Ciucci NUK: Guida Completa, Dalle Recensioni per i 6 Mesi alle Verità Scientifiche su Coliche e Allattamento

Il mondo della genitorialità è costellato di scelte che, sebbene possano sembrare semplici in superficie, celano dibattiti complessi e considerazioni fondamentali per il benessere del bambino. Tra queste, la decisione di offrire un ciuccio e la selezione del modello più adatto, in particolare per età specifiche come i 6 mesi, rappresenta un tema ricorrente. Ma non solo, l'utilizzo del ciuccio si interseca con questioni più ampie legate allo sviluppo orale e, inaspettatamente per molti, persino alla gestione delle coliche neonatali e alla modalità di allattamento. Questo articolo si propone di esplorare a fondo queste tematiche, analizzando i ciucci NUK, le loro caratteristiche specifiche, l'importanza della scelta informata e le evidenze scientifiche che sfatano miti comuni, offrendo una prospettiva completa che va dalla recensione del prodotto alla salute generale del neonato.

Bambino con ciuccio NUK

La Filosofia NUK: Ciucci Modellati dalla Natura per uno Sviluppo Orale Sano

Quando si osserva il visino di un bambino, è facile riconoscere l'espressione inconfondibile con cui i neonati soddisfano la loro innata propensione alla suzione. È un bisogno naturale, profondo, che precede la nascita e che riveste un ruolo cruciale nello sviluppo. La risposta dei succhietti NUK, in particolare con le linee Signature e Space, a questo bisogno naturale è intrinsecamente legata alla loro forma completamente naturale, ispirata direttamente al capezzolo materno durante l'allattamento. Questa progettazione non è casuale, ma mira a promuovere un sano sviluppo orale fin dai primi mesi di vita.

Il succhietto NUK Signature, per esempio, è così piatto, sottile e stretto che si adatta molto bene alle bocche dei neonati, lasciando alla lingua abbastanza spazio per i movimenti di suzione naturali. Questa caratteristica è fondamentale perché la suzione non è solo un atto consolatorio, ma un vero e proprio esercizio muscolare che influisce sulla formazione della mascella, del palato e sulla corretta posizione dei denti. È significativo che il 100% degli ortodontisti riconosca questa come la forma giusta e confermi che i succhietti NUK non causano denti storti o disallineamento della mascella. Questo dato è un rassicurante riscontro per i genitori preoccupati per le implicazioni a lungo termine dell'uso del ciuccio. Oltre alle sue funzionalità intrinseche, il sempre popolare succhietto NUK ha ricevuto un meraviglioso nuovo look, ammorbidendo la forma del famoso scudo a cuore per la bocca e dando all'affascinante anello una rivisitazione alla moda, combinando così estetica e benessere.

Analogamente, il succhietto NUK Space è stato progettato con un'attenzione particolare alla pelle sensibile dei bambini. La pelle del tuo bambino è morbida e delicata, e sebbene i bambini amino i loro succhietti, la saliva della suzione può irritarla. Per questo motivo, NUK ha progettato il succhietto Space per dare alla pelle aria e spazio per respirare, un effetto confermato dal 98% delle mamme. Grazie al suo design unico, NUK Space non è solo delicato sulla pelle del bambino, ma ha anche un bell'aspetto, con diverse e simpaticissime grafiche disponibili. Ovviamente, anche la tettina NUK Space ha la forma originale NUK, modellata sul capezzolo materno in allattamento. Ciò significa che i succhietti NUK favoriscono uno sviluppo orale sano e non causano “confusione del capezzolo”, un aspetto cruciale per i bambini allattati al seno. Questa forma è accettata dal 95% dei bambini, dato che confermano ostetriche, pediatri e ortodontisti, proprio come le mamme. La tettarella è così piatta, sottile e stretta che si adatta perfettamente alle piccole bocche e lascia alla lingua, così come alle mascelle, spazio sufficiente per i movimenti di suzione naturale. La forma anatomicamente corretta di NUK è l'ideale, perché la suzione naturale non solo garantisce l'assunzione di cibo, ma è anche dimostrato che aiuta a sviluppare abilità importanti, come il modo corretto di deglutire, masticare e, infine, parlare. È chiaro che la ricerca e lo sviluppo di questi prodotti non si limitano all'atto del succhiare, ma considerano l'intero percorso di crescita e sviluppo del bambino.

