Il Ciuccio per Adulti: Benefici Percepiti, Rischi Reali e il Fenomeno dell'Infantilizzazione

Se pensavi che il ciuccio fosse un oggetto riservato esclusivamente ai neonati, ti sbagliavi di grosso. Negli ultimi anni, complice anche il web e alcuni trend legati al relax e al “wellness”, è comparso un fenomeno curioso: l’uso del ciuccio da parte degli adulti. Questa non è solo una moda passeggera; si tratta di una tendenza virale con radici profonde, nata in Cina e poi diffusasi a macchia d’olio, che ha rapidamente conquistato i social fino a trasformarsi in un fenomeno globale che mescola nostalgia, estetica pop e ricerca di benessere psicologico. Anche in Italia non mancano i primi esempi di persone che lo utilizzano in strada o perfino alla guida, e celebrità come il calciatore Neymar hanno contribuito a renderlo visibile. Non si tratta più solo di un oggetto legato all’infanzia, ma di un “gadget” proposto come strumento anti-stress, per rilassarsi o per ridurre l’abitudine del fumo o addirittura per contrastare il bruxismo, il digrignamento notturno dei denti.

Un Fenomeno Virale e le Sue Radici Psicologiche

La tendenza del ciuccio per adulti si basa su un principio psicologico semplice ma efficace: la suzione è un meccanismo primitivo di auto-regolazione. Il fenomeno del ciuccio per adulti nasce in Cina, con alcune piattaforme di social media come Rednote che pubblicano video di adulti che usano i loro ciucci. Nelle recensioni su alcuni siti rivenditori, chi lo indossava diceva anche di provare un senso di calma e distensione durante l'utilizzo. In momenti di ansia o stress, tornare a un gesto infantile può offrire un senso di sicurezza e calma immediato. Gli adulti che utilizzano il ciuccio rivendicano benefici come la riduzione dello stress da lavoro e il miglioramento del sonno; alcuni sostengono che questo strumento infantile li aiuti a gestire meglio l’ansia, a concentrarsi, perfino a smettere di fumare. Alla base vi sarebbe un ritorno a una sensazione di sicurezza infantile.

Il ciuccio è spesso il migliore amico dei bambini (e dei genitori) nei primi mesi di vita. Aiuta a consolare, rilassare e favorisce perfino la digestione. Questo perché la bocca è l'organo della scoperta, il primo portale di comprensione del mondo nei primi mesi di vita. Dopo 9 mesi di gestazione, i neonati scoprono il mondo attraverso la suzione del capezzolo e dopo lo svezzamento mettono in bocca qualcosa se lo trovano interessante. Provare piacere attraverso la bocca è uno stimolo umano e quasi ancestrale: dalle consistenze del cibo, ai baci fino al sesso, il senso del tatto e del gusto genera reazioni nervose di ricompensa nel cervello. Ecco perché per calmare un bambino il ciuccio è particolarmente efficace, ma non può durare per sempre. In Brasile, Cina e Giappone, lo sviluppo più intenso è avvenuto prevalentemente come accessorio stilistico, mentre il ciuccio era un accessorio per “svecchiare” e rendere più ironico il look, fino ad arrivare alla creazione di un mercato per ciucci di lusso da personalizzare a piacimento, anche con pietre preziose. I modelli, più grandi di quelli destinati ai neonati e spesso decorati con colori e brillantini, si sono trasformati in un business, con negozi online che dichiarano vendite superiori a 2000 pezzi al mese.

Un giovane Justin Bieber era apparso sul lungo mare di Saint Tropez nel 2016 con un ciuccio in bocca e lì molti avevano pensato ad uno scherzo da fare ai paparazzi per rispondere alle provocazioni online sul suo conto. Era forse un primo tentativo di gestire la difficoltà emotiva che ha portato il cantante ad un crollo di salute qualche anno dopo? Dalle idol che indossavano il ciuccio per essere kawaii al calciatore Neymar che pubblica un selfie con un ciuccio per adulti il passo è stato breve: ad oggi pacifier, ciuccio per adulti, è disponibile all'acquisto anche in Europa.

