Codice Uniemens e Congedo Parentale all'80%: Guida Operativa e Gestione dei Flussi

La gestione amministrativa del congedo parentale ha subito, nel corso degli ultimi anni, trasformazioni radicali che hanno imposto ai datori di lavoro e ai consulenti del lavoro un costante aggiornamento dei sistemi di gestione delle paghe. Il passaggio dall’indennità standard al 30% all’elevazione all’80% della retribuzione rappresenta una tutela crescente, ma la cui implementazione operativa richiede una precisione meticolosa, specialmente in relazione ai codici evento da inserire nel flusso Uniemens.

Ufficio amministrativo con documentazione e computer

Il quadro normativo: dall'evoluzione al consolidamento

Il 2025 ha segnato un momento di svolta strutturale per il congedo parentale. La legge di Bilancio ha consolidato le misure introdotte negli anni precedenti, sancendo l'innalzamento dell’indennità all’80% della retribuzione per un periodo massimo di tre mesi, non trasferibile all’altro genitore, limitatamente ai figli di età inferiore a sei anni. Questa novità si inserisce nel solco tracciato dal D.lgs 151/2001, che garantisce a ciascun genitore il diritto al congedo parentale nei primi dodici anni di vita del figlio, entro un limite massimo di dieci mesi, elevabili a undici qualora il padre usufruisca di almeno tre mesi di astensione.

È fondamentale comprendere che queste disposizioni costituiscono la tutela minima prevista dalla legge. Pertanto, sussiste una piena compatibilità tra l'elevazione dell’indennità di congedo parentale e gli eventuali trattamenti di maggiore favore previsti da contratti collettivi o regolamenti aziendali, i quali non possono, in alcun caso, limitare la fruizione dei benefici previsti dalla normativa nazionale.

La gestione del flusso Uniemens: criticità e adempimenti

L'aspetto più complesso della gestione dell'indennità all'80% risiede nella corretta esposizione dei dati nel flusso Uniemens. Con la circolare 95/2025, l’Inps ha obbligato le aziende, che hanno indennizzato il terzo mese di congedo parentale al 30% in luogo dell’80%, a modificare i flussi Uniemens per indicare i nuovi codici evento. L’obbligo riguarda i periodi di competenza da gennaio a giugno 2025.

Questa indicazione lascia datori di lavoro, consulenti e software house estremamente perplessi, in quanto obbliga tutti i soggetti coinvolti a effettuare un’attività extra di rilevante impatto per la gestione mensile dell’amministrazione del personale. Si tratta di un intervento di sistemazione che riguarda un lungo periodo pari a 6 mesi, dovuto al tempo trascorso tra la data di entrata in vigore delle nuove regole, avvenuta il 1° gennaio, e quella in cui sono state fornite le istruzioni operative per l’esposizione nel flusso Uniemens, datata 26 maggio.

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Codici evento: la transizione da PG0/PG3 a PG4/PG5

L’Inps ha introdotto i codici PG4 e PG5, rispettivamente per la modalità oraria e giornaliera, utilizzabili per i congedi parentali indennizzati all’80% della retribuzione riferiti ai primi tre mesi. Questi nuovi codici vanno a sostituire, con ogni probabilità, i codici PG0, PG1, PG2 e PG3, che erano stati impiegati nel corso del 2024 per il primo e secondo mese del medesimo periodo non trasferibile all’altro genitore.

La modifica potrà essere effettuata mediante l’elemento “mese precedente” del flusso Uniemens. Sebbene non espressamente specificato nel provvedimento, si ritiene che tale modalità possa essere utilizzata nelle denunce di competenza di luglio, agosto e settembre 2025, ovvero entro le finestre temporali entro le quali è possibile restituire le indennità al 30% e conguagliare quelle all’80% con i codici M047 ed L331.

Regolarizzazione dei periodi pregressi e casistiche particolari

Per i flussi di competenza successivi, a partire da ottobre 2025, il datore di lavoro, al fine di sistemare i periodi pregressi, sarà obbligato a inviare flussi di variazione delle denunce individuali trasmesse. Questa procedura di regolarizzazione è l’unico sistema utilizzabile per i datori di lavoro che hanno nel frattempo sospeso o cessato l’attività; in tali circostanze, sarà necessario variare il flusso relativo all’ultimo mese di operatività dell'azienda.

A differenza della precedente modifica dell’articolo 34 del Dlgs 151/2001, dove l’Inps, nella circolare 57/2024, si era limitata a richiedere la restituzione della prestazione conguagliata al 30% e il recupero di quella all’80% in un’unica denuncia mensile, la procedura attuale impone la modifica dei calendari giornalieri. L’augurio diffuso tra gli operatori del settore è che l’istituto possa rivedere le proprie necessità, consentendo ai datori di lavoro di limitarsi al conguaglio dell’indennità economica senza la necessità di intervenire anche sui codici evento giornalieri.

Diagramma di flusso che illustra la procedura di variazione su Uniemens

Fruizione del congedo: modalità e limiti

Il mese indennizzato all’80% della retribuzione è unico per entrambi i genitori e può essere fruito in modalità ripartita tra i due o da uno soltanto di essi. È possibile anche utilizzare il congedo da parte di entrambi negli stessi giorni e per lo stesso figlio, secondo le norme standard.

Si consideri l'esempio di due genitori che richiedono entrambi, per lo stesso figlio minore di 6 anni, un periodo di 15 giorni di congedo parentale: i periodi risultano entrambi indennizzabili ed esauriscono il mese a disposizione. In sintesi, il congedo parentale risulta così strutturato:

  • Un mese è indennizzato all’80% della retribuzione (entro i 6 anni di vita del minore).
  • Otto mesi sono indennizzati al 30%, a prescindere dalla situazione reddituale.
  • I restanti due mesi non sono indennizzati, salvo che il richiedente abbia un reddito inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione AGO.

È bene ricordare che la nuova norma interessa solamente i genitori che terminano il congedo di maternità o paternità successivamente al 31 dicembre 2022. La presentazione della domanda deve avvenire esclusivamente in modalità telematica tramite il portale web Inps, il Contact center, o i servizi gratuiti degli Istituti di patronato.

Compatibilità e tutele minime

L'elevazione dell'indennità al 60% (o 80% per il solo anno 2024 e consolidata per tre mesi nel 2025) non aggiunge un ulteriore mese di congedo, ma eleva il trattamento economico per il periodo già previsto dalla normativa. La disciplina garantisce una copertura che si adatta alle diverse esigenze familiari, mantenendo ferma la distinzione tra la fruizione individuale del congedo e la possibilità di ripartizione tra i genitori.

Le istruzioni operative fornite nel tempo, come la circolare 45 del 2023, hanno delineato chiaramente il percorso per il settore privato. La precisione richiesta nella compilazione del flusso, nonostante l'aggravio amministrativo, resta essenziale per garantire la correttezza dei conguagli e il rispetto delle scadenze previste per la sistemazione dei periodi di competenza, un elemento fondamentale per l'efficienza del sistema previdenziale italiano.

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