Un aspetto non trascurabile della produzione dei ciucci NUK è l'impegno verso la sostenibilità. La sostenibilità è una priorità per l'azienda, che desidera dare ai genitori la possibilità di riutilizzare il packaging invece di buttarlo via. Inoltre, i succhietti NUK sono prodotti al 100% in Germania, garantendo standard di qualità e sicurezza elevati. Sono ovviamente privi di BPA e conformi allo standard di sicurezza europeo EN1400, elementi che sottolineano l'attenzione alla salute e alla sicurezza dei più piccoli.

La Scelta del Ciuccio per Ogni Fase: Dai Primi Giorni ai 6 Mesi e Oltre

Il ciuccio, che a prima vista potrebbe apparire come un semplice accessorio, scontato e quasi insignificante, è in realtà al centro di un grande dibattito sull’opportunità o meno di darlo ai nostri figli. I dubbi sono numerosi: si trasforma in una cattiva abitudine? Rovina i denti? È veramente necessario? Per sciogliere questi interrogativi e comprendere i criteri che devono guidarci nella scelta del miglior ciuccio per neonato, è fondamentale partire da una premessa: i ciucci non sono mica tutti uguali, e i bambini sono estremamente esigenti.

Ciuccio ai Neonati: Sì o No?

Entrando immediatamente nel vivo della discussione, la domanda se sia opportuno dare il ciuccio ad un neonato o se sia meglio evitarlo non ha una risposta univoca e corretta, poiché esistono almeno due scuole di pensiero, con pro e contro, favorevoli e contrari. Un aspetto positivo riconosciuto dalla comunità scientifica è che il ciuccio, o, per essere più precisi, la suzione non nutritiva, è un fattore protettivo dalla morte in culla (SIDS), quel terribile e ancora misterioso fenomeno che consiste in decessi pressoché inspiegabili di neonati, soprattutto sotto l’anno di età. Succhiare il ciuccio, o dal seno materno, aiuta a prevenire la SIDS perché sembra che, in questo modo, i bambini si sveglierebbero in caso di apnea. Questo evidenzia una funzione vitale che va oltre il mero comfort.

Contrariamente all'idea che il ciuccio sia nient'altro che un vizio, è importante smentire tale percezione. I neonati possiedono un istinto naturale per la suzione che si manifesta già nel pancione; non è raro, infatti, osservare un feto con il pollice in bocca durante un'ecografia intorno a 13-14 settimane di gravidanza. Inoltre, il ciuccio ha un forte potere consolatorio, per esempio quando i piccoli sono tanto stanchi e hanno bisogno di dormire oppure di coccole. In più, ha una funzione analgesica, contribuendo al sollievo in momenti di disagio. Da qui a parlare di vizi, insomma, ce ne passa molto.

Quando Dare il Ciuccio e la Compatibilità con l'Allattamento

Un’altra questione riguarda il momento più appropriato per proporre il ciuccio al bimbo: fin dalla nascita o è meglio aspettare? E soprattutto, ciuccio e allattamento sono compatibili o cozzano l’un l’altro? In generale, si dovrebbe attendere che l’allattamento sia ben avviato, diciamo dopo 3-4 settimane dal parto. Questo perché la suzione del ciuccio è più “semplice” rispetto a quella dal seno della mamma, un po’ come quella dal biberon, e quindi potrebbe interferire con l’inizio dell’allattamento, creando la cosiddetta "confusione del capezzolo". Il miglior ciuccio per neonati allattati al seno è quello che ricorda la forma e la morbidezza della mammella e soprattutto del capezzolo, facilitando così la transizione e l'accettazione senza compromettere l'allattamento naturale.

Se si decide di offrire il ciuccio, è consigliabile farlo in maniera moderata, senza esagerare. Non va dato sempre, ad esempio ogni volta che il bimbo piange, perché potrebbe non servire a nulla e non aiuterebbe il bambino a imparare a gestire il proprio disagio. Piuttosto, è utile imparare pian piano a capire quali sono i momenti in cui può essere davvero utile, per esempio per l’addormentamento. In questa maniera non diverrà una “dipendenza”, ma sarà utilizzato per uno scopo specifico, ovvero il rilassamento e il comfort.