Ciuccio per adulti in diverse forme e colori

L'Infantilizzazione degli Adulti: Un Contesto Sociale Controversa

Questa nuova tendenza ha acceso un serio dibattito tra gli esperti, che la inquadrano nel più ampio fenomeno dell’infantilizzazione degli adulti. Accanto ad altre mode, come quella dei “baby reborn” (bambole iperrealistiche), il ciuccio solleva interrogativi su una società che sembra cercare rifugio in comportamenti regressivi per sfuggire alle pressioni quotidiane. Cercare il ciuccio da adulti, un oggetto legato all'infanzia per scaricare fisicamente ansia e stress, è in realtà, un fenomeno di regressione. Questo è un termine psicologico che descrive il meccanismo di difesa utilizzato dagli adulti in circostanze emotivamente difficili, in cui cercano di affrontare le proprie emozioni tornando a comportamenti associati a una fase precedente del loro sviluppo, quando si sentivano più sicuri e protetti.

Come ha spiegato la psicologa brasiliana Mariane Pires Marchetti al quotidiano O Globo, «L’uso del ciuccio da parte di giovani e adulti è un esempio di come il corpo e la mente cerchino rapidi meccanismi di autoregolazione di fronte al sovraccarico emotivo». Psicologi e specialisti mettono in guardia sui risvolti mentali della pratica. Alcuni ritengono che il ricorso al ciuccio rappresenti un fenomeno di regressione, cioè il ritorno a comportamenti infantili come meccanismo di difesa dallo stress. Un utilizzo non regolato e a lungo termine, può diventare una dipendenza. Zhang Mo, psicologo di Chengdu, ha spiegato: «La vera soluzione non è trattarsi come bambini, ma affrontare la sfida direttamente e risolverla».

Vi è anche una pericolosa feticizzazione dell'infanzia nei paesi dove è diffusa la tendenza del ciuccio, ma lo stesso vale per l'Occidente e l'Europa, dove più una donna appare giovane più è considerata attraente. Il ciuccio per adulti in tendenza è la prova che in questo momento storico c'è bisogno di tornare a sentirsi protetti come da bambini, ma anche che gli adulti non sono allenati a resistere a livelli di stress alti e si rifugiano completamente nell'infanzia senza neanche provare a trovare delle soluzioni complesse. Stiamo effettivamente assistendo ad un'infantilizzazione collettiva: basti pensare al ritorno di Hello Kitty e delle icone della Sanrio in voga oggi, alla iperpersonalizzazione possibile per qualsiasi bene materiale, anche per adulti, per capire che stiamo tornando a chiuderci in cameretta piuttosto che affrontare l'impotenza nei confronti dello stato attuale del mondo. Nutrire il bambino interiore fa sempre bene, ma indossare il ciuccio anziché esprimere i propri bisogni, no.

Immagine che rappresenta l'infantilizzazione o regressione adulta

I Benefici Percepiti: Comfort e Meccanismi di Coping

Sebbene vi sia un ampio dibattito sui rischi, è innegabile che molti adulti che si avvicinano al ciuccio lo facciano spinti dalla ricerca di un benessere immediato. Molti lo adottano per ragioni più pratiche, come aiuto per smettere di fumare. I sostenitori di questa pratica riferiscono di essere più concentrati e di avere un cervello che divaga meno mentre studiano quando lo utilizzano. Affermano che «Usare il ciuccio se si ha l'ADHD è la svolta», dando testimonianze incoraggianti al suo utilizzo. Per lo stesso motivo si generano patologie come il binge eating: se masticare viene riconosciuto come meccanismo di coping allo stress, che genera endorfine, si cercherà di farlo il più possibile.

In passato, nella psicologia freudiana si parlava di personalità orale quando un individuo conserva dei tratti della fase orale perché è stato svezzato troppo presto o troppo tardi, ed è incline a provare piacere verso comportamenti che coinvolgano il cavo orale: mangiare, fumare, bere, succhiare, ecc. dopo la privazione del seno materno. Ecco perché quando si cerca di smettere di fumare, il consiglio più comune è quello di mangiare dei chewing-gum, ma non solo per mettere qualcosa in bocca, ma per accendere il sistema nervoso parasimpatico e comunicargli il senso di calma generato con la masticazione. Quindi, l'uso del ciuccio da parte degli adulti è fra le ultime stramberie diventate virali sui social, proponendosi come palliativo temporaneo a stress e ansia.

