L’Universo dei Ciucci: Dalla Funzione Pediatrica al Fenomeno di Costume

Quando viene al mondo il nostro piccolo dobbiamo fare tante scelte, che riteniamo le più sicure ed opportune per il nostro bimbo. L’atto di succhiare è un comportamento naturale del neonato che gli consente di nutrirsi e crescere ed è un momento confortante e rilassante per il piccolo. Se pensiamo, infatti, che i bambini hanno l’istinto di succhiare quando ancora sono nella pancia della mamma, è facile intuire come il ciuccio possa essere apprezzato e diventare uno strumento effettivamente utile e rilassante per il piccolo soprattutto nei primi anni di vita. La prima cosa da tenere a mente è che, se il bambino sembra voler succhiare tra una poppata e l’altra, un ciuccio può essere sicuramente d’aiuto per offrire al piccolo un’alternativa al seno, specialmente quando ciò che desidera non è cibo, ma semplicemente un momento di calma.

illustrazione anatomica del riflesso di suzione nel neonato

Materiali a confronto: Silicone e Lattice

La scelta del materiale è un aspetto importantissimo da tenere in considerazione nella scelta del ciuccio: da questo fattore dipendono infatti la frequenza di sostituzione, la morbidezza, la gommosità e anche la tenuta igienica. Un tempo in commercio era possibile trovare quasi solo ciucci in gomma: oggi i materiali più utilizzati sono il silicone, il caucciù ed il lattice.

Il silicone si presenta in colorazioni trasparenti ed è un prodotto molto resistente al deterioramento, flessibile e morbido al tatto. Non assorbe odori o sapori, non varia di dimensioni con l’uso e non subisce alterazioni anche dopo numerose sterilizzazioni o bolliture. Il silicone è un materiale inerte, ben tollerato e molto utilizzato per prodotti medicali e ospedalieri. Tuttavia, anche il silicone presenta degli aspetti negativi, primo tra tutti il fatto di non essere particolarmente resistente ai morsetti dei bambini, molto frequenti nella fase in cui vengono messi i denti. Questo è molto importante poiché, in caso di rotture anche minime, potrebbe accadere che il bambino ingerisca pezzettini di silicone.

Il lattice (o caucciù) è un prodotto 100% naturale che viene estratto dalla corteccia di Hevea Brasiliensis. È un materiale ambrato ed è igroscopico, cioè assorbe l’acqua. Il caucciù è una gomma naturale che risulta porosa, resistente ed elastica, e proprio per questo è molto utilizzato nella fabbricazione di articoli per bambini. Il lattice è un prodotto semi-naturale poiché viene sì estratto da diversi tipi di piante, ma viene lavorato e raffinato da aziende specializzate. È importante notare che il caucciù è molto poroso e incline ad assorbire odori e sapori, è una gomma più sensibile alle contaminazioni batteriche e tende a deformarsi più velocemente. Anche per questo motivo, le tettarelle in caucciù non vanno sterilizzate con acqua bollente, ma solo a freddo.

Non sempre però il fatto che il lattice sia di origine naturale lo rende preferibile. La sensibilizzazione al lattice riguarda il 3% circa della popolazione e questa percentuale è ancora più alta nei bambini predisposti alle allergie e particolarmente frequente nei bambini con positività dei test cutanei agli allergeni inalanti e alimentari (latte vaccino, albume uovo, grano). Sono molto a rischio i bambini affetti da spina bifida, malformazioni urogenitali e dell’apparato gastroenterico. Lo sono anche i bambini con storia di shock anafilattico nel corso di un intervento chirurgico e quelli allergici ad alcuni alimenti che contengono allergeni simili a quelli del lattice. Per prevenire l’allergia al lattice vanno impiegati prodotti realizzati con materiali alternativi (prodotti latex-free) come il silicone.

diagramma comparativo tra le proprietà chimico-fisiche di silicone e lattice

Anatomia del Ciuccio: Mascherine e Tettarelle

La forma della tettarella rappresenta un fattore fondamentale nella scelta del ciuccio. Questo elemento è collegato da un lato all’età del piccolo, dall’altro alle sensazioni che i diversi tipi di tettarella offrono. Nonostante il vostro impegno, infatti, è il bambino a scegliere il tipo di ciuccio che preferisce: ciò dipende da una serie di fattori come, ad esempio, la somiglianza con il capezzolo materno, il bisogno di succhiare e mordicchiare per alleviare il fastidio dei denti che nascono o semplicemente il fattore ludico. Questo tipo di ciuccio è consigliato soprattutto per i neonati poiché la forma a ciliegina ricorda quasi perfettamente quella del capezzolo materno.

La mascherina del ciuccio è la parte che funge da base per la tettarella. È un elemento molto importante poiché assume una duplice funzione: da un lato infatti la mascherina impedisce al bambino di ingoiare il ciuccio, dall’altro, grazie all’anello ad essa attaccato, consente di attaccare il ciuccio agli abiti del bambino o alle lenzuola. Per i neonati è ad esempio meglio orientarsi su ciucci con mascherine morbide e non troppo grandi, in quanto con i modelli con la mascherina in plastica il bambino potrebbe inavvertitamente ferirsi o graffiarsi. Alcuni modelli pensati per i più piccoli sono anche privi di anello e presentano una sezione rialzata, una sorta di bottone che permette al bambino di afferrare con facilità il ciuccio e, quando in bocca, di assumere tutte le posizioni senza che questo dia fastidio.