E se il Neonato Non Vuole il Ciuccio?

Non bisogna dare per scontato che il ciuccio sarà il migliore amico del proprio bambino. Molti genitori acquistano il ciuccio con l'idea che sarà sempre apprezzato, ma la realtà può essere diversa. Per alcuni bebè, il ciuccio semplicemente non esiste come strumento di conforto. Se il neonato non vuole il ciuccio, si possono tentare due approcci: o si prova a cambiare modello, magari quello iniziale era troppo grande, troppo piccolo, o il materiale non gli piaceva, finché non si trova quello giusto; oppure si lascia perdere. Non è mica obbligatorio! L'unico errore da evitare è insistere, per esempio ricorrendo a espedienti come mettere zucchero o miele sul ciuccio ai neonati. Questo può provocare conseguenze anche serie, come la predisposizione alla carie o il botulismo infantile nel caso del miele. Se il bambino dice "no", è "no", senza compromessi sulla sua salute.

Uso del ciuccio: controindicazioni

Quando Togliere il Ciuccio?

Una delle preoccupazioni più grandi in tema di ciuccio riguarda i denti e la bocca più in generale. La paura è che questo accessorio possa deformare denti e palato, o causare malocclusioni, problemi nella deglutizione o nella respirazione. Questo può succedere, è vero, ma generalmente solo se l’uso del ciuccio è molto prolungato nel tempo. La buona notizia è che quasi tutti i modelli moderni sono studiati appositamente per non far danni, grazie a ricerche approfondite. Per questo motivo, succhiare il pollice è considerato molto peggio, anche perché è un’abitudine più difficile da sradicare. Togliere il ciuccio è una tappa significativa per ogni bambino e per i suoi genitori, a volte un’impresa ardua, altre invece molto più facile del previsto. Gli esperti suggeriscono di non andare oltre i 3 anni, poiché dopo questa età il rischio di problematiche orali è più alto e gli effetti possono essere più difficili da correggere.

Come È Fatto un Ciuccio e i Tipi Disponibili

I ciucci moderni sono frutto di ricerche attente e meticolose. Vengono progettati insieme ad esperti come dentisti e logopedisti affinché possano aver cura della bocca, oltre che del benessere generale del bambino. In particolare, i ciucci non devono interferire con lo sviluppo armonico del cavo orale, del palato e della mascella, né con la respirazione fisiologica. Il design è quindi spesso ergonomico, pensato per adattarsi al meglio alla bocca, e i materiali sono quanto più possibile naturali e sicuri.

Un ciuccio è composto da tre parti principali: la tettarella, lo scudo (o mascherina) e l'anello. Spesso lo scudo e l’anello sono in plastica, ma tra i migliori ciucci per neonati ci sono sicuramente quelli monoblocco, cioè fatti tutto dello stesso materiale. Questi sono considerati più resistenti perché non ci sono punti di giunzione tra le varie componenti e, inoltre, non sono pericolosi per la salute del bambino, per esempio in caso di cadute accidentali che potrebbero causare rotture.

La tettarella è la parte che di fatto viene succhiata. Può essere realizzata in materiali diversi e può avere varie forme:

  • A ciliegia: è una tettarella rotonda e somiglia moltissimo al capezzolo della mamma. È indicata dai primi giorni e in particolare per i bimbi allattati naturalmente, che così faranno meno “confusione” tra il seno materno e la tettarella.
  • Anatomica: questa tettarella è asimmetrica, cioè piatta verso la lingua e arrotondata verso il palato. Le forme anatomiche, come quelle utilizzate da NUK, sono studiate per supportare lo sviluppo naturale della cavità orale.
  • A goccia: ha una forma allungata e simmetrica.

Le forme anatomiche e a goccia vanno benissimo per i più grandicelli, man mano che la cavità orale si sviluppa.