La moda del ciuccio: adulti in fuga dalla maturità

I Rischi per la Salute Orale e Fisica: Il Parere dei Medici

Attenzione ai rischi: il parere dei medici è unanime nel sottolineare le potenziali implicazioni negative. Prima di correre a comprare un ciuccio, è fondamentale conoscere i rischi per la salute. Se i benefici percepiti hanno reso la tendenza popolare, i rischi per la salute non sono trascurabili. Dentisti e medici sottolineano i possibili danni a lungo termine a livello orale, non trascurando altre problematiche che possono influire sul benessere generale dell'individuo. Secondo Tang Caomin, dentista di Chengdu, «I venditori minimizzano intenzionalmente i potenziali danni alla bocca dei clienti causati dai ciucci». L’uso del ciuccio in età adulta può avere ripercussioni su denti, gengive, mandibola, articolazioni temporo-mandibolari e muscoli del volto.

Tra le conseguenze più frequenti vi è l'apertura anteriore del morso, che implica la perdita del contatto tra incisivi superiori e inferiori. Inoltre, possono manifestarsi disturbi temporo-mandibolari, con alterazione alle normali funzionalità articolari, affaticamento muscolare a carico dei muscoli masticatori e lesioni del palato. Non meno importanti sono le complicanze infettive e allergiche, come micosi, infezioni orali o digestive e reazioni ai materiali utilizzati (lattice, silicone). Un altro rischio principale è che il ciuccio sposti i denti, soprattutto quelli anteriori, rendendoli più sporgenti. Con l’uso prolungato potrebbero manifestarsi delle malocclusioni, come il cosiddetto “morso aperto”, condizione in cui a bocca chiusa rimane una beanza anteriore, tra i denti superiori e gli inferiori. Le principali piattaforme di e-commerce propongono modelli sempre più vari e personalizzati, ma i rischi rimangono. Accanto ai rischi fisici, psicologi e specialisti mettono in guardia sui risvolti mentali della pratica. Il contatto prolungato può causare piccole ulcere e irritazioni alla mucosa orale.

Il ciuccio è un "corpo estraneo" che modifica le pressioni nella cavità orale. L'uso del ciuccio favorisce la respirazione orale (con la bocca) anziché quella nasale. L'aria non filtrata dal naso può causare irritazioni ricorrenti alla gola, tonsilliti e una maggiore incidenza di otiti medie. Se succhiare il pollice allenta le tensioni e risulta essere un antidoto alla paura e al senso di solitudine, è fondamentale che questa abitudine, soprattutto nei bambini, sia abbandonata entro i 3 anni di età in seguito alla comparsa dei denti decidui. Se si protrae oltre questo periodo compromette il corretto sviluppo dell’apparato stomatognatico che influenzerà la crescita del bambino anche da un punto di vista posturale. Le forze esercitate in questi distretti conducono alla formazione di un palato ogivale, un morso aperto anteriore e un morso incrociato mono o bilaterale. Durante la suzione il dito preme contro il palato, mentre la mano poggia sulla mandibola.

L’uso del ciuccio è un argomento controverso capace di scatenare grandi dibattiti circa i rischi e gli eventuali effetti benefici derivanti dall’utilizzo. La cosa certa è che l’uso del ciuccio durante la dentizione porta il bambino a sviluppare mal occlusione. Pertanto è consigliabile per i genitori provvedere a disabituare il proprio figlio all’uso del ciuccio il prima possibile, onde evitare l’instaurarsi di un’abitudine viziata. A livello di rischi fisici invece, succhiare il ciuccio può modificare il morso labiale, il modo in cui si chiude la mandibola, e creare malformazioni fisiche con ripercussioni anche sulla colonna vertebrale. In particolare, gli esperti ricordano che l’utilizzo del ciuccio è da monitorare già in età pediatrica, poiché un uso prolungato può alterare lo sviluppo delle arcate dentarie e del palato, provocando malocclusioni (morso aperto, morso crociato), alterazioni nella normale di deglutizione e problemi di linguaggio. Nei soggetti adulti i rischi sono ancora più rilevanti, perché le deformazioni non si correggono spontaneamente e richiedono trattamenti ortodontici o protesici. Le strutture ossee sono ormai stabilizzate: eventuali spostamenti dentali o problemi articolari non regrediscono spontaneamente e risultano più difficili da correggere.