Con l’avanzare dei mesi si può invece scegliere più liberamente tra prodotti con mascherina a farfalla o con mascherina tonda: la prima è solitamente in plastica dura ed è dunque rigida e meno adattabile al volto del bimbo, la seconda invece è solitamente presente nei ciucci in caucciù o in lattice ed è generalmente dello stesso materiale della tettarella. Infine, ricordiamo che è fondamentale che la mascherina abbia delle aperture o dei fori per il passaggio dell’aria ed è meglio sia dotata anche di aperture laterali: in questo modo eviterete che la pelle del vostro bambino si screpoli a causa dell’umidità prodotta dall’accumulo di saliva sotto la plastica.

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Evoluzione del Ciuccio: Dal Dispositivo Medico all’Accessorio Cult

Il succhietto spesso si sceglie perché bello e simpatico o perché si abbina con l’outfit del nostro bimbo. Tuttavia, la storia del ciuccio ha anche una deriva pop che ha travalicato i confini della nursery. Lo sapevate che la moda dei ciucciotti di plastica, che durante gli anni ’90 spopolavano non solo tra i teen-ager, trae origine, a quanto pare, dai rave party? Ebbene, è così: infatti, siccome il consumo di ecstasy causava (e causa tuttora) un fastidioso digrignare di denti, per ovviare alla cosa e salvaguardare lo smalto dentale, i ragazzi, durante i festival, cominciarono a ficcarsi in bocca dei ciucci per neonati. La moda si diffuse rapidamente anche tra coloro che non avevano l’abitudine di impasticcarsi, perché pare facesse fico portarsi appresso un ciuccio: non in bocca naturalmente, quanto piuttosto su una collana o un portachiavi.

E così, qualcuno pensò bene di sfruttare la tendenza per fare i soldi: nacquero perciò i ciucci in plastica dura, anzi durissima. Erano di tre dimensioni, piccolo, medio e gigante e avevano una scala di colori che pareva infinita. Si trovavano in edicola, nelle bustine o come gadget delle riviste destinate agli adolescenti: ebbero un successo clamoroso. I giovanissimi (e soprattutto le giovanissime) li attaccavano ovunque, alle collane, ai bracciali, agli zaini e persino agli elastici per capelli. C’era chi li cuciva ai pantaloni e chi se li portava legati al collo, in una quantità tale che veniva da chiedersi come facesse a camminare in posizione eretta, con tutto quel peso addosso. Le borsette erano completamente ornate da questi cosi colorati, qualcuna si spingeva persino a legarli ai lacci delle Superga.

Negli anni, ho visto ritentare quel successo infinite volte: con le molle arcobaleno, i bracciali che si arrotolavano al polso schioccando, i bastoncini luminosi poi rivelatisi cancerogeni, le torcette verdi, i fidget spinner, i pop-it; ma - probabilmente perché la purezza mi era stata ormai rubata nell’estate dei miei 9 anni - non ho mai conosciuto gadget estivo più indimenticabile dei ciucci. Chi se li può ricordare, lo faccia. Come il filatelico col francobollo dell’aquila bicipite, come Nabokov con la farfalla Licenide, come il numismatico col Dollaro Capelli Fluenti, io le mattine di quella piattissima estate uscivo di casa col nonno e poche lire appese al collo con l’unico obiettivo di avvistare, poggiato sull’espositore di fronte alle copie dei Gazzettino, l’esemplare mai visto.

Perché forse, quella notte, un’entità misteriosa sulla cui terrena natura non mi interrogavo ne aveva plasmato un altro: un ciuccio bicolore bianco e nero, un ciuccio bronzeo o seppiato, un ciuccio a imitazione delle pietre dure, magari una dimensione intermedia tra piccoli e piccolissimi, oppure un ciuccio cangiante che mutasse colore con la temperatura delle mani, sotto il sole, o immerso in acqua, o ancora un ciuccio trasparente che dentro ne contenesse un altro, come facevano certi mostruosi mandarini. O forse quella notte essi avevano addirittura inventato un ciuccio di colore inedito, mai visto al mondo, brevettato per l’occasione dal dio dei ciucci fuori dallo spettro dell’iride! A quel tempo, non mi ero ancora appassionata alla lettura, non mi piacevano i passatempi da spiaggia dei bambini, non mi interessava né vestirmi né il mio corpo, così - scevra di qualsiasi perturbazione intellettuale o mondana - indossavo qualsiasi pezza muffosa e poi, racchiusa nel mio sacco, attraversavo in semi-anestesia purissime giornate fatte solo di colori che danzavano sotto le palpebre, formicolii da eritema solare, puzza di alghe e melone.

