Segni di Allattamento nella Coniglia: Come Comprendere e Intervenire

La gestione della riproduzione dei conigli, siano essi selvatici o domestici, richiede una profonda comprensione dei loro comportamenti naturali, specialmente per quanto riguarda l'allattamento dei piccoli. Spesso, la mancanza di visibilità diretta del processo può indurre a preoccupazioni infondate, o al contrario, a sottovalutare segnali critici. È fondamentale imparare a leggere i segni che indicano se una coniglia sta effettivamente allattando i suoi coniglietti e quando potrebbe essere necessario un intervento. La prole dei conigli, a differenza di quella di altri mammiferi più autonomi alla nascita, è "inetta", ovvero non è in grado di essere indipendente fin dal momento della nascita. Le orecchie si aprono a 7 giorni e gli occhi a circa 10 giorni, rendendo i primi giorni di vita estremamente delicati e dipendenti dalle cure materne.

Il Comportamento Naturale di Allattamento: Miti e Realtà

Il comportamento riproduttivo dei conigli è un aspetto affascinante che ne sottolinea l'elevata attitudine riproduttiva, la notevole indipendenza e la specializzazione nella gravidanza e nel parto. Comprendere questi meccanismi è essenziale per la loro sopravvivenza in natura e per una gestione responsabile in ambiente domestico.

Frequenza e Durata: Miti e Realtà

Le coniglie allattano i piccoli per circa 5 minuti al giorno. Questa è una delle informazioni più sorprendenti e spesso fraintese riguardo alla cura materna nei conigli. Entrano nel nido o nella casetta di prima mattina e nuovamente di sera, dedicando un tempo sorprendentemente breve a questa attività essenziale. Il loro latte è estremamente nutriente, consentendo ai coniglietti di riempire lo stomaco in pochi minuti. Non è raro pensare che la madre non si stia prendendo cura dei coniglietti. Tuttavia, questa è una percezione spesso errata. L'allattamento avviene fisiologicamente una sola volta al giorno, di solito durante le ore serali o notturne, permettendo ai piccoli di assumere una quantità di latte pari al 20% del proprio peso corporeo in circa 3-5 minuti. Il latte di coniglia ha una composizione particolare e molto energetica, che permette di ottenere un corretto sviluppo della prole anche con uno stile di allattamento così conciso.

Tuttavia, nuove metodologie di allevamento e attente osservazioni del comportamento dei conigli in natura hanno rivelato che le femmine possono allattare i piccoli più di una volta al giorno. Queste situazioni sono maggiori rispetto a quelle in cui l'allattamento viene praticato una sola volta al giorno. Abbastanza significativi sono i casi in cui le femmine allattano per due volte al giorno, e questo succede spesso alla seconda settimana di vita dei coniglietti. L'allattamento medio dura circa 4 minuti, ma questa durata è inversamente proporzionale al numero di allattamenti: maggiore è il numero di allattamenti e minore è il tempo per ogni allattamento. Verso la fine dell'allattamento, la durata dello stesso diminuisce. La durata dell'allattamento, dunque, non varia in base alla razza allevata ma in base al peso delle coniglie. Con il diminuire del peso della razza del coniglio, la durata media dell'allattamento si accorcia.

Il Nido: Costruzione e Funzione

Le coniglie non restano nel nido per riscaldare i piccoli come fanno di solito i mammiferi e gli uccelli. Questa è una strategia evolutiva per proteggere la prole dai predatori, riducendo al minimo la presenza della madre che potrebbe attirare attenzioni indesiderate. Costruiscono un nido con il loro pelo, che viene strappato dall'addome, e con erba, per tenere i piccoli al caldo nell'intervallo tra le successive poppate. Alcuni giorni prima del parto, la madre inizia a preparare il nido, utilizzando strisce di fieno e di paglia, rametti o materiali simili, e strappandosi alcune ciocche di pelo da inserire nel nido, in modo da creare un ambiente in cui la temperatura possa mantenersi elevata. Il bulbo pilifero, infatti, diventa più fragile nelle ultime fasi di gravidanza per via dell'effetto degli ormoni, in particolare per l'abbassamento del progesterone e l'innalzamento della prolattina. La cura meticolosa della costruzione del nido è un indicatore cruciale del legame materno e della preparazione della coniglia.