Danni ai denti e alla mascella causati dall'uso prolungato del ciuccio

Le Conseguenze della Deglutizione Atipica e delle Parafunzioni Orali

Un aspetto cruciale legato all'uso del ciuccio, sia in età infantile che adulta, riguarda la deglutizione e le parafunzioni orali. La lingua, schiacciata dal ciuccio, tende ad adagiarsi sul pavimento della bocca invece di stare alta sul palato. Si parla di deglutizione atipica quando si assiste al permanere di uno schema motorio infantile anche dopo l’eruzione di tutti i denti. Si può trovare anche un alterato comportamento neuromuscolare negli adulti, in quanto la funzione deglutitoria è correlata anche alla maturazione dell’apparato stomatognatico. Nella deglutizione atipica la lingua non esercita la pressione sulle rughe palatine, bensì effettua una spinta anteriore sulle superficie linguali e palatine dei denti. “All’esame obiettivo, il bambino che non ha raggiunto uno schema deglutitorio maturo mostra a riposo una postura della lingua bassa o interposta; a volte si evidenzia un frenulo linguale corto.

Una deglutizione atipica o deviata, con forte spinta linguale anteriore, comporta alterazioni di tutto il sistema corpo da un punto di vista posturologico che, nel tempo, genera l’instaurarsi di schemi posturali scorretti e svantaggiosi per l’individuo. L'esperta spiega che «se nei bambini l’uso del ciuccio oltre i 3 anni può provocare alterazioni dentali e scheletriche ma a volte reversibili dopo l’interruzione dell’abitudine e/o comunque trattabili con terapia ortodontica, negli adulti il discorso è diverso. Le strutture ossee sono ormai stabilizzate: eventuali spostamenti dentali o problemi articolari non regrediscono spontaneamente e risultano più difficili da correggere». Le abitudini viziate del succhiamento del dito, del ciuccio, del labbro, delle guance, della lingua o di altri corpi estranei vanno a modificare la posizione linguale e la struttura delle arcate dentarie, portando a una malocclusione e deglutizione atipica. La qualità del sonno può subire un peggioramento: il bambino, ma anche l'adulto con problematiche respiratorie indotte, può svegliarsi più volte per problemi di “gola secca”. Spesso i genitori riferiscono russamento notturno. Nei casi più importanti si verificano le apnee notturne, tutte situazioni da non sottovalutare.

Quando parliamo di disturbi e disfunzioni riconducibili alle abitudini viziate parliamo di parafunzioni, ovvero attività orali ripetute nel tempo e non finalizzate ad uno scopo. Costituiscono esempi tipici morsicarsi le labbra e succhiarsi il dito. Il bruxismo, una parafunzione che consiste nel stringere i denti oppure nel digrignarli, è spesso citato in relazione al ciuccio per adulti come potenziale "soluzione", ma è esso stesso una condizione problematica. Il bruxismo notturno, oltre ad essere responsabile di cefalee e dolori muscolari presenti al risveglio, produce abrasione e sensibilità dentaria. La causa è incerta e viene ricondotta a più fattori: ereditarietà, carenze nutrizionali, squilibri enzimatici, disturbi del sistema endocrino ed allergie. Spesso l’elemento scatenante questa parafunzione è riconducibile ad uno stato ansioso e di stress.