Lo scudo, detto anche mascherina, è la base per la tettarella ed è anche un elemento di protezione fondamentale per evitare che il ciuccio venga “aspirato” per sbaglio dal bambino. Si tratta quindi di un mezzo efficace per stare più tranquille coi piccoli. Lo scudo deve essere abbastanza grande e, aspetto cruciale per prevenire irritazioni, deve possibilmente avere dei fori di ventilazione, cioè dei buchini che permettono il passaggio di aria, evitando le irritazioni della pelle causate dalla saliva e dallo sfregamento. Il succhietto NUK Space, con i suoi fori extra-larghi, è un eccellente esempio di questa tecnologia, permettendo la massima circolazione di aria e lasciando respirare la pelle delicata del bambino.

L’anello è una sorta di maniglia del ciuccio che serve per prenderlo oppure per agganciare la catenella portaciuccio, un accessorio molto pratico per non perdere il succhiotto, una vera “tragedia” se per esempio si è fuori casa. L’anello può essere in plastica oppure dello stesso materiale della tettarella. È consigliabile scegliere modelli con anello piccolo e morbido per evitare traumi alle labbra o ai denti nel caso in cui il bambino dovesse cadere mentre ha il ciuccio in bocca.

Differenti tipi di ciucci

Ciuccio in Silicone e Ciuccio in Caucciù: Quale per i Tuoi 6 Mesi?

Se avete intenzione di acquistare uno o più ciucci, vi accorgerete ben presto che in commercio ce ne sono una marea, tanto da potersi quasi confondere. Il criterio che deve guidarvi nella scelta è uno: la qualità. Magari si spende qualche euro in più, ma è importante essere sicuri di comprare un prodotto sicuro e certificato. Meglio affidarsi a marche note (ciuccio Mam, Chicco, Avent, Bibs, Suavinex, Tommee Tippee, NUK sono alcune) che offrono garanzie sulla scelta dei materiali o sull’ergonomicità. Oltre che per aspetti estetici, i ciucci si differenziano tra loro per il materiale con cui sono realizzati e per la misura, un aspetto particolarmente rilevante per i bambini di 6 mesi.

Silicone e caucciù sono i materiali principalmente impiegati per la produzione delle tettarelle e tra loro esistono delle differenze sostanziali.

  • Il ciuccio in silicone è adatto ai neonati, in particolare quando non hanno ancora i denti e quindi non rischiano di romperlo mordicchiandolo. Il silicone è un materiale che non libera sostanze nocive neppure alle alte temperature, il che lo rende perfetto sia per la sterilizzazione che per la lavastoviglie. Inoltre, non assorbe odori ed è riciclabile, aspetti che lo rendono una scelta igienica e pratica.
  • Il caucciù è una gomma naturale e fa “compagnia” ai nostri bimbi più a lungo, essendo utilizzato per i ciucci dai 6 mesi in poi, quando i primi dentini possono iniziare a spuntare. Il ciuccio in caucciù è morbido ed elastico, solitamente molto apprezzato dai bambini per la sua consistenza più simile al seno materno. Tuttavia, è poroso, il che significa che trattiene gli odori più facilmente rispetto al silicone, e non è indicato per i piccoli allergici al lattice.

Come si Sceglie la Misura Giusta del Ciuccio per i 6 Mesi

Un ciuccio non è mai per sempre! Di tanto in tanto va cambiato, specialmente se mostra segni di usura, come fissurazioni o tagli della tettarella, oppure se la mascherina non è perfettamente integra. Queste sono tutte buone norme di sicurezza che dobbiamo adottare sempre per i nostri piccini. Ovviamente, i ciucci variano anche per misura. Man mano che il bambino cresce, si modificano anche le sue esigenze. Ad esempio, a 6 mesi occorrerà una tettarella un po’ più grande e una mascherina più ampia rispetto a quella utilizzata nei primi mesi. Questo aspetto è molto importante anche dal punto di vista dello sviluppo delle arcate dentarie e del palato, che deve essere accompagnato dal ciuccio giusto.

In genere, le misure dei ciucci sono suddivise per fasce d'età:

  • Per neonato (ciuccio 0 mesi, 0-2 mesi, 2-6 mesi a seconda della marca).
  • Da 6 mesi in poi (6+, 6-12 mesi). Questa è la categoria specifica per la quale si ricerca un ciuccio per i 6 mesi, tenendo conto delle dimensioni della bocca e della forza di suzione che aumentano con l'età.
  • Da 18 mesi in poi (in genere ciuccio 18-36 mesi).

