Ogni scelta intrapresa nel cammino formativo rappresenta un momento di fondamentale importanza nel percorso scolastico di ogni individuo, poiché essa è intrinsecamente capace di aprire nuove opportunità e di dischiudere prospettive inedite e significative per il futuro. Questa sezione si propone di offrire una panoramica dettagliata e strutturata, presentando strumenti essenziali, spunti di riflessione approfonditi e informazioni utili per affrontare con la massima serenità e piena consapevolezza le decisioni che plasmeranno i percorsi futuri. L'intero impianto è concepito come uno spazio dinamico e inclusivo, interamente dedicato a valorizzare i talenti unici di ogni studente, a esplorare la vasta gamma di possibilità che il mondo dell'istruzione offre e a costruire, passo dopo passo, un itinerario educativo che sia in perfetta sintonia e armonia con le inclinazioni naturali e gli interessi personali di ciascuno. Tale visione, che abbraccia l'intero arco della crescita formativa, trova espressione concreta in istituzioni che, come "Il Gigante Sava", si impegnano a offrire un'istruzione di qualità a partire dai primi anni di vita, per poi proseguire con percorsi diversificati che accompagnano lo studente verso la piena realizzazione delle proprie potenzialità.

La Scuola dell'Infanzia: Fondamenta per lo Sviluppo e l'Apprendimento
Il primo segmento di questo percorso di istruzione, la Scuola dell'Infanzia, si configura come un ambiente educativo cruciale, che concorre in maniera determinante all’educazione e allo sviluppo armonico e integrale dei bambini. Essa si dedica con particolare attenzione a sostenere la crescita affettiva, garantendo un contesto di sicurezza emotiva e di accoglienza che è indispensabile per la formazione della personalità. Parallelamente, promuove lo sviluppo psicomotorio, attraverso attività ludiche e didattiche che stimolano la coordinazione, l'equilibrio e la percezione spaziale, elementi fondamentali per l'autonomia fisica. L'aspetto cognitivo è al centro dell'azione educativa, con l'introduzione di concetti di base e lo sviluppo delle capacità di ragionamento e problem-solving attraverso l'esplorazione e la scoperta.
Un'attenzione specifica è riservata allo sviluppo morale e religioso, favorendo la comprensione dei valori etici e l'apertura alla dimensione spirituale, nel rispetto delle diverse sensibilità. Non meno importante è lo sviluppo sociale, che si realizza attraverso l'interazione con i pari e con gli adulti, l'apprendimento delle regole della convivenza e la costruzione di relazioni significative. La scuola dell'infanzia si impegna a promuoverne le potenzialità innate di relazione, insegnando ai bambini l'importanza del dialogo e della collaborazione, e a consolidare la loro autonomia, incoraggiandoli a svolgere compiti in modo indipendente e a prendere piccole decisioni. Al contempo, stimola la creatività, offrendo spazi e materiali per l'espressione artistica e fantastica, e favorisce l'apprendimento attraverso metodologie ludiche e partecipative, costruendo le basi per il successo scolastico futuro. L'obiettivo primario è quello di assicurare un’effettiva eguaglianza delle opportunità educative per tutti i bambini, ponendo le premesse per un percorso di crescita equilibrato e inclusivo. Questo approccio olistico è ciò che rende la Scuola dell'Infanzia non solo un luogo di cura, ma un vero e proprio laboratorio di crescita umana e intellettuale.
Organizzazione e Accesso alla Scuola dell'Infanzia
L'organizzazione della Scuola dell'Infanzia è pensata per rispondere alle esigenze delle famiglie e per ottimizzare il tempo educativo dei bambini. L’orario di funzionamento standard della Scuola dell’Infanzia è stabilito in 40 ore settimanali, un monte ore che permette un'immersione profonda nelle attività didattiche e ludiche proposte. Tuttavia, riconoscendo le diverse necessità dei nuclei familiari, esiste la possibilità di estensione dell'orario fino a 50 ore settimanali, offrendo una maggiore flessibilità e un supporto continuativo ai genitori. Questa flessibilità oraria è un tratto distintivo che permette alla scuola di adattarsi alle dinamiche lavorative e personali delle famiglie, garantendo ai bambini un ambiente stimolante per un periodo di tempo più ampio, favorendo così anche una maggiore continuità nelle relazioni educative e di socializzazione.
