Il legame tra esseri umani e animali domestici è un pilastro fondamentale della società contemporanea. In un’epoca in cui informarsi è diventato facile e immediato, sembra quasi incredibile che molti retaggi del passato sopravvivano e ancora si inseriscano nel pensiero comune. Secondo le stime Euromonitor di un paio di anni fa, ogni famiglia italiana possiede in casa almeno un animale: i numeri maggiori riguardano i pesci (30 milioni di esemplari), seguiti da uccelli (12,8 milioni), gatti (7,3 milioni), cani (7 milioni), piccoli mammiferi (1,8 milioni) e rettili (1,3 milioni). Al netto delle ovvie raccomandazioni di igiene, salute e prevenzione, c’è da dire che piccoli roditori (come criceti e conigli), pesciolini e cani non rappresentano un pericolo per una donna in gravidanza, anzi: la passeggiata pomeridiana con il proprio quattro zampe può essere un’ottima “scusa” per mantenersi in forma, garantirsi un rilassante contatto quotidiano con la natura e migliorare l’umore (e la circolazione).

In questi mesi si può persino osservare un rafforzamento del rapporto tra cani e padroni. Una corretta detersione quotidiana, una regolare protezione dai parassiti esterni (pulci, zecche etc), un corredo vaccinale completo e una eventuale sverminazione (in caso di cuccioli o di esami delle feci positivi) sono prassi che garantiscono una convivenza serena.
Il mito della toxoplasmosi e le buone pratiche
La toxoplasmosi è una malattia infettiva che, effettivamente, può nascondere alcuni rischi per il nascituro. Ma si trasmette attraverso le feci dei gatti, soprattutto randagi (o anche di pecore e agnelli)! Inoltre, da una ricerca condotta in Svizzera si è riscontrato che un adulto su due le è diventato immune senza nemmeno rendersene conto, poiché già entrato in contatto in precedenza con il parassita responsabile dell’infezione. L’Istituto Superiore di Sanità ha fatto chiarezza sulla faccenda: bisogna evitare di mangiare carne poco cotta e lavarsi le mani tutte le volte che la si maneggia, facendo attenzione a non toccarsi mucose di bocca e occhi anche dopo aver fatto giardinaggio o essere venute in contatto con frutta e ortaggi freschi (che vanno sempre ben lavati); una buona abitudine può anche essere quella di far pulire la lettiera del proprio gatto da qualcun altro o, in alternativa, utilizzare dei guanti. Ma non c’è da preoccuparsi per gli amici “casalinghi” alimentati con prodotti sicuri: le cisti del parassita, infatti, si schiudono dopo tre giorni in ambienti ad alta umidità, per cui basta seguire le normali abitudini quotidiane d’igiene.

La questione del collare Seresto: analisi scientifica e dibattito pubblico
I nostri amici sono anche in grado di difenderci e di farci sentire più al sicuro. Tuttavia, la gestione della loro salute richiede attenzione, specialmente riguardo ai prodotti antiparassitari. Del collare antiparassitario Seresto si parlava già anni fa, ma il servizio di "Indovina chi viene a cena?" ha riportato il tema al centro del dibattito. Di Seresto, uno dei collari antiparassitari più utilizzati al mondo contro pulci e zecche, avevamo già parlato anni fa, quando dagli Stati Uniti iniziarono ad arrivare le prime segnalazioni di effetti avversi gravi. Seresto è prodotto da una multinazionale farmaceutica statunitense (il brevetto è passato negli anni da Bayer Animal Health a Elanco) ed è pensato per garantire una protezione di lunga durata contro parassiti esterni.
Il collare Seresto è stato immesso sul mercato nel 2012: funziona grazie a due principi attivi - imidacloprid e flumetrina - che vengono rilasciati sui peli dell’animale per otto mesi consecutivi. Negli Stati Uniti i primi casi di problemi associati all’uso del collare risalgono addirittura al 2015. Nel 2020 un primo report ufficiale ha messo nero su bianco numeri impressionanti. In un decennio si contano quasi 2mila animali domestici morti molto probabilmente a causa del collare Seresto. L’azienda, Elanco, ha sempre rigettato ogni correlazione avallata dall’Epa.
Nonostante i suoi scienziati abbiano più volte sollevato preoccupazioni circa la sicurezza del collare Seresto, l’Epa, l’Agenzia di tutela ambientale statunitense, non ha mai ritirato dal commercio l’antipulci più venduto negli Stati Uniti e non solo. La vicenda è diventata talmente rilevante da approdare al Congresso degli Stati Uniti. Nel 2023 l’EPA ha pubblicato una nuova analisi scientifica: il collare può rimanere sul mercato, ma con l’obbligo di una comunicazione più chiara dei potenziali rischi per consumatori e animali.
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La prospettiva normativa e la posizione del produttore
Durante la trasmissione di Rai 3 è emerso che in Italia la situazione è simile a quella statunitense, ma senza lo stesso livello di dibattito pubblico e giudiziario. Nel servizio andato in onda su Rai 3 hanno trovato spazio anche alcune testimonianze italiane. In particolare, è stata raccontata la storia di un Labrador che, dopo aver indossato il collare, ha iniziato a manifestare crisi epilettiche che si sono protratte nel tempo. Va però sottolineato che non esistono prove scientifiche che dimostrino un legame diretto tra questi casi e l’uso del collare. Ad oggi, non risultano comunque prese di posizione specifiche da parte delle autorità sanitarie italiane.
All’indomani della trasmissione, l’azienda produttrice ha respinto le accuse. Elanco è impegnata costantemente a migliorare la qualità e tutelare la vita degli animali domestici grazie a prodotti sicuri e di elevata qualità. Oltre dieci anni di dati scientifici, analisi e monitoraggio sia in fase di registrazione, sia nelle esperienze quotidiane hanno confermato il profilo di sicurezza e l’efficacia di Seresto®. Si tratta di un prodotto regolamentato e commercializzato in oltre 80 paesi le cui autorità regolatorie hanno esaminato i dati generati prima dell’autorizzazione e successivamente, approvandone l’utilizzo. Come ogni prodotto farmaceutico, anche il collare Seresto® può avere effetti collaterali che sono noti e opportunamente indicati come prescritto dalle normative.
In Italia, l’incidenza di eventi avversi nel 2024 è risultata molto bassa, pari allo 0,0057% - circa 1 animale ogni 17.500 collari distribuiti. Environmental Protection Agency (EPA), con il supporto della Food and Drug Administration (FDA), ha confermato che il prodotto continua a soddisfare gli standard di sicurezza ed efficacia richiesti, come attestato da una revisione approfondita e pluriennale terminata nel 2023. Le conclusioni dell’EPA sono in linea con quelle delle autorità internazionali: Seresto® è approvato per l’utilizzo in oltre 80 paesi ed è consigliato da professionisti veterinari in tutto il mondo. Senza allarmismi, ma con il dovere di informare, la domanda resta aperta: i controlli e le informazioni fornite ai consumatori sono davvero sufficienti?