Il costo di un ciuccio è variabile a seconda del brand, ma non particolarmente elevato, oscillando da circa 7 euro a circa 15. Nella maggior parte dei casi, i ciucci sono venduti a coppia o in pacchi multipli, per avere sempre quello di scorta, perché, si sa, mai restare senza!

Accessori Utili per il Ciuccio

Oltre alla catenella portaciuccio, che abbiamo già menzionato come accessorio pratico per evitare di perdere il succhietto, esistono altri due accessori che si rivelano estremamente utili nella vita quotidiana dei genitori. Il primo è lo sterilizzatore per ciuccio portatile. Si tratta di una specie di scatolina che, sfruttando la luce ultravioletta, sterilizza il succhietto in pochi minuti. Immaginate di essere al parco e improvvisamente il ciuccio finisce a terra, magari in una pozzanghera di fango. Se avete dimenticato il ciuccio di riserva a casa, lo sterilizzatore portatile vi salverà la vita. Se invece si vuole prevenire i guai e portare per la passeggiata il “ciuccio B” di scorta, quello che serve è una scatolina portasucchietto. È piccola e perfetta da mettere nella borsa per il passeggino, insieme al cambio di vestiti, pannolini, salviettine, l’acqua e la merenda. Questi accessori, seppur secondari, contribuiscono a rendere l'uso del ciuccio più igienico e pratico in ogni situazione.

Oltre il Ciuccio: Comprendere e Affrontare le Coliche nel Neonato

La discussione sui ciucci e l'allattamento si intreccia inevitabilmente con una delle problematiche neonatali più diffuse e fastidiose per mamma e bambino: le coliche del neonato. Fino a pochi anni fa, e spesso anche tutt’ora, si diceva che la causa delle coliche fosse una fatidica immaturità intestinale o il fatto che il neonato ingurgitasse aria mentre poppava. Tuttavia, studi scientifici recenti hanno completamente trasformato la concezione di questa condizione. Le informazioni scientifiche moderne chiariscono che il biberon anticolica NUK (ma anche gli altri) NON funzionano senza 4 fondamentali accortezze, e per comprenderle appieno, è doveroso capire le vere cause delle coliche del neonato.

Le Vere Cause Scientifiche delle Coliche Neonatali

Contrariamente alle vecchie credenze, studi scientifici recenti provano che le coliche gassose non sono causate da una fatidica “immaturità intestinale” - sebbene un intestino immaturo possa dare dolore - ma da una vera e propria “infiammazione intestinale”. Questo quadro infiammatorio intestinale è la ragione per cui il bambino ha la pancia gonfia, dura e tesa, e soprattutto è la vera causa del mal di pancia e della sofferenza legata all'aria. Lo dimostra senza ombra di dubbi un recente studio scientifico del 2018 (Tu Mai et al., ”Infantile Colic, New Insights into an Old Problem”, pubblicato sulla rivista Gastroenterology Clinics of North America). Solo conoscendo tutte le cause che infiammano l’intestino del bambino, si potranno trovare i rimedi efficaci per le coliche del neonato e come far passare davvero il mal di pancia.

Sintomi delle Coliche Gassose: Come Riconoscerle

I genitori dei bambini che soffrono di coliche si sentono spesso stanchi, frustrati e nervosi davanti al proprio bambino che piange e sta male. Per capire se un neonato ha le coliche, si possono osservare numerosi sintomi. Durante le “colichette” il bambino piange in modo inconsolabile, contrae la pancia, tira le gambe verso l’addome, flettendo le cosce sul bacino. Accanto a questi sintomi, si può inoltre notare un certo grado di tensione addominale, con una pancia che appare dura e tesa, spesso accompagnato da ripetute emissioni di gas, giustificando l’appellativo “coliche gassose del neonato”.