Per quanto concerne l'ammissione, la Scuola dell'Infanzia accoglie le bambine e i bambini che compiono i tre anni di età entro il 31 dicembre dell'anno di riferimento. Tuttavia, su esplicita richiesta delle famiglie e in base alla disponibilità di posti e delle risorse necessarie, possono essere iscritti alla scuola dell'infanzia anche le bambine e i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno successivo, noti come "anticipatari". Questa apertura verso gli anticipatari testimonia la volontà di offrire opportunità educative precoci, sempre nel rispetto dei ritmi di sviluppo individuali e delle condizioni strutturali della scuola.
Inoltre, per i bambini ancora più piccoli, il sistema educativo prevede le "sezioni primavera". Le bambine e i bambini che compiono i 24 mesi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno di riferimento possono iscriversi a queste sezioni specializzate, a condizione che siano presenti all'interno dell'offerta formativa dell'istituto. Le sezioni primavera rappresentano un ponte prezioso tra il nido e la scuola dell'infanzia, offrendo un ambiente educativo pensato per i piccolissimi, con attività e proposte didattiche mirate a stimolare lo sviluppo in un'età critica per l'apprendimento e la socializzazione, preparando così i bambini al passaggio successivo con maggiore serenità e competenza.
Infanzia: esperienze per crescere
Offerta Formativa Integrata: Dai Percorsi di Studio ai Talenti Professionali nel Comprensorio di Sava
L'offerta formativa del comprensorio di Sava e delle aree limitrofe, come San Marzano di San Giuseppe, si articola in maniera estesa e diversificata, rispondendo alle molteplici esigenze e aspirazioni degli studenti lungo tutto il loro percorso di crescita. Questa ampia proposta mira a fornire percorsi di studio che, oltre a garantire una solida preparazione accademica, siano anche orientati a sviluppare competenze spendibili nel mondo del lavoro e a promuovere la crescita personale e professionale. In particolare, in via Regina Margherita, a San Marzano di San Giuseppe, viene presentata un'offerta formativa che include diversi indirizzi, frutto di un attento lavoro di orientamento e pianificazione.
Un pilastro di questa offerta è rappresentato dal percorso del liceo scientifico, il quale è specificamente indirizzato allo studio e alla comprensione profonda del nesso indissolubile e della reciproca influenza tra la cultura scientifica e la tradizione umanistica. Questo indirizzo non si limita a trasmettere nozioni, ma favorisce in maniera attiva l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della fisica e delle scienze naturali, sviluppando al contempo una mentalità critica e analitica che è essenziale per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. L'equilibrio tra discipline scientifiche e umanistiche mira a formare individui con una visione completa e articolata del sapere, capaci di connettere ambiti apparentemente distanti e di comprendere la complessità del reale.
Accanto ai percorsi liceali, il sistema educativo del comprensorio valorizza in modo significativo anche la formazione professionale e tecnica, essenziale per l'ingresso diretto nel mondo del lavoro. Gli studenti che intraprendono questi percorsi acquisiscono competenze altamente specializzate, che li rendono capaci di intervenire con notevole autonomia e piena responsabilità in un'ampia gamma di processi produttivi. Tali competenze sono esercitate con cognizione di causa nel quadro di azione stabilito dalle normative di settore e delle specifiche assegnate, nei complessi processi di lavorazione, fabbricazione, assemblaggio e commercializzazione di prodotti sia industriali che artigianali. Questo include anche una profonda comprensione e capacità di agire negli aspetti relativi alla ideazione, alla progettazione e alla realizzazione dei prodotti stessi, con un'attenzione particolare e un riferimento alle produzioni tipiche locali, che rappresentano un patrimonio culturale ed economico di grande valore.
In aggiunta, questi percorsi tecnici e professionali conferiscono agli studenti la padronanza delle competenze necessarie per gestire, organizzare ed effettuare interventi di installazione e manutenzione ordinaria. Essi sono formati per operare efficacemente nella diagnostica, nella riparazione e nel collaudo relativamente a piccoli sistemi, impianti e apparati tecnici, dimostrando versatilità e precisione. Una specializzazione degna di nota riguarda la capacità di operare anche in contesti specifici, come quelli marittimi, testimoniando la profondità e l'ampiezza delle competenze acquisite, che rispondono alle esigenze del territorio e alle opportunità di sviluppo economico locale. Questa visione integrata dell'istruzione, che spazia dall'infanzia ai percorsi tecnici e liceali, sottolinea l'impegno del sistema educativo locale nel coltivare tutti i talenti e nel preparare i giovani a un futuro promettente.