Specifiche tecniche e indicazioni per l'uso
Seresto è un collare antiparassitario per gatti dall'azione protettiva persistente contro pulci e zecche fino a 8 mesi. È un prodotto farmaceutico che protegge per 10 settimane l'ambiente circostante l'animale dallo sviluppo di larve di pulci. Il prodotto svolge per 8 mesi una persistente efficacia acaricida (abbattente) e un'efficacia repellente (anti-feeding) contro le infestazioni da zecche (Ixodes ricinus). È efficace contro larve, ninfe e zecche adulte.
È importante notare che le zecche già presenti sul gatto prima del trattamento potrebbero non essere uccise entro 48 ore dopo l'applicazione del collare e restare attaccate e visibili. Si raccomanda pertanto di rimuovere le zecche già presenti sul gatto al momento dell’applicazione. La prevenzione delle infestazioni da nuove zecche inizia entro due giorni dopo l'applicazione del collare. Idealmente, il collare dovrebbe essere applicato prima dell'inizio della stagione delle pulci o delle zecche.
Considerazioni su gravidanza e tossicità
Per quanto riguarda l'utilizzo in gravidanza e allattamento, gli studi di laboratorio sia con flumetrina che con imidacloprid su ratti e conigli hanno dimostrato che non esistono effetti collaterali sulla fertilità o sulla riproduzione né effetti teratogeni o fetotossici. Tuttavia, sugli animali di destinazione, non sono stati condotti studi di tossicità durante la fase gravidanza e allattamento e pertanto, in assenza di dati disponibili, il prodotto non è raccomandato alle femmine in fase di gravidanza e lattazione.
Per quanto riguarda l'uso umano, è fondamentale ricordare che si tratta di un medicinale veterinario. Può avere effetti indesiderati anche gravi, pertanto è necessario leggere attentamente il foglietto illustrativo. Se dovessero manifestarsi reazioni avverse gravi o altre reazioni non menzionate nel foglietto, si prega di informare il medico veterinario. L'esposizione accidentale, specialmente per persone vulnerabili come donne in gravidanza, deve essere ridotta al minimo evitando contatti prolungati con il collare e lavandosi accuratamente le mani dopo ogni manipolazione dell'animale che lo indossa. Non trattare gattini di età inferiore a 10 settimane. Non usare in animali con ipersensibilità nota ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti, tra cui biossido di titanio (E171) e ossido di ferro nero (E172).
Il ruolo dell'informazione e la responsabilità del consumatore
"Penseresti che l’EPA sarebbe intervenuto in risposta a questi rapporti preoccupanti", ha detto Burd del Center for Biological Diversity, associazione che ha citato in giudizio l’azienda per comunicazioni riguardanti i collari per animali domestici. L’Epa sostiene che le implicazioni dei loro impatti combinati non sono state ben esplorate, mentre le associazioni ambientaliste e animaliste sostengono che creare un cocktail che rappresenta un pericolo per gli animali e per le persone.
La complessità del tema richiede un approccio critico. Sebbene esistano dati ufficiali che rassicurano sulla sicurezza dei prodotti approvati, la cautela rimane la migliore consigliera, specialmente in condizioni fisiologiche delicate come la gravidanza. Il nostro pianeta ha bisogno di un’informazione libera e indipendente per permettere a ogni proprietario di animale di compiere scelte consapevoli, bilanciando il rischio di infestazioni parassitarie con la tutela della salute propria e dei propri compagni a quattro zampe.
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