Il sintomo principale per capire se il neonato soffre di colichette rimane sempre la forte irritabilità del bambino in relazione a un pianto doloroso che rende impossibile calmarlo. Il bambino può piangere mentre è allattato al seno, subito dopo o anche a distanza dalla poppata. Se allattato artificialmente, il bambino si potrebbe staccare spesso dal biberon e piangere, oppure piangere successivamente alla poppata, fare fatica a digerire, fare dei rutti rumorosi e avere mal di pancia anche a distanza. Altri segnali che indicano che il bambino soffre di coliche sono le alterazioni del transito gastro-intestinale come dischezia o stipsi, ma anche scariche frequenti ma con poche feci, che sporcano appena il pannolino. Altri sintomi includono il pianto che dura finché non riesce ad emettere gas o fare la cacca, solo allora si tranquillizza; il bambino piange e vuole attaccarsi al seno spesso, cercando di calmarsi; piange anche quando è allattato al seno e si stacca spesso; soffre anche di reflusso gastroesofageo, con rigurgiti e difficoltà digestiva; sta meglio quando si massaggia la pancia e fa aria; dorme solo al petto e in braccio e fatica a dormire supino, tirando la pancia. Tutti questi segnali, osservati congiuntamente, possono indicare un quadro di coliche neonatali.

Cure e Rimedi per le Coliche Gassose, Anche nei Bambini Allattati Artificialmente

I rimedi per le colichette del neonato partono dalla conoscenza di tutti i fattori che le provocano. Ecco le cause, i rimedi e come far passare davvero il mal di pancia al neonato, anche quando è allattato artificialmente. Se il bambino è allattato al seno, è fondamentale indagare e migliorare l’alimentazione materna, un aspetto imprescindibile. Invece, se il bambino è allattato artificialmente, bisogna valutare la tipologia e la marca di latte artificiale, come viene proposto il latte (posizione e ritmo di poppata), la tipologia di biberon e la tettarella. È altresì importante valutare la presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica e intestinale che creano dolore al bambino e rallentano il transito. È importante notare che spesso il sistema gastrointestinale (pareti viscerali) si irrita durante la gravidanza a causa dell’alimentazione materna scorretta. Invece, nel post parto, la causa è l’alimentazione materna se allattato al seno, e il latte artificiale se allattato al biberon. Per curare efficacemente le coliche gassose, è utile che i genitori imparino anche l’Osteo-Massage alla pancia. Si deve sempre trattare l’addome dopo che il bambino ha avuto episodi di coliche, reflusso, stipsi, dischezia e, più in generale, mal di pancia.

Il Ruolo del Biberon Anticolica NUK e le Quattro Accortezze Fondamentali

I biberon anticolica sono dei biberon dotati di alcuni sistemi, come un sacchetto interno, una valvola o doppia valvola, una base ventilata o un succhiotto ergonomico, che dovrebbero offrire un flusso di latte costante e lento. Nel caso specifico del biberon anticolica NUK, esso è dotato di un sistema anti-colica Air NUK che dovrebbe assicurare un flusso naturale per aiutare il bambino a bere senza deglutire l’aria. Idealmente, il biberon anticolica dovrebbe aiutare a diminuire il mal di pancia del tuo bimbo, le coliche gassose, e il reflusso gastroesofageo. Tuttavia, come si vedrà, questo rappresenta solo uno dei tanti parametri di cui tenere conto se si vuole davvero evitare o curare le coliche gassose nel neonato allattato artificialmente col biberon.

Biberon anticolica NUK

Tralasciando i dettagli tecnici più complessi, è bene sapere che il biberon anticolica NUK, e in particolare la forma della sua tettarella, non trova l'unanimità. Per rispondere esaustivamente alla domanda: “il biberon anticolica NUK (e gli altri biberon) funzionano?” si devono svelare i quattro principali fattori che provocano le coliche nel neonato allattato artificialmente. La risposta è: SÌ, se coadiuvato da questi quattro fondamentali parametri. Altrimenti, NO.

I quattro parametri fondamentali sono:

  1. Tipologia di latte artificiale: tutti i latti artificiali hanno gli stessi valori nutrizionali, ma non tutti vengono digeriti bene, anzi. Spesso, il latte anticolica non è per nulla la soluzione definitiva, e la scelta del latte giusto richiede un'attenta valutazione e, se necessario, il consiglio del pediatra.
  2. Tipologia di tettarella e soprattutto la grandezza del foro: questa scelta è cruciale per il controllo del flusso del latte.
  3. Posizione del bambino allattato artificialmente: una posizione errata può favorire l'ingestione di aria e il disagio.
  4. Ritmo della poppata: il modo in cui il latte viene somministrato è tanto importante quanto il biberon stesso.