Rappresentazione di deglutizione atipica e malocclusione

L'Appello degli Esperti: Affrontare le Cause, Non Solo i Sintomi

Nonostante la popolarità, l'uso del ciuccio negli adulti rimane un fenomeno di nicchia, ma che merita attenzione da parte della comunità medica e scientifica. Se può sembrare un’abitudine innocua o addirittura utile per ridurre lo stress, in realtà comporta rischi concreti per la salute orale, la digestione e la postura della lingua. La moda del ciuccio per adulti, nata in Cina, ha suscitato preoccupazione nella comunità medica perché viene usato per ridurre lo stress, indurre il sonno e smettere di fumare. Ma utilizzarlo può causare problemi di salute a lungo termine sia a livello fisico, soprattutto nel morso e nella postura, che a livello psichico.

Gli esperti suggeriscono di ricorrere a metodi meno invasivi per gestire lo stress, come la meditazione o il supporto psicologico, e di non sottovalutare l’importanza di affrontare le proprie difficoltà in modo consapevole. Il SUSO (Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia) invita odontoiatri ed ortodontisti a sensibilizzare i pazienti, soprattutto i più giovani, sui rischi nascosti dietro questa tendenza. Fabrizio Sanna, Presidente Nazionale SUSO, ha sottolineato ad Odontoiatria33: «Non esistono evidenze scientifiche che il ciuccio aiuti a combattere lo stress. Al contrario, il suo uso può compromettere l’occlusione e danneggiare gli elementi dentali, con conseguenze anche irreversibili. Inoltre, l’utilizzo prolungato può trasformarsi in una vera dipendenza, dannosa non solo per la salute orale». Il presunto effetto calmante del ciuccio non trova riscontro scientifico. Né vi sono prove a sostegno di un suo ruolo come supporto nella cessazione del fumo. Per questo SUSO raccomanda di non emulare comportamenti promossi da influencer o personaggi famosi e, nei casi in cui l’abitudine sia già consolidata, di rivolgersi tempestivamente al proprio odontoiatra per una valutazione clinica e, se necessario, un intervento terapeutico. Il consiglio principale rimane quello di limitare al massimo l’uso del ciuccio. Controlli regolari dall’odontoiatra o ortodontista sono fondamentali per intercettare subito eventuali danni e intervenire con le terapie più appropriate.

Di fronte a tali problematiche, la moderna odontoiatria offre diverse soluzioni. Ad esempio, nel mondo dell'ortodonzia moderna, l'ortodonzia invisibile rappresenta una rivoluzione che ha trasformato il modo in cui adulti e giovani percepiscono il trattamento ortodontico. Sistemi come Invisalign® sono noti per la loro discrezione ed efficacia, offrendo un'alternativa confortevole agli apparecchi tradizionali fissi, particolarmente apprezzata dagli adulti che desiderano migliorare il proprio sorriso senza compromettere l'aspetto professionale o sociale. Tali mascherine, quasi impercettibili, si adattano perfettamente alla dentatura riducendo il rischio di irritazioni e facilitando l'igiene orale. Tuttavia, richiedono una costante autodisciplina da parte del paziente, con le mascherine che devono essere indossate per almeno 22 ore al giorno.

Inoltre, per problematiche come le lesioni della mucosa orale, le infezioni o la rigenerazione tissutale, l'impiego della terapia laser nel campo odontoiatrico rappresenta una vera e propria rivoluzione. Permette di affrontare con precisione e delicatezza una vasta gamma di problematiche, seguendo principi di massima efficacia e minima invasività. La biostimolazione tessutale, per esempio, stimola la rigenerazione dei tessuti, accelerando i tempi di guarigione e favorendo una riparazione naturale dopo interventi o per piccole lesioni. Anche il trattamento di herpes ed afte beneficia della terapia laser, offrendo sollievo rapido e contribuendo a prevenire le recidive, neutralizzando l'infiammazione e accelerando la guarigione. Nella chirurgia mucogengivale, il laser assicura interventi precisi e minimamente invasivi con tempi di guarigione ridotti, migliorando l'estetica e la funzionalità orale. L'attenzione non deve essere rivolta unicamente alla cura dei denti, ma all'intero ecosistema orale, garantendo un sorriso non solo bello da vedere, ma anche sano e forte in ogni suo aspetto. La salute della bocca è intrinsecamente legata al benessere generale, ed è impegno della professione odontoiatrica fornire cure all'avanguardia per mantenere entrambi al massimo livello.

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