La vita del feto è un periodo di sviluppo straordinario, caratterizzato da adattamenti fisiologici e anatomici unici che la rendono profondamente differente dalla vita successiva dopo la nascita. Durante questa fase cruciale, ogni sistema corporeo, incluso quello circolatorio, subisce modificazioni specifiche per sostenere la crescita e lo sviluppo in un ambiente intrauterino. Tra le strutture vascolari fondamentali che si formano precocemente e che giocano un ruolo vitale nel garantire l'irrorazione di organi essenziali, spicca il Circolo di Willis, un anello anastomotico arterioso cruciale per l'encefalo. Sebbene la descrizione anatomica dettagliata si riferisca principalmente alla sua conformazione completa, la sua importanza si manifesta fin dalle prime fasi della vita fetale, assicurando un apporto sanguigno costante e adattabile al cervello in rapida crescita.

Peculiarità della Circolazione Fetale
L'ambiente intrauterino richiede un sistema circolatorio altamente specializzato, diverso da quello post-natale. La principale differenza risiede nella dipendenza del feto dalla placenta per lo scambio di gas e nutrienti, e nella funzionalità ancora immatura dei polmoni. La placenta, un organo transitorio e vitale, assume il ruolo di polmone e di apparato digerente per il feto. Essa ha la forma di un disco e la struttura interna simile a quella di una spugna, una conformazione ideale per facilitare l'efficace trasferimento di sostanze essenziali tra la madre e il feto.
In questo contesto, il sangue ossigenato e ricco di nutrienti proveniente dalla madre attraverso la placenta raggiunge il feto. Tuttavia, la circolazione fetale è ingegnosamente progettata per bypassare gli organi non ancora pienamente funzionali, come i polmoni. Per questo motivo, a livello dell'arteria polmonare troviamo il dotto arterioso di Botallo, una connessione vascolare temporanea che consente il passaggio del sangue dall'arteria polmonare direttamente all'aorta, evitando dunque i polmoni. Questo meccanismo assicura che solo una piccola quantità di sangue raggiunga i polmoni fetali non espansi, deviando invece la maggior parte del flusso verso il resto del corpo del feto, compreso il suo encefalo. Una volta che il sangue ha distribuito ossigeno e nutrienti ai tessuti fetali, le arterie ombelicali portano nuovamente il sangue alla placenta. Qui, questo potrà ricevere un nuovo carico di ossigeno e nutrienti dal sangue materno, chiudendo così il ciclo di una circolazione altamente efficiente e adattata alle esigenze dello sviluppo prenatale.

Il Circolo di Willis: Fondamento della Vascolarizzazione Cerebrale Fetale e Oltre
In questo intricato panorama della circolazione fetale, l'irrorazione sanguigna dell'encefalo rappresenta una priorità assoluta data la sua rapida crescita e differenziazione. Il Circolo di Willis, o poligono di Willis, è un sistema di arterie interconnesse tra loro che svolge un ruolo insostituibile nel garantire questo apporto vitale. Situato strategicamente alla base della scatola cranica, questa struttura è fondamentale per la perfusione cerebrale, fin dalle sue prime fasi di sviluppo nel feto.
Deve il suo nome a Thomas Willis, un anatomista e medico inglese che nel XVII secolo ne descrisse per primo in modo dettagliato la conformazione, il poligono di Willis è, infatti, un sistema di arterie molto importante che fornisce sangue all’encefalo. La sua esistenza riflette un'incredibile capacità adattativa dell'organismo, progettata per proteggere l'organo più complesso e critico. In anatomia, il termine anastomosi indica generalmente un collegamento fra vasi sanguigni, ma può riferirsi anche a un collegamento fra nervi, fra fibre connettivali, fra fibre miocardiche o fra due organi. Nel contesto del Circolo di Willis, le anastomosi vascolari sono essenziali per la sua funzione.
Questa struttura anatomica cruciale si presenta come un importante anello anastomotico, localizzato nella cisterna interpeduncolare, in stretto rapporto con la faccia inferiore dell’encefalo. La sua posizione è tale che circonda il chiasma ottico e le formazioni della fossa interpeduncolare, integrandosi intimamente con le delicate strutture neurologiche alla base del cervello. Più precisamente, il poligono di Willis è un cerchio di arterie interconnesse tra loro, situato alla base del cranio, nelle vicinanze del chiasma ottico, dell'ipotalamo e del cosiddetto gambo dell'ipofisi. Questa collocazione non è casuale ma testimonia la sua funzione centrale nel sistema vascolare cerebrale, assicurando una fornitura ematica stabile e resiliente.
