Il Clampaggio del Cordone Ombelicale: Evoluzione Scientifica e Raccomandazioni Internazionali

La pratica ostetrica ha vissuto, negli ultimi anni, un profondo cambiamento di paradigma riguardo alla gestione del momento immediatamente successivo al parto: il clampaggio del cordone ombelicale. Se per molto tempo la norma in sala parto è stata quella di “clampare”, ossia tagliare il cordone ombelicale subito dopo la nascita, oggi la letteratura scientifica ha dimostrato l’efficacia, sia per il neonato che per la mamma, di un ritardato clampaggio. Questa procedura clinica consiste nel procrastinare il taglio del cordone dopo l’estrazione del neonato per un periodo di tempo sufficiente a favorire il passaggio di una quota di sangue dalla placenta al neonato stesso. La conoscenza abbatte qualsiasi muro della paura, sostituendo consuetudini consolidate con evidenze basate su studi rigorosi.

rappresentazione stilizzata del legame tra placenta e neonato tramite il cordone ombelicale

Il Fondamento Fisiologico del Clampaggio Ritardato

L’idea alla base del clampaggio ritardato è che aspettare un po’ prima di bloccare il cordone ombelicale permetta di mantenere per più tempo il flusso sanguigno dalla placenta al neonato, con un aumento del volume del sangue del bambino del 33%. È certo che il clampaggio ritardato del cordone dopo la nascita consenta un flusso maggiore di sangue dalla placenta al neonato, aumentando così in modo significativo il volume sanguigno del bambino alla nascita.

Secondo i ricercatori, ritardare il clampaggio consentirebbe al sangue di fluire dalla placenta al bambino mentre i polmoni si riempiono d’aria, e questo aiuterebbe a facilitare la transizione alla respirazione nel neonato. Numerosi studi hanno dimostrato che lasciare fluire il sangue attraverso il cordone ombelicale dal letto placentare al neonato porta importanti benefici per il bambino tra cui un aumento della pressione arteriosa media nelle prime ore di vita, una migliore ossigenazione tissutale a livello cerebrale e renale, una minore incidenza di anemia intorno ai 4 mesi e livelli di ferritinemia più elevati fino ai sei mesi di età.

Le Linee Guida dell'OMS e l'Approccio Internazionale

Le linee guida dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomandano di non effettuare il clampaggio del cordone prima di almeno 1-3 minuti dopo il parto o più a lungo. Recentemente, numerosi studi hanno evidenziato che aspettare un po’ più a lungo prima di clampare il cordone può effettivamente avere alcuni benefici per la salute del bambino. La pratica generalmente accettata per i bambini nati a termine è il clampaggio immediato del cordone ombelicale entro i primi 30 secondi dopo la nascita o dopo il rilascio della placenta, ma questa visione sta mutando rapidamente.

A livello internazionale, le linee guida su quando legare il cordone ombelicale non sono univoche. L’Oms, per esempio, raccomanda di clampare non prima di un minuto dalla nascita per migliorare la salute e la nutrizione materna infantile. Anche il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico segue queste indicazioni, mentre per i bambini prematuri, che necessitano di rianimazione, la stessa Oms raccomanda invece il clampaggio immediato. È fondamentale sottolineare che tutte le informazioni riportate non sostituiscono la valutazione e il giudizio del professionista, poiché ogni situazione clinica richiede un’analisi specifica.

Benefici per lo Sviluppo Neonatale: Ferro e Mielina

I benefici per la salute di questa pratica, sia nei bambini prematuri che in quelli a termine, sono oggetto di costante attenzione. Un aspetto cruciale è il metabolismo del ferro: i neonati necessitano di questo metallo per una corretta e rapida crescita e sviluppo nei primi mesi di vita. Il latte materno da solo non è in grado di fornire ai neonati tutto il ferro di cui hanno bisogno; è per questo che devono utilizzare il ferro immagazzinato nel loro corpo. Il sangue in più derivante dal clampaggio ritardato del cordone fornisce ai neonati una quantità extra di ferro che garantisce riserve sufficienti per un rapido sviluppo, oltre a una serie di benefici a lungo termine. Tale supplemento extra, come è stato dimostrato, riduce e previene la carenza di ferro durante il primo anno di vita.

Oltre al ferro, studi più recenti hanno analizzato l'impatto neurologico: il ritardo aumenta nel cervello la quantità di mielina, una sostanza grassa bianca che riveste le connessioni nervose all'interno del cervello. Questo processo di mielinizzazione è essenziale per il corretto sviluppo cognitivo e motorio del neonato.