L'Intitolazione di una Scuola: L'Esempio del Professor Oreste Del Prete
Nella storia di ogni pubblica istituzione, sia essa una scuola, un ospedale o un'accademia, giunge un momento di certa rilevanza e di profondo significato quando i suoi Organi deliberano una identità onomastica, cioè un nome specifico da attribuire alla stessa. Questo atto non è mai casuale, ma è il frutto di una scelta ponderata che mira a riflettere i valori, la missione e l'eredità che l'istituzione intende incarnare e perpetuare. È un costume ampiamente diffuso, presso la maggior parte delle comunità e degli enti, quello di mirare, per questo importante momento, a un grande nome, già ampiamente noto alla storia della scienza, della cultura in genere, o della vita civile. Si prediligono figure che rappresentano un luminoso esempio di intelligenza straordinaria e di impegno professionale incondizionato sui fronti più avanzati del sapere universale, uomini e donne il cui ingegno è stato costantemente teso alla crescita del benessere umanitario e al progresso della conoscenza.
Tuttavia, talvolta la scelta di un nome può seguire percorsi meno convenzionali ma altrettanto, se non più, significativi. Ai più potrebbe, perciò, destare una sorta di perplessità l´intitolazione di una grossa Scuola - la seconda per dimensioni e importanza nel comprensorio a oriente di Taranto - a un illustre ma, purtroppo, non universalmente conosciuto personaggio. Questo è stato il caso dell'I.T.I.S. (Istituto Tecnico Industriale Statale) di Sava, la cui denominazione è stata oggetto di una riflessione profonda e partecipata. Nonostante la relativa non notorietà a livello nazionale, la figura prescelta ha saputo conquistare il cuore e la mente della comunità scolastica. Promotore di questa scelta fu il già preside, il prof. Antonio Aquilino, il quale, insieme al Collegio dei docenti e al Consiglio d´Istituto dell´I.T.I.S., ha riconosciuto e valorizzato il contributo eccezionale di un uomo che ha lasciato un'impronta indelebile nel tessuto educativo locale.
Stiamo parlando del compianto professor Oreste Del Prete (1876-1955), una figura di spicco che per quasi mezzo secolo ha ricoperto il ruolo di ordinario di Matematica e Fisica nei licei pugliesi. La sua candidatura a simbolo e modello per l'istituzione non è stata dettata da una fama esteriore, ma dal suo alto magistero, dalla sua eccezionale capacità didattica e, soprattutto, dall´essere stato un autentico Maestro ed Educatore, un vero e proprio Uomo di Scuola. Queste qualità intrinseche hanno promosso e giustificato pienamente la volontà unanime di tutti gli organi collegiali a elevarlo a esempio e modello ispiratore per la grande famiglia docente dell´I.T.I.S. di Sava e, per estensione, della Scuola più in generale, in quanto incarnazione dei valori più nobili e duraturi dell'insegnamento.
Le Radici e i Legami Territoriali di Oreste Del Prete
La vita del professor Oreste Del Prete è profondamente intessuta con la storia e le tradizioni del suo territorio. Egli era nato a San Marzano di San Giuseppe il 2 novembre del 1876, un villaggio che all'epoca, pur essendo modesto nelle dimensioni, vantava una storia ricca e un'identità culturale distintiva. Il padre, Pasquale, già da qualche anno prima della nascita di Oreste, ricopriva l'importante incarico di segretario comunale presso la locale Amministrazione, testimoniando un legame familiare con l'amministrazione pubblica e una certa posizione sociale. La madre, invece, D. Maria Concepita Spagnolo, era nata a Sava, un'altra località significativa del comprensorio tarantino. Questa duplice origine geografica, che affonda le radici in due centri così vicini eppure con sfumature storiche e culturali proprie, ha probabilmente contribuito a forgiare il suo carattere e la sua profonda connessione con la terra d'origine.
Nonostante una carriera che lo portò a risiedere per lunghi periodi a Bari, chissà quali furono i ricordi più vivi e indelebili che nella vita egli conservò della sua terra natìa. Probabilmente, nella sua memoria risuonavano le immagini di un villaggio di fine Ottocento, un luogo che un tempo fu la capitale dell´antica Albania Tarantina, custode di tradizioni secolari e di una cultura peculiare. Un contesto dove la sua gente, rude ma laboriosa, vestiva abiti diversi da quelli latini e parlava solo la lingua della madrepatria d´origine, l´albanese, testimonianza vivente di un'eredità storica e linguistica unica in Italia. Questi elementi, ben più che semplici sfumature, contribuirono a formare un substrato culturale ricco e complesso nel quale il giovane Oreste crebbe.