Anatomia Dettagliata del Circolo di Willis
La complessità e l'efficacia del Circolo di Willis risiedono nella sua architettura meticolosa. La vascolarizzazione dell’encefalo è fornita dalle arterie vertebrali, basilare, e carotidi interne, con i loro rispettivi rami collaterali e terminali, che sono unite, in via funzionale, dal poligono di Willis (o circolo arterioso o eptagono di Willis). Questa confluenza arteriosa rappresenta un vero e proprio hub distributivo, ottimizzato per le esigenze metaboliche del cervello.
Il circolo rappresenta la confluenza di tre arterie principali: l'arteria basilare, che è formata dalla confluenza delle arterie vertebrali destra e sinistra (queste ultime sono le prime collaterali della succlavia), e le due arterie carotidi interne, una destra e una sinistra. È interessante notare che tutti questi rami, con la notevole eccezione dell'arteria cerebrale posteriore, che è un ramo dell'arteria basilare, derivano dall'arteria carotide interna. Questa organizzazione evidenzia l'importanza delle carotidi interne come principali fornitori di sangue all'encefalo, specialmente per le sue porzioni anteriori e laterali.
La struttura del Circolo di Willis può essere descritta in base alle sue componenti anteriori, laterali e posteriori:
- In avanti, è formato dal tratto iniziale delle due arterie cerebrali anteriori, le quali sono unite fra loro dall’arteria comunicante anteriore. Questa sezione è fondamentale per la perfusione della parte anteriore del cervello.
- Sui lati, sono presenti le arterie comunicanti posteriori che, originate dall’arteria carotide interna, raggiungono l’arteria cerebrale posteriore dello stesso lato. Queste connessioni laterali sono cruciali per la comunicazione e il bilanciamento del flusso tra il sistema carotideo e quello vertebro-basilare.
- In dietro, è costituito dal tratto iniziale delle arterie cerebrali posteriori, le quali derivano dalla biforcazione del tronco basilare. Questa porzione posteriore garantisce l'irrorazione delle regioni posteriori del cervello.

Il sistema delle arterie carotidi interne rappresenta la porzione anteriore del poligono di Willis, nonché la parte di quest'ultimo più prossima alla fronte e più distante dalla nuca. Questa sezione include l'arteria cerebrale anteriore destra e l'arteria cerebrale anteriore sinistra, insieme all'arteria comunicante posteriore destra e all'arteria comunicante posteriore sinistra. Al contrario, il sistema vertebro-basilare costituisce la porzione posteriore del poligono di Willis, nonché la parte di quest'ultimo più vicina alla nuca e più distante dalla fronte. Di esso fanno parte l'arteria cerebrale posteriore destra e l'arteria cerebrale posteriore sinistra. Idealmente, il poligono di Willis è paragonabile a un eptagono, in cui i 7 lati sono: l'arteria comunicante anteriore, le due arterie cerebrali anteriori, le due arterie comunicanti posteriori e le due arterie cerebrali posteriori.
Nonostante la sua descrizione classica, la terminologia "poligono" è tuttavia anatomicamente poco corretta, e dovrebbe essere abbandonata in favore del nome più appropriato, ovvero "circolo". Difatti, la grande variabilità anatomica dell'organismo umano raramente si traduce in forme poligonali (o riconducibili a poligoni) del circolo arterioso. Questo circolo comunemente risulta addirittura incompleto, ad esempio, per l'assenza dell'arteria comunicante anteriore. In effetti, il circolo di Willis è una struttura dell'apparato circolatorio di cui esistono numerose varianti anatomiche e che solo in un 25-35% delle persone presenta le caratteristiche riportate in questo articolo e corrispondenti all'anatomia normale (o classica). Questa variabilità sottolinea l'adattabilità biologica e le diverse strategie che il corpo può adottare per raggiungere la stessa funzione vitale.
Funzione Adattativa e Meccanismi di Compensazione
La principale ragion d'essere del Circolo di Willis è la sua capacità di mantenere una perfusione cerebrale costante e adeguata, anche in condizioni avverse. Attraverso i tratti anastomotici del poligono di Willis si attua il regolare passaggio del sangue in varia direzione. Ciò realizza un continuo conguaglio di pressione fra arteria carotide interna e arteria vertebrale, con un’uniforme distribuzione del sangue a tutto l’encefalo. Questo meccanismo di equalizzazione della pressione e ridistribuzione del flusso è vitale per prevenire aree di ipoperfusione che potrebbero causare danni neurologici.