Preparazione di un nido di coniglio

Il Latte Materno: Un Elisir Nutriente

Il latte di coniglia è eccezionalmente ricco e concentrato, il che spiega perché i coniglietti necessitino di poppate così brevi. Questa composizione unica garantisce un apporto energetico e nutritivo elevato, essenziale per la crescita rapida e la termoregolazione dei piccoli che non sono costantemente riscaldati dalla madre. Questo latte permette di ottenere un corretto sviluppo della prole anche con uno stile di allattamento così particolare.

La Discrezione della Madre: Un Meccanismo di Sopravvivenza

Dopo aver allattato, le coniglie restano il più lontano possibile dal nido, per evitare di attirare i predatori. Questa è una tattica di sopravvivenza che spesso viene mal interpretata dai proprietari, che potrebbero pensare che la madre abbia abbandonato i suoi piccoli. È importante non costringere una coniglia a restare nel nido; il suo comportamento è dettato dall'istinto e finalizzato alla protezione della nidiata.

Ritmi Circadiani e Fattori Ambientali nell'Allattamento

Le coniglie hanno mostrato un diverso ritmo circadiano dell'attività di allattamento in base ai regimi di luce artificiale praticati nelle diverse tecniche d'allevamento. In condizioni di luce naturale, l'attività di allattamento viene osservata al crepuscolo, cioè nel "periodo di tempo" che intercorre dal dì alla notte. Se si effettua l'integrazione luminosa, la maggior parte degli allattamenti avviene dal tramonto all'alba. Questo dimostra come l'ambiente, soprattutto la luce, possa influenzare direttamente i tempi dell'allattamento, anche se la frequenza e la durata complessiva rimangono relativamente costanti.

Coniglia che allatta i suoi piccoli

ALLEVARE CONIGLI | Come Gestire i Calori e l'Accoppiamento!

Valutare il Benessere dei Coniglietti: I Segni da Cercare

Data la natura discreta dell'allattamento delle coniglie, l'osservazione diretta dei coniglietti diventa il metodo più affidabile per capire se stanno ricevendo le cure necessarie. Non è sempre necessario vederli allattare attivamente per avere un quadro chiaro del loro stato di salute.

Esame Visivo: Stomaco, Pelle e Attività

Potete prendere in mano i piccoli e controllare se si stanno alimentando controllando le dimensioni dello stomaco, che non deve essere infossato. Uno stomaco gonfio e rotondo indica che hanno appena bevuto una quantità adeguata di latte. Il colore roseo della pelle è un altro indicatore chiave; i coniglietti sani e ben nutriti avranno una colorazione della pelle vivace e rosata. Infine, il loro livello di attività è fondamentale: non devono avere un colore bluastro e non devono apparire intorpiditi. Al contrario, dovrebbero essere attivi e reattivi. Durante il resto del giorno, i coniglietti passano il tempo insieme all'interno del nido, compiendo movimenti circolari per scaldarsi. Se il nido viene ispezionato, i piccoli sani spuntano vigorosamente dai peli e dai rametti, per poi tornare rapidamente all'interno del nido.

Il Pianto dei Coniglietti: Un Campanello d'Allarme

I coniglietti neonati dovrebbero stare in silenzio per la maggior parte della giornata. Se piangono costantemente, allora significa che non vengono nutriti a sufficienza o che c'è un altro problema. Un pianto persistente è un chiaro segnale di disagio e indica che qualcosa non va nel processo di allattamento o nella loro salute generale.