Ottimizzare la Poppata con il Biberon: Controllo del Flusso e Posizionamento

Una delle frasi più comuni e, purtroppo, più fuorvianti che i genitori si sentono dire è: “Non si preoccupi signora, il bambino si autoregola al biberon e smette di bere quando è sazio.” Questa affermazione è, in realtà, mooolto falsa e merita un approfondimento per capire il perché.

Il Controllo del Flusso di Latte: Sfatare un Mito

Il bambino allattato al seno deve succhiare attivamente per bere il latte. O succhia attivamente, oppure il latte non esce. Per succhiare attivamente, il bambino attiva tutta la muscolatura delle guance, della mandibola e la lingua; compie un movimento di suzione attiva e deglutizione che è fisiologico e stimolante per lo sviluppo orale. Al contrario, la maggior parte dei bambini allattati artificialmente NON fa fatica, e la suzione è PASSIVA. Questo accade quando il biberon anticolica non regola il flusso, ha una tettarella con un foro troppo ampio e quando il genitore, inconsapevolmente, imprime un ritmo rapido, senza fare delle pause.

Se il biberon non regola il flusso del latte e il foro della tettarella è troppo ampio, il latte sgorga rapido e NON controllato. In questo modo, quando viene dato il biberon, il bambino beve PASSIVAMENTE il latte. Non deve succhiare attivamente con un movimento attivo delle guance e della lingua, ma SOLO DEGLUTIRE passivamente. Il bambino allattato al biberon rischia quindi di mangiare molto più VELOCE, senza CONTROLLO, una QUANTITÀ MAGGIORE di latte, nella METÀ del TEMPO. Di conseguenza, il bambino allattato artificialmente si ingozza, ingurgita aria, mangia troppo, gli esce il latte dalla rima labiale, non si autoregola e più facilmente ha coliche e reflusso. Per evitare che questo accada, è fondamentale lavorare sui quattro parametri citati in precedenza: biberon e foro della tettarella, ritmo della poppata, posizione del bambino durante la poppata e tipologia di latte artificiale.

Come Scegliere un Biberon Anticolica Efficace e la Giusta Tettarella

Un buon biberon anticolica deve garantire un flusso lento e controllato. In poche parole, il bambino deve ciucciare attivamente dal biberon affinché esca latte; altrimenti, non deve uscire una goccia. Per assicurarsi che il flusso sia lento e controllato, si può fare un semplice test: quando si mette il latte nel biberon e lo si capovolge, non deve uscire una goccia di latte dal foro della tettarella. Se si accorge che il latte gocciola rapidamente dal biberon o che addirittura zampilla, vuol dire o che il biberon anticolica non è adatto oppure che il foro della tettarella è troppo grande. È importante notare che, quando il biberon richiede una suzione attiva, il bambino impiegherà più tempo per bere il latte e potrebbe lamentarsi, specialmente se era abituato a un flusso rapido e passivo; ma questo è normale e indica una corretta stimolazione. Il biberon anticolica Philips Avent, ad esempio, è riconosciuto come efficace in questo senso.

Per scegliere il biberon che aiuti a evitare o risolvere le coliche nel neonato e il possibile reflusso, è bene optare per un prodotto che abbia una valvola efficace, un sacchetto interno o un altro sistema che trattenga l’aria e limiti la velocità di flusso. Inoltre, un fattore ancora più importante riguarda la tettarella: il biberon anticolica deve avere una tettarella preferibilmente di forma fisiologica, cioè regolare, piuttosto che una forma “anatomica” o irregolare. Per forma fisiologica si intende una tettarella arrotondata e con una transizione graduale dall’apice alla base, a differenza di una transizione brusca alla base. Come forma anatomica si intende una tettarella non tonda, ma leggermente stretta e allungata; alcune di esse hanno anche una transizione brusca tra l’apice e la base della tettarella. Alla luce di questa analisi, la tettarella del biberon anticolica NUK, con la sua specificità, risulta scorretta secondo questi parametri critici per un flusso controllato nel biberon.

