Guida completa al calcolo dell’indennità di maternità e gestione dei congedi INPS

La gestione della maternità rappresenta un momento cruciale nella vita di ogni lavoratrice, accompagnato da una serie di adempimenti burocratici e normativi fondamentali. Comprendere le differenze tra congedo obbligatorio, anticipato e facoltativo (parentale) è il primo passo per pianificare correttamente il periodo di astensione dal lavoro e, di conseguenza, il sostegno economico erogato dall’INPS. L’INPS definisce come congedo di maternità il periodo di astensione obbligatorio dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo della gravidanza e del puerperio.

rappresentazione grafica dei cicli di maternità e congedi

Le tipologie di congedo: obbligatorio, anticipato e facoltativo

È essenziale distinguere tra le varie forme di astensione dal lavoro per comprendere a quali periodi fanno riferimento. Con la parola “obbligatorio” si fa riferimento al fatto che la lavoratrice incinta non può in nessun caso rinunciare al congedo né il datore di lavoro può impiegarle in questo periodo. Anche nei casi in cui la donna volesse anticipare il suo rientro al lavoro dopo il parto è necessario presentare il certificato medico che ne attesti l’assenza di rischi.

La maternità obbligatoria ha una durata di cinque mesi e può essere usufruita dalla madre in diverse modalità: due mesi prima del parto e tre mesi dopo, o se preferisce uno prima e quattro dopo o addirittura, in casi in cui non ci siano rischi né per la donna né per il bambino, può rinunciare alla maternità pre-parto e usufruire di tutti i cinque mesi dopo la nascita del bambino. In caso di parto gemellare la durata non varia. Il diritto al congedo è previsto anche in caso di adozione o affidamento di minori.

Per maternità facoltativa si fa invece riferimento al fatto che la madre, nei primi dodici anni di vita del bambino, può richiedere un periodo di astensione dal lavoro, chiamato anche “congedo parentale”, della durata di sei mesi. È bene ricordare che questo può essere richiesto anche dai padri, ai quali vengono riconosciuti massimo sette mesi, comunque non oltre i dieci mesi tra la madre e il padre. In caso il genitore sia uno solo, il congedo parentale ha una durata di dieci mesi. Al variare della tipologia, varia anche l’ammontare dell’indennità.

Normative sull'astensione anticipata e flessibilità

Il congedo di maternità inizia, secondo quanto previsto dagli articoli 16 e seguenti del TU, due mesi prima la data presunta del parto (salvo flessibilità o opzione di fruizione dei cinque mesi dopo il parto), tre mesi dopo la nascita (salvo flessibilità) e, in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta ed effettiva; tre mesi più i giorni non goduti, se il parto è prematuro.

La flessibilità del congedo (art. 20 del d.lgs. 151/2001) permette alla lavoratrice di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale e il medico competente attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute. Esiste anche la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo il parto, entro i cinque mesi successivi, sempre subordinata a parere medico (circolare INPS 12 dicembre 2019, n. 148).

Come richiedere la maternità INPS online: guida passo passo 2024 PART2

Calcolo dell'indennità per lavoratrici dipendenti e autonome

L’ammontare dell’indennità di maternità varia a seconda del regime di lavoro e della tipologia di congedo. Nei casi di maternità anticipata o obbligatoria l’ammontare della retribuzione è pari all’80% della propria paga giornaliera, retribuzione calcolata di regola sull’ultima busta paga precedente all’inizio del congedo.

La gestione per lavoratrici con Partita IVA

Per le lavoratrici autonome, le regole cambiano sensibilmente. È necessario distinguere tra chi è iscritta alla Gestione Separata e chi alla gestione artigiani e commercianti. Se svolgi un’attività di tipo intellettuale senza cassa privata, devi iscriverti alla gestione separata INPS. In questo contesto, il sussidio di maternità è pari all’80% del reddito medio giornaliero degli ultimi 12 mesi. Considerando che in 5 mesi ci sono circa 150-151 giorni, il calcolo si basa sulla media delle entrate documentate.

Nella gestione artigiani e commercianti, invece, il sussidio di maternità è una quota fissa, che si articola nei canonici due mesi prima della nascita e tre mesi dopo, escludendo il giorno del parto dal conteggio ufficiale. È importante notare che, a differenza delle dipendenti, le lavoratrici autonome possono continuare a lavorare e fatturare durante il congedo. Per il 2022, è stato previsto che le lavoratrici autonome possano richiedere l'indennità anche per i periodi precedenti i due mesi prima del parto, in presenza di gravi complicanze della gravidanza (decreto legislativo 20 giugno 2022, n. 105).

Dettagli operativi sulla fruizione del congedo

La legge di bilancio 2024 e le recenti circolari INPS hanno introdotto variazioni significative nell'indennità per congedo parentale, elevandola dal 30% al 60% della retribuzione per un ulteriore mese, fruibile entro il sesto anno di vita del figlio.

Casi particolari: adozioni, ricoveri e interruzioni

Se il neonato è ricoverato in una struttura, la madre può sospendere il congedo post-parto (articolo 16 bis, comma 1 del TU) e riprenderlo una volta che il bambino viene dimesso. In caso di adozione o affidamento internazionale, il congedo di cinque mesi decorre dall'ingresso del minore in Italia. Per quanto riguarda il congedo di paternità alternativo, esso interviene in casi specifici come la morte o grave infermità della madre, permettendo al padre di fruire del periodo non goduto.

Procedura per l'invio della domanda all'INPS

Per usufruire del congedo, la procedura è digitalizzata. È necessario presentare al datore di lavoro il certificato medico di gravidanza con la data presunta del parto. La domanda all'INPS va effettuata online accedendo all'area privata tramite SPID, CIE o CNS, selezionando la sezione "acquisizione domanda" e "congedo di maternità-paternità". È necessario dichiarare il rispetto dei requisiti tramite dichiarazioni sostitutive e allegare il certificato medico.

schema riassuntivo dei documenti necessari per la richiesta INPS

Il termine per la definizione della pratica è di 55 giorni, fissato dal Regolamento INPS per la conclusione dei procedimenti amministrativi. In caso di dubbi, è sempre opportuno consultare le circolari specifiche dell'istituto, come la n. 122 del 2022 o la n. 57 del 2024, per rimanere aggiornati sulle variazioni legislative che coinvolgono le indennità di maternità e paternità. Il diritto all'indennità si prescrive entro un anno dal giorno successivo alla fine del congedo.

tags: #come #calcolare #lo #stipendio #in #maternita