infografica storica sull'evoluzione del design del ciuccio dagli anni '90 a oggi

Analisi del Fenomeno: Status Symbol e Collezionismo

Finché, improvvisamente, furono i ciucci: il primo ingresso nel mondo della moda, del desiderio e della mania di possesso. Non dico del “desiderio di essere come tutti” perché, mentre li accumulavo, non ero propriamente conscia di partecipare a un fenomeno di massa. Sì, li vedevo al collo e sulle borse degli altri bambini, ma l’intera faccenda era più una cosa tra me e i ciucci. Quando a settembre entrai in classe, illuminata dai ciucci appesi alla cartella di cuoio di Enrico Coveri, per la prima volta capii di essere stata, fino allora, una reietta con la cartella di cuoio di Enrico Coveri. Ma adesso era tutto diverso. Le bambine snobbissime che si erano inerpicate sui ghiacciai alpini e avevano raggiunto la Puglia in camper si volevano sedere vicino a me, che avevo passato l’estate ricoperta di crema 60 a guardare partite di bocce. Il tutto perché i miei nonni reduci di guerra vivevano l’acquisto compulsivo di robaccia come una missione di civiltà, e fecero una questione d’onore del mio ammassare ciucci.

Durò poco. Il giorno dopo mia madre, raggiante dopo i tre mesi di separazione estiva, mi tolse quegli orpelli per questioni di bon ton. Non importava, perché per la prima e l’ultima volta mi ero sentita parte di tutte le allucinazioni collettive che non avevano e non avrebbero mai attecchito su di me. I ciucci erano stati i frontman delle future boyband, le figurine di Beverly Hills, i ragazzi da mettere nel “letto di rose.” Forse non mi sarei mai più sentita così per un gadget, un accessorio, un tormentone o uno status symbol. Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. La decisione del Comitato Olimpico contraddice anni di ricerche scientifiche commissionate dallo stesso Comitato Olimpico. Sembrava essere il prete che la Chiesa aspettava. Veri ciucci, che venivano usati come portachiavi o appesi accanto all'Arbre Magique. Sarà vero? Chissà. Ma questi ciuccetti colorati invasero le nostre vite, coinvolgendo pure i maschietti. Un po' come gli scoubidou, anche questi oggettini si trovavano nelle bustine in edicola, o addirittura allegati alle riviste per ragazze. Zaini, scarpe, giubbotti di jeans; e quindi collane, bracciali, orecchini… i ciucci colorati infiammarono i più giovani, contribuendo al pop degli anni '90. Nonostante siano passati vent’anni da quella moda, di tanto in tanto qualcuno prova ancora a rispolverarli fuori e ci sono dei negozi, specialmente on-line, nei quali si possono tranquillamente acquistare.

Guida alla Scelta e Criteri di Acquisto

Vi sono alcuni accorgimenti da tenere a mente quando si decide di utilizzare il ciuccio. Nonostante il ciuccio sia un prodotto molto comune, è sempre più difficile orientarsi tra i moltissimi modelli in commercio e capire quale sia quello più adatto alle esigenze dei propri bambini. Ad esempio, esistono dei ciucci adatti esclusivamente ai neonati a cui abbiamo dedicato un approfondimento specifico. Il primo fattore da prendere in considerazione nella scelta è proprio l’età di utilizzo: questo è un importante punto di partenza per identificare il gruppo di modelli tra cui scegliere quale ciuccio comprare. I ciucci appartenenti a questa fascia d’età sono indicati per i neonati. I prodotti che coprono questa fascia d’età non sono molti, tuttavia è possibile trovarne alcuni. I ciucci che appartengono a questo gruppo hanno una mascherina e una tettarella leggermente più grandi. Questi modelli sono specificamente pensati per bambini più grandi e sono caratterizzati da una mascherina e da una tettarella di dimensioni abbastanza grandi.

Un tipo di ciuccio molto diffuso con tutte le caratteristiche sopra citate è il ciuccio notturno: questo particolare prodotto presenta una mascherina realizzata solitamente in materiali più morbidi rispetto alla plastica dei modelli tradizionali e si differenzia dagli altri tipi perché dispone di un anello fluorescente che s’illumina al buio permettendo al bambino di ritrovare con semplicità il ciuccio durante la notte. I ciucci notturni sono generalmente adatti ai bimbi dai sei mesi in su, che riescono già a riconoscere l’oggetto e sono abituati ad identificarlo come sostituto del seno materno.

Molti ciucci in commercio vengono venduti insieme ad alcuni accessori: questo è sicuramente un valore aggiunto poiché permette di ottimizzare la spesa, tuttavia non riteniamo la presenza di extra una discriminante fondamentale. Il nostro consiglio è quello di scegliere il ciuccio in base ai fattori fondamentali da noi precedentemente identificati e verificare solamente in seguito l’eventuale presenza di accessori. Ricordiamo inoltre che tutti gli accessori pensati per il ciuccio sono acquistabili separatamente: in questo modo ci si può dotare dei soli accessori veramente utili. La selezione finale deve sempre privilegiare la sicurezza del materiale e la funzionalità ergonomica per il benessere del bambino, lasciando la componente estetica, che un tempo dominava le edicole e le mode giovanili, come un elemento puramente accessorio.

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