Andando oltre questo parametro riguardo la forma della tettarella, c’è un altro fattore ancora più importante di cui tenere conto: la grandezza del foro. Questa deve essere di taglia 0 o, nella maggior parte dei casi, 1. Solo in questo modo il flusso di latte potrà essere davvero lento e controllato dal bambino. Se la tettarella ha un foro troppo grande o il sistema di valvole non funziona adeguatamente, il flusso di latte è troppo veloce e il bambino ingurgita troppo latte. La naturale conseguenza è che farà fatica a digerire sia subito dopo la poppata sia a distanza, sviluppando più facilmente coliche e/o reflusso.

Particolare attenzione va certamente posta anche sui materiali di cui è composto il biberon anticolica. I materiali dovranno essere atossici e naturali, come il silicone. Un altro fattore importante è che non devono contenere polipropilene, quindi devono essere senza BPA - bisfenolo A.

L'Uso Corretto del Biberon NUK Anticolica: Posizione e Ritmo

Come detto in precedenza, due parametri fondamentali per evitare o curare efficacemente le coliche e il reflusso gastroesofageo in un neonato allattato artificialmente sono la posizione del neonato e il ritmo della poppata al biberon.

Parliamo del ritmo della poppata al biberon anticolica. È il ritmo che il genitore imprime alla poppata stessa e che può, e deve, regolare correttamente, soprattutto all'inizio della poppata quando il bambino è più affamato. Nonostante si possa scegliere un biberon anticolica con la tettarella adeguata e il foro piccolo, il flusso di latte al biberon sarà sempre più rapido e meno controllato rispetto al seno materno. Di conseguenza, sarà compito del genitore rallentarlo scegliendo il biberon anticolica adeguato con una tettarella fisiologica e dettando un ritmo di poppata lento che permetta al bambino di prendere fiato e scandire il ritmo di suzione. Per dettare un ritmo lento, si consiglia di staccare il biberon ogni qualvolta si senta il bambino ingozzarsi, affaticarsi o sembra non gestire il flusso del latte, per esempio quando il latte esce dalla rima labiale. Soprattutto all’inizio della poppata, quando il latte esce più veloce, perché il foro è più grande in quanto la plastica è fredda, e il neonato è più affamato, è consigliabile staccarlo più volte dal biberon. Per dare un’idea, almeno una volta ogni 10-20 secondi. Più va avanti la poppata, più il foro si restringe, perché la plastica si scalda con il calore del latte, più il bambino diminuisce la foga e la fame, più sarà lento il ritmo di suzione e meno spesso si dovrà staccarlo dal biberon. Il bambino potrebbe arrabbiarsi quando gli si sfila il biberon dalla bocca, ma si calmerà dopo 5 secondi, appena glielo si ridà; lo si fa solo per aiutarlo a regolarsi e mangiare con calma.

Corretta posizione neonato allattato al biberon

Per quanto riguarda come posizionare il neonato al biberon, la maggior parte dei genitori che usa un biberon non è stata informata su come sceglierlo, come usarlo e come posizionare il bambino. Ecco perché la maggior parte dei genitori tiene il bambino posizionato scorrettamente. Nella migliore delle ipotesi il bambino viene tenuto in braccio in una posizione non ottimale, nella peggiore delle ipotesi, il bambino viene posizionato sdraiato o molto inclinato orizzontalmente. Ovviamente, più il bambino è ingobbito, con la schiena incurvata, e più è sdraiato, peggio sarà la digestione gastrointestinale del bambino. Il bambino deve essere tenuto bene dritto, quasi seduto, inclinato di pochi gradi all’indietro, con la schiena eretta, non incurvata. Il collo e il busto devono rimanere in asse; il bambino non deve guardare verso destra o verso sinistra, ma dritto in avanti. Questi accorgimenti, se applicati con costanza, possono fare una grande differenza nella prevenzione delle coliche e del reflusso.

Infine, l’ultimo parametro fondamentale che causa coliche e reflusso è la tipologia o la marca di latte artificiale. Il latte è il cibo del bambino; è l’unico alimento che entra in contatto con le pareti gastrointestinali del neonato. Purtroppo, si sa bene che il latte artificiale, essendo un derivato artificiale del latte vaccino, è certamente più pesante e può avere un impatto significativo sulla digestione e sul benessere del piccolo. La scelta del latte, quindi, dovrebbe sempre essere fatta con la consulenza del pediatra, tenendo conto delle esigenze specifiche del bambino.

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