Certamente, il professore avrà portato con sé per tutta la vita l´immagine solare delle campagne sanmarzanesi, un paesaggio fatto di distese verdi e profumi della macchia mediterranea, baciate da un sole generoso. Avrà custodito nel cuore il carattere fiero e la cultura antica di quel luogo, elementi che plasma la tempra degli uomini del Sud. Non a caso, ogni anno, con una nostalgica commozione che rivelava il profondo attaccamento alle sue radici, egli tornava da Bari a Sava per trascorrere le vacanze estive. Era solito soggiornare presso la sua casa di campagna, situata in contrada Pasano, quasi a ridosso del suggestivo santuario campestre, un luogo di profonda spiritualità e bellezza, dove si venera l´artistica icona della Vergine, coprotettrice di Sava. Questa consuetudine annuale non era un semplice svago, ma un vero e proprio pellegrinaggio dell'anima, un ritorno alle fonti della sua identità, un rifugio in quei luoghi che più di ogni altro avevano contribuito a definirlo come uomo e come educatore.

La Visione Pedagogica e l'Impegno Etico del Professor Del Prete
Per tutto questo, la figura di Oreste Del Prete ci appare come quella di un uomo autentico della nostra terra, uno di noi, un esempio di individuo che ha vissuto appieno le sue origini e le sue esperienze. Egli fu uno come noi, cresciuto e vissuto in queste contrade del Sud Italia, dove ha respirato profondamente la sofferenza storica della gente, spesso condannata alla miseria e a un lavoro inteso più come servo che come mezzo di realizzazione. La sua sensibilità e la sua intelligenza gli permisero di comprendere le profonde disuguaglianze e le difficili condizioni di vita che affliggevano le comunità locali, forgiando in lui una consapevolezza sociale e un desiderio di riscatto.
In questo contesto di profonda empatia, anche il suo personale magistero, la sua pratica e la sua filosofia educativa, vollero essere quasi una risposta tangibile e concreta a simile condizione di disagio e di privazione. Il Professor Del Prete ben sapeva, con una convinzione incrollabile, che solo attraverso la cultura e solo grazie al potere trasformativo della scuola si poteva elevare la dignità spesso offesa di tanti giovani, fornendo loro gli strumenti per costruire un futuro migliore. Questa consapevolezza lo portò a maturare la sua più autentica pedagogia, un approccio educativo che poneva al centro non solo la trasmissione di conoscenze specifiche, ma soprattutto la formazione integrale dell'individuo. La sua visione era tesa a promuovere l´Uomo nella sua completezza, con i suoi valori etici e la sua capacità di pensiero critico, più che i semplici quanti del sapere scientifico, intesi come mera accumulazione di nozioni. Egli credeva fermamente che l'educazione dovesse essere un veicolo per la liberazione personale e sociale, una leva per sollevare gli individui e le comunità dalla condizione di subalternità e per valorizzare la loro intrinseca dignità.
La sua attività di insegnamento non si esauriva nella lezione in aula, ma si estendeva a un impegno morale e civico, dimostrando che il ruolo del docente va ben oltre la pura trasmissione di contenuti. Il Professor Del Prete incarnava l'ideale del mentore che guida, ispira e dota i suoi allievi degli strumenti non solo per comprendere il mondo, ma anche per cambiarlo in meglio. La sua vita fu una testimonianza vivente della potenza dell'istruzione come motore di progresso e di riscatto umano, un faro di speranza per generazioni di studenti che, grazie al suo insegnamento, poterono intravedere nuove possibilità e orizzonti di vita.
La Carriera e il Riconoscimento di un Impegno Costante
Il percorso accademico e professionale del professor Oreste Del Prete fu contraddistinto da un impegno costante e da un brillante successo, che lo portarono a diventare una figura di riferimento nel panorama educativo pugliese. Nel 1908, infatti, il Del Prete riuscì a classificarsi tra i primi vincitori del concorso pubblico per l´insegnamento di Matematica e Fisica nei prestigiosi licei italiani. Questo risultato non solo gli garantì una posizione professionale solida e riconosciuta, ma testimoniò anche la sua eccezionale preparazione e la sua vocazione per le discipline scientifiche e la didattica.