Importanza di Non Disturbare

È comunque bene non disturbare i piccoli per evitare un inutile consumo di energia, che potrebbe stressarli. Intervenire troppo spesso, anche con le migliori intenzioni, può causare stress alla madre e ai piccoli, potenzialmente compromettendo il successo dell'allattamento. La madre, restando lontano, evita di attirare predatori, e la sua assenza è parte del suo istinto protettivo. Se ti capitasse di trovare un nido di coniglietti e di non vedere la madre nei dintorni, sappi che è normale. Non portarli via dal nido, ridurresti notevolmente le loro possibilità di sopravvivenza. Normalmente, la madre è in giro.

Coniglietti in un nido

Gravidanza e Parto nella Coniglia

I conigli sono notoriamente grandi riproduttori. La prolificità di questa specie è alla base della sua diffusione e della sua sopravvivenza in natura, e ne rende fruttuoso anche l'allevamento. La capacità riproduttiva di un singolo coniglio può arrivare fino a 60 piccoli all'anno, e la femmina può essere ricettiva per un nuovo accoppiamento già 24 ore dopo il parto. Non stupisce quindi che il coniglio sia anche un simbolo legato alla Pasqua, proprio per la sua attitudine alla nascita.

Dalla Pubertà al Concepimento

Lo sviluppo sessuale corrispondente al periodo della pubertà avviene in tempi variabili in base alla dimensione del coniglio: intorno ai 4-5 mesi nelle razze più piccole, e 5-8 mesi nelle razze di maggiore volume. In condizioni naturali, il periodo migliore per il concepimento è la primavera, mentre tende ad essere meno sicuro nei mesi autunnali, per via delle temperature e dell'illuminazione. Tuttavia, in condizioni controllate come quelle domestiche, il calore delle coniglie si verifica tutto l'anno, e la possibilità di accoppiamento e di intraprendere una gravidanza è pressoché continua. Questo è il motivo per cui, in caso si abbia una coppia di conigli in ambiente domestico, è bene procedere con la sterilizzazione degli individui, sia per prevenire patologie riproduttive, sia per evitare che l'ambiente domestico si trasformi in un batter d'occhio in un allevamento di conigli.

Durata della Gestazione e Sviluppo Fetale

Dopo l'accoppiamento, inizia la gravidanza che porta allo sviluppo dei piccoli. La gravidanza nella coniglia è relativamente breve, della durata complessiva di circa 30-32 giorni. Non è raro che in casa non ci si accorga di nulla fino al momento del parto. Il numero di piccoli può variare in base alla dimensione dell'animale: le razze piccole producono 4-5 coniglietti, mentre le razze grandi possono arrivare anche a 8-12. Durante la gravidanza, si può verificare un certo grado di mortalità intrauterina di alcuni piccoli. A seconda del momento in cui si verifica la mortalità, si può avere riassorbimento dei piccoli o aborto.

Segni di Gravidanza e Preparazione al Parto

I segni di gravidanza riconoscibili anche a casa sono più evidenti nelle ultime fasi. Solitamente non ci sono grandi problemi durante la gestazione della coniglia. Essendo per natura animali "preda", i conigli sono molto autonomi ed indipendenti. Tuttavia, per evitare di arrivare impreparati all'insorgere di eventuali problematiche, il modo migliore è un corretto monitoraggio e prevenzione. Una visita dal veterinario permette di riconoscere uno stato di gravidanza e di scovare eventuali patologie sottostanti. Inoltre, è bene conoscere il numero di coniglietti che ci si aspetta al parto: è possibile contare i piccoli tramite l'esecuzione di una semplice radiografia a fine gravidanza. Niente paura, a questo stadio di sviluppo dei feti, i raggi X non creano problemi nella crescita dei coniglietti. In associazione allo studio radiografico, l'esame ecografico permette di valutare la vitalità dei piccoli. Conoscere il numero dei nascituri permette di capire se ci sono problemi durante il parto, e se ci sono feti che non sono stati espulsi.

L'alimentazione della mamma deve essere la stessa raccomandata normalmente: fieno, verdure fresche, ed un'eventuale aggiunta di un pellet specifico per conigli. Soprattutto nelle fasi finali e durante la lattazione, il pellet può aiutare a fornire un apporto alimentare adeguato. Dopo la nascita, una visita dei piccoli è sicuramente una buona idea.