L'evoluzione ha dato vita al poligono di Willis proprio per questo scopo fondamentale: doveva garantire all'encefalo un sistema di rifornimento sanguigno in cui, anche in presenza di un'occlusione, potesse comunque circolare efficacemente il sangue. Questo concetto di ridondanza è un capolavoro dell'ingegneria biologica. Infatti, un sistema di arterie come il poligono di Willis, in cui c'è un'interconnessione totale delle varie componenti, fa sì che il sangue possa intraprendere una via alternativa nel momento in cui quella canonica presenta un ostacolo. Questa capacità di vicarianza è particolarmente critica in un organo come il cervello, che è estremamente sensibile alla mancanza di ossigeno e nutrienti.
L'importanza del circolo anastomotico si estende anche all'irrorazione di strutture cerebrali secondarie, ma non meno vitali. Sotto il controllo del circolo anastomotico dell’encefalo sono anche le arterie che forniscono l’apparato della vista, come l’arteria oftalmica, e quelle dirette al labirinto membranoso, come l’arteria uditiva interna. Ciò dimostra come il sistema vascolare cerebrale sia integrato e come il Circolo di Willis influenzi indirettamente anche la funzionalità di organi sensoriali complessi.
Inoltre, l'azione irrorante del poligono di Willis è combinata all'azione irrorante dell'arteria cerebrale media, un'arteria pari del sistema circolatorio dell'encefalo che trae origine, quindi ne è una branca, dall'arteria carotide interna. Questa sinergia tra le varie arterie cerebrali garantisce una copertura vascolare completa e una protezione contro le interruzioni del flusso.
Arterie cerebrali e poligono di Willis
Rilevanza Clinica e Patologie Associate
Nonostante la sua straordinaria efficienza e la capacità di compensazione, il Circolo di Willis e le arterie cerebrali ad esso connesse non sono immuni da patologie, le cui conseguenze possono essere devastanti. Va ricordato, infine, che le arterie cerebrali, per le loro caratteristiche di arterie terminali in alcune delle loro diramazioni più distali, non consentono una supplenza vascolare completa in ogni distretto. Questo significa che il distretto servito da ciascuna arteria, in caso di ostruzione arteriosa per eventi patologici, va incontro a tutti i fenomeni del deficit vascolare, come l'ischemia e l'infarto.
Tra le condizioni patologiche che possono compromettere la funzionalità di questo delicato sistema, la trombosi è una delle più significative. Con il termine trombosi si indica il processo di formazione di un trombo, ovvero un coagulo sanguigno anomalo, sulla parete di vene o arterie. In medicina, il termine "trombosi" indica il processo patologico di formazione di un coagulo sanguigno anomalo, il cui specifico è trombo, sulla parete di un'arteria o una vena. La trombosi è un fenomeno pericoloso, perché produce un ostacolo alla circolazione del sangue e perché, qualora si staccasse dalla sede di formazione, potrebbe circolare liberamente nel sangue e ostruire completamente un vaso sanguigno della medesima grandezza, causando embolia e ulteriori danni.
Un'altra patologia di rilievo è l'aneurisma. L’aneurisma è una dilatazione anomala permanente di un tratto di un’arteria. Più specificamente, un aneurisma è una dilatazione anomala permanente di un breve segmento di arteria, che può, complice la fragilità della sua parete, rompersi e dare luogo a un'emorragia interna spesso fatale. Essendo fragili, le pareti delle arterie colpite da aneurisma possono rompersi e dare luogo ad un’emorragia interna molto spesso fatale, specialmente quando si verificano a livello delle arterie cerebrali, dove la fuoriuscita di sangue nel delicato ambiente encefalico può causare un ictus emorragico.
Infine, esistono condizioni che, pur non originando direttamente dal Circolo di Willis, ne influenzano la circolazione. La sindrome da Furto della Succlavia, ad esempio, è causata da una stenosi, ovvero un restringimento anomalo, dell’arteria succlavia. Questa condizione comporta una conseguente riduzione della circolazione sanguigna all’interno del poligono di Willis, poiché il sangue viene "sottratto" al circolo cerebrale per perfondere il braccio, compromettendo la sua funzione di ridondanza. La comprensione di queste patologie e della complessa anatomia del Circolo di Willis è fondamentale per la diagnosi e il trattamento delle malattie cerebrovascolari, le cui origini possono talvolta risalire anche a vulnerabilità presenti o sviluppatesi durante la vita fetale.