Gestione dei Rischi: Ittero e Policitemia

Nonostante i benefici, la letteratura scientifica discute anche le possibili criticità, come l'iperbilirubinemia e la policitemia. L'iperbilirubinemia è una condizione che si verifica quando nel sangue del bambino c'è troppa bilirubina, un prodotto di scarto naturale della degradazione dei globuli rossi. Sebbene il fegato sia il principale responsabile dello smaltimento di questa sostanza, nei neonati spesso non è così sviluppato da svolgere efficientemente questo processo.

La policitemia, invece, deriva da troppi globuli rossi in circolazione, che possono causare difficoltà respiratorie e problemi circolatori. Tuttavia, è importante notare che, come osservato in diversi studi, non c’è differenza significativa dei livelli di bilirubina sierica tra clampaggio immediato e ritardato, pertanto non si riscontra un incremento dei rischi di ittero nei neonati con clampaggio ritardato. Pochi infanti nel gruppo dell'immediato clampaggio del cordone hanno richiesto fototerapia per ittero rispetto al gruppo del clampaggio tardivo, confermando che, in molti casi, la preoccupazione per tale procedura è scientificamente contenuta.

diagramma comparativo che mostra i livelli di emoglobina e bilirubina tra clampaggio immediato e ritardato

Focus sui Neonati Pretermine

Due nuovi studi internazionali evidenziano l’importanza del clampaggio “ritardato” del cordone ombelicale nei bambini nati prematuri. Aspettare almeno 2 minuti per effettuare questa manovra potrebbe dimezzare la mortalità in questa popolazione di neonati. In tutto il mondo, quasi 13 milioni di bambini nascono prematuri ogni anno e, purtroppo, quasi 1 milione muore poco dopo la nascita.

I ricercatori hanno contribuito alla creazione di un database ampio, con oltre 60 studi comprendenti più di novemila bambini. Nel primo studio è stato osservato che ritardare di 30 secondi o più il clampaggio può ridurre di un terzo il rischio di morte nei bambini prematuri rispetto al clampaggio immediato. Il secondo studio, che ha coinvolto 6.094 bambini, ha evidenziato come aspettare due minuti prima di legare il cordone del bambino prematuro possa ridurre il rischio di morte rispetto a un’attesa inferiore. Inoltre, un studio recentissimo ha messo in evidenza come il ritardato clampaggio del cordone sia responsabile di una ridotta mortalità ospedaliera del neonato pretermine, riducendo al contempo il rischio di colite necrotizzante.

Verso un Modello di Cura Personalizzato

Il team del Punto Nascita di Humanitas San Pio X, attento al benessere di mamma e neonato durante tutto il percorso maternità e al rispetto della naturale fisiologia del parto, sta conducendo uno studio con lo scopo di definire i tempi ottimali e le modalità di esecuzione del clampaggio e del milking del cordone ombelicale. I complessi effetti sul sistema cardiovascolare neonatale del precoce clampaggio del cordone ombelicale, a sostegno del ritardo, sono analiticamente descritti nel documento congiunto SIN-SIMP-FNCO a cui AOGOI ha partecipato in qualità di revisore.

È necessario integrare costantemente le evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana, superando i dubbi ricorrenti. Il clampaggio immediato del cordone, sebbene ancora praticato in molte sale parto, sta rapidamente perdendo terreno a favore di una procedura che rispetta maggiormente la transizione neonatale. La collaborazione tra istituzioni, medici e ricercatori, come promossa negli eventi al Ministero della Salute, garantisce che l’assistenza al parto sia basata su una "rivoluzione gentile" che privilegia la prossimità e la salute.

illustrazione schematica delle fasi di transizione neonatale e ruolo della placenta

Il Ruolo del Monitoraggio Medico Professionale

Nonostante le linee guida siano sempre più orientate verso il ritardo del clampaggio, ogni decisione clinica deve essere supportata da un'attenta valutazione dell'equipe medica, specialmente nei casi in cui il neonato richieda interventi di rianimazione immediata. Gli studi citati (come ad esempio le revisioni Cochrane o i trial prospettici su neonati pretermine) offrono una solida base per implementare protocolli sicuri che riducano i danni occorsi al neonato, rendendo la pratica non solo più naturale, ma anche clinicamente più vantaggiosa sul lungo periodo.

La ricerca scientifica continua a guardare al futuro: studiare non solo il tempo di attesa, ma anche le modalità (come il milking del cordone) rappresenta la nuova frontiera per ottimizzare il volume di sangue placentare trasfuso. In un panorama in cui il Ministero della Salute promuove il ruolo fondamentale della ricerca scientifica e della cooperazione internazionale, la pratica del clampaggio si configura come un esempio virtuoso di come la scienza possa migliorare l'outcome neonatale su scala globale.

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