Il Parto: Un Evento Rapido e Intuitivo

Terminato lo sviluppo dei piccoli, avviene il parto. Questa fase è molto rapida, della durata di circa 30 minuti, e normalmente avviene durante le prime ore del mattino. Subito dopo la nascita, la madre pulisce i piccoli e ingerisce la placenta, ricca di elementi nutrienti. La prole, come detto, è "inetta".

Problematiche Comuni: Pseudogravidanza e Distocia

Sebbene sia raro, è possibile che si verifichino problemi durante la gravidanza o il parto. La mortalità fetale può esitare in un riassorbimento o in un aborto. Il riassorbimento solitamente passa inosservato, mentre l'aborto può portare all'espulsione di un feto morto. In questo caso, è importante sottoporre la madre a una visita clinica per capire se sono in atto patologie infettive.

La pseudogravidanza è una patologia che si caratterizza per la presenza di atteggiamenti tipici della gestazione, in una coniglia che non è gravida. Questo può succedere anche in coniglie non sterilizzate che vivono da sole, in cui avviene un'ovulazione e i conseguenti cambiamenti ormonali. Si può riconoscere per atteggiamenti di preparazione del nido, irrequietezza e aumento di volume delle mammelle, con possibile produzione di latte. Spesso è una situazione autolimitante, ma la produzione di latte può provocare una mastite.

Al momento del parto, può verificarsi una distocia, ovvero una difficoltà durante l'espulsione dei piccoli. Le cause di distocia sono molteplici e possono essere anche gravi per la madre e per i piccoli, e necessitare di un intervento terapeutico farmacologico o chirurgico urgente. I conigli sono animali con un'elevata attitudine riproduttiva, altamente indipendenti e specializzati nella gravidanza e nel parto. Nel caso di conigli da compagnia, bisogna ricordare che una condizione domestica può diventare in tempi molto rapidi simile a una condizione di allevamento, con una notevole produzione di coniglietti a partire da un singolo individuo.

Distinguere Coniglietti Selvatici da Leprotti e Quando Intervenire

La differenza tra coniglietti selvatici e leprotti è cruciale per un intervento appropriato, in quanto le loro esigenze e i loro habitat naturali differiscono significativamente.

Conigli vs. Lepri: Differenze nel Nido

I conigli selvatici fanno il nido in gallerie sotterranee, offrendo ai loro piccoli una protezione significativa dagli elementi e dai predatori. Le lepri, invece, partoriscono e allevano i loro piccoli sul terreno nudo, spesso in una depressione poco profonda, mascherata solo da vegetazione circostante. Questa distinzione è fondamentale: se trovate un nido con dei piccoli sul terreno, si tratta quindi di leprotti. Questa differenza nel luogo del nido influisce direttamente sulla frequenza e sulla modalità di visita della madre.

Quando un Coniglietto è Veramente Orfano?

Il più delle volte i coniglietti selvatici non sono orfani. È una realtà che si parla molto spesso di gattini e cani cuccioli abbandonati od orfani, ma è una situazione che colpisce anche i coniglietti. Tuttavia, l'istinto materno e le strategie di sopravvivenza dei conigli e delle lepri fanno sì che la madre resti lontana dai piccoli per la maggior parte del tempo, tornando solo per brevi poppate. Le coniglie allattano i piccoli per circa 5 minuti al giorno, entrando nel nido o nella casetta di prima mattina e nuovamente di sera, per poi restare il più lontano possibile dal nido, evitando di attirare i predatori. Le lepri, similmente, allattano solo di notte.

Se hai scoperto un nido con un coniglietto neonato e sembra in salute, non lo spostare. Se ti capitasse di trovare un nido di coniglietti e di non vedere la madre nei dintorni, sappi che è normale. Non portarli via dal nido, ridurresti notevolmente le loro possibilità di sopravvivenza. Normalmente la madre è in giro. Presupporre che un coniglietto sia orfano solo perché la madre non è visibile è un errore comune che può compromettere seriamente le possibilità di sopravvivenza del piccolo.