Raggiunta una tranquilla e sicura sistemazione economica grazie al suo impegno e al suo talento, Oreste Del Prete poté costruire anche una solida vita familiare. Sposò una gentile signorina di Bari, che si rivelò essere una degna e devota compagna, sempre solidale nei momenti di gioia e di difficoltà. La sua figura non fu solo quella di una sposa, ma anche quella di una madre affettuosa ed esemplare per i suoi figli, contribuendo a creare un ambiente familiare sereno e stimolante che fu un punto fermo nella vita del professore.
Per tutte queste ragioni, si è voluto elevare Oreste Del Prete a simbolo di tutti i docenti impegnati, cioè di coloro che credono con fervore nella meritoria opera educativa e che considerano l´arte di insegnare non una mera professione, ma una vera e propria vocazione. Questa scelta di intitolazione rappresenta un riconoscimento profondo e sentito, dato a tutta la fiumana di docenti che, con dignità e silenzio, e spesso nella, a volte, grigia e avvilente quotidianità scolastica, vivono quotidianamente l'esperienza complessa e gratificante di essere educatori. È un omaggio a quei professionisti che, pur tra mille difficoltà e senza clamori, dedicano la loro energia e la loro passione alla crescita delle nuove generazioni.
Infanzia: esperienze per crescere
È un voler onorare - con questa scelta significativa - quanti fanno della scuola il proprio asse esistenziale, il fulcro della propria vita e del proprio impegno civile. Sono coloro che vivono la professione docente come una vera e propria missione, senza mai alcuna deroga ai principi etici e pedagogici, con generosità incondizionata, profonda passione e rispetto incondizionato per questa generazione di giovani. Una generazione che, purtroppo, la società contemporanea, spesso confusa e priva di punti di riferimento stabili, ha talvolta privato di quei valori fondamentali e di quelle certezze che solo un'istituzione solida e illuminata come la scuola potrà loro restituire. La figura di Oreste Del Prete si erge così a monito e a ispirazione, ricordando a tutti che l'investimento nell'educazione e nella formazione dei giovani è l'unico, vero baluardo contro il disorientamento sociale e la chiave per costruire un futuro più giusto e consapevole.
Il Ritorno alle Origini e gli Anni del Congedo
Il lungo e fruttuoso percorso di Oreste Del Prete nel mondo della scuola giunse al suo naturale epilogo nel 1949, quando, giunto il tempo del congedo dall'insegnamento attivo, decise di fare ritorno alle sue radici. Con la conclusione della sua brillante carriera a Bari, Oreste Del Prete lasciò la residenza cittadina per fare ritorno a Sava, la terra d'origine della madre e luogo dei suoi amati soggiorni estivi. Questo ritorno rappresentò per lui un passaggio a "la semplicità della vita agreste", un desiderio profondo di riconnettersi con quella dimensione più autentica e primordiale che aveva segnato la tradizione della sua famiglia materna.
Il suo desiderio era quello di dedicarsi nuovamente a "quella cura dei campi che era stata tradizione della sua famiglia materna e dalla quale lo aveva dissociato il dovere di obbedienza al padre". Il padre, infatti, era stato un gentiluomo di antico stampo, profondamente amante degli studi e un vigile educatore dei suoi nove figliuoli, che aveva indirizzato i figli verso percorsi intellettuali e professionali, come quello intrapreso da Oreste. Il ritorno alla campagna, per il professore, non era solo un atto fisico, ma un ricongiungimento con un passato familiare e personale, un desiderio di riscoprire ritmi e valori che la vita cittadina e l'impegno professionale avevano inevitabilmente allontanato.
Tuttavia, il suo soggiorno a Sava, pur così desiderato e ricco di significato simbolico, fu quanto mai breve. Un inverno particolarmente inclemente e oltremodo rigido fiaccò la sua pur forte tempra, mettendo a dura prova la sua salute. Le condizioni climatiche avverse, insieme all'avanzare dell'età, fecero sì che sopraggiungessero serie complicanze polmonari, le quali lo costrinsero, malgrado il suo desiderio di rimanere nella sua terra, a tornare nella sua casa a Bari. Qui, nella città che lo aveva visto crescere come professionista e dove aveva costruito la sua famiglia, trascorse gli ultimi anni, portando con sé il ricordo indelebile della sua amata terra d'origine e l'orgoglio di aver dedicato una vita intera alla formazione delle nuove generazioni. La sua figura rimane, pertanto, un faro di dedizione, sapere e profondo legame con la propria identità e la propria terra.