l'innata biologia, secondo cui lo sviluppo sessuale può essere incoraggiato o disturbato durante l'infanzia. Lo sviluppo sessuale del bambino sarebbe prima di tutto un processo biologico e pertanto sostanzialmente simile in tutte le culture. Questa visione traccia un modello definito di uno sviluppo sessuale per soddisfare il bisogno, anche se questo modello può venire influenzato dalla cultura dominante. In anni recenti si è diffuso soprattutto in ambienti anglofoni un approccio alternativo, che tende a enfatizzare la sessualità come costrutto sociale, per i quali cioè la sessualità nel bambino è pesantemente condizionata dal dominio della società sull'individuo.
La Fase della Pubertà e la Definizione dell'Identità
Nella fase della pubertà si definisce l’identità sessuale e in questo momento andrebbero spiegate le differenze tra una buona relazione sentimentale ed una non funzionale. In questa fase i ragazzi dovrebbero essere aiutati a capire se gli argomenti sessuali di cui i mass media parlano sono reali o meno, positivi o negativi per la crescita personale. I teenager sono solitamente delle persone molto discrete e private. Le conversazioni sulla sessualità, appropriate all’età dei bambini, possono rientrare nella quotidianità della vita e non devono rappresentare un’eccezione.
I bambini tra i 7 e 12 anni hanno maggior consapevolezza delle regole sociali, diventano più timidi e desiderano una privacy maggiore. I bambini fino alla fase puberale dello sviluppo (10, 11 anni) tendono a frequentare coetanei dello stesso sesso e a nutrire scarso interesse verso i coetanei del sesso opposto. Quali sono i comportamenti tipici dell’infanzia in base alle varie fasce d’età? I bambini dai 7 ai 12 anni, invece, hanno come atteggiamento tipico quello di manipolare intenzionalmente le proprie parti intime, quindi la masturbazione, ma in questo caso solo in privato proprio perché stanno crescendo. È tipico svolgere giochi a contenuto sessuale con i coetanei, manifestare curiosità verso la nudità in generale, ricercare immagini a contenuto sessuale nei media (televisione, film, Internet), desiderare una maggiore riservatezza, essere riluttanti a parlare con gli adulti di argomenti sessuali, esprimere un progressivo interesse sessuale verso i coetanei. La maggior parte dei giochi sessuali esprime una curiosità naturale che il bambino ha e non diventa solitamente motivo di preoccupazione o di allarme.

Promuovere un Atteggiamento Positivo e Consapevole
Imparare la sessualità è importante nella crescita di un bambino tanto quanto lo è imparare qualsiasi altro aspetto della vita. I bambini devono avere un atteggiamento positivo verso le parti sessuali del loro corpo, così come positivo è l’atteggiamento che hanno verso le braccia, verso le gambe o verso qualsiasi altra parte. Devono capire che è una cosa bella essere maschio o femmina. Se i genitori parlano con i figli del loro corpo e di sentimenti e di comportamenti che riguardano il sesso i bambini imparano che parlare di sesso con i genitori è una cosa bella. Far capire ai propri figli che possono rivolgersi a loro e parlare liberamente è uno dei modi migliori che i genitori hanno per aiutarli a costruire la loro scala di valori. Molti genitori pensano che parlare di sessualità ai bambini potrebbe incoraggiarli a diventare sessualmente attivi, quindi se non gliene parlo lui non si interessa. In realtà non è così: al contrario, parlare apertamente con loro di argomenti sessuali è un’occasione per offrire loro le conoscenze e le competenze di cui il bambino ha bisogno, proprio per riconoscere i rischi e assumere comportamenti sicuri e rispettosi per sé e per il partner nelle future relazioni intime.