Un coniglietto è considerato veramente orfano solo in circostanze specifiche: se la madre è stata uccisa da un altro animale o da una macchina, o quando una coniglia domestica rifiuta di occuparsi dei piccoli. Nel caso di un leprotto selvatico, è necessario portarlo ad un centro di recupero per la fauna selvatica, se è VERAMENTE orfano (se la madre è morta). Ricordate che nel caso delle lepri la madre va ad allattarli SOLO di notte; per favore rimetteteli nel nido se li trovate e sono sani. Nel caso dei conigli, la madre li nutre solo una o due volte al giorno per soli 5 minuti, quindi lasciate i piccoli con la madre. I cuccioli devono stare con la madre almeno fino alle 4 settimane di vita. Prima di allora, un lagomorfo cucciolo dipende dal suo latte per una corretta alimentazione e il suo fabbisogno nutrizionale.

Cura dei Coniglietti Orfani o Rifiutati: Una Guida Pratica

Quando si verifica la tragica eventualità che un coniglietto sia effettivamente orfano o venga rifiutato dalla madre, è fondamentale agire con prontezza e cognizione di causa. La sopravvivenza di questi piccoli dipende interamente dall'intervento umano, ma un intervento sbagliato può essere più dannoso dell'assenza di aiuto.

Calore Adeguato: Evitare Eccessi

I conigli non devono essere riscaldati con una fonte esterna di calore se la temperatura ambientale è di almeno 18-21°C, poiché il caldo eccessivo può essere fatale. I coniglietti, durante il resto del giorno, passano il tempo insieme all'interno del nido, compiendo movimenti circolari per scaldarsi. Se la stanza è più fredda, potete mettere un cuscino riscaldante o una bottiglia con acqua calda avvolta in un panno a metà nido, in modo che i piccoli possano spostarsi in una zona più fresca se hanno troppo caldo. Questo permette loro di autoregolare la temperatura corporea, aspetto cruciale per la loro fragile omeostasi.

La Scelta del Latte Artificiale: Cosa Usare e Cosa Evitare

L'alimento di cui ha bisogno nei primi giorni di vita è il latte materno. Se non è possibile ottenerlo perché la mamma è morta e ci si chiede cosa e come far mangiare un coniglietto abbandonato, la scelta del sostituto è critica. Utilizzate il latte in polvere per gattini KMR (Kitten Milk Replacer) per i conigli, o latte di capra intero, non scremato, per i leprotti. Per i leprotti, è comunque preferibile che se ne prenda cura un professionista, quindi non fatelo a casa senza supervisione. In alcune circostanze, alcuni suggeriscono una miscela con latte di capra, tuorlo d'uovo e un cucchiaino di sciroppo di mais, affermando che questo miscuglio può avere sostanze nutritive simili al latte materno. Tuttavia, è di vitale importanza non aggiungere zuccheri al latte artificiale in generale, e non utilizzare il latte Esbilac (nonostante alcune fonti lo citino, altre lo sconsigliano fortemente, mettendo in guardia sui rischi), o il latte in polvere per cani o il latte di mucca. La tolleranza al lattosio nei coniglietti è molto bassa, e un'alimentazione scorretta è una delle principali cause di morte nei piccoli a causa di problemi intestinali mortali. Per ridurre questo rischio, aggiungete una piccola quantità di probiotici contenenti lattobacilli (fermenti intestinali), come L. acidophilus (in vendita nelle farmacie), per aiutare lo sviluppo di una sana flora batterica intestinale.

Latte per coniglietti orfani e siringa di alimentazione

Tecniche di Alimentazione e Dosaggi

Un coniglio orfano deve mangiare due volte al giorno. Ricordate di dare loro il latte SOLO DUE VOLTE AL GIORNO. Nutrirli troppo è una delle principali cause di morte nei piccoli a causa di problemi intestinali mortali. Potreste trovare più facili da utilizzare un contagocce o una siringa (o una siringa da insulina). Alimentate i piccoli tenendoli dritti, e date il latte lentamente, osservandoli leccare e deglutire, in modo che non aspirino il latte nei polmoni. La progressione del dosaggio è la seguente:

  • 1-2 settimane: 5-7 ml per pasto (due pasti).
  • 2-3 settimane: 7-13 ml per pasto.In caso di formule alternative, i primi giorni si possono somministrare 5 cc (un cucchiaino da tè); il volume viene aumentato lentamente fino a 15 cc (un cucchiaio da tavola) la seconda settimana, e fino a 25 cc la terza. Somministrate il latte solo due volte al giorno fino al massimo alle dosi indicate.

Stimolazione Urinaria e Defecazione: Un Passaggio Fondamentale

I coniglietti con gli occhi ancora chiusi devono essere stimolati a urinare e defecare prima e dopo ogni pasto. Questo è un passaggio cruciale, poiché la madre normalmente esegue questa funzione leccando la zona anogenitale dei piccoli. Dopo ogni pasto è importante stimolare il coniglietto ad urinare e defecare (finché non apre gli occhi) per far funzionare bene l’apparato urinario e intestinale. Prendete un batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida e massaggiate delicatamente la zona anale fino a che il coniglietto non inizia a produrre feci e urine e continuate a massaggiare finché non ha finito. Fatevi aiutare da un esperto per questo, in quanto una stimolazione impropria potrebbe essere dannosa.

L'Introduzione dei Cibi Solidi e lo Svezzamento

I conigli aprono gli occhi a circa 10 giorni di età, o circa 2 settimane. Appena hanno aperto gli occhi, si può iniziare a introdurre l’avena arrotolata. A circa 30 giorni, o due settimane di età per i coniglietti, si può somministrare pellet di erba medica e di qualità contenente fibra pura. Iniziate allora a somministrare fieno (ad esempio di orzo o fleolo), un po’ di erba medica e acqua. Per i leprotti, aggiungete vegetali freschi come foglie di tarassaco, prezzemolo, foglie di carota, carote grattugiate, il tutto fresco e ben lavato. Per mantenere le verdure fresche, infilatele in una tazza pesante piena d'acqua e cambiatele spesso. Nel caso dei leprotti non è necessario somministrare pellet. È importante passare lentamente dall’avena ai pellet, altrimenti si può provocare l’enterotossemia, un tipo di infezione intestinale con un alto tasso di mortalità. Anche la transizione dal latte al cibo solido deve avvenire progressivamente.

I conigli vengono svezzati a circa 6 settimane di vita, anche se per le razze più grandi è meglio aspettare fino alle 8 settimane. Le lepri vengono svezzate e rilasciate a 4-5 settimane. A circa 6 settimane, si può iniziare lo svezzamento, aggiungendo man mano più acqua alla miscela di latte artificiale fino a quando non sarà principalmente acqua. L'indipendenza dei piccoli deve avvenire abbastanza in fretta, infatti, la mamma smette di occuparsi dei coniglietti a circa 24 giorni di vita. A questo punto, i piccoli si trovano ad essere del tutto autonomi e devono essere ormai del tutto svezzati.I leprotti devono essere liberati appena mangiano fieno e verdure e mostrano di avere paura di voi (a circa 3-4 settimane). Saranno piccoli, ma più a lungo li terrete più diventeranno agitati e difficili da maneggiare e diminuiranno le loro possibilità di sopravvivere allo stato selvatico.

L'Importanza del Ciecotrofo

Nel caso dei conigli, se a casa avete un coniglio adulto sano e potete raccogliere il ciecotrofo (le feci molli che i conigli solitamente ingoiano), questo può essere mescolato al latte per fornire al piccolo la normale flora batterica necessaria al suo apparato intestinale. È sufficiente una pallina di ciecotrofo al giorno per 4-5 giorni. Questo è particolarmente importante per i coniglietti di meno di una settimana di vita. Dopo circa otto giorni, i piccoli iniziano ad "assaggiare" il materiale che compone il nido, e a mangiare anche alcune feci prodotte dalla madre. È tutto normale: questa procedura permette di instaurare una corretta flora microbica all'interno dell'intestino dei coniglietti, che devono ancora sviluppare il proprio microbiota. In questo modo saranno in grado di digerire la fibra proprio come un adulto. Durante tutta la fase di sviluppo, lo scambio di feromoni e l'ambiente di vita creano un odore particolare sui piccoli. Questo odore è individuato dalla madre, e viene utilizzato per riconoscere i piccoli della propria nidiata.

Coniglietti orfani allattati artificialmente

Un Caso Reale: La Storia di Peppe e i Suoi Piccoli

La teoria è fondamentale, ma i casi reali mettono alla prova la nostra comprensione e la capacità di reazione. La storia di Peppe, una coniglietta domestica di 3 anni, illustra perfettamente le difficoltà che possono sorgere e la complessità delle decisioni da prendere.

"Peppe, la mia coniglietta di 3 anni, ha di nuovo partorito, ma questa volta ne ha sparpagliati 3 in diversi punti del giardino (lei e Pippo, il suo compagno, vivono da sempre fuori). Fortunatamente li ho visti quasi subito e, anche se infreddoliti, con un pile e delle bottiglie di acqua calda sono riuscita a farli arrivare ad una temperatura "umana". Da qui la mia piccola tragedia: Peppe non li riconosce e non li vuole neanche allattare (e sì che è stata sempre un'ottima mamma!). Ho provato a dargli del latte allungato con acqua e un po' di zucchero e l'hanno bevuto anche se solo poche gocce. Poi li ho sistemati al caldo in uno scatolone e lì ho messo anche Peppe, ma da ieri mattina, l'ora in cui li ho trovati, stamattina uno non ce l'ha fatta."

Questa situazione è un classico esempio di come il comportamento materno possa deviare dalle aspettative. La madre sembra non aver costruito correttamente il nido utilizzando il suo pelo impregnato di feromoni, che servono a formare il legame di attaccamento della madre verso i figli e quindi a far sì che la madre li allatti e si prenda cura di loro. Tant'è vero che i piccoli si sono sparsi in giro per il giardino invece di restare tutti assieme nel nido preparato dalla madre. Qualcosa, o qualcuno (forse il maschio), ha disturbato la madre nel periodo immediatamente precedente al parto, e ora non c'è più alcuna speranza che li accetti. L'unica possibilità sarebbe se si avesse un'altra coniglia che sta allattando e si utilizzasse il materiale del suo nido sfregandolo sui piccoli, ma spesso non ci sono altre madri a disposizione.

In tali circostanze, l'unica possibilità per la sopravvivenza dei piccoli è l'allattamento artificiale. Si può provare ad allattarli tenendoli in uno scatolone di carta imbottito con molta stoffa e tenuto caldo costantemente con borse dell'acqua calda o bottiglie piene di acqua calda. I piccoli possono essere allattati con KMR o latte di capra, come precedentemente menzionato. In alternativa, è possibile ricostituire un latte artificiale con 1 tuorlo d'uovo, 240 cc di latte in polvere (specifico per cuccioli, ma attenzione alle formulazioni non adatte ai conigli, come quelle a base di Esbilac), 240 cc di acqua, 1 cucchiaino di miele (5ml) e 1 cucchiaino (5ml) di integratore minerale-vitaminico per bambini. Il latte così ricostituito va somministrato lentamente 2-3 volte al dì; i primi giorni si possono somministrare 5 cc (un cucchiaino da tè); il volume viene aumentato lentamente fino a 15 cc (un cucchiaio da tavola) la seconda settimana, e fino a 25 cc la terza.

Dopo ogni pasto, è cruciale strofinare delicatamente con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua tiepida l'ano per stimolare l'eliminazione di feci ed urine. Si tenga presente che il rischio di sviluppo di diarrea è elevato in caso di allattamento con latte artificiale, perché è pressoché impossibile ricostruire la composizione del latte di coniglia in modo adeguato e soprattutto eliminare il lattosio, che i coniglietti non tollerano. Questi metodi, pur con i loro rischi, possono offrire una speranza di sopravvivenza.

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